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Geopolitica

L’Ucraina introduce tramonti anticipati per dispetto alla Russia

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Il Parlamento ucraino ha votato a favore dell’abolizione dell’ora legale a partire dall’anno prossimo, citando innanzitutto preoccupazioni per la sicurezza nazionale. La mossa comporterà orari imbarazzanti per i residenti delle regioni orientali.

 

Il presidente della Verkhovna Rada, Ruslan Stefanchuk, aveva proposto la misura già nel 2020, ma non aveva i voti per farla approvare. È stata approvata martedì, con 261 deputati che hanno votato a favore.

 

«In autunno passeremo all’ora solare e ci resteremo», ha detto su Facebook Yevgenia Kravchuk, membro anziano del partito Servo del Populo di Volodymyr Zelensky. «Non ci saranno più interruzioni dei ritmi biologici e delle ‘abitudini’ dovute al cambio dell’ora».

 

Mentre Kravchuk spiegava il ragionamento in termini di riduzione al minimo degli inconvenienti per gli ucraini, la proposta di Stefanchuk aveva altre priorità.

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Il cambiamento «ha lo scopo di garantire la protezione dell’integrità territoriale e rafforzare la sicurezza nazionale dell’Ucraina, poiché lo stato aggressore [la Russia] ha imposto il suo tempo nei territori temporaneamente occupati», si legge nella nota esplicativa originale del 2020. «Pertanto, l’installazione e il consolidamento in tutta l’Ucraina di un unico tempo di Kiev, senza eccezioni, rafforzerà la posizione di sicurezza dell’Ucraina e contribuirà alla de-occupazione e alla reintegrazione dei territori temporaneamente occupati».

 

Solo allora i legislatori hanno sostenuto che non cambiare l’ora avrebbe migliorato la salute pubblica e sarebbe stato in linea con l’integrazione dell’UE, mentre mantenere questa pratica non avrebbe avuto alcun impatto sul risparmio energetico.

 

Secondo il disegno di legge, l’Ucraina riporterà indietro le lancette dell’orologio all’ora solare il 27 ottobre, e da allora in poi non cambieranno. Il sito governativo russo RT scrive che mentre la proposta potrebbe essere calcolata per fare dispetto a Mosca, che si trova nel fuso orario successivo, causerà notevoli problemi ai residenti di Khrakov, Poltava e Dnepr, nell’Ucraina orientale.

 

«Oggi a Kharkov l’alba è alle 04:44 e il tramonto è alle 20:38», ha scritto il blogger ucraino Andrey Sapunov. «Dopo l’abolizione dell’ora legale, tra un anno esatto a Kharkov l’alba sarà alle 03:44 e farà buio alle 19:38».

 

Nel frattempo, il cambiamento non farà molta differenza a Uzhgorod, al confine con la Slovacchia, dove l’alba arriverà alle 04:46 e il tramonto alle 20:27, secondo Sapunov.

 

La Russia aveva provato a introdurre l’«ora legale» permanente nel 2011, consolidando i suoi 11 fusi orari in nove. L’esperimento è stato però rapidamente abbandonato, poiché i russi hanno protestato per le albe tardive.

 

Il Paese era finito per passare all’«ora solare» annuale nel 2014.

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Immagine di Anton Bielousov via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0

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Geopolitica

Drone iraniano colpisce il consolato USA a Dubai: le immagini

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Filmati circolanti su internet mostrano un drone iraniano che si schianta contro l’edificio del consolato degli Stati Uniti a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti (EAU), martedì.   Un uomo ha filmato il momento in cui il drone è entrato in contatto, con un forte ronzio del motore che si avvicinava prima che un forte boato riempisse l’aria.   È visibile del fumo uscire dal luogo dell’attacco mentre l’uomo che stava filmando intimava ai passanti di «andarsene da lì» e di abbandonare la zona. In seguito la CNN ha riferito che non si sarebbero avuti feriti a causa dell’esplosione.  

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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato ai giornalisti: «Il drone ha colpito un parcheggio adiacente all’edificio della Cancelleria e ha innescato un incendio. Tutto il personale è stato rintracciato. Abbiamo iniziato a ridurre il personale dalle nostre strutture diplomatiche in anticipo».   Nel frattempo, contro Rubio sta montando la polemica sull’incapacità di esfiltrare i cittadini americani bloccati nel Golfo, mentre altri Paesi, come l’Italia, hanno portato a casa i propri cittadini.

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Geopolitica

Putin e Orban discutono di Iran, Ucraina e prigionieri di guerra ungheresi

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Ieri il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro ungherese Viktor Orban, durante la quale ha discusso del forte deterioramento della situazione in Iran, del conflitto in Ucraina e della sorte dei cittadini ungheresi catturati durante i combattimenti per Kiev.

 

Secondo quanto riportato dal Cremlino, i due leader hanno esaminato le questioni attuali relative alla cooperazione bilaterale e all’attuazione degli accordi raggiunti durante la visita di Orban a Mosca a novembre, incentrata sulla sicurezza energetica e sugli sforzi per la pace.

 

Putin e Orban hanno anche discusso del «forte deterioramento della situazione attorno all’Iran e in tutta la regione del Medio Oriente, anche in termini di possibili conseguenze per lo stato del mercato energetico globale».

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La discussione arriva mentre gli attacchi USA-Israele contro l’Iran sono entrati nel loro quarto giorno, uccidendo la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e innescando attacchi di rappresaglia iraniani contro le basi statunitensi nel Golfo, interrompendo le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz e facendo impennare i prezzi del petrolio e del gas.

 

Riguardo all’Ucraina, Putin ha sottolineato la «posizione di principio dell’Ungheria a sostegno di una soluzione politico-diplomatica del conflitto, nonché il suo desiderio generale di perseguire una linea equilibrata e sovrana negli affari internazionali».

 

Budapest è da tempo in disaccordo con l’UE a causa del rifiuto dell’Ungheria di inviare armi a Kiev e della sua opposizione alle sanzioni contro Mosca.

 

I leader hanno anche affrontato la questione dei cittadini ungheresi mobilitati nelle forze armate ucraine e catturati dalla Russia. L’Ungheria aveva già espresso preoccupazione per il fatto che gli ungheresi di etnia ucraina della Transcarpazia fossero stati arruolati e uccisi nel conflitto.

 

Putin e Orban hanno concordato di proseguire i contatti a vari livelli, ha affermato il Cremlino.

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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

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Geopolitica

Putin condanna il «cinico omicidio» del suo amico aiatollà Khamenei

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Il presidente russo Vladimir Putin ha condannato duramente l’assassinio «cinico» aiatollà Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele, avvenuto sabato durante l’operazione Epic Fury.   In un messaggio al presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha espresso condoglianze: «Vi prego di accettare le mie più sentite condoglianze in relazione all’assassinio del leader supremo della Repubblica islamica dell’Iran… commesso in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale».   «Nel nostro Paese, l’aiatollà Khamenei sarà ricordato come uno statista eccezionale che ha dato un enorme contributo personale allo sviluppo di amichevoli relazioni russo-iraniane» ha aggiunto il presidente russo.

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Lunedì il Cremlino ha confermato contatti costanti con Teheran dopo la morte di decine di alti dirigenti iraniani nei bombardamenti. Il portavoce Dmitrij Peskov si è detto «profondamente deluso» dal fallimento dei negoziati nucleari mediati dall’Oman, che mostravano «progressi positivi» fino alla vigilia dell’attacco.   Mosca intende proseguire i colloqui con Washington su Iran e Ucraina, apprezzando gli sforzi di mediazione di Steve Witkoff e Jared Kushner. Peskov ha ribadito l’interesse russo a migliorare i rapporti con gli USA, nel contesto dell’operazione in Ucraina.   Putin aveva già commentato un mese fa: «Mi scuso se questo può sembrare un po’ scortese, ma a cosa diavolo dovrebbero conformarsi gli iraniani?»   Mosca sembra condividere la diffidenza iraniana verso gli Stati Uniti e potrebbe osservare con favore un prolungato impegno militare americano in Medio Oriente, simile al fallimento in Iraq.

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Immagine di Khamenei.ir via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International 
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