Mentre gli Stati Uniti si stanno decisamente avviando verso la guerra civile, il presidente Joe Biden fa leva sui credenti di sinistra di tutte le confessioni. Considera gli elettori di Donald Trump persone che, ingannate nella fede, bisogna riportare sulla retta via. Continuando a strumentalizzare le religioni, il Partito Democratico divide il Paese, non in base alle confessioni, ma al modo di concepire la fede. Il presidente Biden aspira a riunire tutti i cittadini sotto il proprio magistero e proseguire nella direzione tracciata da Barack Obama. Di fatto, lungi dal placare gli animi, radicalizza suo malgrado il dibattito politico.
Politica
Papa Biden e i cristiani di sinistra
Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Joe Biden fa leva sui credenti di sinistra di tutte le confessioni. Considera gli elettori di Donald Trump persone che, ingannate nella fede, bisogna riportare sulla retta via
Ho precedentemente presentato i partigiani della cultura woke (risveglio) statunitense come «Puritani senza Dio»: una sintesi per sottolineare come molti di loro non credano in Dio. Vorrei precisarne meglio l’immagine, affrontando l’impronta dei credenti nella sinistra statunitense.
È un argomento raramente affrontato negli Stati Uniti (1) e completamente ignorato in Europa, dove si tralasciano sempre gli aspetti eccessivi che le religioni assumono a casa del nostro signore, gli USA.
Innanzitutto è opportuno precisare il contesto:
- Gli Stati Uniti sono stati fondati da una setta puritana, i Padri Pellegrini, arrivati nel XVII secolo a bordo del Mayflower. Lasciarono l’Inghilterra, attraversarono l’Atlantico e trovarono un continente pressoché deserto, ove affermare la propria esigenza di purezza e costruire una «Città sulla collina» che illuminasse il mondo. Oggi gli Stati Uniti sono in realtà campioni mondiali della libertà religiosa, ma non della libertà di coscienza; basti questo esempio: la testimonianza di chi ha rinnegato la chiesa di appartenenza non è ammissibile in tribunale.
Il candidato democratico delle elezioni presidenziali del 2004, John Kerry, era un cattolico che aveva considerato la possibilità di farsi prete. Credette di poter contare sull’elettorato della propria comunità religiosa, ma non vi riuscì. I cattolici di sinistra non erano ancora organizzati. Il discorso di Kerry sull’aborto scioccò il futuro cardinale Burke, che chiese alla conferenza episcopale di rifiutare a Kerry l’eucarestia
- Durante la guerra fredda il presidente Eisenhower volle fare degli Stati Uniti la nazione campione della Fede, un baluardo contro il «comunismo senza Dio» dei sovietici (2). Fece distribuire libri di propaganda «cristiana» a tutti i soldati e istituì al Pentagono un gruppo ecumenico di preghiera – oggi conosciuto come La Famiglia – e lo diffuse in tutto il mondo occidentale (3). Tutti i presidenti del Comitato dei capi di stato-maggiore ne hanno fatto e ne fanno parte, nonché numerosi capi di Stato e di governo stranieri.
- Dopo il crollo dell’Unione Sovietica gli statunitensi cominciarono a staccarsi dalle Chiese: oggi il 17% si dichiara agnostico, alcuni persino atei. Continua ad aumentare anche il numero di credenti che asseriscono di non appartenere ad alcuna particolare Chiesa. Il discorso politico non si rivolge più soltanto ai credenti di qualsiasi religione cristiana, né di altre religioni, ma anche ai non-credenti.
Un’evoluzione che trova per la prima espressione nella Convention del Partito Democratico del 2012: benché numerosi seminari fossero organizzati da gruppi religiosi, i testi presentati e adottati non menzionavano più Dio. Il Partito continuava a essere composto da una schiacciante maggioranza di credenti, ma voleva rivolgersi a tutti, prendendo atto del cambiamento degli statunitensi.
Il candidato democratico delle elezioni presidenziali del 2004, John Kerry, era un cattolico che aveva considerato la possibilità di farsi prete. Credette di poter contare sull’elettorato della propria comunità religiosa, ma non vi riuscì. I cattolici di sinistra non erano ancora organizzati. Il discorso di Kerry sull’aborto scioccò il futuro cardinale Burke, che chiese alla conferenza episcopale di rifiutare a Kerry l’eucarestia; dopo la disfatta contro George W. Bush, papa Benedetto XVI alluderà a una sua possibile scomunica de facto.
L’elezione nel 2008 del Democratico Barack Obama, presentata come vittoria delle organizzazioni dei neri, fu in realtà un’ancor più grande vittoria dei cristiani di sinistra, in preponderanza bianchi. Il capo di gabinetto, John Podesta, militante cattolico, aveva radunato tutte le conventicole dei cristiani di sinistra, protestanti e cattolici, per sostenere l’ascensione di Obama alla Casa Bianca.
L’elezione nel 2008 del Democratico Barack Obama, presentata come vittoria delle organizzazioni dei neri, fu in realtà un’ancor più grande vittoria dei cristiani di sinistra, in preponderanza bianchi
Anche l’approvazione della legge sull’obbligo dei lavoratori di contrarre un’assicurazione sanitaria con una società privata è, prima di tutto, una vittoria dei cristiani di sinistra contro quelli di destra. I primi volevano seguire i precetti della loro religione, i secondi preservarne i valori. Si noti che Gesù di Nazaret si è sempre rifiutato di dissertare sulla teoria: ha sempre insegnato attraverso l’esempio. Si noti anche che la scelta legislativa di Obama non è stata politica: non si è mai preoccupato delle richieste dei concittadini.
Obama è uomo di grande cultura religiosa, non soltanto cristiana, ma anche mussulmana. Non si sa molto sulla sua fede, ma si è sempre mostrato molto rispettoso di qualsiasi religione. Il che gli ha consentito di apparire dotato di saggezza e di federare a sé credenti di ogni provenienza.
Obama ha riformato l’Ufficio della Casa Bianca per Iniziative Religiose, creato dal predecessore George W. Bush. Ha fatto in modo che le sovvenzioni federali fossero equamente erogate ai culti. Nominò a capo dell’Ufficio il giovane Joshua DuBois, con il compito di coordinare i credenti di sinistra, e gli ha affiancato un Consiglio composto dalle figure religiose più prestigiose:
L’anno scorso queste personalità religiose hanno partecipato attivamente ai dibattiti sulle statue da demolire e alle manifestazioni Black Lives Matter
- reverenda Traci Blackmon, preposta al diritto alla sanità di tutti;
- reverenda Jennifer Butler, fondatrice di Faith in Public Life;
- reverendo Jim Wallis, editore della rivista Sojourners e assistente spirituale del presidente;
- pastore Michael McBride, per combattere l’uso delle armi e le violenze da parte della polizia sui neri;
- la scrittrice di successo Rachel Held Evans, autrice di Un anno di femminilità biblica: come una donna liberata ha ritrovato se stessa seduta sul proprio tetto, con il capo coperto, e chiamando il proprio marito «padrone»;
- il rabbino David Saperstein, direttore del Religious Action Center of Reform Judaism, designato ambasciatore degli Stati Uniti per la libertà di culto nel mondo;
- Harry Knox, leader della Human Rights Campaign’s Religion and Faith Program, nonché direttore della Religious Coalition for Reproductive Choice, leader per la difesa dei diritti dei gay e del diritto di abortire;
- Rami Mashashibi, direttore dell’Inner-City Muslim Action Network, che dopo gli attentati dell’11 Settembre s’impegnò perché si facesse distinzione fra mussulmani e terroristi.
L’anno scorso queste personalità religiose hanno partecipato attivamente ai dibattiti sulle statue da demolire e alle manifestazioni Black Lives Matter.
Durante la sua campagna presidenziale contro Trump, Hillary Clinton non ha fatto che minimi accenni alla propria fede, ma si è molto spesso rivolta ai credenti, soprattutto evangelici. Impostando il proprio discorso sui precetti del cristianesimo, che imporrebbero di confessare il peccato originale della schiavitù e di accogliere tutti i migranti, non è riuscita a convincere gli elettori. Soltanto dopo la sconfitta elettorale Hillary Clinton ha annunciato di considerare di diventare pastora metodista.
Durante il mandato di Obama, i credenti di sinistra statunitensi hanno creduto – a torto o a ragione – che papa Francesco si rivolgesse in particolare a loro
Il suo rivale, Donald Trump, che invece non sembra assillato dalla religione, è riuscito ad attirare la maggioranza dei cristiani di destra, in particolare gli evangelici bianchi, presentandosi non come credente, ma come un «ragazzo che avrebbe fatto ciò che andava fatto» e avrebbe salvato i valori che i cristiani di sinistra trascuravano. I cristiani di destra ne hanno apprezzato la sincerità e l’hanno visto come un miscredente inviato da Dio per salvare l’America.
Durante il mandato di Obama, i credenti di sinistra statunitensi hanno creduto – a torto o a ragione – che papa Francesco si rivolgesse in particolare a loro. Hanno infatti interpretato la sua prima lettera apostolica, Evangelii gaudium (2013) – in cui esortava i fedeli a evangelizzare il mondo – una giustificazione del loro impegno politico laddove affrontava «l’opzione preferenziale per i poveri».
Tuttavia, contrariamente a quanto pensano i credenti di sinistra statunitensi, la Chiesa cattolica non ha mai insegnato a preferire alcuni uomini rispetto ad altri. I credenti di sinistra hanno soprattutto inteso l’enciclica Laudato si’ (2015) – dedicata alle questioni ambientali – un sostegno alla propria militanza ecologista. Nell’insieme, considerando tutte le confessioni di appartenenza, ritengono papa Francesco il leader religioso oggi più legittimo.
Joe Biden è il secondo presidente cattolico dopo John Kennedy. Ma mentre Kennedy doveva dimostrare la propria indipendenza e che non avrebbe accettato imposizioni da un papa straniero, Biden cerca invece in tutti i modi di essere incoronato da un papa adulato dai suoi elettori
Joe Biden è il secondo presidente cattolico dopo John Kennedy. Ma mentre Kennedy doveva dimostrare la propria indipendenza e che non avrebbe accettato imposizioni da un papa straniero, Biden cerca invece in tutti i modi di essere incoronato da un papa adulato dai suoi elettori. Durante la campagna presidenziale ha diffuso una clip in cui spiega quanto debba alla propria fede. Quando perse moglie e figlia in un incidente, poi un figlio malato di cancro, la fede gli permise di superare il dolore e di conservare la speranza.
All’inizio dell’articolo accennavo al gruppo di preghiera del Pentagono. Da quando il generale Eisenhower l’ha istituito, ogni anno viene organizzato a febbraio un incontro di preghiera con il presidente in carica degli Stati Uniti. Quest’anno tutti aspettavano il discorso del presidente Biden. Si è svolto in videoconferenza ed è durato quattro minuti: Biden ha condannato «l’estremismo politico» (allusione al predecessore) e decantato la fratellanza tra «americani».
Il nuovo presidente considera gli americani «buoni», l’ha proclamato nella cerimonia d’investitura. Il Partito Democratico ricerca la Giustizia sociale nella tradizione dei Social Gospel degli anni Venti del secolo scorso. Tutti gli americani avrebbero dovuto perciò seguirlo spontaneamente. Ma sfortunatamente i credenti di destra sono stati abbagliati da Donald Trump, uomo senza religione. Hanno votato questo miliardario senza rendersi conto di tradire la propria fede. Per questa ragione Biden ritiene sia suo dovere aprir loro gli occhi e perseguire, loro malgrado, anche la loro felicità.
Il presidente Biden non cerca di comprendere perché i credenti di destra abbiano votato Trump: ha sempre considerato questo voto un’anomalia intellettuale. E oggi tenta di equiparare il gruppo QAnon a una setta delirante che crede di vedere Satana ovunque a Washington. In ogni dichiarazione Biden si sforza di presentare la presidenza Trump come un errore, una deleteria parentesi senza futuro.
Il presidente Biden non cerca di comprendere perché i credenti di destra abbiano votato Trump: ha sempre considerato questo voto un’anomalia intellettuale
Per tutti i credenti di sinistra l’unica cosa che conta sono i provvedimenti presi dopo il 20 gennaio a favore dei migranti, delle donne, delle minoranze sessuali, e contro la violazione degli spazi sacri delle minoranze indiane.
Stiamo assistendo a un grosso equivoco. I credenti di sinistra pensano di dover imporre in nome di Dio le proprie convinzioni politiche, mentre il Partito Democratico pensa che non debba pensare in termini politici, ma sedurre gli elettori. La separazione tra Chiese e Stato continua istituzionalmente a esistere, ma non nella pratica quotidiana. Il problema si è spostato: non è più coesistenza fra diverse religioni, ma tra concezioni diverse della Fede.
San Bernardo, che predicò la seconda crociata, riconosceva che «l’inferno è lastricato di buone intenzioni». Ed è esattamente quanto sta accadendo ora negli Stati Uniti: i credenti di sinistra si comportano come fanatici.
Stiamo assistendo a un grosso equivoco. I credenti di sinistra pensano di dover imporre in nome di Dio le proprie convinzioni politiche, mentre il Partito Democratico pensa che non debba pensare in termini politici, ma sedurre gli elettori. La separazione tra Chiese e Stato continua istituzionalmente a esistere, ma non nella pratica quotidiana
Parlano di unità nazionale, ma hanno aperto una caccia alle streghe al cui confronto quella di McCarthy è poca cosa. Al Pentagono stanno licenziando centinaia di consiglieri; hanno tentato di destituire un’eletta della Camera dei Rappresentanti perché contesta la versione ufficiale degli attentati dell’11 Settembre; vogliono arrestare tutti i membri del movimento QAnon.
Dopo la presa del Campidoglio non stanno pacificando gli Stati Uniti, ma li stanno precipitando nella guerra civile.
Thierry Meyssan
NOTE
(1) American Prophets: The Religious Roots of Progressive Politics and the Ongoing Fight for the Soul of the Country, Jack Jenkins, HaperOne (2020.
(2) Modern Viking: the story of Abraham Vereide, pioneer in christian leadership, Norman Grubb, Zondervan (1961). Military chaplains: From religious military to a military religion, Harvey G. Cox, JR, Abingdon Press (1969). Washington: christians in the corridors of power, James C. Hefley & Edward E. Plowman, Tyndale & Coverdale (1975).
(3) The Family: the secret fundamentalism at the heart of American Power, Jeff Sharlet, HarperCollins (2008).
Dopo la presa del Campidoglio non stanno pacificando gli Stati Uniti, ma li stanno precipitando nella guerra civile.
Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND
Fonte: «Biden, comandante dei “veri credenti”», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 16 febbraio 2021.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Immagine di DonkeyHotey via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0). Modifica: immagine ritagliata.
Politica
Ben Gvir raggiante inaugura un centro di impiccagione per palestinesi
Israele sta costruendo un centro di esecuzione per i prigionieri palestinesi condannati a morte per terrorismo, come annunciato dal ministro della Sicurezza Nazionale ultranazionalista Itamar Ben-Gvir. Oltre alla camera di esecuzione, la struttura ospiterà delle cabine di osservazione dove le «vittime del crimine» e le loro famiglie potranno assistere alle impiccagioni, un’opzione «consueta in molti paesi», ha affermato Ben-Gvir durante la presentazione del progetto martedì.
Il complesso verrà utilizzato per impiccare i «terroristi» condannati in base alla legge sulla pena di morte per i terroristi, recentemente approvata. La Knesset ha approvato la legge, promossa dal partito Otzma Yehudit di Ben-Gvir, a marzo. Essa prevede la pena di morte per coloro che vengono condannati per attacchi terroristici mortali volti a «porre fine all’esistenza di Israele», una disposizione che, secondo i critici, di fatto esenta gli israeliani di origine ebraica, rendendo la legge applicabile quasi esclusivamente ai palestinesi. Le esecuzioni devono essere effettuate entro 90 giorni dalla sentenza, senza possibilità di appello.
L’ubicazione esatta del centro di esecuzioni non è stata rivelata, se non che si trova in un’ala di recente costruzione del braccio della morte in un carcere del centro di Israele. In un video parzialmente sfocato girato sul posto, un raggiante Ben-Gvir mostra con orgoglio il cantiere, presentandolo come il compimento delle promesse fatte ai suoi sostenitori.
“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
Aiuta Renovatio 21
«Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato il ministro. «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di emanare una legge sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».
Ben-Gvir è noto per la sua retorica nei confronti dei palestinesi ed è stato sanzionato da diversi Paesi per aver ripetutamente incitato alla violenza.
Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
La legge sulla pena di morte ha suscitato ampie critiche da parte di gruppi per i diritti umani e attivisti legali, anche in Israele, per discriminazione, violazione del giusto processo e potenziali violazioni del diritto internazionale e israeliano. Gli esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno avvertito che l’impiccagione in particolare è incompatibile con il divieto assoluto di tortura, mentre l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem ha sostenuto che il metodo, altamente visivo, contribuisce alla «disumanizzazione» dei palestinesi.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, l’ha definita «profondamente discriminatoria» e una grave violazione del diritto internazionale. I parlamentari israeliani e le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Adalah – il Centro legale per i diritti della minoranza araba in Israele – hanno recentemente presentato ricorso alla Corte Suprema per chiedere l’annullamento della legge in quanto incostituzionale.
In precedenza, Israele consentiva la pena capitale solo in casi eccezionali, tra cui il tradimento e i crimini di guerra commessi durante il periodo nazista. Solo due persone sono state giustiziate dalla creazione dello Stato: un ufficiale dell’esercito israeliano per tradimento nel 1948 e Adolf Eichmann, uno degli artefici dell’Olocausto nazista, nel 1962. Nessun prigioniero palestinese è stato condannato a morte da quando la nuova legge è stata approvata.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Secondo dati della Palestinian Prisoner Society, Israele detiene attualmente circa 9.400 prigionieri palestinesi, tra cui quasi 100 donne e oltre 370 minori. Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente denunciato maltrattamenti nei confronti dei palestinesi nelle carceri israeliane, con ex detenuti e organizzazioni di difesa che hanno segnalato abusi, torture, fame, danni fisici e psicologici, violenze sessuali e negazione di cure mediche. Lo Stato degli ebrei detiene inoltre i corpi di oltre 100 palestinesi deceduti sotto la sua custodia.
In una trasmissione della scorsa settimana Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Politica
Kiev tra fronde e accuse di corruzione: Zelens’kyj sta perdendo il controllo?
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Politica
Musk ricuce con Trump donando 100 milioni di dollari
Il miliardario della tecnologia Elon Musk e il presidente Donald Trump hanno ripreso i contatti dopo la rottura dell’anno scorso. Come riferito giovedì dal Wall Street Journal, citando fonti che hanno viaggiato con i due in Cina, Musk starebbe organizzando una cospicua donazione a favore dei repubblicani in vista delle elezioni di medio termine.
I rapporti tra i due si erano deteriorati a metà del 2025, quando Musk aveva criticato il pacchetto di riforme fiscali e di spesa di Trump, definendo la bozza «assolutamente folle e distruttiva». La frattura si era verificata nonostante il ruolo centrale svolto da Musk nel ciclo elettorale del 2024. Dopo la vittoria di Trump, il miliardario era stato nominato a capo del Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), nel frattempo sciolto.
Il rientro di Musk nella cerchia ristretta di Trump è emerso chiaramente durante il volo per Pechino di maggio, quando si è unito al presidente, ai membri dell’amministrazione, ai dirigenti aziendali e ai familiari a bordo dell’Air Force One. I due apparivano cordiali: Musk parlava dei progetti per nuove fabbriche negli Stati Uniti, mentre Trump commentava un video di un lancio spaziale e chiedeva notizie di uno dei figli di Musk, secondo quanto raccontato al Wall Street Journal da alcune persone presenti sull’aereo.
Sostieni Renovatio 21
Nel corso del volo Musk avrebbe inoltre comunicato a Trump l’intenzione di destinare almeno 100 milioni di dollari a un’operazione di mobilitazione elettorale a sostegno dei repubblicani nelle elezioni di medio termine di novembre, per aiutarli a conservare il controllo del Congresso, stando a quanto riportato dal giornale sulla base di fonti a conoscenza della strategia.
Il riavvicinamento sarebbe stato il risultato di quasi un anno di contatti riservati, tra telefonate private, sollecitazioni di amici comuni, inviti a Mar-a-Lago e una cena alla Casa Bianca. Trump e Musk si sono scambiati poche parole anche alla cerimonia in memoria dell’attivista conservatore assassinato Charlie Kirk, il quale a quanto pare aveva tentato di riconciliarli.
Il Wall Street Journal ha scritto che il vicepresidente JD Vance, insieme al capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles, ha preso contatto con Musk dopo la rottura pubblica con Trump per attenuare le tensioni e ha poi mantenuto i rapporti con lui e i suoi alleati. Vance, secondo quanto riferito, riteneva Musk troppo rilevante per essere messo da parte, considerando i cospicui contratti di SpaceX con la difesa e la NASA.
Musk, da parte sua, avrebbe rinunciato ai progetti di un nuovo partito politico, in parte per salvaguardare i legami con Vance, considerato un possibile candidato alla presidenza nel 2028.
Secondo i collaboratori di Trump, è improbabile che i due recuperino l’intesa stretta di un tempo. Tuttavia hanno ricominciato a sentirsi circa una volta al mese, parlando di intelligenza artificiale, Cina e questioni internazionali, come riferito da persone a conoscenza delle conversazioni.
Musk aveva avuto un ruolo determinante nella vittoria elettorale di Trump del 2024, sostenendolo pubblicamente e destinando, secondo quanto riportato, almeno 288 milioni di dollari a supporto di Trump e di altri candidati repubblicani.
La rinnovata intesa arriva in un momento in cui i Democratici risultano in vantaggio sui Repubblicani negli ultimi sondaggi nazionali in vista delle midterm di novembre, mentre il tasso di approvazione netto di Trump è sceso vicino al minimo storico a causa della crescente insoddisfazione dell’opinione pubblica nei confronti della sua presidenza, in particolare per la gestione del conflitto con l’Iran.
L’anno passato rottura tra i due era stata grave – al punto che Musk avrebbe cambiato numero di telefono – e molto pubblica, con il magnate tecnologico a minacciare uno stop al programma spaziale americano, che in larga parte ora dipende dalla sua azienda SpaceX. Musk aveva insinuato che il presidente fosse nei file epsteiniani, dove in realtà da qualche parte appare tangenzialmente pure lui stesso.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Trump aveva detto persino di prendere in considerazione la deportazione dell’«immigrato» sudafricano Musk, che oggi gode comunque della cittadinanza.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa Trump sembrava aver porto un ramoscello d’olivo a Musk, il quale parrebbe aver accantonato l’idea di creare un terzo partito USA, il cosiddetto America Party. I due avevano poi ricompattato il rapporto all’evento Memorial per Charlie Kirk assassinato agli inizi di settembre.
Elone ancora a metà 2025 sembrava mostrare segni di pentimento per gli attacchi a Trump, il quale a sua volta aveva lasciato intendere di poterlo perdonare.
Tornare in buoni rapporti col presidente era il consiglio che diede ad Elone anche suo padre, Errol, personaggio geniale e fumantino con cui il figlio non parla più. «Ricucisci con Trump, ha vinto lui», aveva detto l’Errollo, il quale è, tra le altre cose, ammiratore di Vladimiro Putin e grande sostenitore della teoria secondo cui Michelle Obama è in realtà un uomo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
-



Internet2 settimane faLa figlia di Bill Gates accusata di frode: rischierebbe 20 anni in galera
-



Storia2 settimane faIncontro in Giappone con la mamma del conte Kalergi. Alla Messa in latino…
-



Catastrofi2 settimane faTerremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione
-



Epidemie2 settimane faLettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere
-



Occulto6 giorni faMedjugorje, per sei membri della Commissione vaticana «non è spiegabile senza l’intervento del Maligno»
-



Gender2 settimane faBambino di 7 anni torturato a morte da «mamme transgender»
-



Vaccini2 settimane faLa FDA approva il vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna. E il nuovo capo CDC è la «regina degli obblighi vaccinali»
-



Morte cerebrale2 settimane faCalciatore dato per morto si risveglia in obitorio. Dichiarare la morte non equivale a determinarla













