Nucleare
Gli USA valutano la possibilità di installare armi nucleari in altri Paesi della NATO
Gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di dispiegare armi nucleari in un maggior numero di Paesi NATO in Europa. La Russia ha già avvertito che qualsiasi mossa nucleare della NATO verso i suoi confini non resterebbe impunita. Lo riporta il Finacial Times, che cita fonti cono conoscenza della questione.
Secondo quanto riferito martedì da FT, questa potenziale mossa arriva mentre Washington cerca di rassicurare gli alleati preoccupati dai piani di riduzione del numero di truppe statunitensi e dei sistemi d’arma critici in Europa, nonché di reindirizzare alcune risorse verso l’Asia e altre regioni.
Gli Stati Uniti stanno riducendo in modo sostanziale la loro presenza militare in Europa, dove nel 2025 erano stanziati oltre 80.000 soldati americani nell’ambito di un sistema combinato di difesa territoriale e deterrenza risalente alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Il mese scorso, il Pentagono ha annullato la prevista rotazione di 4.000 soldati in Polonia, poco dopo aver annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania.
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FT ha descritto i colloqui come «altamente riservati» e ha affermato che potrebbero non portare ad alcun cambiamento negli accordi esistenti sulla condivisione nucleare. Attualmente, sei paesi della NATO ospitano armi nucleari statunitensi e velivoli a duplice capacità (DCA) certificati per il loro lancio: Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito.
Diversi membri della NATO sul fianco orientale del blocco, tra cui la Polonia e alcuni Stati baltici, hanno espresso interesse ad ospitare armi nucleari statunitensi e il DCA, secondo quanto riferito a FT da fonti a conoscenza della questione.
I membri europei della NATO rimangono fortemente dipendenti dagli Stati Uniti per capacità fondamentali, sebbene negli ultimi anni abbiano aumentato drasticamente i loro bilanci militari adducendo il motivo della minaccia russa.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa Vladimir Kulishov, il primo vicedirettore del Servizio di sicurezza federale russo (FSB), aveva dichiarato che Paesi della NATO si stavano preparando per possibili attacchi nucleari contro la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, nello stesso periodo il senatore russo Dmitrij Rogozin, ex capo dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, avevaaffermato che un attacco aveva preso di mira un sistema di allarme rapido nucleare russo nella regione meridionale di Krasnodar e che gli USA dovevano essere considerati direttamente responsabili di un attacco ucraino contro un elemento chiave dell’ombrello nucleare russo.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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Nucleare
Varsavia vuole la deterrenza nucleare anche senza bombe
La Polonia ha inviato segnali contraddittori sul possibile dispiegamento di armi nucleari sul proprio territorio, in quello che appare un tentativo di godere dei benefici della deterrenza senza ospitare munizioni straniere.
Negli ultimi mesi una dozzina di membri europei della NATO, tra cui la Polonia, hanno espresso il desiderio di ospitare armi nucleari o di partecipare, in misura variabile, a iniziative di condivisione nucleare. Oltre alla condivisione nucleare già esistente nel blocco, che prevede l’ospitalità di munizioni statunitensi, la Francia ha proposto un programma incentrato sull’UE per mettere a disposizione le proprie armi ai Paesi disposti a partecipare.
La confusione è iniziata giovedì, quando il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski sembrava aver escluso l’ipotesi di ospitare tali armamenti sul territorio nazionale.
Potrzebujemy realnego odstraszania, a nie chocholego tańca wokół broni jądrowej. Polski rząd właśnie uzyskał możliwość udziału w programie DCA, który jest wstępem do nuclear sharing. Ale to nie oznacza składowania broni nuklearnej w Polsce. To nie jest ani możliwe, ani pożądane https://t.co/BOrXzwxjdy
— Paweł Zalewski (@ZalewskiPawel) August 27, 2026
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«Vorrei dirlo in modo molto chiaro e aperto: la Polonia non vuole avere testate nucleari sul suo territorio», ha dichiarato Zalewski ai giornalisti presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. «Vogliamo partecipare alla deterrenza nucleare della NATO, il che non significa avere una testata nucleare sul nostro territorio».
Le parole hanno suscitato scalpore e alcuni le hanno interpretate come un rifiuto di partecipare ai progetti europei o persino a quelli già esistenti della NATO in materia di condivisione nucleare. La confusione ha spinto il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz a intervenire per rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che Varsavia intende ancora partecipare alla condivisione nucleare.
«Per fugare ogni dubbio: la Polonia resta fermamente interessata a partecipare al programma NATO di condivisione nucleare. Stiamo inoltre conducendo colloqui in merito alla proposta di adesione all’ombrello di protezione nucleare europeo. La posizione del nostro governo su questi temi è inequivocabile», ha scritto su X.
Rozwiewając wszelkie wątpliwości: Polska jest niezmiennie zainteresowana udziałem w programie NATO Nuclear Sharing.
Prowadzimy także rozmowy na temat propozycji uczestnictwa w europejskim nuklearnym parasolu ochronnym.
Stanowisko naszego rządu jest w tych kwestiach…
— Władysław Kosiniak-Kamysz (@KosiniakKamysz) August 27, 2026
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Sebbene il ministro non abbia detto esplicitamente se Varsavia fosse disposta a ospitare armi nucleari straniere, lo Zalewski ha ribadito le sue dichiarazioni iniziali nel corso della giornata. La Polonia resta impegnata a partecipare alla «deterrenza nucleare della NATO, [ma] senza stoccare armi nucleari», ha scritto il funzionario su X, rimproverando chi aveva frainteso le sue affermazioni. «La sicurezza richiede competenza e serietà. Affermare che la condivisione nucleare [equivalga a] stoccare armi nucleari in Polonia è ignoranza o manipolazione deliberata».
Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa il presidente Karol Nawrocki, facendo riferimento a quella che considera una «minaccia russa», aveva dichiarato che la Polonia dovrebbe sviluppare un proprio programma di armi nucleari.
Come riportato da Renovatio 21, nel marzo 2025 il presidente polacco Andrzej Duda aveva reiterato l’invito agli Stati Uniti a schierare armi nucleari nel suo Paese, sulla scia del presidente francese Emmanuel Macron che poco prima dichiarato di essere pronto a estendere l’ombrello nucleare della Francia a tutta Europa
Come riportato da Renovatio 21, la questione delle atomiche in Polonia era già stata discussa precedentemente dal premier Donald Tusk, che è di schieramento politico opposto rispetto a Duda.
Varsavia nel 2024 aveva chiesto una reazione della NATO al programma di Mosca di piazzare le sue atomiche anche in Bielorussia – un programma peraltro nel pieno stile di condivisione internazionale degli armamenti atomici in stile NATO.
Come ricordato da Renovatio 21, c’è da dire che la fornitura di atomiche a Kiev è stata messa sul piatto varie volte da personaggi come l’europarlamentare ucraino, orta tornato al governo come ministro degli Affari Esteri, Radoslav Sikorski, sposato ad la neocon americana ultrarussofoba Anne Applebaum.
Nel settembre 2022 la Polonia aveva iniziato a distribuire pillole di iodio, motivando l’operazione con la paura per le sorti della centrale nucleare di Zaporiggia, contesa tra i russi, che ne hanno il controllo, e gli ucraini, che cercano di impossessarsene con azioni militari di ogni sorta.
Come riportato da Renovatio 21, nell’autunno 2022 l’allora viceministro della Difesa Marcin Ociepa aveva dichiarato che la Polonia sarà in guerra con la Russia in 3 o 10 anni massimo.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
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