Geopolitica
USA e britannici attaccano gli Houthi in Yemen
Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno iniziato a effettuare attacchi sullo Yemen nelle prime ore di oggi.
Aerei americani e britannici hanno preso di mira la base aerea di Al-Dailami, a nord di Sanaa, ha detto la stazione televisiva locale Al-Masirah. L’agenzia di stampa yemenita SABA ha riferito che gli attacchi sono avvenuti nella capitale Sanaa, così come nelle province di Saada, Hodeidah, Taiz e Dhamar.
Su internet circolano già video non verificati degli effetti a terra dei raid angloamericani sullo Yemen.
????BREAKING: FIRST MOMENTS OF STRIKES ON YEMEN.
American-British raids targeting the Yemeni governorate of Saada, a short while ago. pic.twitter.com/kpUYxm4Mam
— Palestine Now (@PalestineNW) January 11, 2024
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha affermato che la coalizione occidentale ha «condotto con successo attacchi contro una serie di obiettivi nello Yemen utilizzati dai ribelli Houthi per mettere in pericolo la libertà di navigazione in una delle vie navigabili più vitali del mondo». «L’azione difensiva di oggi fa seguito a questa vasta campagna diplomatica e ai crescenti attacchi dei ribelli Houthi contro le navi commerciali», ha affermato Biden in una dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca. Il presidente statunitense aggiunto che l’azione militare invia «un chiaro messaggio che gli Stati Uniti e i nostri partner non tollereranno attacchi al nostro personale né permetteranno ad attori ostili di mettere in pericolo la libertà di navigazione» nella regione.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha pubblicato un video dei suoi jet che decollano da una portaerei nel cuore della notte. Il comandante del CENTCOM, generale Michael Kurilla, ha affermato che gli Houthi «saranno ritenuti responsabili» delle loro «azioni illegali e pericolose».
On Jan. 11 at 2:30 a.m. (Sanaa time), U.S. Central Command forces, in coordination with the United Kingdom, and support from Australia, Canada, the Netherlands, and Bahrain conducted joint strikes on Houthi targets to degrade their capability to continue their illegal and… pic.twitter.com/bR8biMolSx
— U.S. Central Command (@CENTCOM) January 12, 2024
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Gli attacchi hanno preso di mira «siti associati ai veicoli aerei senza pilota degli Houthi, ai missili balistici e da crociera, ai radar costieri e alle capacità di sorveglianza aerea», ha detto il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin, aggiungendo che gli Stati Uniti si riservano il diritto di «intraprendere azioni successive» per proteggere le proprie forze.
????BREAKING | #Yemen
The strikes targeted more than a dozen Yemeni locations, including alleged radar systems, drone storage and launch sites, ballistic missile storage and launch sites, and cruise missile storage and launch sites, per a US official. pic.twitter.com/GgFv1p9Fp9
— Palestine Now (@PalestineNW) January 12, 2024
Il segretario alla Difesa britannico Grant Shapps ha annunciato che quattro jet Eurofighter Typhoon «hanno condotto attacchi di precisione su due siti militari Houthi».
Four @RoyalAirForce Typhoons have conducted precision strikes on two Houthi military targets alongside US forces.
The threat to innocent lives and global trade has become so great that this action was not only necessary, it was our duty to protect vessels & freedom of navigation pic.twitter.com/tbN7ncJYpF
— Rt Hon Grant Shapps MP (@grantshapps) January 12, 2024
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Il canale di notizie libanese Al Mayadden ha citato il suo giornalista sul posto affermando che anche l’aeroporto di Hodeidah è stato preso di mira. Fadel Abu Taleb, un alto funzionario Houthi, ha scritto su Twitter che il bombardamento «non otterrà alcun risultato e non sarà in grado di scoraggiare il popolo yemenita dal continuare a sostenere i palestinesi».
????️WWIII and World War 3 are trending at the same time the UK and US just started WWIII for the sake of Israel and its Genocide on Gaza/Palestine if you wanted to proof Zionism is a cult you now have it#Yemen pic.twitter.com/VUv7UgwnGW
— Elon Musk (Parody) (@NotElonMuskAOC) January 12, 2024
Un altro alto funzionario Houthi, Mohammed al-Bukhaiti, ha descritto l’attacco della coalizione come «la più grande follia della loro storia», secondo Al Jazeera.
Il portavoce Houthi Abdulsalam Jahaf ha affermato che «un certo numero di navi da guerra americane e britanniche sono state colpite” durante “una grande battaglia nel Mar Rosso». «Chiunque sia coinvolto, pagherà il prezzo», ha scritto su Twitter. «Non fermeremo il nostro attacco finché non lascerete la zona».
Yemen has killed no one. They have affected Israel’s bottom line in support of Gaza.
But two countries UK & USA, whose land does not even touch the Red Sea, are bombing Yemen to protect Israel’s ability to free trade.
I just do not understand this response. pic.twitter.com/aWtjCqXrwK
— Iqra. (@weird_mystery_) January 12, 2024
Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Bahrein e Corea del Sud hanno espresso il loro sostegno al bombardamento statunitense-britannico. Riyadh ha chiesto «moderazione» e ha esortato a «evitare un’escalation»: «Il Regno dell’Arabia Saudita segue con grande preoccupazione le operazioni militari che si svolgono nel Mar Rosso e i raid in una serie di siti nella Repubblica dello Yemen», ha dichiarato in un comunicato il ministero degli Esteri del Regno, citato da Al Jazeera. La Russia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite venerdì per discutere dell’escalation in corso nello Yemen.
Gli Houthi sono una milizia islamista sciita salita al potere sulla scia dell’ondata di proteste conosciuta come Primavera Araba, che ha travolto il Medio Oriente all’inizio degli anni 2010.
American and British airstrikes on the Jund in Taiz province, Yemen. pic.twitter.com/8LOEbd8Rg0
— Warfare Analysis (@warfareanalysis) January 12, 2024
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Uno dei Paesi più poveri della regione, lo Yemen è afflitto da una guerra civile intermittente da quasi un decennio. È stato ulteriormente devastato da un intervento guidato dall’Arabia Saudita, iniziato nel 2015 con l’obiettivo di espellere gli Houthi.
L’azione arriva dopo che Washington e Londra hanno promesso di reagire contro gli attacchi alle navi nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. Gli Houthi hanno promesso sostegno a Gaza durante i combattimenti in corso tra Israele e il gruppo militante palestinese Hamas. Hanno lanciato droni e missili contro navi mercantili, così come navi da guerra che pattugliano il tratto di mare vitale per il commercio globale.
Nel frattempo, a New York e Washington è partita la protesta contro gli attacchi allo Yemen.
???????????????????? Protestors outside the White House demand “HANDS OFF YEMEN” & “FREE PALESTINE!” pic.twitter.com/H2fI9XtCSL
— Jackson Hinkle ???????? (@jacksonhinklle) January 12, 2024
Tre giorni fa gli Houthi avevano lanciato quello che era stato definito un «complesso» attacco missilistico.
Come riportato da Renovatio 21, il Pentagono aveva fatto pressioni sulla Casa Bianca perché gli fosse dato semaforo verde per attaccare gli Houthi, che in più occasione avevano lanciato missili contro navi militari americane e pure francesi, oltre aver dirottato o minacciato con armi quantità di navi mercantili, che ora sono costrette a raggiungere l’Europa dall’Asia senza passare per il Canale di Suez e quindi facendo il periplo dell’Africa attraverso Capo di Buona Speranza.
La banca d’affari La Goldman Sachs aveva calcolato che i prezzi del petrolio potrebbero raddoppiare a causa degli attacchi Houthi.
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Immagine da Twitter
Geopolitica
Trump: l’Iran è una «piccola guerra» rispetto alla spesa USA per l’Ucraina
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Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato filmati generati dall’intelligenza artificiale che mostrano un attacco missilistico contro l’isola iraniana di Kharg, importante centro petrolifero, nel contesto di una nuova escalation tra Washington e Teheran.
Le forze statunitensi e iraniane si sono scambiate attacchi per la prima volta dalla fine di luglio. Domenica, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver preso di mira due rampe di lancio iraniane sull’isola di Larak, vicino al punto più stretto dello Stretto di Ormuzzo, che a suo dire si stavano preparando a lanciare razzi con mine marine nello stretto, che rappresenta circa il 20% del commercio mondiale di petrolio greggio.
Secondo Teheran, il bombardamento ha ucciso diversi soldati e civili iraniani.
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information.
But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag
— Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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L’Iran ha risposto lunedì mattina: il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran) ha dichiarato che i propri droni e missili avevano provocato «danni significativi» alle basi aeree statunitensi di King Hussein e Al-Azraq in Giordania.
Dopo gli attacchi, i prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni asiatiche, con i future WTI in rialzo del 2,47% a 85,46 dollari al barile e i future Brent in aumento del 2,71% a 90,49 dollari al barile.
Trump non ha emesso comunicati immediati sull’escalation sulla sua piattaforma Truth Social, limitandosi a pubblicare due brevi video generati dall’intelligenza artificiale che mostrano diversi missili che colpiscono impianti petroliferi su un’isola, generando immense esplosioni.
«L’isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in frantumi!!!» recitava la didascalia di uno dei video.
Situata a circa 25 km dalla costa iraniana del Golfo Persico, l’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del Paese, costituendo il principale sbocco per le entrate petrolifere. L’arcipelago corallino, spesso definito «isola proibita» a causa delle severe misure di sicurezza, ospita anche un importante deposito di petrolio.
Gli Stati Uniti hanno colpito ripetutamente obiettivi militari sull’isola di Kharg dopo l’inizio del conflitto alla fine di febbraio, ma si sono astenuti dal prendere di mira le infrastrutture energetiche. Trump ha inoltre valutato un’operazione terrestre per impadronirsi del centro petrolifero, sostenendo che avrebbe potuto essere condotta dalle forze statunitensi o da «altre persone». Tuttavia, tali piani non si sono mai concretizzati.
Teheran ha più volte avvertito che incendierà l’intera infrastruttura petrolifera e del gas degli alleati degli Stati Uniti negli Stati del Golfo qualora gli impianti energetici sull’isola di Kharg venissero colpiti o si tentasse di conquistarla.
In rete in molti si chiedono come il candidato presidente della pace, pure assicurata durante il suo primo mandato, sia divenuto quello che minaccia la «distruzione totale di una civiltà», con tanto di videini IA.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
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