Connettiti con Renovato 21

Gender

Transessuali indonesiani elogiano Papa Francesco per il «messaggio» pro-LGBT

Pubblicato

il

Papa Francesco viene elogiato per la sua «inclusività» pro-LGBT dagli attivisti transgender in Indonesia, dove l’arcidiocesi della capitale del Paese ha «accolto» nelle parrocchie negli ultimi anni individui transessuali. Lo riporta il New York Times.

 

Il giornale neoeboraceno ha riferito che Francis, che sta visitando la nazione conservatrice, in gran parte musulmana, durante un tour nel sud-est asiatico, «è diventato un eroe personale» per gli uomini in Indonesia che affermano di essere «transgender» a causa dei «suoi messaggi di tolleranza e apertura verso» la cosiddetta «comunità LGBTQ».

 

«Quando abbiamo avuto Francesco come papa, ho capito che Dio mi stava davvero ascoltando», ha detto una persona identificata come «Mami Yuli», che il NYT ha definito “«l leader della comunità trans» a Giacarta, la capitale dell’Indonesia.

Iscriviti al canale Telegram

Secondo l’articolo, Yuli, apparentemente un uomo che si identifica come donna, ha «fatto pressioni sulla chiesa» a favore di cause pro-LGBT.

 

«Non è il papa, ma Dio stesso che ci visita», ha detto.

 

Yuli ha aggiunto che «non c’è mai qualcuno di così alto profilo che trasmetta un messaggio di inclusività» riguardo agli individui omosessuali e confusi sul genere in Indonesia, dove l’opinione pubblica è in larga maggioranza contraria alla sodomia e al transgenderismo.

 

Bergoglio ha ripetutamente contraddetto l’insegnamento cattolico sull’omosessualità, ha definito donne gli uomini con confondimento di genere e ha sostenuto gli attivisti LGBT e gli eventi pro-LGBT in tutto il mondo durante il suo papato, scrive LifeSite.

 

In Indonesia, l’arcidiocesi di Giacarta ha adottato un approccio sempre più liberale nei confronti del transgenderismo, seguendo l’esempio di Francesco, secondo quanto riportato dal New York Times.

 

«Papa Francesco ci ha chiesto più volte di non giudicarli» ha detto al giornale il padre Agustinus Kelik Pribadi della chiesa cattolica di Santo Stefano a Giacarta meridionale, sottolineando le note osservazioni di Papa Francesco del 2013 sui preti omosessuali, «Chi sono io per giudicare?». «Dobbiamo ascoltare», ha detto Pribadi.

 

I rapporti dell’arcidiocesi di Giacarta con la cosiddetta «comunità di donne trans», alcune delle quali sono dedite alla prostituzione, sono dovuti al cardinale Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Giacarta, hanno detto i sacerdoti al NYT.

 

Secondo l’articolo, Suharyo, nominato cardinale da Papa Francesco nel 2019, ha incaricato i sacerdoti di «accogliere» nelle parrocchie cattoliche le persone che si identificano come «transgender» per «rispettare la dignità umana».

 

«Decine» di uomini con un genere incerto che non sono stati cresciuti secondo la religione cattolica «sono stati battezzati a Giacarta negli ultimi anni», si legge nell’articolo. Ma anche se gli uomini possono aver ricevuto il battesimo, in molti casi sembrano continuare a identificarsi come «transgender» e non sembrano aver rinunciato al transgenderismo, che la dottrina cattolica condanna.

Sostieni Renovatio 21

«Quando vado in chiesa, nessuno mi giudica», ha detto al quotidiano neoeboraceno un individuo confuso sul genere identificato come «Ms. Gondhoadjmodjo», che ha aggiunto che Gondhoadjmodjo è stata battezzata nel 2022 e «ha iniziato a fare volontariato come insegnante grazie alla chiesa».

 

Oltre 50 persone descritte come «donne trans» partecipano una volta al mese a un «incontro di preghiera» nella cattedrale di Giacarta, ha affermato il reverendo Adrianus Suyadi, sacerdote gesuita della cattedrale.

 

Il pezzo del Times cita anche una «donna trans» identificata come «Mika Horulean» che partecipa a «incontri di consulenza trans cattolica, in cui i partecipanti discutono delle loro esperienze, su Zoom ogni venerdì».

 

Padre Suyadi ha raccontato al New York Times di aver proposto alla conferenza episcopale locale di far incontrare Yuli, l’attivista transgender, con Papa Francesco, ma la proposta non è stata accettata.

 

L’articolo non fa alcun accenno al fatto che individui con confusione di genere siano stati chiamati a convertirsi dal loro stile di vita transgender.

 

L’insegnamento cattolico rifiuta l’ideologia transgender, afferma la realtà dei due sessi e condanna le mutilazioni corporee, come le procedure di «transizione di genere», in quanto contrarie alla legge morale.

 

La Chiesa insegna anche , in accordo con la Sacra Scrittura e la costante Tradizione della Chiesa, che l’attività omosessuale è mortalmente peccaminosa e un «peccato che grida verso il cielo» e che l’inclinazione omosessuale è «oggettivamente disordinata».

 

Il pentimento del peccato mortale è necessario per la salvezza, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica . Il peccato mortale ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazi», afferma il Catechismo e se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno.

 

La storia di appoggio del Bergoglio al transessualismo è lunga e ramificato.

 

Nel 2020 Bergoglio aveva devoluto un obolo una tantum a dei trans sudamericani del litorale romano che a causa del lockdown si erano dovuto rivolgere in parrocchia.

 

Nel novembre 2023, Francesco ha accolto il gruppo e il loro parroco a un pranzo per i poveri organizzato dal Vaticano e si è «seduto di fronte a un’ex prostituta transgender». L’evento fu ripreso dalla grande agenzia stampa mondiale Associated Press, che aveva seguito il gruppo transessuale sin da quando erano saliti in pullman.

Aiuta Renovatio 21

E ancora: a fine gennaio 2015, un «uomo transgender» – nato in Ispagna come donna – dichiarò di aver avuto un’udienza privata con il papa, dove, secondo alcuni articoli di giornale, Bergoglio avrebbe «abbracciato» il 48enne transessuale.

 

A Napoli, sempre nel 2015, il romano pontefice, fu riportato dai media globali mangiò con «carcerati gay e transessuali».

 

Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il pontefice aveva detto ad una suora pro-LGBT che i transessuali «devono essere integrati nella società».

 

A novembre 2023 il papa aveva approvato il testo del cardinale Victor Manuel Fernandez che consente ai transessuali di fare da padrini alle funzioni religiose. Tale idea era stata respinta nel 2015 all’interno dello stesso papato di Bergoglio.

 

In realtà non c’era bisogno di ulteriori prove riguardo al fatto che lo scandalo della «frociaggine» altro non è stato che un espediente dialettico creato ad arte (tesi, antitesi, sintesi).

 

Il disegno è stato ben delineato dal commento sulla vicenda da parte di monsignor Carlo Maria Viganò: «lo scopo di Bergoglio è normalizzare sodomia e perversione e distruggere il Sacerdozio».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

Continua a leggere

Gender

Tutti pazzi per il vecchio spot dei rasoi: quando i maschi avevano un mento non rovinato dalla pillola

Pubblicato

il

Da

La rete è travolta da un nuovo video virale. Si tratta, tuttavia, non un reperto storico: uno spot televisivo della Gillette, il produttore di rasoi, di decenni fa.   La pubblicità è recentemente riemersa sui social media, lasciando i commentatori sgomenti per quanto celebri, senza fronzolo alcuno, la mascolinità. Ciò in un netto, oramai quasi impensabile contrasto con i messaggi androfobi delle comunicazioni di massa moderna – e, osserva qualcuno, con quanto fatto dalla stessa azienda negli ultimi anni.   In meno di 48 ore, in tantissimi hanno postato lo spot pubblicitario del rasoio usa e getta totalizzando milionate di milioni di visualizzazioni, destinate giocoforza ad aumentare.   Lo spot utilizzava il celebre slogan dell’azienda «Gillette, il meglio di un uomo», che era il refrain della sua regionalizzazione italiana, che ancora in tanti ricordano con affetto, in ben due versioni che circolavano nelle TV italiane di fini anni Ottanta, una a tema familiare ed una a tema sportivo.  

Sostieni Renovatio 21

  Lo spot, realizzato con l’abbondanza di mezzi e finanze di cui godeva all’epoca la pubblicità catodica, presenta un montaggio di immagini di un uomo che raggiunge un successo straordinario nella vita: nel lavoro, nello sport e conquistando la mano di una bellissima sposa.   Il film mostra anche padri che condividono momenti preziosi con i loro figli, sia giovani che anziani, e celebra l’importanza delle relazioni maschili e dei successi raggiunti dai maschi. Si tratta di immagini per le quali non è difficile, oggi, trovare qualcuno che parli di «mascolinità tossica» e «patriarcato».     Ecco l’uomo che lavora, l’uomo che corteggia, l’uomo che si sposa, l’uomo che vive con i suoi compagni, l’uomo che si sforza, l’uomo che figlia, l’uomo che insegna al bambino, cioè l’uomo che consegna alla generazione successiva qualcosa.   «Di padre in figlio / la nostra tradizione» sottolinea giustamente la canzone dell’edizione italiana.   Insomma: pochi anni fa, parlare di maschi e di tradizioni non era tabù: anzi, era la normalità, era ciò che serviva al marketing delle grandi aziende, che sembrava appellarsi alla legge naturale e non ai costrutti del politicamente corretto, della UE o del Forum di Davos.   Renovatio 21 nota anche un dettaglio più sottile, ma molto indicativo: il mento. Di fatto, tutti i personaggi che si vedono in questa gloriosa cavalcata hanno incontrovertibilmente la mascella squadrata, un tratto spesso associato a virilità, forza e simmetria nel volto maschile. Ciò è particolarmente evidente guardando i fumetti o i film nell’era pre-genderista.   Il mento definito è uno dei segni più evidenti del fatto che si è in presenza di una persona passata per una naturale impennata del testosterone, l’ormone maschio pax excellence, durante la crescita 0 tenendo a mente che ora si parla invece di «bloccanti della pubertà per bambini» che impediscano il fluire naturale della molecole nel giovane organismo.   Il testosterone stimola la crescita laterale e longitudinale dell’osso mandibolare, rendendolo più robusto, ampio e angolato rispetto a quello femminile. Promuove l’ipertrofia del muscolo massetere (il muscolo principale della masticazione), che aumenta il volume ai lati del viso, accentuando la forma squadrata.   La sparizione dai mass media di uomini con un mento maschile può quindi ascriversi ad un cambio culturale inflitto dai vertici politici, occulti o meno che siano, alla nostra società, che va de-maschilizzata e femminilizzata, così da essere resa sprotetta e più malleabile.

Aiuta Renovatio 21

Tuttavia, Renovatio 21 crede vi possa essere anche un motivo di carattere biochimico e farmaceutico, oltre che sessuale e culturale, per la fine delle mascelle squadrate: la pillola anticoncenzionale.   Esiste infatti un’ipotesi scientifica secondo cui la pillola anticoncezionale può orientare la preferenza delle donne verso uomini con tratti facciali meno mascolini, come un mento meno prominente e una mascella meno squadrata.   Di fatto i picchi ormonali stimolano un’attrazione inconscia verso indicatori di alto testosterone. Tratti come la mascella squadrata, il mento prominente e la voce profonda vengono percepiti come segnali di «buona qualità genetica» ed efficienza del sistema immunitario. La preferenza vira naturalmente verso tratti più morbidi e «femminei», associati a comportamenti di accudimento, fedeltà e supporto a lungo termine. Poiché la pillola anticoncezionale simula una costante fase non fertile (bloccando l’ovulazione), l’ipotesi evoluzionistica suggerisce che le donne che la assumono tendano a mantenere una preferenza costante per volti meno mascolini.   Non si tratta solo di voci. Uno studio dell’Università di Stirling del 2013 ha rilevato che le donne che hanno iniziato ad assumere la pillola hanno mostrato un calo nella preferenza per i volti marcatamente mascolini, scegliendo partner reali con tratti più dolci. I partner scelti da donne che assumevano la pillola sono stati valutati, in media, come esteticamente meno «maschili», ma associati a relazioni più stabili e durature.   Secondo alcuni, la pillola renderebbe le donne pure più attratte dai famigliari, portando alcuni a gridare ad una deviazione della sessualità femminile verso l’incesto.   Possiamo comprendere così l’ascesa di personaggi androgini – inediti in precedenza: anche i divi di Hollywood omosessuali (lo erano, segretamente, Montgomery Clift, Rock Hudson, Cary Grant) sullo schermo apparivano come maschi – nella cultura di massa, dall’introduzione della pillola in poi: ecco quindi, con l’arrivo della pillola sterilizzante Pincus, David Bowie, Leonardo Di Caprio, Timoteo Chalamet. Il successo di tali figure è correlato direttamente alla sterilizzazione chimica (offerta come una liberazione) di intere generazioni di donne.   Vi sono tanti altri effetti collaterali della pillola, come la depressione e l’ideazione di pensieri suicidiari – e non è che togliendo alla donna la sua funzione più sacra potrebbe essere diversamente. Vi è inoltre il tema dell’inquinamento, con i casi di pesci transessuali a causa dell’orina delle donne sotto pillola scaricata in mare.   Per questo, pare che le nuove generazioni stiano rifiutando la pillola.   La donna merita il meglio di una donna, così come l’uomo, dice giustamente lo storico spot, merita «il meglio di un ùomo».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Gender

Negato il transito all’aeroporto di Londra alla deputata finlandese condannata per aver citato la Bibbia

Pubblicato

il

Da

Alla parlamentare finlandese Päivi Räsänen, recentemente condannata dalla Corte Suprema finlandese per aver citato la Bibbia, è stato comunicato che non può transitare per l’aeroporto di Heathrow a Londra a causa della sua condanna per «crimine d’odio». Lo riporta lo scrittore Rod Dreher, che ha diffuso la notizia ieri sul suo profilo Substack. L

 

La Räsänen, intervenendo a una conferenza dell’ADF, ha condiviso la notizia con il pubblico. «Mi è stato riferito che a Päivi è stato comunicato, durante il suo volo dalla Finlandia, che non può transitare per l’aeroporto di Heathrow a Londra al ritorno», ha scritto il Dreher. «Perché? Perché è una criminale condannata per incitamento all’odio! Il Regno Unito ha stabilito che la sua presenza in Gran Bretagna, anche solo per un volo in coincidenza, non è gradita».

 

Dopo una battaglia legale durata sette anni, il famigerato processo per il «tweet sulla Bibbia» contro la parlamentare finlandese Päivi Räsänen si è concluso con un verdetto misto da parte della Corte Suprema nel marzo.

 

Il tribunale ha assolto all’unanimità l’ex ministro degli interni per il suo tweet del 2019 contenente una citazione delle Sacre Scritture, ma ha condannato Räsänen per «incitamento all’odio» ai sensi della sezione «crimini di guerra e crimini contro l’umanità» del codice penale finlandese per un opuscolo del 2004 che aveva scritto in collaborazione con il vescovo Juhana Pohjola, anch’egli riconosciuto colpevole, per la sua chiesa.

Sostieni Renovatio 21

L’opuscolo di 22 anni per il quale è stata condannata, tuttavia, sosteneva la validità del matrimonio naturale basandosi sulla Bibbia, oltre un decennio prima che il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso fosse legalizzato in Finlandia.

 

Ciononostante, la Räsänen è stata condannata retroattivamente per aver difeso la posizione biblica sul matrimonio, poiché gli attivisti LGBT e i loro alleati in ambito giudiziario hanno perseguitato incessantemente la sua causa. A Räsänen è stata inflitta una multa di 1.800 euro e alla fondazione che ha pubblicato l’opuscolo è stata inflitta una multa di 5.000 euro. In precedenza, Räsänen era stata assolta all’unanimità da due tribunali di grado inferiore da tutte le accuse.

 

La Räsänen, parlamentare in carica, medico ed ex ministro, è stata formalmente incriminata per incitamento all’odio. Le conseguenze di questa condanna – e l’obiettivo degli attivisti LGBT che l’hanno perseguitata – si stanno ora concretizzando.

 

«Credo che Päivi sia un canarino nella miniera di carbone della civiltà», ha scritto Dreher. «L’ordine burocratico progressista nei paesi europei preferisce attaccare i cristiani fedeli definendoli nemici della società piuttosto che affrontare i problemi reali che hanno. Possiamo aspettarci che questo accada ancora di più. Oggi è una parlamentare luterana finlandese e nonna; domani potrebbe toccare facilmente a te».

 

Come riportato da Renovatio 21, la parlamentare finnica era stata assolta tre anni fa per aver citato versetti della Bibbia, ma i giudici hanno continuato a perseguirla.

 

Come riportato da Renovatio 21, sondaggi di tre anni fa hanno mostrato che un giovane britannico su quattro sarebbe pronto a censurare la Bibbia «a meno che le parti offensive non siano rimosse».

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di FinnishGovernment via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

Continua a leggere

Gender

Leone nomina vescovo che aveva approvato le «benedizioni» omo e affermato che la sodomia «non è peccaminosa»

Pubblicato

il

Da

Papa Leone XIV martedì ha nominato monsignor Christian Würtz, vescovo ausiliare della diocesi di Friburgo in Brisgovia, in Germania, noto per il suo sostegno alle «benedizioni» omosessuali e per le sue posizioni contrarie all’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità, come nuovo vescovo di Eichstätt.   Monsignor Würtz, 55 anni, era tra i 38 vescovi tedeschi che nel 2023 votarono a favore di un documento che sanciva le «benedizioni» per le «coppie» omosessuali, nonché per i divorziati risposati.   Sei mesi prima, il Würtz aveva appoggiato il documento eterodosso del Cammino sinodale tedesco sulla «Rivalutazione dottrinale dell’omosessualità», che definiva erroneamente gli atti omosessuali «non peccaminosi» e «non intrinsecamente malvagi».

Sostieni Renovatio 21

«Non vedo l’ora di iniziare il mio nuovo incarico», ha dichiarato Würtz (a sinistra nella foto) in un comunicato ufficiale della diocesi.   «È una splendida coincidenza che la mia nomina avvenga nel giorno della festa di San Willibaldo, patrono della diocesi di Eichstätt. Spero che, con la mia esperienza e le mie capacità, potrò contribuire anch’io alla costruzione del Regno di Dio a Eichstätt e camminare al fianco della gente di questa diocesi», ha aggiunto. «Ringrazio papa Leone per la fiducia che mi ha accordato e non vedo l’ora di conoscere le persone di questa diocesi».   Würtz è nato il 31 maggio 1971 a Karlsruhe, nell’Arcidiocesi Metropolitana di Freiburg im Breisgau. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università statale di Heidelberg. Dopo essere entrato nel Collegium Borromaeum a Friburgo, ha studiato Filosofia e Teologia presso le Università di Friburgo e di Erbipoli (che i tedeschi, e purtroppo anche gli italiani, chiaman Würzburg). Successivamente, ha conseguito il Dottorato in utroque iure.   Il 26 aprile 2019 è stato nominato Vescovo titolare di Germania di Dacia e Ausiliare di Friburgo in Brisgovia, ricevendo l’ordinazione episcopale il 30 giugno successivo.   Poco dopo la sua ordinazione episcopale, monsignor Würtz ha tenuto un incontro con i membri del movimento Maria 2.0, nato in Germania per chiedere varie riforme nella Chiesa, tra cui l’accesso delle donne al sacerdozio. Dopo aver conversato con le manifestanti, ha consegnato loro una lettera personale e un gomitolo di filo rosso come simbolo del dialogo, un gesto che è stato valutato positivamente dalle rappresentanti del movimento.   Nel maggio 2025, come rettore del seminario di Friburgo, ha ricevuto le richieste simboliche di ammissione presentate da nove studentesse di Teologia che protestavano contro la riserva del sacerdozio ministeriale agli uomini.   Würtz ha definito quell’iniziativa «un buon segnale dell’impegno e della serietà con cui queste donne affrontano la loro vocazione e il loro cammino nella Chiesa», pur ricordando che non poteva ammetterle a causa della normativa vigente della Chiesa. Successivamente ha tenuto un incontro con le studentesse, che entrambe le parti hanno descritto come rispettoso e costruttivo.   In seno alla Conferenza Episcopale Tedesca, è Membro della Commissione Pastorale e di quella per le questioni caritative. Finora, Rettore del Seminario Maggiore Collegium Borromaeum di Friburgo e Vicario episcopale per le Alte Scuole.

Aiuta Renovatio 21

Nel settembre 2022 ha votato a favore del documento che proponeva una rivalutazione dottrinale dell’omosessualità, in cui si affermava che l’orientamento omosessuale non costituisce una scelta personale e si chiedeva una maggiore accoglienza e integrazione delle persone omosessuali nella vita ecclesiale.   In quella stessa assemblea ha sostenuto anche il testo sulla cosiddetta «diversità di genere», che invitava le diocesi a rivedere vari aspetti pastorali e amministrativi per facilitare l’inclusione delle persone transgender e intersessuali.   Mesi dopo, nel marzo 2023, ha nuovamente votato a favore del documento che proponeva l’introduzione di celebrazioni di benedizione per coppie dello stesso sesso e per divorziati risposati, una delle iniziative più controverse del Cammino Sinodale.   Oggi monsignor Würtz assume la diocesi di Eichstätt, suffraganea dell’arcidiocesi di Bamberga, fondata a metà dell’VIII secolo e che ha come patrono san Willibaldo. Attualmente conta 334.517 cattolici, distribuiti in 253 parrocchie, organizzate in 74 unità pastorali e otto decanati.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Andreas Schwarzkopf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International  
Continua a leggere

Più popolari