Militaria
Centrifughe e siti missilistici iraniani colpiti da attacchi aerei
Secondo le Forze di difesa israeliane (IDF), martedì Israele ha colpito diversi obiettivi militari in Iran, tra cui un impianto di produzione di centrifughe e diversi siti di produzione di armi a Teheran.
L’operazione, che ha coinvolto più di 50 aerei da combattimento, aveva come obiettivo i programmi missilistici e di armi nucleari dell’Iran, ha affermato l’IDF in una nota.
L’aviazione israeliana ha colpito un sito di produzione di centrifughe vicino a Teheran che, secondo l’IDF, era stato progettato per «consentire al regime iraniano di espandere la portata e la velocità dell’arricchimento dell’uranio per sviluppare armi nucleari». L’ IDF lo ha descritto come «un impianto chiave per la produzione di centrifughe».
Oltre all’impianto di centrifugazione, le IDF hanno affermato che i loro aerei hanno colpito fabbriche che producono componenti per missili.
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L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha confermato che gli attacchi aerei israeliani hanno preso di mira due impianti di produzione di centrifughe collegati al programma nucleare iraniano.
In una dichiarazione pubblicata su X, l’agenzia ha indicato come siti il Centro di ricerca di Teheran e il laboratorio TESA di Karaj, una città a ovest della capitale.
Le IDF hanno affermato che l’Iran sta arricchendo l’uranio a livelli «non necessari per l’uso civile» e hanno affermato che l’attacco faceva «parte di un più ampio sforzo per contrastare il progetto di sviluppo di armi nucleari dell’Iran».
L’Iran attualmente arricchisce l’uranio fino al 60% di purezza, ben al di sopra del limite del 3,67% stabilito dall’accordo nucleare del 2015, ormai defunto, che è stato dichiarato nullo e non valido dopo che il presidente Donald Trump ha ritirato unilateralmente gli Stati Uniti da esso durante il suo primo mandato.
Nonostante le affermazioni di Israele, il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, ha dichiarato in un’intervista alla CNN che l’agenzia «non ha alcuna prova di uno sforzo sistematico» da parte dell’Iran per avvicinarsi alla produzione di un’arma nucleare.
Nonostante i colloqui in corso tra Stati Uniti e Iran, alla fine della scorsa settimana Israele ha lanciato attacchi contro siti militari e nucleari iraniani, uccidendo diversi comandanti e scienziati di alto rango. L’Iran ha risposto con attacchi missilistici contro Israele.
Mosca, che in precedenza si era offerta di mediare tra le due parti, ha condannato l’attacco israeliano e ha avvertito che un’ulteriore escalation potrebbe destabilizzare l’intera regione. Il ministero degli Esteri russo ha inoltre invitato Israele a «tornare in sé e a cessare immediatamente i raid contro gli impianti nucleari».
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Immagine di Clement Vasters via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Militaria
Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
Footage showing a soldier falling from a rope and sustaining serious injuries during a demonstration in America #UTSA #navy pic.twitter.com/7pMEcAQr6C
— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
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