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Arrestata «la Diabla», matriarca del narcocartello accusata di aver ucciso donne incinte e trafficato organi e bambini
Un’operazione congiunta tra polizia statunitense e messicana ha portato alla cattura di un leader di un cartello accusato di omicidio e traffico di minori. Lo riporta l’emittente TV statunitense CBS.
Martha Alicia Mendez Aguilar, conosciuta come «La Diabla», è stata arrestata il 2 settembre nel nord del Messico. Le autorità riferiscono che Aguilar, a capo del cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), attirava donne incinte in condizioni di povertà o vulnerabilità in aree isolate. I membri del CJNG eseguivano poi cesarei illegali, uccidendo le madri e prelevandone gli organi, per poi vendere i neonati a coppie negli Stati Uniti per circa 250.000 pesos (11.100 dollari).
Il National Counterterrorism Center (NCTC) degli Stati Uniti, sotto la guida dell’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale, ha fornito informazioni cruciali alle autorità messicane, portando all’arresto. Il direttore dell’NCTC, Joe Kent, ha descritto il piano del cartello come un «esempio di come i cartelli terroristici diversifichino le loro fonti di reddito per finanziare le operazioni».
Thanks to @POTUS, cartels are finally being treated as terrorists. @ODNIgov‘s NCTC recently provided intel to Mexican law enforcement partners that led to the arrest of Martha Alicia Mendez Aguilar, known as ‘La Diabla’ — a CJNG cartel-affiliated baby trafficker, in Juarez,… pic.twitter.com/CRNgJWVHkV
— NCTC Director Joe Kent (@NCTCKent) September 24, 2025
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L’operazione ha visto la collaborazione dell’FBI di El Paso, dello US Marshals Service, del Diplomatic Security Service e della US Customs and Border Protection, insieme alla Procura Speciale per le Donne messicana.
Secondo fonti dell’intelligence, la Diabla rimane in custodia in Messico mentre le indagini sulla rete di trafficanti proseguono.
Il caso sottolinea l’impegno dell’amministrazione Trump nella lotta contro i cartelli messicani e le organizzazioni criminali transnazionali. A gennaio, come promesso in campagna elettorale, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha incaricato il Dipartimento di Stato di classificare i cartelli e le bande transnazionali come organizzazioni terroristiche straniere (FTO). Otto gruppi, incluso il CJNG, sono stati successivamente designati come FTO.
La cattura dell’Aguilar evidenzia un cambio di strategia nella politica antiterrorismo degli Stati Uniti, che ora si concentra non solo sul narcotraffico, ma anche sul traffico di esseri umani e sui gruppi violenti come il CJNG, noti per la loro brutalità e il controllo su alcune aree del Messico.
L’NCTC riporta che, dopo il cambio di politica avvenuto con Trump, oltre 21.000 membri e affiliati di cartelli sono stati aggiunti al database classificato sui terroristi. Ad agosto, l’NCTC ha dichiarato che a 6.525 terroristi è stato negato l’ingresso al confine statunitense dall’inizio del secondo mandato di Trump.
Come riportato da Renovatio 21, quattro mesi fa gli USA hanno accusato i vertici dei cartelli di «narcoterrorismo», mentre si sono moltiplicate le voci di operazioni cinetiche di esercito e forze speciali americane contro i narcos messicani. La situazione ha creato un pandemonio pure al Senato messicano, dove deputati a favore e contrari all’intervento di Washington sono venuti alle mani.
In passato i narcos messicani non hanno esitato a sparare sulle pattuglie di frontiera USA, talvolta usando droni armati.
Come riportato da Renovatio 21, mentre precipitano i rapporti con Caracas e il presidente venezuelano Maduro – a sua volta accusato di traffico di droga – Trump ha mostrato al mondo gli attacchi condotti su imbarcazioni del narcotraffico.
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Mafia, droga, CIA e flussi finanziari coperti
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Gli scienziati affermano che la marijuana non allevia l’ansia o altri disturbi mentali
Secondo due nuove analisi considerate gold standard nella ricerca, l’uso di marijuana a scopo medico o ricreativo non risulta efficace per alleviare i sintomi di numerose patologie mentali.
La cannabis terapeutica include prodotti con cannabidiolo (CBD) e delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il componente psicoattivo che produce euforia.
«Non abbiamo trovato alcuna prova che la cannabis, in qualsiasi sua forma, sia efficace nel trattamento dell’ansia, della depressione o del disturbo da stress post-traumatico, che sono tre delle principali ragioni per cui la cannabis viene prescritta», ha dichiarato Jack Wilson, ricercatore post-dottorato presso il Matilda Centre for Research in Mental Health and Substance Use dell’Università di Sydney.
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Wilson è autore principale di uno studio pubblicato su Lancet Psychiatry, che ha esaminato 54 studi clinici randomizzati e controllati dal 1980 al 2025. «I farmaci a base di cannabis somministrati in questi studi erano perlopiù formulazioni orali, come capsule, spray o oli», ha precisato. «Nella vita reale, le persone in genere fumano cannabis e ci sono ancora meno prove della sua efficacia per la salute mentale».
Secondo lo Wilson, la marijuana non ha mostrato benefici nemmeno per anoressia nervosa, disturbo bipolare, disturbo ossessivo-compulsivo o disturbi psicotici come la schizofrenia.
Deepak Cyril D’Souza, professore di psichiatria a Yale e direttore del Centro per la Scienza della Cannabis e dei Cannabinoidi, ha commentato un articolo su JAMA che arriva a conclusioni simili analizzando forme naturali e sintetiche di CBD e THC.
«Questi due studi dimostrano chiaramente che non ci sono prove a sostegno dell’uso della cannabis o dei suoi derivati per il trattamento dei disturbi mentali», ha affermato D’Souza. «Eppure quasi tutti gli stati degli Stati Uniti approvano la marijuana terapeutica per le patologie mentali».
Nonostante la scarsità di evidenze positive, l’uso di marijuana per la salute mentale è in forte aumento: circa il 27% delle persone tra i 16 e i 65 anni negli Stati Uniti e in Canada l’ha utilizzata a scopo terapeutico, e «circa la metà la usa per gestire la propria salute mentale», ha riferito lo Wilson.
«Nonostante la mancanza di prove di efficacia, i medici continuano a prescrivere la cannabis terapeutica per curare i disturbi mentali», ha aggiunto. «Inoltre, l’industria della cannabis ha legami con alcuni di questi studi, il che rappresenta un conflitto di interessi che potrebbe influenzare i risultati.»
Gli esperti avvertono che la marijuana ad alta potenza può essere pericolosa, specialmente per adolescenti, giovani adulti e donne in gravidanza, interferendo con lo sviluppo cerebrale. Nei soggetti vulnerabili è associata a maggiore rischio di autolesionismo, tentativi di suicidio, morte, sviluppo di disturbi psicotici e peggioramento di depressione o disturbo bipolare.
«Se, ad esempio, si fa uso quotidiano di cannabis ad alta potenza, si ha una probabilità sei volte maggiore di sviluppare un disturbo psicotico come la schizofrenia o il disturbo bipolare rispetto a chi non ha mai fatto uso di cannabis», ha dichiarato D’Souza.
La potenza della marijuana è aumentata drasticamente: il contenuto medio di THC è passato dal 4% negli anni ’70 al 18-20% attuale, con prodotti in dispensario che raggiungono il 35% e concentrati fino all’80%.
Negli Stati Uniti circa 3 persone su 10 che usano marijuana sviluppano disturbo da uso di cannabis (dipendenza), caratterizzato da irrequietezza, inappetenza, irritabilità, disturbi dell’umore e del sonno dopo l’interruzione.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso mese un nuovo studio longitudinale pubblicato su Jama Health Forum ha indicato che gli adolescenti che consumano cannabis presentano il doppio del rischio di sviluppare disturbi psicotici e bipolari. In media, l’uso di cannabis precede le diagnosi psichiatriche da 1,7 a 2,3 anni.
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Come riportato da Renovatio 21, dati provenienti da Paesi che hanno legalizzato la cannabis mostrano un aumento di casi di persone ricoverate al Pronto Soccorso per «psicosi da cannabis». Gli USA discutono di psicosi e suicidi indotti dalla cannabis da diverso tempo. Nonostante questo, il Paese è diviso tra Stati che hanno liberalizzato, e altri che hanno le carceri strapiene di cittadini condannati per reati di cannabis.
Secondo uno studio danese, fino al 30% delle diagnosi di psicosi negli uomini fra 21 e 30 anni avrebbe potuto essere evitato se costoro non avessero fatto un forte uso di marijuana.
Di particolare rilevanza anche gli studi, oramai accettati, che provano i danni della marijuana al cervello dei giovani sotto i 25 anni, età in cui il corpo umano finisce di svilupparsi. Secondo i pediatri, inoltri, la marie-jeanne andrebbe evitata anche dalle madri che allattano.
La Germania ha iniziato la liberalizzazione della cannabis ad uso ricreativo due anni fa.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi si è scoperto che il THC viene inserito anche in caramelle alla cannabis pubblicizzate ai bambini sui social media.
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Gli Stati Uniti conducono un attacco contro i narcotrafficanti in Ecuador
On March 3, Ecuadorian and U.S. military forces launched operations against Designated Terrorist Organizations in Ecuador. The operations are a powerful example of the commitment of partners in Latin America and the Caribbean to combat the scourge of narco-terrorism. Together,… pic.twitter.com/MrkKZcrDbs
— U.S. Southern Command (@Southcom) March 4, 2026
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