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Wikileaks: sceneggiatori sedicenti ebrei di Hollywood da anni seminano la narrativa sulla guerra anti-Iran
Secondo Wikileaks, da oltre un decennio gli sceneggiatori di Hollywood che «dicono di essere ebrei» instillano nei programmi di intrattenimento mainstream narrazioni a favore della guerra contro l’Iran.
Israele ha lanciato attacchi aerei contro l’Iran all’inizio di questo mese, sostenendo che Teheran fosse vicina a creare un’arma nucleare. Nel fine settimana, anche gli Stati Uniti si sono uniti direttamente al conflitto bombardando gli impianti nucleari iraniani.
In un post pubblicato domenica su X, Wikileaks ha affermato che gli sceneggiatori di Hollywood «che affermano di essere ebrei» hanno «piantato per anni i semi mentali per una guerra con l’Iran», citando produzioni come il kolossal Top Gun: Maverick, la serie TV spionistica Homeland, il telefilm d’azione 24 e la pellicola The Fifth Estate.
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Il gruppo ha condiviso una clip del discorso tenuto dal fondatore di Wikileaks, Julian Assange, all’Oxford Union nel 2013. Nel video, Assange ha parlato di The Fifth Estate, un dramma biografico su Wikileaks, che si apre con una trama parallela su un fittizio progetto di bomba nucleare iraniana.
Assange ha ricordato che la scena iniziale mostra degli scienziati iraniani a Teheran che assemblano una bomba e un personaggio afferma che il dispositivo potrebbe essere operativo entro sei mesi.
«Come è possibile che una simile menzogna sia finita in una sceneggiatura su Wikileaks?», chiese Assange, osservando che all’epoca 16 agenzie di Intelligence statunitensi avevano già scoperto che Teheran non aveva un programma di armi nucleari.
Hollywood script writers who say they are ‘Jewish’ have been planting the mental seeds for war with Iran for years, including in Top Gun Maverick, Homeland, 24, and in the DreamWorks film on Julian Assange ‘The Fifth Estate’. Excerpt from Oxford Union speech, 30 January 2013.… pic.twitter.com/mVfsTQKW5e
— WikiLeaks (@wikileaks) June 22, 2025
«Si tratta di un attacco contro l’Iran», ha detto Assange, sostenendo che la scena «alimenta il fuoco per scatenare una guerra con l’Iran» e serve gli interessi delle «persone nel sistema che vogliono la guerra».
Prima degli ultimi attacchi di Israele, sia l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sia le agenzie di Intelligence statunitensi avevano dichiarato che non esistevano prove di un programma iraniano per lo sviluppo di armi nucleari.
Ciononostante, il premier israeliano Beniamino Netanyahu ha continuato a insistere sul fatto che Teheran fosse sul punto di creare una bomba, un’affermazione che ripete da decenni. All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2012, ha notoriamente utilizzato una vignetta raffigurante una bomba per avvertire che l’Iran era «a mesi» dal raggiungimento di un’arma nucleare, e ha rilasciato dichiarazioni analoghe per tutti gli anni Novanta e 2000.
L’attacco israeliano ha suscitato la condanna internazionale, inclusa la Russia, che ha definito gli attacchi illegali. Il presidente russo Vladimiro Putin ha definito l’operazione «un’aggressione immotivata». Anche il coinvolgimento degli Stati Uniti nella campagna di Israele ha suscitato critiche: Mosca lo ha paragonato al periodo precedente la guerra in Iraq del 2003, iniziata a causa di false affermazioni sulla presenza di armi di distruzione di massa irachene.
La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di colpire l’Iran ha incontrato anche resistenze interne alla Casa Bianca. Secondo l’agenzia Reuters, il vicepresidente J.D. Vance, veterano della guerra in Iraq, si è opposto all’adesione all’offensiva israeliana e, durante discussioni interne, ha avvertito che Israele stava trascinando gli Stati Uniti in un’altra guerra.
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L’influenza dello Stato degli ebrei nel cinema è un argomento a lungo discusso. Considerazioni non dissimili sulla narrativa anti-Iran sono state fatte negli scorsi anni per il film di e con il divo hollowoodiano Ben Affleck Argo (2013), film che raccontava la fuga dall’Iran di alcuni lavoratori dell’ambasciata americana a Teheran assediata dagli studenti durante la Rivoluzione iraniana del 1979. Nel film Affleck interpretava un agente della CIA che utilizzava veri produttori di Hollywood per fingere di voler produrre un film di fantascienza con ambientazioni nei deserti iraniani di modo da poter procedere all’esfiltrazione dei cittadini americani facendoli passare per una troupe cinematografica canadese.
Come riportato da Renovatio 21, vi è il caso di il produttore Arnon Milchan, sospettato di essere spia atomica israeliana sarebbe stato, fondatore della casa di produzione Regency a cui si devono grandi pellicole come C’era una volta in America, Brazil, Pretty Woman, Natural Born Killers, L.A. Confidential, The Revenant, 12 Years a Slave, Heat, Fight Club.
Secondo articoli usciti nel 2013, Milchan fu reclutato nel Lekem, un’organizzazione segreta dell’Intelligence israeliana responsabile dell’ottenimento di tecnologia e materiale per il programma nucleare israeliano e altri programmi altamente segreti.
Il Milchan aveva prodotto JFK, importante film di Oliver Stone sull’assassinio del presidente Kennedy, in grado di rianimare il dibattito sul caso mostrando le incongruenze delle indagini e si indicavano le probabili piste, da cui tuttavia era completamente assente quella israeliana: alcuni ritengono che Tel Aviv avesse rapporti assai difficili con i Kennedy per l’opposizione di essi al programma nucleare militare israeliano.
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Dalla Passione di Gibson alla conversione a Cristo. Renovatio 21 intervista Luca Lionello
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; La scena della crocifissione è molto forte. C’è stato un lavoro clamoroso che nemmeno il Canova o il Bernini avrebbero fatto meglio. C’era un giro di croci a Matera che non immagini. Usarono anche un manichino e una volta, causa pioggia, abbandonarono il set del Calvario lasciando il manichino sulla croce. Dal Paese si vede il set in lontananza e alcuni cittadini avevano sbroccato perché pensavano che la produzione avesse lasciato l’attore realmente crocifisso e in solitudine [ride]! Come fu il casting? Dobbiamo fare un passo indietro. Quando ho girato L’italiano di Ennio De Dominicis [2002, ndr], nel luogo dove mia zia girò Uomini e Lupi, ovvero a Scanno, una mattina la strepitosa responsabile dei casting andò a vedere la proiezione di questo film al cinema Quattro Fontane di Roma. Qualche mese dopo cominciò a occuparsi di The Passion e mi propose. Mi chiamò mentre stavo con i miei cagnolini al parco e mi disse: «Luca stai calmo». A parte che se ti chiamava personalmente Shaila Rubin, la casting più importante al mondo in quel periodo, già eri autorizzato a svenire. «Dobbiamo fare una cosa importante, ma devi stare calmo», in pratica già mi avevano scelto. «Cosa devo fare?». «Una produzione americana sugli antichi romani». L’incontro con Mel avvenne una quindicina di giorni dopo. Dopo questa conversazione andai «in ritiro» in un eremo papale a Scanno: mangiavo quello che mi offriva la terra, un guardiacaccia mi portava da bere ogni tanto e bevevo acqua di fonte. Mi presentai da Mel che ero un santo, resettato nell’anima e nel corpo. Le audizioni si svolsero nella cripta di un’antica chiesa che sta in Prati, con tutti affreschi del settecento/ottocento dopo Cristo. C’era un tavolo molto lungo di traverso, era un’abside quindi era circolare, pochissima luce e numerose antenne, registratori e varie attrezzature tecnologiche, perché mandavano il tutto in diretta a Los Angeles. Mel mi fece leggere un qualche cosa in aramaico e io gliela lessi anche in greco. Mi disse di non tagliarmi la barba e se avessi dovuto nel frattempo accettare qualche altro lavoro lo avrei dovuto avvisare. Stop. Mentre vado via, Gibson alza il telefono e chiama De Niro: «Tu il film non lo fai e non lo faccio nemmeno io. Lo fa questo attore qua e ho anche trovato uno che interpreta Gesù». All’attore che faceva Gesù tutti i giorni mettevano il mio naso, perché Mel voleva che in certe situazioni potessimo sembrare la stessa persona e anche per cambiargli il profilo americano.Visualizza questo post su Instagram
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L’Iran sta facendo propaganda con fantasiosi video AI
Nella guerra della propaganda, l’Iran si sta distinguendo per i suoi molti creativi filmati fatti con l’Intelligenza Artificiale in cui attacca il nemico americano ed israeliano e chiede giustizia per la strage delle scolarette in apertura del conflitto.
Come riportato da Renovatio 21, aveva subito lanciato un breve video a base di omini Lego che suggeriva che Netanyahu e Satana avessero spinto Trump alla guerra ricattandolo con i file di Epstein. Il tema dei filmati a base di mattoncini è ora esplorato in ulteriori video che mostrano La Mecca e la distruzione di portaerei statunitense.
I richiami ai file di Esptein continuano anche nei filmati recenti, che mostrano anche la possanza delle armi missilistiche della Repubblica Islamica. Colpisce nell’infornata di video AI generati dagli iraniani il rimando costante all’elemento demoniaco, con Netanyahu e Trump descritti come adoratori del demone Baal. Il demone siro-cananeo e fenicio sostituisce in un video la statua della Libertà, venendo distrutto dai missili sciiti.
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Thread-collection of Iranian AI propaganda videos.
A phenomenon to study.
1. pic.twitter.com/CaarEbpDo7— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, stanno suscitando polemiche i video postati dagli account ufficiale della Casa Bianca, che sembrano trattare la guerra come un videogiocoì, miscelando immagini di ver bombardamenti, meme e brani di film hollywoodiani. La comunicazione dell’amministrazione Trump sul conflitto è stata definita dai vescovi USA come «ripugnante».
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Immagine screenshot da Twitter
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È arrivata la morte per Chuck Norris. Ora è ricoverata in prognosi riservata
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Il suo status di star si rafforzò ulteriormente con l’interpretazione di Cordell Walker in Walker, Texas Ranger, la serie trasmessa per nove stagioni negli anni Novanta, trasmessa in Italia per il sabato sera dalle reti berlusconiane e quindi popolare solo presso chi il fine settimana non usciva e/o aveva poco da fare. (L’altro grande mito degli sfigati che il sabato sera non uscivano era Lorenzo Lamas, protagonista di un telefilmo non dissimile di cui si è dimenticato il titolo) Negli anni 2000, Norris visse una vera rinascita culturale quando i «Chuck Norris Facts» divennero un fenomeno virale su internet, dove, ancora prima dei social network, trovarono una diffusione immensa per email, sui forum, newsgroup, canali IRC o siti internet appositamente dedicati: si trattava di battute che esageravano in modo ironico la sua durezza con frasi come «Quando l’uomo nero va a dormire, controlla nell’armadio se c’è Chuck Norris» o «Superman indossa il pigiama di Chuck Norris». Il Norris accolse con favore il fenomeno, arrivando persino a pubblicare un libro dedicato a quei «fatti», che divennero spesso una fonte irresistibile di ilarità collettiva.Benjamin Netanyahu says he is saddened to hear the news of the passing of his close friend, Chuck Norris.
Chuck Norris made a campaign video in 2015 endorsing Netanyahu, describing him as crucial to Israel’s safety. Norris’s ties to Israel began in the 1980s when he filmed… pic.twitter.com/FVnYcJllaj — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) March 20, 2026
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Norris lascia la moglie Gena, sposata nel 1998, cinque figli e tredici nipoti.Farewell, my friend! @chucknorris pic.twitter.com/0WKmU9W3cM
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) March 20, 2026
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