Ambiente
Climate Change, perché Bill Gates sta cambiando versione?
Bill Gates, co-fondatore, miliardario filantropo e inarrestabile allarmista pandemico-climatico, ha fatto marcia indietro sulle profezie sul «clima catastrofico».
Nel 2021, Gates aveva messo in guardia sulle conseguenze apocalittiche se il mondo non raggiungesse zero emissioni nette di carbonio entro il 2050. Aveva anche scritto, e promosso grandemente, un suo nuovo libro a riguardo, Clima. Come evitare un disastro.
La scorsa settimana Gates ha fatto un’improvvisa inversione di rotta sulla sua narrativa sulla catastrofe climatica e ora si aspetta che «nessun paese temperato diventerà inabitabile».
Gates ha enunciato tale concetto, in totale controtendenza rispetto a quanto detto in precedenza, ad un evento dal vivo al Times Center di New York dove ha sostenuto che «se provi a usare la forza bruta sul clima, troverai persone che diranno: “mi piace il clima ma non voglio sostenere quel costo e ridurre il mio impatto negativo” cambiando standard di vita».
Bill Gates: No temperate country is going to become uninhabitable. The climate people have to decide, are we the science number people or… You really want to make arguments based on what you actually know about how much is planet at risk
Source: Source: New York Times Events… pic.twitter.com/p7MKvyy3wS— Wittgenstein (@backtolife_2023) September 26, 2023
L’ultramiliardario ha perfino respinto la necessità di piantare alberi per salvare il pianeta, chiedendosi: «siamo scienziati o siamo idioti?… cosa vogliamo essere?»
Da notare come la piantagione degli alberi era uno dei dogmi che in questi lustri varie organizzazioni seguivano per ottenere il bollino delle operazioni «ad impatto zero». Ora Gates dice che è una cosa idiota?
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Gli ultimi commenti di Bill sono distantissimi pochi anni fa, quando avvertì Chris Wallace, conduttore di Fox News Sunday che «con la migrazione che abbiamo visto fuori dalla Siria a causa della guerra civile, che dipendeva in qualche modo dalle condizioni meteorologiche, avremo una migrazione 10 volte superiore perché le aree equatoriali diventeranno invivibili».
Bill Gates, cioè, fino a poco fa era un teorico del «migrante climatico» e dipingeva un quadro apocalittico della terra surriscaldata sino a divenire invivibile.
Come riportato da Renovatio 21, l’uomo Microsoft, primo donatore dell’OMS, sosteneva che la prossima pandemia sarebbe stata causata dai cambiamenti climatici – riguardo ai quali, tuttavia, il suo jet privato non ha influenza, in quanto «parte della soluzione».
????Bill Gates was in New York this week openly flouting the globalist 2030 agenda.
If they have their way, they'll have us all in "15 minute cities" eating bugs. pic.twitter.com/4j3queONjX
— Truthseeker (@Xx17965797N) September 25, 2023
Due anni fa, in un bizzarro evento ospitato alla Casa Bianca del Biden appena insediatosi, Gates parlò di clima davanti a 40 capi di Stato. L’anno passato, ad una serie di domande in TV sulla guerra ucraina, aveva detto che l’Europa senza gas russo «è un bene».
Ha decisamente cambiato idea. Perché? Cosa sta succedendo.
L’inversione di marcia di Gates arriva quando il CEO di BlackRock Larry Fink ha abbandonato l’espressione «ESG» (ambiente, sociale e governance), cioè il punteggio per le aziende del nuovo capitalismo etico stile World Economic Forum.
La Lego, multinazionale di vitale importanza per il Paese della Danimarca, ha fatto sapere che non utilizzerà più plastica riciclata per fare i suoi mattoncini colorati.
McDonald’s ha fatto sparire dal suo sito le menzioni degli ESG, da cui a luglio ha preso le distanze anche il CEO della banca d’affari Goldman Sacks.
L’immenso fondo finanziario Vanguard aveva abbandonato la ESG Investing Alliance già lo scorso febbraio.
La bolla verde sta implodendo?
Non dimentichiamo, tuttavia gli investimenti di Gates nella geoingegneria, con il progetto di oscurare il sole tramite nubi chimiche spruzzate da aerei ad alta quota.
Anche questi piani sono stati messi da parte? Oppure stanno continuando, magari con altri veri scopi?
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Morti di caldo, morti di inciviltà
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Ambiente
Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo
Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.
Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.
In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.
🇷🇸🇭🇷 A sunken German flotilla has surfaced in Serbia due to the shallowing of the Danube, Reuters reports.
The rusting hulks of the German flotilla, sunk in 1944 during the retreat before the Red Army, are reportedly posing a threat to shipping. pic.twitter.com/WwacLDGlgC
— Маrina Wolf (@volkova_ma57183) August 1, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.
A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.
Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».
Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.
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Immagine screenshot da Twitter
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La Xylella come prova generale del COVID. Intervista al professor Luca Marini
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