Terrorismo
Decine di civili uccisi dall’assalto islamista in Siria. I jihadisti: abbiamo raggiunto a sorpresa la periferia di Aleppo
Almeno 27 civili, tra cui bambini di appena otto anni, sono stati uccisi questa settimana in Siria a seguito di attacchi di militanti islamici nel Nord-Ovest del Paese, ha riferito venerdì la Reuters, citando un funzionario delle Nazioni Unite.
Secondo i media locali, l’attacco su larga scala nelle province siriane di Aleppo e Idlib è stato lanciato mercoledì dal gruppo terroristico Hayat Tahrir-al-Sham (HTS), precedentemente noto come Jabhat al-Nusra.
I militanti sarebbero riusciti a invadere diverse aree precedentemente sotto il controllo dell’esercito siriano e sostengono di essere entrati nella città di Aleppo venerdì. L’assalto è il primo del suo genere da diversi anni e sta prendendo di mira villaggi, città e siti militari.
The Syrian rebels are jihadists. There is no good side between them and the Assad regime.
It’s a good thing that the regime is crumbling down, but there’s no need to cheer for literal ISIS-like Islamists.
Just pray for the Christian, Druze and Yazidi minority of Aleppo! pic.twitter.com/V8iRtdqfeb
— Dr. Maalouf (@realMaalouf) November 29, 2024
In a rapid offensive during the last 48 hours, anti-government rebels in northern Syria have captured dozens of villages. Most important: they have entered -and already claim control over- Aleppo, the second largest city in Syria.
A thread is opened to cover the most important… pic.twitter.com/SG1pL3L4gr
— NOELREPORTS 🇪🇺 🇺🇦 (@NOELreports) November 29, 2024
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«Siamo profondamente allarmati dalla situazione che si sta sviluppando nella Siria nordoccidentale», ha dichiarato all’agenzia Reuters il vice coordinatore umanitario regionale delle Nazioni Unite per la crisi siriana, David Carden, citando gli attacchi «incessanti» degli ultimi tre giorni.
«I civili e le infrastrutture civili non sono obiettivi e devono essere protetti dal diritto internazionale umanitario», ha sottolineato Carden.
Venerdì, l’agenzia di stampa statale Syrian Arab News Agency (SANA) ha riferito che quattro civili sono stati uccisi in seguito al bombardamento terroristico di un campus universitario ad Aleppo.
Secondo Al Mayadeen, le forze siriane, che hanno lanciato una controffensiva giovedì, hanno respinto con successo l’avanzata terroristica a sud-est di Idlib. Continuano intensi combattimenti su due fronti nella zona rurale di Aleppo, dove i militanti stanno cercando di sfondare, ha riferito la rete. I terroristi sono stati cacciati da circa 20 villaggi, mentre gli aerei da guerra siriani hanno condotto attacchi aerei su un quartier generale dei militanti nella città di Marè, nel nord di Aleppo, secondo le fonti dell’emittente.
🚨Turkey is supporting HTS militants in the #Aleppo offensive, deploying tanks, artillery, and armored vehicles.
HTS has captured Kafar Naha, with reinforcements arriving to assist their efforts.#Syria pic.twitter.com/H4sh5OJvFw— GlobalSpotlight (@GlobalSpotlite) November 28, 2024
L’attacco a sorpresa di mercoledì è il primo scontro importante tra i cosiddetti ribelli siriani, i jihadisti e le forze governative da marzo 2020, quando Russia e Turchia hanno mediato un cessate il fuoco nel Paese.
Il mese scorso, aerei militari russi e siriani hanno effettuato raid congiunti sulle posizioni HTS nelle province di Idlib e Latakia, prendendo di mira i siti di addestramento e i magazzini dei terroristi.
La Russia ha avviato la sua operazione militare in Siria nel 2015 su richiesta del presidente Bashar Assad, con l’obiettivo di neutralizzare le organizzazioni terroristiche nella regione, tra cui l’ISIS e Jabhat al-Nusra.
Venerdì, il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov ha descritto l’ultima escalation come «un attacco alla sovranità della Siria nella regione». Ha anche espresso la speranza che Damasco possa risolvere la crisi «il prima possibile».
Damasco ha accusato i Paesi occidentali di aiutare i gruppi terroristici nel Paese.
Un video non verificato mostro i miliziani dentro gli uffici del quartier generale della polizia di Aleppo.
Syrian rebels haven taken control of government symbols in the city of Aleppo. Pictures and videos of them below in the Governor’s Palace and the local police HQ 👇 pic.twitter.com/OSPbRufmXi
— Raylan Givens (@JewishWarrior13) November 29, 2024
IS SYRIA ABOUT TO FALL? Rebel forces were seen tearing down a poster of Syrian President Bashar al-Assad amid their ongoing offensive in Aleppo, located in the northwest of the country. pic.twitter.com/1nVNaWvxC4
— Breaking911 (@Breaking911) November 29, 2024
Nei filmati circolanti in rete alcuni militanti anti-Assad sembrano esibire mostrine dello Stato Islamico
HTS fighters inside Aleppo and at the gates of Aleppo – can you spot the ISIS patch?
They are raising the flag of Turkey across Aleppo – all you need to know if you’re wondering: how did this happen and who is behind it. pic.twitter.com/AMsrOSdTsh
— ScharoMaroof (@ScharoMaroof) November 29, 2024
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Assad aveva detto in precedenza che i terroristi stavano operando in aree del nord-est della Siria, dove gli Stati Uniti mantengono una presenza militare. Il presidente siriano ha continuato affermando che Washington aveva costruito una partnership stretta e «reciprocamente vantaggiosa» con gli insorti.
Le forze jihadiste in Siria hanno affermato di aver catturato 56 villaggi nella campagna occidentale della provincia di Aleppo dopo aver lanciato mercoledì un’offensiva a sorpresa dalla provincia di Idlib controllata dai militanti.
Il gruppo terroristico Hayat Tahrir-al-Sham (HTS), precedentemente noto come Jabhat al-Nusra, e vari alleati, sono responsabili dell’avanzata di questa settimana nelle parti del Paese controllate dal governo, secondo i media siriani. La recrudescenza è la più significativa da anni da quando Russia e Turchia hanno contribuito a stabilire una tregua traballante nel 2020.
I jihadisti affermano di aver conquistato circa 400 chilometri quadrati di territorio, raggiungendo giovedì la periferia della città di Aleppo, ha riferito venerdì l’agenzia di stampa turca Anadolu. Affermano inoltre di aver catturato armamenti pesanti e altro materiale militare dall’esercito siriano.
Alqaeda terrorist group bombs Aleppo university pic.twitter.com/sI92Yb0QlT
— Syrian Girl 🇸🇾 (@Partisangirl) November 29, 2024
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Nel 2015 la Russia ha aiutato Damasco a sconfiggere vari gruppi jihadisti che minacciavano di invadere il paese e rovesciare il governo dopo aver conquistato ampie fasce del territorio siriano. L’intervento internazionale è stato una risposta all’ascesa dell’ISIS, un’allora importante organizzazione terroristica che ha organizzato un’incursione nel vicino Iraq nel 2014.
La Turchia, che confina con la provincia di Idlib, si è fortemente opposta alle offensive militari in quella parte della Siria, sostenendo che ciò avrebbe inevitabilmente causato un nuovo esodo di massa di rifugiati attraverso il confine in una regione devastata da un terremoto nel febbraio 2023. Di conseguenza, HTS e altri gruppi jihadisti sono rimasti attori influenti nella provincia.
Le milizie siriane sostenute dagli USA mantengono il controllo di fatto di un’area nel Nord-Est del Paese. Gli USA mantengono una base militare illegale in Siria.
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Immagine screenshot da Twitter
Terrorismo
Anche un arcivescovo faceva parte della delegazione europea attaccata dai coloni ebraici
«Hanno spinto a terra un sindaco francese che era con noi e hanno attaccato il veicolo del Console Generale belga. Hanno sfondato il finestrino dell’auto e ci hanno inseguito con i quad», ha raccontato, aggiungendo che se i coloni si sentissero autorizzati ad attaccare i diplomatici con le loro squadre di sicurezza, «immaginate come avrebbero trattato i palestinesi oggi se non ci fosse stata la presenza internazionale». Pouliot ha inoltre riferito che, nonostante la presenza sul campo di giornalisti, attivisti per la pace e missioni diplomatiche, «oggi a Taybeh si sono verificati diversi attacchi. Per citarne solo alcuni, un ragazzino è stato colpito alla testa da un colono e ha avuto bisogno di punti di sutura. Una bambina di sette anni è stata presa a calci e gettata a terra, e ripetutamente minacciata e intimidita». Inoltre, nella vicina Birzeit, terroristi israeliani hanno aggredito, picchiato selvaggiamente e ricoverato in ospedale la fotoreporter del Washington Post Heidi Levine. Il sindaco francese Bernard Baudoux, 78 anni, di Aulnoye-Aymeries, che si trovava a Taybeh per formalizzare un accordo di gemellaggio e partecipare alla vendemmia, ha confermato l’aggressione. Indossando la sua fascia cerimoniale tricolore francese, è stato preso a calci e picchiato con sbarre di ferro o di metallo prima di essere gettato a terra. «Sono arrivati tre veicoli. Diversi individui mascherati, armati di spranghe di metallo, sono scesi e si sono diretti verso di noi con estrema aggressività», ha dichiarato Baudoux. «Sono stato colpito con delle sbarre di metallo e preso a calci prima di essere gettato a terra». In seguito ha dichiarato all’AFP che la violenza dimostrava «la tolleranza del governo israeliano» e che «il mondo intero deve sapere cosa sta succedendo lì. Per quanto mi riguarda, tornerò nel mio Paese e tutto andrà bene. Chi continua a soffrire di più è chi si trova qui». Ha descritto gli aggressori come arrivati «completamente furiosi» e ha previsto che l’incidente sarebbe rimasto impunito. Secondo quanto riportato dal Guardian e da altre testate, si sarebbero verificati ulteriori feriti tra i civili durante gli stessi eventi: terroristi coloni israeliani avrebbero prima attaccato un gruppo di raccoglitori di olive sui pendii inferiori, rubando olive, prendendo a calci e aggredendo una donna palestinese settantenne e picchiando un uomo così violentemente da richiedergli sei punti di sutura per una ferita alla testa. Anche l’arcivescovo cattolico Vincent Dollmann di Cambrai, in Francia, che faceva parte della delegazione, e altri membri della delegazione sono stati minacciati. Circa sette uomini mascherati, alcuni armati di bastoni o spranghe e a bordo di quad o veicoli fuoristrada, hanno affrontato il convoglio, hanno chiesto i documenti d’identità, hanno lanciato pietre contro i veicoli e hanno infranto il finestrino di un’auto consolare belga. Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha condannato l’attacco, affermando: «I palestinesi affrontano questa violenza ogni giorno. I coloni prendono di mira anche i giornalisti che ne parlano e i diplomatici. La raccolta delle olive, il giornalismo o lo svolgimento di incarichi diplomatici non dovrebbero mai mettere nessuno a rischio di essere attaccato». Il ministro belga ha collegato la vicenda alla «politica di insediamento illegale» di Israele, ha affermato che, in quanto potenza occupante, le autorità israeliane devono proteggere i civili e i diplomatici, e ha dichiarato: «L’impunità per i coloni violenti deve finire. Il Belgio continuerà a fare pressione affinché l’UE adotti sanzioni contro i responsabili di questa violenza e coloro che li sostengono». Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha definito l’aggressione «oltraggiosa» e ha chiesto a Israele di reprimere questa «violenza criminale» dopo che Baudoux «è stato violentemente aggredito da coloni estremisti». «Le autorità israeliane devono arrestare i responsabili di questi atti ripugnanti e consegnarli alla giustizia. Devono porre fine con urgenza a questa violenza criminale e garantire la sicurezza delle popolazioni civili, come sono tenute a fare dal diritto internazionale», ha dichiarato.Armed Israeli settlers launch a violent assault on the Palestinian Christian village of Taybeh, in the occupied West Bank.
According to Palestinian writer Ihab Hassan, Israeli settlers are targeting visiting French and Belgian diplomats, smashing their vehicle windows with… pic.twitter.com/cEKSgEgZgE — The Cradle (@TheCradleMedia) October 17, 2026
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Terrorismo
Coloni israeliani armati picchiano e rapinano fotografo dell’agenzia France Presse
Coloni israeliani armati avrebbero picchiato e derubato un fotografo dell’AFP, identificato come giornalista, in Cisgiordania occupata. Sul posto c’erano una dozzina di soldati delle Forze di difesa israeliane, che, come spesso accade, non sono intervenuti.
Il fotografo palestinese Jaafar Ashtiyeh, 58 anni, è stato ricoverato dopo essere stato colpito più volte con il calcio di un fucile. L’aggressione è l’ultima di una serie crescente di attacchi ai giornalisti in Cisgiordania. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha documentato almeno 16 episodi che hanno coinvolto 35 giornalisti palestinesi, israeliani e internazionali solo nei primi otto mesi del 2026, già più dei 13 episodi e 25 giornalisti registrati in tutto il 2025.
L’attacco è avvenuto martedì vicino al villaggio di Aqraba, mentre Ashtiyeh e il collega dell’AFP John Wessels documentavano la raccolta delle olive. Secondo l’agenzia, i due hanno visto un soldato israeliano fermare un palestinese, poi un uomo su un quad si è avvicinato e ha aperto il fuoco. Un palestinese è stato colpito al piede e ricoverato, ha riferito la Mezzaluna Rossa Palestinese.
🚨🇵🇸🇮🇱 An AFP photographer was BEATEN with rifle butts while trying to get into a car marked “PRESS.”
Palestinian photographer Jaafar Ashtiyeh was BRUTALLY attacked by armed Israeli settlers while covering violence in the West Bank.
He suffered injuries to his head and torso…
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 7, 2026
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Durante la raccolta annuale i coloni prendono spesso di mira gli agricoltori, si impossessano dei raccolti o li distruggono, insieme agli alberi, che per molte famiglie sono una fonte di reddito essenziale. Almeno altri sei uomini armati si sono poi scagliati contro i giornalisti sparando. Mentre Ashtiyeh cercava di salire su un veicolo chiaramente contrassegnato «Stampa», due uomini lo hanno placcato e colpito più volte con i calci dei fucili.
«Potevo sentire le sue urla», ha detto Wessels, a sua volta minacciato con una pistola mentre gli aggressori prendevano l’attrezzatura di Ashtiyeh. Il fotografo ha riportato contusioni alla testa e al torso. Secondo Wessels, una dozzina di soldati israeliani in assetto completo erano a circa 500 metri e non sono intervenuti. L’AFP ha chiesto un commento all’esercito.
«Condanniamo fermamente l’ennesimo grave attacco contro giornalisti che cercavano di documentare gli eventi in Cisgiordania e chiediamo un’indagine completa», ha detto Phil Chetwynd, direttore delle notizie globali dell’AFP. Ha definito «inaccettabile» che i giornalisti possano essere picchiati e derubati da coloni armati senza che le forze di sicurezza israeliane intervengano.
L’episodio si colloca in un’intensificazione delle violenze dei coloni contro i residenti locali: attacchi, furti e vandalismi sono segnalati quasi ogni giorno negli ultimi mesi. Secondo alcune fonti, coloni estremisti si sarebbero anche impossessati di oliveti palestinesi.
Chi documenta questi fatti finisce sempre più spesso coinvolto. Ad agosto coloni hanno attaccato una squadra di tre persone dell’AFP a est di Betlemme, lanciando pietre, colpendo un giornalista con un bastone e danneggiando il veicolo. Pochi giorni prima il giornalista di Haaretz Matan Golan e il fotografo Itay Rom erano stati aggrediti vicino a Qusra: secondo il Comitato, i coloni hanno circondato l’auto, uno ha preso a calci e sputato addosso a Golan, e i soldati vicini non sono intervenuti. Nemmeno chi lavora per i media israeliani è stato risparmiato.
All’inizio dell’anno giornalisti palestinesi sono stati picchiati, minacciati o costretti a lasciare il lavoro in altri incidenti; anche troupe di CNN, Reuters, Al Jazeera e Anadolu sono state affrontate o attaccate dai coloni.
Gli attacchi arrivano in un contesto già letale per la stampa. Secondo il CPJ, Israele è stato responsabile di 86 dei 129 giornalisti e operatori dei media uccisi nel mondo nel 2025, un record, circa due terzi del totale globale, in pratica allo Stato Ebraico va la maggior parte degli omicidi di membri della stampa su scala planetaria.
Come riportato da Renovatio 21, secondo calcoli Israele avrebbe ucciso il 75% di tutti i giornalisti morti nel 2023 mentre coprivano zone di conflitto.
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Nel conflitto sono stati assassinati vari giornalisti del network quatariota Al Jazeera, tra cui ucciso il giornalista Ismail al-Ghoul, che lo Stato Ebraico ha sostenuto essere un terrorista.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 fa si era avuto il caso di cinque giornalisti uccisi a Gaza in un unico attacco.
Poche settimane prima, soldati israeliani avevano fatto irruzione negli uffici di Al Jazeera a Ramallah, in Cisgiordania. Il governo israeliano l’anno scorso aveva votato per chiudere il canale televisivo del Qatar. Tre anni fa vi fu lo scandalo del corteo funebre della celebre giornalista cristiana di Al Jazeera Shireen Abu Akleh attaccato dalla polizia israeliana.
Nel 2025 l’agenzia AFP che a Gaza i suoi giornalisti collaboratori stanno morendo di fame. Un’inchiesta del giornale britannico Guardian ha scoperto che l’esercito israeliano considererebbe legittimi obiettivi militari i media affiliati alla resistenza al genocidio di Gaza.
Anche la stampa israeliana potrebbe non essere lontana dagli obbiettivi politici attuali: mesi fa era emerso che il governo israeliano voleva sanzionare anche il più antico quotidiano del Paese, Haaretz.
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Terrorismo
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