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Da madri a matrigne: la mutazione pandemica della maternità

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Il virus, alla fine, è passato anche di qua. Lo hanno accolto in casa i miei figli minori che, vedendo cosa sta succedendo in giro, aspettavano prima o poi la sua venuta. Il che suona vagamente blasfemo, ma così ci hanno ridotti nel fantastico mondo nuovo della tecnocrazia biosecuritaria e della psicopatologia generalizzata. Non fosse stato intercettato con l’epifania della seconda tacca rosa nello stick del tampone – riedizione pandemica dei mitici test di gravidanza che ci hanno tenuto tutti, qualche volta nella vita, col fiato sospeso – nessuno di loro teenager si sarebbe accorto del suo transito, tanto fugace quanto indolore.

 

In tempo di normalità – concetto sepolto – avrebbero continuato ad andare a scuola, come nulla fosse e come sempre si è sempre fatto in compagnia di un raffreddore. Invece, test, DAD e quarantena di famiglia, fino a futuro decreto di scarcerazione da parte dell’autorità competente: quella che elargisce a discrezione brandelli di libertà vigilata.

 

È grossomodo questa l’entità del malanno per il quale una percentuale bulgara di ragazzini è sottoposta – con religioso slancio, con dose variabile di scetticismo, o con la morte nel cuore, a seconda dei casi – alla somministrazione di un farmaco tuttora in fase di sperimentazione.

 

Basta il dato incontrovertibile del carattere sperimentale del trattamento, al netto della sua dannosità, a rendere pazzesca da un lato l’intimidazione esercitata dall’alto, dall’altro l’adesione offerta dal basso

Basta il dato incontrovertibile del carattere sperimentale del trattamento, al netto della sua dannosità, a rendere pazzesca da un lato l’intimidazione esercitata dall’alto, dall’altro l’adesione offerta dal basso.

 

Non c’è proporzione tra il rischio e il beneficio, la vittoria del primo è schiacciante, eppure i superstiti al rito iniziatico-sacrificale sono già una esigua minoranza, e siamo solo a gennaio.

 

L’effetto gregge è implacabile e non concede spazio alle riflessioni più elementari: pur di non fare la parte del diverso, uno accetta a tavolino l’inversione dell’onere della prova sulla propria salute e firma, bendato, un’ipoteca sul proprio futuro.

 

Ma, se si può umanamente comprendere la propensione di un giovanissimo a omologarsi ai suoi pari, a causa della micidiale pressione del gruppo unita alla spinta di una propaganda mediatica senza precedenti e al moltiplicarsi di ricatti criminali, più sconvolgente appare la fenomenologia dell’involuzione adulta, e in particolare di quella materna.

 

Vero è che le istituzioni si esibiscono, da due anni a questa parte, in un crescendo rossiniano di demenza mista a tracotanza, nel cui vortice è risucchiata ogni traccia di cultura giuridica e ogni conquista di civiltà.

 

Bisogna prendere atto di come la forza di gravità delle istituzioni non tenda più verso il bene comune, ma verso male comune

Vero è che bisogna prendere atto di come la forza di gravità delle istituzioni non tenda più verso il bene comune, ma verso male comune, e di come l’inversione di un principio acquisito come questo, e interiorizzato, possa a buon diritto provocare capogiri in chi non abbia già maturato in sé almeno un dubbio pregresso.

 

Vero è, ancora, che il martellamento compulsivo sul senso civico, sull’educazione alla legalità, sul rispetto delle regole quali che siano ha scavato pian piano la pietra forgiata nel senso di giustizia, nel buon senso e nel senso comune, nell’orgoglio e nell’onore, fino a sgretolare un patrimonio di sostanza cristallizzato nel cuore degli individui e nell’anima della collettività.

 

Vero è, infine, che la sbornia libertaria e la ricreazione perenne, la perdita del centro e di ogni riferimento morale, l’edonismo e l’egoismo resi pilastri dell’esistenza, abbiano privato i più di ogni difesa contro la menzogna, lasciando sguarnito un terreno di conquista sterminato.

 

Alla fine, il punto è che non si è più capaci di elaborare un pensiero, di elevare lo sguardo e riconoscere dove abiti la verità delle cose.

Tutto vero.

 

E tuttavia non può non lasciare sbalorditi il pullulare dei concorrenti alle gare di obbedienza sfrenata e masochista, allestite spontaneamente di fronte a disposizioni non solo vessatorie, non solo irragionevoli, non solo arbitrarie, non solo pretestuose, ma autenticamente surreali, idiote, provocatorie e grottesche.

Vero è che la sbornia libertaria e la ricreazione perenne, la perdita del centro e di ogni riferimento morale, l’edonismo e l’egoismo resi pilastri dell’esistenza, abbiano privato i più di ogni difesa contro la menzogna

 

Altrettanti test di obbedienza, sempre più arditi, sempre più folli e temerari, giusto per sperimentare fino a dove può spingersi la prepotenza gratuita.

 

E così si arriva senza colpo ferire alla direttiva con cui l’azienda socio-sanitaria onnipotente, disponendo la temporanea chiusura di un asilo nido, prescrive che gli alunni in quarantena debbano «mantenere lo stato di isolamento», «evitare i contatti con i conviventi», «utilizzare stanza e bagno non condivisi con altre persone con adeguato ricambio d’aria», «assicurare di essere raggiungibili telefonicamente per le attività di sorveglianza sanitaria», «monitorare il proprio stato di salute e, in caso di comparsa di sintomi, contattare il pediatra». E tante grazie per la collaborazione, cari bebè.

 

Il dramma è che ci saranno madri zelanti e zelote che si impegneranno a seguire con la massima diligenza possibile il libretto di istruzioni dell’autorità – chiamiamola così, nel nostro gioco di società – se tocca persino leggere della signora texana che, per evitare che il figlioletto positivo la contagi, lo trasporta nel bagagliaio dell’auto come nemmeno un cane.

 

Insomma, un potere idiota e beffardo vomita a getto continuo sui sudditi tutta la sua disumanità, distillata in grida sgangherate. E i sudditi ci si rotolano dentro con voluttà morbosa. Ma cosa può spingere la gente a bearsi di tanto degrado?

 

Un potere idiota e beffardo vomita a getto continuo sui sudditi tutta la sua disumanità, distillata in grida sgangherate. E i sudditi ci si rotolano dentro con voluttà morbosa. Ma cosa può spingere la gente a bearsi di tanto degrado?

Non ne scriverei se non avessi toccato con mano in prima persona la metamorfosi di madri fino a ieri presunte amorevoli: parliamo di genitrici sollecite, piene di premure e di ambizioni, pronte a seguire i figli nelle loro prodezze scolastiche, sportive o di varia altra natura.

 

Ebbene, arriva la supposta emergenza e, istantaneamente, le signore si mostrificano in ossequio ai deliri del despota di turno.

 

Il luogo per eccellenza delle confessioni più incredibili sono le famigerate chat scolastiche, dove si sono potuti leggere racconti dell’orrore, seguiti da applausi in effige (file di manine gialle battenti) e parole compunte di comprensione e di stima.

 

Ed ecco si legge di figli positivi al fatidico test – sintomatici o no – chiusi in camera per giorni e giorni, in compagnia del telefonino o dell’iPad, avvicinati solo con bardature da palombaro per la consegna del rancio; di figli relegati in capanni in giardino allestiti come ricovero di fortuna; di figli costretti a indossare continuativamente il bavaglio in casa, anche nel sonno, e stare a distanza; di figli spediti in terrazza per la mezzora d’aria senza bavaglio; di figli tamponati a ripetizione senza un perché.

 

Prodezze riferite tutte con compiacimento e raccolte tutte con sentita ammirazione dalla colleganza conforme. Così si comportano le brave persone, quelle serie, diligenti, che hanno a cuore la salute dei propri simili. Applausi, manine.

 

Ma cosa può essere esploso nella testa di queste signore? Quale incantesimo può ridurre una madre a vedere suo figlio come un oggetto da scansare, un pericolo da cui difendere se stessa?

Ma cosa può essere esploso nella testa di queste signore? Quale incantesimo può ridurre una madre a vedere suo figlio come un oggetto da scansare, un pericolo da cui difendere se stessa?

 

Atteggiamenti del genere, al di fuori da ogni immaginazione, e ancor più la loro accettazione diffusa, presuppongono non soltanto un totale azzeramento critico e cognitivo, ma anche e soprattutto un annientamento umano e affettivo che, solo, può fare da anticamera all’instaurazione della barbarie.

 

È valso per i nostri vecchi, condannati alla reclusione negli istituti concentrazionari e alla solitudine siderale in punto di morte.

 

Vale, ancor più, per i cuccioli d’uomo, verso i quali quantomeno l’istinto dovrebbe funzionare da antidoto all’abbandono.

 

La facilità e la velocità con cui si è manifestata questa combinazione tra lobotomia e sterilizzazione emotiva si spiegano solo guardando a un processo che viene da molto lontano. Viene da una programmatica demolizione della figura femminile e della sua essenza più profonda, del suo ruolo e della sua attitudine naturale.

 

Il martellamento ossessivo sui cervelli a suon di pari opportunità, emancipazione, uguaglianza; l’elevazione della carriera a obiettivo fondamentale della vita; la cosiddetta pianificazione familiare; l’aborto libero e legalizzato, la selezione degli imperfetti; la fabbricazione in laboratorio di esseri umani su ordinazione, la separazione biologica tra sesso e procreazione nel nuovo paradigma della fertilizzazione su modello zootecnico.

 

Un grumo di artificio è stato innestato nella testa delle masse e sta producendo i suoi frutti avariati. Fino a tollerare che una mamma, anziché proiettarsi fisicamente sul figlio malato, o triste, o indifeso di fronte a un mondo farneticante, e curarlo prima di tutto con il calore della sua prossimità facendogli da scudo contro ogni male, lo isoli e lo allontani da sé.

 

Col concorso esterno delle istituzioni di ogni ordine e grado, spento ogni recettore di umanità, stiamo diventando dei mostri senz’anima.

 

È in via di allestimento il futuro psichedelico e allucinato di cui mai e poi mai ci presteremo a essere parte.

 

 

Elisabetta Frezza

 

 

 

Essere genitori

Bambini travestiti da donne in lingerie bourlesque fatti sfilare per una città spagnola

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È emerso online un video di bambini piccoli che prendono parte a una parata in Spagna indossando lingerie in stile burlesque, copricapezzoli e parrucche, con bandiere arcobaleno LGBT attaccate sulla schiena.

 

Il filmato, girato durante un carnevale annuale a Torrevieja, una città nel sud della Spagna ritenuta «gay-friendly», mostra un gruppo di minori che marcia con diversi che sembrano avere circa 9 o 10 anni o meno.

 

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Oltre ai reggicalze e alle calze erotiche e succinte, ai bambini è stata posizionata una «X» di nastro nero sui capezzoli e è stato applicato un trucco completo sui loro volti.

 

Il video mostra i bambini che vengono istruiti a imitare gli adulti eseguendo gesti provocatori per le strade della città di Alicante davanti a spettatori adulti e ad altri bambini.

 

In un video, si vede una donna che mette qualcosa, presumibilmente dolci, nella bocca dei bambini mentre si muovono.

 

Alcuni di coloro che hanno pubblicato il filmato hanno notato che il titolo della «performance» era «Prometer hasta meter» che indica qualcuno che promette qualsiasi cosa e poi se ne dimentica una volta ottenuto ciò che voleva.

 

Altri video mostravano adulti che indossavano gli stessi abiti ed eseguivano gli stessi movimenti.

 

 

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Secondo l’account Twitter Right Angle News Network gli organizzatori del numero sarebbero noti per il loro «simbolismo antagonista che prende di mira principalmente il cristianesimo».

 

 

Va notato come Torrevieja sia governata in solitario dal Partido Popular (PP), la versione spagnuola della Democrazia Cristiana, sempre pronta a compromessi o a vere e proprie aperture alla dissoluzione del mondo moderno. La scorsa estate il sindaco della città presenziò, tra drappi omotransessualisti, alla lettura di un manifesto gay nel corso delle celebrazioni del Pride, riporta il quotidiano catalano La Vanguardia.

 

Nel manifesto letto alla presenza del primo cittadino del partito conservatore vi erano una presa di posizione sui «divorzi duri che alcuni usano per legittimare la violenza sessista», i quali «hanno bisogno di opposizione» da parte degli omosessualisti. Il machismo come «la violenza di genere esiste e necessita di opposizione. Perché il genere non è un’ideologia e il collettivo LGTBIQ+ non è una lobby. Perché il concetto di famiglia non è impermeabile, non è un uomo e una donna che hanno figli».

 

Pochi mesi dopo, ecco che, con la scusa del carnevale, anche l’immagine dei figli diviene, come dire, «non impermeabile». Alcuni sostengono che si tratti in realtà di bambine, ma la sostanza non sembra cambiare molto.

 


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È piuttosto inutile nascondersi dietro al fatto che si tratta di carnevale: non si tratta nemmeno di adolescenti, si tratta di bambini piccoli, e l’effetto che un simile video fa sull’animo di un genitore è scioccante.

 

Del resto lo avevano detto: «convertiremo i vostri figli». La canzone dei gay organizzati uscita qualche anno fa, poi subito sparita quando si scoprirono i possibili trascorsi di alcuni cantori coinvolti, di fatto si limitava a riprendere un programma noto.

 

Nel febbraio 1987, comparve sulla testata americana Gay Community News un testo (che non sarebbe sbagliato etichettare come un vero hate speech eterofobo, ma per quello la legge non c’è e non ci sarà mai) intitolato Gay Manifesto. Lo firmava un certo Michael Swift, che alcuni credono fosse solo uno pseudonimo. L’incipit di tale «Manifesto omosessuale» recitava:

 

«Sodomizzeremo i vostri figli, emblema della vostra debole mascolinità, dei vostri sogni superficiali e delle bugie volgari. Li sedurremo nelle vostre scuole, nei vostri dormitori, nelle vostre palestre, nei vostri spogliatoi, nei vostri palazzetti dello sport, nei vostri seminari, nei vostri gruppi giovanili, nei bagni dei vostri cinema, nei vostri dormitori dell’esercito, nelle vostre fermate dei camion, nei vostri club per soli machi, nelle vostre Camere dei Deputati, ovunque gli uomini stiano assieme agli uomini. I vostri figli diventeranno i nostri servi e obbediranno ai nostri ordini. Saranno riplasmati a nostra immagine. Verranno a desiderarci e ad adorarci».

 

Fu detto che in realtà si trattava di satira, di uno scherzo. Insomma, una carnevalata, anche qui. Tuttavia il ritornello si ripete nei decenni.

 

Come riportato da Renovatio 21, la marcia delle Drag Queen durante il Pride di Nuova York della scorsa estate ha scandito una coretto in piena lucidità: «We’re here, we’re queer, we’re coming for your children», cioè «Siamo qui, siamo finocchi, stiamo venendo a prendere i vostri figli». Com’era? «Prometer hasta meter»…

 


Il carnevale non può essere la scusa per tale abisso di degrado – soprattutto perché bisogna realizzare che il carnevale non è solo uno strumento, è il fine di tutto questo, un mondo che, come nel momento di festa estrema, inverte qualsiasi legge naturale e sociale.

 

Preparatevi ad una difesa ad oltranza della vostra prole e della sua innocenza.

 

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Immagine screenshot da Twitter

 

 

 

 

 

 

 

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Alimentazione

Ricercatori collegano le bevande energetiche ai pensieri suicidi nei bambini

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Una nuova ricerca ha rivelato che le bevande energetiche potrebbero rappresentare un rischio maggiore per il cervello dei bambini e dei più giovani di quanto si pensasse in precedenza. Lo riporta Epoch Times.   Secondo uno studio di Fuse, un Centro per la ricerca nella sanità pubblica presso la Teesside University e l’Università di Newcastle nel Regno Unito, coloro che consumavano bevande energetiche avevano un rischio maggiore di problemi di salute mentale come depressione, pensieri suicidi, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e ansia.   Il paper stato pubblicato sulla rivista Public Health il mese scorso.

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I ricercatori hanno affermato di aver esaminato i dati di 57 studi su oltre 1,2 milioni di bambini e giovani provenienti da più di 21 paesi per giungere alle loro conclusioni.   È emerso che i ragazzi consumavano più bevande energetiche rispetto alle ragazze, mentre «molti studi» riportavano un’associazione tra il consumo di bevande energetiche e l’assunzione eccessiva di alcol, e il fumo, nonché l’uso di altre sostanze.   «Ulteriori effetti sulla salute rilevati nella revisione aggiornata includevano un aumento del rischio di suicidio, disagio psicologico, sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività, comportamenti depressivi e di panico, malattie allergiche, resistenza all’insulina, carie dentale e usura erosiva dei denti», scrive l’abstract del documento.   Per quanto riguarda gli impatti sulla salute mentale, è emerso che il consumo «frequente» di bevande energetiche «era associato a tentativi di suicidio e a grave stress», mentre «c’erano anche tassi più elevati di ideazione e tentativi di suicidio con l’assunzione di [bevande energetiche] più di una volta al giorno».   “L’analisi longitudinale ha riferito che il consumo di [bevande energetiche] era correlato a un aumento della disattenzione dell’ADHD, disturbi della condotta, sintomi depressivi e di panico», continua lo studio.   Una coautrice, Shelina Visram, dell’Università di Newcastle, ha dichiarato in un comunicato stampa di essere «profondamente preoccupata per i risultati secondo cui le bevande energetiche possono portare a disagio psicologico e problemi di salute mentale».   «Questi sono importanti problemi di salute pubblica che devono essere affrontati», ha aggiunto. «C’è stata inazione politica in questo settore nonostante le preoccupazioni del governo e le consultazioni pubbliche. È giunto il momento di intervenire sul settore in più rapida crescita del mercato delle bevande analcoliche».

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I ricercatori, che risiedono in Gran Bretagna, hanno anche chiesto al governo di vietare o limitare le bevande energetiche per i giovani e i bambini.   «Queste prove suggeriscono che le bevande energetiche non hanno posto nella dieta dei bambini e dei giovani», ha detto a Fox News l’autrice Amelia Lake, professoressa di nutrizione per la salute pubblica presso la Teesside University. «I politici dovrebbero seguire l’esempio dei paesi che hanno posto limiti di età sulle vendite ai bambini» perché, come dimostra il loro studio, i ricercatori hanno «trovato un elenco ancora più ampio di risultati sulla salute mentale e fisica associati al consumo di bevande energetiche da parte di bambini e giovani», ha affermato.   «Abbiamo ripetuto [la revisione] solo per trovare uno spazio evidente in continua crescita che suggerisce che il consumo di queste bevande è associato a esiti negativi sulla salute», ha continuato la dottoressa Lake.   Diversi paesi hanno già provato a regolamentare le bevande energetiche, compreso il divieto di vendita ai minori in Lettonia e Lituania. Secondo quanto riferito, anche altri paesi come la Finlandia e la Polonia stanno cercando di vietare la vendita dei prodotti ai minori di 18 anni.   Lo studio, nel frattempo, ha ottenuto una risposta da parte dei funzionari britannici. Un portavoce del Dipartimento britannico della sanità e dell’assistenza sociale ha detto alla BBC che «ci siamo consultati su una proposta per porre fine alla vendita di bevande energetiche ai bambini sotto i 16 anni in Inghilterra, e presenteremo la nostra risposta completa a tempo debito» e che «nel frattempo, molti rivenditori e supermercati più grandi hanno introdotto volontariamente il divieto di vendita di bevande energetiche ai bambini sotto i 16 anni».

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Essere genitori

Gli scienziati chiedono una moratoria globale sui vaccini mRNA e la rimozione immediata dal programma infantile

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Un articolo di revisione pubblicato la scorsa settimana sulla rivista Cureus è il primo articolo sottoposto a revisione paritaria a chiedere una moratoria globale sui vaccini mRNA COVID-19. Gli autori affermano che i dati rianalizzati provenienti dalle sperimentazioni dei produttori di vaccini e gli alti tassi di gravi lesioni post-iniezione indicano che i vaccini per la terapia genica mRNA non avrebbero dovuto essere autorizzati per l’uso.

 

I governi dovrebbero sostenere una moratoria globale sui vaccini mRNA fino a quando tutte le questioni sulla loro sicurezza non saranno state indagate a fondo, secondo gli autori di un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria sugli studi sui vaccini COVID-19 e sulla campagna di vaccinazione globale pubblicato la scorsa settimana su Cureus, una rivista di scienza medica.

 

Cureus è una rivista medica generale ad accesso aperto e sottoposta a revisione paritaria basata sul web che utilizza la revisione paritaria pre-pubblicazione.

 

Gli autori hanno esaminato le ricerche pubblicate sulle sperimentazioni dei vaccini delle aziende farmaceutiche e sui relativi eventi avversi. Hanno inoltre chiesto che i vaccini contro il COVID-19 vengano immediatamente rimossi dal programma di vaccinazione infantile.

 

Dopo che i primi rapporti sugli studi sui vaccini affermavano che erano efficaci al 95% nella prevenzione del COVID-19, sono diventati pubblici seri problemi con il metodo, l’esecuzione e la rendicontazione degli studi, che il documento ha esaminato in dettaglio.

 

Le prove mostrano inoltre che i prodotti non sono mai stati sottoposti a test tossicologici e di sicurezza adeguati e, dopo il lancio del vaccino, i ricercatori hanno identificato un numero significativo di eventi avversi (AE) ed eventi avversi gravi (SAE).

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Gli auutori M. Nathaniel Mead, Stephanie Seneff, Ph.D., Russ Wolfinger, Ph.D., Jessica Rose, Ph.D., Kris Denhaerynck, Ph.D., Steve Kirsch e il dottor Peter McCullough hanno dettagliato i potenziali gravi danni dei vaccini per gli esseri umani, i problemi di controllo e trattamento dei vaccini, i meccanismi alla base degli eventi avversi, le ragioni immunologiche dell’inefficacia del vaccino e i dati sulla mortalità derivanti dalla registrazione prove.

 

«L’approvazione da parte dell’agenzia federale dei prodotti iniettabili di mRNA COVID-19 su una base di copertura generale a livello di popolazione non ha avuto il supporto di una valutazione onesta di tutti i dati di registrazione rilevanti e di una considerazione proporzionata dei rischi rispetto ai benefici» concludono.

 

Hanno inoltre chiesto l’immediata rimozione dei vaccini dal programma di vaccinazione infantile e la sospensione dei richiami.

 

«Non è etico e inconcepibile somministrare un vaccino sperimentale a un bambino che ha un rischio vicino allo zero di morire di COVID-19 (IFR, 0,0003%) ma un rischio ben consolidato del 2,2% di danni cardiaci permanenti sulla base delle migliori prospettive. dati disponibili», hanno scritto.

 

Infine, gli autori hanno chiesto un’indagine approfondita sulla cattiva condotta delle aziende farmaceutiche e delle agenzie di regolamentazione.

 

È il primo studio sottoposto a revisione paritaria a chiedere una moratoria sui prodotti mRNA di COVID-19, ha detto Rose a The Defender.

 

«Una volta effettuata un’adeguata valutazione delle dichiarazioni di sicurezza ed efficacia nel presente documento – in base alla quale sono state concesse l’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA) e le autorizzazioni finali definitive – si è riscontrato che i prodotti iniettabili COVID-19 non erano né sicuri né efficaci», ha aggiunto.

 

Secondo McCollough, «l’mRNA non avrebbe mai dovuto essere autorizzato per l’uso umano».

 

L’autore principale Mead ha dichiarato a The Defender: «Il nostro punto di vista è che qualsiasi analisi rischio-beneficio deve considerare quanto il presunto beneficio in termini di riduzione della mortalità correlata al COVID-19 sia compensato dal potenziale aumento della mortalità indotta dal vaccino».

 

Ecco sei punti salienti della recensione:

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1. I «vaccini» contro il COVID-19 sono terapie geniche riclassificate che sono state accelerate attraverso il processo di regolamentazione in un modo senza precedenti nella storia

Prima del processo di autorizzazione di sette mesi per i vaccini a mRNA, nessun vaccino era mai stato immesso sul mercato senza essere stato sottoposto a test di almeno quattro anni, con tempistiche medie di 10 anni.

 

Per accelerare il processo, le aziende hanno saltato gli studi preclinici sulla potenziale tossicità da dosi multiple e hanno ridotto il periodo di osservazione tipico di 6-12 mesi per identificare gli effetti avversi a lungo termine e il periodo stabilito di 10-15 anni per il monitoraggio degli effetti a lungo termine come cancro e malattie autoimmuni, hanno scritto gli autori.

 

Negli studi è stata data priorità alla documentazione dell’efficace riduzione dei sintomi rispetto all’SAE e alla mortalità. Ciò è particolarmente preoccupante, sostengono gli autori, perché i prodotti a base di mRNA sono prodotti di terapia genica riclassificati come vaccini e quindi somministrati per la prima volta con l’EUA per l’uso contro una malattia virale.

 

Tuttavia, la sicurezza dei componenti delle terapie geniche non è stata valutata approfonditamente per l’uso come vaccini.

 

Esiste una grande preoccupazione non indagata sul fatto che l’mRNA possa trasformare le cellule del corpo in fabbriche di proteine ​​virali – senza interruttore – che producono la proteina spike per un periodo prolungato causando infiammazione sistemica cronica e disfunzione immunitaria.

 

La proteina Spike nel vaccino, hanno affermato gli autori, è associata a immunopatologie e altri eventi avversi più gravi rispetto alla proteina Spike nel virus stesso.

 

Gli autori hanno suggerito che i massicci investimenti governativi nella tecnologia dell’mRNA, tra cui centinaia di milioni prima della pandemia e decine di miliardi una volta iniziata, significavano che «le agenzie federali statunitensi erano fortemente sbilanciate verso risultati positivi per gli studi di registrazione».

 

Gli incentivi finanziari insieme alle pressioni politiche per fornire una soluzione rapida probabilmente hanno influenzato una serie di decisioni errate che hanno compromesso l’integrità delle sperimentazioni e minimizzato le serie preoccupazioni scientifiche sui rischi legati alla tecnologia, hanno aggiunto.

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2. Negli studi sono state adottate misure per sovrastimare l’efficacia del vaccino 

Poiché gli studi erano progettati per valutare se il vaccino mRNA riducesse i sintomi, non hanno misurato se i vaccini prevenissero malattie gravi e morte. Eppure i produttori del vaccino hanno ripetutamente affermato di sì.

 

«Nessun ampio studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, ha mai dimostrato riduzioni nella trasmissione, nell’ospedalizzazione o nella morte di SARS-CoV-2», hanno scritto gli autori.

 

Inoltre, il numero di persone che hanno contratto il COVID-19 clinico sia nel gruppo placebo che in quello di intervento era «troppo piccolo per trarre conclusioni significative, pragmatiche o di ampio respiro riguardo alla morbilità e alla mortalità del COVID-19».

 

Le dichiarazioni di efficacia del 95% di Pfizer si basavano su 162 dei 22.000 destinatari del placebo che avevano contratto il COVID-19 confermato dalla PCR rispetto a otto dei 22.000 nel gruppo del vaccino. Nessuno dei soggetti che hanno ricevuto il placebo è morto di COVID-19. Negli studi Moderna, solo un decesso placebo è stato attribuito a COVID-19.

 

C’era anche una percentuale molto maggiore di «casi sospetti di COVID-19» in entrambi i gruppi, con partecipanti che mostravano sintomi di COVID-19 ma un test PCR negativo. Se si tiene conto di questi casi, le misure dell’efficacia del vaccino scendono a circa il 19%.

 

Il gruppo di soggetti dello studio era composto in gran parte da individui giovani e sani, esclusi gruppi chiave – bambini, donne incinte, anziani e persone immunocompromesse – che possono anche oscurare l’effettiva efficacia e sicurezza del vaccino.

 

I risultati delle nuove analisi dei dati degli studi Pfizer possono essere interpretati come una dimostrazione che i vaccini non hanno fatto «nessuna differenza significativa» nel ridurre la mortalità per tutte le cause nei gruppi vaccinati rispetto a quelli non vaccinati a 20 settimane dall’inizio dello studio, hanno scritto gli autori.

 

Anche i dati post-marketing a sei mesi presentati da Pfizer alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense non hanno mostrato alcuna riduzione della mortalità per tutte le cause dovuta al vaccino.

 

Gli autori hanno rianalizzato tali dati, aggiustando l’analisi dei decessi per tenere meglio conto del fatto che quando Pfizer ha aperto lo studio, le persone del gruppo placebo hanno preso il vaccino e hanno scoperto che il gruppo vaccinato aveva un tasso di mortalità più elevato (0,105%) rispetto al gruppo non vaccinato. (0,0799%), che secondo loro era una stima conservativa.

 

Uno dei problemi più evidenti con gli studi registrativi, hanno osservato, era che si concentravano esclusivamente sulla misurazione della riduzione del rischio – il rapporto tra i tassi di sintomi del COVID-19 nel gruppo del vaccino rispetto al gruppo del placebo – piuttosto che sulla misurazione della riduzione del rischio assoluto, che è la probabilità che qualcuno mostri sintomi di COVID-19 rispetto alle persone della popolazione in generale.

 

Secondo le linee guida della FDA, tenere conto di entrambi gli approcci è fondamentale per evitare l’uso improprio dei prodotti farmaceutici, ma i dati sono stati omessi, portando a una sovrastima dell’utilità clinica di un intervento.

 

Mentre entrambi i vaccini pubblicizzavano una riduzione del rischio di circa il 95% come cifra di efficacia, le riduzioni del rischio assoluto per i vaccini Pfizer e Moderna erano rispettivamente dello 0,7% e dell’1,1%.

 

«Un numero considerevole di individui dovrebbe essere sottoposto al vaccino per prevenire un singolo caso di COVID-19 da lieve a moderato», hanno scritto gli autori.

 

Ad esempio, utilizzando una stima conservativa secondo cui 119 persone avrebbero bisogno di essere vaccinate per prevenire l’infezione e assumendo che il COVID-19 avesse un tasso di mortalità per infezione dello 0,23%, hanno scritto che sarebbero necessarie circa 52.000 vaccinazioni per prevenire un singolo caso di COVID-19. -morte correlata.

 

Tuttavia, «considerando la cattiva condotta dei processi e i problemi di integrità dei dati… il vero vantaggio è probabilmente molto inferiore», hanno scritto.

 

E, hanno aggiunto, bisognerebbe valutare tale beneficio insieme ai danni, che stimano essere di 27 decessi ogni 100.000 dosi di Pfizer. Ciò significa, utilizzando le stime più prudenti, «per ogni vita salvata, ci sono stati 14 volte più decessi causati dalle iniezioni di mRNA modificato».

 

Hanno inoltre notato che le prove post-implementazione hanno confermato che le dichiarazioni sull’efficacia erano sopravvalutate. Ad esempio, due ampi studi clinici di coorte di Cleveland hanno dimostrato che il vaccino non poteva conferire protezione contro il COVID-19; invece, in quegli studi, le persone più vaccinate avevano maggiori probabilità di contrarre il COVID-19.

 

Uno studio ha dimostrato che il rischio di infezione «breakthrough» [cioè infezione di persone vaccinate, ndt] era significativamente più alto tra le persone che avevano ricevuto il booster e che più vaccinazioni comportavano un rischio maggiore di COVID-19.

 

Un secondo studio ha mostrato che gli adulti che non erano «aggiornati» con le vaccinazioni avevano un’incidenza di COVID-19 inferiore del 23% rispetto ai loro colleghi «aggiornati».

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3. Gli studi hanno sottostimato gli eventi avversi, inclusa la morte, nonostante le prove presenti nei dati. 

Anche i danni sono stati sottostimati e sottostimati per una serie di ragioni, secondo gli autori, una pratica che tende ad essere comune negli studi randomizzati sui vaccini sponsorizzati dall’industria in generale e «eccezionalmente evidente» qui.

 

In primo luogo, poiché Pfizer ha aperto lo studio entro poche settimane dall’autorizzazione all’uso di emergenza e ha consentito alle persone del gruppo placebo di assumere il vaccino, non c’era tempo sufficiente per identificare i danni tardivi perché non c’era più un gruppo di controllo.

 

«Era necessario, dato che nessuno dei decessi nello studio Pfizer è stato attribuito al COVID-19 come causa primaria, e dato l’IFR [tasso di mortalità per infezione] molto basso per una popolazione relativamente sana?» hanno chiesto.

 

Inoltre, i coordinatori degli studi erano «casuali» nel loro approccio al monitoraggio degli eventi avversi. Hanno dato la priorità alla documentazione degli eventi ritenuti correlati al COVID-19 piuttosto che ai vaccini per i primi sette giorni e hanno registrato solo gli eventi avversi «non richiesti» per 30-60 giorni. Dopo quel periodo, anche i SAE più gravi, come la morte, non furono più registrati. Anche per gli eventi avversi registrati nei primi sette giorni, sono stati richiesti dati solo al 20% della popolazione.

 

Nessuno dei dati dello studio è stato verificato in modo indipendente. «Tale segretezza potrebbe aver consentito all’industria di presentare più facilmente una stima gonfiata e distorta dei benefici delle iniezioni genetiche, insieme a una grossolana sottostima dei potenziali danni», hanno scritto.

 

La successiva analisi di Michels et al. ha rivelato che decessi e altri eventi avversi gravi, come condizioni potenzialmente letali, ricovero ospedaliero o prolungamento del ricovero, disabilità/incapacità persistente o significativa, un’anomalia congenita o un evento significativo dal punto di vista medico, si sono verificati dopo il periodo limite e prima della riunione consultiva della FDA in cui è stata raccomandata l’autorizzazione di emergenza.

 

Durante le prime 33 settimane degli studi Pfizer, 38 soggetti sono morti, secondo i dati stessi di Pfizer, sebbene una ricerca indipendente di Michels et al. ha stimato che tale numero rappresenti solo circa il 17% del numero effettivo previsto a causa della mancanza di dati.

 

E da allora in poi, il tasso di mortalità ha continuato ad aumentare. Michaels et al. ha scoperto che Pfizer non è riuscita a segnalare un aumento sostanziale del numero di decessi dovuti a eventi cardiovascolari. Hanno anche riscontrato un modello coerente di segnalazione dei ritardi rispetto alla data della morte nelle segnalazioni dei soggetti.

 

Nel complesso, gli autori della revisione hanno riferito che ci sono stati «il doppio delle morti cardiache in proporzione tra i soggetti vaccinati rispetto ai soggetti non vaccinati negli studi Pfizer».

 

Nella loro discussione, gli autori hanno scritto: «Sulla base dei risultati estesi dello studio Pfizer, la nostra stima degli anni-persona ha prodotto un aumento del 31% della mortalità complessiva tra i soggetti vaccinati, una chiara tendenza nella direzione sbagliata».

 

Ciò solleva seri segnali d’allarme su come sono state condotte le prove di registrazione, ha affermato Mead. «Le valutazioni del profilo di sicurezza delle iniezioni di mRNA modificato per COVID-19 garantiscono una prospettiva precauzionale obiettiva, qualsiasi tendenza sostanziale al rialzo della mortalità per tutte le cause all’interno del braccio di intervento della popolazione dello studio si riflette negativamente sull’intervento».

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4. Il numero di SAE nelle sperimentazioni e nei rapporti post-implementazione sono ben documentati, nonostante si affermi il contrario.

Sia Pfizer che Moderna hanno rilevato circa 125 SAE ogni 100.000 destinatari del vaccino, o un SAE ogni 800 vaccini. Tuttavia, poiché gli studi hanno escluso le persone più vulnerabili, notano gli autori, ci si aspetterebbero proporzioni ancora più elevate di SAE nella popolazione generale.

 

Il Fraiman et al. una nuova analisi dei dati dello studio Pfizer ha rilevato un rischio significativo del 36% più elevato di SAE, che includeva decessi e molte condizioni potenzialmente letali nei partecipanti vaccinati.

 

I SAE ufficiali per altri vaccini sono in media solo 1-2 per milione. Fraiman e colleghi hanno stimato 1.250 SEA per milione di vaccini, superando tale parametro di «almeno 600 volte».

 

Dopo il lancio del vaccino, le analisi di due grandi sistemi di segnalazione sulla sicurezza dei farmaci negli Stati Uniti e in Europa hanno identificato segnali di infarto miocardico, embolia polmonare, arresto cardio-respiratorio, infarto cerebrale ed emorragia cerebrale associati a entrambi i vaccini mRNA, insieme all’ictus ischemico.

 

E milioni di eventi avversi sono stati segnalati a questi sistemi.

 

Un altro studio di Skidmore et al. ha stimato che il numero totale di decessi dovuti ai vaccini nel solo 2021 sia stato di 289.789. Gli studi autoptici hanno anche fornito ulteriori prove di gravi danni, inclusa la prova che la maggior parte dei decessi correlati al vaccino mRNA COVID-19 sono dovuti a lesioni al sistema cardiovascolare.

 

In numerosi studi autoptici, il patologo tedesco Aren Burkhardt ha documentato la presenza di proteine ​​​​spike prodotte dall’mRNA del vaccino nelle pareti dei vasi sanguigni e nei tessuti cerebrali. Questa ricerca aiuta a spiegare le tossicità documentate indotte dai vaccini che colpiscono il sistema nervosoimmunitario, riproduttivo e altri sistemi.

 

I dati Pfizer hanno mostrato anche un numero enorme di effetti avversi. Secondo un documento riservato pubblicato nell’agosto 2022, Pfizer aveva documentato circa 1,6 milioni di eventi avversi che hanno colpito quasi tutti i sistemi di organi e un terzo di essi è stato classificato come grave.

 

Nello studio di Pfizer, Michels e colleghi hanno riscontrato un aumento di quasi 4 volte (OR 3,7, IC al 95% 1,02-13,2, p = 0,03) negli eventi cardiaci gravi (ad esempio, infarto, sindrome coronarica acuta) nel gruppo del vaccino. Né il rapporto originale dello studio né il rapporto riassuntivo sulla sicurezza clinica di Pfizer hanno riconosciuto o commentato questo segnale di sicurezza.

 

«Gli eventi avversi gravi sono tutti ben documentati», ha detto Mead. «Tuttavia è sorprendente vedere così tanti nel campo medico continuare a ignorare o ignorare completamente la seconda metà dell’equazione quando si considerano le tendenze della mortalità per tutte le cause».

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5. L’incapacità di effettuare test adeguati sulla sicurezza e sulla tossicità pone seri problemi. 

I ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che la tecnologia dell’mRNA sia intrinsecamente instabile e difficile da conservare, il che porta alla variabilità dei lotti e alla contaminazione legata a diversi tassi di eventi avversi.

 

Recenti scoperte di McKernan et al. che ha scoperto che i vaccini mRNA di Pfizer sono contaminati con DNA plasmidico che non dovrebbe essere presente – e non era presente nei vaccini utilizzati negli studi – sollevando seri problemi di sicurezza.

 

Questo perché il «Processo 1», utilizzato negli studi per generare i vaccini coinvolti nella trascrizione in vitro del DNA sintetico, è essenzialmente un processo «pulito». Tuttavia, tale processo non è praticabile per la produzione di massa, quindi i produttori hanno utilizzato il «Processo 2», che prevede l’utilizzo di batteri E. coli per replicare i plasmidi.

 

La rimozione dei plasmidi E col può provocare la presenza di plasmidi residui nei vaccini e gli effetti della loro presenza non sono noti.

 

Il lavoro di McKernan ha anche rivelato la presenza di DNA del virus scimmiesco 40 (SV40), un virus oncogeno a DNA originariamente isolato nel 1960 da vaccini antipolio contaminati, che induce linfomi, tumori cerebrali e altre neoplasie negli animali da laboratorio, sollevando altri problemi di sicurezza.

 

I ricercatori di Cambridge hanno pubblicato un articolo su Nature nel dicembre 2023, in cui hanno scoperto un difetto intrinseco nelle istruzioni dell’RNA modificato per la proteina Spike nelle immunizzazioni contro il COVID-19 che fa sì che il meccanismo che traduce il gene nella proteina Spike «scivoli» circa il 10% del tempo

 

Questo processo crea «frameshifts» che inducono le cellule a produrre proteine ​​«fuori bersaglio» oltre al picco. Queste proteine, che gli sviluppatori non sono riuscite a cercare o non hanno segnalato agli enti regolatori, causano risposte immunitarie indesiderate i cui effetti a lungo termine sono sconosciuti.

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6. Esistono molti diversi possibili meccanismi biologici che causano gli eventi avversi e l’inefficacia del vaccino.

La revisione indirizza i lettori a una serie di articoli che spiegano una serie di teorie diverse per spiegare l’elevato numero di eventi avversi derivanti dai vaccini mRNA COVID-19.

 

«I meccanismi di mimetismo molecolare, reattività crociata dell’antigene, priming patogeno, riattivazione virale, esaurimento immunitario e altri fattori correlati alla disfunzione immunitaria rafforzano tutti la plausibilità biologica per la patogenesi indotta dal vaccino di malattie maligne e autoimmuni», hanno scritto. E questi meccanismi di attivazione immunitaria sono distinti dalla risposta del corpo a un’infezione virale.

 

Notano anche gli effetti tossici dell’adiuvante primario, il PEG, e della stessa proteina spike.

 

Chiudono la loro analisi dei vaccini con una spiegazione complessa per la diversa base immunologica della protezione fornita dai vaccini rispetto all’immunità naturale attraverso l’infezione. Spiegano i meccanismi del fallimento del vaccino e i problemi generati dalla capacità dei vaccini a mRNA di perpetuare l’emergere di nuove varianti.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 29 gennaio 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

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