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Salute

I malori della 44ª settimana 2025

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Oderzo, provincia di Treviso: «Oderzo, scontro tra bus con 50 studenti e auto: malore alla guida morto 85enne, feriti 11 ragazzi». Lo riporta la Repubblica.

 

Arcugnano, provincia di Vicenza: «Malore al lavoro, 50enne muore durante un intervento su una caldaia». Lo riporta VicenzaToday.

 

Malo, provincia di Vicenza: «Serata con gli amici, poi la tragedia. Dirigente sportivo di 58 anni stroncato da un malore». Lo riporta Il Giornale di Vicenza.

 

Battipaglia, provincia di Salerno: «Camionista colto da malore su A2: accosta per evitare incidenti prima di morire». Lo riporta La Repubblica.

 

Cento, provincia di Ferrara: «Tragedia in albergo, si accascia per un malore e muore: sul posto 118 e carabinieri». Lo riporta FerraraToday.

 

Pederobba, provincia di Treviso: «Colpita da un malore a casa, muore a 18 anni fra le braccia della mamma». Lo riporta il Corriere del Veneto.

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Turbigo, città metropolitana di Milano: «65enne di Buscate muore per un malore sul posto di lavoro». Lo riporta VareseNews.

 

Mestre, città metropolitana di Venezia: «Muore a 41 anni in un incidente in tangenziale: colta da malore o da un colpo di sonno». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Andria, provincia di Barletta-Andria-Trani: «Un malore e poi il decesso in auto». Lo riporta AndriaLive.

 

Ceva, provincia di Cuneo: «Maestra nella scuola d’infanzia a Ceva muore dopo un malore. Aveva 47 anni e due figli». Lo riporta La Stampa.

 

Misterbianco, città metropolitana di Catania: «SS121: accusa malore alla guida e muore». Lo riporta Etna News 24.

 

San Pellegrino, provincia di Bergamo: «Settantenne stroncato da un malore». Lo riporta L’Eco di Bergamo.

 

Sciaffusa, Confederazione Elvetica: «Colta da un malore mentre giocava a calcio, 13enne perde la vita». Lo riporta Ticinonline.

 

Caserta: «Va al mare per una giornata di relax e muore in spiaggia per un malore». Lo riporta CasertaNews.

 

Cabella Ligure, provincia di Alessandria: «Morto un escursionista a causa di un malore». Lo riporta Alessandria Oggi.

 

Firenze: «Morto dopo un malore, il presidente della Rondinella si era candidato alle elezioni in Toscana». Lo riporta Virgilio.

 

Quartu, città metropolitana di Cagliari: «Addio all’imprenditrice: un malore fatale l’ha portata via». Lo riporta Casteddu On line.

 

Terrasini, città metropolitana di Palermo: «Il malore e la tragedia: muore a 63 anni». Lo riporta LiveSicilia

 

Pontecagnano Faiano, provincia di Salerno: «Colto da malore: muore a 67 anni mentre attende l’auto medica». Lo riporta SalernoToday.

 

Borgo San Dalmazzo, provincia di Cuneo: «Un malore dopo cena al rientro dalla gita domenicale stronca l’ex elettrauto». Lo riporta La Stampa.

 

Moresco, provincia di Fermo: «Muore sul trattore: stroncato da un malore a 55 anni». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Sassari: «Ha un malore nella notte, muore». Lo riporta La Nuova Sardegna.

 

Sharm el-Sheik, Egitto: «Muore in vacanza in Egitto: stroncata da un malore durante un bagno a Sharm». Lo riporta Today.

 

Belluno: «Due morti in montagna dopo un malore». Lo riporta RaiNews.

 

Civitanova, provincia di Macerata: «Colto da malore in strada: uomo si accascia a terra e muore». Lo riporta Picchio News.

 

Dubino, provincia di Sondrio: «Tragedia nei boschi: malore stronca allevatore 70enne». Lo riporta La Provincia Unica Tv.

 

Chiesina Uzzanese, provincia di Pistoia: «Malore fatale a 54 anni». Lo riporta La Nazione.

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Palermo: «Muore stroncato da un malore medico di 67 anni». Lo riporta la Gazzetta di Siena.

 

Cottbus, Germania: «Tragedia in Germania: malore allo stadio, tifoso del Lipsia muore prima del match di DFB-Pokal». Lo riporta Tuttomercatoweb.

 

Biella: «Muore in casa per un malore a 48 anni». Lo riporta Prima Biella.

 

Atena Lucana, provincia di Salerno: «Colpito da malore, svenne sbattendo la testa. Morto dopo giorni commercialista ». Lo riporta Radio Alfa.

 

Folignano, provincia di Ascoli Piceno: «Ha un malore mentre è alla guida: 61enne rianimata dall’equipaggio del 118». Lo riporta Cronache Picene.

 

Pordenone: «Stroncato improvvisamente da un malore lo storico parrucchiere. Aveva 72 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Milano:«Passeggero ha un malore, scattano i soccorsi: metro rallentata a Milano». Lo riporta MilanoToday.

 

Oca Marina, provincia di Rovigo: «Bomba carta sul tifoso, malore e partita sospesa». Lo riporta Polesine24.

 

Cavazzo Carnico, ente di decentramento regionale di Udine: «Malore in montagna: grave un 81enne». Lo riporta UdineToday.

 

Sirolo provincia di Ancona: «Malore in mare, sviene durante un’immersione: paura per un sub». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Ancona: «Malore in via Giordano Bruno, uomo colto da un infarto mentre passeggia in strada». Lo riporta AnconaToday.

 

Viareggio, provincia di Lucca: «Malore per il “prete operaio”: soccorso e trasportato in ospedale». Lo riporta Il Cuoioindiretta.

 

Lecco: «Accusa un malore alla fermata dell’autobus: ragazza soccorsa dall’ambulanza». Lo riporta Prima Lecco.

 

Salerno: «Colta da malore in casa: centenaria elitrasportata al Ruggi». Lo riporta SalernoToday.

 

Vittorio Veneto, provincia di Treviso:« Malore sul sentiero, elisoccorso a Sant’Augusta: recuperato col verricello». Lo riporta Qdpnews.

 

Cosenza: «Tragedia alla Festa del Cioccolato: malore fatale per un volontario del 118». Lo riporta Calabria Diretta News.

 

Argignano, provincia di Ancona: «Malore sul trattore ad Argignano: soccorso un 62enne». Lo riporta Cronache Ancona.

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Parma: «Malore in casa in piazzale Maestri: arrivano vigili del fuoco, carabinieri e polizia». Lo riporta la Gazzetta di Parma.

 

Sulmona, provincia dell’Aquila: «Intervento tempestivo: Anziano salvato da un malore grazie al pronto intervento del 118». Lo riporta Abruzzo Sera.

 

Como: «Incinta al nono mese trasportata in elisoccorso dopo un malore». Lo riporta Prima Como.

 

Biella: «Malore al rifugio “La Ciota” sul Monte Barone: anziano soccorso dall’elicottero». Lo riporta Notizia Oggi.

 

Casciago, provincia di Varese: «Malore per un uomo di 54 anni a Casciago sul posto di lavoro». Lo riporta VareseNews.

 

Ostia, città metropolitana di Roma capitale: «Incidente sulla Colombo, la nonna ricoverata per un malore». Lo riporta la Repubblica.

 

Piacenza: «Attimi di paura a scuola, malore per una studentessa: accertamenti in corso». Lo riporta Piacenza24.

 

Vernazza, provincia della Spezia: «Malore durante l’escursione tra Monterosso e Vernazza, ottantenne francese soccorsa». Lo riporta la Città della Spezia.

 

Napoli: «Accusa un malore alla Giornata della Salute, salvato dai medici della Asl». Lo riporta Il Roma.

 

Lecce: «Farmacista salva la vita a una cliente entrata per un malore: “Aveva un infarto in corso”». Lo riporta la Repubblica.

 

Parma: «La bimba ha una crisi epilettica, la madre ha un malore: la polizia locale scorta l’auto in ospedale». Lo riporta ParmaToday.

 

Fabriano, provincia di Ancona: «Malore mentre lavora nei campi. È grave». Lo riporta La Nuova Riviera.

 

Barzanò, provincia di Lecco: «Malore improvviso a scuola, soccorsa una studentessa». Lo riporta Prima Merate.

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Milano: «Incidente a Milano per il fratello di Paolo Maldini: malore e schianto contro 4 auto». Lo riporta MilanoToday.

 

Firenze: «Marco Masini, malore per il batterista durante il concerto: la paura e poi la sorpresa tra gli applausi». Lo riporta Il Tirreno.

 

Aprilia, provincia di Latina: «Commette un furto poi accusa un malore, accertamenti dei carabinieri». Lo riporta Radio Studio 93.

 

Venezia: «Operaio per 150 euro al mese, l’impresario lo mette in regola subito dopo il malore in cantiere: contratto firmato mezz’ora prima dell’arrivo dei carabinieri». Lo riporta il Corriere Veneto.

 

Bormio, provincia di Sondrio: «Scuolabus precipita in un torrente in Valtellina: 5 feriti, forse un malore dell’autista». Lo riporta Rainews.

 

Marsiglia, Francia: «Malore per Bilal Nadir durante Marsiglia-Angers». Lo riporta Sky TG24.

 

L’Aquila: «Morto per un malore durante un incontro hot: la squillo lo ripulisce e lo riveste, poi fugge sotto choc». Lo riporta Virgilio.

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Salute

Le microplastiche potrebbero causare malattie cardiache

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Le microplastiche causano la formazione di placche arteriose nei topi, una condizione che porta a malattie cardiache. Lo riporta un nuovo studio.   Uno studio pubblicato sulla rivista Environment International ha rilevato un marcato aumento dell’accumulo di placca nelle arterie di topi maschi esposti a microplastiche, a dosi paragonabili a quelle riscontrabili nell’ambiente reale.   I ricercatori hanno inoltre osservato alterazioni a livello cellulare e nell’espressione genica direttamente associate alla formazione di placca.

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Va sottolineato che i topi non hanno sviluppato né obesità né ipercolesterolemia, fattori classicamente legati alla patologia aterosclerotica; del resto, l’«ipotesi lipidica-cardiaca» che attribuisce al colesterolo il ruolo di causa principale delle malattie cardiovascolari è stata largamente screditata fin dagli anni Cinquanta.   Curiosamente, le topi femmine non hanno mostrato lo stesso effetto in presenza delle microplastiche. Gli autori ipotizzano che l’ormone estrogeno, tipico dell’organismo femminile, possa svolgere un ruolo protettivo contro la formazione di placca.   «Questo studio mette in evidenza l’urgenza di ridurre drasticamente l’esposizione umana alle microplastiche e di adottare misure concrete per limitarne la produzione», ha dichiarato Timothy O’Toole, professore associato di medicina presso l’Università di Louisville.   «Sebbene le microplastiche siano state già rilevate nei vasi sanguigni e nei cuori di pazienti malati, e i loro livelli risultino correlati alla gravità della malattia e al rischio di eventi futuri, il loro ruolo diretto nello sviluppo delle patologie cardiovascolari è rimasto finora incerto», ha aggiunto.   Si calcola che tra il 1950 e il 2017 siano state prodotte oltre nove miliardi di tonnellate di plastica, più della metà delle quali dopo il 2004. La quasi totalità di questa plastica finisce prima o poi nell’ambiente, dove si frammenta – per azione degli agenti atmosferici, dei raggi UV e degli organismi viventi – in particelle sempre più piccole: microplastiche e, successivamente, nanoplastiche.   All’interno delle nostre case, le principali fonti di microplastiche sono le fibre sintetiche di abbigliamento, mobili e tappeti: si accumulano nella polvere domestica, restano sospese nell’aria e vengono inalate quotidianamente.   Nuovi studi continuano a uscire con regolarità e collegano l’esposizione alle microplastiche a pressoché tutte le principali malattie croniche: dalla sindrome dell’intestino irritabile all’obesità, dall’autismo al cancro, fino ad Alzheimer e infertilità.   Come riportato da Renovatio 21, il tema dell’infertilità, come quello del cancro, era stato toccato da altri studi che investigavano le microplastiche presenti nell’inquinamento atmosferico.   Gli scienziati stanno trovando tracce della plastica in varie parti del corpo umano, compreso il cervello. Un altro studio ha provato la presenza di plastica nelle nuvole della pioggia.
Come riportato da Renovatio 21, uno studio di mesi fa ha collegato l’esposizione a microplastiche alle nascite premature. Uno studio sottoposto a revisione paritaria, pubblicato sulla rivista Toxicological Sciences a inizio anno aveva trovato nella placenta umana microplastiche dannose, alcune delle quali sono note per scatenare l’asma, danneggiare il fegato, causare il cancro e compromettere la funzione riproduttiva.

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Come riportato da Renovatio 21, quantità di microplastica avrebbero raggiunto i polmoni umani con l’uso delle mascherine imposto durante il biennio pandemico.   La microplastica nell’intestino è stata correlata da alcuni studi a malattie infiammatorie croniche intestinali. Altre ricerche hanno scoperto che le microplastiche causano sintomi simili alla demenza.   Come riportato da Renovatio 21un nuovo studio emerso mesi fa ha stabilito che le comuni bustine da tè realizzate in fibre polimeriche rilasciano enormi quantità di micro e nanoplastiche tossiche nel liquido durante l’infusione.   L’onnipresenza della microplastica è provata dalla presenza nei polmoni degli uccelli e persino strati di sedimenti non toccati dall’uomo moderno.   Secondo nuove ricerche, le microplastiche sarebbero in grado inoltre di rendere batteri come l’E.Coli più resistente agli antibiotici.

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Cancro

I tatuaggi collegati ad un rischio più elevato di cancro della pelle. Per il fegato chiedete alla Yakuza

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Un recente studio ha rilevato che chi porta tatuaggi corre un rischio del 29% superiore di ammalarsi di una variante aggressiva di tumore cutaneo.

 

Gli studiosi hanno indagato il nesso tra tatuaggi e melanoma cutaneo, una neoplasia che origina dalle cellule preposte alla produzione di melanina, il pigmento responsabile della colorazione di pelle, capelli e iride.

 

Il melanoma cutaneo è ritenuto la forma più insidiosa di cancro della pelle e, se non curato per tempo, può metastatizzare con rapidità ad altre zone del corpo. Pur potendo insorgere in qualunque distretto corporeo, tipicamente si manifesta nelle zone cutanee esposte ai raggi solari. I ricercatori hanno vagliato le cartelle cliniche di oltre 3.000 svedesi tra i 20 e i 60 anni, riscontrando un incremento del 29% nella probabilità di melanoma cutaneo tra i tatuati.

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Non è emersa alcuna correlazione tra l’estensione del tatuaggio e un pericolo accresciuto di insorgenza tumorale. «I tatuaggi policromi, sia isolati sia abbinati a neri o grigi, paiono legati a un lieve innalzamento del rischio di melanoma cutaneo», hanno osservato gli autori. «Non si è rilevato che i tatuati con forte esposizione ai raggi UV manifestino un pericolo maggiore di melanoma cutaneo rispetto a quelli con minor irraggiamento. Dunque, i nostri risultati indicano che la scomposizione accelerata dei pigmenti indotta dai raggi UV non amplifica il rischio di melanoma oltre quello intrinseco all’esposizione ai tatuaggi stessi».

 

La ricerca ha pure evidenziato che il picco di vulnerabilità si registra tra chi esibisce tatuaggi da 10 a 15 anni.

 

L’inchiostro tatuato è percepito dal corpo come un corpo estraneo, scatenando una reazione immunitaria: i pigmenti vengono racchiusi dalle cellule del sistema immunitario e convogliati ai linfonodi per lo stoccaggio.

 

Secondo i dati disponibili, il numero di italiani tatuati sarebbe stimato intorno ai 7 milioni, pari a circa il 12,8-13% della popolazione over 12 anni. Questa cifra proviene principalmente da un’indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel 2015, su un campione di oltre 7.600 persone rappresentative della popolazione italiana dai 12 anni in su, e confermata in report successivi di altri enti. Se si includono gli “ex-tatuati” (chi ha rimosso il tatuaggio), la percentuale sale al 13,2%.

 

In Italia le donne sono leggermente più tatuate (13,8%) rispetto agli uomini (11,7-11,8%). I minorenni (12-17 anni) costituirebbero circa il 7,7-8% dei tatuati, con l’età media del primo tatuaggio intorno ai 25 anni. La fascia d’età in cui il tattoo è più diffuso è quella dei 35-44 anni (23,9% tra i tatuati).

 

Alcuni articoli e sondaggi parlano di un 48% della popolazione tatuata, che renderebbe l’Italia il paese più tatuato al mondo, prima di Svezia 47% e USA 46%. Tuttavia alcuni non ritengono questa cifra attendibile.

 

Secondo quanto riportato solo il 58,2% degli italiani è informato sui rischi (infezioni, allergie, ecc.). Il 17-25% dei tatuati vorrebbe rimuoverlo, per un totale di oltre 1,5 milioni di potenziali rimozioni.

 

La categoria sociale più vastamente tatuata del mondo è probabilmente quella dei mafiosi giapponesi, i famigerati Yakuza. Secondo varie fonti storiche, giornalistiche e culturali, i membri di alto livello della Yakuza (i cosiddetti oyabun o boss) soffrono spesso di problemi epatici gravi, come cirrosi o insufficienza epatica, e i tatuaggi tradizionali (irezumi) sono considerati un fattore contributivo importante

 

I tatuaggi Yakuza sono estesi (coprono spesso schiena, braccia, petto e gambe in un «body suit» completo) e realizzati con tecniche tradizionali manuali (tebori), usando aghi di bambù o metallo e inchiostri a base di carbone (sumi). Ciò può portare al blocco delle ghiandole sudoripare, con la densità dell’inchiostro e le cicatrici multiple impediscono al sudore di evaporare normalmente dalla pelle. Il sudore aiuta a eliminare tossine (come alcol e metaboliti), quindi il fegato deve «lavorare di più» per processarle, accelerando il danno epatico. Questo è un problema comune tra i boss anziani, che hanno tatuaggi completati in anni di sessioni dolorose.

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Vi sarebbe inoltre il rischio di infezioni e epatite C: gli aghi non sterilizzati (comuni nelle sessioni tradizionali) trasmettono facilmente virus come l’epatite C, che attacca direttamente il fegato causando infiammazione cronica e cirrosi. Molti boss hanno contratto l’epatite proprio durante i tatuaggi, e questo è un fattore dominante nei casi documentati.

 

Infine, la tossicità dell’inchiostro: i pigmenti tradizionali possono causare febbri sistemiche e accumulo di metalli pesanti (come piombo o cromo), che sovraccaricano il fegato nel tempo, specialmente con un abuso di alcol (comune nella Yakuza per «festeggiamenti» e rimedio allo stress).

 

L’esempio più noto è quello di Tadamasa Goto (ex-boss del clan Goto-gumi, noto come «il John Gotti del Giappone»): nel 2001, a 59 anni, ha dovuto volare negli USA per un trapianto di fegato al UCLA Medical Center, saltando una lista d’attesa di 80 persone – secondo quanto scrissero i media, pagando 1 milione di dollari e fornendo info all’FBI. La sua cirrosi era dovuta a epatite C da tatuaggi non sterili, alcolismo e stile di vita.

 

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Essere genitori

I bambini con cellulare prima dei 12 anni corrono un rischio maggiore di obesità, depressione e sonno scarso

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Ran Barzilay, MD, Ph.D., autore principale di uno studio pubblicato lunedì su Pediatrics e psichiatra infantile e adolescenziale presso il Children’s Hospital di Philadelphia, ha dichiarato a The Defender che spera che i genitori considerino in che modo la decisione di dare un cellulare ai propri figli possa influire sulla loro salute.   Secondo una ricerca pubblicata lunedì su Pediatrics, i bambini che possiedono un cellulare entro i 12 anni corrono un rischio maggiore di obesità, depressione e mancanza di sonno rispetto ai bambini che non ne hanno uno. Inoltre, più sono piccoli quando ricevono il telefono, maggiore è il rischio che diventino obesi e abbiano difficoltà a dormire.   Ran Barzilay, MD, Ph.D., autore principale dello studio e psichiatra infantile e adolescenziale presso il Children’s Hospital di Philadelphia, ha dichiarato a The Defender che spera che i genitori considerino in che modo la decisione di dare un cellulare ai propri figli possa influire sulla loro salute.   «Non dovrebbe essere qualcosa che fai e poi dimentichi», ha detto Barzilay. «Piuttosto, i genitori dovrebbero comunicarlo ai loro figli e collaborare per capire come il possesso di uno smartphone influisca sul loro stile di vita e sul loro benessere».

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Gli autori dello studio hanno condotto analisi statistiche dei dati su oltre 10.000 dodicenni statunitensi nell’ambito dell’Adolescent Brain Cognitive Development Study, descritto come «la più ampia analisi a lungo termine sullo sviluppo cerebrale dei bambini condotta negli Stati Uniti fino ad oggi».   Il team di Barzilay ha riunito ricercatori del Children’s Hospital di Philadelphia, della Penn Medicine, dell’Università della California, Berkeley e della Columbia University.   Oltre a prendere in considerazione i dodicenni che già possedevano un cellulare, hanno monitorato anche i dodicenni che non ne avevano uno all’inizio dell’anno, ma che ne avevano ricevuto uno all’età di 13 anni.   «Quando hanno compiuto 13 anni», ha detto Barzilay, «quelli che avevano ricevuto uno smartphone in quell’anno avevano maggiori problemi di salute mentale e di sonno rispetto ai ragazzi che ancora non ne avevano uno».   Ciò era vero anche quando gli autori tenevano conto della salute mentale e dei problemi di sonno dei bambini dell’anno precedente, ha aggiunto.

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I genitori devono parlare con i loro figli dell’uso del cellulare

Barzilay ha sottolineato che i cellulari non sono intrinsecamente dannosi. «Offrono vantaggi significativi, connettendo le persone e fornendo accesso a informazioni e conoscenze», ha affermato.   Ha empatizzato con i genitori che devono decidere per quanto tempo aspettare a dare un cellulare ai propri figli e che devono stabilire dei limiti di tempo una volta che lo fanno.   I genitori possono stare tranquilli che i cellulari non sono ammessi nella stanza dei bambini durante la notte e che è opportuno dedicare loro del tempo per socializzare e fare attività fisica, ha affermato.   Barzilay ha anche incoraggiato i genitori ad aiutare i propri figli a sviluppare «abitudini tecnologiche sane» parlando regolarmente con loro dell’uso del cellulare e di come li fa sentire.   «Quando gli adolescenti capiscono che queste conversazioni nascono da un impegno genuino nei confronti della loro salute, sono più propensi a collaborare con i genitori, riconoscendo che entrambe le parti condividono l’obiettivo comune di sostenere il loro benessere generale», ha affermato.

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I social media sono solo una parte del problema

Lo studio di Pediatrics si è concentrato sul possesso di cellulari, non sul tipo di contenuti a cui i bambini accedono quando li usano.   Tuttavia, parte della controversia sull’uso del cellulare da parte dei bambini riguarda l’impatto negativo dei social media su di loro. Ad esempio, The Defender ha recentemente riportato la notizia di una ragazzina di 12 anni che si è tolta la vita appena tre settimane dopo aver iniziato ad assumere Prozac, in seguito ad anni di dipendenza dai social media che, secondo i suoi genitori, avevano contribuito alla sua depressione.   Sua madre è ora coinvolta in una causa che accusa TikTok, Snapchat e YouTube di aver preso di mira i bambini vulnerabili con contenuti dannosi.   A gennaio, i ricercatori dell’organizzazione no-profit Sapien Labs hanno riferito che sentimenti di aggressività, rabbia e allucinazioni erano in forte aumento tra gli adolescenti negli Stati Uniti e in India, e che tale aumento era collegato all’età sempre più precoce in cui i bambini acquistano i cellulari.   Questo mese, l’Australia si prepara a implementare il primo divieto nazionale al mondo sui social media per gli adolescenti. A partire dal 10 dicembre, le aziende di social media dovranno adottare «misure ragionevoli» per garantire che i bambini e gli adolescenti di età inferiore ai 16 anni in Australia non possano creare account sulle loro piattaforme.   Entro tale data, le aziende dovranno anche rimuovere o disattivare gli account dei giovani australiani.   Ma i cellulari non sono dannosi per i bambini solo a causa dei social media, secondo il dottor Robert Brown, radiologo diagnostico con oltre 30 anni di esperienza e vicepresidente della ricerca scientifica e degli affari clinici per l’Environmental Health Trust.   All’inizio di quest’anno, Brown ha pubblicato una ricerca che dimostrava che bastano appena 5 minuti di esposizione al cellulare per far sì che le cellule del sangue di una donna sana si aggregassero in modo anomalo, anche quando il cellulare si trovava a un centimetro dalla pelle.   Brown ha dichiarato al The Defender di essere incoraggiato nel vedere istituzioni di alto livello come l’Università della Pennsylvania prestare attenzione alle conseguenze dell’uso dei cellulari sulla salute dei bambini.   Tuttavia, vorrebbe anche che la ricerca si concentrasse su come le radiazioni a radiofrequenza (RF) emesse dai telefoni danneggiano la salute dei bambini. «Non è solo la giovane età in cui si acquista un telefono a essere responsabile», ha affermato.   Miriam Eckenfels, direttrice del programma sulle radiazioni elettromagnetiche (EMR) e wireless di Children’s Health Defense, è d’accordo.   «Lo studio di Pediatrics si aggiunge alla montagna di prove che dimostrano che gli smartphone sono problematici e che i genitori devono proteggere i propri figli. Oltre al contenuto, anche le radiazioni RF sono dannose».   Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ormai riconosciuto che ci sono prove «altamente certe» che l’esposizione alle radiazioni dei cellulari provoca due tipi di cancro negli animali, ha affermato.   «Genitori e pubblico devono avviare un dialogo sensato sulla tecnologia quando si tratta dei nostri figli e smettere di dare per scontato che queste tecnologie siano innocue», ha affermato Eckenfels.   Suzanne Burdick Ph.D.   © 2 dicembre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Questo articolo è stato aggiornato per chiarire che il bupropione (Wellbutrin) è un antidepressivo, ma non un SSRI. È un inibitore della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina, o NDRI.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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