Nucleare
Gli USA dicono all’Australia di non firmare un trattato anti-armi nucleari
Gli Stati Uniti hanno esortato l’Australia a non firmare un trattato che cerchi di vietare tutte le armi nucleari, sostenendo che l’accordo rafforzerà le «divisioni» tra le potenze mondiali e fallirà la risoluzione delle «minacce alla sicurezza prevalenti» in tutto il mondo.
In una dichiarazione rilasciata al Guardian lo scorso martedì, l’ambasciata americana a Canberra ha affermato che la firma del trattato da parte dell’Australia «non consentirebbe le relazioni di deterrenza estese degli Stati Uniti», un chiaro riferimento all’ombrello nucleare con cui gli Stati Uniti giurano di proteggere alcuni Stati non nucleari alleati di Washington tramite l’enorme arsenale atomico statunitense.
«Sebbene gli Stati Uniti comprendano e condividano il desiderio di promuovere gli obiettivi del disarmo nucleare, non sosteniamo il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari», ha detto un portavoce dell’ambasciata al giornale britannico, aggiungendo che Washington «non crede che i progressi verso il disarmo nucleare possano essere separati dalle minacce alla sicurezza prevalenti nel mondo di oggi».
I commenti arrivano dopo che il governo australiano ha segnalato un cambiamento di posizione verso il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari alle Nazioni Unite, con l’inviato di Canberra che ha scelto di astenersi dal voto sulla misura dopo che le precedenti amministrazioni hanno costantemente votato contro di essa.
A differenza del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) del 1968, che contiene solo restrizioni parziali, il nuovo Trattato sulla proibizione delle armi nucleari cerca di creare un divieto legalmente vincolante su tutte le armi nucleari, compresi i test e lo stoccaggio di tali armi.
Sebbene diverse potenze nucleari abbiano firmato il NPT, nessuna ha ancora approvato quest’ultimo trattato, che ha raccolto solo le firme di Nazioni non nucleari da quando è stato introdotto nel 2017.
Sebbene Canberra abbia firmato il NPT nel 1970 e da allora sia stata un sostenitore generale del disarmo nucleare, è stata a lungo sotto l’ombrello nucleare degli Stati Uniti, un’eredità del patto di sicurezza ANZUS dell’era della Guerra Fredda che cercava di tenere l’Australia e la Nuova Zelanda lontane dall’esercito sovietico influenza. La Nuova Zelanda ha rinunciato a tutte le armi nucleari e si è dichiarata una zona denuclearizzata negli anni Ottanta, vietando persino ad alcune navi americane a propulsione nucleare di attraccare sull’isola. L’Australia, tuttavia, non ha fatto seguito il medesimo percorso.
Nonostante la posizione in evoluzione nei confronti del trattato di proibizione da parte del governo del primo ministro Anthony Albanese, gli Stati Uniti stanno comunque cercando di piazzare bombardieri strategici con capacità nucleari sul territorio australiano e trasformare effettivamente il Paese in un hub militare orientato contro la Cina, secondo report locali.
Secondo la proposta del Pentagono, sei B-52 Stratofortress sarebbero stati schierati in una nuova «struttura per le operazioni di squadriglia» costruita dagli Stati Uniti vicino alla base aerea militare della Royal Australian Air Force Tindal.
In Australia è stato attivo per anni un il Nuclear Disarmament Party (NDP), un partito politico australiano fondato nel giugno 1984dal ricercatore medico Michael Denborough come braccio politico del movimento antinucleare australiano, attivo dall’inizio degli anni Settanta. Il cantante dell’allora famoso gruppo rock Midnight Oil Peter Garrett si candidò con tale partito antinuclearista non venendo eletto, passato ai laburisti è stato eletto parlamentare e poi fatto ministro dell’Ambiente e della Scuola.
Le frizioni di Canberra con Pechino sono arrivati a livelli in cui alcuni parlano di una guerra totale imminente tra i due Paesi. Curiosamente ciò avviene dopo due anni in cui l’Australia ha dimostrato di aver adottato sulla sua popolazione restrizioni pandemiche e repressione di stile cinese.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è emerso che i marinai australiani inizieranno l’addestramento su sommergibili nucleari britannici.
Australia USA e Regno Unito stanno collaborando alla tecnologia missilistica ipersonica, già a disposizione di Cina e Russia.
Intelligenza Artificiale
L’IA ha «allucinato» la presenza di componenti per armi nucleari in navi cinesi dirette in Iran: ad un passo dalla guerra totale?
Questa primavera, nel pieno della guerra con l’Iran, è circolato all’interno delle forze armate statunitensi un rapporto d’Intelligence secondo cui una nave cinese nel Medio Oriente stava trasportando componenti per un programma di armi nucleari. Lo riporta la CNN, che cita fonti.
Il rapporto era stato messo insieme da un analista di un comando delle forze speciali, e solo poco prima dell’operazione pianificata i funzionari hanno approfondito il rapporto scoprendo che era stato generato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale — e che un chatbot usato dall’analista aveva identificato in modo errato il materiale trasportato dalla nave.
Il Pentagono si è mosso con piani per intercettare la nave, secondo quattro fonti a conoscenza dell’episodio. Secondo due di queste fonti, membri armati delle forze statunitensi si stavano preparando a salire a bordo della nave, e aerei militari erano già in volo.
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Una delle fonti ha definito il rapporto «completamente falso», ma ha anche detto che «ha quasi fatto scoppiare una guerra»: un’operazione statunitense contro una nave cinese avrebbe potuto far precipitare la situazione in un conflitto armato tra le due nazioni.
Secondo alcune fonti citate da testate che hanno ripreso lo scoop, l’informazione iniziale sul carico della nave proveniva dallo US Special Operations Command Pacific, con base alle Hawaii; l’analista avrebbe inserito questi dati in un chatbot per l’analisi, senza che sia chiaro se si trattasse di un sistema commerciale o di uno strumento sviluppato per il governo USA. Il sistema avrebbe combinato dati open-source con informazioni di intelligence classificate, arrivando a una conclusione errata.
L’episodio si inserisce in uno sforzo più vasto, in corso nelle forze armate e nella comunità d’intelligence statunitensi, di integrare l’IA in quasi ogni aspetto del lavoro: dall’analisi degli enormi volumi di dati raccolti alla selezione degli obiettivi per gli attacchi, fino ad applicazioni più ordinarie come la gestione di budget, logistica e catene di approvvigionamento.
Un ex funzionario statunitense citato in alcune riprese della notizia ha osservato che l’IA «permette di arrivare più velocemente a un’idea sbagliata» — riassumendo bene il timore sollevato dall’episodio: l’accelerazione decisionale offerta dall’IA può amplificare errori con conseguenze potenzialmente gravissime.
Nel gergo dell’IA, questo tipo di situazioni vengono definite «allucinazioni». Un’allucinazione nell’intelligenza artificiale è una risposta errata, inventata o fuorviante che un modello presenta con assoluta sicurezza come se fosse un fatto reale.
Una macchina allucinata, quindi, può far scattare la Terza Guerra Mondiale. La domanda è tuttavia un’altra: come sappiamo che si tratti di un errore della macchina, e non di una precisa volontà di spingere il suo creatore, l’umanità, ad una guerra ultra-distruttiva?
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Immagine di 日本防衛省・統合幕僚監部 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution License 4.0 International
Nucleare
Medvedev: siamo a pochi secondi dalla fine del mondo
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Nucleare
Il Parlamento lituano voterà sulla possibilità di autorizzare la presenza di armi nucleari sul territorio
Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha aperto la sessione autunnale. Tra i punti all’ordine del giorno figurano l’abrogazione del divieto costituzionale di armi nucleari sul territorio lituano e l’approvazione di una Strategia di sicurezza nazionale aggiornata. Lo riporta LRT.
Il presidente del Parlamento, Juozas Olekas, ha detto che per «adottare questo specifico articolo della Costituzione» occorrerà allungare un po’ la sessione autunnale, eventualmente fino al 13 gennaio 2027. A suo avviso, per via di quel vincolo costituzionale la Lituania «spicca come un pugno in un occhio nel contesto della NATO».
Il Seimas dovrà votare l’emendamento costituzionale due volte, a tre mesi di distanza. Serve una maggioranza qualificata: 94 deputati su 141.
L’agenzia di Stato russa TASS scrive che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva già avvertito che la disponibilità degli Stati baltici, Lituania inclusa, a ospitare armi nucleari non renderebbe la regione più sicura. Al contrario, ha detto Peskov, una scelta del genere spingerebbe la Russia a prendere contromisure per tutelare la propria sicurezza.
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Come riportato da Renovatio 21, parlamentari lituani avevano avanzato un emendamento alla Costituzione per eliminare il divieto nazionale di ospitare armi nucleari due mesi fa.
Il presidente Gitanas Nauseda aveva sottolineato che la Lituania è ormai praticamente l’unico membro della NATO a mantenere un veto autoimposto sull’ospitare armi nucleari, citando la vicina Finlandia, anch’essa membro della NATO e dell’UE, che ha recentemente revocato il proprio divieto sulle armi nucleari, consentendone ora l’importazione, la produzione, lo stoccaggio e il dispiegamento sul proprio territorio.
«Sarebbe davvero un peccato se diventassimo l’anello debole o una zona grigia all’interno della NATO», aveva affermato il Nausėda.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev aveva detto che se Svezia e Finlandia avessero aderito alla NATO, la Russia non avrebbe più aderito allo status non nucleare della regione del Baltico. Le dichiarazioni furono poi ridimensionata dal portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Tuttavia un avvertimento era stato lanciato anche dal viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko.
«È chiaro che il nostro confine con la Finlandia è lungo 1.300 km. Ciò significherà un cambiamento radicale nella situazione militare e politica ed è comprensibile che saremo costretti ad adottare misure di sicurezza e difesa che riterremo necessarie», aveva detto il Grushko all’agenzia TASS.
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Immagine di Saeima via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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