Connettiti con Renovato 21

Politica

Bolsonaro affronta il capo dell’OMS Tedros al G20 di Roma: «La gente muore dopo la seconda dose»

Pubblicato

il

 

 

Dalla rete è saltato fuori un nuovo significativo video che riprende il presidente brasiliano Jair Messias Bolsonaro mentre affronta il capo dell’OMS Tedros Adhanom riguardo alle restrizioni COVID-19. Bolsonaro attacca la politica del lockdown per poi chiedere all’etiope perché le persone muoiono ancora di COVID dopo la seconda dose del vaccino.

 

La discussione si è svolta durante il recente vertice dei leader mondiali del G20 a Roma. Il botta è risposta è di grande interesse perché Bolsonaro tocca temi che sono nella mente di tutti.

 

«In Brasile, molti di coloro che fanno  la seconda dose stanno prendendo il COVID»

Sfidando il Tedros, Bolsonaro dice che «in tutto il mondo ci sono persone che hanno bisogno di lavorare per nutrirsi», per poi ricordargli che le misure di lockdown hanno destabilizzato l’economia globale: se continua, «l’economia crollerà», dichiara il popolare presidente di Brasilia.

 

Tedros afferma di non volere più lockdown e conviene che lo schema del passaporto vaccinale sia «discriminazione», ma poi ricorda i bassi tassi di vaccinazione in alcuni Paesi.

 

«In Brasile, molti di coloro che fanno  la seconda dose stanno prendendo il COVID»,  dice Bolsonaro, a cui il capo dell’OMS replica ammettendo che il vaccino non ferma la diffusione del COVID ma riduce il rischio di malattie gravi e morte.

 

Se si continua con i lockdown, «l’economia crollerà»

 

«In Brasile, molti che hanno ricevuto la seconda dose stanno morendo», persiste il presidente Bolsonaro. Tedros risponde dicendo che la colpa è della comorbilità – quello strano concetto mai tenuto conto nelle statistiche dei morti di COVID, notiamo noi.

 

Bolsonaro ha poi stigmatizzato la sua stessa incapacità di fermare le vaccinazioni obbligatorie per i bambini: Tedros risponde che l’OMS non supporta la somministrazione del vaccino ai bambini.

 

Bolsonaro ha poi stigmatizzato la sua stessa incapacità di fermare le vaccinazioni obbligatorie per i bambini: Tedros risponde che l’OMS non supporta la somministrazione del vaccino ai bambini.

Il presidente brasiliano quindi si lamenta di come ogni volta che fa domande sul vaccino viene accusato di diffondere «notizie false».

 

«Le nostre mani sono legate, la vita dei nostri figli è in gioco», dice  Bolsonaro.

 

Quando il carioca chiede al capo OMS dell’origine di COVID-19, Tedros ride e assicura: «Lo stiamo ancora studiando». Eccerto.

 

Durante l’anno pare che l’amministrazione Bolsonaro avesse trovato un accordo con Pechino per vaccini e 5G.

 

Il presidente brasiliano quindi si lamenta di come ogni volta che fa domande sul vaccino viene accusato di diffondere «notizie false».

Come segnalato da Renovatio 21, l’ANVISA, l’ente di regolazione dei farmaci di Brasilia, ha sospeso milioni di dosi del vaccino cinese Sinovac.

 

Come riportato sempre da Renovatio 21, poche settimane fa Bolsonaro ha dichiarato che la popolazione brasiliana dovrebbe armarsi, comprando fucili invece che fagioli.

 

Bolsonaro due mesi fa ha infranto il «codice d’onore» che l’ONU starebbe mettendo in piedi per chiedere a tutti i capi di Stato di vaccinarsi entrando nel Palazzo di Vetro a Nuova York senza essere vaccinato. Per lo stesso motivo ha dovuto mangiare un trancio di pizza per strada, in quanto le regole anti-COVID imposte dal sindaco Bill DeBlasio impediscono ai non-vaccinati di entrare nei locali della Grande Mela.

 

Come riportato da Renovatio 21, a settembre Bolsonaro ha guidato una manifestazione massiva con milioni di partecipanti in varie città brasiliane, protestando contro un membro della Corte Suprema di Brasilia.

 

Bolsonaro è in pratica l’unico leader mondiale ad aver espresso dubbi significativi sui vaccini e sulle farmaceutiche, accusandole di non volersi prendere la responsabilità.

 

Il presidente aveva usato l’immagine forte della possibilità, dopo l’iniezione mRNA, di trasformarsi in un caimano jacaré.

 

 

 

 

 

Immagine di Palácio do Planalto via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Continua a leggere

Politica

Zemmour aggredito al suo primo comizio

Pubblicato

il

Da

Il candidato presidenziale francese Eric Zemmour è stato aggredito al suo primo comizio.

 

Mentre, come un divo, entrava nell’auditorium strapieno di sostenitori festanti (si parla di 15 mila presenze) stringendo le mani alle persone sporte sulle transenne, un uomo ha cercato di afferrarlo.

 

 


 

L’evento è stato infiltrato da elementi della sinistra «antirazzista» – dicono i giornali: ma potrebbero essere anche semplici bande di balordi immigrati della banlieue, di cui però non si puòparlare –  che hanno creato tafferugli, anche piuttosto spettacolari, con sedie che volavano e gente che si picchiava selvaggiamente. Il comizio è iniziato con un’ora e mezzo di ritardo.

 


Zemmour è comunque arrivato sul palco illeso e, come si vede dalle immagini, ha gioiosamente arringato al pubblico.

 

«I miei avversari vogliono la mia morte politica, i giornalisti la mia morte sociale e i jihadisti la mia morte» ha detto il candidato.

 

Come riportato da Renovatio 21, il giornalista di origine ebrea tunisina si è candidato ufficialmente la settimana scorsa.

 

La sua piattaforma è essenzialmente anti-immigrazionista: da qui il nome del suo partito, Reconquête, «Riconquista», un riferimento alla Reconquista, cioè al processo storico di cacciata dei «mori» islamici nella penisola iberica durante il Medio Evo.

 

Come abbiamo notato, curiosamente il candidato, considerato dirompente, senza peli sulla lingua, non ha detto una parola che sia una riguardo dittatura sanitaria, vaccini, Grande Reset, etc. Un tema che interesserebbe, in Francia, milioni e milioni di elettori che, come in Italia, sono ora senza rappresentazione politica.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo spauracchio Zemmour veniva agitato da mesi sui giornali, con sondaggi che lo davano vicino a Macron, e sempre e comunque nocivo alle ambizioni dell’eterna candidata della destra francese Marine Le Pen.

 

Secondo molte voci, che provengono sia dai giornali che da politici come l’ex presidente Hollande, dietro a Zemmour vi sarebbe il finanziere Bolloré, già socio di Berlusconi in Mediaset e grande socio di TIM – posizione ora in bilico a causa dell’interesse del mega-fondo americano KKR e forse dal rimescolamento di carte conseguente al Trattato del Quirinale.

 

La situazione della società in Francia pare sempre più prossima al collasso: gli stessi militari, in uno strano pronunciamento, annunciarono l’imminenza della guerra civile – idea ribadita da altri candidati presidenziali.

 

Le strade di Francia sono diventate insicure per chiunque, sia per Miss Francia che per un soldato paracadutista che per i commercianti asiatici di Lione: chiunque può essere vittima di violenza delle bande.

 

La Guadalupa, territorio d’oltre mare francese, è stata data alle fiamme nella protesta contro l’obbligo vaccinale.

 

 

 

Continua a leggere

Grande Reset

Il quotidiano Il Foglio invoca il governo mondiale

Pubblicato

il

Da

 

 

Il quotidiano Il Foglio, fondato da Giuliano Ferrara, già organo degli spaghetti neocons e arma di distrazione di massa per le «vedove ratzingeriane», sostiene, come del resto quasi tutta la stampa mainstream, le attuali misure della dittatura biotica, dal super green pass alla campagna vaccinale militarizzata del generale Figliuolo.

 

Con un articolo del 1 dicembre 2021, il quotidiano proclama l’urgenza di un governo mondiale  in un editoriale firmato dal biologo Enrico Bucci da vari anni «cacciatore» di «cattivi scienziati», come da titolo di un suo libro.

 

Questo paladino della lotta alle frodi scientifiche dichiara che «il cambiamento formidabile che qui si richiede è appunto questo: il sorgere di un’autorità mondiale in tema di patogeni, clima e altri problemi globali, la quale preservi le istituzioni democratiche».

 

«Il cambiamento formidabile che qui si richiede è appunto questo: il sorgere di un’autorità mondiale in tema di patogeni, clima e altri problemi globali, la quale preservi le istituzioni democratiche»

I giornali mainstream, che nei mesi estivi avevano ventilato la presa del potere dei militari per una campagna vaccinale ancor più “muscolosa” e capillare, ora invocano il governo mondiale.

 

Come se questo governo mondiale non fosse già in essere più o meno dappertutto, con pass sanitari, obblighi vaccinali sempre più certi, agende ed iniziative per contrastare il cambiamento climatico dai contorni sempre più mortiferi.

 

Insomma, come c’era chi voleva «più Europa», ora qualcuno vuole «più governo mondiale».

 

E sembrerebbe che ci sia chi è disposto ad accontentarlo in un crescendo che Monsignor Viganò non ha esitato a definire come «il piano di Satana per l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, che dovrebbe condurre al regno dell’Anticristo»

 

Come c’era chi voleva «più Europa», ora qualcuno vuole «più governo mondiale»

Ma nonostante la situazione sembri ormai disperata confidiamo nel risveglio dei popoli, ma ancor di più nelle promesse di Colui che ci ha detto che «portae inferi non praevalebunt» (Mt 16,17-19).

 

«Le porte dell’inferno non prevarranno».

 

«Beati gli affamati  ed assetati di giustizia , perché saranno saziati» (Mt 5,3-12)

 

 

Nicolò Volpe

 

Immagine di batjorge via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-NC-SA 3.0)

Continua a leggere

Politica

Il candidato presidente Eric Zemmour non parla di Grande Reset e dittatura sanitaria

Pubblicato

il

Da

 

 

 

In un video di 10 minuti accompagnato dai toni gravi di un brano di musica classica, Eric Zemmour ha annunciatoil 30 novembre 2021 ciò che in molti si aspettavano, la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2022.

 

Zemmour, mostra di avere un buon team di comunicatori. 

 

Da una stanza in penombra e foderata di libri rilegati all’antica, l’istrionico outsider della politica francese legge il suo proclama di fronte ad un microfono anch’esso di aspetto vintage, evocando, nonostante la corporatura completamente differente, le foto dei proclami di Charles de Gaulle ai francesi.

 

Nel suo intervento, Zemmour inizia sottolineando come i francesi non riconoscano più il loro Paese

Nel suo intervento, Zemmour inizia sottolineando come i francesi non riconoscano più il loro Paese. 

 

Rimembra poi con nostalgia la «grandeur» francese oltre a personaggi e simboli anche contrastanti della storia di Francia tra cui Santa Giovanna D’Arco, Pascal, Pasteur, Voltaire, i re di Francia e le barricate della Comune di Parigi, Napoleone e la resistenza all’occupazione tedesca, i campanili delle chiese di paese e l’aereo Concorde in un crescendo che, non a torto, ci potrebbe far parlare di cerchiobottismo tra la Francia «laica» e quella cattolica.

 

Monsieur Zemmour però da giornalista navigatissimo ed avvezzo alla comunicazione televisiva non vuole scontentare nessuno e appare intenzionato a raccogliere intorno alla sua candidatura tutti coloro che a destra o a sinistra, sono ormai orfani del Paese in cui sono nati, dal gilet giallo, al vecchio sindacalista deluso, al cattolico della Tradizione, al gollista vecchia maniera.

 

L’uomo comune resta comunque l’obiettivo della campagna di Eric Zemmour, quel francese medio che ormai è ben consapevole della Grande Sostituzione in corso  ammessa dal Palazzo di Vetro ONU e che è vittima dell’insicurezza e di gruppi di predatori dovunque si trovi.

 

La Grande Sostituzione è infatti il cavallo di battaglia di Eric Zemmour che mostra nel suo proclama video sequenze di attacchi contro cittadini, spaccio di droga, violenze, disordini

La Grande Sostituzione è infatti il cavallo di battaglia di Eric Zemmour che mostra nel suo proclama video sequenze di attacchi contro cittadini, spaccio di droga, violenze, disordini in una contrapposizione di immagini a ciò che i francesi amano, dai formaggi alla cucina.

 

Resta però un grande interrogativo. Potremmo sì alzare uno o ambedue i sopraccigli quando Monsieur Eric esalta la Francia (napoleonica) e la sua conquista di mezza Europa, soprattutto perché ne viviamo giornalmente le conseguenze. 

 

Il punto centrale è però un altro e lascia basiti.

 

Non menziona il Grande Reset né i «malori» che bizzarramente colpiscono anche molti francesi e nemmeno gli obblighi vaccinali per adulti e bambini

Mentre Zemmour parla di supporto all’economia francese e ai suoi prodotti tradizionali, scorrono immagini di salumieri con mascherina.

 

Il novello candidato non fa la minima menzione, nemmeno tra le righe, della dittatura biotica che attanaglia ormai l’Europa intera, dei milioni di cittadini francesi senza lavoro a causa delle misure che colpiscono inesorabilmente chi non si sottopone al siero genico.

 

Non menziona il Grande Reset né i «malori» che bizzarramente colpiscono anche molti francesi e nemmeno gli obblighi vaccinali per adulti e bambini.

 

Non dice nulla di ciò per cui milioni di europei, e di francesi, stanno lottando, ossia una vita che non dipenda dalle visioni di uno Schwab, di un Gates e dei loro sottoposti.

 

Forse monsieur Zemmour non sa o non si accorge che la guerra biotica e la Grande Sostituzione sono parte di un medesimo piano per distruggere l’uomo a livello fisico e spirituale?

Forse monsieur Zemmour non sa o non si accorge che la guerra biotica e la Grande Sostituzione sono parte di un medesimo piano per distruggere l’uomo a livello fisico e spirituale? 

 

A noi sembra davvero strano, dato l’acume e l’intelligenza del novello candidato presidente. Ci sembra impossibile che non riesca a distinguere gli elementi ed i nodi fondamentali di un piano di cui molta «gente comune» si rende conto, altrimenti non riempirebbe le piazze di mezzo mondo ogni fine settimana.

 

Auguriamo pertanto ai francesi che il signor Zemmour non sia un Grillo di destra o un’ennesima bufala all’italiana dal nome terminante in ..oni o in ini, ossia un’arma di distrazione di massa al servizio della dittatura biotica.

 

 

Nicolò Volpe

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

Continua a leggere

Più popolari