Geopolitica
Il ministro degli Esteri britannico chiama Putin «fascista»
Il ministro degli Esteri britannico David Lammy ha fatto alcuni commenti molto poco diplomatici sulla Russia, definendola, in effetti, uno Stato fascista. Lo riporta il quotidiano britannico Telegraph.
Mosca ha definito le dichiarazioni del Lammy un insulto ai milioni di cittadini sovietici e ad altri, compresi i sudditi britannici, che morirono combattendo il flagello nazista durante la seconda guerra mondiale.
Parlando a Sky News il 15 settembre, Lammy ha affermato che ci sono state «molte spacconate» da parte del presidente russo Vladimir Putin, ma che «non possiamo farci mandare fuori rotta da un fascista imperialista» che «vuole trasferirsi in paesi volenti o nolenti».
«Putin ha detto: “Non inviare carri armati”. Li abbiamo inviati. Putin ha detto: “Non inviare missili”. Li abbiamo inviati. Putin minaccia ogni pochi mesi di usare armi nucleari. Ciò che dovrebbe fare ora è cessare la sua aggressione e lasciare l’Ucraina» ha dichiarato il Lammy.
Lo stesso giorno l’ambasciata russa a Londra ha rilasciato un commento respingendo la dichiarazione del massimo diplomatico di Londra. «L’Ambasciata respinge fermamente le osservazioni sprezzanti del Ministro degli Esteri britannico David Lammy, articolate il 15 settembre durante un’intervista con un canale televisivo britannico, quando arrivò al punto di accusare la leadership della Federazione Russa di “fascismo imperialista”», si legge nella dichiarazione dell’Ambasciata russa.
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«Le osservazioni di David Lammy non offendono principalmente la leadership del nostro Paese, ma piuttosto la memoria di coloro che hanno combattuto contro la “peste bruna” durante la seconda guerra mondiale, compresi i suoi stessi compatrioti. Allo stesso tempo non è certo la prima volta che sorgono dubbi sulla sua effettiva comprensione della terminologia da lui utilizzata. Vale la pena ricordare che l’ideologia del “fascismo”, che si basa su teorie della superiorità razziale, è strettamente associata ai crimini del nazismo tedesco. Questi sono proprio i crimini a cui il nostro popolo e i cittadini di altre ex repubbliche sovietiche hanno posto fine con il loro eroismo senza precedenti».
Apparentemente il Lammy ha precedenti di dichiarazioni così provocatorie. L’ambasciata ha dichiarato: «abbiamo preso atto molto tempo fa della propensione dell’attuale ministro degli Esteri a dichiarazioni inappropriate e provocatorie, per la quale era noto anche prima di assumere l’incarico. La fissazione del politico laburista nell’etichettare indiscriminatamente gli oppositori ideologici come “fascisti” aveva precedentemente sconcertato molti, compresi gli alleati della Gran Bretagna. …Tuttavia, ricoprire la carica di ministro degli Esteri comporta generalmente una responsabilità speciale e il dovere di aderire agli standard di etica diplomatica», afferma l’Ambasciata.
Lammy avrebbe dovuto prendere atto che «i militanti ucraini, che Londra sostiene, finanzia e arma, combattono sotto le bandiere naziste e con le bandiere fasciste, anche nella regione di Kursk, cosa che anche il Times ammette liberamente», conclude la dichiarazione dell’ambasciata della Federazione Russa. «Per quanto riguarda le accuse di ‘imperialismo’, sembrano piuttosto imbarazzanti provenienti dal ministro degli Esteri del Regno Unito, che ha una ricca storia ed esperienza in questo campo. Nel complesso, sembra che l’approccio sprezzante al linguaggio diplomatico e all’interpretazione degli eventi storici stia diventando un “marchio di fabbrica” del capo del Ministero degli Esteri».
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Immagine di Foreign, Commonwealth & Development Office via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
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Geopolitica
La Russia colpisce data center e siti logistici in Ucraina. Bombardata anche Vodafone
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’esercito russo ha preso di mira i data center degli operatori di telefonia mobile, oltre a numerosi magazzini e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina.
Domenica il ministero ha aggiornato l’ultima serie di attacchi a lungo raggio, elencando gli obiettivi. Nella regione di Kiev è stato colpito un grande magazzino del gruppo Zammler, usato per stoccare e distribuire gli aiuti militari occidentali destinati all’Ucraina.
Filmati online mostrano una colonna di fumo nero dal centro logistico nel villaggio di Krasilovka. Il magazzino avrebbe subito danni consistenti e gli impatti avrebbero innescato un incendio durato diverse ore.
Местни медии разпространяват кадри от удар по Киев през изминалата нощ.
Според кмета Кличко е ударен склад, което е предизвикало пожар.
Руското министерство на отбраната съобщава,
че руските сили са нанесли удар по център за данни на Vodafone в Киев – един от големите… pic.twitter.com/qzRYtJwZTW— Стамен Тошков (@StamenToskov) September 27, 2026
🇷🇺🇺🇦⚡️ — Le conseguenze di un attacco contro un centro logistico appartenente alla società di trasporti Zammler Group nell’oblast di Kiev. pic.twitter.com/yTlMOcrjjJ
— Erny110393 🇮🇹🇷🇺 (@erny110393) September 28, 2026
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Gli attacchi hanno colpito anche un data center a Kiev di Vodafone Ucraina. Il ministero ha descritto il principale fornitore come una delle «maggiori aziende che forniscono servizi di comunicazione mobile e internet ad alta velocità» all’esercito ucraino. Più tardi, nello stesso giorno, sono stati colpiti anche i data center del provider Omega Telecom e dell’operatore Kievstar.
Di recente Mosca ha concentrato l’attenzione sui data center ucraini: diversi fornitori di internet e telefonia hanno segnalato danni e problemi di connettività.
Les forces armées russes 🇷🇺 ont frappé un centre de traitement de données de l’entreprise britannique 🇬🇧 Vodafone.
Elle fournit des services de téléphonie mobile et d’internet aux forces armées 🇺🇦
Vodafone est l’un des plus grands opérateurs de téléphonie mobile au monde. pic.twitter.com/ER2MSN7Bs8
— Benoit Martin (@benoitm_mtl) September 27, 2026
Russia continues to strike Ukrainian internet providers. And really, what do Ukrainian Nazis need the internet for? 😂
In Kiev, a strike hit the office of the mobile operator Vodafone in the Lukyanivka district. pic.twitter.com/UnErf050cY
— Victor vicktop55 commentary (@vick55top) September 27, 2026
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Secondo il ministero, due magazzini usati per lo stoccaggio di droni d’attacco sono stati colpiti nell’oblast’di Nikolaev, e un altro deposito per droni intercettori a Odessa. In precedenza il produttore ucraino Pegasus Arms aveva sospeso le attività, sostenendo che lo stabilimento era stato gravemente danneggiato dai raid russi all’inizio di questa settimana. L’azienda aveva già interrotto le operazioni a fine anno scorso per gli attacchi, per poi riprenderle dopo il trasferimento della produzione.
La città portuale di Kiliya, sul Danubio, è stata colpita duramente nell’ultima ondata. Secondo il ministero sono stati presi di mira siti infrastrutturali portuali, una base navale, un posto di guardia di frontiera e quattro magazzini di equipaggiamento militare. Inoltre l’esercito ha colpito due navi da carico al largo di Odessa, ritenute usate per il trasporto di materiale militare e merci a duplice uso per le forze ucraine.
Nelle ultime settimane sia Kiev sia Mosca hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio dopo che l’Ucraina ha lanciato la sua «campagna di pressione» durante l’estate. La Russia ha risposto ampliando in modo marcato il raggio d’azione dei raid in tutto il Paese, paralizzando di fatto il traffico marittimo ucraino nei porti del Mar Nero e causando gravi interruzioni alla logistica in altre zone.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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