Animali
Attrice messicana muore dopo aver mangiato una rana. Speriamo non sia così anche per il «rito maya»
L’attrice trentatreenne Marcela Rodriguez è morta all’inizio di questa settimana dopo aver mangiato una rana scimmia gigante e aver ingerito una sostanza velenosa prodotta dall’anfibio.
La tragedia è avvenuta durante un rituale di «purificazione spirituale» durante in ritiro in Messico dove si trovava la Rodriguez.
Il veleno della rana, chiamato kambo, è una medicina tradizionale usata dalle tribù indigene sudamericane. Gli abitanti del posto che catturano le rane lo raccolgono legandole vicino a un fuoco, inducendole a stressarsi e a secernere kambo dalla pelle.
I sostenitori della sostanza affermano che può curare tutto, dall’ansia all’emicrania, ma comporta anche rischi importanti, tra cui l’ospedalizzazione e, in alcuni casi, la morte.
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La rana gigante di scimmia (Phyllomedusa bicolor) è una specie di rana foglia. Si trova nel bacino amazzonico di Brasile, Colombia, Bolivia e Perù. Della stessa famiglia è la rana dorata o rana freccia (Phyllobates terribilis), un essere estremamente tossico ritenuto l’animale più velonoso della Terra.
La storia dei poteri psicotropici di alcuni batraci è riconosciuto ben al di là della leggenda metropolitana che vuole che la fiaba del principe ranocchio sia una fantasizzazione di un effetto psicochimico possibile: la principessa bacia l’anfibio e quindi ha allucinazioni che trasformano la viscida creatura in un nobiluomo.
Come riportato da Renovatio 21, il paganesimo pre-colombiano sembra aver ripreso quota in Messico. Da una parte, abbiamo visto la «benedizione» azteca alla nuova presidente messicana, l’ebrea Claudia Sheinbaum, dall’altra la catastrofe di un nuovo rito cattolico approvato dal Vaticano, il «rito maya», che incorpora vari elementi del paganesimo maya, che come noto comprendeva il sacrificio umano.
Non sappiamo, al momento, se in qualche liturgia catto-maya vi sia implicato il kambo.
Ci stupiremmo se nella nuova liturgia approvata da Roma ci sarebbe da baciare, o mangiare, un rospo? Sarebbe, di certo, una riprova che il Sacro Palazzo si trova sotto occupazione satanica, essendo il batrace una creatura considerata un tempo vicina agli inferi, come spiega il filosofo Giuseppe Faggin (1906-1995), padre dell’inventore delle prime tecnologie per microprocessori Federico Faggin, nel suo libro Diabolicità del rospo (1973).
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Immagine di Jean-Marc Hero via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Generic; immagine ingrandita
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Turista trascinata fuori dalla tenda e sbranata a morte dagli orsi: la Russia avvia programma di abbattimento
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Animali
Ecco la gara internazionale di corsa per cagnolini Corgi
La quinta edizione della Corgi Race di Vilnius ha attirato cani e proprietari al parco Vingis della capitale lituana sabato scorso, in quella che gli organizzatori hanno definito l’edizione più grande di sempre. Lo riporta l’agenzia Associated Press.
Tra i partecipanti figuravano concorrenti provenienti da Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Germania, Ucraina, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Gran Bretagna, il Paese più strettamente legato alla razza, celebre per essere stata una delle preferite della defunta regina Elisabetta II.
Novantaquattro cani hanno preso parte alla gara principale, affrontando qualificazioni, semifinali e finale.
Nella finale, disputata su una distanza di 25 metri, il vincitore è risultato l’americano GG, abbreviazione di Gustave the Girl Dog. Un altro partecipante statunitense, Mr. Corgington, si è classificato secondo per un soffio. La lituana Moka, due volte campionessa in passato, ha ottenuto il terzo posto.
Gran parte del programma, tuttavia, andava oltre la velocità per valorizzare le altre abilità dei cani e dei loro proprietari.
🐶🎀 À Vilnius, les corgis défilent… et courent en costumes !
Des milliers de personnes se sont réunies à Vilnius, en Lituanie, pour assister à une course internationale de corgis… dont certains ont revêtu leurs plus beaux déguisements ! 🐾 pic.twitter.com/uUpxzafIq3
— GEO (@GEOfr) August 18, 2026
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Si è tenuta una sfilata in costume con 38 corgi vestiti in abiti differenti, tra cui un costume da dinosauro, un abito elegante e un completo sportivo per cani. Amigo ha trionfato sia nella votazione della giuria composta da quattro giudici, sia nel voto del pubblico su Facebook, grazie a un costume impeccabile che richiamava un cavaliere.
Nella sfida del «naso più intelligente», i cani hanno cercato bocconcini nascosti. I corgi lettoni Tora e Rusty si sono spartiti la vittoria.
E poi c’era la gara di abbaio più forte. Il primo concorrente britannico, Duke, un Pembroke Welsh Corgi di 12 anni proveniente da Sedbergh, nel nord-ovest dell’Inghilterra, non ha preso parte alla gara principale a causa della sua età avanzata, ma era un serio candidato alla gara di abbaio dopo, come ha riferito il suo proprietario, essersi allenato per tutta la vita.
È stata tuttavia il signor Corgington a conquistare la gara di abbaio più forte.
Era uno dei concorrenti che aveva percorso la distanza maggiore. La gara finale gli offriva la rivincita dopo il secondo posto ottenuto contro GG in un’importante corsa all’Emerald Downs di Auburn, Washington, dove lei aveva vinto per la seconda volta consecutiva.
Metà dei corgi iscritti a Vilnius quest’anno partecipavano per la prima volta. Ma sei veterani – Amigo, vincitore del premio per il miglior costume, Foksas, Foksis, Madeira, Bulka e Dziugas – hanno preso parte a tutte le edizioni.
Il termine Corgi deriva dal gallese cor, «nano», e ci. La stramba razza di cane da pastore viene dal Galles. Esistono due razze distinte: il Pembroke Welsh Corgi e il Cardigan Welsh Corgi.
Il Cardigan è il più antico: i suoi antenati arrivarono con i Celti intorno al 1200 a.C. e appartengono al gruppo Teckel (simile al bassotto). Il Pembroke deriva invece da cani di tipo Spitz portati dai Vichinghi e dai tessitori fiamminghi tra il X e il XII secolo. Entrambi erano usati per guidare il bestiame, mordendo i talloni delle mucche e schivando i calci grazie alla bassa statura. Furono riconosciuti come razze separate nel 1934.
Entrambi i gruppi hanno corpo allungato, zampe corte e robuste, testa a forma di volpe e orecchie erette. Il Pembroke è più piccolo (altezza 25-30 cm, peso fino a 14 kg), con coda corta o assente e orecchie appuntite. Il Cardigan è più grande (27-32 cm, 11-17 kg), con coda lunga e folta e orecchie arrotondate. Il mantello è doppio, impermeabile, nei colori rosso, sabbia, nero focato o tricolore.
Sono cani resistenti, agili e longevi, in grado di vivere anche 12-15 anni.
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Immagine di Daniel Stockman via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Orca di Gibilterra vista con possibili ferite da armi da fuoco: e ora cosa succederà?
Il giornale Guardian, che è britannico come varie vittime dell’infame banda orcina, riporta che «venerdì, il ministero dell’ambiente spagnolo ha dichiarato che Toñi, il membro vivente più anziano del branco, era stata avvistata mentre nuotava nello Stretto di Gibilterra con segni sulla pinna dorsale “compatibili con colpi di fucile ad aria compressa”». Capito, la belva ha un nome carino, anzi cariñoso, Toñi. Tipo: l’orca assassina Antonietta. A dire la verità, per inciso, qualche anno fa Renovatio 21, che tiene conto del fenomeno e in generale non vuole dimenticare le cose, aveva già veduto immagini di un marinaio che apre il fuoco su di un’orca che gli stava affondando la barca. Che volete farci: Renovatio 21, a differenza dei giornali, non è fatta per indurre il lettore all’oblio, ma per ricordare tutto quanto può essere necessario a comprendere il mondo moderno.El Gobierno investiga si la orca Toñi ha sido tiroteada en su aleta con perdigones en el Estrecho de Gibraltar https://t.co/aO6qyBsMaf pic.twitter.com/H1mMaKP6Vw
— 20minutos.es (@20m) August 14, 2026
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Nah lmao orcas are dope. Dolphins can get it tho https://t.co/il5h7ule9I https://t.co/3eRKq4Jpsn
— ronny 🇧🇮 (@notronnyrick) June 20, 2023
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