Oligarcato
L’ex segretario del Tesoro USA chiedeva a Epstein come tradire la moglie con la figlia di un funzionario cinese
L’ex segretario al Tesoro statunitense Larry Summers ha deciso di ritirarsi dalla vita pubblica dopo la pubblicazione di documenti che rivelano come avesse chiesto a Jeffrey Epstein consigli su come intrattenere una relazione intima con una donna, a insaputa della moglie.
Summers, che ha servito come Tesoro sotto Bill Clinton e successivamente come presidente di Harvard, scambiò nel 2018 e nel 2019 numerosi messaggi con Epstein riguardo a una figura femminile indicata con il codice «pericolo».
In una conversazione di gennaio 2019, Summers confidò a Epstein che era improbabile che la donna lo abbandonasse, vista la sua influenza e le opportunità professionali in gioco; Epstein replicò: «È destinata a stare con te».
Nel novembre 2018, Summers scrisse: «per il momento, non andrò oltre con lei se non come mentore economico», aggiungendo di sentirsi «nella categoria di chi è visto con affetto nello specchietto retrovisore».
Nel marzo 2019, spiegò a Epstein che la donna sembrava confusa o intenzionata a bloccarlo, ma manteneva i contatti per ragioni professionali, nonostante le frizioni evidenti, come riportato dall’Harvard Crimson.
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Alcuni di questi dialoghi sembrano alludere alla macroeconomista Keyu Jin, laureata e PhD a Harvard tra il 2000 e il 2009, allora professoressa alla London School of Economics, citata in messaggi di fine 2018.
In uno scambio, Summers girò a Epstein un’email di Jin che solicitava feedback su un paper, commentando che era «probabilmente appropriato» non rispondere; Epstein ribatté: «Sta già iniziando a sembrare bisognosa 🙂 carino».
Dai messaggi non emerge alcuna indicazione di una liaison romantica con Summers, né è chiaro se Jin fosse al corrente che il suo mentore discuteva di lei con il condannato per abusi sessuali.
In comunicazioni successive, Summers ed Epstein ironizzarono sulla possibilità che Summers avesse un rapporto sessuale con lei.
In un altro episodio, i due parlarono del legame di Summers con il padre di Jin, ex alto dirigente del Partito Comunista Cinese e fondatore della Banca Asiatica per gli Investimenti nelle Infrastrutture, con cui Summers intratteneva da anni stretti rapporti professionali.
Il 22 dicembre, dopo che Jin ringraziò Summers via email per il supporto a lei e al padre, allegando una bozza di articolo, questi la inoltrò a Epstein, notando di aver lodato il genitore in una recente riunione con altri ufficiali cinesi.
Fino a marzo 2019, Summers descrisse dettagliatamente le sue interazioni con la donna – presumibilmente Jin, anche se non nominata nelle email post-dicembre 2018 – esprimendo irritazione per i suoi annullamenti o riduzioni di piani e per il suo apparente interesse verso un altro uomo, secondo il Crimson.
Lunedì sera, Summers ha dichiarato: «Mi vergogno profondamente delle mie azioni e riconosco il dolore che hanno provocato», annunciando il ritiro dagli impegni pubblici per «ricostruire la fiducia e riparare i legami con chi mi è più vicino».
Il Summerso ha ammesso la responsabilità per l’errore di mantenere contatti con Epstein e ha precisato che proseguirà nell’insegnamento agli studenti, ma si terrà distante dal mondo pubblico.
La senatrice Elizabeth Warren, ex docente di diritto a Harvard reclutata tramite programmi DEI, ha invitato l’università a troncare ogni legame con Summers, sostenendo che «non è affidabile per consigliare politici, leader istituzionali o insegnare a una nuova generazione di studenti a Harvard o altrove».
In reazione allo scandalo, l’Economic Club di New York ha posticipato un dibattito con Summers previsto questa settimana, poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo del Crimson, dichiarando al Financial Times che si trattava di un «cambiamento inevitabile di programma».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Oligarcato
Gola profonda del caso Epstein trovato morto in Tailandia
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I am the British whistleblower who reported evidence concerning Howard Lutnick, his links to Jeffrey Epstein, and Cantor Fitzgerald and BGC to the FBI in 2020–21.
Listen to the BBC File on 4 documentary about my whistleblower story: https://t.co/rLRDnZA4Dv BBC News: https://t.co/DdNNOosnKL I later shared evidence with the House Oversight Committee, which subsequently questioned Lutnick behind closed doors. My disclosures also contributed to regulatory action in the US and UK, including a £96m HMRC tax assessment relating to BGC’s partnership scheme. I believe the true tax exposure is substantially higher. I also reported to the FBI and financial regulators matters involving Cantor Fitzgerald’s Relief Fund and BGC/Cantor’s annual 9/11 Charity Day. The personal consequences of whistleblowing, and the retaliation I say followed, have been devastating for my family and me. Mother Jones previously reported that documents I uncovered revealed a years-long business tie between Howard Lutnick, Cantor Fitzgerald and Jeffrey Epstein through AdFin, including a 2018 exchange in which Lutnick and Epstein discussed the company directly: https://t.co/aRdn302v4i https://t.co/aRdn302v4i Follow me here on X and on LinkedIn. I intend to share more of the evidence and the story behind what happened. — Simon Andriesz (@SAndriesz) August 9, 2026
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Oligarcato
La Norvegia indaga sui legami tra la sua élite ed Epstein
Il Parlamento norvegese ha aperto un’inchiesta pubblica sui legami tra l’élite politica e diplomatica del Paese e il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali su minori. Saranno sentiti undici ministri degli Esteri e dello Sviluppo, tra cui l’attuale e l’ex titolare degli Esteri, e il primo ministro Jonas Gahr Stoere, che ricoprì quella carica dal 2005 al 2012.
I documenti su Epstein, resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense all’inizio di quest’anno, hanno messo in luce i suoi rapporti spesso tossici con politici, membri di famiglie reali e altre figure di spicco, per i quali si ritiene abbia procurato ragazze minorenni a scopo sessuale. Quelle rivelazioni hanno innescato indagini parlamentari e di polizia in Norvegia.
La Commissione permanente per il controllo e gli affari costituzionali del Parlamento sta esaminando la gestione dei fondi per gli aiuti internazionali da parte del ministero degli Esteri, i controlli interni e se i rapporti personali con Epstein possano aver inciso sulle decisioni del governo. Il membro della commissione Jonas Andersen Sayed ha detto che l’esecutivo deve spiegare che cosa sta facendo per ricostruire la fiducia nel servizio diplomatico.
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Restano aperti anche interrogativi sui finanziamenti norvegesi all’International Peace Institute (IPI), che tra il 1997 e il 2018 ha ricevuto dal Ministero degli Esteri circa 130 milioni di corone (12 milioni di euro). Il think tank internazionale è stato guidato dal diplomatico norvegese Terje Roed-Larsen dal 2005 al 2020.
La Norvegia, sede del Premio Nobel per la Pace e da tempo attore centrale della diplomazia internazionale, è finita sotto una luce sempre più intensa per i legami di Epstein con i suoi ambienti politici e diplomatici.
Roed-Larsen, figura chiave dei negoziati di pace in Medio Oriente negli anni Novanta e tra i principali artefici degli Accordi di Oslo del 1993, è uno dei norvegesi di spicco indagati dall’Oekokrim, l’autorità per i crimini economici, dopo la pubblicazione dei documenti del caso Epstein.
Sotto inchiesta ci sono anche l’ex primo ministro Thorbjoern Jagland e l’ex diplomatica Mona Juul. La Juul e lo Jagland sono sospettati di corruzione aggravata, Roed-Larsen di complicità nello stesso reato. Tutti e tre hanno respinto gli addebiti.
Edward Juul Rod-Larsen, 25 anni, è stato trovato morto a Oslo pochi giorni dopo che le polizie francese e norvegese avrebbero avviato un’indagine congiunta sui suoi genitori, Mona Juul e Terje Rod-Larsen; si è sospettato il suicidio. Anche lo Jagland avrebbe cercato di suicidarsi, finendo all’ospedale.
Come riportato da Renovatio 21 ex ministro degli Esteri Boerge Brende ha intanto testimoniato davanti alla commissione, dopo essersi dimesso a febbraio da presidente e amministratore delegato del World Economic Forum in seguito alle indagini sui suoi contatti con Epstein.
In parallelo il parlamento ha nominato una commissione indipendente di accademici ed esperti legali per esaminare le questioni sollevate dai dossier Epstein. Le conclusioni dovranno arrivare entro il 31 gennaio 2028.
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Come riportato da Renovatio 21, i contatti norvegesi dell’Epstein comprendono anche quella che, dopo la recentissima morte di re Aroldo, è ora la regina di Norvegia Mette-Marit.
Secondo i documenti relativi al caso Epstein, la principessa ereditaria si scambiò centinaia di email con l’oscuro oligarca molestatore sessuale tra il 2011 e il 2014 e soggiornò persino nella sua casa in Florida per quattro giorni. Questi scambi sono avvenuti anni dopo che Epstein aveva ammesso di aver sollecitato una minorenne alla prostituzione.
La corrispondenza, personale e a tratti civettuola, ha dimostrato che la loro relazione è durata molto più a lungo di quanto il palazzo avesse pubblicamente affermato. Mette-Marit si è poi scusata per quello che ha definito un errore di valutazione, dicendo che avrebbe dovuto indagare più a fondo sul passato di Epstein.
Come riportato da Renovatio 21, a giugno il figlio di primo letto della regina è stato condannato a 4 anni di reclusione per stupro.
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Immagine di Torbjørn Kjosvold/SMK via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Bill Gates ha usato i fondi destinati ai vaccini per fare pressione sui governi: parla Angela Merkel
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