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Pedofilia

Contea del Texas incrimina Netflix per il film sulle bambine che twerkano

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Una contea del Texas ha accusato il gigante dello streaming Netflix per aver promosso il film Cuties che mostrerebbe una precoce sessualizzazione delle bambine. 

 

«Netflix è stato accusato  dal gran giurì di Tyler Co. per aver promosso materiale nel film Cuties che ritrae un’esibizione oscena dell’area pubica di una bambina vestita o parzialmente vestita di età inferiore ai 18 anni, il che sembra suscitare l’interesse pruriginoso per il sesso»  ha scritto su Twitter il deputato Repubblicano texano Martin Schafeer.

 

Una contea del Texas ha accusato il gigante dello streaming Netflix per aver promosso il film Cuties che mostrerebbe una precoce sessualizzazione delle bambine. 

Inoltre, secondo l’accusa, il film sarebbe stato «autorizzato o sconsideratamente tollerato» da Reed Hastings o da Anthony Sarandos , entrambi identificati come «alti agenti manageriali» di Netflix.

 

Proprio il mese scorso, il senatore Ted Cruz, repubblicano del Texas che fu sfidante di Trump alle primarie, ha chiesto un’indagine penale sul film.

 

«Il film regolarmente feticizza e sessualizza queste ragazze preadolescenti mentre eseguono danze che simulano la condotta sessuale in abiti succinti, inclusa almeno una scena con nudità parziale di bambini», ha detto Cruz.

 

«Sebbene il Primo Emendamento fornisca una protezione vigorosa per l’espressione artistica, non consente a individui o società a scopo di lucro di produrre o distribuire materiale pedopornografico»

 

«Il film regolarmente feticizza e sessualizza queste ragazze preadolescenti mentre eseguono danze che simulano la condotta sessuale in abiti succinti, inclusa almeno una scena con nudità parziale di bambini», Ted Cruz.

«Di conseguenza, esorto il Dipartimento a indagare sulla produzione di Cuties e sulla distribuzione del film da parte di Netflix al fine di determinare se Netflix, uno dei suoi dirigenti o chiunque sia coinvolto nella realizzazione di Cuties abbia violato le leggi federali.

 

Il caso di Cuties, chiamato in Europa Mignonnes, è stato in precedenza trattato da Renovatio 21. Gli stessi utenti della rete avevano scritto sull’Internet Movie Database che esso poteva contenere scene «legalmente definibili come pedofilia»

 

Notiamo, en passant, che la contea di Tyler, Texas, è dove ha sede la diocesi del vescovo Strickland, uno dei primi ad opporsi ai vaccini, specie gli anti-COVID in preparazione, prodotti con linee cellulari di feto abortito.

 

Forza Tyler, forza Texas!

Nel maggio 2019 un deputato texano definì pubblicamente la ricerca sui vaccini «stregoneria».

 

Insomma forza Tyler, forza Texas!

 

 

 

 

 

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Pedofilia

«La scienza dice che la pedofilia è determinata già nel ventre materno»: giornale USA poi rimuove il tweet

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La testata americana USA Today ha cancellato frettolosamente una serie di tweet dopo che alcuni utenti si erano scandalizzati e avevano cominciato a sostenere che equivalevano alla «normalizzazione della pedofilia». Lo riporta Summit News.

 

Il giornale aveva citato «la scienza» per affermare che la pedofilia era «determinata nel grembo materno».

 

L’11 gennaio l’account Twitter USA Today Life aveva scritto: «negli ultimi decenni la scienza sulla pedofilia è migliorata. Una delle scoperte più significative è che la pedofilia è probabilmente determinata nel ventre materno, anche se fattori ambientali possono influenzare se qualcuno agisca nell’impulso di abusare».

 

 

Nel giro di poche ore, tuttavia, l’intero thread del tweet è stato rimosso ed è apparso un nuovo tweet pubblicato che diceva: «un thread precedente non includeva tutte le informazioni e la storia di cui era stata scritta è dietro un paywall. Abbiamo deciso di eliminare il thread».

 

In rete, tuttavia, ora circolano degli screenshot del tweet con link all’articolo intitolato «Cosa la gente continua a non capire della pedofilia».

 


«Gli scienziati che studiano il disturbo dicono che c’è un consenso crescente riguardo al fatto che la pedofilia è determinata nel ventre materno» recita il sommario dell’articolo. Si prega di notare l’uso della parola «disturbo» («disorder») invece che «illness», «disease», cioè malattia.

 

«Il thread e l’articolo originali discutevano di come ci fosse un “malinteso” su cosa sia un pedofilo e che “non tutti i pedofili abusano dei bambini”. Il thread simpatizzava con i pedoni sollevandoli dalla responsabilità delle loro azioni» scrive Summit News.

 

«I pedofili potrebbero non avere il controllo sul fatto di essere attratti dai bambini», diceva il tweet originale, che richiedeva più cure e «terapie».

 

«Le prove suggeriscono che è innato, neurologico», secondo il «ricercatore sessuale» ed «esperto di pedofilia» James Canton.

 

La normalizzazione della pedofilia è un processo che va avanti da diversi anni.

 

Nel 2014 si  tenne all’Università di Cambridge (2014) conferenza scientifica che stabilì che «l’interesse pedofilo è naturale e normale per il maschio umano».

 

La stampa internazionale ha spesso rilanciato l’idea della pedofilia come «disturbo» non necessariamente criminale. Nell’ottobre 2014 il massimo quotidiano del pianeta, il New York Times, pubblicò un articolo intitolato «Pedophilia: A Disorder, Not a Crime» («La pedofilia: un disturbo, non un crimine»).

 

L’autrice dell’articolo scrive dell’«idea sbagliata che la pedofilia sia la stessa cosa delle molestie su minori. Si può convivere con la pedofilia e non agire di conseguenza. Siti come Virtuous Pedophiles forniscono supporto ai pedofili che non molestano i bambini e credono che il sesso con i bambini sia sbagliato. Non è che questi individui siano pedofili “inattivi” o “non praticanti”, ma piuttosto che la pedofilia è uno status e non un atto. In effetti, la ricerca mostra che circa la metà di tutti i molestatori di bambini non sono sessualmente attratti dalle loro vittime».

 

«Un secondo malinteso è che la pedofilia sia una scelta» scrive l’autrice, una professoressa di diritto presso  una prestigiosa Law School del New Jersey.

 

Un eco di questo ragionamento si è avuto anche in Italia con un articolo pubblicato nel 2015 sull’Huffington Post «Sono un pedofilo, ma non un mostro», che riportava la lettera di un pedofilo al sito americano Salon.com, dove si esponevano le difficoltà dell’essere pedofilo: «dopo il college, il fatto di doversi confrontare con il mondo reale e magari trovare una ragazza e sposarla ha avuto l’effetto di farlo cadere in una forte depressione, durante la quale ha anche contemplato l’ipotesi del suicidio».

 

«Per favore, siate comprensivi. È tutto ciò che vi chiediamo. Trattateci come persone con un enorme handicap, non come mostri. Se siamo al mondo senza fare del male a nessuno, abbiamo solo bisogno del vostro aiuto. Ascoltare me è stato un inizio» scrive il virgolettato finale del pedofilo.

 

Nel 2018, una conferenza TED Talk in Germania, tolta dalla rete e spesso ricaricata da alcuni utenti, destò scandalo perché la speaker sosteneva che la pedofilia non era una scelta, ma un tratto immutabile della persona.

 

 

«Fatemi essere molto chiara su questo punto. Abusare dei bambini è senza dubbio alcuno sbagliato. Ma un pedofilo che non abusa dei bambini non ha fatto nulla di sbagliato (…) Secondo la ricerca attuale, la pedofilia è un orientamento sessuale immutabile, proprio come per esempio l’eterosessualità. Nessuno sceglie di essere un pedofilo. Nessuno può smettere di essere un pedofilo».

 

Come stiamo vedendo, l’idea della pedofilia da normalizzare – quantomeno, a questo livello, come «disturbo» – non accenna a spegnersi. Anzi.

 

Per chi volesse capire come funziona un processo di normalizzazione, consigliamo di apprendere la struttura della Finestra di Overton, le diverse fasi in cui qualsiasi idea può diventare legge: impensabile, radicale, accettabile, sensibile, popolare, legale.

 

Nella fase dall’impensabile al radicale, vi è spesso l’appello alla scienza («mangiare gli esseri umani è sbagliato, ma studi antropologici hanno dimostrato che alcune popolazione della Nuova Guinea… etc.») che può poi continuare anche nelle fasi successive.

 

Al lettore lasciamo di indicare in quale fase di overtonizzazione ci troviamo ora con la pedofilia.

 

 

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Pedofilia

Produttore CNN accusato di rapporti con una bambina di 9 anni

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John Griffin, per 8 anni un produttore della CNN,  è stato arrestato venerdì e accusato di aver utilizzato una struttura di commercio interstatale per tentare di invogliare i minori a impegnarsi in attività sessuali illegali. Lo riporta la stessa CNN, che  cita un comunicato stampa dell’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto del Vermont.

 

«Le accuse contro il signor Griffin sono profondamente inquietanti – ha detto sabato un portavoce della rete in una nota –abbiamo saputo del suo arresto solo ieri pomeriggio e lo abbiamo sospeso in attesa delle indagini».

 

Secondo un’accusa presentata lo scorso giovedì, Griffin avrebbe pagato e mantenuto un profilo online su un «sito di incontri su sadomasochismo, fecismo e perversione» per diversi anni fino a luglio 2020. Sul profilo l’uomo avrebbe scritto che stava cercando donne che fossero «sessualmente “sottomesse” e “di mentalità aperta”».

 

Durante conversazioni su piattaforme online separate, Griffin avrebbe affermato di credere in «uno stile di vita» in cui «le donne sono sessualmente sottomesse e inferiori agli uomini».

 

L’accusa riterrebbe altresì che l’uomo avrebbe usato piattaforme online per cercare genitori «che gli avrebbero permesso di addestrare le loro figlie minorenni a essere sessualmente sottomesse».

 

Intorno al febbraio 2020, Griffin avrebbe acquisito una casa in montagna nel Vermont in cui si era offerto di ospitare madri e le loro figlie minorenni per scopi di «addestramento sessuale», dice l’accusa, che ritiene anche che tra aprile e giugno 2020 Griffin avrebbe parlato online con il presunto padre di una ragazza di 14 anni e, separatamente, la madre di una ragazza di 16 anni, proponendo di iniziare un «addestramento sessuale».

 

Il Griffin avrebbe pagato più di 3.000 ad una donna per portare lei e la figlia di 9 anni a Boston a luglio, dove i pubblici ministeri affermano che le ha prelevate all’aeroporto e le ha portate alla casa in montagna «dove la bambina è stato incaricata di impegnarsi, e si è impegnata in attività sessuali illegali»

 

«Nell’aprile del 2020, Griffin ha proposto di impegnarsi in una “sessione di addestramento virtuale” tramite una chat video che lo avrebbe incluso nell’istruire la madre e la figlia di 14 anni a togliersi i vestiti e a toccarsi l’un l’altra sotto la sua direzione» scrive il comunicato stampa del Procuratore distrettuale del Vermont.

 

«Per ogni capo di imputazione, Griffin deve affrontare una pena minima obbligatoria di 10 anni di reclusione e una pena massima che consiste nell’ergastolo. L’accusa include un avviso in cui si afferma che il governo federale intende chiedere la confisca della casa di Griffin a Ludlow, della sua Tesla, di una Mercedes e di altre proprietà utilizzate per commettere i reati dell’accusa».

 

Griffin lavorava alla CNN dal 2013, in particolare, scrive sul suo Linkedin, lavorava «spalla a spalla» con Chris Cuomo, anchorman caduto in disgrazia in questi giorni dopo la caduta in disgrazia del fratello, il presidente dello Stato di New York Andrew Cuomo, detronizzato per supposti scandali sessuali pochi mesi fa (ma più probabilmente vittima del solito, classico colpo di palazzo di quelle latitudini).

 

Un tweet ancora online mostra Cuomo che tiene in braccio Griffin con alle spalle un’immagine di papa Francesco


 

La CNN fu tra le prime realtà media a screditare con un lavoro di debunking la storia del Pizzagate, una leggenda metropolitana di rete, emersa a cavallo delle elezioni 2016, per cui l’élite consumava aberranti riti pedofili nello scantinato di una pizzeria della capitale Washington D.C.

 

La storia del Pizzagate venne quasi universalmente screditata, ma i suoi contenuti riapparvero carsicamente nel «culto» di rete QAnon, che spargeva medesime accuse nei confronti delle élite democratiche tra Washington e Hollywood.

 

Pizzagate e QAnon sono ritenute dai media pericolose opere di disinformazione, contro cui la CNN ha creato la rubrica Misinformation Watch.

 

In questi giorni, intanto, si consuma il processo a Ghislaine Maxwell, donna ritenuta complice del misterioso pedofilo miliardario Jeffrey Epstein, che godeva di un network infinito che andava da Bill Clinton a Bill Gates passando per l’ex premier israeliano Ehud Barak e il principe Andrea di Inghilterra e un numero immenso di imprenditori, attori, avvocati, finanzieri, scienziati.

 

Tutti costoro frequentavano Epstein e la sua isola anni dopo la sua condanna penale per rapporti pedofili.

 

 

 

 

 

Immagine d’archivio

 

 

 

 

 

 

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Oligarcato

Epstein e la Maxwell in posa nel capanno della Regina Elisabetta

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Un’immagine inedita emersa durante il processo per traffico sessuale a Ghislaine Maxwell, mostra la Maxwell e l’oscuro finanziere pedofilo Jeffrey Epstein oziare in una capanna di legno a Glen Beg, in Scozia, di proprietà della Regina Elisabetta.

 

In questo luogo, secondo fonti del giornale britannico Sun,  nel 1999 il principe Andrew abbia ospitato, con tanto di entourage «inclusa una modella ventenne», il pedofilo finito impiccato 20 anni dopo nella sua cella.

 


La stretta relazione del principe Andrew con Epstein è stata documentata attraverso i registri di viaggio di Epstein all’isola caraibica di sua proprietà Saint James (detta anche «pedo-island») e fotografie nell’appartamento di Epstein a New York City.

 

Il trait d’union tra Epstein e la famiglia reale britannica è con probabilità Ghislaine Maxwell, cresciuta nell’upper crust londinese e oxoniana, figlia di un uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra, finito poi in disgrazia per poi scomparire una notte nell’oceano mentre si trovava sul suo panfilo, il Lady Ghislaine.

 

Il padre Robert Maxwell è sospettato di essere stato una spia atomica israeliana. Al suo funerale, in Israele, parteciparono i massimi vertici della politica e diversi ex direttori del Mossad. Alcuni ritengono che il testimone possa essere passato alla figlia preferita, Ghislaine, ora sotto processo.

 

Come riportato da Renovatio 21, in settimana è emerso che Epstein visitò la Casa Bianca di Clinton almeno 17 volte, talvolta anche due volte lo stesso giorno.

 

Dettagli sui rapporti del duo Epstein-Maxwell con i potenti della Terra, da quelli pruriginosi con Bill Clinton a quelli più enigmatici con Bill Gates, emergono in continuazione ogni mese.

 

Altre foto uscite di recente mostravano la Maxwell in altre proprietà della Regina. In una foto emersa di anni fa compariva assisa sul trono della Regina assieme al controverso attore hollywoodiano Kevin Spacey.

 

Una foto li mostra anche davanti a papa Giovanni Paolo II durante quella che sembra un’udienza pubblica.

 


 

 

 

 

 

 

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