Politica
Deputata tedesca contraria alla guerra ucraina attaccata sul palco
La veterana politica tedesca di sinistra Sahra Wagenknecht è stata schizzata di vernice rossa durante un comizio giovedì, in un incidente che i suoi soci hanno collegato alla sua posizione contro l’armamento dell’Ucraina. Un sospettato è stato arrestato.
All’inizio di quest’anno, la parlamentare si era separata da Die Linke per fondare l’Alleanza Sahra Wagenknecht Alliance, un movimento orientato a sinistra in materia di politica economica ma più vicino all’estrema destra su questioni scottanti come l’immigrazione.
Ha ripetutamente criticato il governo del cancelliere tedesco Olaf Scholz per il suo sostegno all’Ucraina.
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Durante un comizio elettorale a Erfurt giovedì sera, un uomo che si ritiene abbia poco più di 50 anni ha cosparso il podio di vernice rossa. Wagenknecht è uscita illesa con qualche macchia di vernice sulla testa, sul collo e sulla parte superiore del corpo, secondo il portavoce del suo partito, Steffen Quasebarth. Ha aggiunto che l’aggressore sembrava aver usato una siringa medica.
La deputata del Bundestag ha abbandonato il podio, per poi tornarvi poco dopo.
German politician Sahra Wagenknecht, known for her anti-woke, anti-Zelensky, and pro-Putin stance, was attacked with paint during a campaign rally. pic.twitter.com/NQtbF9xVgv
— Russian Market (@runews) August 29, 2024
alguien intentó arrojarle pintura a Sahra Wagenknecht, diputada del Bundestag (ex Die Linke, ahora BSW). pongo esto acá para que vean como actúa una custodia de una fuerza policial bien entrenada. pic.twitter.com/NAZLQ7UYyC
— Netochka Nezvanova, Narnia state-affiliated media (@NetNezva) August 31, 2024
Il trasgressore è stato immobilizzato a terra e ammanettato dal personale di sicurezza. I media locali hanno citato la polizia che ha affermato che ora è indagato per danneggiamento criminale alla proprietà. Mentre il suo movente rimane sconosciuto, le autorità ritengono che potrebbe essere stato politico, ha riferito l’emittente ZDF.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Die Welt, Quasebarth e un altro membro del partito di Wagenknecht avrebbero affermato che l’aggressore stava urlando qualcosa in ucraino o in russo, presumibilmente riferendosi al conflitto militare tra Kiev e Mosca.
In un post su X pubblicato giovedì sera, Wagenknecht ha dichiarato di essere illesa, ma di sentire «uno shock nelle ossa».
«Ma non preoccupatevi: non ci lasceremo intimidire!» ha scritto la deputata.
Lieben Dank für die vielen besorgten Nachfragen: Es geht mir gut. Nur der Schreck steckt mir noch ein bisschen in den Knochen. Aber keine Sorge: wir lassen uns nicht einschüchtern!
— Sahra Wagenknecht (@SWagenknecht) August 29, 2024
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Nel 2016, la parlamentare di sinistra venne colpita da una torta per la sua posizione sull’immigrazione.
Intervenendo a una manifestazione tenutasi a Berlino a giugno, Wagenknecht aveva protestato contro la «folle» decisione di Berlino di consentire all’Ucraina di condurre attacchi a lungo raggio in territorio russo.
«Ciò che mi spaventa di più è il grande pericolo che la guerra in Ucraina diventi una grande guerra europea… stanno oltrepassando una linea rossa dopo l’altra», sostenne all’epoca.
La Wagenknecht ha invitato l’Occidente a «smetterla di giocare col fuoco», sottolineando l’importanza dei tentativi di raggiungere una soluzione pacifica.
«La guerra non finisce con le armi, la guerra finisce con i colloqui di pace», ha sostenuto la deputata germanica.
Come riportato da Renovatio 21, un’intervista del 10 settembre 2023 al quotidiano finanziario svizzero Neue Zürcher Zeitung, la politica tedesca aveva ribadito la sua valutazione secondo cui i Verdi sono «il partito più pericoloso» in Germania.
La Wagenknecht è stata tra i principali organizzatori della manifestazione per la pace del 25 febbraio 2023 a Berlino, che ha richiamato 50.000 persone.
Durante il dibattito al Bundestag del marzo 2023 che di fatto proibì indagini parlamentari sulla distruzione del gasdotto Nord Stream, il deputato socialdemocratico Bengt Bergt disse che il partito Alternative fuer Deutschland, che aveva chiesto l’inchiesta, avrebbe dovuto condividere il letto con Sahra Wagenknecht, allora ancora affiliata a Die Linke.
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Immagine screenshot da Twitter
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Politica
«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
Lo scrittore Camillo Langone ha ricordato sul Foglio la grande campagna politico-pubblicitaria del 1999 per portare al Quirinale Emma Bonino.
«Scrivere quello che penso di una persona appena morta non è possibile. Magari fra un mese, in sede di trigesimo, e però fra un mese prego di avere qualcosa di più divertente da scrivere» scrive Langone. «Mi piacerebbe nondimeno elencare tutti coloro che nel 1999 firmarono affinché la persona appena morta diventasse presidente della Repubblica e intitolare questo elenco “Il tradimento dei chierici”, volendo stare alto, oppure “Il culturame contro la vita”, abbassando un po’ il livello».
«Passati 27 anni, molti dei firmatari sono defunti e a loro non posso più rinfacciare nulla, a cominciare da Indro Montanelli (comunque a novant’anni sarai pur libero di andare all’aceto)» continua lo scrittore parmigiano.
«Però sono vivi sostenitori come Achille Bonito Oliva e Alessandro Cecchi Paone, Margherita Buy (Jasmine Trinca non era ancora su piazza) e Cristina Comencini (Carlo Calenda era ancora alla Ferrari), tutti abbastanza prevedibili, così come i quasi (quasi) imprevedibili Franco Cardini, Ernesto Galli della Loggia, Eugenia Roccella».
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«In quell’antico, degradante appello la firma che mi dispiace di più è quella di Pupi Avati: tu quoque, Pupi? Brutta cosa il gregarismo. Fra un mese la cosa più bella sarebbe scrivere l’elenco di coloro che, pur interpellati, non firmarono» conclude l’autore del Manifesto della destra divina.
Orbene, prima di arrivare a quanti, eroicamente, non misero la firma per la superabortista al tribunale (10 mila bambini eliminati con le sue proprie mani, vantava), ci siamo chiesti se vi era ancora da qualche parte la lista completa dei firmatari: online, cercandola pure a fondo, non l’abbiamo trovata.
Abbiamo potuto mettere insieme un po’ di nomi ricavandoli dagli infiniti «coccodrilli» di questi giorni e da altri articoli comparsi negli anni. La lista non è lunghissima, ma comunque interessante. Caveat: non siamo sicuri di tutti questi nomi, perché in rete non c’è traccia della lista completa.
- Indro Montanelli — decano del giornalismo italiano, cantore a suo tempo del colonialismo italiano
- Angelo Panebianco — politologo, editorialista del Corriere della Sera (il giornale del conservatorismo italiano, tipo)
- Rita Levi-Montalcini — scienziata, Premio Nobel, senatrice a vita, attivista abortista
- Antonio Baldassarre — costituzionalista, ex presidente della Corte Costituzionale
- Maurizio Costanzo — presentatore e giornalista, già nelle liste della P2
- Lucio Dalla — indimenticato cantautore felsineo, associato talvolta all’omosessualità (mai dichiarata) o all’Opus Dei (smentito)
- Margherita Hack — astrofisica televisiva, ateissima, figlia di pionieri italiani della Teosofia
- Umberto Veronesi — oncologo «laico», già ministro, teorizzatore di un futuro bisessuale con il laboratorio come unica forma di riproduzione di individui sani
- Danielle Mitterrand — vedova del noto presidente francese (cioè la vedova-vedova, non una delle amanti)
- Franca Rame — attrice e moglie di Dario Fo, poi eletta al Senato nel 2006 con il partito biodegradabile Italia dei Valori (IdV) guidato da Antonio Di Pietro.
- Edoardo Bennato — popolare cantante partenopeo
- Franco Battiato — esoterico cantante etneo
- Raffaele La Capria — scrittore e sceneggiatore dei film di Francesco Rosi
- Oliviero Toscani — fotografo e pubblicitario dei Benetton, figlio del fotografo che fece gli scatti dei cadaveri appesi di Mussolini e della Petacci in piazzale Loreto
- Caterina Caselli — cantante e soprattutto discografica milanese
- Bernardo Bertolucci — regista premio Oscar, con alcuni film che ci chiediamo come possano essere passati sugli schermi per i contenuti allucinanti (e non parliamo di Ultimo Tango a Parigi, ma, ad esempio, de La luna)
- Catherine Spaak — attrice, cantante, conduttrice televisiva e ballerina belga naturalizzata italiana
- Claudia Koll — attrice di una pellicola di Tinto Brass, poi convertitasi al medjugorismo.
- Iva Zanicchi — cantante detta «l’Aquila di Ligonchio», storica conduttrice della trasmissione di Rete 4 «Ok il prezzo è giusto»
- Mario Monicelli — regista, poi finito suicida
- Claudia Cardinale — attrice italo-tunisina, moglie di un regista senatore di Alleanza Nazionale
- Vittorio Gassman — attore, che dichiarava la depressione e la sua cura psichiatrica apertis verbis.
- Marco Tardelli — ex calciatore trionfatore del Mundial del 1980
- Giorgio Celli — etologo televisivo bolognese
- Salvatore Veca — filosofo della politica punto di riferimento filosofico della sinistra non marxista
- Ernesto Illy — fedele valdese e imprenditore del caffè
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Ci colpiscono qui i nomi non dei para-intellettuali salariati dal sistema, non delle dive di passaggio, non degli artisti perversi, non dei ricconi parastatali, ma di figure ascritte alla destra italiana.
Segno che, anche quella, era già tre decadi fa catturata totalmente dalla Necrocultura: anche i «conservatori» volevano presidente degli italiani una tizia che rivendicava di averne abortiti più di 10 mila. Un’esercito di futuri cittadini spariti nel sangue a colpi di pompa della bicicletta. Loro, e i loro figli – italiani.
Abbiamo scritto che è giusto che la Bonino abbia funerali di Stato – perché lo Stato moderno è fondato sulla Morte.
Forse era giusto pure che la Bonino divenisse presidente della Repubblica. Le cose più si slatentizzano, meglio è.
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Immagine di CoroRP via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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