Immigrazione
Eva Vlaardingerbroek bandita dalla Gran Bretagna
L’attivista anti-immigrazione neerlandese Eva Vlaardingerbroek è stata notificata dalle autorità britanniche di non potere entrare in Gran Bretagna.
Dopo averlo scritto su X, la Vlaadirgerbroek ne ha parlato nel programma War Room di Steve Bannon e in quello di Tucker Carlson, attribuendolo principalmente al post in cui criticava duramente il primo ministro britannico Keir Starmer. Secondo Eva , quel messaggio «evidentemente non è piaciuto» al premier.
La stessa Vlaardingerbroek ha indicato come possibile fattore aggiuntivo la sua partecipazione, lo scorso settembre, alla manifestazione «Unite the Kingdom», una protesta antigovernativa e anti-immigrazione organizzata dal controverso attivista anti-immigrazione Tommy Robinson. Le autorità britanniche avevano condannato l’evento, con Starmer che aveva accusato gli organizzatori di fomentare «divisioni» nella società del Paese.
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La notizia del divieto ha scatenato un’ondata di reazioni internazionali. Il parlamentare britannico Rupert Lowe ha definito la misura «vergognosa» e ha formalmente chiesto al ministero dell’Interno di revocarla. La politica olandese Lidewij de Vos ha parlato di una decisione «estremamente preoccupante», invocando un intervento diplomatico. Il primo ministro ungherese Vittorio Orban ha ritwittato il post della Vlaardingerbroek scrivendo: «Sei sempre la benvenuta in Ungheria!». Anche il consigliere presidenziale russo Kirill Dmitriev è intervenuto, qualificando il divieto come «la vendetta e la censura di Starmer in azione».
Il caso si inserisce in un contesto di crescenti polemiche sulle leggi britanniche contro l’incitamento all’odio e la sicurezza online. Secondo i critici, tali norme vengono utilizzate per colpire il dissenso politico e le opinioni che mettono in discussione le politiche governative, più che per contrastare effettivi contenuti dannosi.
Il divieto imposto a Vlaardingerbroek si aggiunge a una serie di precedenti che hanno riguardato personalità di rilievo: tra questi, lo scrittore francese (cui si deve il conio dell’espressione «Grande Sostituzione») Renaud Camus e il leader negro razzista dell’opposizione sudafricana Julius Malema, entrambi esclusi dal Regno Unito per motivi di «interesse pubblico».
In seguito alla notizia, la Vlaardingerbroek ha pubblicato su Instagram un commento lapidario: il suo divieto di viaggio «dimostra indiscutibilmente che il Regno Unito non è più un paese libero».
Holy sh*t.
I’ve been banned from traveling to the UK. They revoked my ETA.
“Your presence in the UK is not considered to be conductive to the public good.”
3 days after posting this about Starmer. https://t.co/NqWBtaTkZe pic.twitter.com/lm5lZgL2i7
— Eva Vlaardingerbroek (@EvaVlaar) January 14, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, due anni fa la Vlaardingerbroek si è convertita al cattolicesimo, venendo battezzata, coincidenza, proprio in Gran Bretagna.
Considerata vicina al Partito dei contadini olandesi (il BoerBurgerBeweging, o BBB), Eva è stata protagonista al Remigration Summit 25 a Gallarate, convegno internazionale che ha discusso il tema della remigrazione degli immigrati in Europa.
La giovane attivista ha sposato un cittadino italiano con cui ha un bambino di 13 mesi.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Immigrazione
Annullata la giornata in piscina riservata ai soli neri
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Immigrazione
Bambine migranti violentate durante il massiccio afflusso a Ceuta
Almeno quattro ragazze di età inferiore ai 14 anni sono state curate per presunte aggressioni sessuali nell’exclave spagnola di Ceuta, nell’Africa nordafricana, dopo che un massiccio afflusso di migranti ha sovraccaricato le strutture di accoglienza della zona, lasciando i minori a dormire per strada, secondo quanto riportato da Euronews.
Secondo quanto riportato domenica dalla testata, che cita fonti mediche, le vittime sarebbero minori marocchini entrati a Ceuta durante l’ondata migratoria senza precedenti di fine luglio.
Si ritiene che tra le vittime ci sia anche un ragazzo, mentre fonti mediche avvertono che il numero reale potrebbe essere più alto, poiché molti casi non vengono denunciati. Secondo quanto riportato, finora più di una dozzina di pazienti con lesioni compatibili con violenza sessuale sono stati curati presso l’ospedale universitario di Ceuta.
Susana Ascaso, medico del pronto soccorso dell’ospedale, ha confermato alla testata giornalistica che il suo reparto ha trattato numerosi casi sospetti di stupro ai danni di migranti minorenni. Ha affermato che molte di queste sono ragazze di età inferiore ai 14 anni costrette a vivere per strada perché i centri di accoglienza sono al completo.
«Non è che non vogliano accoglierli, semplicemente non c’è posto per loro», ha affermato Ascaso. Ha descritto la situazione generale come una «catastrofe sanitaria», avvertendo che i servizi di emergenza, sovraccarichi, hanno poca capacità di sottoporre a screening i nuovi arrivati per individuare eventuali malattie.
Il quotidiano spagnuolo El País aveva precedentemente riportato che la polizia sta indagando su almeno cinque presunti stupri di minori. Le vittime presenterebbero lesioni compatibili con un’aggressione sessuale. Non sono stati effettuati arresti e le autorità non hanno reso note le circostanze dei presunti attacchi.
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Abdellah Mustafa, presidente dell’Associazione dei residenti del distretto di Sidi Embarek, nel sud di Ceuta, ha dichiarato che gli abitanti del luogo hanno trasformato un campo da calcio a cinque in un rifugio improvvisato specificamente per le ragazze migranti. Almeno 50 sono arrivate il primo giorno, e il numero ha raggiunto le 200 in due giorni, mettendo a dura prova la struttura. Mustafa ha affermato che alcune ragazze arrivano in stato di shock, presumibilmente a seguito di violenze, il che ha spinto i residenti a chiamare uno psicologo e un avvocato per aiutarle.
La scorsa settimana, l’ONG Save the Children ha lanciato l’allarme sulla situazione, avvertendo che le ragazze e le adolescenti migranti corrono un rischio maggiore di tratta e sfruttamento sessuale a causa di lacune nei sistemi di identificazione, alloggio e protezione. Precedenti rapporti indicavano che le autorità di Ceuta stavano prendendo in carico circa 900 minori migranti non accompagnati, che godono di una protezione speciale ai sensi della legge spagnola e che, per legge, non possono essere rimpatriati immediatamente.
Oltre 72.000 migranti sono entrati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, molti a nuoto o attraversando le barriere frangiflutti costiere: una cifra equivalente a circa il 70% della popolazione residente dell’exclave. L’afflusso ha messo a dura prova i centri di accoglienza, gli ospedali e le forze dell’ordine. Almeno 100 persone sarebbero morte, molte nel tentativo di attraversare il mare, mentre Madrid ha schierato truppe e accelerato i rimpatri. La maggior parte di coloro che sono entrati è stata successivamente rimandata indietro, ma tra 3.000 e 5.000 persone rimangono in territorio spagnolo, secondo le autorità locali.
L’ondata migratoria si è verificata poco dopo la sentenza della Corte Suprema spagnola, che ha stabilito che i migranti intercettati in mare mentre tentavano di raggiungere Ceuta o Melilla non potevano essere rimpatriati immediatamente. Le autorità spagnole hanno accusato le reti criminali di trafficanti di sfruttare la sentenza attraverso campagne virali sui social media, affermando falsamente che le frontiere del Paese erano aperte.
La crisi ha alimentato le tensioni all’interno dell’UE, dove la migrazione è da tempo un tema controverso. Ventidue leader europei hanno firmato una lettera accusando la Spagna di minare la sicurezza delle frontiere del blocco, mentre diversi hanno chiesto l’esclusione del Paese dall’area Schengen.
L’Italia ha introdotto controlli temporanei sui viaggiatori provenienti dalla Spagna il 1° agosto e la Francia ha rafforzato la sicurezza delle frontiere. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha replicato, definendo le azioni dei suoi vicini europei «egoistiche».
Come riportato da Renovatio 21, sarebbero almeno 15 gli stupri denunciati a Ceuta dal giorno dell’invasione.
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Immagine screenshot da YouTube
Immigrazione
Il Marocco arresta centinaia di migranti che tentano di entrare a Ceuta
Thousands of Moroccan migrants again attempt to enter Spain’s Ceuta enclave, just two weeks after the previous mass influx. pic.twitter.com/EoECVfgHhT
— Clash Report (@clashreport) August 16, 2026
🚨🇪🇸Hundreds of Moroccan migrants are protesting on the beaches of Ceuta, Spain, right now!
They are demanding asylum in mainland Spain, free housing, and access to social benefits. pic.twitter.com/czMqcjWJgF — Mario ZNA (@MarioBojic) August 16, 2026
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