Geopolitica
Il ministro degli Esteri ucraino: Kiev è pronta per i colloqui con Russia e Cina
Kiev è pronta a tenere colloqui di pace con Mosca per porre fine al loro annoso conflitto, ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba al suo omologo cinese Wang Yi.
Parlando ai giornalisti mercoledì, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha offerto uno sguardo al programma della visita di Kuleba in Cina, la prima dall’inizio del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, nonché ai suoi colloqui con Wang.
Secondo Mao, le ostilità tra Mosca e Kiev erano in cima all’agenda, con Kuleba che aveva chiarito che «l’Ucraina è pronta e disposta a impegnarsi nel dialogo e nei negoziati con la Russia».
«Certamente, i negoziati dovrebbero essere razionali e sostanziali, mirati al raggiungimento di una pace giusta e duratura», ha aggiunto, come citato da Mao.
Mao ha detto che Wang aveva avvertito che c’era un «rischio di escalation e di ricadute» del conflitto, aggiungendo che «la Cina ritiene che la risoluzione di tutti i conflitti debba alla fine tornare al tavolo delle trattative». Ha osservato che «di recente, sia l’Ucraina che la Russia hanno inviato segnali di volontà di negoziare a vari livelli».
Il viaggio di Kuleba in Cina arriva dopo che Volodymyr Zelens’kyj dell’Ucraina ha dichiarato all’inizio di questa settimana di voler porre fine al conflitto «il prima possibile» e ha segnalato la sua disponibilità a impegnarsi con la Russia. Ciò è in netto contrasto con l’esistente decreto presidenziale da lui firmato nell’autunno del 2022, che ha vietato tutti i colloqui con l’attuale leadership di Mosca, scrive RT.
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Zelens’kyj ha introdotto il divieto dopo che quattro ex regioni ucraine hanno votato a stragrande maggioranza per unirsi alla Russia.
Da allora, lo Zelens’kyj ha promosso la sua «formula di pace» chiedendo che la Russia ritiri le sue truppe da tutti i territori rivendicati da Kiev come propri. La proposta è stata respinta da Mosca come distaccata dalla realtà.
A giugno, l’Ucraina ha partecipato al cosiddetto «vertice della pace» in Svizzera, che si è concentrato su diversi punti della formula di Zelens’kyj. Tuttavia, Mosca non è stata invitata e anche Pechino ha evitato l’evento, sostenendo che la Russia doveva essere parte del processo. Diversi partecipanti hanno poi ritirato le loro firme dal documento finale.
I commenti di Kuleba giungono anche mentre le truppe russe hanno costantemente respinto le truppe ucraine nel Donbass e altrove negli ultimi mesi.
Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che Mosca è pronta ad aprire immediatamente colloqui di pace con l’Ucraina una volta che avrà ritirato le truppe dal Donbass e dalle sue altre due ex regioni, e si sarà impegnata ad adottare uno status neutrale.
Come riportato da Renovatio 21, dopo la sua «missione di pace» che ha toccato Kiev, Mosca, Pechino e Mar-a-Lago, il presidente magiaro Vittorio Orban, a capo dell’Ungheria che ha il semestre di presidenza europea, ha dichiarato che Putin e Xi si aspettano colloqui per la fine del conflitto entro la fine dell’anno.
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Geopolitica
Trump: l’Iran è una «piccola guerra» rispetto alla spesa USA per l’Ucraina
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Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato filmati generati dall’intelligenza artificiale che mostrano un attacco missilistico contro l’isola iraniana di Kharg, importante centro petrolifero, nel contesto di una nuova escalation tra Washington e Teheran.
Le forze statunitensi e iraniane si sono scambiate attacchi per la prima volta dalla fine di luglio. Domenica, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver preso di mira due rampe di lancio iraniane sull’isola di Larak, vicino al punto più stretto dello Stretto di Ormuzzo, che a suo dire si stavano preparando a lanciare razzi con mine marine nello stretto, che rappresenta circa il 20% del commercio mondiale di petrolio greggio.
Secondo Teheran, il bombardamento ha ucciso diversi soldati e civili iraniani.
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information.
But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag
— Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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L’Iran ha risposto lunedì mattina: il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran) ha dichiarato che i propri droni e missili avevano provocato «danni significativi» alle basi aeree statunitensi di King Hussein e Al-Azraq in Giordania.
Dopo gli attacchi, i prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni asiatiche, con i future WTI in rialzo del 2,47% a 85,46 dollari al barile e i future Brent in aumento del 2,71% a 90,49 dollari al barile.
Trump non ha emesso comunicati immediati sull’escalation sulla sua piattaforma Truth Social, limitandosi a pubblicare due brevi video generati dall’intelligenza artificiale che mostrano diversi missili che colpiscono impianti petroliferi su un’isola, generando immense esplosioni.
«L’isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in frantumi!!!» recitava la didascalia di uno dei video.
Situata a circa 25 km dalla costa iraniana del Golfo Persico, l’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del Paese, costituendo il principale sbocco per le entrate petrolifere. L’arcipelago corallino, spesso definito «isola proibita» a causa delle severe misure di sicurezza, ospita anche un importante deposito di petrolio.
Gli Stati Uniti hanno colpito ripetutamente obiettivi militari sull’isola di Kharg dopo l’inizio del conflitto alla fine di febbraio, ma si sono astenuti dal prendere di mira le infrastrutture energetiche. Trump ha inoltre valutato un’operazione terrestre per impadronirsi del centro petrolifero, sostenendo che avrebbe potuto essere condotta dalle forze statunitensi o da «altre persone». Tuttavia, tali piani non si sono mai concretizzati.
Teheran ha più volte avvertito che incendierà l’intera infrastruttura petrolifera e del gas degli alleati degli Stati Uniti negli Stati del Golfo qualora gli impianti energetici sull’isola di Kharg venissero colpiti o si tentasse di conquistarla.
In rete in molti si chiedono come il candidato presidente della pace, pure assicurata durante il suo primo mandato, sia divenuto quello che minaccia la «distruzione totale di una civiltà», con tanto di videini IA.
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Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
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