Immigrazione
Ron Paul: Verso la secessione del Texas?
Lo scontro tra l’amministrazione Biden e il Texas è scoppiato allo scoperto la scorsa settimana, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che le autorità federali potevano rimuovere il filo spinato che il governatore del Texas Greg Abbott aveva installato lungo il confine con il Messico per impedire a milioni di immigrati clandestini di fuggire attraversando gli Stati Uniti.
Questa volta Abbott non si è tirato indietro. Invece, ha rilasciato una dichiarazione in cui dichiara che «è in corso un’invasione ai sensi dell’Articolo I, Sezione 10, Clausola 3» della Costituzione degli Stati Uniti e invoca «l’autorità costituzionale del Texas per difendersi e proteggersi».
Qui il governatore Abbott risponde a un’importante domanda che avevo sollevato durante la mia corsa presidenziale negli Stati Uniti nel 1988: a che punto le frontiere aperte e l’immigrazione illegale di massa negli Stati Uniti diventeranno una “invasione”, che garantirebbe ai governatori l’autorità – e l’obbligo – di agire?
Secondo alcune stime, più di sei milioni di immigrati clandestini sono entrati negli Stati Uniti durante i tre anni dell’amministrazione Biden. Questi clandestini probabilmente provengono principalmente dal Messico e dall’America centrale, ma il fatto è che non abbiamo idea di quanti di loro potrebbero arrivare, ad esempio, dal Medio Oriente o da altre aree del mondo devastate dalla guerra.
Il mese scorso anche il New York Times ha scritto del disastro al confine degli Stati Uniti che «migliaia di migranti arrivano ogni giorno al confine, viaggiando dai confini più remoti del globo, dall’Africa all’Asia al Sud America, spinti da una violenza implacabile, disperazione e povertà».
Con il mondo inondato di armi americane, non è difficile immaginare il pericolo della situazione.
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È un problema che l’amministrazione Biden non è disposta ad affrontare, probabilmente per ragioni politiche, soprattutto in un anno elettorale. E Biden ha trovato un alleato nella Corte Suprema degli Stati Uniti e nel Presidente della Corte Suprema John Roberts con la sentenza secondo cui gli agenti federali possono iniziare a rimuovere le barriere erette dalle autorità del Texas.
Ma l’intensità della disputa è diventata evidente questa volta quando 25 stati a guida repubblicana hanno rilasciato dichiarazioni a sostegno del Texas. È cominciata a sembrare una resa dei conti e molti cominciarono addirittura a invocare parole come «secessione».
Tuttavia, se l’amministrazione Biden intende utilizzare la sentenza della Corte Suprema per agire contro la barriera al confine con il Texas, ci sono modi più immediati per difendere il confine. Il deputato Thomas Massie è andato su Twitter la scorsa settimana per raccontare un incontro che lui e un gruppo di membri della Camera degli Stati Uniti hanno avuto con il defunto giudice Antonin Scalia. Durante la colazione, ha scritto Massie, il giudice Scalia ha detto al gruppo di smettere di lamentarsi delle sentenze della Corte Suprema e di iniziare a tagliare i finanziamenti alle sentenze a cui si oppongono.
Come ha spiegato Massie in un altro Tweet, «il Congresso può rendere IRRILEVANTE la decisione 5-4 della Corte Suprema contro il Texas semplicemente rifiutandosi di finanziare la rimozione delle misure di sicurezza delle frontiere da parte di Biden».
L’annullamento attraverso il «potere della borsa» è uno strumento importante dato al Congresso nella Costituzione degli Stati Uniti e potrebbe essere facilmente esercitato in questo caso.
Biden sta chiaramente facendo politica con la crisi dell’immigrazione, sostenendo la scorsa settimana che non appena il Congresso approverà l’ennesimo disegno di legge di «riforma» sull’immigrazione – che include 100 miliardi di dollari in welfare militare per Ucraina, Israele e Taiwan – prenderà provvedimenti per affrontare la crisi. Confine.
Il Congresso dovrebbe respingere questo ricatto e gli stati americani dovrebbero continuare ad adottare misure – compreso l’annullamento della sentenza della Corte Suprema – per proteggersi dall’invasione.
Articolo previamente apparso sul sito del Ron Paul Institute for Peace and Prosperity, ripubblicato secondo le indicazioni.
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Immagine di Daniel Mayer via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported; immagine tagliata
Immigrazione
Manifesti del governo britannico avvertono i rifugiati di non commettere stupri o abusi sui minori
The Home Office has spent your money to produce these posters for illegal migrants.
Why are we letting these people into our country? https://t.co/dB7fOp9A6Y — Nigel Farage (@Nigel_Farage) August 19, 2026
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Immigrazione
Vodafone accusata per le SIM agli immigrati
Il colosso delle telecomunicazioni Vodafone è finito al centro di una polemica politica in Gran Bretagna dopo la conferma che il suo programma «charities.connected» ha fornito migliaia di schede SIM gratuite, precaricate con sei mesi di dati, all’organizzazione benefica Care4Calais, attiva nel supporto ai migranti che arrivano sul suolo britannico.
Secondo dati resi noti dall’organizzazione, la ONG Care4Calais ha distribuito oltre 162.000 articoli a quasi 30.000 persone, tra cui 2.221 schede SIM Vodafone, migliaia di capi di abbigliamento (felpe, pantaloni da jogging, magliette e indumenti impermeabili), pacchi alimentari per il Ramadan e sacchi a pelo invernali. L’associazione ha inoltre organizzato 80 sessioni di accoglienza e 17 distribuzioni presso basi militari britanniche riconvertite all’ospitalità di richiedenti asilo, oltre a servizi come tagli di capelli gratuiti, ricarica telefonica e lezioni di inglese per circa 1.800 persone giunte sulla costa meridionale inglese.
Zia Yusuf, portavoce per gli affari interni di Reform UK, ha duramente criticato l’iniziativa, accusando Vodafone di agevolare gli arrivi irregolari. In una lettera all’amministratrice delegata Margherita Della Valle, Yusuf ha scritto che i clienti sarebbero rimasti sconcertati nell’apprendere il coinvolgimento dell’azienda, e ha chiesto l’annullamento delle SIM, la fine della collaborazione con Care4Calais e la consegna dei dati di tracciamento.
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Il politico faragiano ha inoltre paventato, in caso di un futuro governo guidato dal suo partito, responsabilità penali per i dirigenti Vodafone e l’esclusione dell’azienda dagli appalti pubblici in ambito difesa e sicurezza.
Vodafone ha respinto le accuse. Un portavoce dell’azienda ha precisato che il programma VodafoneThree fornisce SIM a enti di beneficenza registrati nel Regno Unito e regolamentati dalla Charity Commission, nel rispetto di criteri definiti, e che tutte le utenze sono utilizzabili esclusivamente sul territorio britannico. Yusuf ha successivamente dichiarato che l’azienda avrebbe confermato l’intenzione di proseguire con il programma.
La ONG Care4Calais, dal canto suo, ha precisato che le schede vengono distribuite unicamente nel Regno Unito — in molti casi presso l’ex base RAF di Wethersfield, oggi centro di accoglienza — e sono state ottenute attraverso il programma “charities.connected”, aperto a qualsiasi associazione registrata nel Paese.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione mediatica sulle traversate della Manica: il 10 agosto un’imbarcazione ha trasportato un numero record di 230 persone, superando il precedente primato di 165 persone stabilito poche settimane prima. I soccorritori francesi hanno descritto il natante, lungo 15 metri, come sovraccarico e instabile. Se il numero complessivo di arrivi nel 2026 risulta inferiore rispetto all’anno precedente, la media di persone per imbarcazione è in aumento, secondo quanto riportato dalle autorità.
Parallelamente, diverse comunità rurali sono coinvolte in progetti di accoglienza che hanno generato proteste locali. Nel North Yorkshire, l’ex base RAF di Linton-on-Ouse, vicino a un villaggio di circa 600 abitanti, è in fase di valutazione per ospitare fino a 1.200 richiedenti asilo uomini adulti. La deputata laburista Rachael Maskell ha definito la scelta del sito inadeguata; il consigliere locale Malcolm Taylor ha espresso forte contrarietà.
Nel villaggio gallese di Gronant (circa 1.600 abitanti), 13 nuove abitazioni originariamente previste per il mercato locale sono state assegnate alla società Clearsprings, appaltatrice del Ministero dell’Interno, suscitando le proteste di alcuni residenti.
A Piddington, nell’Oxfordshire (350-400 abitanti), è previsto un centro per 1.250 uomini adulti su un ex deposito del ministero della Difesa; gli abitanti hanno organizzato un referendum simbolico non vincolante, con un’ampia maggioranza contraria al progetto.
Il primo ministro Andy Burnham ha difeso la linea del governo, sostenendo che nessuna area del Paese possa considerarsi esente dal contribuire all’accoglienza. La ministra per le frontiere Anna Turley ha definito l’approccio «più equo e giusto».
La disseminazione di immigrati in quantità superiori ai cittadini autoctoni di località rurali è un fenomeno che si è visto anche in Irlanda. Il piccolo borgo di 165 abitanti di Tipperary, in Irlanda, si è visto piazzare dalle forze di polizia del Gardai la quantità di 280 «richiedenti asilo».
📍Dundrum, Tipperary.
This tiny Irish village of 200 people was forcibly planted this morning. 280 ‘asylum seekers’ are to be housed in this hotel, replacing the local population overnight.
Ireland is ground zero for population replacement. pic.twitter.com/L4x1x7QMbV
— MichaeloKeeffe (@Mick_O_Keeffe) August 13, 2024
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Il caso più lampante rimane tuttavia quello di Lampedusa. Secondo i dati ISTAT, il comune di Lampedusa e Linosa (che comprende entrambe le isole) al 1° gennaio 2026 contava 6.485 abitanti, in diminuzione di 7 unità rispetto al 2025. Durante il picco della crisi migratoria del settembre 2023 secondo l’ANSA erano presenti sull’isola 6.792 migranti, un numero che il ministro dell’Interno Piantedosi ha successivamente arrotondato indicando un picco di 7 mila persone.
In pratica, sull’isola vi erano più immigrati che cittadini italiani, messi quindi in minoranza dagli stranieri.
Tra luglio, agosto e settembre 2023 sbarcarono a Lampedusa circa 68.000 migranti — un flusso che, secondo l’agenzia Reuters, si inseriva in un anno record: circa 118.500 migranti via mare erano arrivati in Italia dall’inizio del 2023, quasi il doppio dei 64.529 registrati nello stesso periodo del 2022.
Molti lettori possono testimoniare come anche in Italia quantità di migranti siano stati distribuiti in paesini rurali o di montagna, sconvolgendo il tessuto locale che, fatto di poche persone per bene, non ha strumenti per difendersi.
Va detto anche che l’immisione di immigrati su territori montuosi ha creato episodici problemi legati all’incapacità di taluni di utilizzare la bicicletta.
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Immigrazione
Annullata la giornata in piscina riservata ai soli neri
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