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Breve commento di mons. Viganò sull’enciclica di Leone sull’IA
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha brevemente commentato su X la nuova enciclica Magnifica Humanitas presentata lo scorso 25 maggio presso l’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.
«La chiesa conciliare e sinodale — grottesca contraffazione della vera Chiesa di Cristo — giunge a plasmarsi un dio a proprio uso e consumo, un dio ecumenico e inclusivo, un dio che non chiede conversione né penitenza, un dio che non Si è incarnato per redimerci con la propria Passione, ma che “abdica” per così dire alla propria divinità per lasciarsi sostituire dall’uomo-che-si-fa-dio e che deifica con sé una “Magnifica humanitas” ribelle, una “Dignitas infinita” fatta di orgoglio e di rifiuto della Croce» scrive monsignore.
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La chiesa conciliare e sinodale — grottesca contraffazione della vera Chiesa di Cristo — giunge a plasmarsi un dio a proprio uso e consumo, un dio ecumenico e inclusivo, un dio che non chiede conversione né penitenza, un dio che non Si è incarnato per redimerci con la propria…
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) May 27, 2026
Il riferimento è alla dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) pubblicata l’8 aprile 2024 Dignitas infinita, la quale, secondo la Fraternità San Pio X, «riprende, e la aggrava, la nozione disallineata o squilibrata della dignità umana che era al centro del Concilio Vaticano II, affermata nella Dichiarazione sulla libertà religiosa (Dignitatis humanae)».
Veniva rilevato «l’aggravamento di questa dottrina con l’uso del termine “infinito” associato alla dignità ontologica, che non è più nemmeno una deviazione, ma un’aberrazione. Solo Dio è infinito». Di fatto, «la dignità morale della persona dipende quindi dal suo agire: l’uomo che fa il bene per raggiungere il suo fine ultimo ha una dignità tanto maggiore quanto più ricerca questo fine. Ma chi si allontana dal suo fine e fa il male cade da questa dignità: se ne spoglia».
Come riportato da Renovatio 21, Leone ha presentato la sua prima enciclica, dedicata all’Intelligenza Artificiale, assieme al cofondatore del colosso dell’AI Anthropic Chrish Olah, che il pontefice ha ringraziato. Anthropic è entratata in collisione con il Pentagono e l’amministrazione Trump per l’uso militare della sua AI. Il CEO di Anthropic Dario Amodei ha inoltre varie volte preconizzato la distruzione sistematica di enormi percentuali di posti di lavoro remunerativi una volta che l’IA sarà via via introdotta sul mercato.
Secondo quanto riportato dalla stampa, Claude, un’IA di Anthropic, sarebbe stata utilizzata nell’operazione di rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro. È giunta inoltre sui giornali la storia di scienziato informatico di Anthropic, specializzato in sicurezza AI per le armi biologiche, il quale si è dimesso per darsi ad una vita bucolico-contemplativa sostenendo che «il mondo è in pericolo».
L’azienda quest’anno ha annunziato di possedere un’AI, Mythos, che sarebbe in grado di «bucare» quantità immani di sistemi informatici, mettendo la sicurezza di tutta l’umanità a rischio. Anthropic ha quindi dichiarato di non voler ancora rilasciare tale IA nel mondo, temendo rischi esiziali.
Secondo alcuni, tra cui Elon Musk e il suo ex collega a Paypal, ora consigliere per l’AI alla Casa Bianca David Sacks, Anthropic grida al lupo per poi capitalizzare sulla risposta. Non è facile capire di fatto come la società che crea un’arma cibernetica assoluta come Mythos poi si metta a parlare di etica e si piazzi a fianco al papa in Vaticano.
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Immagine da Twitter, modificata
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Comunicato della Casa Generalizia: La Fraternità San Pio X presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026
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Spirito
Il cardinale Koch afferma che l’incontro della FSSPX con Roma è ancora possibile nonostante le consacrazioni
Il cardinale Kurt Koch ha affermato che la riconciliazione tra Roma e la Fraternità Sacerdotale San Pio X rimane possibile, nonostante le recenti consacrazioni episcopali non autorizzate da parte della Fraternità. Lo riporta LifeSite.
Il 2 luglio il cardinale, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha dichiarato in un’intervista podcast per la rivista tedesca Communio che le recenti consacrazioni episcopali effettuate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X senza mandato pontificio non precludono in modo permanente una futura riconciliazione con la Santa Sede.
«La scomunica», ha affermato Koch, «ha lo scopo di incoraggiare il pentimento e ristabilire la comunione ecclesiale, piuttosto che porre fine a ogni possibilità di dialogo». Ha inoltre espresso la speranza che i colloqui con la Società possano eventualmente riprendere «affinché possano ritrovare la via verso la Chiesa cattolica».
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Intervenendo al podcast condotto da Jan-Heiner Tück, direttore di Communio, Koch ha collocato l’attuale controversia in un contesto storico più ampio. Ha sostenuto che tensioni simili hanno accompagnato «diversi concili ecumenici» nel corso della storia della Chiesa, quando alcuni gruppi hanno affermato che la Chiesa aveva abbandonato la Tradizione introducendo innovazioni inaccettabili. Secondo il cardinale, la questione centrale rimane «come preservare la fedeltà alla Tradizione» affrontando al contempo le sfide che la Chiesa si trova ad affrontare nei diversi periodi storici.
Koch ha inoltre riconosciuto che il Concilio Vaticano II è relativamente recente nella vita della Chiesa e ha affermato che il trascorrere del tempo potrebbe creare condizioni migliori per la comprensione reciproca. Ha suggerito che la Chiesa stessa dovrebbe esaminare come il Concilio è stato interpretato dalla sua conclusione.
«Sarebbe opportuno batterci il petto», ha aggiunto Koch, sostenendo che la Chiesa dovrebbe individuare quali sviluppi post-conciliari necessitano di correzione.e affermando che molte delle preoccupazioni sollevate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X derivano «non dai testi stessi del Concilio Vaticano II», ma da certe «interpretazioni e pratiche» che si sono sviluppate in seguito.
Secondo il porporato, è necessario distinguere tra le richieste del concilio e quelle successive, se la Chiesa desidera rispondere alle obiezioni della Società in modo credibile.
Il cardinale elvetico ha tuttavia criticato la decisione della FSSPX di procedere con le consacrazioni episcopali senza l’approvazione papale, dichiarando che la giustificazione addotta dalla FSSPX equivaleva ad arrogarsi un’autorità che spetta al Papa. Il Koch ha paragonato questo atteggiamento alle azioni intraprese da alcuni gruppi progressisti che cercano anch’essi di agire indipendentemente dall’autorità ecclesiastica.
«Ancora una volta è chiaro che tradizionalisti e progressisti possono soffrire della stessa malattia, anche se ricoverati in reparti molto diversi dello stesso ospedale», ha affermato.
Il cardinale Koch ha inoltre affrontato la questione della concezione della Tradizione all’interno della Fraternità Sacerdotale San Pio X. A suo avviso, la Fraternità considera erroneamente il Concilio Vaticano II come una rottura con l’autentica Tradizione cattolica.
Il porporato svizzero ha inoltre messo in discussione l’interpretazione della FSSPX dell’assioma: Extra Ecclesiam nulla salus («Fuori dalla Chiesa non c’è salvezza»).
«Quando la Fraternità sembra condannare all’inferno tutti coloro che non appartengono alla Chiesa cattolica, mi chiedo come si possa sostenere la convinzione fondamentale della Sacra Scrittura, ovvero che Dio vuole salvare tutti gli uomini», ha affermato Koch, aggiungendo che «il giudizio finale spetta a Dio, non alla valutazione teologica umana».
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Come riportato da Renovatio 21, lo scorso anno il Koch, fresco di nomina a presidente di Aiuto alla Chiesa che Soffre da papa Leone, aveva dichiarato che è «auspicabile» che il 267° pontefice ponga fine alle restrizioni alla Messa in latino e torni al Summorum Pontificum.
Il cardinale Koch pare opporsi alle dottrine fondamentali della Chiesa. Il suo dicastero ha prodotto un progetto radicale per la distruzione della Chiesa cattolica e la sua sostituzione con una nuova «Chiesa sinodale». L’ecumenismo è un interesse di lunga data per Koch, che sostiene purela posizione eretica secondo cui non vi è alcuna necessità di una missione per il popolo ebraico, poiché esso può essere salvato sotto l’Antica Alleanza.
Il suo dicastero ha prodotto documenti che contengono eresia, sia per quanto riguarda la natura della Chiesa che per quanto riguarda l’evangelizzazione degli ebrei. Egli difende il suo rifiuto dell’insegnamento della Chiesa cattolica appellandosi al Concilio Vaticano II.
A fine 2025 all’interno del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, diretto dal cardinale Koch, Leone aveva promosso un vescovo che ha sostenuto le liturgie a tema LGBT a una posizione di consulenza all’interno della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo. Si tratta dell’arcivescovo birmighamiense Bernard Longley, che aveva ricevuto ben tre nomine dal Vaticano da giugno, nonostante la sua lunga storia di sostegno a iniziative della Chiesa che sono in contraddizione con l’insegnamento morale cattolico.
Il nome del Koch figurava nelle liste dei papabili.
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Immagine di RPP-Institut via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Austria
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Il Cardinale Fernandez denuncia le «classificazioni», ma scomunica la Fraternità Sacerdotale San Pio X
Omelia del 5 marzo 2023, Cattedrale di La Plata (estratto)
«Perché se non impariamo a vedere gli altri in modo diverso, nulla cambia. Se non imparo a vedere la loro bellezza al di là del loro aspetto, delle loro capacità, del loro orientamento sessuale o di qualsiasi altra cosa; se non imparo a guardare oltre tutto questo, non sarò mai in grado di amarli per come sono, così come vengono, che mi piacciano o no». «Pertanto, ogni fratello e sorella vale più di qualsiasi altra cosa su questa terra. Sapete che, per molti secoli, la Chiesa ha preso una direzione diversa. Senza rendersene conto, ha sviluppato un’intera filosofia e morale piena di classificazioni, concepite per categorizzare le persone, per etichettarle: “Questo è così, quello è cosà; questo può ricevere la comunione, quello no; questo può essere perdonato, quello no”». «È terribile che questo sia accaduto nella Chiesa. Grazie a Dio, Papa Francesco ci sta aiutando a liberarci da questi schemi». Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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