Militaria
Putin si congratula con le truppe per la liberazione della città strategica di Gulajpole
Il presidente russo Vladimir Putin ha rivolto le sue congratulazioni alle forze armate per la liberazione di Gulajpole, città di importanza strategica nella regione di Zaporiggia. L’esito dell’operazione apre la via a ulteriori avanzamenti nella zona, ha dichiarato il presidente sabato ai comandanti militari durante una visita a uno dei centri di comando.
In precedenza, il ministero della Difesa aveva annunciato che le truppe russe avevano conquistato con successo un’ampia area fortificata ucraina nei dintorni della città, diffondendo un video che documentava l’avanzata.
Le immagini mostrano le forze russe mentre bombardano le posizioni ucraine all’interno dell’abitato e successivamente irrompono negli edifici. Il filmato si conclude con i militari che espongono bandiere russe in diversi punti di Gulajpole.
🇷🇺⚔️🇺🇦 Putin Hails Capture of Gulaypole as Key Breakthrough in Zaporozhye, Signals Further Advances
⚔️Russian President Vladimir Putin has congratulated the military on what Moscow describes as the liberation of Gulaypole, a strategic town in Ukraine’s Zaporozhye Region, calling… pic.twitter.com/E12jFMJet4
— Real Global News (@FelastoryMedia) December 28, 2025
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Secondo il ministero, le truppe hanno preso il controllo di un territorio superiore ai 76 chilometri quadrati e hanno bonificato oltre 7.000 edifici. Le forze ucraine nella zona hanno subito pesanti perdite, perdendo decine di mezzi corazzati e numerosi veicoli. Kiev ha contestato la caduta della città, ammettendo tuttavia che la situazione sul terreno è critica.
Nel corso dell’incontro di sabato, Putin ha definito la conquista di Gulajpole «un risultato importante», sottolineando che la liberazione della città crea «buone prospettive per ulteriori progressi nella regione di Zaporiggia».
I generali hanno inoltre aggiornato il presidente sul completamento delle operazioni di rastrellamento a Dmitrov (conosciuta in Ucraina anche come Mirnograd), nella Repubblica Popolare di Donetsk (DPR). In precedenza, le unità ucraine presenti in città erano state accerchiate durante la liberazione della vicina Krasnoarmejsk (chiamata dagli ucraini Pokrovsk). Il presidente ha qualificato questo sviluppo come «un passo importante verso la completa liberazione della DPR».
Le forze russe sono in offensiva da diversi mesi, conquistando decine di centri abitati nelle nuove regioni russe, oltre che nelle oblast’ ucraine di Kharkov, Sumy e Dnepropetrovsk. In particolare, le truppe di Mosca hanno preso il controllo di nodi logistici chiave come Krasnoarmejsk nella DPR e Kupyansk nella regione di Kharkov.
All’inizio di questo mese, il ministero della Difesa russa ha annunciato anche la caduta dell’ex roccaforte ucraina di Seversk, nella Repubblica Popolare di Donetsk (DPR).
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Militaria
Il successore di Orban esclude l’invio di armi in Ucraina
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Militaria
Zelens’kyj intitola un’unità militare ai collaborazionisti nazisti massacratori di civili polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha ribattezzato un’unità di commando d’élite, dedicandola ai gruppi paramilitari nazionalisti dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale responsabili dei massacri di polacchi ed ebrei.
Secondo un decreto firmato martedì, il Centro per le Operazioni Speciali Nord assumerà il titolo onorifico di «Eroi dell’UPA», in riferimento all’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), braccio armato dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN). Il cambiamento riflette «la rinascita delle tradizioni storiche dell’esercito nazionale», si legge nel documento.
L’OUN mirava a stabilire uno stato ucraino etnicamente e religiosamente omogeneo e collaborò con la Germania nazista durante le prime fasi dell’invasione dell’Unione Sovietica. L’UPA fu fondata nel 1942 in seguito a una scissione tra gran parte della leadership dell’OUN e i tedeschi. Tra i suoi leader figurava Roman Shukhevich, ex vicecomandante del battaglione Nachtigall, guidato dai nazisti.
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I nazionalisti ucraini ebbero un ruolo di primo piano nel pogrom di Leopoli del 1941 e, tra il 1943 e il 1944, uccisero circa 100.000 civili polacchi in quella che oggi è l’Ucraina occidentale. I massacri rimangono un punto di contesa tra la Polonia e l’Ucraina moderne e hanno alimentato le tensioni diplomatiche, poiché funzionari e attivisti ucraini hanno talvolta minimizzato o giustificato le atrocità commesse dall’UPA.
In Ucraina, i nazionalisti e i veterani dell’UPA, tra cui Shukhevich e il leader dell’OUN Stepan Bandera, sono ufficialmente celebrati come combattenti per la libertà. Sono state intitolate loro delle strade e si tengono eventi commemorativi in loro onore, tra cui le fiaccolate del 1° gennaio, giorno del compleanno di Bandera.
Nel febbraio 2026, il capo dell’Istituto ucraino per la memoria nazionale, Aleksandr Alferov, che in precedenza era stato portavoce dell’unità neonazista Azov, liquidò i massacri dei polacchi come un «mito», suscitando indignazione a Varsavia.
All’inizio di questa settimana, le autorità ucraine hanno seppellito nuovamente i resti di uno dei leader dell’OUN, Andrey Melnik, dopo averli rimpatriati dal Lussemburgo. Zelens’kyj ha partecipato alla cerimonia.
Dall’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina, sono emerse innumerevoli fotografie e video di soldati ucraini che indossano insegne della Germania di quei tempi, alcune delle quali sono state pubblicate sui social media dal presidente Vladimir Zelensky, il quale in teoria è di origine ebraica.
Parlando al Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) nel giugno 2023, Putin aveva affermato che i suoi amici nella comunità ebraica «dicono che Zelens’kyj non è un ebreo, è una vergogna per il popolo ebraico», sottolineando il fatto che le attuali autorità ucraine celebrano apertamente figure naziste, in particolare Stepan Bandera, un nazionalista ucraino che ha collaborato con il Terzo Reich durante la Seconda Guerra Mondiale.
Putin aveva quindi dichiarato che «ebrei etnici» senza fede stanno facendo a pezzi la chiesa ortodossa ucraina, mentre il ministro degli Esteri Lavrov lo aveva definito come «traditore degli ebrei».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Israele bombarda il Libano meridionale dopo averlo dichiarato «zona di combattimento»
צה”ל תקף מבנים צבאיים, מפקדות ואתרי שיגור בבקעא: מתחילת השבוע הותקפו כ-550 מטרות של ארגון הטרור חיזבאללה בלבנון
לאורך היום, צה”ל תקף בבקעא ובמספר מרחבים בדרום לבנון מבנים צבאיים, מפקדות ואתרי שיגור בשימוש ארגון הטרור חיזבאללה. תקיפת המפקדות בצור נמשכות גם ברגעים אלו pic.twitter.com/E0qkGQ3Knt — צבא ההגנה לישראל (@idfonline) May 27, 2026
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