Economia
Funzionario sindacale tedesco denuncia l’agenda verde dell’UE
In un video di 18 minuti, Frank Sell, presidente del consiglio dei lavoratori della Bosch, il principale produttore tedesco di batterie, che prevede di tagliare 22.000 dei suoi 89.000 posti di lavoro, ha definito una follia la strategia della Commissione Europea di vietare tutte le auto con motore a combustione entro il 2035, poiché ciò distruggerebbe due terzi dell’intera produzione automobilistica in Germania e in Europa.
Il settore della mobilità elettrica genera profitti troppo bassi e continuerà a farlo per diverso tempo. Il video prodotto da Sell era originariamente destinato a un uso non pubblico al di fuori del sindacato, ma qualcuno ha deciso di diffonderlo ai media. Del video ha parlato la rivista Focus, dicendo di averne avuto visione.
La Cina ha un approccio diverso rispetto all’UE. La Cina porta avanti lo sviluppo delle auto elettriche, introducendo al contempo nuove tecnologie nelle auto tradizionali, come i sistemi di iniezione, e continuando a produrre questi veicoli. La Commissione europea, tuttavia, è ideologicamente determinata a sacrificare un intero settore, ha affermato il Sell.
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«Per l’amor del cielo, non è possibile che l’Europa si ponga un obiettivo e 21 Paesi europei non facciano nulla per raggiungerlo, che si tratti di infrastrutture o di espansione delle stazioni di ricarica, e che noi continuiamo ad aggrapparci a un obiettivo che sappiamo essere tecnicamente irraggiungibile».
Il Sell ha affermato che «nessuna persona di buon senso» capisce perché non ci allontaniamo da questi obiettivi. È del tutto irrealistico dire: «Il 31 dicembre 2024 questo modello finirà e allo scoccare della mezzanotte entrerà in vigore l’altro». Ciò che si sta discutendo attualmente a Bruxelles è più un inasprimento della graduale eliminazione dei motori a combustione che un adeguamento agli sviluppi reali del mercato automobilistico.
Secondo il Sell, non si tratta solo di follia politica, ma anche di una totale incapacità di rispecchiare la realtà del mercato automobilistico. L’addio ai motori convenzionali a benzina e diesel avrebbe come conseguenza che «diremmo addio anche alla nostra competenza nella comprensione dei sistemi», ha affermato Sell. Ha osservato che è proprio in questo ambito che la Germania vanta ancora un punto di forza rispetto alla Cina. Abbandonare i motori convenzionali ci estrometterebbe definitivamente dal mercato.
In materia di propulsori non dovrebbe esserci un «o l’uno o l’altro», ma solo un «entrambi».
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Economia
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Cina
La Cina inizia a mandare le navi in Europa attraverso la rotta del Nord
La Cina avvierà questo mese un servizio regolare di trasporto container verso l’Europa attraverso la Rotta Marittima del Nord (NSR) russa, con otto viaggi programmati fino a ottobre, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato dell’ente per l’energia atomica russa Rosatom, Aleksey Likhachev. Lo riporta la stampa russa.
La rotta marittima artica si sviluppa principalmente attraverso le acque territoriali e la zona economica esclusiva della Russia e si avvale delle infrastrutture portuali e della flotta di rompighiaccio russe. Rosatom, la società statale russa per l’energia atomica, è la principale responsabile dello sviluppo di questa rotta.
La compagnia cinese Sealegend Shipping ha effettuato la sua prima spedizione di merci attraverso il canale navigabile fino al porto di Felixstowe, in Inghilterra, alla fine dello scorso anno, completando il viaggio in 20 giorni. Un viaggio attraverso il Canale di Suez avrebbe richiesto circa 37 giorni, ha dichiarato Likhachev ai giornalisti venerdì.
«Oggi compiamo un ulteriore passo avanti. La compagnia di navigazione cinese Sealegend Shipping ha infatti in programma di lanciare la prima rotta regolare verso l’Europa e Rosatom ha già rilasciato i permessi per il transito di sette navi nella Rotta Marittima del Nord», ha dichiarato l’amministratore delegato di Rosatom.
Mentre le precedenti spedizioni di container erano in gran parte sperimentali o occasionali, il programma di quest’anno prevede viaggi settimanali da agosto a ottobre, condizioni del ghiaccio permettendo, ha affermato.
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La crescente domanda di trasporto marittimo attraverso la Rotta Marittima del Nord si verifica in un contesto di «situazione permanentemente difficile» nel Golfo Persico, ha affermato. Lo Stretto di Ormuzzo che normalmente trasporta circa un quarto del commercio marittimo di petrolio e GNL, è rimasto in gran parte chiuso dall’attacco israelo-americano all’Iran di febbraio.
Secondo l’AD della società atomica statale di Mosca, il traffico container cinese attraverso la Rotta Marittima del Nord è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, più che triplicando tra il 2023 e il 2025. Oggi, il traffico marittimo bilaterale tra i porti cinesi e russi rappresenta il 15% di tutto il traffico attraverso il corridoio. Si prevede che il traffico merci totale tra Russia e Cina raggiungerà i 20 milioni di tonnellate entro il 2030, ha aggiunto.
L’India e la Russia stanno inoltre lavorando per finalizzare un accordo sulla cooperazione nel trasporto marittimo di merci lungo la Rotta Marittima del Nord.
La rotta marittima artica rimane il passaggio marittimo più breve tra la regione Asia-Pacifico e l’Europa settentrionale. La Russia, che gestisce la più grande flotta di rompighiaccio al mondo con oltre 40 navi convenzionali e nucleari, sta investendo nella Rotta Marittima del Nord con l’obiettivo di farne un’arteria commerciale globale fondamentale.
L’importanza di questa rotta come percorso «più sicuro, affidabile ed efficiente» sta diventando sempre più evidente a causa delle interruzioni causate dai conflitti in tutto il mondo, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin all’inizio di quest’anno, aggiungendo che Mosca sta lavorando per rafforzare la logistica artica su «scala massiccia».
La navigazione globale risente dei problemi geopolitici. Già da prima della guerra di Ormuzzo, il passaggio per il Canale di Suez era reso difficoltoso dalle attività degli Houthi yemeniti, che sono arrivati a colpire e sequestrare navi merci e persino attaccare portaerei USA.
A fine 2025, tuttavia, si era appreso che il traffico attraverso Suez era aumentato.
Gli Houthi il mese scorso hanno dichiarato il blocco navale dell’Arabia Saudita, Paese che sostiene gli avversari interni dello Yemen e che ha bombardato porti ed aeroporti Houthi negli ultimi giorni pure.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa si parlò di un aumento del 400% del prezzo di spedizione delle merci dall’Asia all’Europa. Un’analisi della banca d’affari Goldman Sachs aveva previsto un possibile aumento del 200%. dei prezzi del petrolio.
Il caos nel Mar Rosso aveva spinto compagnie di logistica come Maersk a dirottare il traffico Asia-Europa verso il periplo dell’Africa.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Economia
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