Geopolitica
Gli Houthi: americani e inglesi pagheranno «un caro prezzo»
Gli Stati Uniti e il Regno Unito pagheranno un «prezzo elevato» per i loro attacchi aerei, ha detto venerdì Hussein al-Ezzi, vice ministro degli Esteri del movimento sciita.
«Il nostro Paese è stato sottoposto a un massiccio attacco aggressivo effettuato da navi, sottomarini e aerei da guerra americani e britannici. Indubbiamente, l’America e la Gran Bretagna dovranno prepararsi a pagare un prezzo elevato e a sopportare tutte le terribili conseguenze di questa palese aggressione», ha scritto l’al-Ezzi su Twitter.
Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno affermato che a partire dalle 3:20 (ora USA) hanno smesso di effettuare attacchi nello Yemen. Tuttavia, i raid potrebbero riprendere se le minacce e gli attacchi degli Houthi dovessero continuare.
Notizie di un attacco all’ambasciata americana di Baghdad sono state negate dalle autorità USA. La notizia si appoggiava su un video non verificato che circolava in rete.
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Quattro attacchi aerei sarebbero stati effettuati sulla capitale dello Yemen, Sanaa, secondo fonti locali sentite dal sito governativo russo Sputnik.
Anche la città di Taiz, nello Yemen centrale, è stata bombardata durante la notte dagli Stati Uniti e dal Regno Unito, ha detto a Sputnik una fonte governativa nel governatorato yemenita di Taiz. «Tre esplosioni sono avvenute in seguito al bombardamento delle postazioni del gruppo Ansar Allah [cioè gli Houthi, ndr] nell’area del [villaggio di] Al Hawban nella città yemenita di Taiz», ha detto la fonte della testata russa.
Il Pentagono ha confermato gli attacchi sullo Yemen, affermando che gli obiettivi erano i centri di produzione di droni e i depositi di armi. Gli attacchi contro le posizioni degli Houthi sono stati effettuati da aerei, navi e sottomarini, scrive la Reuters citando un funzionario americano.
In precedenza, il canale televisivo Al Arabiya ha citato fonti secondo cui gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno lanciato un’operazione venerdì sera contro le strutture del movimento Ansar Allah (Houthi) al potere nello Yemen settentrionale. Le fonti sottolineano che l’attacco ha colpito soprattutto le vicinanze del porto di Hodeidah aggiungendo che cinque attacchi aerei hanno colpito obiettivi Houthi a est di Hodeidah.
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Immagine d’archivio di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Trump minaccia il leader groenlandese: «vi sarà un grosso problema per lui»
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Geopolitica
Gli Stati Uniti avvertono gli americani di «lasciare l’Iran ora»
Il dipartimento di Stato statunitense ha diramato un’allerta di sicurezza urgente, ordinando a tutti i cittadini americani presenti in Iran di lasciare immediatamente il Paese, senza attendersi alcun supporto da parte di Washington.
La Repubblica Islamica è scossa da disordini su scala nazionale dalla fine di dicembre, con violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine che hanno causato numerose vittime. Teheran ha reagito imponendo drastiche restrizioni, tra cui il blocco delle reti mobili e di internet, per contrastare quella che definisce una violenza orchestrata e alimentata da potenze straniere.
«Lasciate l’Iran ora», ha intimato lunedì l’Ambasciata Virtuale degli Stati Uniti a Teheran. L’avviso esorta i cittadini a valutare personalmente i rischi e a organizzare autonomamente la partenza, poiché «il governo degli Stati Uniti non può garantire la vostra sicurezza se decidete di lasciare il Paese».
«I cittadini statunitensi corrono un rischio significativo di essere interrogati, arrestati e detenuti in Iran», si legge nell’allerta, che sottolinea come il mero possesso di un passaporto americano possa rappresentare un motivo sufficiente per la detenzione. Viene inoltre raccomandato ai cittadini con doppia cittadinanza di uscire dall’Iran utilizzando esclusivamente il passaporto iraniano.
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L’avviso consiglia inoltre a chi non sia in grado di partire di «trovare un luogo sicuro all’interno della propria abitazione o di un altro edificio protetto» e di fare scorte di cibo, acqua, medicinali e altri beni di prima necessità.
Le tensioni tra Teheran, Washington e Gerusalemme restano altissime dall’estate del 2025, quando Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi congiunti contro siti nucleari iraniani chiave. Il presidente americano Donald Trump ha sostenuto che tali operazioni abbiano impedito lo sviluppo di un’arma nucleare, accusa che Teheran ha sempre respinto con forza.
La scorsa settimana Trump ha dichiarato che la sua amministrazione sta esaminando «alcune opzioni molto forti», includendo possibili attacchi aerei tra le «tante opzioni sul tavolo».
In risposta, funzionari iraniani hanno ribadito che, in caso di nuovo intervento statunitense, basi militari e personale americano e israeliano diventerebbero «obiettivi legittimi».
Teheran afferma inoltre di possedere prove dell’infiltrazione di agenti stranieri, tra cui presunti elementi del Mossad, operanti per seminare caos e fornire a Washington un pretesto per un’ulteriore escalation militare.
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Immagine diPawel Ryszawa via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Geopolitica
Trump: le difese della Groenlandia sono «due slitte trainate da cani»
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