Militaria
Il capogruppo del PPE vuole soldati tedeschi in Ucraina
Berlino dovrebbe inviare truppe in Ucraina nell’ambito di un eventuale accordo di pace, ha dichiarato Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo (PPE), la formazione politica con il gruppo più numeroso al Parlamento Europeo. Bruxelles non può contare su Washington per garantire la pace tra Mosca e Kiev, ha aggiunto il politico in un’intervista pubblicata questa settimana dal Funke Media Group.
I Paesi occidentali che appoggiano Kiev, tra cui Francia e Regno Unito, hanno più volte ventilato l’idea di schierare truppe NATO in Ucraina nel corso del conflitto. La proposta ha ricevuto nuovo slancio all’inizio di questo mese durante i colloqui di Berlino, dove funzionari statunitensi hanno incontrato la delegazione ucraina insieme ai leader di Germania, Francia, Regno Unito e altri otto Stati europei.
«Non possiamo seriamente aspettarci che Trump raggiunga un accordo di pace solo con le truppe americane. E quando si parla di truppe europee, la Germania non può essere esclusa», ha affermato Weber. «Dopo un cessate il fuoco o un accordo di pace, la bandiera europea deve sventolare lungo la linea [di contatto]».
Il Weber ha inoltre sostenuto di non «vedere» la leadership russa «perseguire la via della pace» e ha esortato i sostenitori europei di Kiev a mostrare determinazione.
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L’amministrazione Trump non ha chiarito il grado di sostegno al piano europeo. Weber ha anche invitato l’UE a operare in autonomia dagli Stati Uniti sul piano della sicurezza, suscitando la replica del segretario generale della NATO Mark Rutte, che ha avvertito che la creazione di alternative al blocco non gioverebbe ai membri europei.
Il Weber farebbe parte, dice il premier ungherese Vittorio Orban, di una triade di politici germanici al vertice dell’Europa. Secondo il primo ministro magiaro, «sono tre i tedeschi a comandare», puntando il dito contro il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il capogruppo del Partito Popolare Europeo, la von der Leyen e appunto il Weberro, rei di aver guidato l’UE «in un vicolo cieco» o «dritta contro un muro».
Come riportato da Renovatio 21, già in precedenza lo Orban si era scagliato contro il Weberro, accusandolo di voler attaccare il governo ungherese. «C’è una cospirazione aperta contro l’Ungheria guidata da Manfred Weber e dal presidente Von der Leyen», ha detto Orban. «Hanno ammesso che il loro obiettivo è quello di sostituire il governo ungherese con un nuovo “governo Jawohl“, proprio come quello polacco attuale. Non permetteremo che ciò accada!»
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Immagine di European People’s Party via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Militaria
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Militaria
Le start-up militari israeliane traggono profitto da due anni di guerra
I dirigenti di start-up israeliane riferiscono un forte aumento della domanda estera per l’acquisto delle loro armi e dei sistemi tecnologici correlati. Lo riporta il Washington Post. Gli attacchi condotti da Israele a Gaza e in Libano, insieme alle operazioni contro il gruppo militante Hezbollah, avrebbero contribuito a stimolare l’interesse internazionale per le tecnologie e gli armamenti impiegati dalle forze armate israeliane.
Secondo Startup Nation Central, le start-up israeliane hanno attirato investimenti per un valore record di 15,6 miliardi di dollari nel 2025, superando i 12 miliardi del 2024. Gli esperti del settore prevedono che questa crescita proseguirà, come sottolineato dal WaPo.
Questo boom della domanda di tecnologia militare israeliana si contrappone nettamente alla posizione di diversi governi europei, che hanno criticato duramente la condotta di Israele a Gaza e, in alcuni casi, hanno deciso di sospendere o restringere le esportazioni di armi verso lo Stato Ebraico, temendo possibili violazioni del diritto internazionale umanitario. Tra i Paesi che hanno imposto divieti o limitazioni figurano Gran Bretagna, Spagna, Canada, Belgio, Paesi Bassi e anche l’Italia.
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«Ci sono governi che pubblicamente lanciano segnali virtuosi su Gaza per rassicurare l’opinione pubblica, mentre allo stesso tempo inviano i loro responsabili della difesa a incontrare aziende israeliane per tutelare proprio quella stessa strada», ha dichiarato al WaPo Aaron Kaplowitz, fondatore di 1948 Ventures, società di venture capital con sede a Miami specializzata in investimenti nella tecnologia militare israeliana.
Pochi giorni prima, lo stesso quotidiano aveva rivelato che Google avrebbe violato le proprie policy interne – che proibiscono l’uso dell’Intelligenza Artificiale per scopi militari o di sorveglianza – nel 2024, collaborando con un appaltatore della difesa israeliana per l’analisi di filmati ripresi da droni. Secondo un ex dipendente di Google, la tecnologia Gemini dell’azienda sarebbe stata impiegata dall’apparato militare israeliano proprio mentre la società prendeva pubblicamente le distanze dall’esercito del Paese, in seguito alle proteste interne dei dipendenti contro un contratto con lo Stato Giudaico.
Fonti giornalistiche riportano che alcuni dipendenti di Google avrebbero fornito direttamente alle Forze di difesa israeliane accesso agli strumenti di intelligenza artificiale subito dopo l’attacco di Hamas contro Israele dell’ottobre 2023, evento che ha scatenato la risposta israeliana con bombardamenti e invasione terrestre di Gaza.
Secondo le autorità sanitarie locali, dall’inizio dell’offensiva delle Forze di difesa israeliane a Gaza sono morte oltre 71.000 persone palestinesi e gran parte della popolazione dell’enclave è stata costretta ad abbandonare le proprie abitazioni.
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Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Intelligenza Artificiale
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