Geopolitica
Bombe israeliane su Beirut. Aoun a Parigi per puntellare la fragile tregua
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Fra lo Stato Ebraico e il Paese dei cedri tornano a soffiare venti di guerra. A provocare l’escalation il lancio di razzi dal Libano, cui sono seguiti raid dei caccia con la stella di David che hanno colpito la capitale. Hezbollah nega ogni responsabilità, ma l’accordo vacilla. Il presidente Aoun incontra Macron e parla con Ahmad al-Shara per stabilizzare il confine con la Siria.
Venti di guerra tornano a soffiare impetuosi sul Libano, con i caccia di Israele che si sono spinti sino alle porte di Beirut a colpire obiettivi militari in risposta ad un lancio di razzi contro Kyriat Schmona, che non ha peraltro centrato l’obiettivo. In queste ore Georges Aoun, sindaco di Hadath, ha dichiarato: «ogni volta che compiamo un passo avanti, ne facciamo altri dieci indietro: gli abitanti sfollati durante la guerra – aggiunge – avevano iniziato a ricostruire le loro case e a tornare. Coi bombardamenti di oggi, hanno portato con sé i loro figli e sono ripartiti».
Questa reazione illustra i sentimenti non solo del sindaco di questo sobborgo cristiano di Beirut, situato ai margini dell’area presa di mira dall’aviazione israeliana, ma di tutti i libanesi; una popolazione che si sente intrappolata in una situazione che sfugge al controllo e rischia di rovinare la stagione turistica estiva e gli sforzi per rilanciare l’economia, nel caso dovesse continuare.
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Il bombardamento di ieri, il primo dopo il cessate il fuoco del 26 novembre dello scorso anno che ha posto fine alla guerra totale di Israele contro Hezbollah, è avvenuto poche ore dopo il lancio di due razzi «anonimi» contro la città di Kiryat Shmona.
Uno di questi razzi è atterrato in Libano e l’altro è stato intercettato dall’esercito israeliano. Tuttavia, questo pretesto è bastato a Israel Katz, ministro israeliano della Difesa, per mettere in atto la minaccia che aveva fatto una settimana prima: «Se non vi è calma in Galilea, non ci sarà calma a Beirut».
Le minacce di Katz fanno seguito al lancio di cinque razzi a Metoulla la scorsa settimana, tre dei quali sono stati intercettati e due sono caduti in territorio libanese. L’esercito del Paese dei cedri ha rinvenuto delle rampe di lancio rudimentali in una valle a nord del fiume Litani, ma non è stato possibile identificare gli autori di questo attacco.
Il raid dei caccia con la stella di David di ieri è stato preceduto da un avvertimento alla popolazione civile nell’area circostante l’edificio colpito, che Israele ha descritto come un «magazzino di droni».
L’allerta ha scatenato il panico in due scuole nelle immediate vicinanze. Il palazzo preso di mira è stato completamente distrutto, ma non sono state segnalate vittime. La reazione israeliana non si è limitata all’attacco a Beirut, perché almeno altre 50 operazioni aeree sono state effettuate su siti sospetti di Hezbollah nel sud e nella Bekaa occidentale, uccidendo almeno cinque persone e ferendone altre 20 in un bilancio che risulta essere ancora provvisorio.
Aoun a Parigi
Questo grave incidente si è verificato mentre il capo di Stato libanese, Joseph Aoun, era in visita di Stato a Parigi. Parlando dalla capitale francese il presidente ha affermato che, sulla base dell’intelligence militare del Paese dei cedri, «tutto indica» che «Hezbollah non è responsabile» degli ultimi attacchi missilistici contro Israele. «Ci sarà un’indagine sull’origine di questi razzi» ha poi aggiunto. Nel frattempo una fonte del gruppo filo-iraniano ha negato qualsiasi responsabilità nel lancio dei razzi.
In questi giorni il governo di Beirut ha avviato una battaglia diplomatica su larga scala per evitare un’escalation con lo Stato Ebraico.
Il primo ministro Nawaf Salam ha avviato una serie di contatti diplomatici, in particolare con gli ambasciatori del quintetto di Paesi rappresentati nella commissione internazionale che monitora la tregua nel sud del Libano, per esortare Israele a mostrare moderazione.
Da parte sua, il presidente transalpino Emmanuel Macron ha annunciato che parlerà telefonicamente con l’omologo americano Donald Trump «nelle prossime ore» e con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo la televisione libanese Trump ha chiesto ai funzionari israeliani di astenersi dal bombardare Beirut.
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«Non abbiamo avuto notizie di attacchi o attività militari di Hezbollah nel Sud» ha dichiarato il presidente francese, parlando all’Eliseo insieme al presidente Joseph Aoun. «È assolutamente essenziale – ha proseguito – che il quadro (del cessate il fuoco) che abbiamo definito, che è stato concordato da Libano e Israele, sia debitamente rispettato. Oggi non è stato rispettato da Israele in modo unilaterale e senza che noi avessimo alcuna informazione o prova dei fatti che lo hanno determinato».
Nell’occasione il presidente Aoun ha parlato in videoconferenza, sempre ieri, alla presenza di Macron, con il leader siriano Ahmad al-Shara dell’incidente che ha provocato morti e feriti al confine siro-libanese due settimane prima.
I due leader hanno riconosciuto «l’importanza strategica della demarcazione del confine» e «l’attivazione di meccanismi di coordinamento per affrontare le minacce militari e di sicurezza».
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Geopolitica
Zelens’kyj accusa Trump di dichiarazioni «totalmente false»
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Geopolitica
Il Cremlino: Melania Trump ha coordinato il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina nella città di prima linea
Mosca e Kiev hanno concordato un cessate il fuoco temporaneo nella città di Alyoshki, in prima linea nella regione russa di Kherson, per consentire la consegna di aiuti umanitari e l’evacuazione dei civili, a seguito della mediazione coordinata dalla First Lady statunitense Melania Trump, come confermato dal Cremlino.
Situata vicino alla linea del fronte nella regione di Kherson, che ha votato per l’annessione alla Russia in un referendum del 2022, Aljoshki è rimasta per mesi isolata da rifornimenti essenziali e servizi di base a causa dell’assedio ucraino. Attacchi di droni e mine posizionate a distanza hanno ostacolato le consegne di aiuti e le operazioni di evacuazione, lasciando intrappolati nella città un numero stimato tra 1.500 e 2.000 civili, molti dei quali anziani.
La Casa Bianca ha annunciato l’accordo venerdì, affermando che entrambe le parti avevano concordato di sospendere tutte le operazioni militari ad Alyoshki a partire dal 29 ottobre per consentire la consegna di aiuti umanitari e preparare l’evacuazione dei civili attraverso un corridoio sicuro designato.
Melania Trump, che in precedenza aveva espresso la volontà di sostenere gli sforzi umanitari ad Aljoshki, ha descritto la situazione come «disastrosa», definendo la città una «città di prima linea in guerra sull’orlo del disastro».
«La popolazione rimanente è composta principalmente da anziani che necessitano urgentemente di cure mediche, medicinali, cibo e acqua potabile», ha affermato. Rappresentanti civili provenienti da Russia e Ucraina valuteranno le esigenze dei residenti e contribuiranno a organizzare le evacuazioni verso l’uno o l’altro Paese, a seconda dei desideri dei residenti, ha affermato la first lady.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che i funzionari militari stanno lavorando per coordinare i tempi del cessate il fuoco. Ha accolto con favore gli sforzi di Melania Trump, riconoscendole un «contributo significativo» all’operazione umanitaria. Peskov ha inoltre riconosciuto il lavoro della commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova e del suo omologo ucraino Dmitrij Lubinets nell’organizzazione dell’operazione.
Mosca ha accusato Kiev di aver deliberatamente creato la crisi umanitaria prendendo di mira le vie di rifornimento dei civili e ostacolando la consegna degli aiuti.
L’inviato del Ministero degli Esteri russo, Rodion Miroshnik, aveva precedentemente descritto la situazione come un «blocco medievale con metodi moderni», accusando le forze ucraine di impedire ai residenti di andarsene.
Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo statunitense, Donald Trump, hanno discusso della crisi durante una telefonata all’inizio di questo mese. Secondo il Cremlino, i due leader hanno concordato che la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, manterrà i contatti con l’ufficio di Melania Trump in merito agli sforzi umanitari.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa Melania aveva rivelato di essere in contatto diretto con Putin da mesi, nell’ambito di un’iniziativa diplomatica riservata per riunire i bambini ucraini sfollati a causa del conflitto con le loro famiglie. Il contatto è iniziato dopo aver inviato una lettera a Putin nell’agosto 2025. «Mi ha risposto per iscritto, esprimendo la sua disponibilità a collaborare direttamente con me», ha detto. Da allora, i due hanno mantenuto un «canale di comunicazione aperto» incentrato sul benessere dei bambini.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Macron attacca Trump per le parole sulle rivolte francesi
Le autorità francesi hanno attribuito la responsabilità delle violenze principalmente a gruppi radicali di estrema sinistra e a criminali opportunisti, senza tuttavia collegarne l’organizzazione agli immigrati, che sono invece pienamente visibili nei video. Nel frattempo, i politici di tutto lo spettro politico francese hanno incolpato Macron e il suo governo per i disordini, accusando l’amministrazione di aver indebolito i servizi pubblici e di non essere riuscita a mantenere l’ordine.French President Macron blasts Trump:
There has been foreign manipulation of information afterward — that is certain. This led to unacceptable and downright stupid comments from many people, including foreign leaders. We have seen artificial-intelligence-generated images… pic.twitter.com/KqKcZYUsd1 — Clash Report (@clashreport) October 21, 2026
🇫🇷 | Escena surrealista en París: destrozan una boutique de vinos de lujo y champagne y brindan a la salud de la protesta con Moët & Chandon pic.twitter.com/Dx87UuofZS
— Olmo Blanco (@rebonico) October 22, 2026
Clips of Paris being sacked by (mostly) Muslims.
Follow: @AFpost pic.twitter.com/qBJJ2HG7r2 — AF Post (@AFpost) October 18, 2026
Australian leftist filmmaker captured these scenes in Paris today.
Complete and utter horror. Even as a leftist he can’t make it look good. pic.twitter.com/HyO71gBm0v — Drew Pavlou 🇦🇺🇺🇸🇫🇷🇺🇦🇹🇼 (@DrewPavlou) October 17, 2026
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