Razzismo
Julius Malema condannato per incitamento all’odio: il politico sudafricano aveva chiesto l’uccisione dei boeri
Il politico dell’opposizione sudafricana Julius Malema è stato condannato per incitamento all’odio dalla corte per l’uguaglianza del Paese, in seguito alle dichiarazioni rilasciate durante un comizio nel 2022. Lo riporta la BBC.
Malema, leader del partito Economic Freedom Fighters (EFF), è spesso fonte di polemiche in una nazione in cui, 31 anni dopo la fine dell’apartheid, persistono ancora tensioni razziali.
Dopo un episodio in cui un uomo bianco avrebbe aggredito un membro dell’EFF, Malema ha dichiarato: «Nessun uomo bianco mi picchierà… non bisogna mai aver paura di uccidere. Una rivoluzione esige che a un certo punto si uccida».
Recorded TODAY!
“KILL THE BOER” sung at a political rally.
How is this acceptable?
How is this legal? pic.twitter.com/C49V1wdTpm— Volkstaat (@Volkstaat10) March 21, 2025
Sostieni Renovatio 21
La corte per l’uguaglianza ha stabilito che queste osservazioni «dimostravano l’intento di incitare al danno», ma l’EFF ha affermato che erano state estrapolate dal contesto.
Sono state presentate due denunce contro il parlamentare 44enne: una dalla Commissione per i diritti umani del Sudafrica e un’altra da una persona che ha affermato di essere stata minacciata a causa delle dichiarazioni del politico.
Nella sua sentenza, la corte ha affermato: “Sebbene possa essere accettabile chiamare in causa qualcuno che si comporta come razzista, chiederne l’uccisione non lo è. «E chiedere che qualcuno venga ucciso perché è un razzista che ha agito con violenza è un atto di vigilantismo e un’incitamento alla forma più estrema di danno possibile».
In una dichiarazione successiva, l’EFF ha affermato che la sentenza «è fondamentalmente errata e interpreta deliberatamente in modo errato sia il contesto che il significato del discorso». «Si presuppone che l’ascoltatore ragionevole non sia in grado di comprendere la metafora, la retorica rivoluzionaria o la storia delle lotte di liberazione», ha aggiunto l’EFF.
A giugno, al Malema, il cui partito si è classificato quarto alle elezioni parlamentari dell’anno scorso, è stato negato l’ingresso in Gran Bretagna. Il ministero degli Interni britannico ha affermato che l’uomo è stato ritenuto «non favorevole al bene pubblico».
In una lettera pubblicata all’epoca dall’EFF, il ministero dell’Interno ha citato il suo sostegno esplicito ad Hamas, incluso un discorso pronunciato dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 a Israele, in cui Malema ha affermato che il suo partito avrebbe armato il gruppo se fosse salito al potere.
Il ministero dell’Interno ha affermato che Malema aveva anche rilasciato «dichiarazioni in cui chiedeva il massacro dei bianchi [in Sudafrica] o aveva lasciato intendere che questa potrebbe essere un’opzione accettabile in futuro».
L’EFF ha condannato la decisione di Londra definendola «codardia» e ha affermato che soffocherà il dibattito democratico.
Shocking video shows South Africa’s black party singing “kill the Boer (Whites), kill the White farmer”
This is all downstream from the rotten secular religion of wokeness and CRT plaguing America today.
You have been warned.
WATCH.
— Benny Johnson (@bennyjohnson) July 31, 2023
Aiuta Renovatio 21
Malema era stato oggetto delle attenzioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un incontro conflittuale con il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa avvenuto nello Studio Ovale a maggio. Trump aveva in quei giorni accolto negli USA un gruppo di richiedenti asilo sudafricani bianchi.
Trump ha mostrato un video del leader dell’EFF che cantava durante i suoi comizi «kill the boer» «uccidete il boero», cioè «uccidete il contadino afrikaner», cioè il sudafricano bianco.
I gruppi di pressione afrikaner hanno cercato di far vietare la canzone, ma la Corte suprema d’appello del Sudafrica ha stabilito che una «persona ragionevolmente informata» capirebbe che quando «si cantano canzoni di protesta, anche da politici, le parole non devono essere intese alla lettera, né il gesto dello sparo deve essere inteso come un invito alle armi o alla violenza».
Come riportato da Renovatio 21, la Corte Suprema del Sudafrica aveva altre volte respinto l’accusa contro Malema per Kill the Boer.
Nel 2022 la divisione per l’uguaglianza della Corte Suprema del Sudafrica ha stabilito che la canzone «Kill the Boers» non costituisce un caso di «incitamento all’odio». Chiedere il massacro di un’intera classe sociale, se non di un’intera razza non è hate speech, se a farlo cantare alle masse è Julius Malema, leader marxista-leninista del partito Economic Freedom Fighers (EFF), panafricanista, anticapitalista, antimperialista, con una certa passione, si dice, per le BMW che guiderebbe anche con un po’ troppa velocità.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2022 il tribunale aveva assolto Malema dichiarando legale la canzone genocida: la Corte per l’uguaglianza di Johannesburg ha ribaltato una sentenza che aveva dichiarato la canzone incitamento all’odio e proibito a Malema di cantarla. Il gruppo di difesa afrikaner (cioè di boeri, sudafricano bianco) chiamato AfriForum aveva inizialmente citato in giudizio Malema per aver eseguito la canzone, tuttavia «non è riuscito a dimostrare che il testo della canzone potesse ragionevolmente essere interpretato per dimostrare una chiara intenzione di danneggiare o incitare a danneggiare e propagare l’odio», è stata la pronuncia del giudice Edwin Molahlehi che ha archiviato il caso.
Come riportato da Renovatio 21, ancora due anni fa Musk, che non ha problemi a parlare di un vero e proprio «genocidio bianco in Sudafrica, aveva accusato il New York Times di supportare gli appelli al massacro razziale in corso.
Musk ha anche dichiarato di recente di non poter operare con la sua società Starlink nel suo Paese natìo in quanto non-nero.
Il principale vettore dell’ascesa del canto genocida è senza dubbio il Malema, che scandisce lo slogan sterminatore saltellando in stadi dinanzi a migliaia e migliaia di seguaci, aggiungendo «shoot to kill», «spara per uccidere».
Come riportato da Renovatio 21, vari gruppi boeri da anni ritengono di essere oggetti di una vera persecuzione se non di una pulizia etnica, con abbondanza disperante episodi di crimine, torture e violenza efferata di ogni sorta.
Come riportato da Renovatio 21, Ernst Roets, responsabile politico del Solidarity («Movimento di Solidarietà»), un network di organizzazioni comunitarie sudafricane che conta più di 500.000 membri, ha dichiarato che, nonostante le indicibili violenze e torture subite dalle comunità bianche in Sud Africa, nel prossimo futuro «l’Europa sarà peggio».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Economic Freedom Fighters / Economic Freedom Fighters’ Offical Youtube Channel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported; immagine tagliata
Razzismo
Ben-Gvir come i nazisti: «ci sono persone che non meritano di vivere»
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Razzismo
E l’avvocato israeliano disse: la vita di un ebreo vale 10 milioni di palestinesi
Un avvocato israeliano legato a coloni della Cisgiordania, Yehuda Shimon, ha rilasciato dichiarazioni controverse in un’intervista alla BBC all’inizio di agosto 2026, dopo una sparatoria mortale vicino all’avamposto di Havat Gilad che ha ucciso due israeliani, incluso un ufficiale delle Forze di Difesa israeliane.
Le sue parole stanno facendo il giro della rete, scatenando indignazione e prese di coscienza. Dopo l’uccisione di un israeliano, lo Shimon ha dichiarato che «dobbiamo uccidere tutte le persone di Tal, Sarra, anche Jit e Farata», cioè villaggi palestinesi vicini.
«Una vita ebraica vale 10 milioni» di vite palestinesi» ha detto l’avvocato dei coloni.
Alla domanda se suonasse razzista, ha risposto: «Sì, lo so. Ma questa è la verità, perché Dio ci ha scelti. Per questo siete gelosi».
Israeli lawyer Yehuda Shimon has sparked a viral debate after calling for the complete genocide of the survivors in Gaza because he says one Jewish life is equivalent to 10 million Palestinians.
“That just sounds racist.”
“Yes, I know.” https://t.co/0IiliidFg5 pic.twitter.com/lZpPNgBWhk
— Alex Jones (@RealAlexJones) August 2, 2026
Sostieni Renovatio 21
Le affermazioni nazi-giudaiche dell’avvocato sono state riportate dal Jerusalem Post, dalla BBC e da altri organi di stampa e hanno suscitato forti reazioni. Lo Shimon rappresenta legalmente israeliani accusati di violenza contro palestinesi e parla da posizioni estreme di coloni religiosi.
Riguardo alla questione della legge, ha dichiarato esplicitamente che, nonostante sia avvocato, l’unica legge che conta per lui è la Bibbia – e quindi non quella israeliana né il diritto internazionale.
Nella stessa intervista, ha criticato l’esercito israeliano perché, secondo lui, «non uccide i palestinesi, li separa solo» quando ci sono scontri con i coloni. Sui palestinesi della Cisgiordania ha indicato tre opzioni: 1) Accettare il dominio israeliano e vivere quietamente sotto di esso; 2) Emigrare volontariamente in altri paesi arabi/musulmani; 2) Se non accettano né se ne vanno: «Se non volete fare la pace con noi e non volete andarne, non ho scelta: devo uccidervi, e vi uccido tutti».
Queste dichiarazioni sono state fatte all’interno dell’avamposto di Havat Gilad, a pochi giorni dalla sparatoria del 24 luglio 2026 che aveva causato morti da entrambe le parti. Shimon rappresenta legalmente israeliani accusati di violenza contro palestinesi.
Il suprematismo ebraico ha basi religiose che affondano nel concetto biblico di «popolo eletto» (am segulah), presente nel libro del Deuteronomio (7,6 e 14,2). Secondo questi passi Dio sceglie Israele come popolo particolare. Alcune correnti, soprattutto all’interno del sionismo religioso radicale e di gruppi come quello ispirato a Meir Kahane 0 il maestro del ministro israeliano Itamar Ben Gvir, il cui partito sionista secolarista Otzma Yehudit («Potere Ebraico» è la continuazione del movimento kanahista – leggono questa elezione in senso gerarchico: una vita ebraica avrebbe valore superiore e il popolo ebraico avrebbe diritti esclusivi sulla Terra di Israele, vista con confini che spaziano per tutto il Medio Oriente (la teoria del «Grande Israele»).
Sul piano ideologico, tali visioni si combinano con rivendicazioni territoriali assolute e con l’idea che la legge divina (Torah) prevalga su quella internazionale o statale. Espressioni di questo tipo emergono periodicamente in ambienti di coloni – e non solo – dove si sostiene che una vita ebraica valga molteplici vite non-ebraiche e che la resistenza palestinese debba essere repressa fino all’eliminazione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Razzismo
Funzionario dei Mondiali indagato per un gesto con la mano considerato come il segno del «White Power»
🚨 FIFA have launched an investigation into assistant VAR Shaun Evans after he appeared to make a hand gesture that has been linked to far-right extremist groups… 😅🥲 pic.twitter.com/HlO8JSoZyJ
— 𝐂𝐚𝐬𝐮𝐚𝐥 𝐔𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥 (@thecasualultra) June 15, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Internet2 settimane faLa figlia di Bill Gates accusata di frode: rischierebbe 20 anni in galera
-



Storia2 settimane faIncontro in Giappone con la mamma del conte Kalergi. Alla Messa in latino…
-



Catastrofi2 settimane faTerremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione
-



Occulto7 giorni faMedjugorje, per sei membri della Commissione vaticana «non è spiegabile senza l’intervento del Maligno»
-



Epidemie2 settimane faLettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere
-



Gender2 settimane faBambino di 7 anni torturato a morte da «mamme transgender»
-



Vaccini2 settimane faLa FDA approva il vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna. E il nuovo capo CDC è la «regina degli obblighi vaccinali»
-



Occulto7 giorni faFunzionario vaticano esegue il rituale della Pachamama in vista della visita di Leone in Perù












