Droni
La Russia prepara le sue armi anti-drone
Il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu ha incontrato gli alti funzionari militari per discutere la situazione del campo di battaglia nel conflitto ucraino, ponendo particolare enfasi sulla produzione di armi. Lo riporta il sito governativo russo Russia Today.
Mercoledì il ministero della Difesa russo ha dichiarato che Shoigu ha ascoltato i rapporti militari presso il quartier generale del Gruppo unito di forze in una località sconosciuta. Secondo quanto riferito, l’incontro si è concentrato in parte sulle tattiche ucraine.
Shoigu ha anche ispezionato le armi anti-drone modernizzate, con il video pubblicato dal ministero che lo mostra in piedi vicino a una mitragliatrice pesante a doppia canna dotata di mirino collimatore.
Secondo il ministero, Shoigu ha affermato che le forze russe «continuano a svolgere compiti in direzioni operative in conformità con il piano per l’operazione militare speciale», sottolineando la necessità di aumentare ulteriormente le consegne di attrezzature.
«Per sostenere il ritmo richiesto dell’offensiva… è necessario aumentare il volume e la qualità delle armi e dell’equipaggiamento militare fornite alle truppe», ha detto il ministro.
Vídeo de Sergei Shoigu com Gerasimov durante uma visita ao QG do Grupo Conjunto de Forças sendo mostrado munições Mavic FPV e metralhadoras PKT de três canos com um grande colimador óptico para combater drones. pic.twitter.com/QKaC1ASwJW
— Geopolítica BR (@Geopoliticabras) May 2, 2024
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Per raggiungere questo obiettivo, ha continuato Shoigu, l’esercito ha contratti statali con gli appaltatori della difesa che danno priorità alla riduzione il più possibile dei tempi di produzione.
Lo Shoigu ha osservato che in questo settore le forze armate talvolta devono affrontare questioni «urgenti», soprattutto quando si tratta della produzione delle armi più frequentemente utilizzate sui campi di battaglia.
Il ministro ha anche sottolineato la particolare necessità di aumentare l’efficienza delle strutture e delle unità di riparazione, ordinando loro di ridurre il tempo necessario per ripristinare i motori guasti e altre attrezzature, nonché per ricostituire le scorte di pezzi di ricambio.
La guerra ucraina è la prima vera guerra dei droni. Considerati i numerosi video circolanti in cui un minuscolo drone FPV dotato di carica esplosiva abbatte un carro armato, appare chiaro quale sarà il destino dei conflitti a venire: droni verranno impiegati sempre e dovunque.
Ogni sistema di difesa contro questa nuova forma della morte dal cielo aiuta a sperare che vi sia soluzione alla prospettiva più drammatica: quella dell’uso contro la popolazione civile, nello stile degli slaughterbots.
Come riportato da Renovatio 21, è notizia di pochi mesi fa il fatto che «per divertimento» due scienziati hanno trasformato un piccolo drone domestico da poche decine di euro in una macchina che «caccia e uccide le persone».
L’uso di droni sta prendendo nuove pieghe inquietanti anche nella guerra di Gaza, con segnalazioni da parte palestinesi di droni assassini israeliani che farebbero uscire le loro vittime in strada simulando il pianto di un bambino.
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Immagine screenshot da Twitter
Droni
Attacchi di droni all’oleodotto saudita che permette di aggirare lo Stretto di Ormuzzo
CNN reports that pumping stations on Saudi Arabia’s key east-west pipeline were hit on Thursday, with one severely damaged.
The pipeline currently carries 7+ million barrels of crude oil per day bypassing Hormuz. pic.twitter.com/t5fnZMGcgM — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 11, 2026
🇸🇦 The scale of the suspected attack on Saudi Arabia’s East–West oil pipeline is visible from space.
Satellite imagery shows a dense smoke plume stretching more than 100 km across the desert, while fire-monitoring data detected several intense heat anomalies along the pipeline… pic.twitter.com/eHFiCCMC3m — Eye OSINT (@AlexiaNoel94927) September 11, 2026
🔥Satellite imagery shows further damage at Aramco’s Jazan oil facility in southern Saudi Arabia on Sep 9. Fire damage is visible, with two storage tanks destroyed and two more damaged.
Explore and Compare: https://t.co/xJCALwjQKa#SaudiArabia #IranWar #Houthi #MiddleEast pic.twitter.com/Wsa7aqd3yz — Soar (@SoarAtlas) September 11, 2026
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Droni
L’Iran distrugge un drone-spia marino americano a Ormuzzo
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (i pasdaran ) ha dichiarato di aver distrutto un sommergibile da ricognizione statunitense Saildrone Explorer all’imboccatura dello Stretto di Hormuz, diffondendo un filmato che mostra il velivolo senza equipaggio in fiamme in mare.
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha detto giovedì che l’imbarcazione, identificata con il numero di scafo 5838, è stata colpita mentre operava vicino alla via navigabile strategica. I media statali iraniani l’hanno presentata come un drone di sorveglianza americano, ma l’esercito statunitense non ha confermato la perdita.
«L’esercito americano, terrorista e aggressore, negli ultimi giorni, per timore di avvicinarsi e affrontare i combattenti dell’Islam, ha inviato i suoi droni nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
La via navigabile strategica resta sotto il controllo e la «sorveglianza dei servizi segreti» di Teheran, hanno aggiunto i pasdaran, avvertendo che «qualsiasi presenza ostile in questo stretto strategico sarà presa di mira».
Il Saildrone Explorer, lungo circa sette metri, è un’imbarcazione di superficie senza equipaggio dotata di telecamere, sensori e sistemi di comunicazione per la sorveglianza e la ricognizione marittima. La Marina degli Stati Uniti ha già usato questa piattaforma con la Task Force 59 della Quinta Flotta, con base in Bahrein, che integra sistemi senza equipaggio e intelligenza artificiale nelle operazioni regionali.
The Iranian Navy: We have struck a US unmanned vessel, with hull number 5838, at the entrance to the Strait of Hormuz. pic.twitter.com/WyesLWXI47
— IRIB (Islamic Republic of Iran Broadcasting) (@iribnews_irib) September 10, 2026
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L’ultimo incidente arriva appena due giorni dopo che i pasdarani hanno catturato un drone sottomarino statunitense all’imboccatura dello Stretto di Ormuzzo. Il filmato diffuso da Teheran mostra quello che sembra un veicolo sottomarino autonomo Dive-LD, costruito da Anduril e entrato in servizio nel 2025. Il Pentagono ha ammesso di aver perso il sommergibile, ma ha detto che era vecchio e guasto e che non trasportava dati sensibili o apparecchiature classificate.
Gli incidenti si inseriscono in un quadro di crescente tensione marittima tra Stati Uniti e Iran.
Gli Stati Uniti hanno distrutto diverse petroliere iraniane dopo aver accusato le Guardie Rivoluzionarie di aver lanciato missili balistici contro navi da guerra statunitensi. L’Iran, a sua volta, ha attaccato navi e petroliere commerciali americane accusate di violare le restrizioni sullo Stretto ormusino.
Lo scontro ha interrotto in modo grave il traffico su uno dei corridoi energetici più importanti del mondo e ha spinto il petrolio Brent oltre i 107 dollari al barile, mentre più a ovest le forze Houthi, allineate con l’Iran, stanno rafforzando la presa su Bab al-Mandeb, un altro snodo strategico che collega il Mar Rosso e l’Oceano Indiano.
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Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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