Alimentazione
Gli scienziati collegano gli hot dog alla demenza (appassionati della pizza, tremate: stanno per arrivare anche a voi)
Un nuovo e imponente studio angloamericano ha scoperto una possibile correlazione tra una dieta ricca di carni lavorate – hot dog, bacon e simili – e un aumento del rischio di sviluppare la demenza più avanti nella vita.
La testata Gizmodo riferisce che un team di scienziati dell’Università di Leeds e della Yale University ha scoperto che potrebbe esserci un legame più grande e più specifico tra carni lavorate e salute cognitiva di quanto gli esperti pensassero in precedenza.
Potrebbe esserci un legame più grande e più specifico tra carni lavorate e salute cognitiva di quanto gli esperti pensassero in precedenza
Dopo aver esaminato attentamente i risultati sulla salute, le abitudini alimentari e altre informazioni, inclusa la genetica di circa 494.000 volontari, gli scienziati hanno scoperto il legame specifico tra carne lavorata e demenza come hanno dettagliato nel loro studio , pubblicato lunedì sull’American Journal of Clinical Nutrition.
Lo studio è stato il primo a differenziare tra diversi tipi di carne, il che potrebbe aiutare i medici a trarre conclusioni più specifiche sulla salute e aiutare le persone a fare scelte sanitarie più informate.
È interessante notare che non sembrava esserci alcun tipo di legame tra demenza e consumo di carne in generale, o con altri tipi specifici di carne. E mentre gli scienziati hanno identificato un gene legato al rischio di demenza, la presenza di quel gene non sembra aumentare o diminuire il ruolo della dieta
Sugli hamburger, altro piatto tipico della crassa ignoranza USA – quella che in realtà piace al mondo – altre decine di studi hanno già scagliato saette, e basti pensare, come segnalato a suo tempo da Renovatio 21, che anche grandi catene si stanno convertendo alle polpette senza carne, fatte di soia o di cellule coltivate in vitro, con effetti sulla salute piuttosto delicati – come la ginecomastia, ossia la crescita delle tette negli uomini.
L’assedio della demenza scientifica – di sapienti che magari nemmeno hanno mangiato tanti hot dog, oppure sì – prima o poi finirà
Diamo quindi un avviso ai fan della pizza: amici, stanno per venire a cercarvi. Preparatevi: là fuori, in qualche mega-università pagata dalle vostre tasse, professori e ricercatori sono probabilmente già all’opera sul paper che vi dirà che la pizza è obesogena, cancerogena, teratogena, allucinogena o qualcosa del genere.
Quindi: estote parati. Asseragliatevi dietro le mura di un castello, o in casa – purché ci sia un forno per la pizza. L’assedio della demenza scientifica – di sapienti che magari nemmeno hanno mangiato tanti hot dog, oppure sì – prima o poi finirà.
Alimentazione
Trump investe milioni in una catena di sushi con nastro trasportatore
Un rapporto che analizza le sue transazioni finanziarie ha rivelato che all’inizio di quest’anno il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha investito tra 1 e 5 milioni di dollari in una catena di ristoranti di sushi con nastro trasportatore. Sebbene sia noto per la sua passione per il fast food, si vocifera che non sia un grande estimatore del sushi.
Secondo l’ultima dichiarazione finanziaria di Trump, resa pubblica giovedì scorso dall’Ufficio per l’etica governativa degli Stati Uniti, il 2 febbraio ha acquistato una partecipazione in Kura Sushi USA.
La filiale americana della catena giapponese gestisce attualmente 88 ristoranti negli Stati Uniti e propone il caratteristico Revolving Sushi Bar, dove i clienti scelgono i piatti direttamente dal nastro trasportatore.
Secondo Bloomberg, le azioni della società madre Kura Sushi, quotate a Tokyo, hanno registrato lunedì un’impennata del 5,4%, segnando il maggiore guadagno intraday in quasi un anno.
La transazione è contrassegnata come «sollecitata» nella dichiarazione finanziaria di Trump, il che significa che è stata probabilmente effettuata su raccomandazione di un broker finanziario o di un consulente d’investimento che gestisce i conti del presidente.
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La Trump Organization ha dichiarato che, al fine di evitare conflitti di interesse, gli investimenti del presidente sono «gestiti in modo indipendente da istituzioni finanziarie terze», senza alcun intervento da parte di Trump o dei suoi familiari.
Tra gli altri investimenti effettuati a nome del presidente all’inizio di quest’anno figurano importanti aziende come Amazon, Apple, Nvidia, Microsoft, Meta Platforms e Oracle, con transazioni del valore compreso tra 5 e 25 milioni di dollari. Nella lista figurano anche diverse altre catene di ristoranti, tra cui Chipotle Mexican Grill, Domino’s Pizza e Starbucks.
Quanto al sushi, Trump presumibilmente non ne è un fan, come affermato nel libro del 1993 Lost Tycoon: The Many Lives of Donald J. Trump.
Durante una visita in Giappone nel 2017, a Trump sarebbero stati serviti hamburger a pranzo e una cena a base di carne Wagyu, capesante e aragosta. È risaputo che abbia un debole per McDonald’s e, come è noto, il mese scorso è stato fotografato mentre ritirava un ordine consegnato nello Studio Ovale. È altresì noto che usa consumare il cibo della celeberrima azienda di fast fooddo (di cui si improvvisò, ad una certa, pure impiegato) anche nel suo aereo, al punto da constringervi anche Robert F. Kennedy jr. quando vi era ospite. Il Kennedy avrebbe poi dichiarato che, considerando cosa mangia, è un miracolo che il presidente sia ancora vivo.
Un amico intimo di Trump, l’organizzatori di incontri MMA Dana White, ha dichiarato di non averlo mai visto bere acqua: il presidente ingolla solo Coca Cola Light, e a litri. Altri sottolineano di non averlo mai visto dormire più di tanto. Joe Rogan ha dichiarato che il podcast fatto con Trump, durato quattro ore, non ha mai visto l’allora candidato presidente chiedere una pausa per andare al bagno.
Come riportato da Renovatio 21, durante la campagna elettorale 2024 Trump aveva effettuato la sua prima transizione pubblica in Bitcoin comprando un cheeseburgherro.
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Immagine di NipponBill via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Alimentazione
Gli alimenti OGM collegati a un aumento del rischio di problemi di salute nei bambini
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Sfondo
Come sottolinea il rapporto clinico, la scelta delle migliori opzioni alimentari per i bambini «è diventata sempre più complessa, poiché i genitori devono fare i conti con vincoli di tempo e costi, preoccupazioni relative ad allergie e intolleranze alimentari, interrogativi sul cibo biologico e sulla sua provenienza, nonché sui potenziali effetti sulla salute della modificazione genetica degli alimenti». Anche l’etichettatura degli alimenti confezionati è motivo di preoccupazione, poiché le etichette sono spesso complesse e possono contenere terminologia o simboli confusi e fuorvianti. Ai sensi della legge nazionale del 2016 sulla divulgazione degli alimenti geneticamente modificati (National Bioengineered Food Disclosure Law, BE Standard) e del successivo standard nazionale sulla divulgazione degli alimenti geneticamente modificati (OGM), il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) definisce gli alimenti OGM «bioingegnerizzati» o «derivanti dalla bioingegneria», e il simbolo utilizzato è un sole sopra una pianta e un campo agricolo. La legge impone che gli alimenti OGM siano etichettati con questo simbolo. Il cinque percento di ingredienti geneticamente modificati, non introdotti intenzionalmente, è consentito in un prodotto alimentare senza che ciò sia indicato in etichetta. Altri prodotti, come quelli contenenti carne e latticini derivati da animali alimentati con prodotti geneticamente modificati, non richiedono l’indicazione in etichetta. (Vedi qui) Va notato che gli alimenti etichettati come biologici certificati dall’USDA, ai sensi dell’Organic Foods Production Act, non possono essere prodotti con OGM. Molti produttori di prodotti non OGM, per lo più di prodotti non biologici, utilizzano la dicitura «non OGM» o «privo di OGM» in etichetta. Gli attivisti per la sicurezza alimentare hanno sollevato preoccupazioni in merito all’uso del termine «bioingegnerizzato» anziché «geneticamente modificato», termine più comunemente utilizzato, e all’impiego di un’immagine o di un simbolo fuorviante. Il termine OGM «si riferisce ad alimenti (o altri prodotti) progettati tramite ingegneria genetica, un processo che introduce una caratteristica desiderata nel prodotto inserendo nuovo DNA proveniente da un organismo diverso». Questo rapporto affronta le preoccupazioni che molte famiglie nutrono riguardo alla «sicurezza degli alimenti contenenti OGM, in particolare per quanto riguarda i possibili effetti degli erbicidi utilizzati in grandi quantità nella loro produzione». (Vedi qui, qui e qui) Queste preoccupazioni includono anche «l’incertezza circa la presenza di OGM negli alimenti ultra-processati o composti da più ingredienti, il che aumenta la probabilità di ingredienti OGM». (Vedi qui e qui) Poiché la stragrande maggioranza delle colture di soia e mais oggi coltivate è geneticamente modificata e gli ingredienti OGM si trovano nella maggior parte degli alimenti ultra-processati venduti negli Stati Uniti, tutti i genitori e i consumatori devono essere consapevoli dei rischi o delle incertezze associati agli alimenti che scelgono per le proprie famiglie.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Storia degli alimenti geneticamente modificati e OGM
«L’uso dell’ingegneria genetica per produrre colture alimentari OGM si basa sull’antica pratica agricola della selezione artificiale», affermano gli autori. «Tuttavia, a differenza della selezione artificiale, l’ingegneria genetica amplia enormemente la gamma di tratti genetici che possono essere trasferiti nelle piante, nonché la velocità della loro introduzione». Purtroppo, questa modifica genetica a fini pesticidi, volta a stabilire una tolleranza chimica nelle colture, comporta anche problemi di resistenza e un aumento dell’uso di pesticidi che lasciano residui sui prodotti alimentari, minacciando sia la salute pubblica che l’ambiente. Le colture alimentari geneticamente modificate, resistenti agli erbicidi, sono state introdotte per la prima volta negli anni Novanta. Il primo prodotto OGM disponibile sul mercato sono stati i pomodori, ma sono stati ritirati dal mercato nel 1997 e non vengono più prodotti negli Stati Uniti. Gli autori proseguono: «tuttavia, negli anni ’90 e nei primi anni 2000 sono stati introdotti altri prodotti agricoli OGM, tra cui il mais, la soia, la colza e la barbabietola da zucchero OGM, ormai onnipresenti. Negli Stati Uniti, le colture alimentari OGM più comunemente coltivate sono il mais e la soia resistenti all’erbicida glifosato ( Roundup)» (Vedi qui e qui) Questi ingredienti OGM sono onnipresenti nei mangimi per animali e negli alimenti ultra-processati, poiché «molti ingredienti OGM derivati da mais e soia si trovano anche nei prodotti alimentari trasformati, compresi quelli realizzati con amido di mais raffinato, oli a base di soia e sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio». È interessante notare che negli Stati Uniti esiste un breve elenco di colture alimentari OGM consentite. Al momento della pubblicazione dell’articolo nel 2023, l’elenco comprendeva 10 colture. Oggi, il numero si è ampliato a 14. Sebbene possa sembrare ancora basso, queste colture sono ampiamente utilizzate nell’approvvigionamento alimentare.Aiuta Renovatio 21
Minacce alla salute umana
Come ampiamente documentato da Beyond Pesticides, i bambini corrono rischi sproporzionati rispetto agli adulti a causa dell’esposizione ai pesticidi. Le loro piccole dimensioni e lo sviluppo dei sistemi organici, la propensione a gattonare e giocare vicino al suolo, la tendenza a portare frequentemente le mani alla bocca e la maggiore ingestione di aria e cibo in rapporto al peso corporeo li rendono particolarmente vulnerabili. Molti di questi maggiori rischi iniziano prima della nascita e si protraggono per i primi anni di vita, con conseguenze negative che durano tutta la vita. I pericoli a cui sono esposti i bambini in questi «periodi di vulnerabilità» possono aumentare i rischi per la salute, che vanno dalle malformazioni congenite al cancro. (Per saperne di più, vedi qui e qui) «Attualmente, oltre il 90% delle coltivazioni di soia e mais negli Stati Uniti contiene geni di resistenza agli erbicidi e/o agli insetti, e queste caratteristiche sono state geneticamente modificate anche nelle colture di colza, erba medica, cotone e barbabietola da zucchero», affermano gli autori del presente studio. Proseguono: «i semi OGM tolleranti agli erbicidi e gli erbicidi vengono in genere venduti insieme… Una conseguenza spiacevole dell’uso sempre più massiccio di erbicidi a fine stagione di crescita su mais e soia tolleranti agli erbicidi è che quantità misurabili di glifosato e altri erbicidi, definiti «residui», rimangono presenti nei chicchi OGM al momento del raccolto». «Di conseguenza, negli ultimi anni i residui di glifosato sono stati rilevati con frequenza crescente negli alimenti comunemente consumati dai bambini, nonché nell’acqua potabile». (Vedi le ricerche qui, qui e qui) Residui non solo di glifosato, ma anche di altri erbicidi, sono stati rilevati nell’insilato di mais e nei mangimi per animali prodotti da colture tolleranti agli erbicidi, aumentando il rischio di contaminazione di carne e prodotti lattiero-caseari. Un altro prodotto che desta preoccupazione è il latte artificiale per neonati, poiché «la maggior parte contiene una certa quantità di sciroppo di mais, soia o altri prodotti che potrebbero essere derivati da componenti OGM». Come affermano gli autori, «la presenza di glifosato e di altri erbicidi tossici nei prodotti alimentari rappresenta il principale rischio per la salute dei bambini associato al consumo di alimenti a base di OGM». Un’altra considerazione importante nell’uso ripetuto, diffuso e intensivo di erbicidi come il glifosato è lo sviluppo di erbe infestanti resistenti. «È ormai noto che oltre 250 specie di erbe infestanti in 70 paesi sono resistenti ad almeno un erbicida, tra cui almeno 48 specie resistenti al glifosato», osservano i ricercatori. Proseguono: «negli Stati Uniti, le erbe infestanti resistenti al glifosato si trovano oggi su oltre 200 milioni di acri, e molti campi ospitano due o più specie resistenti». (Vedi qui) Ciò porta alla perpetuazione del circolo vizioso dei pesticidi. «Poiché un numero maggiore di erbacce sopravviveva a trattamenti più intensivi con erbicidi a base di glifosato, gli agricoltori hanno iniziato a trattare le colture con molteplici altri erbicidi», scrivono i medici. «Una probabile conseguenza dell’uso di molteplici erbicidi sulle colture alimentari OGM è che i residui di queste diverse sostanze chimiche saranno rilevati nelle colture al momento del raccolto e nei prodotti alimentari derivati da esse, aumentando ulteriormente il rischio cumulativo di esposizione umana». Ciò può aumentare il carico complessivo sull’organismo (accumulo di sostanze chimiche nel corpo) che gli individui sperimentano. (Per maggiori informazioni, consultare la sezione «Carico corporeo» del database delle malattie indotte da pesticidi).Iscriviti al canale Telegram ![]()
Le soluzioni organiche
Come sottolineano gli autori, «la distinzione tra alimenti etichettati come privi di ingredienti OGM e alimenti etichettati come geneticamente modificati o biologici certificati USDA rischia di creare confusione in molti consumatori». (Vedi qui e qui) Per evitare questi problemi, scegliere alimenti biologici certificati è il modo migliore per proteggere la salute di bambini e adulti. I prodotti che riportano l’etichetta USDA Organic soddisfano i requisiti del National Organic Program Final Rule, gli standard nazionali per la produzione, la manipolazione, la trasformazione e l’etichettatura degli alimenti biologici negli Stati Uniti. Il cibo biologico (sia che lo si acquisti o lo si coltivi in proprio) offre comprovati benefici per la salute e per l’ambiente. Come riportato dal Daily News, adottare una dieta completamente biologica può ridurre i livelli di pesticidi nelle urine in sole due settimane, «in media del 98,6%», e favorire una più rapida riparazione dei danni al DNA rispetto a una dieta a base di alimenti coltivati con pratiche intensive di utilizzo di sostanze chimiche, secondo i risultati di uno studio clinico randomizzato pubblicato su Nutrire. Ulteriori ricerche pubblicate su Environmental Health Perspectives rilevano che i livelli urinari di glifosato diminuiscono significativamente grazie a una dieta biologica nelle donne in gravidanza, e uno studio precedente pubblicato su Environmental Research ha riscontrato che i livelli di glifosato possono essere ridotti fino al 70% dopo appena una settimana di dieta completamente biologica. Visita il sito Eating with a Conscience per informazioni su come scegliere alimenti biologici per proteggere la salute e l’ambiente, e scopri di più sugli standard biologici nazionali e sui relativi requisiti di etichettatura sulla pagina dedicata agli standard biologici nazionali di Beyond Pesticides. Originariamente pubblicato da Beyond Pesticides.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Alimentazione
Il WEF riformula lo slogan «mangiate insetti» come nuovo progetto di investimento per l’«economia della natura»
Il World Economic Forum (WEF) continua a promuovere con forza il consumo di insetti come fonte proteica alternativa.
Nel rapporto «50 opportunità di investimento per una nuova economia della natura», pubblicato a marzo 2026 in collaborazione con Oliver Wyman, il WEF indica le proteine alternative – compresi gli insetti destinati al consumo umano – tra le 50 opportunità di investimento più promettenti di un settore valutato 10.100 miliardi di dollari.
«Proteine alternative: una gamma di fonti alimentari sostenibili, tra cui proteine vegetali, da fermentazione, cellulari, da insetti e da alghe», si legge nel documento.
Gli autori sostengono che gli insetti richiedono «meno terreno rispetto all’allevamento tradizionale» e che esiste un «mercato in forte crescita» per questi prodotti. L’obiettivo dichiarato è ridurre progressivamente le proteine animali tradizionali a favore di alternative «più sostenibili», sostenendo che la carne convenzionale danneggia sia la salute umana sia il pianeta.
Il rapporto definisce «consumatori attenti alla sostenibilità» coloro che saranno più propensi ad accettare questa transizione, ottenuta attraverso la «riformulazione degli alimenti» che sostituisce ingredienti di origine animale.
Il WEF spinge da anni questa agenda. Già nel 2016 prevedeva che entro il 2030 «mangeremo molta meno carne. Un piacere occasionale. Non un alimento base». Articoli e rapporti successivi hanno ripetutamente presentato gli insetti come soluzione al cambiamento climatico, alla sicurezza alimentare e all’impatto ambientale dell’allevamento.
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Nel documento del 2019 «Meat: the Future series – Alternative Proteins» si sottolineava che gli insetti possono essere allevati con mangimi di scarto, contribuendo a un’economia «circolare», e che è necessario sviluppare prodotti come farine per aumentarne l’accettabilità.
L’ultimo rapporto del 2026 insiste sul fatto che queste opportunità sono «mature per essere sostenute con capitali da banche, investitori e compagnie assicurative», sfruttando gli impegni aziendali per le emissioni zero come leva per finanziare la «nuova economia della natura».
Si tratta di un programma imposto dall’alto, non di una richiesta spontanea dei consumatori, finalizzato a controllare le abitudini alimentari della popolazione attraverso narrazioni ambientali e opportunità di profitto per grandi investitori.
Come riportato da Renovatio 21, tra gli investitori nel dominio delle proteine di insetto OGM ci sono già da anni Bill Gates e l’esercito USA. Negli Stati Uniti vengono assegnati crediti scolastici extra ai bambini che mangiano insetti, che sono stati approvati per l’alimentazione a Singapore e venduti nei supermercati britannici per sfamare i poveri. In Europa si sono avuti casi, come in Olanda, di mense scolastiche che offrono agli studenti piatti a base di vermi della farina e compagni.
Studi dimostrano la difficoltà nella digestione degli esoscheletri chitinosi degli insetti. Un altro problema è la quantità di parassiti che vivono negli invertebrati. In Italia, il cibo a base di vermi e insetti è già finito in Gazzetta Ufficiale due anni fa.
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