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Furto di pezzi di cadaveri ad Harvard, uomo si dichiara colpevole

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Arriva un nuovo sviluppo nello scandalo del commercio di parti di cadavere presso l’università di Harvard.

 

Un membro di una rete di individui piuttosto particolari si è dichiarato colpevole di aver procurato e venduto parti del corpo, alcune provenienti dall’obitorio della Harvard Medical School.

 

In un comunicato stampa, l’ufficio del procuratore distrettuale degli Stati Uniti per il distretto centrale della Pennsylvania, ha annunciato che un uomo di nome Jeremy Pauley si era dichiarato colpevole di aver preso parte al giro di traffico di resti umani che includeva, presumibilmente, parti del corpo donate all’Anatomical Gifts Program presso la Harvard Medical School.

 

Il Pauley non è stato colui che ha procurato le parti dall’obitorio di Harvard: la pratica in sé pare sia stata effettuata da un certo Cedric Lodge, manager dell’obitorio del Anatomical Gifts Program, il quale «ha rubato organi e altre parti di cadaveri donati per la ricerca medica e la formazione prima delle cremazioni programmate».

 

 

Secondo l’accusa, il Lodge, che gestiva l’obitorio per il Programma di doni anatomici, «ha rubato organi e altre parti di cadaveri donati per la ricerca medica e l’istruzione prima delle loro cremazioni programmate».

 

Secondo le dichiarazioni dell’ufficio del procuratore distrettuale, il Lodge non solo prese i pezzi e li conservò nella sua casa nel New Hampshire, ma lui e sua moglie Denise, permisero anche ad altri soggetti di entrare all’obitorio della nota università per «esaminare i cadaveri» e decidere cosa comprare.

 

Sebbene non fosse il capo di questa masnada, l’aspetto fisico del Pauley – con metà della faccia tatuata (compreso uno dei suoi occhi) e punte di metallo impiantate sulla sua testa rasata – conferisce un tocco ancor più inquietante all’intera vicenda. 

 

Il sedicente «artista del sangue» sarebbe stato inoltre trovato con più contenitori pieni di resti umani quando la polizia è entrata nella sua abitazione con un mandato di perquisizione. All’interno di quei secchi, le forze dell’ordine avrebbero trovato numerosi cervelli umani e altri organi, oltre alla mandibola di un bambino con i denti intatti.

 

Pauley era già stato arrestato l’estate scorsa, stando a quanto riportato da FOX43, dopo che qualcuno aveva chiamato la polizia informandoli della situazione. Quando gli agenti lo hanno interrogato, l’uomo ha ammesso di avere in suo possesso diversi scheletri interi e tra i 15 ei 20 teschi umani, ma ha detto di averli acquistati legalmente. Apparentemente i poliziotti avevano creduto al sospettato dopo aver controllato le parti e visto che sembravano «molto vecchie» e quindi provenire da «un acquisto legittimo».

 

Dopo quella prima segnalazione, la polizia ne aveva ricevuta un’altra secondo cui Pauley aveva secchi pieni di pelle e organi umani. È stato solo dopo aver eseguito un mandato di perquisizione per l’intera casa che le autorità hanno trovato il resto e scoperto che ne aveva altri in arrivo, poi intercettati in un ufficio postale a Scranton.

 

«Questa è una delle indagini più bizzarre che abbia mai incontrato», ha detto Sean McCormack, procuratore distrettuale della contea di Cumberland. «Proprio quando penso di aver visto tutto, mi capita un caso come questo».

 

Come riportato da Renovatio 21, lo scandalo del traffico di parti di cadavere nel prestigioso ateneo statunitense (16 premi Nobel all’attivo) ha permesso di far emergere un network di traffici perversi – un vero e proprio mercato, con domanda e offerta – di cui non si riusciva ad immaginare l’esistenza.

 

Una delle persone accusate gestiva a Nord di Boston un negozio chiamato Kat’s Creepy Creations, dove la specializzazione era specializzata il riciclare bambole in pupazzi horror, intrisi di sangue e deformati. Secondo la polizia, ha acquistato volti sezionati per 600 dollari che intendeva far conciare in pelle. Non è chiaro se le parti del cadavere siano state utilizzate, ma si potrebbe presumere che abbia conservato e venduto resti umani nel negozio.

 

Non si tratta del primo caso di orrori e cadaveri delle università

 

Come riportato da Renovatio 21tre anni fa un grande scandalo colpì l’Università di Paris-Descartes: il più grande centro di anatomia europeo presso la scuola di medicina dell’Università di Paris-Descartes fu chiuso a causa di gravi carenze nello stato di conservazione dei cadaveri, locali fatiscenti e sospetti che i corpi venissero mercificati.

 

I corpi di «migliaia di persone» che avevano donato i loro corpi alla scienza sono stati tenuti in «condizioni indecenti»: e, si scoprì, per decenni.

 

«I corpi sono stati lasciati marcire, mangiati dai topi, al punto che alcuni dovevano essere inceneriti senza essere sezionati» scrisse L’Express. «Corpi accatastati l’uno sull’altro, senza alcuna dignità e contrari a qualsiasi regola etica».

 

L’Ispettorato generale per gli affari sociali scrisse un rapporto in cui fiutò, anche qui, il traffico di cadaveri: «utilizzatori e potrebbero essere stati in grado di impegnarsi in un’attività redditizia all’interno del CDC [Centro di Donazione del Corpo, ndr]». In altre parole, anche lì vi poteva essere mercificazione delle parti dei cadaveri.

 

Come riportato da Renovatio 21, secondo varie testimonianze, in Nigeria è possibile acquistare resti umani al mercato, al fine di utilizzarli per fini esoterici.

 

«Le ricerche – scrive ancora il quotidiano nigeriano Vanguard – dimostrano che le parti femminili sono più richieste di quelle maschili. Ciò avviene a causa di quello che è descritta come la “potenza” di alcuni organi come i seni e i genitali all’interno di money ritual da parti di herbalist [erborista, sciamano, NdR] o gruppi occulti». Tanto per tenere a mente la storia della vagina sparita di Pamela.

 

«Abbiamo visto che una testa umana fresca può andare da 60.000 naira (circa 135 euro) in su, mentre un teschio è venduto per 20.000. Le gambe fresche sono vendute per 30.000 ciascuna, mentre una gamba decomposta viene venduta per 20.000. Un dito fresco viene venduto per 5.000, se decomposto o per 3.000. Gli intestini freschi sono venduti per 20.000 mentre quelli secchi sono venduti per 5000. Pezzi di ossa fresche sono venduti per 2.000 e oltre».

 

I traffici nigeriani di resti umani si sviluppa su due filoni: quello degli omicidi rituali (per i quali c’è stata addirittura una richiesta di stato di emergenza in Parlamento), e quello dei cimiteri, dove guardiani fanno affari riesumando i cadaveri poche ore dopo la sepoltura e sezionandone le parti che interessano a chi prepara le pozioni.

 

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Immagine di East Pennsboro Township Police Department, via Twitter, rielaborata per adattamento al formato.

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L’uomo nudo continua a terrorizzare l’Italia: l’anarconudismo figlio dell’anarcotirannia

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Il lettore di Renovatio 21 sa come questa testata si sia spesa, negli anni, contro quel terribile fenomeno che impesta la moderna società: parliamo dell’«uomo nudo», talvolta qui detto anche «uomonudismo». Un pericolo che gli altri giornali si limitano a registrare in maniera cronachistica, senza vedere il terribile disegno soggiacente.   Per chi non fosse al corrente dell’emergenza, spieghiamo: uomini ignudi continuano a manifestarsi nelle nostre città, correndo per istrada, passeggiando per il centro, profanando basiliche, importunando o meno i passanti. Molto spesso, c’è da dire, l’uomo nudo è immigrato.   Le radici del fenomeno sono ancora ignote, tuttavia esso sta continuando senza requie sotto i nostri occhi e alcune segnalazioni, con tanto di video, sono arrivate direttamente anche alla redazione di Renovatio 21. Se poi sembra che il fenomeno sia legato per lo più all’immigrazione massiva subita dal Paese, probabilmente è perché proprio di questo si tratta.

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Come nessuno, a parte noi, si interroghi sul fenomeno, non riusciamo subito a capirlo, se non comprendendo la cifra di sottomissione che politica e media hanno oramai nei confronti della società dell’anarcotirannia che ci è ora offerta.   Cerchiamo, quindi, di ricapitolare gli ultimi avvistamenti.   Caserta, provincia di Caserta: «Passeggia in strada ed entra nel cimitero completamente nudo». Lo riporta Il Mattino.   Montebello della Battaglia, provincia di Pavia: «Compare un uomo nudo tra le fabbriche e mistero». Lo riporta MilanoPavia.news.   Ravenna: «Nudo sui tetti lancia tegole su auto e passanti: arrestato, sembrava un film horror». Lo riporta Fanpage.   Caserta: «Evade da un’ambulanza e gira nudo per la città: l’ingresso al cimitero tra lo sconcerto dei passanti». Lo riporta Leggo.   Brugherio, provincia di Monza e Brianza: «Uomo nudo attraversa il centro e viene fermato in chiesa». Lo riporta MB News.   Caserta, provincia di Caserta: «Passeggia nudo al cimitero di Caserta. Colpo di sole o crisi mistica?». Lo riporta CasertaWeb.   Reggio nell’Emilia: «Auto danneggiate dall’uomo nudo, il Comune pagherà i risarcimenti». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Anzio, provincia di Roma: «Uomo nudo passeggia per le strade di Lavinio Stazione: intervengono le forze dell’ordine». Lo riporta Quotidiano La Voce.

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Milano: «L’uomo nudo che ruba all’Esselunga poi colpisce i motorini in strada e aggredisce la polizia: arrestato». Lo riporta MilanoToday.   Ronco all’Adige, provincia di Verona: «Degrado a Ronco all’Adige, segnalato anche un uomo nudo in strada». Lo riporta Verona Sera.   Monopoli, città metropolitana di Bari: «42enne nudo salta su un’auto e distrugge una tabaccheria: panico in via Procaccia». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Lido, città metropolitana di Venezia: «Uomo nudo e bianco come il gesso sdraiato sulla spiaggia, immobile: i passanti lo scambiano per un cadavere e scatta l’allarme». Lo riporta Il Fatto Quotidiano.   Reggio nell’Emilia: «Uomo nudo “attacca” e sale sulle auto in transito, il video fa il giro del web». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Milano: «Cammina nudo in strada, soccorso un 22enne nel traffico in viale Zara». Lo riporta MilanoToday.   Selargius, città metropolitana di Cagliari: «Choc a Selargius, uomo nudo in auto si filma col cellulare mentre fa atti osceni: “Attenzione ai vostri figli”». Lo riporta Casteddu Online.   Brento, provincia di Bologna: «Bologna, due escursioniste: “Seguite da un uomo nudo con uno straccio sulla testa”». Lo riporta TGcom24.   Poggio Rusco, provincia di Mantova: «Uomo nudo davanti alla caserma dei carabinieri: «Allah mi ha parlato, devo liberarmi dagli oggetti del peccato»». Lo riporta Corriere della Sera.

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Bergamo: «Il video dell’uomo nudo in centro a Bergamo: la camminata sotto la pioggia con i passanti che riprendono». Lo riporta Corriere della Sera.   Arezzo: «Uomo nudo davanti ad una giovane donna alla ex Cadorna. “Ero sola, sono scappata. Tanta paura, serve più sicurezza”». Lo riporta Corriere di Arezzo.   Brescia: «Nudo in piazza Garibaldi inseguito dalla Locale. Ma c’è poco da ridere». Lo riporta eLive Brescia.   Taranto: «Il video dell’uomo nudo che vaga per strada nella Città Vecchia, fermato. Le foto». Lo riporta Buonasera24.   Lodi: «Uomo nudo molesta i passanti in corso Umberto a Lodi, è stato denunciato». Lo riporta Il Cittadino.   Cortina d’Ampezzo, provincia di Belluno: «Turismo cafone, uomo nudo in centro a Cortina: «È un atto di inciviltà inaccettabile. Pronti a chiedere i danni d’immagine»». Lo riporta Corriere del Veneto.   Rota d’Imagna, provincia di Bergamo: «Uomo percorre 20 km nudo, rintracciato nella cuccia di un cane a Sant’Omobono». Lo riporta La Voce delle Valli.   Cittiglio, provincia di Varese: «Nudo e in stato di alterazione all’interno dell’ospedale di Cittiglio, intervengono le forze dell’ordine». Lo riporta VareseNews.   Martina Franca, provincia di Taranto: «Uomo nudo si aggira per il centro, le immagini diventano virali». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Ancona: «Completamente nudo sotto l’albero di Natale in centro, soccorso un uomo». Lo riporta Cronache Picene.

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Città di Castello, provincia di Perugia: «Uomo trovato a dormire nudo in casa d’altri». Lo riporta Corriere dell’Umbria.   Cortina d’Ampezzo, provincia di Belluno: «Completamente nudo in pieno centro a Cortina, con una mano sulle parti intime: “Spero si vergogni e non si faccia mai più vedere”». Lo riporta Il Fatto Quotidiano.   Roma: «Nudo semina il panico in strada all’Esquilino, poi aggredisce gli agenti: era stato fermato già 5 volte in zona Termini». Lo riporta Il Messaggero.   Sesto Fiorentino, città metropolitana di Firenze: «Uomo nudo e aggressivo in via Ponchielli, intervento della Polizia». Lo riporta AGR Toscana.   Torrenieri, provincia di Siena: «Nudo in mezzo alla strada: “Un camion l’ha evitato. Si era accovacciato”». Lo riporta La Nazione.   Lodi: «Uomo di 40 anni trovato nudo nella sua auto». Lo riporta Il Cittadino.   Terni, provincia di Terni: «Attimi di terrore per una ragazza in pieno centro: inseguita da un uomo nudo che cerca di entrare nella sua auto». Lo riporta Corriere dell’Umbria.   Adrano, città metropolitana di Catania: «Un uomo nudo in piazza Umberto: foto e video virali sui social». Lo riporta Corriere Etneo.   Arezzo: «Nudo in piazza Guido Monaco. Ai poliziotti ha detto: “Avevo caldo”». Lo riporta Corriere di Arezzo.   Sarzana, provincia della Spezia: «“C’è un uomo nudo in strada”. Il disagio del quartiere Trinità». Lo riporta La Nazione.   Olgiate Molgora, provincia di Lecco: «Uomo nudo prende il sole a pochi passi dalla scuola». Lo riporta La Provincia Unica TV.   Vieste, provincia di Foggia: «“Aiuto, così mi uccide”: turista si sveglia nel cuore della notte e si trova un uomo nudo davanti al letto. L’ha presa a pugni e ha tentato di abusare di lei sessualmente». Lo riporta Il Fatto Quotidiano.   Gallipoli, provincia di Lecce: «Emergenza decoro, fotografato uomo nudo al porto. Pepe: “Serve fermezza”». Lo riporta TRNews.

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Roma: «Termini, caos in strada: uomo nudo e in stato di alterazione aggredisce la Polizia Locale». Lo riporta Abitare a Roma.   Assisi, provincia di Perugia: «Si spoglia nudo in piazza Garibaldi e si lava nella fontana pubblica». Lo riporta Corriere dell’Umbria.   Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Uomo nudo in corso Matteotti. Portato via dalla Polizia locale». Lo riporta Il Resto del Carlino.   San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia: «Massacrò anziana di botte e fuggì nudo: a S. Giovanni Rotondo la ricostruzione dei carabinieri in aula». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Torino, provincia di Torino: «Nudo al mercato di piazza Benefica molesta e insulta passanti e clienti». Lo riporta La Stampa.   Milano: «“Presa a mazzate in viso da un uomo mezzo nudo a Milano”. La denuncia social : “Ma lui non avrà alcuna sanzione”». Lo riporta Open.   Bari: «Tensione a Pane e Pomodoro: uomo si denuda davanti a una bimba, salvato dalla furia dei bagnanti». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Stupore in centro a Fano, c’è un uomo nudo tra i negozi. Era in stato confusionale». Lo riporta Corriere Adriatico.   Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Si spoglia nudo e si masturba in spiaggia. Fermato dai carabinieri». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Ostia, città metropolitana di Roma capitale: «Uomo nudo lancia sassi tra i passanti sul lungomare, intervengono i carabinieri». Lo riporta Abitare a Roma.   Gaeta, provincia di Latina: «Un uomo si spoglia nudo in strada per cambiarsi il costume nei pressi della Favorita». Lo riporta Tutto Golfo.   San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia: «Anziana uccisa in casa a Foggia, fermato un uomo nudo ancora sporco di sangue». Lo riporta RaiNews.

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Firenze: «Uomo nudo minaccia i passanti dal balcone: il video». Lo riporta La7.   Rimini: «Uomo nudo corre intorno al grattacielo inseguito dai militari». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Napoli: «Corre nudo per 4 chilometri tra Vomero e Posillipo: interviene il 118, ricoverato». Lo riporta Il Mattino.   Mestre, città metropolitana di Venezia: «Uomo nudo scala un palazzo sotto gli occhi dei passanti». Lo riporta Corriere del Veneto.   Moie di Maiolati Spontini, provincia di Ancona: «Era nudo nell’auto e ha provato a parlare con due ragazzine». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Rimini: «L’uomo nudo “incubo dei negozi”: turista francese lancia uova e crea caos a Viserba». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Cortina d’Ampezzo, provincia di Belluno: «Esce dal furgone completamente nudo e incurante dei passanti». Lo riporta Oggi Treviso.   Sezze, provincia di Latina: «Uomo nudo in strada all’alba: segnalata una rissa, ma i carabinieri trovano solo lui». Lo riporta Latina Oggi.

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Ci chiediamo a questo punto, la domanda che si fece Lenin, al punto da scriverci un imperdibile libro: «Che fare?»   Come affrontare la problematica dell’uomo nudo? Qualche autorità intende affacciarsi al fenomeno? Oppure la popolazione italiana deve essere lasciata in balìa di persone prive di vestiti?   Si tratta senza ombra di dubbio una scaturigine dell’assetto metapolitico oramai caricato sul codice sorgente della nostra società e financo dello Stato moderno, l’anarcotirannia. L’anarconudismo ne è uno dei figli.   L’anarconudismo è terrificante, e violento, visivamente, moralmente e molte volte pure fisicamente.   Eccoci quindi costretti a vivere in un mondo dove, ad ogni momento, un africano ignudo molesto può comparire dietro l’angolo, ed importunare noi, le nostre fidanzate, mogli, nonne, madri, figlie.   In un ennesimo classico esempio del divorzio della politica dagli interessi e dalla protezione del popolo, il Parlamento italiano ora discute leggi anticostituzionali sull’antisemitismo. Il legislatore non dovrebbe invece occuparsi direttamente dell’anarconudismo?

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L’Iran dice di voler allearsi con l’Italia, ma rivendica la scoperta del gelato

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Continua l’offensiva mediatica, decisamente vincente per creatività, della Repubblica Islamica dell’Iran.

 

A seguito della «rottura» tra il presidente americano Trump e il presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni, lo Stato iraniano sembra aver cominciato a disseminare sugli account X delle sue ambasciate in giro per il mondo messaggi scherzosi e complimentosi.

 

L’ambasciata iraniana in Ghana ha pubblicato la seguente lettera indirizzata all’Italia.

 

«Cara Italia Il vostro Primo Ministro ha appena difeso il Papa e ha perso un alleato a Washington: il Comandante in Dolore, eppure l’uomo più “folle di potere” sulla terra. Vorremmo candidarci per il posto vacante».

 

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«Le nostre qualifiche: 7.000 anni di civiltà, un amore condiviso per la poesia, l’architettura e il cibo che richiede più tempo per essere preparato della capacità di attenzione di Trump. L’unica cosa per cui Iran e Italia si sono mai scontrati è chi ha inventato il gelato [ice cream nel testo in inglese, ndr]. Il faloodeh è arrivato prima. Il gelato [in italiano nel testo, ndr] è arrivato più rumorosamente. Siamo in una guerra fredda per questo da 2.000 anni».

 

Il faloodeh, detto nel subcontinente indiano dove è diffusissimo falooda, è un antico dolce di origine persiana a base di semi di basilico dolce, latte, grano, e amido di mais o sago che in qualche modo ricorda il gelato.

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L’invenzione del gelato come lo conosciamo oggi risale al XVI secolo in Italia. Fu il cuoco fiorentino Bernardo Buontalenti a creare, nel 1565, la prima crema gelata servita a corte di Francesco I de’ Medici, mescolando latte, uova, zucchero e neve. Da Firenze la ricetta si diffuse rapidamente in tutta Europa, evolvendo fino alla versione industriale moderna. L’Italia rimane ancora oggi la patria indiscussa del vero gelato artigianale.

 

La provincia di Belluno (insieme a Val di Zoldo e Cadore) è considerata la vera patria del gelato artigianale italiano. A partire dalla metà dell’Ottocento, migliaia di gelatieri zoldani e cadorini emigrarono portando la loro arte in tutto il mondo (dall’Europa alle Americhe), trasformando il gelato da prodotto di lusso in un piacere popolare. Ancora oggi il Bellunese vanta una fortissima tradizione di gelato artigianale di altissima qualità, fatto con ingredienti locali (latte fresco delle Dolomiti, panna, uova e frutti di bosco).

 

L’apertura di questa diatriba ha un effetto-simpatia innegabile.

 

Non paga, la diplomazia iraniana si è spinta più in là. Ecco quindi che l’ambasciata iraniana in Tailandia raddoppia la dose.

 

«Perché dovremmo fare del male all’Italia? Amiamo gli italiani, il calcio e il cibo, e amiamo Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, la Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, la Sicilia e tutto ciò che c’è in mezzo».

 

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Il capolavoro di social media management è nei commenti: l’ambasciata, con grazia ed ironia, risponde a tutti i commenti – persino quello più ostili. Ad esempio, ad un utente che fa notare che «l’Italia non è più conosciuta per il calcio» (essì: non qualificati tre mondiali, ma che roba è?), l’ambasciata risponde «But we are nostalgici». «Ma noi siamo nostalgici»… Impeccabile, stupendo.

 

 

Quanto all’immagine blasfema, poi cancellata, che il presidente ha pubblicato sui social – Trump come Cristo guaritore – l’ambasciata in Tajikistan ha pensato bene di postare un video che remixa l’immagine mostrando Gesù scende dal cielo per scagliare il blasfemo Trump all’inferno.

 

 

È incontrovertibile: dai video Lego in giù, la guerra di comunicazione sta venendo stravinta dall’Iran con fantasia e tecnologia e, fondamentale, tanto humor – alla faccia dei video della Casa Bianca che trattano la guerra come un vero videogame, facendo indignare non solo i vescovi statunitensi.

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Immagine di di Kahnchana Bose via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

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Verso le borsette in pelle di tirannosauro. Tuttavia anche la godzillerìa dei coccodrilli non scherza

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Un gruppo di aziende e ricercatori nel campo della biologia affermano che utilizzeranno la «pelle» di un T-Rex coltivata in laboratorio per realizzare borse di lusso «cruelty-free». Lo riporta Futurism.   Il progetto, guidato dalla società di ingegneria genomica The Organoid Company, dal gruppo biotecnologico Lab-Grown Leather e dall’agenzia creativa VML, utilizzerà il collagene fossilizzato di un Tyrannosaurus rex come «modello» per ingegnerizzare le cellule con DNA sintetico. «Stiamo sbloccando il potenziale per creare pelle a partire da specie preistoriche, iniziando dal formidabile T-Rex», ha dichiarato Che Connon di Lab-Grown Leather, professore di ingegneria tissutale presso l’Università di Newcastle in Gran Bretagna.   Ma si tratta davvero della pelle di un Tyrannosaurus rex? I dubbi degli esperti in materia e dei lettori vi sono. «Dubito che la nostra conoscenza dell’evoluzione dei dinosauri sia sufficiente per poter progettare un gene del collagene specifico del T-Rex», ha dichiarato a NBC News Tom Ellis, professore di ingegneria del genoma sintetico all’Imperial College di Londra, definendo l’idea di produrre cuoio da un tirannosauro «molto inverosimile».

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«Quello che sta facendo questa azienda sembra pura fantasia», ha dichiarato a Live Science Thomas Holtz Jr, paleontologo dei vertebrati presso l’Università del Maryland. «Non abbiamo DNA di tirannosauride conservato (e nemmeno sequenze di DNA di dinosauri del Mesozoico), quindi non esistono geni del T-Rex».   «Esistono alcune impronte di pelle di tirannosauride, ma questo non ci permette di sapere com’era il tessuto interno», ha dichiarato Holtz a Live Science. Inoltre, il progetto si basa sul collagene. Il collagene è una proteina strutturale estremamente comune, presente in tutto il regno animale. Costituisce la base di pelle, ossa, muscoli e legamenti. Anche se il progetto riuscisse a creare una pelle «da T-Rex», è improbabile che il collagene di cui sarebbe composta sia molto diverso da quello che si trova in un altro animale esistente in natura, come un vitello ad esempio.   Detto in maniera diretta e sintetica non si avrà alcun tipo di certezza che quella pelle sia una fedele riproduzione genetica di quella del famigerato dinosauro.    «Offre loro qualcosa di quantomeno unico e che può giustificare un prezzo molto più elevato», ha dichiarato Ellis alla NBC.   Secondo alcune teorie, il tirannosauro potrebbe essere stato più colossale di quanto già non pensassimo. Un team di ricercatori ha preso in considerazione fattori quali le dimensioni della popolazione, il tasso di crescita, la durata della vita e la natura incompleta dei reperti fossili per determinare nuovamente le dimensioni del Tyrannosaurus Rex. Secondo uno studio, il re dei dinosauri potrebbe essere stato il 70% più pesante e il 25% più lungo di quanto si pensasse in precedenza.    Se fosse ancora in vita credo che ci si potrebbero fare numerosissime borse di pelle, per la gioia delle signore che al momento si devono accontentare del crocodilus niloticus, allevato massivamente in Zambia ed in Australia per le borsette delle grandi multinazionali francesi del lusso.    Il direttore di Renovatio 21 vi regala queste foto realizzate nel lontano 2004 in un allevamento africano, con una popolazione di loricati di circa 120.000, come una media città italiana, ma in coccodrilli.  

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Aggiungiamo pure delle immagini, sempre scattate dall’intrepido direttore a pochi metri dalla teppa di orridi e violentissimi rettili, di esemplari adulti – le borsette si fanno per lo più con la pelle della pancia dei cuccioli – tanto per far capire che la distanza con il T-Rexo non è tantissima.     Il lettore capisce da sé che anche l’insolente godzillerìa di queste bestiacce non scherza. La borsetta di tirannosauro è davvero così necessaria?

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