Persecuzioni
Ancora chiese incendiate in Francia
Altre due storiche chiese sono andate a fuoco in Francia a poche ore di distanza l’uno dall’altro.
Una cappella del XVII secolo in Bretagna ha perso gran parte del tetto e parte della struttura portante, mentre un chiostro secolare che custodiva migliaia di libri rari nel sud-ovest ha visto la sua biblioteca devastata.
Questi incendi si inseriscono in un quadro sempre più ampio di attacchi a chiese e luoghi sacri, che non accenna a rallentare, nonostante lo Stato affermi di non disporre di fondi sufficienti per la conservazione, dirottando le risorse altrove.
Gli incidenti si sono verificati il 12 giugno. A Trégastel, nel dipartimento delle Côtes-d’Armor, le fiamme hanno avvolto la cappella di Sainte-Anne-des-Rochers, costruita nel 1635 e già chiusa al pubblico da marzo per motivi di sicurezza strutturale.
Another church on fire in France last night. pic.twitter.com/7lzLToSOvg
— RadioGenoa (@RadioGenoa) June 13, 2026
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I vigili del fuoco hanno combattuto contro l’incendio che ha distrutto circa il 75% del tetto in ardesia e ha causato il crollo di parte del charpente. Opere d’arte e statue classificate all’interno sono state salvate.
Ore dopo, a Condom, nel dipartimento del Gers, è scoppiato un incendio nella mediateca situata nel chiostro storico annesso alla cattedrale. Centinaia di metri quadrati di tetto sono andati in fumo e la collezione di oltre 4.300 volumi d’archivio ha subito gravi danni a causa delle fiamme, dell’acqua e del fumo.
La struttura della cattedrale è stata preservata, ma la perdita per la storia locale e per gli studi accademici è grave.
Hier une Chapelle à Tregastel est en feu mais aussi un cloître à Condom où des livres du XVIe siècle partent en fumée (plus de 4300 livres archivés).
C’est quand même curieux tous ces édifices religieux qui font la fierté de la France et ses racines chrétiennes qui brulent!
Et… pic.twitter.com/nc84Clfy0r— 🇫🇷 fred le gaulois 🇫🇷 Uniondesdroites 🐱🐱 (@FredGaulois) June 13, 2026
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I siti del patrimonio cristiano che definiscono l’identità francese continuano a bruciare, mentre lo Stato invoca la mancanza di fondi per le riparazioni, pur trovando ampie risorse per l’immigrazione di massa e altre priorità. Le raccolte fondi online e gli appelli alla Fondation du Patrimoine sembrano ormai una prassi consolidata per queste perdite «accidentali».
Questi ultimi incendi si verificano in un contesto di documentato aumento degli episodi che prendono di mira i luoghi di culto cristiani. I rapporti indicano quasi 50 incendi o tentativi di incendio doloso contro chiese e siti cristiani in Francia solo nel 2024, con un incremento di circa il 30% rispetto ai 38 dell’anno precedente.
La profanazione delle chiese in Francia – almeno di quelle che non sono in vendita – è un fenomeno continuo ed agghiacciante. Al vandalismo si aggiunge spesso la piromania.
Come riportato da Renovatio 21, in precedenti incidenti, giovani satanisti locali sono stati giudicati colpevoli di incendio doloso e di altri atti di vandalismo anticristiano. A novembre era stata vandalizzata persino la chiesa parrocchiale di Lourdes.
Sono stati perpetrati anche attacchi islamici. Solo di recente, nella notte tra il 14 e il 15 luglio, una chiesa del XIX secolo con una struttura metallica nel XIV arrondissement di Parigi, Notre-Dame-du-Travail (Nostra Signora del Lavoro), è stata ricoperta di graffiti ostili, tra cui «Sottomettetevi ad Allah, infedeli, pregate 5 volte al giorno» e “Bast … Gesù, un solo dio Allah». Anche l’organo della chiesa è stato distrutto.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato la chiesa di Saint-Martin-des-Champs a Parigi fu attaccata con una bomba molotov.
A inizio 2023, piromani hanno tentato di bruciare fino a tre chiese nella capitale francese di Parigi, ha riferito la radio polacca TVP, aggiungendo che uno degli incendiari era un marocchino di 25 anni.
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Secondo i dati dell’unità centrale di Intelligence criminale francese, solo nel 2018 sono stati registrati 877 attacchi a luoghi di culto cattolici in tutto il Paese. Si tratta di un incremento quasi di un ordine di grandezza: 129 chiese erano state vandalizzate nel 2008.
Il calcolo fatto è che la Francia stia perdendo un edificio religioso ogni due settimane.
Mesi fa un incendio è scoppiato presso la cattedrale gotica di Rouen. Le immagini della scena non possono che ricordare un altro incendio devastante scoppiato nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi nel 2019. Anche quell’incendio era scoppiato durante i lavori di ristrutturazione e aveva finito per distruggere l’iconica guglia di Notre Dame
Come riportato da Renovatio 21, l’estate scorsa al mistero dell’incendio di Notre Dame si è aggiunta la storia del capo della ristrutturazione, Jean-Louis Georgelin, trovato morto vicino a un passo di montagna nel Sud-Est della Francia. Il decesso dell’uomo è stato definito come «incidente». Nel settembre 2024 un grave incendio ha distrutto il campanile, il tetto e la struttura della chiesa dell’Immacolata Concezione a Saint-Omer, vicino a Calais, nel nord della Francia
Le chiese abbruciano in tutto il globo. Quattro mesi fa la storica chiesa cattolica di San Paolo Montréal, in Quebecco, è stata ridotta quasi in macerie da un enorme incendio. A inizio 2024 due storiche chiese cristiane in Canada sono state date alle fiamme intenzionalmente.
Dalla primavera del 2021, ben oltre 100 chiese, la maggior parte cattoliche, sono state bruciate o vandalizzate in tutto il Canada. Tali attacchi alle chiese sono avvenuti poco dopo la scoperta di tombe anonime in scuole residenziali ora chiuse, un tempo gestite dalla Chiesa in alcune parti del Canada, nella primavera dello scorso anno, uno scandalo anticlericale in realtà già smontato come bufala da tempo, al quale tuttavia ha dato nuova vita la visita di Bergoglio nel Paese con annesse scuse e riti di negromanzia pagana con i First Nation, gli indigeni canadesi. Nello stesso periodo altre due storiche chiese cristiane in Canada erano state date alle fiamme intenzionalmente.
Cinque mesi fa un incendio ha devastato la Vondelkerk, la prima chiesa dedicata al Sacro Cuore ad Amsterdam.
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Come riportato da Renovatio 21, un mese fa una chiesa ungherese è stata incendiata nella regione occidentale della Transcarpazia, in Ucraina. Sul muro i devastatori hanno scritto pure: «coltello agli ungheresi», che costituiscono la minoranza cattolica nell’area.
Un recente studio ha evidenziato un raddoppio degli attacchi incendiari contro le chiese in Europa nell’arco di un solo anno.
In India, un altro luogo in cui i roghi delle chiese sono meno misteriosi di quelli francesi, solo negli scorsi mesi sono stati bruciati più di 15 luoghi di culto cristiano, più una chiesa data alle fiamme a inizio di quest’anno. Chiese bruciate sono state registrate anche in Pakistan.
In Birmania l’esercito brucia regolarmente le chiese dei villaggi ritenuti ribelli. L’esercito della giunta si è distinto per far divorare dalle fiamme i luoghi del culto cattolico, cosa lamentata anche dagli arcivescovi locali. I militari birmani hanno incendiato la cattedrale di Bhamo solo cinque mesi fa.
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Immagine screenshot da Twitter
Persecuzioni
Vescovo ortodosso ucraina arrestato da ufficiali della leva militare
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Persecuzioni
Gaza: la scuola parrocchiale cattolica riaprirà a settembre
Nella Striscia di Gaza, la situazione rimane drammatica: edifici e strade sono distrutti e spostarsi all’interno del territorio è estremamente difficile. Le condizioni di vita sono particolarmente dure e i residenti sono costretti a vivere in un’area ridotta in macerie. Teoricamente protetta da un cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025, la Striscia di Gaza è stata teatro di continui raid israeliani negli ultimi mesi.
Monsignor William Shomali, vicario generale e vicario patriarcale Latino per Gerusalemme e Palestina, descrive la vita quotidiana degli abitanti di Gaza: «gli abitanti di Gaza occupano ora il 47% dell’enclave palestinese, poiché gli israeliani hanno conquistato il 53% del territorio. La densità di popolazione è diventata molto elevata, soprattutto perché l’80% delle infrastrutture è stato distrutto, compresi edifici, acqua ed elettricità. Molte scuole e università non esistono più. Molte persone, migliaia, vivono in tende».
Negli ultimi mesi, il cibo che arriva a Gaza viene importato da Israele dai commercianti e poi venduto agli abitanti della Striscia. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa , che ha visitato la zona alla fine di giugno, ha trovato il mercato più fornito rispetto alla sua precedente visita di sei mesi prima, poco prima del Natale 2025.
Padre Gabriele Romanelli, parroco della Chiesa latina della Sacra Famiglia, ha parlato sui social media delle strade devastate dalla guerra, della crescente scarsità di mezzi di trasporto e del carburante dai prezzi proibitivi. Di conseguenza, anche i brevi spostamenti all’interno della Striscia di Gaza sono diventati difficili.
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Ogni giorno, padre Romanelli si trova ad affrontare la sfida di portare i bambini del quartiere in parrocchia per le attività della scuola estiva presso l’Oratorio di San Giuseppe, gestite da sacerdoti, suore e laici. Per questo motivo, la parrocchia ha deciso di sostenere finanziariamente i pochi autobus e minibus in servizio che trasportano bambini, ragazzi e famiglie dalla Striscia di Gaza.
Prima della guerra, la scuola parrocchiale della Sacra Famiglia poteva ospitare quasi 700 studenti. In un’intervista a Radio Vaticana del 17 luglio 2026, il vescovo Shomali ha annunciato la riapertura della scuola, ristrutturata per accogliere circa 1.000 bambini. Il vicario patriarcale ha sottolineato l’importanza di dare a questi giovani l’opportunità di riprendere gli studi, perché «senza istruzione non c’è futuro». Attualmente, la maggior parte dei bambini di Gaza trascorre le giornate tra le macerie, cercando materiali da costruzione da vendere nei mercati.
Il vescovo Shomali aggiunge che la scuola può aiutare i bambini a trovare il modo di superare i traumi della guerra e ad abbandonare lo spirito di vendetta. «ci vuole molto tempo perché imparino a dimenticare e perdonare; è molto difficile, ma dobbiamo riuscirci perché la vendetta non è la soluzione», sottolinea il Vicario patriarcale di Gerusalemme.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine © Patriarcato Latino di Gerusalemme via FSSPX.News
Persecuzioni
Israele chiude un villaggio cristiano terrorizzato da coloni ebrei
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