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Pensiero

«Combattere il satanismo del Nuovo Ordine»: Monsignor Viganò contro massoneria e mondialismo dell’Anticristo

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Renovatio 21 pubblica il testo della conferenza di monsignor Carlo Maria Viganò per l’università estiva del movimento Civitas a Pontmain, in Francia, il 29 luglio 2023.

 

 

 

Et inimici hominis domestici ejus

 

 

 

Combattere il satanismo del Nuovo Ordine:

LE CHIAVI DELLA VITTORIA

 

 

Pontmain, Sabato 29 Luglio 2023

Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.

Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera:

e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.

Mt 10, 34‐36

 

Permettetemi, cari Amici, di rivolgere il mio saluto a tutti gli organizzatori di questa nuova edizione della vostra Université d’été, in particolare al Presidente di Civitas, Alain Escada; ai relatori, che con i loro interventi chiariscono i vari aspetti dell’attuale crisi civile ed ecclesiale; ai partecipanti, che con la loro presenza confermano la determinazione dei buoni Cattolici a combattere il bonum certamen sotto i vessilli di Cristo‐Re.

 

Questi incontri di formazione dottrinale, culturale e sociale sono il segno di un risveglio delle coscienze e dei cuori: Quia hora est jam nos de somno surgere. Nunc enim propior est nostra salus, quam cum credidimus; è ormai tempo di svegliarci dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti (Rom 13, 11).

 

La coerenza del Bene

Come vi è una coerenza del Bene, così vi è una coerenza del Male. Il Bene, attributo sostanziale di Dio, possiede una propria coerenza anche in ciò che ad esso partecipa: è coerente al Bene l’amore della madre che prepara la merenda ai figli; la sollecitudine del padrone dell’azienda nei confronti dei suoi dipendenti; la preparazione delle lezioni da parte del professore; la dedizione del medico verso i pazienti; la disponibilità del sacerdote nella cura delle anime a lui affidate. Anche stirare una camicia, curare il giardino, organizzare un convegno, festeggiare una ricorrenza con i propri cari diventa coerente con ciò che si è, perché noi ci comportiamo secondo ciò che siamo: Agere sequitur esse.

 

Chi vive nel Bene e quindi nel Vero; chi “«espira» il Bene – dalle celebrazioni che segue in chiesa alle frequentazioni con persone affini e all’educazione in famiglia – non ha bisogno di voler compiere il Bene, perché ciò viene spontaneo in un’anima buona. E questo è esattamente ciò che la Grazia compie in noi, nel rendere azioni di per sé moralmente neutre – o solo umanamente buone – opere virtuose, dove l’abitudine nel Bene diventa Virtù e tutto permea della nostra vita; e nell’aggiungere ad azioni che sono buone nell’ordine naturale quel quid che le eleva nell’ordine soprannaturale orientandole a un fine superiore.

 

D’altra parte, quando si ama il Signore, cosa si può desiderare di più bello e appagante, se non fare la Sua volontà? E cosa di più motivante, nei nostri rapporti con il prossimo, se non fargli conoscere quel Santo Vero che è anche sommamente buono e giusto? Bonum diffusivum sui, secondo l’adagio scolastico: il Bene è di per sé espansivo, incline a diffondersi. Ce lo dimostra l’opera del Creatore, che dal nulla porta all’esistenza tutte le cose visibili e invisibili; ce lo conferma l’opera del Redentore, che trae dall’abisso dell’offesa alla Maestà divina l’uomo ribelle in Adamo, mediante il Sacrificio dell’Uomo‐ Dio.

 

La coerenza del Male

Ma come vi è una coerenza nel Bene, così vi è una coerenza nel Male; e quelle azioni che apparentemente giudichiamo non particolarmente gravi – se non le contestualizziamo – si rivelano rotelle di un ingranaggio, forse marginali e piccole, ma che gli permettono di funzionare, e senza le quali qualcosa si incepperebbe.

 

Ecco perché il Male – che ontologicamente è un non‐essere, un’assenza di Bene – cerca di insinuarsi nelle nostre anime per piccoli passi, ottenendo progressivi cedimenti, facendo in modo di non suscitare in noi alcuna preoccupazione né alcun rimorso; per poi crescere ed espandersi come un cancro. E dove il Bene porta maggior bene, così il Male chiama maggior male, abituandoci ad esso, e a tutto ciò che esso attira.

 

I piani infernali dell’élite globalista – che abbiamo visto essere intrinsecamente malvagi – sono anch’essi coerenti tra loro, perché mossi dall’odio dell’Avversario nei confronti di Cristo. Il progetto di Bill Gates di oscurare il sole e di vaccinare la popolazione mondiale; quello di Soros di far invadere i Paesi occidentali da orde di maomettani e di scardinare la famiglia naturale finanziando i movimenti woke e LGBTQ; quello di Klaus Schwab di costringerci a mangiare insetti o di confinarci nelle «smart city» di 15 minuti; quello di Harari di cancellare l’idea di un Dio trascendente e di comporre una Bibbia «politicamente corretta»; quello del deep state di accentrare il controllo dei cittadini con l’ID digitale, la moneta elettronica e la manipolazione del voto; quello di Bergoglio di trasformare la Chiesa in un’agenzia dell’ONU e del WEF non sono piani a se stanti, che vengono realizzati autonomamente e senza alcun rapporto tra loro.

 

In tutto quanto è accaduto negli ultimi decenni in forma più sotterranea e più recentemente in modo palese, possiamo scorgere una mens, un’intelligenza capace di dare un’organizzazione apparentemente infallibile e inarrestabile. Perché dobbiamo ammetterlo: chi ha costruito questa macchina infernale, in cui tutti gli ingranaggi sembrano girare perfettamente, dimostra un’intelligenza superiore, angelica, anzi: satanica.

 

L’apparente vittoria dei malvagi

La constatazione dell’efficienza organizzativa dei malvagi non deve spaventarci, né farci desistere dal combattere i loro piani. Credo anzi che sia proprio questa «perfezione» nel campo nemico che finirà per costituire la propria condanna: Simul stabunt, simul cadent, dice l’adagio latino. E sarà esattamente così, perché il trionfo del Male è una finzione, una simulazione, un allestimento scenico basato – come tutto ciò che viene da Satana – sull’apparenza e sulla menzogna.

 

Torniamo un istante alla Pasqua dell’anno 33. Mettiamoci tra coloro che a Gerusalemme assisterono alla crocifissione di Gesù, dopo averLo visto compiere miracoli e guarigioni. Anche sul Golgota, nell’assenza degli Apostoli, la messa in scena di Lucifero doveva sancire la sconfitta del Messia, la dispersione dei Suoi discepoli, l’oblio del Suo insegnamento, la sconfessione della Sua divinità.

 

Ma proprio sulla Croce, strumento di morte e di infamia, le sorti dell’umanità sono rovesciate da Colui che con la morte del corpo ha restituito la vita dell’anima, e che lasciandosi inchiodare a quel legno, su di esso inchiodava l’inferno.

 

O mors, ero mors tua. La nostra natura ferita dal peccato originale non si rassegna a capire che la vittoria di Cristo si compie secondo la logica della Carità e non dell’odio, e che essa è tanto più inesorabile e definitiva quanto maggior spazio di agire è lasciato a Dio, e quanto minore da parte dei Suoi figli è la fiducia nei mezzi umani.

 

Satana l’illusionista

Non giudichiamo quindi l’apparente «viver lieto de’ maligni» del Salmo 36 come un segno di inevitabile sconfitta: questo imponente dispiegamento di forze, questa scenografia così realistica, queste coreografie impressionanti costituiscono la sola risorsa cui possa attingere il grande Mentitore, e l’unico modo per indurci a credere di essere potente e invincibile. Un gran prestigiatore, questo è certo: ma che in quanto tale potrà stupirci come illusionista, ingannarci con i suoi trucchi, che fuori dal palcoscenico e alla luce del sole si mostrano nella loro patetica inconsistenza.

 

Il gioco del coniglio estratto dal cilindro – il rispetto dell’ambiente, la salute dei cittadini, la fratellanza universale – o lo spettacolo della donna segata in due funzionano sinché il pubblico rimane a distanza e si lascia ingannare dalla penombra e dai gesti teatrali del prestigiatore. D’altra parte, chi tra gli spettatori di uno spettacolo di «magia» o tra i passanti che indugiano nei corridoi della metro ad osservare il gioco dei tre bussolotti penserebbe che si tratti di realtà? Chi darebbe credito a un dottor Dulcamara che proponga, come nell’opera di Donizetti, un farmaco «odontalgico, mirabile liquore, dei topi e delle cimici potente distruttore?» (Felice Romani, L’elisir d’amore, scena V, Dulcamara).

 

La finzione – anzi, più precisamente: la frode nella vendita, ché di vendita fraudolenta si tratta – è il marchio del commercio di Satana. Comprate il mio specifico, per poco ve lo do.

 

Questo piazzista imbroglione – e con esso tutti i suoi servi, non meno indaffarati a vendere i loro intrugli – ricorda certi personaggi che sino a qualche tempo fa, nei parcheggi degli autogrill, offrivano agli incauti un videoregistratore a pochi euro, che poi si rivelava essere un involucro appesantito da un mattone; o quelli che, in cambio di una somma per il disbrigo delle pratiche notarili, promettono via mail l’eredità di un milionario africano appena scomparso.

 

Ma se tutti noi sappiamo perfettamente che dietro queste altisonanti promesse si cela solo un imbroglio ai nostri danni, perché ancora vi è chi ci crede?

 

Non era altrettanto palesemente falsa l’efficacia del siero sperimentale mRNA inoculato in massa?

 

Non è altrettanto ridicola la narrazione sulla crisi energetica, ottenuta comminando sanzioni al principale esportatore in Europa di gas naturale?

 

Non è grottescamente infondata la frode ambientale?

 

Eppure, a guardarci intorno, sembra che molti, moltissimi siano ben più che disposti a credere alle menzogne di questi Dulcamara, di questi imbonitori di fiera che dal World Economic Forum o dalla Bill & Melinda Gates Foundation, dall’Unione Europea o dall’Organizzazione Mondiale della Sanità decantano le virtù dei loro filtri miracolosi: reddito universale, abolizione della povertà, sconfitta delle malattie, pace globale. Per poi scoprire che dobbiamo pagare quel reddito universale indebitandoci e rinunciando alla proprietà privata, che la loro «abolizione della povertà» porta alla miseria dei singoli e delle Nazioni, che BigPharma ci vuole pazienti cronici, che la pace del Nuovo Ordine Mondiale significa guerra perpetua.

 

Com’è stato possibile?

Molti, in questi ultimi anni, si sono chiesti: Come è stato possibile che una parte così consistente dell’umanità possa aver acconsentito a tutto questo?

 

Se ci guardiamo indietro – tornando agli anni Ottanta, ad esempio, prima che l’alta finanza decidesse di muovere attacco alle Nazioni europee con la privatizzazione degli asset statali e con la distruzione definitiva della società e della famiglia, già iniziata ben prima – ci sembra quasi impossibile che nel giro di poco tempo il Nemico possa aver compiuto passi così imponenti, senza suscitare reazioni e resistenze significative. E se ascoltiamo le parole di quelli che Roncalli chiamava profeti di sventura, i quali sin dalle prime sessioni del Vaticano II annunciavano l’apostasia cui esso avrebbe condotto, ci pare impensabile che quei loro allarmi autorevoli possano essere stati ignorati e anzi abbiano meritato la condanna e l’ostracismo, da parte dei supremi Pastori, di chi li lanciava.

 

E qui torniamo alla frode, all’adulterazione della Fede, della Morale, della Liturgia, all’inganno colpevole di chi, costituito in autorità, si palesa come nemico di coloro che dovrebbe invece proteggere, e amico di chi dovrebbe combattere o convertire. Frode la chimera di una fratellanza priva della comune paternità di Dio; frode la actuosa participatio che ha distrutto il culto pubblico protestantizzandolo; frode il sacerdozio comune dei fedeli, fraudolentemente insinuato al Concilio per indebolire il Sacerdozio gerarchico; frode la presunta democratizzazione della Chiesa, che il divino Fondatore ha voluto monarchica e che nessuna autorità umana potrà mai cambiare; frode l’ecumenismo con cui si umilia la divina Maestà al livello delle prostituzioni, come la Scrittura chiama eloquentemente le false religioni. Tutti gli dei dei pagani sono demoni (Sal 96, 5) e I sacrifici dei pagani sono fatti a demoni e non a Dio (1 Cor 10, 20).

 

La domanda corretta

Proviamo a riformulare la domanda in modo più chiaro:

 

Come è stato possibile che dei popoli cresciuti nell’eredità del pensiero greco e romano, nella luce della Rivelazione cristiana e della civiltà che essa ha edificato abbiano deciso di credere ad una menzogna palesemente falsa, ossia che sia possibile pace, concordia, prosperità e felicità lontano da Dio, anzi schierandosi apertamente con un Nemico che Cristo ha già sconfitto e vinto?

 

A ben vedere, questa domanda l’avremmo potuta porre anche ad Adamo ed Eva: Eravate nel Paradiso terrestre; incontravate il Signore e parlavate con Lui; non avevate malattie né morte; avevate un’intelligenza agile nell’apprendere e nel comprendere; non eravate soggetti alla concupiscenza della carne… avevate tutto, perché avevate Dio: ebbene, come avete potuto credere al Serpente, che vi prometteva che disobbedendo al comando del Signore avreste ottenuto ciò che avevate già? quando era evidente che una creatura strisciante non avrebbe mai potuto competere con l’onnipotenza del Creatore?

 

Analoghe promesse le ritroviamo nelle tentazioni cui Nostro Signore volle sottoporSi nel deserto: anche in quel caso Satana offre al padrone di tutte le cose i domini della terra che già Gli appartengono, osando chiederGli in cambio un atto idolatra di adorazione tanto assurdo quanto impossibile. Tutto questo sarà tuo, se prostrato mi adorerai (Lc 4, 7). A queste assurdità dettate da una mente irretita e ostinata nella volontà malvagia il Signore risponde citando la Scrittura, senza nemmeno degnarSi di argomentare la loro falsità. Perché con il demonio non si discute: è tempo perso. Satana va scacciato e tenuto lontano.

 

Il peccato dell’uomo moderno e contemporaneo

La colossale frode che è stata ordita ai danni dell’uomo moderno non è in nulla diversa da quella che ha segnato la caduta dei nostri Progenitori: credere alla menzogna in quanto tale, sovvertendo l’ordine divino.

 

Noi non siamo stati propriamente ingannati, perché l’inganno era evidente sin dal principio: diventare sicut dii mangiando dell’albero della conoscenza del Bene e del Male o pretendere che delle amputazioni chirurgiche possano trasformare un uomo in una donna; offrire i primogeniti a Baal o ucciderli nel ventre materno per non aumentare la carbon footprint è sostanzialmente identico.

 

Ciò che Satana ci chiede non è tanto di compiere un’azione riprovevole, ma farcela compiere accettando come vero che essa non comporti delle conseguenze: gettati da questa torre, e i tuoi Angeli verranno a sostenerti.

 

Vaccinati con questo siero sperimentale, e compirai un gesto d’amore.

 

Acquista un figlio con la gravidanza surrogata, e sarai genitore.

 

Rinuncia alla tua libertà, e sarai libero.

 

Compra ciò che non puoi permetterti e che ti indebiterà per sempre, e sarai felice.

 

Chiudi tua madre anziana in un ospizio, e sarà seguita da personale che la farà stare bene.

 

Lascia che tuo figlio cambi sesso, e si sentirà realizzato.

 

Lascia che lo Stato sia laico e che legiferi senza condizionamenti da parte della Chiesa, e regnerà la concordia tra i fedeli di tutte le religioni.

 

Nulla di queste promesse ha anche solo la parvenza di verità: sono tutte menzogne, e come tali il Principe della menzogna ce le vuole fare accettare, perché con esse accettiamo il sovvertimento dell’ordine divino. È per questo che non si tratta di un errore, ma di un peccato del quale siamo moralmente responsabili.

 

Le conseguenze dell’accettazione della menzogna

Il concetto di tolleranza del male – che in società ancora cristiane poteva in qualche modo consentire limitate deroghe per un bene superiore – è stato cancellato dalla società civile e dalla Chiesa nel momento in cui, perduto il riferimento trascendente del sommo Bene e del santo Vero – il Signore Dio – non vi è più alcun male da tollerare, né alcun bene da tutelare.

 

Perché l’accettazione contemporanea della Verità e della sua negazione – la menzogna – sono una contraddizione logica, ancor prima che teologica. E questo è il risultato di un processo che credo meriti di essere analizzato con molta attenzione.

 

Il sovvertimento ad opera dell’autorità

Il processo a cui mi riferisco è quella sequenza di eventi concatenati che ha condotto la Chiesa Cattolica – e con essa le Nazioni in cui i cattolici sono presenti e socialmente rilevanti–‐ a personalizzare il rapporto del fedele con Dio laddove esso era pubblico – il culto, la Liturgia – e a collettivizzare, per così dire, il rapporto del fedele con Dio, quando esso era invece personale – la conversione, l’orazione, la meditazione, l’esperienza ascetica e mistica.

 

Questa inversione – mutuata dai Protestanti – fa sì che l’azione del culto pubblico della Chiesa divenga un momento di autocelebrazione dei singoli e dei gruppi, e non la corale voce della Sposa; e allo stesso tempo cancella l’intima unione dell’anima con il suo Signore – conseguibile solo nel raccoglimento individuale – per esaltare una «comunità», per darle consistenza e attrattiva in ragione del «camminare insieme», ancorché senza meta.

 

La normalità ieratica, al di sopra del tempo e dello spazio, cede alla provvisorietà dell’esperimento, all’incognita del risultato, alla creatività patetica o all’improvvisazione sacrilega. E questo, necessariamente, si allarga alla vita civile, dove la testimonianza del cattolico non solo non è necessaria, ma è anzi da deplorare; e dove i governanti, anche se nominalmente cattolici, possono legiferare in contrasto con la Legge di Dio e della Chiesa.

 

Perché ciascuno di loro è convinto di poter pensare in un modo e agire in modo opposto, mentre in realtà finisce col pensare sulla base di come si comporta.

 

Il ruolo della deep church

Finché la Gerarchia della Chiesa è stata fedele al suo mandato, ogni persecuzione dei governi anticattolici e rivoluzionari è stata affrontata con onore e fermezza, spesso anche con l’eroismo del martirio, come in Vandea, in Spagna, in Messico, in Unione Sovietica, in Cina.

 

Ma non appena il Vaticano II ha «resettato» la Gerarchia in senso liberale e progressista, è stata essa stessa a promuovere la laicizzazione della società e l’estromissione volontaria della Chiesa e della Religione da ogni ambito del vivere civile, giungendo a chiedere la revisione dei Concordati.

 

Nell’arco di poche generazioni la civiltà cristiana costruita grazie alla Chiesa Cattolica è stata rinnegata e dimenticata, giungendo a scardinare le basi del patto sociale: non è una questione di statistiche o di numeri – peraltro documentabili – ma un cambiamento radicale della società, dei principi che animano i suoi cittadini, delle speranze che nutrono i nonni e i padri per le future generazioni.

 

Parlo della capacità dei nostri nonni e genitori di rinunciare a tanti agi per garantire gli studi o una casa ai figli; parlo dello scardinamento della famiglia con il divorzio, con la deliberata creazione di una crisi economica che renda impossibile essere autonomi, potersi sposare e educare la prole, sapere che l’autorità civile e religiosa sono amiche, e non ostili e traditrici.

 

Questo ha anche portato le generazioni a perdere progressivamente ma inesorabilmente tutta quell’eredità di comportamenti quotidiani, di modi di dire, di abitudini che erano la traduzione pratica del modo di essere di un cattolico; un abbandono che è stato incoraggiato da chi ha instillato nei cittadini e nei fedeli un senso di vergogna per il proprio passato, per la propria Storia, le proprie tradizioni, la propria Fede. Sconcerta che questo tradimento sia stato consumato senza reazioni, dopo essere stato imposto dall’alto sia in ambito civile sia – cosa inaudita – in ambito ecclesiale.

 

La laicità dello Stato, con cui le Nazioni scrollano da sé la Signoria di Cristo, costituisce la base filosofica e teologica su cui ha potuto essere teorizzata la dissoluzione della società cristiana: senza di essa divorzio, aborto, eutanasia, sodomia, manipolazione genetica e transumanesimo non avrebbero mai potuto essere introdotti nelle legislazioni nazionali. E questo è avvenuto con il sostegno determinante della deep church sin dagli anni Sessanta, e più recentemente con il totale asservimento della gerarchia cattolica all’Agenda 2030: lo ha riconosciuto anche mons. Hector Aguer, già Arcivescovo di La Plata in Argentina.

 

La disgregazione della famiglia

Tutto questo è scomparso: nessun giovane membro di una famiglia moderna ha mai nemmeno sentito raccontare come si viveva una volta. Cosa si credeva. Cosa si sperava. D’altra parte, dove sono i nonni, che un tempo accudivano i nipotini e trasmettevano loro i ricordi degli antenati, la loro saggezza, la loro semplice religiosità?

 

Erano i nonni che portavano i nipoti a pregare davanti all’immagine della Madonna, insegnavano loro le orazioni, come fare l’esame di coscienza, un Requiem passando davanti al cimitero, il significato dell’obbedienza verso i genitori, dell’onestà, della parola data.

 

La massoneria ha eliminato gli anziani, trasformandoli in commodity per il business delle cliniche o sterminandoli con il siero genico o con la ventilazione forzata. La loro assenza, da decenni ormai, si è accompagnata ad un attacco frontale contro la donna, nel suo ruolo di moglie e di madre: un altro elemento di coesione della famiglia demolito, un altro baluardo abbattuto.

 

L’attacco alla figura paterna – sino ad allora modellata sull’autorità e sulla bontà di Dio Padre – si è compiuto con la corruzione dei costumi, con la pornografia, con la promiscuità e infine – rotto il cordone ombelicale che lega la sessualità al rapporto coniugale finalizzato alla procreazione – ecco ulteriormente distrutto l’uomo, il marito, il padre, il cittadino stigmatizzando la sua «mascolinità tossica», effeminandolo, castrandolo nella volontà e nell’intelletto; prima anteporre il mezzo (il legittimo piacere dell’atto coniugale) al fine naturale (la procreazione), e poi sostituendo al fine il mezzo.

 

E i figli, separati dai genitori che lavorano, trovano nella televisione, in internet, sui social, con le app, a scuola e ovunque un nuovo oracolo, una entità che sollevi dalla responsabilità di scegliere e che dica loro cosa pensare, cosa volere e contro chi rivolgere le proprie frustrazioni. Et inimici domini domestici ejus (Mt 10, 36).

 

Questa entità – cui il potere vorrebbe riconoscere caratteristiche quasi divine, simulando le facoltà di un’intelligenza umana – propone un nuovo credo ambientalista, esalta nuove virtù green e woke, addita nuovi maestri, celebra le sue liturgie. Perché si pone come religione e come tale richiede al fedele assenso e obbedienza ai suoi ministri.

 

La religione di Stato

Il sistema di indottrinamento è sperimentato, e nel corso della Storia ha mutato solo alcuni dettagli dovuti ai tempi o al progresso tecnologico, ma ha sempre conservato lo schema originario. Ed è questo schema che occorre conoscere, se vogliamo contrastarlo in tutte le sue diverse declinazioni: sanitarie, energetiche, climatiche, belliche, finanziarie, religiose. Uno schema che è innegabilmente ispirato non solo alla cancellazione dell’unica vera Religione, ma anche alla sua sostituzione con la religione luciferina del progresso, dell’umanità, della fratellanza, della Madre Terra.

 

Non stupiamoci dunque se il pretesto iniziale con cui la massoneria ha minato l’autorità della Chiesa Cattolica in nome della libertà religiosa sta venendo meno, per lasciare il dominio incontrastato – riconosciuto anche a livello istituzionale – all’unica religione compatibile con l’ideologia del Nuovo Ordine Mondiale: il culto di Satana.

 

Il quale, dopo essersi dissimulato per due secoli dietro Prometeo e la dea Ragione, oggi esce pubblicamente allo scoperto e pretende per sé quell’esclusività che aveva rimproverato e negato alla vera Chiesa, al punto da diventare «religione di Stato», di imporre i suoi dogmi assurdi e le sue false credenze alla comunità internazionale, di indottrinare i bambini e i ragazzi nelle scuole, di obbligare i cittadini a conformarsi ai suoi precetti.

 

Sembra di assistere ad una riproposizione globale del paganesimo come sotto il regno di Giuliano l’Apostata: una sorta di vendetta dei culti idolatri sulla Religione di Cristo, una rivincita delle tenebre sulla Luce. Ma questo, come sappiamo, è ontologicamente impossibile.

 

Exsurge Domine

Dinanzi all’abdicazione dell’autorità civile, vi sono molti gruppi in tutto il mondo che si stanno organizzando per opporsi alle violazioni delle libertà fondamentali, denunciarle ove possibile, coordinare gli aiuti a quanti sono ostracizzati a causa della loro resistenza. Non è una sostituzione del potere, né una forma di sedizione: è la necessaria risposta – in attesa di tempi migliori – chi vede minacciato il proprio futuro, i propri beni, la propria vita stessa.

 

Ho ritenuto mio dovere di Pastore prendere un’iniziativa analoga in ambito ecclesiale, dando vita all’associazione Exsurge Domine, per contrastare la speculare persecuzione che i sacerdoti e i religiosi tradizionali si trovano a subire da parte della setta bergogliana a causa della loro fedeltà alla Chiesa di Cristo, oggi infestata di traditori, di corrotti e di mercenari. Exsurge Domine, sotto il mio personale patrocinio, vuole aiutare i chierici, i religiosi, i monaci e le monache privati dei mezzi di sussistenza, cacciati dai loro monasteri, fatti oggetto di persecuzione dai Superiori perché legati alla Liturgia apostolica o perché non disposti a rinnegare il carisma del loro Ordine. Parroci che da un giorno all’altro vengono allontanati dalla loro parrocchia, monache a cui Roma impone una badessa progressista, chierici ridotti allo stato laicale senza regolare processo e con accuse infamanti: tutte queste anime buone, innamorate del Signore e fedeli alla Chiesa, hanno bisogno di aiuto materiale, di supporto spirituale, di assistenza legale e canonica.

 

Chiedo a tutti voi di farvi promotori di questa iniziativa con i vostri conoscenti e amici, e di contribuire secondo le vostre possibilità al finanziamento del nostro primo progetto: la costruzione di un Villaggio Monastico in provincia di Viterbo, dove accogliere la comunità benedettina femminile di Pienza. Il vostro sostegno, anche con la preghiera, permetterà a questi buoni sacerdoti e religiosi di non soccombere alle purghe bergogliane e di poter svolgere il ministero o seguire il carisma che essi hanno scelto con generosità seguendo la volontà di Dio.

 

 

Conclusione

Vorrei concludere questo mio intervento riferendomi proprio a questo luogo, Pontmain, dove il 17 Gennaio 1871 apparve la Vergine Maria, invocata sotto il titolo di Nostra Signora di Francia.

 

Di lì a poco – il 18 Marzo – si sarebbe conclusa, con la sconfitta di Napoleone, la guerra franco‐prussiana e i moti del marzo successivo avrebbero dato luogo alla Comune di Parigi.

 

In quella circostanza la massoneria francese (di ispirazione socialista e legata ai centri di potere culturali) organizzò una rivoluzione che fu però affogata nel sangue il maggio successivo dall’intervento del governo di Versailles, su ordine della massoneria inglese (che è invece liberale e legata al potere istituzionale).

 

Oggi quella spaccatura tra differenti massonerie è stata superata da un pactum sceleris che le unisce – concilium fecerunt in unum (Sal 70, 10) – con il comune obiettivo di portare a compimento l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, necessaria premessa al regno dell’Anticristo.

 

La Santa Vergine, nell’apparizione a Pontmain, non disse nulla. Ai Suoi piedi si srotola un cartiglio in caratteri d’oro: Pregate, bambini miei. Dio vi risponderà prestissimo. Mio Figlio permette che il Suo Cuore si lasci toccare. Ebbene, anche oggi queste parole di conforto rimangono valide e vere: il Signore risponderà prestissimo, perché molte sono le anime buone che, in questa fase di apostasia e di crisi dell’autorità, si stanno svegliando dal torpore in cui troppo a lungo sono rimaste.

 

La frode infernale del globalismo è destinata al fallimento più totale: su questo non vi è il minimo dubbio. La Babele del Nuovo Ordine sprofonderà sotto il peso delle sue menzogne, marchio inconfondibile dell’opera del demonio.

 

A noi spetta il compito di proclamare la Verità, di ricordare al mondo che l’unica salvezza viene da Cristo, Principe della Pace, a cui va restituita la Signoria sulle Nazioni e sulla Chiesa che Gli è stata usurpata da un’autorità ribelle e corrotta.

 

Possa la Vergine Santissima, Regina delle Vittorie e Mediatrice di tutte le Grazie, affrettare la fine di questa tribolazione, perché si compiano le Sue parole pronunciate a Fatima nel 1917: Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà.

 

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Se c’è un personaggio che incarna l’oligarcato mondialista in modo perfetto, quello è Mark Carney. Ora primo ministro del Canada, in passato è stato direttore della Bank of England, la Banca Centrale britannica, e cosa ci faccia un canadese al vertice è difficile a capirlo.

 

Una vita a pascolare tra le élite – a Davos è un habitué – nessuno si è scandalizzato quando ha preso il posto di un altro «penetrato» (Klaus Schwab dixit) dal WEF, Giustino Trudeau, ora visto vagolare per la cittadina sciistica svizzera con la sua nuova fiamme, la curvacea cantante americana Katy Perry, elegantissima nel suo debutto come première dame di seconda mano. Carney è bilingue, si dice cattolico, e si mostra gioviale, ma a guardarlo in faccia vengono in mente i burocrati villain di Mission: Impossible o di James Bondo.

 

Ora Carney ha avuto una rivelazione celeste, che ha condiviso con la platea globale di Davos. Durante il suo speech tra le luci blu del WEF, ha ammesso che «l’ordine internazionale basato sulle regole» è sempre stato, in parte, una narrazione artificiosa che i Paesi hanno consapevolmente alimentato per decenni perché ne traevano vantaggio concreto.

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Si tratta di un’ammissione pesantissima: papà e mamma in verità non si amavano veramente, e tutta la famiglia, felice in decadi di foto sui comò di tutte le latitudini, si reggeva in realtà su questa disdicevole finzione. Il Carney ha avuto il buon gusto di dire anche che Paesi come il Canada hanno prosperato sostenendo questo mondo che, in realtà, non era basato sulla verità, concetto che improvvisamente assale il cuore dell’oligarca mondialista

 

«Sapevamo che la storia dell’ordine internazionale basato sulle regole era parzialmente falsa, che i più forti si sarebbero sottratti alle norme quando gli conveniva, che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico», ha affermato Carney. «E sapevamo che il diritto internazionale veniva applicato con diversa severità a seconda dell’identità dell’accusato o della vittima», ha aggiunto.

 

 

È scattata quindi la citazione del trito Il potere dei senza potere del dissidente poi presidente ceco Vaclav Havel: ecco che il premier di Ottawa paragona decenni di adesione formale al racconto tratto da del negoziante che espone un cartello politico in cui non crede affatto, definendolo «vivere nella menzogna» per «evitare guai».

 

Incredibile sentirsi parlare di menzogna e guai dal vertice di quel Paese che ha praticato un apartheid biotico e una repressione pandemica senza pari, che vietava l’ingresso nei negozi di liquori ai non vaccinati ed è arrivato persino a congelare i conti in banca di chi protestava contro il siero mRNA obbligatorio (misura ora ribaltata dalla Corte canadese: interrogata sulla questione a Davos, l’attuatrice della legge infame, l’ex vicepremier Chrystia Freeland, discendente di ucronazisti e membro della direzione WEF, non ha voluto rispondere).

 

Eppure, sì, ci tocca sentire una lezioncina sulla sottomissione ad un sistema falso e liberticida proprio dal premier canadese. Come quello che guarda il dito invece che la luna, invece che pensare alla sofferenze inflitte poco fa al suo stesso popolo, il Carney parla delle relazioni internazionali, ora sconvolte dalla slatentizzazione della politica di Trump, il suo vicino di casa, che forse lo invaderà.

 

Carney ora sostiene che questo «patto tacito non regge più», affermando che «siamo nel mezzo di una rottura, non di una semplice transizione». Il premier canadese ha descritto l’attuale fase come caratterizzata da «un’intensificazione della rivalità tra grandi potenze», in cui integrazione economica, tariffe e infrastrutture finanziarie vengono usate come «armi» e strumenti di «coercizione»: avete sentito bene, ha detto proprio «coercizione», ma non sta parlando della siringa genica di Stato che hanno scatenato la rivolta di milioni di canadesi, ma di questioni internazionali di un mondo che, arrivato Trump, non gli va più tanto bene.

 

Sullo sfondo, lo sappiamo, c’è la Groenlandia, che Trump ha annunziato urbi et orbi di volersi prendere (e da Putin è arrivato un gustoso semaforo verde). E ancora di più, c’è il rischio che Washington decida per l’Anschluss anche dell’intero Canada, il secondo Paese più esteso della terra, che si trova proprio nell’emisfero americano. La dottrina Monroe, cioè Donroe – il concetto vecchio di duecento anni del «destino manifesto» degli USA – lo chiederebbe espressamente.

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Sappiamo che potrebbero non essere ciance, se è vero che i canadesi starebbero improntando una strategia di resistenza stile mujaheddin afghani in caso di invasione statunitense. In verità, pensiamo che questa frizione è diventata pienamente visibile ai mondiali di Hockey a Montreal pochi mesi fa, quando il pubblico locale fischiò l’inno americano, e la squadra USA quindi scatenò tre risse nei primi nove secondi di giuoco. Come dire, i rapporti potrebbero essere più tesi di quello che sembra.

 

Fatto sta che quanto detto da Carney non è piaciuto a Trump, che ha espresso la sua ira per quelle parole, chiamandolo in causa direttamente nello storico discorso di questa settimana. «A proposito, il Canada riceve un sacco di regali da noi. Dovrebbero esserne grati anche loro, ma non lo sono. Ho visto il vostro primo ministro ieri, non era così grato. Dovrebbero essere grati agli Stati Uniti, al Canada. Il Canada vive grazie agli Stati Uniti. Ricordatelo, Mark, la prossima volta che fai le tue dichiarazioni».

 

Trump lo ha fatto capire: le parole di Carney erano contro la nuova America trumpiana. Ce ne siamo accorti e, come ha detto riguardo all’eventuale opposizione degli europei all’annessione della Groenlandia, «ce ne ricorderemo».

 

Il retroscena ulteriore da spiegare ai lettori è che il primo ministro di Ottawa, poco prima di Davos, era stato a Pechino per siglare accordi con la Repubblica Popolare Cinese. Pochi mesi fa, Carney aveva denunciato i problemi di diritti umani del Dragone. Ora invece vola lì a firmare un partenariato su dazi doganali reciproci e importazione di auto – quest’ultimo tema fortemente discusso in Canada, specie per le proprietà di spionaggio dei veicoli Made in China. I lettori di Renovatio 21 possono pure ricordare quando l’anno scorso Carney fece uno strano discorso in cui chiedeva le atomiche europee per difendersi da Trump.

 

E quindi, è possibile capire che Carney potrebbe star dicendo qualcos’altro: il mondo è sempre stato diviso in blocchi superpotenziali, siamo stati bene, fingendo che ci piacesse, sotto i vicini americani, ma ora possiamo anche cambiare famiglia, grazie e arrivederci. Come riportato da Renovatio 21, poche settimane fa Carney aveva pronunciato l’esatta, magica formula: «Nuovo Ordine Mondiale». Detto proprio a ridosso degli elogi a Xi Jinpingo.

 

Se uno lo considera secondo uno scenario di politica militare, è ancora più terrificante: Carney sta dicendo che, a fronte di un’invasione USA, chiederebbe aiuto alla Cina? Carney sta annunziando che ha deciso di voler stare in un blocco diverso da quello previsto dalla dottrina Donroe. Vuole essere un satellite della superpotenza cinese nell’emisfero americano?

 

È stupendo vedere come la geopolitica, in pochi mesi, sembra essere stata cambiata radicalmente perfino nel linguaggio. L’ho detto, lo ripeto, viviamo dentro l’immaginazione di Donald Trump, che già più di quaranta anni fa nel suo libro Art of The Deal diceva che per chiudere l’affare bisogna entrare e modificare le fantasie dell’interlocutore. Ora sembra che il mondo venga politicamente ridisegnato dallo scenario che Trump sta travasando su miliardi di persone, che spazza via Yalta, NATO, UE, qualsiasi cosa si frapponga tra lo stato attuale la nuova visione del mondo.

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In tutto questa immane ricombinazione cosmica la domanda che dobbiamo farci riguarda il nostro piccolo: cosa ne sarà della UE? La tentazione è pensare che Brusselle non sopravviverà all’urto della nuova realtà – perché i suoi burocrati non hanno non solo le armi, ma nemmeno la fantasia (risorsa più rilevante di quanto pensassimo) per gestire la rivoluzione in atto.

 

Cosa può fare l’Europa? Senza armi, e con le sue capitali a circa 12-13 minuti di distanza dalla distruzione via missile termonucleare ipersonico russo, può sperare solo in un grande protettore: che era lo Zio Sam, cioè la NATO, ma ora la NATO, con la Groenlandia, potrebbe saltare – e i lettori di Renovatio 21 sanno quanti analisti negli scorsi anni avevano predetto la fine dell’Alleanza Atlantica quanto il NATO-scettico Trump sarebbe tornato alla Casa Bianca.

 

E quindi quale «adulto» può proteggere il bambino UE? La Russia scordatevela, perché la russofobia che alligna nelle stanze degli eurobottoni è un qualcosa che neocon levatevi. E quindi… faremo come l’«europeo» (si è definito così lui, una volta, tre anni fa proprio al WEF) Carney? Chiederemo di stare sotto l’ombrello cinese anche noi?

 

È atroce pensarlo, ma il vecchio continente, ridotto ad un’accozzaglia di buroplutocrati eunuchi, non ha molte altre possibilità. Per questo c’è da sperare, e pregare, perché la UE finisca prima che faccia un’esiziale decisione nell’alba di questa nuova era dell’ordine mondiale, l’era imperiale del God Emperor Trump.

 

Scendiamo un gradino e pensiamo alla povera Italia. Sui giornali mainstream qualcuno dice che la politica che due forni di Giorgia Meloni, che voleva stare in Europa facendo gli occhi dolci a Washington (Berlusconi ci riusciva, facendo sponda pure Putin, Gheddafi, Netanyahu perfino Chavez… ma probabilmente quello era un altro livello) è fallita.

 

Secondo i corvi giornalistici, ora il governo italiano vorrebbe mettersi sotto le ali della… Germania.

 

Si tratta di un’idea che, avendo presente la faccia di Merz, ci agghiaccia come nient’altro. La Germania, pallida madre, è un Paese senza fantasia – e senza futuro, se è vero, come ha recentemente rivelato Tucker Carlson, che in privato il vertice dice di non volere atomiche a Berlino perché a breve sarà la Germania sarà totalmente islamizzata, e quindi – crediamo sia il senso del discorso – sarebbe come dare armi apocalittiche a beduini terroristi. Un po’ come i bianchi sudafricani, che (caso unico al mondo) si disfecero delle testate nucleari prima di consegnare il Paese a Mandela e ai negri.

 

Non è possibile, non è accettabile che l’Italia sia alleata con centrali di degrado e decadenza, di ignavia ed impotenza – cioè con tutti i Paesi europei, devastati dall’immigrazione e dalle loro politiche di Necrocultura massiva.

 

Del resto, la direzione non è che non fosse chiara in precedenza: la persistenza di Giorgia nella russofobia attiva, con armi e danari al regime Zelens’kyj mentre le nostre aziende senza Russia perdono miliardi e le famiglie si ritrovano le bollette pazze. Ora stiamo con probabilità avanzando in questa politica di demenza autolesionistica (perché va sempre aggiunto il rischio di venire spazzati via dagli Oreshnik, anche se avessimo la contraerea SAMP-T che abbiamo però dato via) e quindi invece che rompere lo schema idiota visto sinora è facile che verrà fatta la scelta più idiota e tremenda, quella di restare con l’Europa burosaurica e i suoi pupazzi estrogenici. Ecco, volevate il sovranismo, avrete in cambio la sudditanza alle facce di Merz.

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Diciamo un’ultima cosa: la nuova era globale ha una sua onestà ammirevole. Trump vuole la Groenlandia, e lo dice, e con grande probabilità se la prenderà. Vuole il Venezuela, e fa sparire Maduro in una notte. La Russia dirà ancora più chiaramente, con le armi e infine a parole, quanto vuole dell’Ucraina, in parte o tutta. Macron potrebbe tornare a dire che rivuole la sua Africa. E Carney, con le sue manovre cinesi e il suo discorsetto haveliano, sta comunicando anche lui espressamente cosa vuole, dove vuole stare, etc.

 

L’Italia riuscirà mai a dire cosa vuole? Roma dovrebbe dire che vuole la Libia – e con Silvio e Gheddafi l’aveva praticamente ottenuta, tanto che il milanese era finito stampato in trasparenza sui passaporti libici. E invece, ci siamo trovati infiltrati da una classe politica (fino ai vertici della Repubblica) che lavorava contro l’Italia in Libia. Una fetta dello Stato Profondo nazionale che agisce contro gli interessi italiani per preferire quelli europei (qualsiasi cosa significa), vista di recente in azione contro Elon Musk, con spesso qualche Legion d’Onore che scappa a Parigi a figure dello Stato-partito romano.

 

L’Italia della nuova era, potrebbe dire che vorrebbe avere influenza anche nel suo piccolo «emisfero» geografico e culturale? Così, con lo Stato riempito di traditori senza onore e senza fantasia, no. Non potrà mai non solo dichiarare apertamente la necessità di Tripoli e dei suoi idrocarburi, ma anche di gestire (e non subire) l’Albania, e ancora la Croazia, la Tunisia, la Slovenia, persino Malta (isola italofona per qualche ragione non reclamata dal massone angloide Giuseppe Mazzini…). Per non parlare dell’emisfero, quello davvero immenso, degli italiani che stanno in Brasile, in Cile e in Argentina, una forza nazionale gargantuesca che forse è ancora attivabile. E, usando sempre più lo strumento della fantasia, il nostro Paese, vista l’immigrazione ricevuta e relativamente integrata, cosa può fare nelle Filippine, e ancora nel Corno d’Africa, financo in Moldavia e dintorni?

 

Nel momento in cui la politica di potenza, e superpotenza, diviene realtà inconfutabile, l’Italia davvero vuole rimanere la serva degli eurotedeschi? Davvero non possiede più la fantasia di vedersi un Paese forte? Davvero non sente la necessità di servire il proprio popolo – e sopravvivere alle catastrofi che potrebbero essere, con evidenza, in caricamento?

 

Possiamo permetterci di vivere in un’Italia che vuole essere mediocre? Possiamo permetterci di vivere in un’Italia che vuole morire – e da schiava?

 

Roberto Dal Bosco

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Il discorso di Trump a Davos

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Renovatio 21 pubblica la trascrizione integrale tradotta in italiano del discorso tenuto al World Economic Forum di Davos dal presidente americano Donald Trump. Si tratta di un discorso di importanza capitale dove è dichiarata apertis verbisla sua agenda di governo, dall’economia e la difesa della classe media americana a questioni di geopolitica stringente come le guerre in corso e, soprattutto, l’acquisizione della Groenlandia. Al di là dei contenuti, tutti di rilevanza assoluta, preme l’assoluta, sfrontata libertà con cui The Donald accusa e canzona i buroplutocrati accorsi alla kermesse davosiana, facendo nomi e cognomi, oramai al di fuori da qualsiasi infingimento diplomatico divenuto inutile in quella che a tutti gli effetti è una fase nuova della politica americana, forse slatentizzatasi, una volta per tutte, in politica imperiale. Emerge ad ogni modo, in modo sempre più evidente, la fine dell’Europa, mollata di fatto dalla Casa Bianca, e ora costretta a deambulare nel mondo tra i suoi costrutti cervellotici e liberticidi e gli impulsi guerrafondai e suicidi. Dal discorso di Trump qualcuno può trarre l’idea che l’Europa sia al capolinea: o forse, è arrivata finalmente al termine l’Unione Europea e con essa, c’è da sperare, la NATO.     È fantastico essere di nuovo nella splendida Davos, in Svizzera, e poter parlare a così tanti stimati leader aziendali, a così tanti amici, a qualche nemico e a tutti gli illustri ospiti. È un Gotha, lo dico io.   Sono arrivato al World Economic Forum di quest’anno con notizie davvero fenomenali dall’America. Ieri ha segnato il primo anniversario del mio insediamento e oggi, dopo 12 mesi di ritorno alla Casa Bianca, la nostra economia è in piena espansione.   La crescita sta esplodendo, la produttività è in forte crescita, gli investimenti sono in forte crescita, i redditi sono in aumento, l’inflazione è stata sconfitta. Il nostro confine, un tempo aperto e pericoloso, è ora chiuso e praticamente impenetrabile, e gli Stati Uniti sono nel mezzo della svolta economica più rapida e drammatica nella storia del nostro Paese.   Sotto l’amministrazione Biden, l’America era tormentata dall’incubo della stagflazione, ovvero bassa crescita e alta inflazione, una ricetta per miseria, fallimento e declino. Ma ora, dopo solo un anno di politiche da me intraprese, stiamo assistendo all’esatto opposto: un’inflazione praticamente nulla e una crescita economica straordinariamente elevata – una crescita che, credo, vedrete molto presto, il nostro Paese non ha mai visto prima, forse nessun Paese ha mai visto prima.   Negli ultimi tre mesi, l’inflazione di fondo è stata pari solo all’1,6%. Nel frattempo, si prevede che la crescita del quarto trimestre sarà del 5,4%, ben al di sopra di quanto chiunque altro, a parte me e pochi altri, avesse previsto. Dalle elezioni, il mercato azionario ha raggiunto 52 massimi storici. Quindi, in un anno, 52 record, aggiungendo 9.000 miliardi di dollari di valore ai conti pensione, ai fondi 401(k) e ai risparmi delle persone.   La gente se la passa molto bene. Sono molto contenti di me. Dal mio insediamento, abbiamo tolto più di 1,2 milioni di persone dai buoni pasto. E dopo quattro anni, in cui Biden ha ottenuto meno di 1.000 miliardi di dollari di nuovi investimenti nel nostro Paese. Pensateci, 1.000 miliardi, decisamente meno.   In quattro anni, abbiamo ottenuto impegni per la cifra record di 18.000 miliardi di dollari e pensiamo che, quando saranno pubblicati i dati definitivi, gli investimenti saranno più vicini ai 20.000 miliardi di dollari. Un risultato del genere non è mai stato raggiunto da nessun Paese, nemmeno lontanamente.   Poco più di un anno fa, sotto la guida dei Democratici di sinistra radicale, eravamo un Paese morto. Ora siamo il Paese più in voga al mondo. Infatti, l’economia degli Stati Uniti è sulla buona strada per crescere al doppio del tasso previsto dal FMI [Fondo Monetario Internazionale] lo scorso aprile. E con le mie politiche di crescita e tariffarie, dovrebbe essere molto più alta – credo davvero che potremo arrivare molto più in alto. E questa è un’ottima notizia, ed è un’ottima notizia per tutte le nazioni.   Gli Stati Uniti sono il motore economico del pianeta. E quando l’America prospera, prospera anche il mondo intero. È la storia. Quando le cose vanno male, vanno male, tutto… Voi tutti ci seguite in discesa e ci seguite in salita. E siamo a un punto in cui non siamo mai stati, non credo che ci siamo mai stati, non avrei mai pensato che potessimo farcela così in fretta. La mia più grande sorpresa è che pensavo ci sarebbe voluto più di un anno, forse un anno e un mese, ma è successo molto velocemente.   Questo pomeriggio vorrei discutere di come abbiamo raggiunto questo miracolo economico, di come intendiamo elevare il tenore di vita dei nostri cittadini a livelli mai visti prima. E forse di come anche voi, e i luoghi da cui provenite, possiate fare molto meglio seguendo quello che stiamo facendo. Perché certi luoghi in Europa non sono nemmeno più riconoscibili, francamente, non lo sono più.  

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E possiamo discuterne, ma non c’è discussione. Gli amici tornano da posti diversi – non voglio insultare nessuno – e dicono: «Non lo riconosco», e non lo dico in senso positivo. È in senso molto negativo. E io amo l’Europa, e voglio che l’Europa vada bene, ma non sta andando nella giusta direzione. Negli ultimi decenni, a Washington e nelle capitali europee è diventato opinione diffusa che l’unico modo per far crescere un’economia occidentale moderna fosse attraverso una spesa pubblica in continua crescita, migrazioni di massa incontrollate e importazioni dall’estero senza fine.   L’opinione generale era che i cosiddetti lavori sporchi e l’industria pesante dovessero essere trasferiti altrove, che l’energia a prezzi accessibili dovesse essere sostituita dalla Green New Scam e che i paesi potessero essere sostenuti importando popolazioni nuove e completamente diverse da terre lontane.   Questa è stata la strada che l’amministrazione del «sonnolento Joe» Biden e molti altri governi occidentali hanno seguito in modo molto sconsiderato, voltando le spalle a tutto ciò che rende le nazioni ricche, potenti e forti – e c’è così tanto potenziale in così tante nazioni.   Il risultato è stato un deficit di bilancio e commerciale record e un crescente deficit sovrano, causato dalla più grande ondata migratoria di massa nella storia dell’umanità. Non abbiamo mai visto niente di simile. Francamente, molte parti del nostro mondo vengono distrutte sotto i nostri occhi, e i leader non capiscono nemmeno cosa sta succedendo – e quelli che lo capiscono non stanno facendo nulla al riguardo.   Praticamente tutti i cosiddetti esperti avevano previsto che i miei piani per porre fine a questo modello fallimentare avrebbero innescato una recessione globale e un’inflazione galoppante. Ma abbiamo dimostrato che si sbagliavano. Anzi, è esattamente il contrario. In un anno, il nostro programma ha prodotto una trasformazione come l’America non vedeva da oltre 100 anni.   Invece di chiudere le centrali elettriche, le stiamo riaprendo. Invece di costruire pale eoliche inefficaci e in perdita, le stiamo smantellando e non ne approviamo nessuna. Invece di dare potere ai burocrati, li stiamo licenziando, e loro se ne vanno a cercare lavoro nel settore privato, per due o tre volte quello che guadagnavano nel settore pubblico. Quindi, hanno iniziato a odiarmi quando li abbiamo licenziati, e ora mi amano.   Invece di aumentare le tasse sui produttori nazionali, le stiamo abbassando e stiamo aumentando i dazi sui paesi stranieri per risarcire i danni che hanno causato. In 12 mesi, abbiamo rimosso oltre 270.000 burocrati dai libri paga federali: la più grande riduzione annuale dell’occupazione pubblica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nessuno pensava che sarebbe successo, ma non avevamo scelta. Per rendere grande un Paese, non si possono avere solo posti di lavoro federali.   Abbiamo tagliato la spesa federale di 100 miliardi di dollari e ridotto il deficit di bilancio federale del 27% in un solo anno. Da allora, la riduzione sarà ancora più significativa, portando l’inflazione ben al di sotto dei massimi storici dell’amministrazione Biden. Ogni mese, i tassi sono aumentati, aumentati, aumentati. Avevo promesso di tagliare 10 vecchie normative per ogni nuova normativa, ma invece ho tagliato – in realtà, fino a questo momento – 129 normative per ogni nuova normativa approvata. Quindi, ogni volta che presentano una nuova normativa, ne elaboriamo almeno 10. Ma finora, la media è di 129, se ci credete.   A luglio abbiamo approvato i più grandi tagli fiscali nella storia americana, tra cui l’eliminazione delle mance, degli straordinari e della previdenza sociale per i nostri cari anziani. Abbiamo anche introdotto la detrazione fiscale al 100% – è quella che preferiscono – e un ammortamento bonus per tutte le nuove attrezzature e gli investimenti di capitale, per aiutare le aziende a espandersi e a spostare la produzione in America. Ne sono così entusiasti. Costruiscono uno stabilimento e possono dedurre immediatamente l’intero importo, invece di dover aspettare dai 38 ai 41 anni come ai vecchi tempi.   Si tratta di un miracolo che sta avvenendo. Nessuno avrebbe mai pensato che un Paese potesse riuscirci, ma noi lo abbiamo fatto. È ciò che ha reso il mio primo mandato il quadriennio più redditizio che abbiamo mai avuto dal punto di vista finanziario. E ora abbiamo alzato la soglia. Si tratta di un programma decennale, non annuale, ma è possibile dedurre tutto in un anno – prima erano 38-41 anni.   Con i dazi, abbiamo ridotto radicalmente il nostro deficit commerciale in forte crescita, che era il più grande nella storia mondiale. Perdevamo più di mille miliardi di dollari ogni anno, ed era semplicemente sprecato. Stava per essere sprecato. Ma in un anno, ho ridotto il nostro deficit commerciale mensile di un sorprendente 77% – e tutto questo senza inflazione, cosa che tutti dicevano impossibile. C’erano un paio di persone brillanti che pensavano davvero che stessi facendo la cosa giusta. Pensavo di stare facendo la cosa giusta. Ora pensano tutti che stia facendo la cosa giusta perché non riescono a credere ai numeri.   Le esportazioni americane sono aumentate di oltre 150 miliardi di dollari, la produzione nazionale di acciaio è aumentata di 300.000 tonnellate al mese e raddoppierà nei prossimi quattro mesi. Sta raddoppiando e triplicando, e abbiamo acciaierie in costruzione in tutto il Paese. Nessuno avrebbe mai pensato di assistere a una cosa del genere. La costruzione di fabbriche è aumentata del 41% e questo numero è destinato a salire alle stelle in questo momento, perché questo avviene durante un processo che stanno mettendo in atto per ottenere le loro approvazioni – e noi abbiamo dato approvazioni molto, molto rapidamente.   Nel frattempo, abbiamo stretto accordi commerciali storici con partner che coprono il 40% di tutto il commercio statunitense: alcune delle più grandi aziende e paesi del mondo. Abbiamo anche paesi come nostri partner: le nazioni europee, il Giappone, la Corea del Sud, sono nostri partner. Hanno stretto accordi enormi con noi, soprattutto su petrolio e gas, e questi accordi stimolano la crescita e fanno esplodere i mercati azionari, non solo negli Stati Uniti, ma praticamente in tutti i paesi che sono venuti a stringere un accordo. Perché, come avete imparato, quando gli Stati Uniti salgono, voi li seguite. È diventato davvero un punto fermo.   In America, ho fermato le politiche energetiche distruttive che fanno salire i prezzi e allo stesso tempo trasferiscono posti di lavoro e fabbriche ai peggiori inquinatori del mondo. Sono proprio loro, inquinatori. Sotto la guida del sonnolento Joe Biden, le nuove concessioni nazionali di petrolio e gas sono diminuite del 95%. Pensateci. E si chiedono: perché la benzina è salita così in fretta? In realtà, il prezzo della benzina ha superato i 5 dollari al gallone, e in alcuni posti i 7 dollari al gallone, e più di 100 grandi centrali elettriche sono state chiuse con la forza da persone incompetenti, che non avevano la minima idea di cosa stessero facendo.
  Sotto la mia guida, la produzione di gas naturale statunitense ha raggiunto di gran lunga il massimo storico. La produzione di petrolio statunitense è aumentata di 730.000 barili al giorno e la scorsa settimana abbiamo raccolto 50 milioni di barili solo dal Venezuela. Il Venezuela è stato un posto fantastico per tanti anni, ma poi ha sbagliato politicamente. Vent’anni fa era un grande paese, e ora ha problemi. Ma noi li stiamo aiutando e con quei 50 milioni di barili, ci divideremo con loro, e loro guadagneranno più soldi di quanti ne abbiano guadagnati per molto tempo.   Il Venezuela andrà alla grande. Apprezziamo tutta la collaborazione. Abbiamo dato, abbiamo dato una grande collaborazione. Una volta terminato l’attacco, l’attacco è finito e hanno detto: «facciamo un accordo». Più persone dovrebbero farlo, ma il Venezuela guadagnerà più soldi nei prossimi sei mesi di quanti ne abbia guadagnati negli ultimi 20 anni. Tutte le principali compagnie petrolifere si stanno unendo a noi. È incredibile. È una cosa bellissima da vedere.   La leadership del Paese è stata molto brava. Sono stati molto, molto intelligenti. Il prezzo della benzina è ora inferiore a 2,50 dollari al gallone in molti stati, 2,30 dollari al gallone nella maggior parte degli stati, e presto la media sarà inferiore a 2 dollari al gallone in molti posti. È già sceso ancora più in basso, a 1,95 dollari al gallone. Numerosi stati sono a 1,99 dollari – numeri che nessuno sentiva da anni. In realtà, dalla mia ultima amministrazione, siamo arrivati ​​a cifre simili.   Ho firmato un ordine che dirige e approva molti nuovi reattori nucleari. Stiamo investendo molto nel nucleare. Non ne ero un grande fan, perché non mi piacevano il rischio, il pericolo, ma loro hanno… i progressi che hanno fatto con il nucleare sono incredibili, e i progressi in materia di sicurezza sono incredibili. Siamo molto coinvolti nel mondo dell’energia nucleare, e ora possiamo averla a prezzi convenienti e in modo molto, molto sicuro.   E siamo leader mondiali nell’intelligenza artificiale, di gran lunga. Siamo leader mondiali anche rispetto alla Cina. Credo che il Presidente Xi rispetti il ​​nostro operato, anche perché ho permesso a queste grandi aziende, costruendo questi enormi edifici, di costruire la propria capacità elettrica. Stanno costruendo le loro centrali elettriche, il che, sommato, è più di quanto stia facendo qualsiasi altro Paese al mondo. Ho letto di recente un articolo sul Wall Street Journal in cui si diceva che la Cina sta producendo così tanta energia, e lo sta facendo. Devo ammetterlo.   Ma ne stiamo creando altrettanta, se non di più, e glielo stiamo lasciando fare. Ne sono molto orgoglioso. È stata una mia idea. Ho detto: «non potete creare così tanta energia». Avevamo bisogno di più del doppio dell’energia attualmente disponibile nel Paese, solo per far funzionare gli impianti di intelligenza artificiale. E ho detto: «Non possiamo farlo. Abbiamo una rete elettrica vecchia». Poi mi è venuta l’idea: «Sapete, voi siete brillanti. Avete un sacco di soldi. Vediamo cosa sapete fare. Potete costruire le vostre centrali elettriche». E mi hanno guardato. Non mi hanno creduto. Tutti i nomi che, credo, sono presenti in questa stanza in questo momento, se volete sapere la verità, non ci hanno creduto. E io ho detto: «no, no, potete».   Sono tornati due settimane dopo e non avevano l’impianto. Hanno detto: «pensavamo che stessi scherzando». Ho risposto: «no, non solo non sto scherzando, ma avrete le vostre approvazioni entro due settimane». Dico sempre che per il nucleare ci vorranno tre settimane, ma la maggior parte delle centrali… stanno passando al petrolio e al gas. In alcuni casi stanno persino passando al carbone.   Grazie alla mia schiacciante vittoria elettorale, gli Stati Uniti hanno evitato il catastrofico collasso energetico che ha colpito ogni nazione europea che ha perseguito la Green New Scam [«grande truffa verde, ndr], forse la più grande bufala della storia. La Green New Scam: mulini a vento ovunque, distruggete la vostra terra. Distruggete la vostra terra. Ogni volta che succede, perdete 1.000 dollari. Dovreste guadagnare soldi con l’energia, non perderli.   Qui in Europa, abbiamo visto il destino che la sinistra radicale ha cercato di imporre all’America. Ci hanno provato con tutte le loro forze. La Germania ora produce il 22% di elettricità in meno rispetto al 2017 e non è colpa dell’attuale cancelliere. Sta risolvendo il problema. Farà un ottimo lavoro. Ma quello che hanno fatto prima del suo arrivo… Immagino sia per questo che è arrivato lì. E i prezzi dell’elettricità sono più alti del 64%.   Il Regno Unito produce solo un terzo dell’energia totale da tutte le fonti rispetto al 1999. Pensateci, un terzo. E si trova in cima al Mare del Nord, una delle più grandi riserve al mondo. Ma non lo usa, e questo è uno dei motivi per cui la sua energia ha raggiunto livelli catastroficamente bassi con prezzi altrettanto alti: prezzi alti, livelli bassissimi.   Pensateci, un terzo e vi ritrovate seduti sul Mare del Nord. E a loro piace dire: «Beh, sapete, è esaurito». Non è esaurito. Ha 500 anni. Non hanno nemmeno trovato il petrolio. Il Mare del Nord è incredibile. Non permettono a nessuno di trivellare. Dal punto di vista ambientale, non permettono di trivellare. Rendono impossibile alle compagnie petrolifere andarci. Prendono il 92% dei ricavi. Quindi, le compagnie petrolifere dicono: «non possiamo farlo». Sono venuti da me, «c’è qualcosa che puoi fare?»   Voglio che l’Europa faccia grandi cose. Voglio che il Regno Unito faccia grandi cose. Si trovano su una delle maggiori fonti di energia al mondo e non la usano. Anzi, i prezzi dell’elettricità sono aumentati del 139%. Ci sono mulini a vento in tutta Europa. Ci sono mulini a vento ovunque, e sono perdenti. Una cosa che ho notato è che più mulini a vento ha un Paese, più soldi perde, e peggio va.   La Cina produce quasi tutti i mulini a vento, eppure non sono riuscito a trovarne nemmeno uno. Ci hai mai pensato? È un buon modo di vedere la cosa. Sono intelligenti. La Cina è molto intelligente. Li costruiscono. Li vendono a caro prezzo. Li vendono agli stupidi che li comprano, ma non li usano loro stessi.   Hanno costruito un paio di grandi parchi eolici. Ma non li usano. Li costruiscono solo per mostrare alla gente come potrebbero essere. Non spendono. Non fanno niente. Usano principalmente una cosa chiamata carbone. La Cina punta sul carbone. Punta sul petrolio e sul gas. Stanno iniziando a considerare un po’ il nucleare, e se la cavano benissimo. Fanno una fortuna vendendo i mulini a vento, però, e penso davvero che non si sorprenderebbero se si fermassero. Sono rimasti scioccati dal fatto che continuino ad andare avanti. Sono stati molto amichevoli con me. Sono scioccati dal fatto che la gente continui a comprare quelle maledette cose. Hanno ucciso gli uccelli. Hanno rovinato i vostri paesaggi. A parte questo, penso che siano favolosi, tra l’altro, la gente stupida li compra.   Le conseguenze di queste politiche distruttive sono state gravissime, tra cui una crescita economica inferiore, un tenore di vita più basso, tassi di natalità più bassi, un’immigrazione più destabilizzante dal punto di vista sociale, una maggiore vulnerabilità ad avversari stranieri ostili e forze armate molto, molto più ridotte. Gli Stati Uniti hanno molto a cuore i cittadini europei. Davvero.   Voglio dire, guarda, io provengo dall’Europa: Scozia e Germania. 100% Scozia, mia madre. 100% Germania, mio ​​padre. E crediamo profondamente nei legami che condividiamo con l’Europa come civiltà. Voglio vederla prosperare. Ecco perché questioni come l’energia, il commercio, l’immigrazione e la crescita economica devono essere preoccupazioni centrali per chiunque voglia vedere un Occidente forte e unito. Perché l’Europa e quei paesi devono fare la loro parte. Devono uscire dalla cultura che hanno creato negli ultimi 10 anni. È orribile quello che si stanno facendo. Si stanno distruggendo. Sono posti bellissimi, bellissimi.   Vogliamo alleati forti, non gravemente indeboliti. Vogliamo che l’Europa sia forte. In definitiva, si tratta di questioni di sicurezza nazionale, e forse nessun problema attuale rende la situazione più chiara di quanto stia accadendo con la Groenlandia. Vorrebbe che dicessi due parole sulla Groenlandia? Avrei voluto ometterla dal discorso, ma ho pensato che sarei stato recensito molto negativamente.   Nutro un immenso rispetto sia per il popolo della Groenlandia che per quello della Danimarca, un immenso rispetto. Ma ogni alleato della NATO ha l’obbligo di essere in grado di difendere il proprio territorio. E il fatto è che nessuna nazione, o gruppo di nazioni, è in grado di proteggere la Groenlandia, a parte gli Stati Uniti. Siamo una grande potenza, molto più grande di quanto la gente possa immaginare. Credo che l’abbiano scoperto due settimane fa, in Venezuela.  
  Lo abbiamo visto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la Danimarca cadde sotto il controllo della Germania dopo sole sei ore di combattimento e fu totalmente incapace di difendere né se stessa né la Groenlandia. Così, gli Stati Uniti furono costretti – lo facemmo, ci sentivamo in dovere di farlo – a inviare le nostre forze a presidiare il territorio della Groenlandia. E lo facemmo, a caro prezzo. Non avevano alcuna possibilità di riuscirci, e ci provarono. La Danimarca lo sa.   Abbiamo letteralmente creato basi in Groenlandia per la Danimarca. Abbiamo combattuto per la Danimarca. Non stavamo combattendo per nessun altro. Stavamo combattendo per salvarla per la Danimarca. Un grande, splendido pezzo di ghiaccio. È difficile chiamarlo terraferma. È un grande pezzo di ghiaccio. Ma abbiamo salvato la Groenlandia e abbiamo impedito con successo ai nostri nemici di mettere piede nel nostro emisfero. Quindi, lo abbiamo fatto anche per noi stessi. E poi, dopo la guerra, che abbiamo vinto, l’abbiamo vinta alla grande – senza di noi, adesso, parlereste tutti tedesco e forse un po’ di giapponese.   Dopo la guerra, abbiamo restituito la Groenlandia alla Danimarca. Quanto siamo stati stupidi a farlo? Ma l’abbiamo fatto, ma gliel’abbiamo restituita. Ma quanto sono ingrati ora? Quindi ora il nostro Paese e il mondo affrontano rischi molto più grandi di prima, a causa dei missili, a causa del nucleare, a causa di armi da guerra di cui non posso nemmeno parlare.   Due settimane fa, hanno visto armi di cui nessuno aveva mai sentito parlare. Non sono riusciti a spararci un colpo. Hanno detto: «cos’è successo?». Tutto era scombussolato. Hanno detto: «li abbiamo nel mirino. Premete il grilletto». E non è successo niente. Nessun missile antiaereo è decollato. Ce n’è stato uno che è volato per circa 9 metri ed è precipitato, proprio accanto a chi lo aveva lanciato. Hanno detto: «che diavolo sta succedendo?». Quei sistemi difensivi sono stati realizzati dalla Russia e dalla Cina. Quindi, immagino che torneranno al tavolo da disegno.   La Groenlandia è un territorio vasto, quasi interamente disabitato e non sviluppato, indifeso in una posizione strategica chiave tra Stati Uniti, Russia e Cina. È esattamente lì, proprio nel mezzo. Non era importante, quasi, quando l’abbiamo restituita. Sapete, quando l’abbiamo restituita, non era la stessa di adesso. Non è importante per nessun altro motivo. Sapete, tutti parlano di minerali, ci sono così tanti posti… Non esistono terre rare. Non esistono terre rare. C’è la lavorazione delle terre rare, ma c’è così tanta terra rara che per arrivarci bisogna attraversare centinaia di metri di ghiaccio.   Non è questo il motivo per cui ne abbiamo bisogno. Ne abbiamo bisogno per la sicurezza nazionale strategica e per la sicurezza internazionale. Quest’enorme isola non protetta fa in realtà parte del Nord America, al confine settentrionale dell’emisfero occidentale. È il nostro territorio. È quindi un interesse fondamentale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America e, in effetti, la nostra politica da centinaia di anni è quella di impedire alle minacce esterne di entrare nel nostro emisfero, e lo abbiamo fatto con grande successo. Non siamo mai stati più forti di adesso.   Ecco perché i presidenti americani hanno cercato di acquistare la Groenlandia per quasi due secoli. Sapete, ci hanno provato per due secoli. Avrebbero dovuto tenersela dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma avevano un presidente diverso. Va bene, la gente la pensa diversamente. Molto più necessario ora di quanto non lo fosse allora.   Tuttavia, nel 2019 la Danimarca ha dichiarato che avrebbe speso oltre 200 milioni di dollari per rafforzare le difese della Groenlandia. Ma, come sapete, hanno speso meno dell’1% di tale importo, l’1%. Nessuna traccia della Danimarca lì. E lo dico con grande rispetto per la Danimarca, di cui amo il popolo e i cui leader sono molto bravi.   Solo gli Stati Uniti possono proteggere questa gigantesca massa di terra, questo gigantesco pezzo di ghiaccio, svilupparlo e migliorarlo, e fare in modo che sia un bene per l’Europa, sicuro per l’Europa e buono per noi. Ed è per questo che sto cercando di avviare negoziati immediati per discutere ancora una volta dell’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, proprio come abbiamo acquisito molti altri territori nel corso della nostra storia. Come molte nazioni europee, anche loro hanno acquisito. Non c’è niente di sbagliato in questo. Molte di loro. Alcune hanno fatto il contrario, in realtà, se si guarda bene. Alcune avevano grandi, immense ricchezze, grandi, vaste terre, in tutto il mondo. Hanno fatto il contrario. Sono tornati al punto di partenza. Succede anche questo, ma alcune crescono.   Ma questo non rappresenterebbe una minaccia per la NATO. Migliorerebbe notevolmente la sicurezza dell’intera alleanza, l’Alleanza NATO. Gli Stati Uniti sono trattati in modo molto ingiusto dalla NATO. Voglio dirvelo. A pensarci bene, nessuno può contestarlo. Diamo così tanto e riceviamo così poco in cambio. E sono stato un critico della NATO per molti anni, eppure ho fatto di più per aiutarla di qualsiasi altro presidente, di gran lunga di chiunque altro. Non avreste la NATO se non mi fossi impegnato nel mio primo mandato.   La guerra con l’Ucraina ne è un esempio. Siamo a migliaia di chilometri di distanza, separati da un oceano gigante. È una guerra che non sarebbe mai dovuta iniziare, e non sarebbe iniziata se le elezioni presidenziali statunitensi del 2020 non fossero state truccate. Sono state elezioni truccate. Ora lo sanno tutti. L’hanno scoperto. Presto le persone saranno perseguite per quello che hanno fatto. Probabilmente è una notizia dell’ultima ora, ma è giusto che lo sia. Sono state elezioni truccate. Non si possono avere elezioni truccate. Servono confini forti, elezioni forti e, idealmente, una buona stampa. Lo dico sempre: confini forti, elezioni forti, elezioni libere e giuste e media imparziali.   I media sono terribili. Sono molto corrotti. Sono molto di parte, terribili, ma un giorno si raddrizzeranno, perché stanno perdendo ogni credibilità. Pensate, quando sono andato alle elezioni con una valanga di voti, una valanga gigantesca – ho vinto tutti e sette gli stati indecisi, ho vinto il voto popolare, ho vinto tutto – e ho ricevuto solo recensioni negative. Ciò significa che non hanno credibilità. E se vogliono ottenere credibilità, dovranno essere imparziali. Quindi, serve una stampa imparziale, ma servono anche tutti gli altri elementi, e io ho ereditato una situazione terribile, terribile.   Se ci pensi, il confine era aperto, l’inflazione imperversava, tutto andava male con gli Stati Uniti quando sono entrato in carica. Ma ho anche ereditato un pasticcio con l’Ucraina e la Russia, qualcosa che non sarebbe mai successo. E conosco Putin molto bene. Lui e io discutevamo dell’Ucraina. Era la luce dei suoi occhi, ma non aveva intenzione di fare nulla. Gli ho detto: «Vladimir, non lo farai». Non l’avrebbe mai fatto. È stato terribile quello che è successo. Lo vedevo succedere anch’io. Dopo che me ne sono andato, l’ho visto succedere.   Biden aveva dato all’Ucraina e alla NATO 350 miliardi di dollari – una cifra sbalorditiva, 350 miliardi di dollari. Sono arrivato e, proprio come il confine meridionale, proprio come l’inflazione, proprio come la nostra economia, ho detto: «wow, questo posto è nei guai», intendendo che il nostro Paese, tutte queste cose erano fuori controllo. Ma il confine era fuori controllo. L’abbiamo sistemato con il confine più forte del mondo.   E ormai lavoro su questa guerra da un anno, durante il quale ho risolto altre otto guerre. India, Pakistan… Ho… Ho risolto altre guerre che erano… Vladimir Putin mi ha chiamato. Armenia. Azerbaigian. Ha detto: «Non posso credere che tu abbia risolto quella». Andavano avanti da 35 anni. L’ho risolta in un giorno. E il Presidente Putin mi ha chiamato. Ha detto: «sai, non posso credere di aver lavorato su quella guerra per 10 anni cercando di risolverla e non esserci riuscito». Gli ho detto: «Fammi un favore. Concentrati sulla risoluzione della tua guerra. Non preoccuparti di quella».   Cosa guadagnano gli Stati Uniti da tutto questo lavoro, da tutti questi soldi, a parte morte, distruzione e ingenti somme di denaro destinate a persone che non apprezzano quello che facciamo? Non apprezzano quello che facciamo. Parlo della NATO, parlo dell’Europa. Loro devono lavorare sull’Ucraina, noi no. Gli Stati Uniti sono molto lontani. Ci separa un oceano immenso e meraviglioso. Non c’entriamo niente.   Prima del mio arrivo, la NATO avrebbe dovuto pagare solo il 2% del PIL, ma non lo faceva. La maggior parte dei paesi non pagava nulla. Gli Stati Uniti pagavano praticamente il 100% della NATO. E io ho fatto in modo che ciò si fermasse. Ho detto: «non è giusto». Ma poi, cosa ancora più importante, ho fatto pagare alla NATO il 5% e ora pagavano, e ancora pagano. Quindi, qualcosa che nessuno aveva detto fosse possibile. Dicevano: «non supereremo mai il 2%». Ma sono arrivati ​​al 5% e ora pagano il 5%. Non hanno pagato il 2%, e ora pagano il 5%, e ne sono più forti. E hanno un eccellente, tra l’altro, Segretario Generale, che probabilmente è qui presente. Mark, sei qui? Sì, è qui. Ciao, Mark.  
  Non chiediamo mai nulla e non otteniamo mai nulla. Probabilmente non otterremo nulla a meno che non decida di usare una forza eccessiva, dove saremmo, francamente, inarrestabili. Ma non lo farò. Okay? Ora tutti dicono: «oh, bene». Questa è probabilmente la dichiarazione più importante che ho fatto, perché la gente pensava che avrei usato la forza. Ma non sono obbligato a usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza.   Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia. Lo avevamo già, come fiduciari, ma rispettosamente l’abbiamo restituito alla Danimarca non molto tempo fa. Dopo aver sconfitto tedeschi, giapponesi, italiani e altri nella Seconda Guerra Mondiale, glielo abbiamo restituito. Eravamo una forza potente allora, ma lo siamo molto di più oggi.   Dopo aver ricostruito l’esercito durante il mio primo mandato, e continuo a farlo oggi, abbiamo un budget di 1,5 trilioni di dollari. Stiamo riportando in auge le corazzate. Le corazzate sono 100 volte più potenti delle grandi corazzate che avete visto nella Seconda Guerra Mondiale. Quelle grandi, enormi, splendide navi: la Missouri, la Iowa, la Alabama. Perché pensavo che forse avremmo potuto tirarle fuori dalla naftalina. Dissero: «no, signore, queste navi sono 100…» – pensateci, 100 volte più potenti di quelle grandi, enormi, magnifiche opere d’arte che avete visto così tante volte fa, che vedete ancora in televisione. Dite: «wow, che potenza!» – 100 volte più potenti per nave – 100 volte più potenti delle grandi corazzate del passato. Quindi, quella fu la fine della storia della naftalina.   Quindi, quello che abbiamo ottenuto dalla NATO non è altro che proteggere l’Europa dall’Unione Sovietica e ora dalla Russia. Voglio dire, li abbiamo aiutati per così tanti anni, non abbiamo mai ottenuto nulla. A parte il fatto che paghiamo per la NATO, e abbiamo pagato per molti anni, finché non sono arrivato io, abbiamo pagato, a mio parere, il 100% della NATO, perché loro non pagavano i conti. E tutto ciò che chiediamo è di ottenere la Groenlandia, inclusi diritti, titoli e proprietà, perché serve la proprietà per difenderla. Non si può difendere con un contratto di locazione. Primo, legalmente, non è difendibile in questo modo, del tutto. E secondo, psicologicamente, chi diavolo vorrebbe difendere un contratto di licenza o un contratto di locazione, che è un grosso pezzo di ghiaccio in mezzo all’oceano, dove, in caso di guerra, gran parte dell’azione si svolgerebbe su quel pezzo di ghiaccio? Pensateci. Quei missili volerebbero proprio sopra il centro di quel pezzo di ghiaccio.   Tutto ciò che vogliamo dalla Danimarca, per la sicurezza nazionale e internazionale, e per tenere a bada i nostri pericolosi e potentissimi nemici potenziali, è questa terra su cui costruiremo il più grande Golden Dome [«cupola dorata», cioè il sistema di difesa missilistico progettato da Trump, ndr] mai costruita. Stiamo costruendo un Golden Dome che, per sua stessa natura, difenderà il Canada.   A proposito, il Canada riceve un sacco di regali da noi. Dovrebbero esserne grati anche loro, ma non lo sono. Ho visto il vostro Primo Ministro ieri, non era così grato. Dovrebbero essere grati agli Stati Uniti, al Canada. Il Canada vive grazie agli Stati Uniti. Ricordatelo, Mark, la prossima volta che fai le tue dichiarazioni.   Quello che abbiamo fatto per Israele è stato straordinario, ma non è nulla in confronto a ciò che abbiamo pianificato per gli Stati Uniti, il Canada e il resto del mondo. Costruiremo una cupola come nessun’altra. L’abbiamo fatto, l’abbiamo fatto per Israele. E a proposito, ho detto a Bibi: «Bibi, smettila di prenderti il ​​merito della cupola. Quella è la nostra tecnologia. Quella è roba nostra». Ma loro hanno avuto molto coraggio, sono stati bravi combattenti, hanno fatto un buon lavoro e abbiamo spazzato via la minaccia nucleare iraniana come nessuno può credere. Nessuno ha mai visto niente di simile, in Venezuela, sconfiggere Soleimani, annientare al Baghdadi quando ha cercato di reinsediare l’ISIS, abbiamo fatto molto. Ho fatto molte, molte cose importanti, tutte eseguite alla perfezione. Ognuna è stata eseguita alla perfezione. Qualcuno mi ha detto che un esperto militare mi ha detto: «signore, tutto quello che ha fatto è stato eseguito alla perfezione». Ho detto: «lo so».   Quindi, altri presidenti hanno speso, in modo sconsiderato o meno, miliardi e miliardi di dollari per la NATO e non hanno ottenuto assolutamente nulla in cambio. Non abbiamo mai chiesto nulla. È sempre una strada a senso unico. Ora vogliono che li aiutiamo con l’Ucraina. E lasciatemi dire che lo faremo. Sto davvero aiutando, nemmeno loro, voglio vedere… la settimana scorsa, se avete visto, erano 10.000 soldati, ma il mese scorso sono morti 31.000 soldati. 31.000 – è questa stanza moltiplicata per 30, il numero di persone in questa stanza. Pensateci, 30.000 soldati sono morti in un mese.   Il mese prima erano 27.000; il mese prima ancora 28.000; il mese prima ancora 25.000. È un bagno di sangue, ed è questo che voglio fermare. Non aiuta gli Stati Uniti. Ma queste sono anime. Sono giovani, giovani. Sembrano voi, sembrano alcuni di voi in prima fila. Vanno in guerra. I loro genitori sono così orgogliosi… «Oh, eccolo che parte’… Due settimane dopo, ricevono una chiamata: ‘A vostro figlio hanno fatto saltare la testa». Voglio fermarlo. È una guerra orribile. È la peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale. Continuano, supereranno la Seconda Guerra Mondiale. I numeri sono sbalorditivi, quante persone hanno perso. Non vogliono parlarne. Ucraina e Russia hanno perso cifre enormi.   E sto trattando con il Presidente Putin, e lui vuole raggiungere un accordo. Credo di stare trattando con il Presidente Zelensky, e credo che lui voglia raggiungere un accordo. Lo incontro oggi. Potrebbe essere tra il pubblico in questo momento. Ma devono fermare quella guerra, perché troppe persone stanno morendo, muoiono inutilmente. Troppe anime si stanno perdendo. È l’unica ragione per cui sono interessato a farlo.   Ma così facendo, sto aiutando l’Europa. Sto aiutando la NATO, e fino a pochi giorni fa, quando ho raccontato loro dell’Islanda, mi hanno amato. Mi hanno chiamato «papà», giusto l’ultima volta. Un uomo molto intelligente ha detto: «È il nostro papà. È lui che comanda». Ero io che comandavo. Sono passato dal comandare a essere un essere umano terribile.   Ma ora quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio, freddo e mal posizionato, che possa svolgere un ruolo vitale per la pace e la protezione del mondo. È una richiesta molto piccola rispetto a ciò che abbiamo dato loro per molti, molti decenni. Ma il problema con la NATO è che noi saremo lì per loro al 100%, ma non sono sicuro che loro ci saranno per noi. Se li chiamassimo, «signori, siamo sotto attacco. Siamo sotto attacco da parte di questa o quella nazione». Li conosco tutti molto bene, non sono sicuro che sarebbero lì. So che noi saremmo lì per loro. Non so se loro sarebbero lì per noi. Quindi, con tutti i soldi che spendiamo, con tutto il sangue, il sudore e le lacrime, non so se sarebbero lì per noi. Non sono lì per noi in Islanda, questo posso dirtelo. Il nostro mercato azionario ha subito il primo calo ieri a causa dell’Islanda.   Quindi, l’Islanda ci è già costata un sacco di soldi. Ma quel calo è una sciocchezza rispetto a quanto è cresciuto, e abbiamo un futuro incredibile per quel titolo, quel mercato azionario raddoppierà. Raggiungeremo quota 50.000 e quel mercato azionario raddoppierà, in un periodo di tempo relativamente breve, a causa di tutto quello che sta succedendo.   Ma questo è un buon esempio: dopo aver dato alla NATO e alle nazioni europee trilioni e trilioni di dollari per la difesa, loro comprano le nostre armi. Produciamo le armi più potenti al mondo, ma ora le produrremo più velocemente, molto più velocemente. L’avete visto. Ho messo un tetto agli stipendi, e non ho imposto riacquisti di azioni proprie, né riacquisti di azioni proprie, né altre cose del genere. Voglio dire, guadagnavano 50 milioni di dollari, ma ci vorrebbero tre anni per darvi un missile Patriot. Ho detto: «non va bene. Il mio autista può fare un lavoro migliore, e guadagna poco meno di 50». Guadagnano stipendi alti.   Se vogliono guadagnare così tanto, dovranno produrre molto più velocemente. La buona notizia è che ora abbiamo le migliori attrezzature al mondo. Inizieremo a produrle molto più velocemente. Costruiranno altri stabilimenti. E tutto il denaro investito nei riacquisti azionari verrà utilizzato per costruire stabilimenti. Non permetteremo più i riacquisti azionari da parte delle aziende della difesa. Costruiranno nuovi stabilimenti per produrre Tomahawk, Patriot – abbiamo le migliori attrezzature – F-35, F-47, il nuovo che sta per uscire. Dicono che sia l’aereo, il caccia più devastante di sempre. Chissà? L’hanno chiamato 47, se non mi piace, gli tolgo il 47. Mi chiedo perché l’abbiano chiamato 47? Cosa pensare. Ma se non mi piace, gli tolgo quel 47. Ma dovrebbe essere lo stadio sei, dovrebbe essere il primo aereo allo stadio sei. Impercettibili, come lo erano i nostri bombardieri B-2, volavano proprio sopra l’Iran. Impercettibili, facevano il loro lavoro e se ne andavano senza problemi.  
  Quindi, vogliamo un pezzo di ghiaccio per proteggere il mondo. E loro non ce lo daranno. Non abbiamo mai chiesto altro, e avremmo potuto tenere quel pezzo di terra, ma non l’abbiamo fatto. Quindi, hanno una scelta. Potete dire «sì» e saremo molto grati, oppure potete dire «no» e ce ne ricorderemo. Un’America forte e sicura significa una NATO forte, ed è uno dei motivi per cui lavoro ogni giorno per garantire che il nostro esercito sia molto potente. I nostri confini sono molto forti e, soprattutto, la nostra economia è forte perché la sicurezza nazionale richiede sicurezza economica e prosperità economica, e noi abbiamo la più grande che abbiamo mai avuto.   Biden e i suoi alleati hanno distrutto la nostra economia e ci hanno dato forse la peggiore inflazione nella storia americana. Dicono 48 anni, io dico per sempre – ma credo che 48 anni equivalgano a per sempre. Che siano 48 anni o mai, è terribile, costando a una famiglia media 33.000 dollari. Quello che hanno fatto a questo Paese non dovrebbe mai, mai essere dimenticato. È presto, ma deve essere considerato di gran lunga il peggior presidente che abbiamo mai avuto.   L’autopen ha causato molti danni, la maggior parte di essi. L’autopen, perché lui era il presidente dell’autopen, perché non credo che un presidente sano di mente avrebbe mai firmato il genere di cose che ha firmato. Ma ora i prezzi dei generi alimentari, dell’energia, dei biglietti aerei, dei mutui, degli affitti e delle rate delle auto stanno tutti scendendo, e stanno scendendo rapidamente.   Abbiamo ereditato un disastro, ma in 12 mesi abbiamo fatto un lavoro eccezionale. Con la mia politica della nazione più favorita per i prezzi dei farmaci, il costo dei farmaci da prescrizione sta scendendo fino al 90%. A seconda di come si calcola, si potrebbe anche dire del 5-6-7-800% – ci sono due modi per calcolarlo. Ma abbiamo una politica della nazione più favorita che ogni presidente ha voluto. Nessun presidente è riuscito ad ottenerla. Io l’ho ottenuta, e altre nazioni l’hanno approvata, e ho dovuto usare i dazi per ottenerla, perché hanno detto: «Assolutamente no».   In altre parole, una pillola che costava il 10% a Londra costava 130 dollari, pensa che costasse 10 dollari a Londra, costava 130 dollari a Nuova York o a Los Angeles. E io pensavo: «Caspita, che schifo!». I miei amici dicevano:«Sai, andiamo a Londra. Puoi comprare questa roba gratis. Andiamo in tutto il mondo. Potremmo comprarla gratis!». Perché in pratica, l’America stava sovvenzionando ogni nazione del mondo, perché i presidenti permettevano loro di farla franca. Divenne molto dura.   Quindi, quando ho chiamato Emmanuel Macron… l’ho guardato ieri con quei bellissimi occhiali da sole. Che diavolo è successo?… Ma l’ho visto fare il duro. Ma costava 10 dollari a pillola, e ho detto: «Emmanuel, io e tutte le grandi aziende farmaceutiche siamo totalmente d’accordo». Non è stato facile, tra l’altro. Sono duri, intelligenti. La fanno franca con la truffa da molto tempo, ma ci hanno rinunciato. Ma hanno detto: «Non riuscirete mai a farla approvare dai Paesi». Ho detto: «Perché?». Perché non lo faranno. Hanno sempre detto: «Non pagheremo più. Prendete il resto per gli Stati Uniti». Così, nel corso degli anni, sono rimasti gli stessi, noi siamo solo saliti, saliti, saliti. E, voglio dire, pagheremmo 13, 14, 15 volte di più di quanto pagherebbero certi Paesi.   Allora ho detto: «No, l’approveranno al 100%. Signore, non riuscirà mai a farglielo approvare». Ho detto: «Glielo garantisco». Ma in realtà ho iniziato con Emmanuel, che probabilmente è anche lui nella stanza. E mi piace. Mi piace davvero. Difficile da credere, vero? E ho detto: «Emmanuel, dovrai aumentare il prezzo di quella banconota a 20 dollari, forse 30 dollari. Pensaci, significa che i farmaci da prescrizione raddoppieranno, raddoppieranno. Potrebbero triplicarsi. Potrebbero quadruplicarsi. Non è facile».   «No, no. Donald, non lo farò». Ho detto: «sì, lo farai al 100%». Lui ha detto: «No, no, no, mi stai chiedendo di raddoppiare». Ho detto: «Emmanuel, hai approfittato degli Stati Uniti per 30 anni con i farmaci da prescrizione. Dovresti davvero farlo, e lo farai, non ne ho dubbi. Anzi, sono sicuro al 100% che lo farai». «No, no, no, non lo farò».   Perché, sì, in tutta onestà, significa raddoppiare o triplicare. Perché il mondo è un posto più grande degli Stati Uniti, non è che ci si incontri a metà strada, bisogna solo salire un po’ e noi scendere molto. Loro salgono un po’, noi scendiamo molto. Quindi, noi siamo a 130 dollari, loro a 10. Quindi, loro potrebbero dover arrivare a 20 o 30, non di più. Ho detto: «Emmanuel, raddoppierai o triplicherai». «No, no, no». Ho detto: ‘Ecco una storia, Emmanuel, la risposta è che lo farai. Lo farai in fretta. Poi, se non lo fai, applicherò una tariffa del 25% su tutto ciò che vendi negli Stati Uniti e una tariffa del 100% sui tuoi vini e champagne. E questo è circa 10 volte di più di quanto ti sto chiedendo, e tu lo farai. Non voglio renderlo pubblico, ma potresti costringermi a farlo». «No, no, Donald, lo farò. Lo farò».   Ci ho messo, in media, tre minuti a Paese, dicendo la stessa cosa: «Lo farete». Tutti hanno risposto: «No, no, no, non lo farò. Mi state chiedendo di raddoppiare il costo delle medicine». Ho detto: «Esatto, perché ci state fregando da 30 anni». E loro: «Non lo faremo». Ho detto: «Va bene. Lunedì mattina metteremo 25, 30, 50…» Ho fornito cifre diverse per ogni Paese.

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Stiamo parlando anche di sicurezza nazionale, non possiamo fallire. Non sovvenzioneremo il mondo intero. E ognuno di quei paesi ha accettato di farlo. Quindi, una delle cose più importanti che ho fatto è il fatto che ora siamo la nazione più favorita, pagheremo il prezzo più basso al mondo. Quindi, i prezzi dei nostri farmaci scenderanno di un incredibile 90%. Di nuovo, si potrebbe dire del 1.000%, del 2.000%, dipende da come si vuole vedere la cosa, ma noi seguiremo il modo in cui le fake news preferiscono, perché sembra… immaginate, una riduzione del 90% sembra molto peggio. Ma i prezzi dei farmaci scenderanno enormemente in tutte le nazioni, e apprezzo il fatto che lo stiano facendo, ma lo hanno fatto.   In tutta onestà, senza dazi, non sarei riuscito a farcela. Dopo un calo di 3.000 dollari sotto Biden, i redditi reali negli Stati Uniti sono aumentati di 2.000, 3.000 e persino 5.000 dollari e oltre. La proprietà della casa è sempre stata un simbolo di salute e vigore della società americana, ma questo obiettivo è diventato irraggiungibile per milioni e milioni di persone nell’era Biden a causa dell’aumento dei tassi di interesse.   Oggi agisco per riportare in auge questo fondamento del sogno americano. Negli ultimi anni, i giganti di Wall Street e le società di investimento istituzionali – molti di voi sono qui. Molti di voi sono miei buoni amici, molti di voi sono sostenitori. Mi dispiace farlo. Mi dispiace tanto, ma avete fatto salire i prezzi delle case acquistando centinaia di migliaia di case unifamiliari, ed è stato un ottimo investimento per loro. Spesso, fino al 10% delle case sul mercato. Sapete, la cosa assurda è che una persona non può ottenere l’ammortamento su una casa, ma quando una società la acquista, ottiene l’ammortamento. Ok, è qualcosa a cui dovremo pensare anche noi. Non so se ci pensano in molti.   Se compri una società, loro comprano 500 case. Ne comprano centinaia di migliaia. Comprano 500. Possono deprezzarsi. Una persona suda, lavora e compra una casa, loro no. Ma le case sono costruite per le persone, non per le società, e l’America non diventerà una nazione di affittuari. Non lo faremo. Ecco perché ho firmato un ordine esecutivo che vieta ai grandi investitori istituzionali di acquistare case unifamiliari. Non è giusto nei confronti dei cittadini. Non possono comprare una casa. E chiedo al Congresso di trasformare questo divieto in legge permanente, e penso che lo faranno.   Uno dei maggiori ostacoli al risparmio per un acconto è stato l’aumento del debito delle carte di credito. Il margine di profitto per le società di carte di credito ora supera il 50%, uno dei più alti. E applicano agli americani tassi di interesse del 28%, 30%, 31%, 32%… che fine ha fatto l’usura? Quindi, per aiutare i nostri cittadini a riprendersi dal disastro di Biden, causato da questo orribile, semplicemente orribile presidente, chiedo al Congresso di limitare i tassi di interesse delle carte di credito al 10% per un anno. E questo aiuterà milioni di americani a risparmiare per una casa. Non hanno idea di stare pagando il 28%, escono un po’ in ritardo con il pagamento e finiscono per perdere la casa. È terribile.   Per dare impulso all’innovazione, al risparmio e alla finanza, sto anche lavorando per garantire che l’America rimanga la capitale mondiale delle criptovalute. A tal fine, l’anno scorso ho firmato la legge storica GENIUS Act. Ora il Congresso sta lavorando intensamente sulla struttura del mercato delle criptovalute, sulla legislazione, sul bitcoin, su tutti questi aspetti, che spero di firmare molto presto, aprendo nuove strade per gli americani verso la libertà finanziaria.   E l’ho fatto per due motivi. Primo, pensavo fosse politicamente positivo, e lo è stato, ho ricevuto un enorme supporto politico. Ma, cosa ancora più importante, anche la Cina voleva quel mercato. È proprio come vogliono l’intelligenza artificiale, e noi abbiamo quel mercato, credo, praticamente sotto controllo. Se non l’avessi fatto… Sapete, Biden era totalmente contrario, fino a prima delle elezioni, quando si sono resi conto che, sapete, c’erano milioni di persone che votavano contro di lui per le criptovalute, e all’improvviso le hanno apprezzate moltissimo, ma era troppo tardi. L’hanno rovinato. Ma è politicamente popolare, ma è molto più importante, dobbiamo fare in modo che la Cina non ne prenda il controllo, e una volta che ci riusciranno, non saremo in grado di riprendercelo. Quindi sono onorato di averlo fatto.   Infine, ho dato istruzioni alle istituzioni finanziate dal governo di acquistare fino a 200 miliardi di dollari in obbligazioni ipotecarie per abbassare i tassi di interesse. E annuncerò un nuovo presidente della Fed in un futuro non troppo lontano. Penso che farà un ottimo lavoro. Diciamo, ne ha regalato una parte. L’ha regalata davvero. Quindi, abbiamo qualcosa, otteniamo qualcosa, ma qualcuno che è molto rispettato. Sono tutti rispettati. Sono tutti bravissimi. Tutti quelli che ho intervistato sono bravissimi. Tutti potrebbero fare, credo, un lavoro fantastico. Il problema è che cambiano una volta ottenuto il lavoro, lo fanno. Hanno detto tutto quello che volevo sentire e poi ottengono il lavoro, sono bloccati per sei anni, ottengono il lavoro e all’improvviso dicono: «Alziamo un po’ i tassi». Io li chiamo: «Signore, preferiremmo non parlarne». È incredibile come le persone cambino una volta ottenuto il lavoro. È un peccato, è un po’ una slealtà, ma devono fare ciò che ritengono giusto.   Al momento abbiamo un presidente pessimo, Jerome «Too late» [«troppo tardi», ndr] Powell. È sempre in ritardo, e lo è ancora di più con i tassi di interesse, tranne che prima delle elezioni, quando era perfettamente a suo agio con l’altra parte. Quindi, avremo qualcuno di eccezionale, e speriamo che faccia il suo dovere. La scorsa settimana, il tasso medio dei mutui trentennali è sceso sotto il 6% per la prima volta da molti anni. Un altro fattore importante nell’aumento dei costi immobiliari è stata l’invasione di massa dei nostri confini.   E devo dire una cosa sul mercato immobiliare, perché nessuno lo dice mai. Sono molto protettivo nei confronti delle persone che già possiedono una casa, di cui ne abbiamo milioni e milioni e milioni. E poiché abbiamo avuto un periodo così positivo, il valore delle case è aumentato enormemente. E queste persone sono diventate ricche. Non erano ricche, sono diventate ricche grazie alla loro casa. E ogni volta che rendi sempre più accessibile per qualcuno comprare una casa a basso costo, in realtà stai danneggiando il valore di quelle case, ovviamente, perché una cosa funziona in tandem con l’altra. E non voglio fare nulla che possa danneggiare il valore delle persone che possiedono una casa, che, per la prima volta nella loro vita, camminano per le strade di qualsiasi città in cui si trovino, molto orgogliose che la loro casa valga 500-600-700.000 dollari.   Ora, se volessi davvero schiacciare il mercato immobiliare, potrei farlo così velocemente che la gente potrebbe comprare casa, ma distruggerei molte persone che già possiedono una casa. In alcuni casi, hanno ipotecato la casa, e il mutuo sarebbe molto basso, e all’improvviso, senza alcuna modifica, il mutuo diventa molto alto, e finiscono per perdere la casa. Non ho intenzione di fare danni. E parlo con Scott, che sta facendo un lavoro fantastico, e Howard, che sta facendo un lavoro fantastico, e tutti i miei collaboratori, e dico sempre: «guardate, sapete, posso schiacciare il mercato. Possiamo abbassare i tassi di interesse a un livello…» E questa è una cosa che vogliamo fare, è naturale, è un bene per tutti.

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Sapete, con l’abbassamento dei tassi di interesse, dovremmo pagare un tasso di interesse molto più basso di quello che stiamo pagando. Dovremmo. Dovremmo pagare il tasso di interesse più basso di qualsiasi altro Paese al mondo, perché senza gli Stati Uniti, non esisterebbe un Paese. Voglio dire, ho avuto un caso con la Svizzera. Ci troviamo in Svizzera. Forse vi racconterò una breve storia.   Ma non pagavano nulla. Producono orologi bellissimi, orologi fantastici, Rolex, tutti quanti, non pagavano nulla agli Stati Uniti quando inviavano i loro prodotti. E avevamo un deficit di 41 miliardi di dollari, 41 miliardi con questo posto meraviglioso – è volato via, non è bello? Così ho detto: «applichiamo loro una tariffa del 30% così ne recuperiamo una parte». «Non tutto. Abbiamo ancora un deficit, un deficit enorme». Ne abbiamo 40, 41 milioni. È un deficit enorme. E ho detto: «Applichiamo una tariffa». Tariffe diverse, posti diversi, tutti ne siete parte, in alcuni casi ne siete vittime. Ma alla fine, è una cosa giusta, e la maggior parte di voi se ne rende conto.   Ma abbiamo imposto una tariffa del 30% sulla Svizzera, e si è scatenato l’inferno. Chiamavano, insomma, come non ci credereste. E conosco così tante persone dalla Svizzera, un posto incredibile, incredibile, un posto fantastico, ma non mi ero reso conto che sono bravi solo grazie a noi. E ci sono tanti altri esempi, intendo noi, probabilmente altri posti, ma la maggior parte dei soldi che guadagnano è grazie a noi, perché non gli abbiamo mai fatto pagare nulla.   Quindi, arrivano, vendono i loro orologi, niente dazi, niente di niente. Se ne vanno. Guadagnano 41 miliardi di dollari solo con noi. Quindi, ho detto: «no, non possiamo farlo». Quindi, lo solleverò, ma avrebbe comunque un deficit piuttosto consistente, ma l’ho portato al 30% e il Primo Ministro, non credo il Presidente, credo il Primo Ministro, ha chiamato. Una donna, ed è stata molto ripetitiva. Ha detto: «no, no, no, non potete farlo. Il 30%, non potete farlo. Siamo un Paese piccolo, piccolissimo». Ho detto: «sì, ma avete un deficit enorme, enorme. Sarete anche piccoli, ma avete un deficit maggiore rispetto ai Paesi grandi». Ho detto: «no, no, no, per favore. Non potete farlo». Continuava a ripetere la stessa cosa: «siamo un Paese piccolo». Le ho detto: «ma siete un grande Paese in termini di…» E lei mi ha proprio irritato, a dire il vero. E io ho detto: «va bene, grazie, signora, lo apprezzo. Non lo faccia. Grazie mille, signora».   E sono arrivato al 39% e poi è scoppiato l’inferno. E tutti mi hanno fatto visita. Rolex è venuto a trovarmi, sono venuti tutti a trovarmi. Ma ho capito, e ho ridotto il prezzo perché non voglio fare del male alla gente. Non voglio far loro del male. E l’abbiamo abbassato, sai, a un livello più basso. Non significa che non salirà, ma l’abbiamo abbassato a un livello più basso, ma ora pagano i dazi.   Ma, ma mi sono reso conto che ci sono molti posti come quello in cui stanno facendo fortuna grazie agli Stati Uniti. Senza gli Stati Uniti, non guadagnerebbero nulla. Pensateci. La Svizzera ha guadagnato 41 miliardi di dollari grazie a noi. E come ha detto lei, è un posto piccolo. E ho capito, non so se ero così… perché lei era così aggressiva. E ho capito in quella conversazione che gli Stati Uniti tengono a galla il mondo intero. Molti posti, potrei citarne sei, sette, solo tra le persone di questa piccola area, li conosco tutti, sono in un certo senso, mi guardano dall’alto in basso. Non vogliono vedermi, e non vogliono fissarmi negli occhi. Ma stanno approfittando, tutti hanno approfittato degli Stati Uniti.   Ma sono stato molto equo, ho imposto loro una tariffa, e andava bene, ma mi sono reso conto che senza di noi, la Svizzera non è più. Senza di noi. Non è più nessuno dei paesi rappresentati qui. E vogliamo lavorare con i paesi. Vogliamo lavorare con loro. Non vogliamo distruggerli. Avrei potuto dire il 39-40%. Avrei potuto dire: «voglio una tariffa del 70%», e allora avremmo guadagnato con la Svizzera. Ma la Svizzera sarebbe stata probabilmente distrutta, finanziariamente distrutta. Non voglio farlo.  
Ma dovremmo pagare il tasso di interesse più basso di tutti. Spero che Scott stia ascoltando, perché dovremmo pagare il tasso di interesse più basso di tutti. Senza di noi, senza di noi, la maggior parte dei Paesi non funzionerebbe nemmeno. E poi c’è il fattore protezione. Senza il nostro esercito, che è di gran lunga il più grande al mondo, senza il nostro esercito, ci sono minacce a cui non credereste mai. Non credereste di non avere minacce a causa nostra, e questo a causa della NATO.   Un’altra cosa, e devo dirla con molta importanza, ai vecchi tempi dicevo sempre: «sono il più giovane nella stanza». Ora sono tra i più anziani. Odio dirlo. Non mi sento vecchio, ma sono tra i più anziani. Ma ricordo che non molto tempo fa, 20, 25 anni fa, quando uscirono buone notizie, diciamo, dagli Stati Uniti. «Gli Stati Uniti hanno avuto un ottimo trimestre». «Gli Stati Uniti hanno avuto un ottimo mese». Tutte le azioni salirono, ed è così che deve andare.   Ora, quando dicono che «gli Stati Uniti hanno avuto un trimestre record, è incredibile quanto stiano andando bene». Tutte le azioni crollano perché dicono: «oh no, inflazione, inflazione, aumenteranno i tassi di interesse». E lo fanno, alcuni di questi stupidi come Powell. Alzano i tassi di interesse. Quello che fanno è impedirti di avere successo. Una volta, quando avevamo un ottimo trimestre, un ottimo mese, ottimi utili, qualsiasi cosa fantastica, una buona notizia, il mercato azionario saliva. È così che andrà, dobbiamo farlo di nuovo, perché è così che deve andare.   Ora, quando abbiamo un mese positivo, vogliono ucciderci. Come quando abbiamo superato il 5%, e la gente è rimasta sorpresa. Dovremmo arrivare al 20%, potremmo arrivare al 25%. Quando annunciamo buoni numeri, il motivo è che sono terrorizzati dall’inflazione. E crescita non significa inflazione. Abbiamo avuto una crescita enorme con un’inflazione molto bassa. In effetti, la crescita può combattere l’inflazione, una crescita adeguata. Quindi, vogliamo tornare ai giorni in cui annunciavamo grandi numeri.   Perché annunceremo cifre fenomenali… sapete, tutte queste fabbriche che vengono costruite a un ritmo record, migliaia di aziende vengono costruite proprio ora. Ricordate, sono stati investiti 18 trilioni di dollari. Credo che la seconda cifra sia tre, e quella era la Cina molti anni fa. Investimenti nel Paese dall’estero: 18 trilioni mai, nessuno li ha mai visti. E sono soldi che arrivano e che costruiscono cose, fabbriche. Migliaia di aziende vengono costruite, migliaia. Centinaia di grandi fabbriche.   Gli stabilimenti automobilistici stanno tornando negli Stati Uniti. Arrivano dal Canada. Arrivano dal Messico, dal Giappone. Il Giappone sta arrivando e sta costruendo stabilimenti qui, per evitare i dazi. Arrivano dalla Cina. Arrivano da tutto il mondo. Ora stiamo costruendo più stabilimenti, stabilimenti automobilistici di quanti ne abbiamo mai costruiti, persino nel periodo di massimo splendore degli anni ’40 e ’50. E sono più grandi. Non usano più le ristrutturazioni, dove prendono un vecchio… lo demoliscono e costruiscono uno stabilimento nuovo di zecca, super moderno. Ma sta accadendo a livelli che nessuno ha mai visto.   Nel 2024, gli Stati Uniti hanno costruito meno di 2 milioni di nuove case, ma Biden ha accolto più di 8 milioni di nuovi migranti, e quei giorni sono finiti. Nel 2025, per la prima volta in 50 anni, gli Stati Uniti hanno avuto un’immigrazione inversa. Cavolo, che bello, e questi erano criminali che venivano portati fuori dal nostro Paese. Perché hanno permesso a persone di entrare nel nostro Paese dalle carceri, dalle gang, dagli spacciatori, dagli assassini – 11.888 assassini. Ne abbiamo cacciati fuori la maggior parte.   E poi l’ICE viene massacrato da gente stupida, dai dirigenti del Minnesota. In realtà stiamo aiutando moltissimo il Minnesota, ma non lo apprezzano. La maggior parte dei posti sì. Sapete che Washington, DC è il posto più sicuro ora negli Stati Uniti? Era un posto molto pericoloso dove camminare, e ora puoi camminare con tua moglie, i tuoi figli, proprio in mezzo alla città. In questo momento, Washington, DC è il massimo della sicurezza. Era uno dei più pericolosi, devo ammetterlo, abbiamo mandato l’esercito, la Guardia Nazionale. Nel giro di due mesi, era fantastico. Nel giro di tre mesi, è diventato un posto davvero fantastico, un posto sicuro, un posto bellissimo. È stato persino ripulito. I graffiti sono spariti. Le recinzioni sono sparite. Non dobbiamo più preoccuparci delle recinzioni. In tutti i posti, l’erba viene tagliata e sostituita con erba nuova in molti casi, succederà tutto in primavera.   Ma Washington, DC è di nuovo bella ed è sicura. Stanno riaprendo nuovi ristoranti. Stavano tutti chiudendo, ora non si può più entrare in un ristorante. I ristoranti di Washington, DC stanno riaprendo tutti. Anche Memphis. Memphis, Tennessee, New Orleans, Louisiana. Resteremo lì per tre settimane. Abbiamo ridotto la criminalità al 64%. Entro un mese, non avremo praticamente più criminalità lì. Possiamo farlo ovunque. Aiuteremo la gente in California. Vogliamo che la criminalità sia zero. So che Gavin è stato qui. Andavo molto d’accordo con Gavin quando ero presidente. Gavin è un bravo ragazzo, e lo faremo se ne avesse bisogno. Lo farei in un batter d’occhio. Mi piacerebbe vedere… Li abbiamo aiutati molto a Los Angeles, molto all’inizio del mio mandato, quando hanno avuto qualche problema. Ma ci piacerebbe farlo.

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Direi questo, se fossi un governatore democratico o chissà chi, chiamerei Trump e gli direi: «Entra, facci fare bella figura», perché stiamo riducendo la criminalità a zero. E stiamo tirando fuori la gente, criminali di professione che faranno solo del male, e li stiamo riportando nei loro Paesi. Ma dove l’abbiamo fatto, è stato incredibile, e abbiamo la capacità di farlo a livelli molto più alti.   Stiamo escludendo gli immigrati clandestini dall’assistenza sociale e da altri sussidi governativi, e ho disposto che, a partire da subito, non ci saranno più pagamenti alle città rifugio, perché in realtà sono solo rifugi per criminali. In realtà proteggono i criminali, e sono loro che dobbiamo cacciare dal Paese: assassini, spacciatori, malati mentali. Hanno svuotato i loro istituti psichiatrici negli Stati Uniti. E nonostante ciò, abbiamo i tassi di criminalità più bassi mai registrati nella storia del Paese. È appena uscito.   Ma, cosa altrettanto importante, stiamo prendendo provvedimenti contro una frode di oltre 19 miliardi di dollari rubata dai banditi somali. Riuscite a credere che la Somalia… si sia rivelata avere un QI più alto di quanto pensassimo? E noi diciamo: queste persone hanno un QI basso, come fanno ad andare in Minnesota e rubare tutti quei soldi? E noi abbiamo, sapete, i loro pirati, sono bravi pirati, vero? Ma li spariamo, proprio come spariamo alle navi della droga.   Ultimamente non stanno piratando molte imbarcazioni, hai notato? Quando salgono su quelle imbarcazioni, vogliono impadronirsi di una petroliera da un miliardo e mezzo di dollari carica di petrolio, e dicono: «vi faremo saltare in aria la barca». Hanno armi potentissime. Colpisci la fiancata della barca. Fai saltare in aria tutto. Le compagnie assicurative sono terrorizzate, quindi dicono: «dategli solo la barca. Noi invece gli daremo i soldi». E io non lo faccio. Li facciamo saltare in aria. Li vediamo uscire. Li facciamo saltare in aria. Non abbiamo più così tanti pirati. Se ci fossero, non starebbero lì a lungo.   Abbiamo ridotto il numero di imbarcazioni cariche di droga, compresi i sottomarini. Riuscite a credere che ne comprino davvero di piccoli… si chiamano mini sottomarini, molto veloci. Sono pensati per la droga. Ne abbiamo eliminati due. I Democratici dicono: «stavano pescando. Avete rovinato la pesca di qualcuno». Io direi che un sottomarino non è una barca da pesca. Non si pesca. Ma abbiamo eliminato la droga via acqua, negli oceani, nel mare del 97,2%, pensateci. E io dico: «Chi diavolo è il 3%?» Perché non vorrei essere ammassato su nessuna di quelle imbarcazioni. Le abbiamo eliminate, e ora inizieremo dalla terraferma. Le elimineremo tutte. La terraferma è la parte facile, quello che abbiamo fatto in mare è incredibile, e questo è il nostro grande esercito.   La situazione in Minnesota ci ricorda che l’Occidente non può importare in massa culture straniere, che non sono mai riuscite a costruire una propria società di successo. Voglio dire, stiamo prendendo persone dalla Somalia, e la Somalia è un paese fallito… non è una nazione, non ha un governo, non ha polizia, non ha milizia… non ha niente. E poi abbiamo questa finta rappresentante del Congresso, che hanno appena dichiarato valere 30 milioni di dollari. Ci credete? Ilhan Omar parla della Costituzione che mi fornisce… viene da un paese che non è un paese, e ci sta dicendo come governare l’America. Non la passerà liscia ancora per molto, lasciatemelo dire.   L’esplosione di prosperità, di progresso e di successo che ha costruito l’Occidente non è derivata dai nostri codici fiscali, ma, in ultima analisi, dalla nostra cultura speciale. Questa è la preziosa eredità che America ed Europa hanno in comune. La condividiamo. La condividiamo. Dobbiamo mantenerla forte. Dobbiamo diventare più forti, più vincenti e più prosperi che mai. Dobbiamo difendere quella cultura e riscoprire lo spirito che ha elevato l’Occidente dalle profondità del Medioevo all’apice delle conquiste umane.   Viviamo in un periodo incredibile, in continua evoluzione. È un momento incredibile, ma dobbiamo sfruttarlo al meglio. Abbiamo nelle nostre mani tecnologie che i nostri antenati avrebbero potuto a malapena… Voglio dire, non avrebbero nemmeno potuto immaginare alcune delle cose che vediamo oggi. E vengono prodotte così rapidamente. Voglio dire, l’intelligenza artificiale due anni fa nessuno ne aveva mai sentito parlare, e ora tutti ne parlano. E può avere scopi molto buoni. Potrebbe anche avere scopi pericolosi, e per questo dobbiamo stare attenti. Ma le cose stanno succedendo proprio per questo, e siamo in netto vantaggio. Ce la stiamo cavando così bene.   Ma opportunità più grandi e grandiose che mai nella storia dell’umanità sono proprio davanti a noi. Sono i pionieri in questa sala. Molti di voi in questa sala sono veri pionieri. Siete persone davvero brillanti, brillanti. La vostra capacità di ottenere un biglietto è brillante, perché avete circa 50 persone per ogni posto. Non so cosa… quello è Larry. Tutto ciò che Larry tocca si trasforma in oro. Ha reso tutto questo un grande successo. Ma voi siete in questa sala, e alcuni di voi sono i più grandi leader al mondo. Siete le menti più brillanti al mondo. E il futuro è illimitato. E in gran parte grazie a voi, o noi dobbiamo proteggervi e dobbiamo amarvi.   Dico sempre che dobbiamo apprezzare le nostre persone brillanti, perché non sono molte. Quindi, con fiducia, audacia e perseveranza, sosteniamo la nostra gente, facciamo crescere le nostre economie, difendiamo il nostro destino comune e costruiamo un futuro per i nostri cittadini più ambizioso, più entusiasmante, più stimolante e più grande di quanto il mondo abbia mai visto. Siamo in grado di fare cose a cui nessun altro ha mai pensato prima.   E molte delle persone in questa sala sono quelle che lo stanno facendo, e voglio congratularmi con voi. E sono con voi in tutto e per tutto, perché potete fare cose a cui nessun altro può nemmeno pensare. Quindi, mi congratulo con voi per il vostro straordinario successo. E gli Stati Uniti sono tornati, più grandi, più forti, migliori che mai, e ci vediamo in giro. Grazie di cuore a tutti. Grazie di cuore.

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Gli uomini invisibili di Crans-Montana

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Giorni fa sono stato ad una partita di Hockey, un campionato internazionale europeo: prima della partita è stato chiesto un minuto di silenzio per il massacro di Crans-Montana, e tutti non solo hanno eseguito – compresi gli ultras facinorosi – ma si sono alzati tutti in piedi all’istante.

 

La maestra di cinese di mio figlio, che va al sabato in una classe fatta solo di bambini cinesi dove l’italiano lo si abbozza solo, ha parlato di Crans-Montana durante la lezione: neanche una donna cinese riesce a trattenere l’interesse, l’amarezza, forse perfino un cenno di lutto, dinanzi alla strage svizzera.

 

Ci sono quantità di conoscenti che da giorni discutono di questo, e nel rabbit hole, come gli americani chiamano l’immersione in un argomento oscuro e complesso, ci sono un po’ s finito anche io, pronto a misurare centimetricamente le possibile inesattezze della narrazione sui giornali. Sapete, un po’ come al Bataclan, cominciano a notarsi racconti discrepanti, un po’ tendenti a far sembrare le vittime come eroi – la vittima, lo abbiamo spiegato in un articolo di qualche tempo fa, nella nostra società ha un potere fortissimo.

 

Tutto il mondo è sconvolto. E a ragione: sono diecine di vite giovani falciate d’un tratto, incenerite nella demenza del capodanno (la notte dove, più di ogni altra, mi impongo di andare a letto prestissimo), sacrificate al niente in una località per ricchi.

 

Ci sono vari filoni dell’interesse giornalistico ed umano per l’ecatombe. Ci sono quelli che, inevitabile, attaccano i soccorsi. Il famoso sito di notizie partenopeo intervista un tizio del posto che lamenta le mancanze dei soccorsi. Eppure, a quanto era stato detto, in poche ore gli svizzeri avevano tirato su un ospedale da campo, e smistato in elicottero immediatamente i feriti gravi in tutti gli ospedali del Paese, saturando le terapie intensive e mandandone qualcuno pure a Milano.

 

Ho parlato con un sacerdote che è originario di un paesino del San Bernardo non lontano. Mi ha detto che la sorella lavora nelle ambulanze, e che in pratiche tutte le ambulanze disponibili si erano concentrate immediatamente sulla discoteca in fiamme – certo, chi conosce i posti di montagna sa che dalle città più vicine non si arriva in dieci minuti.

 

 

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Ma allora, se la colpa non è dei soccoritori, è dei proprietari del locale. Ecco che ti spuntano articoli sul passato del proprietario, che però, è riconosciuto, ha pagato il conto con la giustizia ed è uscito dai giri criminali da 20 anni, mentre la proprietaria, non trovando nulla, deve essere ricordata per qualche ragione come figlia di pompiere.

 

Dicono: una discoteca in un seminterrato, impossibile. Ma nessuno ha presente la realtà dei locali di montagna? Dicono: c’era solo un’uscita su per le scale; anzi no, scusate, l’uscita di sicurezza c’era ma era chiusa (ultima che si è sentita, chissà). Dicono: non avevano la licenza per far ballare la gente, ma di gente che ballava nei video non ne ho vista tantissima, certo i trenini di capodanno, ma sembra più un bar con i tavolini per le bottiglie di champagne, compresa quella probabilmente fatale.

 

Dicono: non era a norma. Poi salta fuori che invece le autorità svizzere (quindi… precise, no?) lo avevano giudicato a norma. E allora: ma l’ultimo controllo è stato nel 2020. E quindi? I controlli vanno fatti ogni anno? E se non vengono fatti, non è per caso per decisione o mancanza dei controllori?

 

Insomma, io la croce non la butto né sui soccorsi, e – a differenza della nostra diplomazia – nemmeno sui proprietari di Le Constellation (perché al maschile non lo sappiamo, ma ammettiamo che fa chic). I quali magari hanno salvato la pelle ma avranno la vita segnata.

 

Concludiamo la carrelata citando brevemente l’ebetudine complottista di chi dice che è stato un sacrificio umano programmato dalla malvagia élite mondialista: un’idea idiota degna degli scappati di casa che invece che lavorare stanno su Telegram. E lo dice una testata che del ritorno del sacrificio umano ha fatto uno dei argomenti fondamentali. I domofugi telegrammari dovrebbero nell’ordine, vergognarsi, stare zitti ed andare a lavorare, o, se impossibilitati, leggere un libro.

 

No, abbiamo un altro colpevole in mente, ben più problematico, e mostruoso: gli uomini invisibili.

 

Proprio così: la strage è stata causata dal fatto che nella scena, almeno dai filmati che possiamo aver visto, non si vede un uomo. Non c’è qualcuno che, come un uomo, prende l’estintore e si avventa sulle fiammelle, che potevano sembrare, almeno all’inizio, contenibili.

 

Non c’è nemmeno, sempre nei filmati, un uomo che prende e dice agli amici – magari alla sua stessa fidanzatina – di scappare. Non un uomo che abbia presentito, o anche solo sentito, il pericolo esiziale che si avvicinava.

 

Voi dite: ma erano ragazzini, era un evento pensato per diciottenni, anzi minorenni, forse perfino per ragazzini piccoli. Il discorso, per quanto ci riguarda, non cambia: a 16 anni non si è in grado di percepire la minaccia? A 15 anni non si sente la necessità di mettersi in salvo con i propri pari? A 18 anni è normale riprendere un incendio col telefonino invece che scappare, chiedere aiuto, proteggere i propri cari?

 

 

 

 

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C’è chi vuole farci credere questo. Leggiamo su Repubblica (giornale forse ora destinato alla rianimazione) un’intervista ad un importante «psicologo e psicoterapeuta» che dice che non bisogna criticare quelli che nel rogo filmavano invece che fuggire e far fuggire. «È una frase che fa male. Perché giudica senza capire. Perché arriva dopo, quando l’orrore è già accaduto, e cerca colpe dove servirebbe comprensione», spiega con generosità ed empatia l’esperto.

 

Poi ecco che, leggibile anche sui social, arriva lascienzah. È colpa del cervello, non di chi lo porta a spasso. «Fino ai 20-22 anni la corteccia prefrontale non è completamente sviluppata. È l’area che consente di valutare il rischio, pianificare una risposta efficace, controllare l’impulso» dice lo psico-specialista. «In una situazione di emergenza, fiamme, fumo, panico, un cervello adolescente non reagisce come quello di un adulto, non perché manchi la volontà, ma perché manca la piena maturazione delle funzioni di controllo».

 

Interessante: a questo punto, visto che i giovani insistono in assenza in cervello (almeno, non con il cervello sviluppato, secondo l’infallibile neuroscienzah), ma perché mai dovremmo farli votare? E ancora più importante: perché mai dovremmo farli guidare? Se non sono in grado di percepire il pericolo, non è che dobbiamo togliere a tutti gli under 25 la patente?

 

Ma il neurospiegone continua mutandosi in una struggente analisi di filosofia delle emozioni: «filmare può diventare un modo per creare una distanza emotiva da ciò che sta accadendo, uno schermo tra sé e l’evento traumatico. In psicologia questo è un meccanismo di difesa: aiuta a ridurre l’impatto emotivo, a non essere travolti, a reggere ciò che altrimenti sarebbe ingestibile».

 

Eccerto. Brutti voti, divorzio dei genitori, lutti in famiglia, cadute in bicicletta, rotture sentimentali, partite di basket perdute malamente: il ragazzino (ragazzino a 18-20 anni) filma sempre per schermarsi, ce lo insegna la psicologia. Quindi il video che abbiamo visto con i tizi che sghizzavano, musica rap in sottofondo, mentre il soffitto prendeva fuoco è un meccanismo di difesa psicologico. Grazie dottore. (Gli psicologi sono dottori?)

 

 

Minga è finita: ad una certa neurologia e psicologia, biologia neuronale ed emozione adolescienziale si danno la mano nel finale capolavoro di quest’analisi: «quando un ragazzo riprende invece di fuggire, non sempre sta facendo una scelta consapevole. Spesso sta cercando, nel modo che conosce, di proteggersi da un’esperienza che il suo sistema emotivo non è pronto a elaborare».

 

In pratica sono innocenti al punto che ci chiediamo se possiamo parlare di libero arbitrio dei minori – e certi lettori sanno dove questo discorso può andare a parare.

 

«La sicurezza non è una responsabilità dei ragazzi» tuona lo psicologo. «La sicurezza dei minori è un compito degli adulti, delle strutture, delle organizzazioni, delle istituzioni».

 

Ora, è proprio qui che saltano fuori gli uomini invisibili, e i loro danni mortali. Dire che un ragazzo non è responsabile di nulla significa lasciarlo in un limbo da cui non gli sarà mai possibile uscire, significa renderlo incapace di qualsiasi cosa – significa metterlo in pericolo.

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Sappiamo che questa è esattamente lo schema del mondo moderno, per cui si diviene adulti automaticamente, anagraficamente, a 18 anni, e che tanto ha fatto per distruggere ogni possibile passaggio dell’individuo all’era adulta. Parliamo della fine dell’«iniziazione», della mancanza di un momento in cui il padre prende il figlio e lo rende uomo facendogli vivere un’avventura unica, facendolo passare per un rito anche pericoloso (le favole, come quelle di Pollicino, sono in sé racconti di iniziazione), di modo da certificare la fine della sua infanzia e l’inizio dell’era adulta.

 

Sappiamo pure che l’iniziazione nel mondo moderno è impossibile anche e soprattutto per la distruzione sistematica della figura che la guida: il padre. La Necrocultura, su tutti i piani – dalla sociologia, alla teologia, ai costumi, ai cartoni – lavora per la disintegrazione della figura paterna. In assenza del padre, per il ragazzo diviene impossibile completare il suo ciclo esistenziale.

 

Di qui si ha quello che è chiamata come «società degli eterni adolescenti». Perché l’assenza di iniziazione porta alla catastrofe di questa adolescenza prolungata che vediamo nei cosiddetti adulti: divorziano perché si innamorano della collega, e pazienza per i figli a casa; buttano i soldi nel SUV o nella vacanza all’estero; nei casi peggiori si drogano, non solo con gli stupefacenti proibiti, ma anche con quelli presi in farmacia, come gli SSRI, o l’alcol, la TV, la dopamina dei social, i videogiochi.

 

Gli «eterni adolescenti» non riescono a mantenere la parola, non riescono a fungere da genitori, perché non sono diventati mai adulti (non gli è stato, di fatto, permesso di farlo). E quindi non siamo sicuri che se la festa al Le Constellation fosse stata per 30-40-50enni l’esito sarebbe stato troppo diverso.

 

I lettori di Renovatio 21 conoscono la questione, descritta magnificamente da un poeta americano, Robert Bly, scomparso qualche anno fa. Secondo il poeta, la modernità ha indebolito l’essenza stessa della mascolinità, erodendo l’autostima degli uomini e rendendoli incapaci di trasmettersi reciprocamente forza e solidità. Questo fenomeno risulta particolarmente evidente, e soprattutto tragico, nella relazione tra padri e figli, dove la trasmissione di valori e autorità viene interrotta.

 

Bly attribuiva questo problema alla Rivoluzione Industriale, che aveva separato i padri dalla famiglia, trasferendoli dal contesto domestico a quello del lavoro esterno. L’assenza prolungata dei padri produceva una società instabile, priva di modelli autentici di comportamento maschile; di conseguenza, si diffondeva un profondo senso di inadeguatezza. «L’esperienza primaria dell’uomo americano è di essere inadeguato», aveva dichiarato Bly in un’intervista con il giornalista televisivo Bill Moyers.

 

La sparizione della figura paterna comporta anche la scomparsa dei riti di passaggio tradizionali: il giovane maschio non sa più riconoscere il momento in cui diventa adulto e, spesso, non desidera neppure diventarlo. Senza l’iniziazione guidata dal padre, gli individui rimangono bloccati in una condizione liminale, che inevitabilmente genera caos individuale e collettivo.

 

Droga, depressione, delinquenza, omosessualità, suicidio e vari disturbi maschili deriverebbero, secondo Bly, dall’estinzione della linea di trasmissione padre-figlio e dall’affermarsi di una società «orizzontale», che egli definiva «società fraterna», priva di gerarchie e di guide autorevoli. Noi, a differenza del poeta americano, possiamo pure azzardare che senza padre, questa società orizzontale più che fraterna è una società matriarcale. (Colpisce il racconto, pure ancora un po’ confuso, di madri che sono entrate nel locale per cercare i ragazzi: i padri dove erano?)

 

Dalla distruzione dell’iniziazione – dalla distruzione del padre – vengono quindi tanti mali della società, come la violenza: non è sbagliato, a questo punto, ipotizzare che l’ingrediente di certe stragi sia questa assenza della maschilità formata. In ogni massacro, cioè, c’è probabilmente di mezzo un eterno adolescente (di tutte le età) e quindi un uomo mancato, un uomo invisibile.

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Ora, se vogliamo dire che questo è un ulteriore programma dei padroni del mondo, vi dico: certo. Questo sito lo sostiene da anni: il mondo moderno, lo Stato moderno, operano per la depatriarcalizzazione, e per obbiettivi specifici. Togli il padre, hai tolto l’uomo, hai tolto la protezione alla popolazione, specialmente dei più piccoli: e questo vale per tutti i lupi che vi sono là fuori, dai pedofili ai criminali agli enti rapitori dei bambini ai lupi veri e propri, che per qualche ragione abbondano sempre di più nelle nostre terre. Togli il padre, e quello che ottieni è l’inferno, e le immagini parlano chiaro.

 

 

Togli gli uomini, e quello che ottiene è il controllo assoluto sul genere umano: ecco che le persone si fanno pascolare e portare al macello come bovini, e qui abbiamo parlato appunto di massa vaccina.

 

Sembra ridicolo, ma quello che dobbiamo chiedere ai ragazzi è di non esserlo più. Dobbiamo chiedere ai bambini di essere uomini. Dobbiamo portarli, per mano, a divenirlo.

 

Dobbiamo farlo per il loro bene. E per il nostro. Perché questo è ciò che serve per la continuazione dell’umano. È la prima tradizione che serve.

 

Roberto Dal Bosco

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