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Canto armonico in una camera ecoica

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La cantante e insegnante di canto Anna-Maria Hefele, nota per la sua maestria nel cosiddetto canto armonico, si è prodotta in una performance in uno spazio che invece di cancellare l’eco – come farebbe una stanza anecoica – lo moltiplica.

 

La cantante ha registrato questo video sotto una scultura musicale dell’artista Josef Baier. Il risultato si lascia ascoltare.

 

Il canto armonico – noto anche come canto difonico – è un insieme di tecniche di canto in cui il cantante manipola le risonanze del tratto vocale, al fine di suscitare la percezione di note aggiuntive e separate oltre la frequenza fondamentale prodotta.

 

 

 

Il canto difonico è tipico di certe tradizioni musicali asiatiche, dalla Siberia alla Mongolia all’India al Tibet (dove è udibile nei canti monacali del buddismo mahayana), tuttavia è riscontrabile anche nei tenores sardi e nella tribù sudafricana degli Xhosa, quella del Mandela, un popolo noto per avere una lingua fatta di schiocchi.

 

Il canto difonico fu praticato negli anni Settanta dal cantante greco Demetrio Stratos, voce del celebre gruppo prog-rock italiano Area, che aveva studiato anche tecniche affini, ma non sovrapponibili al canto armonico, chiamate diplofonia e triplofonia.

 

Più recentemente, il canto armonico è arrivato al pubblico tramite il lavoro della cantante russa Sainkho Namtchylak, che ha incluso nella sua opera tecniche di canto armonico mutuato dalle tradizioni sciamaniche lamaiste suberiane e tuvane.

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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Come le cose si decompongono: il film

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Un cortometraggio di Joel Penner e Anna Sigrithur utilizza filmati in time-lapse (cioè, che accelerano il tempo scattando un fotogramma ogni dato intervallo fisso di minuti o secondi) per rivelare come minuscoli organismi rovinano il cibo, altri lo rendono più gustoso attraverso la fermentazione.

 

Il filmato mostra in dettaglio anche il compostaggio e abbattere le cose morte per fertilizzare la Terra per una nuova vita.

 

Il lettore cinéphile ricorderà che simili time-lapse, con creature che andavano in decomposizione, era usato, con sottostante la musica di Michael Nyman, dal regista britannico Peter Greenaway nel suo film del 1985 (in originale, A Zed and two noughts).

 

Avvertenza: il video qui sotto contiene luci stroboscopiche quindi soggetti epilettici o fotosensibili è meglio che non lo guardino.


 

Immagine screenshot da Vimeo

 

 

 

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Cantanti e attori collassano sul palco

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Sabato scorso, il popolare cantante pop haitiano Mikaben  è morto dopo aver avuto un collasso durante un concerto a Parigi.

 

Filmati emersi in rete mostrano il Mikaben (al secolo Michael Benjamin) che crolla mentre cammina verso il retro del palco.

 

Secondo il Guardian l’artista 41enne «ha subito un sospetto infarto o arresto cardiaco». È stato inoltre riportato che alcuni spettatori sono svenuti quando hanno realizzato che il Mikaben era collassato.

 

 

In un video girato prima di salire sul palco, Mikaben sembrava fermarsi e riprendere fiato mentre saliva una rampa di scale e sembrava affaticato.

 

 

Eccezionale il sito Dagospia, che evidentemente vive ancora in un mondo meno disincatato del nostro (diciamo così): riporta la notizia e condivide un video forse senza capire bene il commento l’utente Twitter Jennifer Arcuri  che Dago mette impagina: «sono vecchia abbastanza per ricordare un tempo in cui i cantanti non cascavano morti sul palco a random».

 

 

Due giorni prima era caduta al suolo in diretta una cantante e attrice colombiano, Mary Perdomo, mentre era impegnata in una performance TV.

 

 

In una dichiarazione rilasciata dalla società di produzione pubblicata tre giorni fa, sia Perdomo che una co-protagonista hanno rassicurato il pubblico che sta bene.

 

Poche ore fa è stata la volta di Arsenio Puro, prestigiatore noto in Spagna per aver partecipato ad un popolare talent show televisivo. Anche il Puro è morto lavorando, in scena. «Quando è crollato sul palco, alcuni tra il pubblico hanno continuato a ridere. Pensavano che facesse parte dello spettacolo comico. Fino a quando non hanno visto che il 46enne mago  non ha reagito. Aveva avuto un infarto nel bel mezzo della sua esibizione nella sala Houdini, dove lavorava da 25 anni» scrive il quotidiano spagnuolo El Mundo.

 

«È caduto a terra. Era uno spettacolo così divertente che, nei primi momenti, la gente rideva pensando che fosse solo un altro scherzo» scrive El Mundo, che ci tiene a puntualizzare che «conoscenti del defunto raccontano a questo giornale che “è morto per cause naturali” e che “non ha fatto trucchi rischiosi”». Insomma ad ucciderlo non è stato un asso nella manica o un coniglio da cappello, ma la natura stessa.

 

Non è chiaro a Renovatio 21 se tra questo pattern di morti sul lavoro e l’aumento statistico dei decessi vi sia una correlazione. Tuttavia ricordiamo che varie categorie sono state interessate da fenomeni simili.

 

Avevano cominciato i calciatori. Ricordate? Già dall’inizio 2021 c’era questa strana trafila, statisticamente calcolata, di sportivi che crollavano in campo…

 

 

Ora è il turno degli artisti.

 

Renovatio 21 ha registrato anche casi non dissimili fra guardie reali, raccattapalle e giornalisti. Insomma, questi malori in aumento sono davvero una cosa brutta quanto misteriosa.

 


In ispecie quando, oltre a cantanti ed atleti, colpiscono anche gli autisti di scuolabus.

 

No, non viviamo più in un mondo sicuro. Forze invisibile stanno usando una violenza mai vista contro l’umanità.

 

Che fare? Noi mezza idea ce la stiamo facendo.

 

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter

 

 

 

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L’Intelligenza Artificiale rifà la voce di Darth Vader. L’attore umano è d’accordo

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James Earl Jones, l’attore che diede l’indimenticabile voce baritonale al personaggio di Darth Vader, sta lavorando con una società ucraina per ricreare artificialmente la sua voce tramite Intelligenza Artificiale. Lo riporta Vanity Fair.

 

Jones avrebbe lavorato con Respeecher, questo il nome della società, per ricreare via Intelligenza Artificiale il suo timbro vocale già per la recente serie Disney Obi-Wan Kenobi. Si tratterebbe tuttavia della seconda volta che gli ucraini collaborano con la Lucasfilm, produttore diretto degli audiovisivi legati alla saga di Guerre Stellari.

 

Usando brani d’archivio, Respeecher, che nell’articolo è celebrata per il suo essere ucraino e per il subire le sirene antiaeree a Kiev, ha «clonato» sia la voce di Jones per Obi-Wan Kenobi che la versione più giovane del primo Luke Skywalker interpretato da Mark Hamill per le serie The Mandalorian e The Book of Boba Fett, scrive la rivista statunitense.

 

La voce di Darth Vader (chiamato per qualche ragione nelle prime versioni italiane «Lord Fener»), intervallata dal caratteristico respiro macchinale, è qualcosa di iconico, che ha ispirato infinite imitazioni e satire: in particolare vogliamo segnalare la segreteria telefonica di un amico trentino, che ci impressionava molto 20 anni fa.

 

 

Il personaggio di Darth Vader era in realtà interpretato dall’altissimo culturista britannico David Prowse (1935-2020), già noto per aver partecipato ad Arancia Meccanica di Stanley Kubrick (è il guardaspalle del borghese intellettuale menomato dai drughi) e a film del re del film erotico mammario Russ Meyer. Il Prowse non aveva però un timbro ed un accento particolarmente adatta al personaggio, tanto che sul set qualcuno lo chiamava «Darth Farmer» («Darth contadino»).

 

 

A insaputa del Prowse, in post-produzione il regista di Guerre Stellari George Lucas doppiò Vader con la voce di James Earl Jones, attore di colore noto per i suoi occhi chiari, attore in capolavori di Francis Ford Coppola (I giardini di pietra), di John Milius (Conan il barbaro: dove, da attore afroamericano, riesce a interpretare perfettamente un crudele re nordico!), John McTiernan (Caccia a Ottobre Rosso) e dello stesso Kubrick (Il dottor Stranamore).

 

 

Per i primi due episodi della saga non volle che il suo nome comparisse. Al terzo capì che era il caso. Il resto è leggenda.

 

È ovvio che la domanda che ci poniamo tutti è che cosa i robot e l’Intelligenza Artificiale non potranno sostituire: lavoratori di fast food, soldati, artisti, piloti da caccia.

 

Ora l’AI si prende pure Darth Vader: che, ricordiamolo, era in parte rimasto umano, al punto che proprio la sua umanità, infine, permette con il suo sacrifizio di salvare la galassia, come da profezia del prescelto della Forza.

 

 

 

Immagine di melatonin zero via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

 

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