Politica
October Surprise in Casa Pelosi. Le cose che non tornano
La narrativa ufficiale dell’aggressione a Paul Pelosi, miliardario marito della Speaker della Camera USA Nancy Pelosi, è durata piuttosto poco.
Ricapitoliamo: Pelosi è stato aggredito con un martello in casa, ci viene detto. I chirurghi gli stanno ricomponendo le fratture al cranio. In America, ma anche in Italia, partono subito i giornaloni: è colpa del clima tossico creato dagli oppositori. Si lascia intendere che l’aggressore possa essere un sostenitore di Trump, un nazionalista bianco, un QAnonaro, un no-vax, etc.
Il presidente Biden ha immediatamente attribuito l’attacco ai 2020 election deniers, cioè coloro che negano la validità della sua elezione.
Biden says that people claiming the 2020 election was stolen are responsible for Paul Pelosis' recent attack. pic.twitter.com/BaFIrlHvCZ
— 3sidedstory ???????? (@3sidedstory) October 29, 2022
La Clinton ha detto che il responsabile è il Partito Repubblicano con le sue teorie del complotto.
La deputata somalo-americana Ilhan Omar parla di un tentativo di assassinio della Pelosi (che non era in casa) da parte di un «nazionalista bianco di estrema destra». Tanti altri esempi sono possibili. Insomma, una bella October Surprise, cioè uno di quegli eventi che avvengono stranamente subito prima delle elezioni americane che si tengono solitamente in novembre, con il potenziale di alterarne il risultato.
Poco dopo emerge però che il sospetto, il 42enne David DePape, non si attaglia alla categoria. Vive a Oakland, non lontanissimo dalla magione di San Francisco dei Pelosi, universalmente nota perché, in un segno di classismo intollerabile, anni fa Nancy mostrò ai media sottolineando la sua bellezza del suo immenso frigo-ghiacciaia, dove teneva i gelati di cui anche lei, come Biden va ghiotta.
Nella casetta del DePape, invece, si vendono solo bandiere LGBT, segni con la foglia di canapa e cartelloni fatti a mano inneggianti a Black Lives Matter. I vicini lo definiscono come una persona instabile, che ha chiamato la polizia contro tutto il vicinato, che pure è tutto sinistroide, anche se non zelotamente hippy come lui e la compagna (o moglie, non si capisce) con cui ha dei figli. La tizia viene infine sentita da Fox News è chiarisce una volta per tutte le inclinazioni domestiche «Quando l’ho incontrato aveva solo 20 anni, non aveva alcuna esperienza in politica, era molto in linea con le mie opinioni, e io sono sempre stato molto progressista». Aggiunge qualcosa di importante: «ammiro assolutamente Nancy Pelosi».
FBI visits Berkeley home tied to Pelosi beating suspect. The Victorian is dubbed a “hippie collective” by neighbors pic.twitter.com/jOhbVTvElx
— Jaxon Van Derbeken (@jvanderbeken) October 28, 2022
La Pelosi, per chi non lo sapesse, è l’eterno rappresentante politico del distretto di San Francisco, il più liberal – e gay – dell’intero Paese.
Il DePape, apprendiamo, è un nudista convinto. Chi conosce San Francisco sa che, per quanto sia una città dove la follia scorre sovrana, il numero di nudisti praticanti sia davvero esiguo, al punto che è possibile averli presente tutti. Il più famoso è Luis Andrew Martinez (1972-2006), che fu bandito per via del suo nudismo dal campus di Berkeley, e la sua insistenza era tale che lo stesso comune di Berkeley promanò una legge antinudisti (si presentava anche ad assistere il consiglio comunale senza vestiti). La sua storia, tristissima, passa per la vera malattia mentale e finisce in carcere con la testa dentro un sacchetto di plastica.
Tuttavia, il fenomeno nudista persiste anche nel quartiere di Castro, epicentro dell’omosessualismo mondiale, dove all’angolo con Market Street era possibile rimirare una sorta di cowboy nudo (cioè: aveva solo stivali e cappello) che si esponeva per la gioia dei passanti, che talvolta si fermavano a rimirarlo e financo a fotografarlo. Quasi mai l’uomo era solo: c’era un gruppo, scostante ma presente, di persone che si denudavano assieme a lui. Sono i cosiddetti «Castro-nudist».
Paul Pelosi’s assailant has been ID’d as David DePape, a member of Castro Nudist Protesters and a hemp artist.
Also married to Gypsy Taub, another nudists protester.
This photo states the man to the right of Gypsy Taub is her husband.
Probably not a Christian nationalist. pic.twitter.com/knWmEqegNE
— Oriental Fury (@FuryOriental) October 28, 2022
Come dire: persone così eccentriche, persino a San Francisco, sono rare, e ben conosciute.
Non solo: potrebbe essere che il Pelosi, già noto alle cronache per un arresto per guida in stato di ubriachezza poche settimane fa, conoscesse la vittima? Secondo quanto emerge da un audio della polizia locale, sì. Il Pelosi, alle 2 e 30 della notte, chiama la polizia e dice che c’è un signore a casa sua, uno che non conosce, ma si chiama «David ed è un amico»…
Paul Pelosi’s 911 call reveals he knew the man, his name is David and describes him as his friend.
In the beginning he said he didn’t know him but later, Paul confessed.
The Pelosi’s are not being honest. Retweet so everyone sees this. pic.twitter.com/zRozccWceq
— Derek Utley (@realDerekUtley) October 30, 2022
Un’ulteriore dubbio: l’avvocato Harmeet Dhillon, attiva nelle cause riguardanti il primo emendamento, dice di aver portato documenti legali a tutte le case della zona dei Pelosi, che sono tutte pesantemente circondate da forze di sicurezza: Nancy Pelosi come speaker della Camera è ufficialmente terza in linea di successione alla Casa Bianca – dovesse succedere qualcosa a Biden e alla vicepresidente Harris, la Pelosi diverrebbe presidente USA.
My firm served a lawsuit against Paul Pelosi one time in SF after attempting to serve at other residences—Napa, Georgetown. They weren’t home, but staff were, & multiple law enforcement officers were on the perimeter. Break-in is odd given this level of security.
— Harmeet K. Dhillon (@pnjaban) October 28, 2022
Come può infiltrarsi in un luogo simile un uomo, indisturbato e, secondo quanto riportato, con indosso solo le mutande?
Eppure, circolano foto di una porta-finestra rotta: DePape sarebbe entrato da lì. Chiaramente, dovrebbero esistere video dell’accaduto: le foto che ritraggono la presenza di telecamere del posto sono già condivise online, dove gli utenti aspettano la pubblicazioni dei video di sorveglianza, che però non arrivano, con qualcuno che parla, non si sa con quanta validità, di opposizione da parte dei Pelosi.
There are 3 cameras on one side of Pelosi’s house…. And the cops were there (with body cams) before the assault started.
If anything other than the official narrative is a “wild conspiracy theory,” let’s see the tapes. https://t.co/7s01ba5VYO pic.twitter.com/vRwXfdum85
— John LeFevre (@JohnLeFevre) October 30, 2022
Inoltre, alcune voci in rete, come quella di un poliziotto con 11 anni di esperienza in rapine, sostengono come sia bizzarro che i vetri rotti, come si vede nella foto, siano caduti fuori dalla casa e non dentro, come avviene solitamente negli episodi di scasso.
Breaking INTO the Paul Pelosi home from the outside, wouldn’t the broken glass go INTO the house instead of outside the house? ???? pic.twitter.com/AATGlsRnjP
— FLCowboy (@1BoysFan) October 28, 2022
Vi sarebbe, inoltre, un terzo uomo: secondo Politico, una delle testate più impegnate a ricostruire l’accaduto, «gli agenti sono arrivati alla casa, hanno bussato alla porta d’ingresso e sono stati fatti entrare da uno sconosciuto». L’identità di quest’uomo è ancora da svelare. Come non è facile capire cosa facesse lì in quel momento: stava assistendo all’aggressione senza far nulla? Anche qui, in vari stanno chiedendo la pubblicazione del video delle body-cam, le telecamere montate su ogni agente di polizia. Tale pubblicazione toglierebbe ogni dubbio, ma anche quella tarda ad arrivare…
Le stranezze non finiscono. Secondo quanto riportato sempre da Politico, il Pelosi avrebbe detto all’intruso che «doveva andare in bagno» nel bel mezzo dell’irruzione da parte del malintenzionato nudista. Da lì, il Pelosi sarebbe stato apparentemente in grado di chiamare la polizia da un telefono che aveva lasciato in carica, bizzarramente, in bagno. Pelosi, dicendo che c’è uno sconosciuto in casa ma che è un amico che si chiama David, parla in codice per cercare di far arrivare un messaggio all’operatore senza che il DePape capisca?
Ancora: Pelosi, che non è solo marito della terza carica politica più importante della superpotenza, ma anche investitore miliardario (e controverso, secondo alcuni, per possibili conflitti di interesse con la moglie, che va a Taiwan quando la famiglia comincia ad investire sui semiconduttori…)
Tutto è molto bizzarro, contorto.
Ad un certo punto su Twitter era entrato in campo anche il suo nuovo padrone, Elone Musk. Il quale non ha resistito rispondendo a Hillary che sbavava contro i Repubblicani linkandole un articolo e commentando che «c’è una piccola possibilità che ci possa essere di più in questa storia di quanto sembri».
L’articolo è interessante: è di un micrologico giornale locale, il Santa Monica Observer, che sostiene che il DePape sarebbe un «Castro-nudist», di quelli che si trovano all’angolino con il cowboy di cui vi abbiano ritrovato sopra. «Da anni a San Francisco si vociferava che Paul Pelosi fosse gay. Si dice che David DePape sia un nudista di Castro» si spinge a scrivere il giornalista, specificando di avere ricevuto questa teoria da una fonte: «i Castro Nudists sono un gruppo di prostituti gay ì davvero radicali che sfilano nudi con anelli al c**zo». Il giornalista si spinge a dire che non si trattava di una telefonata alla polizia, ma di una risposta ad un wellness check, cioè qualcuno li avrebbe chiamati per controllare se Pelosi stesse bene. Questa idea sembra negata dalla telefonata registrata dalla polizia.
Per riassumere, il Santa Monica Observer titola: «L’orribile verità: Paul Pelosi era di nuovo ubriaco e ha litigato con un prostituto venerdì mattina presto».
Su Twitter tutti si sono buttati contro il giornalino californiano, accusato di essere poco affidabile e destroide. Elon Musk, in una figura da cioccolataio non bella visto che siamo all’inizio della sua proprietà di Twitter, rimuove il link. Fake news?
This exchange between @HillaryClinton and @elonmusk should kill any remaining confidence advertisers had in the platform. pic.twitter.com/JYhkm17Osp
— Molly Jong-Fast (@MollyJongFast) October 30, 2022
La stampa mainstream non sembra voler fare domande su nessuna delle questioni sollevate: anche le più semplici, come i video di sorveglianza della casa e dei poliziotti.
Non ricevendo una versione credibile, il pubblico su internet si sta dando, oltre che a fantasiose teorie del complotto, anche alla satira più volgare ed inaccettabile.
"The two men were in their underwear at 2 am… and they knew each other?"#PaulPelosi pic.twitter.com/BGj290HVUf
— Retro Coast (@RetroCoast) October 29, 2022
Don’t let anyone tell you that you are somehow a crazy conspiracy theorist for wondering why a young male nudist was in the house with Paul Pelosi when his wife has an entire police force dedicated to protecting her and her family.
— Kurt Schlichter (@KurtSchlichter) October 29, 2022
Yo what kind of home invasions include bathroom breaks?? pic.twitter.com/U6Gjj6alRl
— Raheem J. Kassam (@RaheemKassam) October 29, 2022
Can't stop….#Pelosi #hammer pic.twitter.com/4OAEuJRr5b
— Mrgunsngear (@Mrgunsngear) October 30, 2022
Hammer used in attack on Paul Pelosi. Hmmm pic.twitter.com/y1zYPTbjBd
— Kenny Powers – Whiskey – Democracy – Sexy (@vKennyPowers) October 28, 2022
Ban all hammers… pic.twitter.com/VBr8Mfoa85
— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) October 31, 2022
The internet remains undefeated… Also if you switch out the hammer for a red feather boa you could be Hunter Biden in an instant. https://t.co/lOYZ8SwiAZ
— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) October 31, 2022
Prendiamo le distanze da simili offensive volgarità.
Sapendo i suoi trascorsi col personaggio, immaginiamo tuttavia che una certa versione di un meme con Bill Gates che sta circolando in rete per un momento l’avrebbe voluta condividere anche Elon Musk.
Immagine di Nancy Pelosi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
Politica
Trump vuole che il presidente della FIFA Infantino guidi l’ONU
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump auspicherebbe che il presidente della FIFA Gianni Infantino diventi il prossimo segretario generale delle Nazioni Unite. Lo riporta il tabloide neoeboraceno New York Post.
Anbche il Washington Post ha citato una fonte vicina a Trump, secondo la quale il presidente ritiene che Infantino sia «rispettato da tutti in tutto il mondo» e che possieda una «speciale capacità di unire le persone». Non è tuttavia chiaro se il dirigente calcistico di origine svizzera sia interessato all’incarico, ha precisato il quotidiano.
Infantino avrebbe sviluppato un legame stretto con Trump, conferendogli a dicembre il primo Premio Nobel per la Pace della FIFA, dopo che il presidente statunitense aveva più volte sostenuto di meritare il Premio Nobel per la Pace per i suoi sforzi volti a porre fine ai conflitti. La loro amicizia è finita sotto i riflettori durante i Mondiali di calcio FIFA, co-organizzati dagli Stati Uniti insieme a Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio.
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Poco prima degli ottavi di finale, la FIFA ha inaspettatamente sospeso la squalifica di una giornata comminata alla stella statunitense Folarin Balogun. Trump ha in seguito confermato di aver chiamato personalmente Infantino per chiedere una revisione della sanzione, che considerava ingiusta.
La UEFA, organo di governo del calcio europeo, ha condannato la decisione qualificandola come un caso senza precedenti di ingerenza politica. Anche l’UE ha criticato duramente la FIFA per aver revocato la squalifica.
Infantino, tuttavia, ha negato di aver svolto alcun ruolo nella decisione riguardante il giocatore americano. Gli Stati Uniti sono stati eliminati dopo la sconfitta per 4-1 contro il Belgio.
Il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite sarà scelto entro la fine dell’anno, dato che il mandato di Antonio Guterres terminerà a dicembre. Il suo successore dovrà prima ottenere l’approvazione del Consiglio di Sicurezza, composto da 15 membri, e successivamente dell’Assemblea Generale. Tutti i precedenti titolari dell’incarico erano stati in passato politici o diplomatici.
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Sebbene il potere decisionale effettivo risieda nei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Segretario Generale rappresenta il principale volto dell’organizzazione sulla scena globale.
Trump, che ha costruito una carriera di successo come conduttore del reality show televisivo The Apprentice, ha assegnato incarichi governativi a diversi ex atleti e figure del mondo dello spettacolo. Durante il suo secondo mandato ha nominato Linda McMahon, co-fondatrice ed ex CEO della lega di pro-wrestling (ossia la lotta simulata del compianto Hulko Hogan e compagni) WWE, segretaria all’Istruzione.
Infantino aveva ricevuto anche grandi critiche per un supposto favoritismo nei confronti dell’Argentina, squadra apprezzata da Trump ma soprattutto dai vertici dello Stato di Israele.
Come riportato da Renovatio 21, in una scenetta gustosa, Infantino durante la premiazione finale ha cercato di spiegare con mestizia a Trump che non poteva essere nella foto finale con la squadra vincitrice, la Spagna, che alza la coppa. Con estrema probabilità, Trump sapeva tutto, ma ha optato per il photobombing,
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Gender
Hunter Biden: una «mafia cripto-omosessuale» controlla Washington: ricordando il «pagegate»
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“Hey Lindsey, why don’t you just admit that you’re gay, and then people won’t blackmail you anymore?” – Patrick Howley @HowleyReporter to Lindsey Graham pic.twitter.com/sVs8nqd0xs
— Molly Ploofkins (@Mollyploofkins) January 29, 2026
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Politica
Trump si inserisce nella cerimonia di premiazione dei Mondiali. Poi subisce pre lui la maleducazione degli argentini
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è intromesso nella cerimonia di premiazione della Coppa del Mondo FIFA, consegnando personalmente il trofeo alla Spagna dopo che i campioni d’Europa hanno sconfitto i campioni in carica dell’Argentina per 1-0 ai tempi supplementari al MetLife Stadium di East Rutherford, nel Nuovo Jersey.
Domenica, Trump ha raggiunto il presidente della FIFA Gianni Infantino sul palco della cerimonia. I video girati nello stadio hanno mostrato i due accolti da un misto di applausi e fischi mentre entravano in campo per la premiazione.
Prima che Trump consegnasse il trofeo al capitano della Spagna, Rodri, sono state consegnate le medaglie ai giocatori di entrambe le squadre.
Il presidente degli Stati Uniti è rimasto quindi al centro del podio, dove i giocatori si erano riuniti per la tradizionale cerimonia di premiazione. Infantino ha apparentemente spostato delicatamente Trump di lato per dare più spazio alla squadra, ma è rimasto accanto ai giocatori mentre Rodri alzava la coppa, creando un momento leggermente imbarazzante.
🚨🇺🇸 WATCH: The moment Gianni Infantino moves President Trump out of the way as Spain lift the World Cup trophy pic.twitter.com/I5Ha0mUwfV
— Politics Global (@PolitlcsGlobal) July 19, 2026
🟥 As expected… Trump refused to get out of the frame when Spain did the traditional World Cup Trophy lift.
FIFA President Gianni Infantino had to literally run over and attempt to physically drag him away, so that the Spanish Champions could have their special moment.
What… pic.twitter.com/nbG0NH4I2D
— Fun Tom 🇨🇦 💂 (@funtomvids) July 19, 2026
I am in tears. After President Trump PERSONALLY gives the World Cup Trophy to Spain, the Captain and team want Trump to Celebrate with them 🙏
Liberals do NOT want you to see this ❤️ pic.twitter.com/5MENeQPEzM
— MAGA Voice (@MAGAVoice) July 19, 2026
Spain players doing the Trump Dance as he presents the FIFA World Cup trophy.
The world loves our president.
We are blessed. pic.twitter.com/00trz6Q9fY
— Robert Burns (@RobertBurns82) July 19, 2026
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L’episodio ha scatenato un’ondata di condanne e derisione online, con alcuni che hanno suggerito che a Trump si sarebbe dovuto dire che non è un membro della nazionale di calcio spagnola. Altri hanno contrapposto l’insistenza del presidente americano nel voler apparire nella foto con gli spagnoli alle sue recenti invettive contro Madrid. All’inizio di questo mese, Trump aveva dichiarato in una conferenza stampa della NATO che la Spagna era una «causa persa», mentre l’anno passato ha ventilato l’ipotesi di un’espulsione di Madrid dalla NATO.
«Non vogliamo più fare affari commerciali con la Spagna», aveva detto, lamentandosi del fatto che Madrid è «un pessimo partner nella NATO» e che «sono senza speranza. Gente cattiva».
La verità è che il presidente americano, genio incontrastato nell’uso dei media, conosce il valore iconico dell’immagine finale, quindi non ha resistito alla possibilità di un photobombing presidenziale. Le polemiche e le prese in giro a breve spariranno, la foto con la i giocatori spagnuoli – e Trump – che alzano la Coppa resterà per sempre.
Ad ogni modo, continuano le polemiche sul vertice FIFA Gianni Infantino, considerato succube del presidente statunitense, al punto da accogliere l’incredibile suggerimento di annullare un cartellino rosso per un componente della sfortunata selezione USA.
La Spagna ha dominato grandemente la finale, costringendo il portiere argentino Emiliano Martinez a ben 12 parate. La squadra del cattolico Luis de la Fuente ha registrato i primi 20 tiri in porta della partita.
L’Argentina è rimasta in dieci uomini poco prima dell’inizio dei tempi supplementari, dopo l’espulsione di Enzo Fernandez per doppia ammonizione. Lo stile di gioco falloso e bullesco della squadra sudamericana ha scatenato critiche da ogni parte.
Il subentrato Ferran Torres ha finalmente sbloccato il risultato al 106° minuto, insaccando da distanza ravvicinata dopo un colpo di testa di Nico Williams su cross di Pedro Porro.
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La vittoria ha assicurato alla Spagna il suo secondo titolo mondiale maschile, 16 anni dopo il trionfo in Sudafrica nel 2010. Con la vittoria della squadra femminile nel torneo del 2023, la Spagna è diventata anche il primo paese a detenere contemporaneamente i titoli mondiali sia maschile che femminile.
La sconfitta ha impedito all’Argentina di conquistare il secondo titolo mondiale consecutivo e ha posto fine in modo deludente a quella che probabilmente è stata l’ultima apparizione di Messi ai Mondiali. Il 39enne ha faticato a incidere contro la difesa spagnola, dopo aver contribuito a portare l’Argentina alla sua seconda finale consecutiva.
Prima della partita, Messi aveva alimentato le voci sul suo ritiro condividendo l’immagine di un paio di scarpini con la scritta «El Último Tango» – «L’ultimo tango». Al fischio finale, non è riuscito a trattenere le lacrime, vedendo svanire le speranze dell’Argentina di difendere il titolo.
La memoria di questa partita sarà per sempre segnata dall’infamia del comportamento violento e infantile degli argentini, che dopo il fischio di chiusura hanno scatenato risse e prodotto atti di mancanza di rispetto indegni, come voltare le spalle mentre la squadra vincitrice viene premiata. Essendo che il risultato è stato ampiamente meritato, visto il gioco superiore degli spagnuoli (con ulteriori reti valide annullate per falli che sembrano in realtà sospette simulazioni), va compreso che si tratta di una vera, intollerabile immaturità da parte dei giocatori argentini, Messi incluso, che mentre piange a favor di steadycam si accorge della rissa fatta partire dai suoi compagni di squadra ma non fa nulla per fermarli: il problema del campione, dunque, non è solo la mancanza di carisma.
Per questo spettacolo indegno – che ha compreso l’evidente mancanza di ossequio istituzionale verso il presidente Trump e soprattutto verso il presidente del Messico Claudia Sheinbaum, la FIFA ha aperto un’inchiesta, che speriamo porti ad una squalifica, magari lunga anni, per la nazionale di Buenos Aires.
Trump è diventato il primo presidente statunitense in carica ad assistere a una finale di Coppa del Mondo sul suolo americano. Prima della partita, ha salutato il torneo allargato a 48 squadre come un grande successo e ha dichiarato che gli Stati Uniti sono diventati «un Paese di calcio».
Trump sembrava propendere per l’Argentina, pur rifiutandosi di fare una previsione esplicita. «Non prenderò posizione, ma penso che sia molto difficile scommettere contro Messi. È fantastico», aveva detto in precedenza a Fox Sports, aggiungendo di aver «sempre apprezzato» sia Messi che il suo storico rivale Cristiano Ronaldo.
Due giocatori argentini, Lisandro Martinez e Cristian Romero, si sono rifiutati di stringere la mano al presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante la cerimonia di premiazione della medaglia d’argento, dopo la sconfitta per 1-0 dell’Argentina contro la Spagna nella finale dei Mondiali.
VIDEO | Two Argentine players, Lisandro Martínez and Cristian Romero, refused to shake hands with US President Donald Trump during the silver medal ceremony after Argentina’s 1-0 defeat to Spain in the World Cup final.
Martínez avoided shaking hands with both Trump and FIFA… pic.twitter.com/yrv1cDg0o4
— The Cradle (@TheCradleMedia) July 20, 2026
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Martinez ha evitato di stringere la mano sia a Trump che al presidente della FIFA Gianni Infantino, mentre Romero ha salutato Infantino ma ha evitato Trump, stringendo invece la mano alla presidente messicana Claudia Sheinbaum e al primo ministro canadese Mark Carney.
Alcuni, guardando le immagini, hanno sostenuto che il capitano dell’Argentina Lionello Messi di fatto abbia quasi snobbato Trump, che invece sembrava volergli parlare.
Messi barely acknowledged Trump. pic.twitter.com/mQi6KFv1S8
— Don Van Natta Jr. (@DVNJr) July 19, 2026
Come riportato da Renovatio 21, a Buenos Aires vi sono stati scontri tra tifosi e forze dell’ordine: nemmeno i supporter riescono, come adulti, ad accettare la sconfitta.
In un Paese serio le proteste della popolazione dovrebbero essere contro il comportamento indegno dei suoi giocatori.
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Immagine screenshot da Twitter
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