Politica
Nuove mozioni di sfiducia per la Von der Leyen
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dovrà affrontare due ulteriori mozioni di sfiducia distinte al Parlamento europeo all’inizio di ottobre. Lo riporta Politico martedì, citando un’e-mail interna della presidente del Parlamento, Roberta Metsola.
Le mozioni saranno discusse durante la sessione plenaria dal 6 al 9 ottobre e provengono da due gruppi opposti: i Patrioti per l’Europa (destra) e gruppo della Sinistra del Parlamento europeo.
I Patrioti per l’Europa hanno criticato von der Leyen per scarsa trasparenza e responsabilità, in particolare sugli accordi commerciali dell’UE con gli Stati Uniti e il Mercosur, dichiarando che l’UE è «più debole che mai» a causa delle sue carenze nel gestire le sfide più pressanti.
La Sinistra, invece, ha puntato il dito contro la gestione dell’UE del conflitto Israele-Hamas a Gaza, accusando la Commissione di inerzia e di non aver chiesto conto a Israele delle sue azioni.
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Entrambe le mozioni sono state presentate il 10 settembre, il primo giorno utile dopo un precedente voto di sfiducia a luglio, legato allo scandalo Pfizergate. Quel voto, promosso dall’eurodeputato rumeno di destra Gheorghe Piperea, riguardava la sparizione di messaggi tra von der Leyen e il CEO di Pfizer durante i negoziati per un grande acquisto di vaccini COVID-19, con il caso, finito in tribunale, degli SMS con Albert Bourla «spariti» nel nulla.
La Von der Leyen, ex medico e controverso ex ministro della Difesa tedesco (nonché moglie di uno specialista in mRNA), ha respinto le accuse come «bugie» e bollato i critici come complottisti, agenti di Putin (poi definito «predatore») e no-vax.
La mozione di sfiducia estiva è fallita con 175 voti a favore e 360 contrari, ben lontano dai due terzi necessari su 720 deputati. Il presidente ungherese Vittorio Orban aveva manifestato il suo desiderio di vedere la defenestrazione dell’Ursula.
Le mozioni di sfiducia sono rare al Parlamento europeo: prima di luglio, l’ultima era stata presentata nel 2014 contro Jean-Claude Juncker, il presidente della commissione noto per la sua «sciatica» che alcuni tuttavia pensavano essere altro.
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Immagine di © European Union, 2025 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Politica
Gli USA hanno una nuova zona autonoma: ecco la TAZ di Madison
Attivisti di estrema sinistra con apparenti legami con i Democratic Socialists of America hanno recentemente istituito una propria «zona autonoma» a Madison, capitale del Wisconsin.
Le tendopoli sono diventate una presenza familiare nelle città di estrema sinistra, dove l’occupazione distruttiva e destabilizzante è apertamente incoraggiata dai funzionari governativi.
Il giornalista investigativo specializzato in antifa e trantifa Andy Ngo ha fatto notare che proteste simili si erano verificate a Minneapolis e Seattle, entrambe epicentri delle rivolte del movimento Black Lives Matter durante l’estate del 2020, ironicamente soprannominata «estate dell’amore».
La zona autonoma di Seattle istituita nel 2020, chiamata alternativamente CHAZ e CHOP, è diventata un rifugio per l’illegalità e, infine, per gli omicidi.
Protestors are preparing for rain here on Willy and Baldwin Streets but show no signs of packing up following a statement from @SatyaForMadison last night. pic.twitter.com/8e4WRBGngW
— Laura Schulte (@SchulteLaura) July 31, 2026
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Eric Bott, attivista conservatore del Wisconsin e vicepresidente regionale di Americans for Prosperity, ha affermato che i funzionari socialisti democratici a capo del governo municipale di Madison stavano «fornendo sostegno finanziario e protezione» all’attuale insurrezione.
Gli occupanti di estrema sinistra affermavano di manifestare in memoria di Corey Ruiz, un criminale seriale ucciso il 22 luglio dopo aver presumibilmente accoltellato un agente di polizia durante un alterco. La lunga fedina penale di Ruiz comprendeva otto precedenti condanne in un periodo di 17 anni per reati quali resistenza, ostruzione, minacce o lesioni a pubblici ufficiali.
A rafforzare ulteriormente la percezione che l’insurrezione fosse condotta con la benedizione e l’avallo delle autorità cittadine, contribuì una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo alla morte di Ruiz, durante la quale un gruppo di attivisti, guidati dall’agente immobiliare locale Carlos LeMar Dixon, interruppe una conferenza stampa della polizia.
Dixon, che si ritiene stia conducendo una campagna elettorale basata sul voto per corrispondenza per la carica di governatore, ha precedentemente ammesso di aver rubato i cartelli elettorali dei candidati rivali.
L’emergere di «zone autonome» – che di fatto negano la sovranità dello Stato – è un tratto visibile nel contesto americano (con il caso di Seattle nel 2020) e, sia pure in versione islamica, anche in quello europeo, dove sono tollerate ovunque delle «no-go zone» musulmane, facendo pensare che si tratti di una cifra propria dell’anarco-tirannia che va caricandosi nei territori dello Stato moderno.
La filosofia della «zona autonoma» non è nuova. Il concetto di TAZ («zona temporaneamente autonoma») fu un’idea guida del cosiddetto mondo antagonista dei Centri Sociali negli anni Novanta anche in Italia, dove ebbe larga circolazione il libro T.A.Z. La Zona Autonoma Temporanea.
Il principale ideologo delle TAZ, i cui libri venivano diffusi nei circuiti di Centri Sociali e nei rave-techno («teknival»), è lo scrittore e poeta Hakim Bey, al secolo Peter Lamborn Wilson (1945-). La prima riga della pagina di Wikipedia inglese ricorda che Bey-Wilson «è una figura controversa nei circoli anarchici a causa della sua difesa della pedofilia».
Il teorico delle TAZ pubblicò scritti sul bollettino della NAMBLA (North American Man/Boy Love Association, «Associazione nordamericana per l’amore Uomo/ragazo), «per aver sostenuto quest’ultima organizzazione, il cui obiettivo era di legalizzare la pedofilia e la pederastia, Bey è stato fortemente attaccato da numerosi altri anarchici», scrive l’enciclopedia online.
Anche altrove, in oscuri episodi recenti, è stata visibile la possibile correlazione tra attivismo politico violento di estrema sinistra e pedofilia.
Come riportato da Renovatio 21, cinque anni fa ad una manifestazione antipedofilia a Dublino, in Irlanda, vi fu l’irruzione degli Antifa che attaccarono la protesta.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
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