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Candace Owens pubblica i presunti messaggi di Charlie Kirk: «vedo il cattolicesimo in maniera sempre migliore»

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Candace Owens ha pubblicato presunti messaggi personali del defunto Charlie Kirk che dimostrano un crescente interesse per la Chiesa cattolica. Lo riporta LifeSite.

 

In uno dei messaggi, Kirk affermava che «vedo il cattolicesimo in maniera sempre migliore». Owens ha affermato che Kirk le ha inviato il messaggio nel febbraio 2024 durante conversazioni private sulla teologia e sull’uso politico del termine «giudeo-cristiano».

 

Candace ha descritto l’osservazione come parte di uno scambio continuo tra amici, aggiungendo di non aver mai affermato che Kirk si fosse convertito o si stesse preparando a farlo. «Charlie stava attraversando alcuni cambiamenti spirituali verso la fine», ha detto l’attivista, affermando che Kirk «non frequentava la chiesa del pastore Rob McCoy», ma piuttosto andava a messa ogni settimana e a volte anche più spesso.

 

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Owens ha anche attirato l’attenzione sul ciondolo di San Michele che Kirk indossava al momento della morte, aggiungendo che la sua vedova, Erika, aveva portato un vescovo a pregare sul suo corpo in seguito, e in precedenza aveva portato un prete a casa loro per pregare dopo una «fattura» comminatagli pubblicamente da giornalisti di sinistra.

 

Aveva anche parlato positivamente dell’importanza della Madonna, presentandola come la «soluzione al femminismo tossico» e invitando gli evangelici a venerarla di più.

 

 

Tuttavia, pur notando che i cattolici «speravano che avrebbe fatto il passo successivo perché stava pregando il Rosario», Owens ha insistito sul fatto che Kirk non aveva deciso di convertirsi e che lei non aveva mai affermato il contrario.

 

La rivelazione arriva nel mezzo di controversie in corso sulla vita spirituale e l’eredità di Kirk, seguite al suo assassinio a settembre. Alex Clark e Andrew Kolvette della TPUSA avevano recentemente discusso dell’interesse di Kirk per il cattolicesimo, definendolo più estetico che teologico.

 

«Stava diventando cattolico? No», ha detto Kolvet, produttore e caro amico di Kirk. «Ma amava molto la Messa cattolica. Amava il suo rituale. Amava la bellezza delle antiche chiese cattoliche e le vetrate. E lui ed Erika ci andavano ogni tanto».

 

«Mi è sembrata una specie di insabbiamento», ha detto la Owens a proposito di questa conversazione, chiedendosi perché personaggi vicini a Kirk si fossero affrettati ad affermare che non si stava avvicinando al cattolicesimo.

 

«Sono rimasto un po’ stupita», ha detto Candace, definendo il modo in cui hanno parlato dell’argomento un «tentativo inautentico di dissuadere l’idea che Charlie si stesse ammorbidendo nei confronti del cattolicesimo».

 

Le opinioni religiose di Kirk sono diventate un punto focale nella più ampia lotta sulla sua eredità, con personalità interne a Turning Point, e commentatori come la Owens che offrono resoconti divergenti delle sue posizioni private su questioni di fede.

 

Il giornalista della testata d’inchista di sinistra Grayzone Max Bluementhal ha sottolineato che un’eventuale conversione al cattolicesimo di Charlie lo avrebbe reso forse più distante dall’influenza israeliana, che abbonda tra gli evangelici americani da cui il ragazzo proveniva.

 

Bluementhal aveva pubblicato uno scoop che raccontava come Kirk avesse rifiutato 160 milioni offerti dal primo ministro israeliano Netanyahu a Turning Point USA (per portarlo «al prossimo livello») e come fosse stato invitato ad un ritrovo nella prestigiosa magione del miliardario hedge fund sionista Bill Ackman, dove gli sarebbe stata fatta pressione al punto che una lobbista israeliana britannica gli avrebbe pure urlato.

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Parimenti, è stato detto che amici avessero rivelato come Charlie avesse «paura» delle forze di Israele, di cui pure era stato un accanito sostenitore. L’insofferenza di Kirk per le pressioni che gli stavano mettendo – specie dopo che aveva fatto parlare ad un evento estivo il giornalista Tucker Carlson e il comico Dave Smith, considerati ora come anti-Israele – erano state rese pubbliche durante una trasmissione con la celebre giornalista Megyn Kelly.

 

Tutti coloro che si sono interessati del caso ci tengono a ricordare, tuttavia che non vi sono prove che Israele sia implicato nell’omicidio di Kirk.

 

Come riportato da Renovatio 21, a ribadire l’estraneità dello Stato Ebraico è stato più volte, alla TV americana e in videomessaggi pubblici sui social, il premier israeliano Beniamino Netanyahu, il quale per qualche ragione ha negato simultaneamente anche le accuse sugli assassinii rituali ebraici medievali con vittime i bambini cristiani, come San Simonino.

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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

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Gli esseri umani sono già in contatto con gli alieni: parla un deputato americano

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Gli alieni avrebbero visitato il nostro pianeta a bordo di un’astronave extraterrestre e avrebbero preso contatto con gli esseri umani. Lo afferma il deputato statunitense Tim Burchett, citando fonti governative anonime.   Negli Stati Uniti, l’interesse per gli UFO e i fenomeni correlati è cresciuto negli ultimi anni, grazie al sostegno del governo federale all’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) del Pentagono e ai canali istituiti per consentire a piloti e pubblico di segnalare gli avvistamenti.   «Hanno fornito dettagli specifici, indirizzi, orari, date e i nomi dei partecipanti all’incontro», ha dichiarato Burchett lunedì durante un’intervista in diretta streaming con TMZ. «E queste informazioni arrivavano fino ai vertici del potere esecutivo dei presidenti precedenti, non a quello attuale».   Rispondendo alle domande dei conduttori, il deputato sessantunenne ha sottolineato che le affermazioni si riferivano sia a «una forma di vita non terrena» sia a «qualcosa di meccanico non terrestre».   Il Burchett ha anche affermato di non credere che gli esseri extraterrestri rappresentino una minaccia per l’umanità. «Non credo che corriamo questo pericolo. Voglio dire, queste cose esistono, come credo, e avrebbero potuto distruggerci in un batter d’occhio, ma non lo vedo possibile», ha sottolineato.

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In un’intervista rilasciata al canale Newsmax una settimana prima, il parlamentare aveva anche avvertito che la divulgazione di informazioni classificate su presunti incontri con gli alieni avrebbe potuto minare la fiducia del pubblico. «Sono stato informato praticamente da tutte le agenzie governative esistenti e, se pubblicassero ciò che ho visto, non riuscireste a dormire la notte per la preoccupazione», ha affermato.   Tim Burchett si è affermato come una voce autorevole in merito alla divulgazione di documenti riguardanti fenomeni aerei non identificati (UAP) e oggetti volanti non identificati (UFO), promuovendo una maggiore trasparenza governativa e affermando che diverse agenzie, tra cui la NASA, avrebbero «mentito» su ciò che sapevano e sostiene che molti documenti sull’argomento rimangono segreti.   A febbraio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’intenzione di ordinare al dipartimento della Guerra e ad altre agenzie di rendere pubblici i documenti governativi relativi a UAP e UFO a causa dell’«enorme interesse».   Poco dopo, il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha confermato che il pubblico americano avrebbe saputo se il suo dipartimento possedeva documenti che provavano l’esistenza degli alieni, ma ha messo in guardia dal farsi illusioni su una rapida divulgazione.   Nel marzo 2024, il Pentagono ha dichiarato di non avere prove che i fenomeni aerei non identificati siano in realtà tecnologia aliena, aggiungendo che molti casi riguardavano palloni meteorologici, aerei spia, satelliti e altre attività di routine.   Trump aveva fatto l’annuncio poche ore dopo aver accusato l’ex presidente Barack Obama di aver divulgato «informazioni riservate» quando, in una recente intervista podcast, aveva suggerito che gli alieni erano reali. Le dichiarazioni di Obama erano diventate virali dopo che il conduttore del podcast Brian Tyler Cohen ha chiesto all’ex presidente se gli alieni esistano.   Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il generale in pensione William Neil McCasland, la cui carriera militare sarebbe stata legata alla tecnologia UFO, è sparito senza lasciar traccia.

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Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi anni il Pentagono ha ripetuto di non possedere «alcuna prova che indichi che vita extraterrestre abbia visitato il pianeta».   L’anno passato il vicepresidente americano JD Vance si è detto «ossessionato» dal tema degli UFO.   L’idea che gli alieni ci stiano osservando – o studiando – sono su una linea sposata in passato anche da Dmitrij Rogozin, l’ex capo dell’agenzia spaziale russa Roskosmos,  il quale in un discorso alla TV russa non ha escluso che la Terra sia già sotto osservazione extraterrestre e che gli attuali livelli della tecnologia umana e della comprensione della scienza potrebbero semplicemente non essere abbastanza avanzati allo stadio attuale per rendersene conto.   «Non siamo gli unici che possono studiare i microbi, ma possiamo essere studiati come i microbi» disse l’ex vicepremier Rogozin, che in seguito sarebbe uscito da Roskomos e sarebbe stato ferito durante un attentato in Donbass a dicembre scorso.   Stesso pattern per il pensiero di dell’astronomo di Harvard Avi Loeb, che in un’intervista dell’anno passato ha ipotizzato che gli alieni potrebbero costruire «piccoli universi» nei laboratori e che i suoi detrattori sono semplicemente «gelosi».

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Il vicepresidente Vance: gli alieni sono in realtà demoni

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Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che gli alieni sono in realtà «demoni», promettendo di esaminare a fondo i documenti del governo statunitense sugli UFO.

 

Queste dichiarazioni sono state rilasciate in un’intervista con il podcaster Benny Johnson, pubblicata venerdì. Vance ha parlato dei dossier sugli UFO e delle rivelazioni governative, affermando di essere «ossessionato» dall’argomento, ma di non aver avuto abbastanza tempo per «andare a fondo della questione».

 

«Mi è già capitato un paio di volte di dire: “Bene, andremo nell’Area 51, andremo in New Mexico, e cercheremo di fare chiarezza su questa storia”. Poi però i tempi del viaggio non coincidevano», ha detto. «Sono più curioso di chiunque altro. E ho alle spalle tre anni al vertice della licenza alle cose secretate. Andrò fino in fondo alla questione.»

 

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L’Area 51 è una struttura segreta dell’aeronautica militare statunitense situata nel sud del Nevada, da tempo associata a speculazioni sulla presenza di vita extraterrestre.

 

Johnson ha chiesto a Vance informazioni sull’ordine emesso a febbraio dal presidente Donald Trump, che imponeva alle agenzie federali di iniziare a «identificare e rendere pubblici» i documenti governativi relativi a UFO e alieni. Trump ha affermato di aver preso tale decisione «in seguito all’enorme interesse dimostrato», poco dopo che l’ex presidente Barack Obama aveva dichiarato pubblicamente che gli alieni sono «reali».

 

Trump in seguito ha dichiarato ai giornalisti che Obama «ha fornito informazioni riservate, cosa che non avrebbe dovuto fare». Avrebbe quindi ordinato, un mese fa, di pubblicare ulteriori file sugli UFO.

 

Nell’intervista, Vance ha detto a Johnson: «Non credo che siano alieni. Credo che siano demoni», descrivendo questa come una concezione cristiana di «esseri celesti che volano intorno e fanno cose strane alle persone».

 

L’interesse per gli UFO e i fenomeni correlati è cresciuto negli ultimi anni, in quanto il governo statunitense ha indagato su numerose segnalazioni, anche attraverso l’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) del Pentagono, e ha istituito canali per consentire a piloti e pubblico di segnalare gli avvistamenti.

 

Nel marzo 2024, il Pentagono ha dichiarato di non avere prove che i fenomeni aerei non identificati siano in realtà tecnologia aliena, aggiungendo che molti casi riguardavano palloni meteorologici, aerei spia, satelliti e altre attività di routine.

 

Come riportato da Renovatio 21, tre settimane fa il generale in pensione William McCasland, centrale in molti studi legati agli UFO e alla loro tecnologia, è improvvisamente sparito nel nulla.

 

L’idea che gli alieni siano in realtà demoni ha radici nella demonologia cristiana e si è sviluppata con l’era ufologica moderna. Nella Bibbia i demoni sono spiriti ingannevoli capaci di assumere forme diverse e i Padri della Chiesa identificavano spesso gli dei pagani con entità demoniache.

 

Il collegamento specifico con gli UFO nasce dopo il 1947. Nel 1954 il guaritore evangelico W.V. Grant Sr. pubblicò il pamphlet Men in Flying Saucers Identified: Not a Mystery!, sostenendo che i dischi volanti fossero manifestazioni sataniche. Nel 1952 l’occultista Marjorie Cameron aveva collegato un incidente UFO a Washington, D.C. alla recente morte del suo compagno Jack Parsons, esperto di missilistica e discepolo di Aleister Crowley. Il Parsons, definito satanista convinto, è considerato uno dei padri del programma spaziale, e la sua azienda JPL ancora serve la NASA.

 

Negli anni Settanta l’ipotesi si diffuse tra i cristiani fondamentalisti: Clifford Wilson con UFOs and their Mission Impossible (1974) e John Weldon con Zola Levitt in UFOs: What on Earth is Happening? (1975) descrissero gli incontri ravvicinati come inganno demoniaco per preparare l’umanità all’Anticristo e a una falsa religione.

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Autori di libri ufologici come John Keel (UFOs: Operation Trojan Horse, 1970) e Jacques Vallée (il suo famoso Passporto per Magonia, 1969) proposero un’origine interdimensionale: gli UFO non sarebbero extraterrestri ma entità ultraterrestri simili a fate, elfi o demoni del folklore antico. Le storie di rapimenti alieni, quindi rafforzerebbero la tesi: paralisi, abusi sessuali, messaggi New Age anti-biblici e, in centinaia di casi documentati (secondo il CE4 Research Group), la cessazione improvvisa invocando il nome di Gesù.

 

In Italia l’idea è stata esplorata da Corrado Malanga nel libro Alieni o Demoni e dal decano degli esorcisti Padre Gabriele Amorth (1925-2016), che vedeva negli UFO illusioni o opere del diavolo.

 

L’idea della matrice demoniaca dei fenomeni UFO, abbracciata ultimamente dall’eminente voce della destra populista americana Tucker Carlson, è stato dibattuto in ambiti tradizionalisti nelle decadi scorse, per poi essere ripresa da una certa parte del mondo cristiano ortodosso. È stato tradotto nel nostro Paese anche il libro francese UFO la Grande Parodia (1984) dello scrittore guénoniano Jean Robin, che sostiene che i presunti «contatti» con gli extraterrestri costituirebbero una cospirazione per preparare l’umanità all’introduzione di forze infere, se non dell’anticristo stesso.

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«È vivo»: sosia di Epstein fa impazzire internet, ma è «Pierino di Palm Beach»

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Un uomo floridiano è diventato virale per la sua straordinaria somiglianza con il defunto trafficante sessuale Jeffrey Epstein. L’uomo ha iniziato a parlare pubblicamente giovedì scorso commentando la vicenda.   Un video pubblicato venerdì scorso mostrava un uomo con un berretto da baseball girato all’indietro che guidava un’auto decappottabile su un’autostrada della Florida.   L’uomo che ha girato il video lo commentava dicendo: «Epstein è vivo. Epstein è vivo!».  

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  «Questo tizio deve ricevere questo tipo di commenti di continuo», ha risposto un utente. «È ora che si faccia crescere la barba».   Giovedì, il sosia di Epstein ha risposto. «Ciao a tutti, sono Palm Beach Pete» (tipo: «Pierino di Palm Beach»), ha detto mentre guidava. «Il mio video è diventato virale perché un tizio mi ha filmato per caso mentre guidavo sulla I-95, a mia insaputa. E un attimo dopo, sono diventato una star del web. Ho tenuto il telefono spento per circa quattro ore e non sapevo che fosse sommerso da tutti questi commenti al video. Quindi, ha avuto un successo incredibile. È pazzesco. Grazie».  

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«Quindi, tu non sei Jeffrey Epstein?» ha chiesto un uomo fuori campo. «Non sono Jeffrey Epstein», ha risposto Pierino. «Sono Palm Beach Pete».     Epstein è morto in una cella di una prigione di Manhattan nel 2019, in quello che le autorità hanno definito un suicidio. È tornato alla ribalta da quando il dipartimento di Giustizia ha reso pubblici molti, ma non tutti, i documenti che lo riguardano.   L’anno scorso, il Congresso ha approvato una legge che impone al Dipartimento di Giustizia di pubblicare tutti i documenti relativi a Epstein, oscurando solo i nomi delle vittime. Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia non ha pubblicato tutti i documenti e ha oscurato il materiale che non conteneva i nomi delle vittime.   La simiglianza risulta, comunque, notevole.   Palm Beach, contea sulla costa atlantica amata dalle star (vi ha la villa, ad esempio, Silvestro Stallone) era come noto una zona frequentata dallo Epstein, e si dice che proprio un litigio per una proprietà immobiliare in zona fu al centro della rottura dei rapporti con Donald Trump, all’epoca immobiliarista e già padrone del grande resort di Mar-a-Lago.  

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