Terrorismo
Israele uccide un comandante di alto rango di Hezbollah a Beirut
Un attacco aereo israeliano ha ucciso domenica a Beirut un alto comandante di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabai, conosciuto anche come Abu Ali Tabatabai.
Il raid ha colpito il quartiere di Haret Hreik, roccaforte del movimento nella periferia sud della capitale libanese. La morte è stata confermata sia da Hezbollah sia dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Secondo il ministero della Salute libanese, il bilancio è di almeno cinque morti e 28 feriti.
Tabatabai era entrato nelle file di Hezbollah da adolescente durante l’invasione israeliana del Libano del 1982 ed era uno dei pochi veterani di alto rango sopravvissuti alla campagna di eliminazioni mirate condotta da Israele nell’ultimo anno.
Hezbollah è il principale gruppo sostenuto dall’Iran nella regione e da anni si oppone al predominio israeliano. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito l’operazione parte dello sforzo sistematico per distruggere l’organizzazione, accusata di terrorismo.
BREAKING: 🚨 Israel has bombed Lebanon’s capital of Beirut.
Look at this.
This is an lsraeIi ceasefire.
lsraeI is a terrorist apartheid state.
pic.twitter.com/eQj5l42fwe— ADAM (@AdameMedia) November 23, 2025
Israel has bombed Beirut for the first time since June, claiming to target a Hezbollah member in the suburb of Dahiyeh.
It’s the latest violation of a ceasefire Israel signed with Hezbollah a year ago, which Israel has broken with near-daily attacks on southern Lebanon. pic.twitter.com/Q3RZN8kJuR
— Al Jazeera English (@AJEnglish) November 23, 2025
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«Non è un caso che gli Stati Uniti avessero messo una taglia di cinque milioni di dollari sulla sua testa», ha scritto Netanyahu su X, ricordando la ricompensa americana del 2016, un anno dopo che Tabatabai era sfuggito a un precedente tentativo israeliano di ucciderlo.
Funzionari israeliani lo indicano come il numero due della gerarchia militare di Hezbollah, che lo ha salutato come un «grande comandante».
Netanyahu ha aggiunto che Tabatabai dirigeva il programma di riarmo del gruppo, impegnato a ricostruire le proprie capacità dopo i pesanti colpi subiti da Israele, tra cui l’esplosione di cercapersone truccati infiltrati l’anno scorso dall’intelligence israeliana. Smantellare Hezbollah, ha concluso, «garantirebbe un futuro migliore a ogni cittadino libanese».
Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato l’attacco, chiedendo alla comunità internazionale di «farsi carico delle proprie responsabilità e intervenire con fermezza e serietà per fermare le aggressioni contro il Libano e il suo popolo».
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Immagine screenshot da Twitter
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Terrorismo
Ben Gvir chiede 30-40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte
Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte, ha affermato il ministro della Sicurezza nazionale e noto falco guerrafondaio Itamar Ben-Gvir, sostenendo che alcuni nell’enclave palestinese «non sono persone».
Nonostante si dichiari che sia in vigore un cessate il fuoco su Gaza, Israele ha continuato i raid aerei mentre i negoziati sul disarmo di Hamas e sul ritiro delle Forze di Difesa Israeliane dal territorio sono in fase di stallo.
In un’intervista podcast rilasciata sabato, Ben-Gvir ha ribadito la sua opposizione alla riduzione del livello delle operazioni militari israeliane prevista dall’armistizio.
«Dobbiamo effettuare assassinii mirati a Gaza, eliminando 30-40 persone ogni notte. Non solo coloro che rappresentano una minaccia in quel momento», ha affermato.
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«Là ci sono persone che non sono esseri umani. Non hanno bisogno di vivere, non sono persone».
Il ministro, che sovrintende alla polizia israeliana, ha inoltre ribadito il suo sostegno agli insediamenti israeliani a Gaza e alla necessità di spingere i palestinesi ad abbandonare il territorio. «Nella mia immaginazione, vedo tutta Gaza come nostra, con insediamenti ben consolidati in tutta Gaza», ha detto il leader del partito Otzma Yehudit («Potere Ebraico»).
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Dall’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, che ha scatenato la guerra di Gaza, Ben-Gvir ha costantemente sostenuto politiche ben più a destra del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, tra cui condizioni più severe per i prigionieri palestinesi e la pena di morte per i palestinesi condannati per terrorismo.
I partiti di estrema destra, tra cui il Potere Ebraico di Ben-Gvir e il Sionismo Religioso del Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, sono stati determinanti per il ritorno al potere di Netanyahu nel 2022 e per la formazione del suo governo di coalizione.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
Le politiche intransigenti e la condotta dello Stato degli ebrei a Gaza hanno suscitato un’ampia condanna internazionale, mentre la spinta di Netanyahu verso un’azione militare contro l’Iran ha ulteriormente inasprito la percezione dello Stato ebraico negli Stati Uniti, il suo più importante alleato.
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Un sondaggio del Pew Research Center pubblicato a giugno ha rilevato che il 60% degli americani ha un’opinione sfavorevole di Israele, rispetto al 42% del 2022. Nei 36 paesi oggetto del sondaggio, la maggioranza ha espresso un’opinione sfavorevole di Israele nella maggior parte dei casi, tra cui il 68% in Francia, il 69% nel Regno Unito e il 73% in Germania.
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
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Terrorismo
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