Necrocultura
Vescovi filo-trans. Ecco perché non dovete fidarvi degli attuali movimenti pro-life
«Il ddl Zan? Possono farlo ma deve essere più chiaro».
Ha destato scalpore in molti l’intervista del cardinale Gualtieri Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale italiana, al Corriere della Sera, che la definisce, nel titolo, «l’apertura del cardinale Bassetti». Può aver creato sorpresa in molti, ma non in noi.
L’unico fine di chi serve l’episcopato italiano è arrivare al compromesso che esso brama disperatamente. Ora siamo arrivati al punto in cui i vescovi non hanno più nemmeno bisogno dell’opposizione simbolica dei catto-ebeti in Piazza e del teatrino dei veti giornalistici sui presunti scandali bioetici
Ve lo ripetiamo da anni: l’unico fine di chi serve l’episcopato italiano è arrivare al compromesso che esso episcopato brama disperatamente. Ora siamo arrivati al punto in cui i vescovi non hanno più nemmeno bisogno dell’opposizione simbolica dei catto-ebeti in Piazza e del teatrino dei veti giornalistici sui presunti scandali bioetici. Ora sono direttamente loro a chiedere il compromesso, e nemmeno a rialzo.
Anzi: non chiedono un compromesso proprio per niente.
«Non ne vedevo la necessità, tutto qui. Ma è chiaro che se poi decidono di andare avanti, non è una questione che spetti a me decidere, c’è un Parlamento. Se si ritiene utile una legge specifica contro l’omofobia, va bene, come dicevo non è certo questo il problema» per la sincerità che dimostra il vescovo di Perugia gli andrebbe davvero baciato l’anello, tuttavia siamo sicuri che è contro il protocollo COVID che è il nuovo Vangelo cattolico, quello dell’amuchina nelle acquasantiere.
Signori cattolici, attivisti, persone perbene che vanno in Piazza spinte dalle sigle del momento, vi hanno preso in giro, sì il ddl Zan non hanno mai avuto interesse a combatterlo. Non solo perché una quantità immane di sacerdoti è omosessuale – e quindi, nell’attesa che anche la sodomia dei preti venga sdoganata (delle tacite prove generali si sono avute con l’esaltazione papale per la figura di Don Milani), perché dovrebbero privarsi di una legge che gli assicura diritti maggiorati rispetto agli altri cittadini?
Se poi bisogna rinunziare a duemila anni di storia, all’etica, alla Civiltà, all’onore, alla Bibbia, all’Eucarestia, al Signore stesso, pazienza: tanto non sono cose vere quanto l’8 per mille e la convivenza pacifica con Satana che ci permette di riempirci la panza
No, non hanno mai voluto combattere la deriva dell’omosessualismo perché non è loro interesse combattere alcuna deriva (divorzio, aborto, provetta, ingegneria genetica, etc.) anzi non è loro interesse combattere tout court. È l’unico comandamento che conoscono, che è trasmesso e demandato loro dalle loro gerarchie: siate democristiani, trovate il compromesso. Non irritate gli avversari al punto che chiedano seriamente la revoca dell’8 per mille. Se poi bisogna rinunziare a duemila anni di storia, all’etica, alla Civiltà, all’onore, alla Bibbia, all’Eucarestia, al Signore stesso, pazienza: tanto non sono cose vere quanto l’8 per mille e la convivenza pacifica con Satana che ci permette di riempirci la panza.
Credete davvero di potervi fidare di chi, nell’ora più buia della pandemia, ha accettato subito di chiudere le chiese, mentre le tabaccherie rimanevano aperte?
Credete che a loro freghi qualcosa di voi?
Credete davvero di potervi fidare di chi, nell’ora più buia della pandemia, ha accettato subito di chiudere le chiese, mentre le tabaccherie rimanevano aperte?
Credete che questi pastori, se potessero, non si metterebbero a mangiarselo, il loro gregge? (scrivendo ho pensato: i preti perversi, che sono una porzione non trascurabile, è esattamente quello che fanno per tramite dei loro furori pornografici: era Joseph Nicolosi, psicologo oggi mostruosamente proibito, che parlava degli impulsi omoerotici come una sorta di cannibalizzazione della figura maschile/paterna negata intimamente ai gay).
E quindi, volete fidarvi dei movimenti pro-life, composti da soliti rachitici, forforosi maggiordomi dell’episcopato?
E quindi, volete fidarvi dei movimenti pro-life, composti da soliti rachitici, forforosi maggiordomi dell’episcopato?
Chi scrive anni fa captò un discorso ad un pranzo di Roma. Un allora potente uomo della democristianeria, che sottotraccia aiutava varie situazioni della catto-opposizione controllata (alcuni di essa ora hanno fatto carriera…), si riferiva ai vescovi, perfino con un senso di superbia, dicendo «i miei capi». Ci stava dicendo: state zitti voi, che i contatti con i vertici del cielo ce li ho io. In pratica, se gli zucchetti gli avessero detto di saltare nel fosso, lui lo avrebbe fatto, perché quella per lui era la fonte ultima del potere, e gettandosi nel vuoto e nel fango si sarebbe girato verso di noi per vantarsi – «guardate che rapporto diretto ho con i miei capi!». Del resto, chi non è in grado di pensare fino in fondo la rovina della chiesa cattolica, con la forza di astrarsene e il coraggio di tentare di ricostruire, come può fare altro che ubbidire? (l’uomo sarebbe poi stato condannato per accuse gravi, ma questa è un’altra storia).
Ebbene, se vedete sui giornali o in TV un personaggio pro-vita con la sua sigla, è molto probabile che esso sia lì con il timbro della CEI – e se non lo ha ancora, lo desidera come niente altro al mondo. Magari, pensa, i vescovi possono fare convergere qualche voto su di me – pia illusione, nessuno ha il coraggio di ammettere che la CEI non sposta più nemmeno un voto. Magari, pensa, mi possono aiutare in qualche modo. E poi il mio dovere di cattolico è ascoltare i discendenti degli Apostoli, anche quando si adoperano a coprire gli stupri di bambini. No?
Se vedete sui giornali o in TV un personaggio pro-vita con la sua sigla, è molto probabile che esso sia lì con il timbro della CEI
Così si finisce a vedere piazze come quella dell’altro giorno. Un ammasso triste e sparuto, sterile – ma quello è un problema genetico, anche le Piazze del Family Day, con centinaia di migliaia di partecipanti, non hanno partorito nulla di nulla.
Domenica abbiamo raccolta la testimonianza di un fedele della Messa Tradizionale di una città dell’Alta Italia, un bravo signore che cerca di andare a tutte le manifestazioni, nonostante ogni volta si renda conto che qualcosa no va, e la sua iniziativa viene in qualche modo frustrata. Stavolta il problema era il suo cartellone. «Ci avevo messo l’immagine della Sacra Famiglia», ci ha detto sconsolato.
Vi stanno prendendo per il culo, ma non in modo normale, vi stanno prendendo per il culo al quadrato
«Mi hanno detto che dovevo stare lontano dalle telecamere e dai fotografi, altrimenti avrebbero associato la manifestazione al mio cartellone» e la cosa per qualche motivo non andava bene. Gli zucchetti, lo sappiamo amano organizzare questi ammassi stradali «laici», perché le processioni e i rosari pubblici per loro sono una sorta di oggetto radioattivo, che temono più di Satana (al quale, per lo più, non credono).
Non era la prima volta che una scena del genere capitava al bravo signore, che altre volte aveva scarpinato fino a Roma per partecipare alle Woodstock del supposto dissenso cattolico.
Davvero non avete capito che lavorando per loro gratis state facendo l’esatto opposto di quanto vi siete proposti di fare, e cioè di lottare contro quella Necrocultura di cui i vescovi e i loro servitori sono agenti sempre più spudorati?
Abbiamo potuto dirgli: signore mio, la stanno prendendo per il culo, ma non in modo normale, la stanno prendendo per il culo al quadrato. Non solo la stanno facendo concentrare sul dito delle libertà negate dal DL Zan quando poco sopra c’è la Luna di ogni sua altra libertà – da quella di muoversi e lavorare a quella di professare il proprio culto a quella di mantenere il DNA delle proprie cellule integro – le è stata portata via senza che nessuna sigla pro-vita organizzasse facesse anche mezza protesta. La stanno anche tirando scemo, perché la stanno coinvolgendo in una battaglia che non vogliono vincere e forse nemmeno fingere di combattere. E lei, ingenuamente, ha dato loro la sua energia, la sua presenza…
Quindi, davvero volete continuare con questa pantomima indegna?
Davvero volete fidarvi di questa gente?
Davvero non avete capito che lavorando per loro gratis (cioè, divenendo loro schiavi) state facendo l’esatto opposto di quanto vi siete proposti di fare, e cioè di lottare contro quella Necrocultura di cui i vescovi e i loro servitori sono agenti sempre più spudorati?
Necrocultura
Halloween, la festa di sangue è di nuovo qui
Siamo arrivati anche quest’anno alla notte maledetta, che oramai è divenuta – nel mondo moderno invertito – una festa irrinunziabile.
Non crediamo che Halloween sia più disinstallabile dalla società. Lo ho capito poco fa quando ho sentito il maestro di judo di mio figlio, dopo il formalissimo saluto rei al termine della lezione, congedarsi dai ragazzi dicendo «buona festa». Ho pensato: oramai è tardi. L’halloweenizzazione è avvenuta sotto i nostri occhi – da bambini, appena pochi decenni fa, non v’era nulla di simile – e i motivi sappiamo bene quali sono.
Nella società post-cristiana non si rispettano più i santi e i morti, ma i vampiri e gli zombi. Essenzialmente, come sempre, i mostri, i demoni, si prendono lo spazio vuoto lasciato dalla fine del cristianesimo. È giocoforza un atto di ripaganizzazione, di ridemonizzazione.
Come notissimo, Halloween ha origini religiose, cioè pagane: affonda le radici nel Samhain (il capodanno celtico – la parola, si creda, possa significare «fine dell’estate» in gaelico irlandese) e nella vigilia di Ognissanti (in inglese, All Hallows’ Eve). Nel neopaganesimo e nella Wicca, Samhain è il più importante dei Sabbat, spesso chiamato «capodanno delle streghe». Si onorano gli antenati, si accendono candele, si preparano altari e tavole per i defunti. Nelle tradizioni popolari la notte era anche propizia alla divinazione: specchi, mele sbucciate e noci servivano a ricevere presagi su amori e destino. L’Ottocento spiritista, con sedute e tavolini parlanti, ha rafforzato l’idea di Halloween come notte dei contatti con l’aldilà.
La sua trasformazione in spettacolo, intrattenimento e consumo è però chiaramente americana e novecentesca.
Nell’Ottocento la festa arriva negli Stati Uniti con gli immigrati irlandesi e scozzesi, in fuga anche dalla Grande Carestia, ma resta una ricorrenza di comunità, fatta di giochi e scherzi. Il primo salto commerciale è nei primi anni del Novecento: aziende come la Dennison Manufacturing vendono addobbi e carta crespa a tema, e cartoline e decorazioni fanno della festa un prodotto da catalogo.
Negli anni Venti e Trenta, con la Grande Depressione, gli scherzi di Halloween degenerano spesso in vandalismo. Secondo molti storici, comuni e associazioni rispondono incanalando i ragazzi nel «dolcetto o scherzetto»: dolci in cambio di tranquillità, una spiegazione che, più che minacce esoteriche, fa capire che dietro potrebbe esserci un controllo sociopolitico della violenza (esattamente come avviene, secondo il pensiero di René Girard, per le feste antiche, come il Carnevale).
Il rito si fissa e l’industria dei dolciumi trova un nuovo mercato. Dopo il razionamento dello zucchero in tempo di guerra, nel dopoguerra la pratica esplode nei nuovi quartieri residenziali del baby boom, insieme ai costumi industriali, venduti in scatola con maschera di plastica e spesso ispirati a personaggi di cinema e fumetti.
Da allora Halloween è tra le ricorrenze più redditizie dell’anno: costumi, zucche, dolciumi e decorazioni valgono oltre dieci miliardi di dollari l’anno solo negli Stati Uniti. Dagli anni Novanta il modello, spinto da cinema, televisione e grande distribuzione, si è esportato in Europa e in Italia.
E quindi: mostri e commercio. Demoni e sterco del demonio. Fa poca differenza, perché alla fine, sì, in questa notte la gente muore per davvero, e siamo qui a scriverlo, per ricordarlo a tutti. Forse non è il caso di ignorare Halloween e, lontani da zucche e cioccolatini, il suo lato ctonio e assassino.
Questa è la classica, immancabile, lista del sangue di Halloween che ogni anno manda in stampa Renovatio 21 – epperò arricchita ed aggiornata.
Notte del 31 ottobre 1957, Los Angeles, California: il veterano della Seconda Guerra Mondiale Peter Fabiano, ex marine, apre la porta convinto di trovare un bambino in cerca di dolcetti. Viene invece colpito a morte da un proiettile sparato a bruciapelo. Le indagini porteranno all’ex amante lesbica della moglie e a una sua complice.
Notte del 31 ottobre 1967, Van Nuys, Los Angeles: Kenneth Lindstrand, 32 anni, viene ucciso a colpi d’arma da fuoco a una festa di Halloween davanti a quasi cento testimoni. Era uno dei pochi senza costume, e all’inizio gli invitati pensarono a uno scherzo. Jack Gentry Stearns fu condannato all’ergastolo: aveva avuto da ridire sul fatto che Lindstrand ballasse con la moglie.
Notte del 30 ottobre 1973, Fond du Lac, Wisconsin: la bimba di nove anni Lisa French bussa alla porta del vicino Gerald Turner per il classico «dolcetto o scherzetto». Turner la violenta, l’uccide, la infila in un sacco di plastica e la abbandona in una discarica.
Notte del 31 ottobre 1974, Deer Park, Texas: l’ottoenne Timothy O’Bryan mangia una caramella Pixy Stick raccolta durante il giro dei dolcetti. Si accascia, ha convulsioni e muore un’ora dopo in ospedale. Ad avvelenarlo era stato il padre, per incassare l’assicurazione sulla vita del figlio. L’uomo verrà giustiziato nove anni più tardi.
Notte del 31 ottobre 1975 (un Halloween particolarmente cupo), Greenwich, Connecticut: la quindicenne Martha Moxley viene ritrovata picchiata e accoltellata sotto l’albero di casa. Accanto al corpo, una mazza da golf ferro 6 spezzata in quattro pezzi.
Notte del 31 ottobre 1979, sobborgo di Sunland-Tujunga, Los Angeles: la sedicenne Shirley Ledford sta rientrando in autostop da una festa di Halloween quando due uomini la caricano sul loro furgone. Non sa di aver incontrato i Toolbox Killers, Lawrence Bittaker e Roy Norris, noti per rapire autostoppiste, torturarle con attrezzi da lavoro e fotografarle durante gli omicidi. Dopo aver seviziato Ledford, ne gettano il corpo sul prato di una casa estranea. Sarà la quinta e ultima vittima della coppia, denunciata da un amico.
Notte del 31 ottobre 1981, Amarillo, Texas: il diciassettenne Johnny Lee Garrett violenta una suora di 76 anni e la uccide a coltellate.
Ancora notte del 31 ottobre 1981, Manhattan, New York: il fotografo Ronald Sisman e la studentessa dello Smith College Elizabeth Platzman vengono picchiati nel loro appartamento di Manhattan e poi uccisi. L’alloggio è stato messo a soqquadro, ma nulla sembra mancare. Sul duplice omicidio circolano teorie che collegano Sisman a una setta responsabile delle uccisioni seriali di Son of Sam. Il giornalista Maury Terry ipotizza persino legami con produttori di snuff movie: ne tratta il documentario Netflix Sons of Sam.
Sempre notte del 31 ottobre 1981, Point Pleasant, Virginia Occidentale: la diciassettenne Maria Ciallella dice al padre che uscirà e tornerà intorno a mezzanotte. Un agente la vede camminare sul ciglio della strada e sta per offrirle un passaggio. Dieci minuti dopo, la ragazza è scomparsa. Il cadavere, fatto a pezzi in tre parti, verrà ritrovato nel 1983 nel giardino della madre del serial killer Richard Biegenwald, il «Thrill Killer» del Jersey Shore.
Notte del 31 ottobre 1989, Galveston, Texas: Sylvia Salinas, 30 anni, viene uccisa mentre lavora nel suo piccolo alimentari. Il caso è irrisolto.
Notte del 31 ottobre 1992, New Orleans, Louisiana: lo studente giapponese in scambio Yoshihiro Hattori, diretto a una festa di Halloween, si perde e bussa a una porta. Nessuno risponde. Torna alla macchina, la porta si apre: «Siamo qui per la festa», dice il ragazzo. Riceve in risposta un colpo di revolver. Il padrone di casa viene accusato di omicidio colposo ma si appella alla Castle Doctrine, il diritto di usare la forza letale per difendere la propria abitazione. Una giuria lo dichiara non colpevole.
Notte del 31 ottobre 1993, Pasadena, California: tre adolescenti vengono uccisi a colpi di arma da fuoco mentre rientrano da una festa.
Notte del 31 ottobre 1994: il settenne Tony Bagley, vestito da scheletro, fa «dolcetto o scherzetto» con la famiglia. Un uomo incappucciato irrompe in strada e spara contro i Bagley. Tutti vengono colpiti, il bambino muore in ospedale. Caso irrisolto.
Notte del 31 ottobre 1995, West Allis, Wisconsin: i vigili del fuoco, intervenuti per del fumo al Windsong Village Apartments, trovano morta Terrie L. Engel, 26 anni, nel suo appartamento parzialmente bruciato. Le indagini accertarono che aveva ferite al collo. Altro caso mai risolto.
Notte del 31 ottobre 1998, South Bronx, New York: il programmatore Karl Jackson sta andando a prendere il figlio a una festicciola quando il parabrezza della sua auto viene centrato da un uovo. Scende per protestare con i responsabili, che lo inseguono, lo bloccano e gli sparano alla testa.
Notte del 31 ottobre 2002, Università del Minnesota: lo studente Carl Jenkins scompare e viene ritrovato quattro mesi dopo nel fiume Mississippi. Alcuni collegano la morte allo «Smiley Face Killer»: secondo una teoria, tra anni Novanta e Duemila un assassino del Midwest avrebbe ucciso almeno 45 giovani uomini, lasciando in una dozzina di casi graffiti di facce sorridenti vicino ai corpi.
Notte del 31 ottobre 2004, Napa Valley, California: Leslie Mazzara e Adriane Insogna vengono massacrate nel loro appartamento. L’assassino risulterà essere il fidanzato di una loro amica intima.
Notte del 31 ottobre 2005, Frederica, Delaware: la comunità osserva per ore una macabra decorazione appesa a un albero in piazza pubblica. Solo dopo ci si rende conto che non è un addobbo: è il cadavere impiccato di una donna di 42 anni.
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Notte del 31 ottobre 2008, Sumter, Carolina del Sud: il dodicenne T.J. Darrisaw bussa a una porta per «dolcetto o scherzetto» e riceve 29 colpi di kalashnikov, 11 dei quali lo uccidono sul colpo. Padre e fratellino restano feriti ma sopravvivono. L’autore era un trafficante di droga che temeva una rappresaglia di una gang rivale.
Notte del 31 ottobre 2010, Benton Township, Michigan: il sedicenne Devon Griffin rientra a casa dopo la messa e una notte passata fuori. Trova la casa insolitamente silenziosa, va a controllare e scopre il patrigno coperto di sangue a letto. La polizia troverà altri due cadaveri: la madre e il fratello di Griffin. L’assassino era il fratellastro William Liske.
Notte del 31 ottobre 2011, Armstrong, Columbia Britannica: l’18enne Taylor Van Diest manda un SMS al fidanzato: si sente seguita. Viene ritrovata in fin di vita accanto ai binari ferroviari, massacrata di botte. Morirà poco dopo in ospedale.
Notte del 31 ottobre 2012, Michigan: il predicatore John D. White bussa alla roulotte della sua amante, che vive col figlio in un trailer park. La strangola, ne getta il corpo nei boschi, poi torna e veste il bambino con un costume di Halloween.
Notte del 31 ottobre 2013, New York: il 19enne Anthony Seaberry viene ucciso da uno sconosciuto con la maschera di Scream. Caso irrisolto, ma potrebbe essere opera di un uomo responsabile di altre sparatorie, abbattuto dalla polizia quella stessa sera.
Notte del 31 ottobre 2017, Manhattan, Nuova York: un uomo noleggia un pick-up in un Home Depot del Nuovo Jersey e investe pedoni e ciclisti lungo la pista ciclabile vicino al World Trade Center. Il bilancio è di otto morti e undici feriti. Cinque delle vittime erano un gruppo di amici argentini in viaggio per i 30 anni dal diploma. L’autore, Sayfullo Saipov, aveva nei telefoni migliaia di immagini e video collegati all’ISIS. La parata di Halloween si svolse comunque la sera stessa.
Notte del 31 ottobre 2019, Orinda, California: durante una festa di Halloween in una villa affittata per una notte su Airbnb, vengono uccise cinque persone e altre quattro restano ferite. Due giorni dopo Airbnb vietò gli affitti brevi per feste di Halloween. Alla festa c’erano almeno cento persone. Più persone armate spararono a distanza ravvicinata, dopo aver fatto entrare le armi superando un addetto alla sicurezza che beveva.
Notte del 29 ottobre 2022, Itaewon, Seul (non è un fatto criminale, ma è la più grave tragedia legata a Halloween): una calca nelle strette vie del quartiere provoca 159 morti e 197 feriti. I primi bilanci parlavano di 153 morti, poi saliti. Le vittime erano in maggioranza adolescenti e ventenni. Secondo le ricostruzioni, la polizia aveva ricevuto 11 chiamate d’emergenza sulla folla già quattro ore prima, senza intervenire. Il capo della polizia di Seul è stato poi incriminato.
Notte del 31 ottobre 2022, Chicago (Garfield Park): un drive-by contro la folla a un angolo di strada ferisce fino a 15 persone, tra cui tre minori di 3, 11 e 13 anni.
Halloween 2023: il weekend registra vittime in varie città. A Tampa, Florida, due morti; a Texarkana, Texas, tre; due ciascuna a Dodge City (Kansas), San Antonio (Texas) e Mansfield (Ohio). Molti decessi derivano da liti scoppiate durante i festeggiamenti, inclusa la strage di Ybor City a Tampa, domenica mattina all’uscita dei bar con decine di persone in costume per strada. A Indianapolis, una sparatoria in una grande festa di Halloween uccide un adolescente e ferisce altri nove tra i 16 e i 21 anni, tutti in condizioni stabili. A Chicago, almeno 15 feriti (due gravi) in una sparatoria contro la folla a una festa. Il responsabile è stato fermato, ma lunedì mattina non erano ancora state formulate accuse.
In Texas, cinque morti e sei feriti in due sparatorie distinte sabato sera. A San Antonio, una 13enne resta ferita e i genitori uccisi durante una festa in casa. Un 20enne arriva, scoppia una lite, inizia a sparare; un 40enne risponde al fuoco. A Texarkana – 724 km più a nord, al confine con l’Arkansas – tre morti e tre feriti in una festa nel retro di un’azienda. Due uomini litigano, estraggono le armi. Nessun arresto. A Cumberland, Maryland, un 17enne ucciso e tre feriti (20-24 anni) in una sparatoria sabato mattina presto.
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Halloweeno 2024: Orlando, Florida (1° novembre 2024, prime ore del mattino), due persone sono state uccise e altre otto ferite in una sparatoria di massa nel centro di Orlando, durante i festeggiamenti notturni di Halloween. Un adolescente di 17 anni, Jaylen Edgar, è stato arrestato sul posto e accusato degli omicidi. Denver, Colorado: La polizia ha riferito che una sparatoria in una festa in casa nell’area di Denver ha provocato la morte di tre persone. Vancouver Mall, Stato di Washington: Le autorità hanno riferito che un individuo che indossava una maschera tipo Halloween ha sparato mortalmente a una persona in un centro commerciale.
Akron, Ohio (28 ottobre 2024): un adolescente è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti in una sparatoria a una festa di Halloween. Un uomo di 18 anni è stato arrestato, ma i detective stavano ancora lavorando per determinare chi avesse sparato. Aggiungiamo i due ragazzi di 12 anni i quali sono morti in incidenti separati che hanno coinvolto trattori durante attrazioni di «haunted hayride» (giostre spaventose su carri trainati da trattori) nelle settimane precedenti Halloween nel Tennessee e nel Minnesota. Entrambi gli incidenti sono stati fatali, uno il 12 ottobre e l’altro l’11 ottobre.
L’anno scorso ha pure offerto la sua scia di sangue halloweenista.
Maxton, Carolina del Nord, 25 ottobre 2025, circa l’1 di notte: spari a una festa in una casa uccidono Jessie Locklear Jr., 49 anni, e Nehemiah Locklear, 16. In tutto i colpiti sono 13.
West Valley City, Utah, 26 ottobre 2025, circa le 00:40: un 18enne muore e un 16enne resta ferito in una sparatoria fuori da una festa.
Chula Vista, California, venerdì 31 ottobre 2025: due adolescenti di 15 e 17 anni vengono uccisi a una festa di Halloween dopo una lite.
Newhall, California, 31 ottobre 2025: una sparatoria nata da una rissa a una festa uccide un uomo. La vittima è stata identificata come Elijah Harts, 29 anni. Un articolo successivo parla di due morti e dell’arresto di un 19enne.
Empire, California, 1° novembre 2025, 00:27: gli agenti intervengono per spari a una festa di Halloween, con un omicidio.
Sacramento, 31 ottobre 2025: quattro feriti in una sparatoria a una festa illegale con oltre cento persone.
Insomma, la gente si veste da morto vivente, poi muore veramente assassinata nei modi più atroci. O anche in quelli meno atroci. Una ricerca del Journal of the American Medical Association indica che il rischio di decessi di pedoni è del 43% più alto ad Halloween rispetto a qualsiasi altra notte, e si sono verificati incidenti stradali mortali. Che importa: teniamo a mente che è davvero una festa della morte.
E quindi, è ovvio che la Necrocultura l’abbia eretta al nuovo carnevale, al limite dell’obbligo scolastico. Vogliono dare ai vostri figli l’inferno sulla terra, semplicemente, stasera, lo simulano.
Perché l’inferno dei demoni chiede cose precise: le anime innocenti, e il sacrificio umano.
Di quello ce ne sarà anche quest’anno abbondanza. Lo vedrete nell’articolo dell’anno prossimo.
Fateci un favore, state a casa.
Buonanotte.
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La guerra occulta oltre l’aborto
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Necrocultura
Serial killer a piede libero in Michigan
La polizia di Lansing, nel Michigan, sta indagando per capire se un serial killer sia responsabile della morte di cinque uomini, i cui corpi sono stati trovati lungo un breve tratto di sentiero fluviale in città nell’ultimo anno.
Le vittime, di età compresa tra i 22 e i 70 anni, erano tutte presumibilmente senzatetto. I loro corpi sono stati rinvenuti lungo un tratto di sentiero di 2,4 km vicino al centro di Lansing tra l’ottobre 2025 e l’agosto 2026.
«Una delle domande che ci vengono poste è: “Abbiamo un serial killer a Lansing?”», ha dichiarato il capo della polizia Robert Backus ai giornalisti durante una recente conferenza stampa. «Quello che vogliamo che il pubblico sappia è che stiamo indagando su tutti questi casi. Sono tutti oggetto di indagine attiva e stiamo valutando l’ipotesi che possano essere casi collegati».
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Quattro vittime presentavano apparenti lesioni al volto da corpo contundente, mentre la quinta è stata accoltellata. Tre decessi sono stati classificati come omicidi, uno resta di natura indeterminata e la causa del quinto non è ancora stata accertata.
Edward Smith è stato accusato di omicidio per l’accoltellamento di Daniel Lusk, 22 anni, avvenuto il 20 agosto, ma la polizia non lo ha ancora collegato agli altri decessi. Un’altra vittima, Louis Woodruff, 57 anni, è stata trovata ferita il 30 agosto, dopo l’arresto di Smith, ed è deceduta il 1° settembre.
Gli inquirenti sospettano che alcuni degli uomini possano essere stati aggrediti di notte mentre erano sdraiati o dormivano, anche se la polizia sottolinea che l’ipotesi non è ancora confermata.
La mancanza di testimoni e la scarsità di filmati di sorveglianza hanno ostacolato le indagini. La polizia ha intensificato i pattugliamenti e ha dispiegato telecamere mobili lungo il percorso, mentre gli assistenti sociali stanno contattando i senzatetto per aiutarli a trovare un alloggio.
Negli Stati Uniti gli omicidi seriali sono rari e rappresentano meno dell’1% di tutti gli omicidi, secondo l’FBI. Uno dei casi più noti degli ultimi anni ha riguardato Rex Heuermann, arrestato nel luglio 2023 in relazione agli omicidi di Gilgo Beach, nello Stato di Nuova York. A giugno è stato condannato all’ergastolo dopo aver ammesso di aver ucciso otto donne.
Il numero di omicidi seriali è calato in modo marcato rispetto al picco tra gli anni Settanta e Novanta, quando negli Stati Uniti si stimavano decine di serial killerri attivi ogni anno. Secondo i database più usati, come quello curato da Radford e Florida Atlantic University, gli episodi sono diminuiti di molto dopo il 1990, e oggi i casi accertati sono una frazione di allora.
Le spiegazioni sono diverse e probabilmente concorrenti. Le tecniche forensi, a partire dal DNA e dalla genealogia genetica, hanno reso molto più rischioso commettere più omicidi senza essere identificati, e hanno permesso di risolvere casi vecchi di decenni. Telecamere, telefoni, pagamenti tracciabili e banche dati condivise tra le polizie hanno ridotto lo spazio per muoversi inosservati. Sono diminuite anche le vittime facili, come autostoppisti e persone che frequentavano luoghi isolati, e c’è stato un calo generale della criminalità violenta, legato in parte a fattori sociali e ambientali.
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Tuttavia, altri osservatori hanno teorie diverse: i serial killer deriverebbero da programmi psicologici militari attivi durante conflitti come quello del Vietnam, come il Phoenix program, che di fatto rendeva i soldati mostri assetati di sangue.
Per questo, ipotizza Renovatio 21, una nuova ondata di assassini seriali è prevedibile con la guerra ucraina.
Nel frattempo dobbiamo avere a che fare con il tempio dei serial killer odierni, cioè l’ospedale: come ripete Renovatio 21, la professione sanitaria è la meta prediletta per l’infiltrazione di serial killer nella società, sia come medici che come infermieri. Nei nosocomi essi, coperti dalla professione ippocratica, possono uccidere quantità di persona a cui l’assassino seriale «di strada» mai può aspirare.
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Immagine di Tony Webster via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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