Autismo
Tutti addosso a Kennedy che collega la circoncisione all’autismo. Quando finirà la barbarie della mutilazione genitale infantile?
Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha difeso le sue affermazioni espresse venerdì durante una riunione di gabinetto, dopo che alcuni critici lo avevano accusato di suggerire un legame tra circoncisione e autismo. Successivamente ha precisato che si riferiva al paracetamolo (Tylenol) somministrato ai neonati dopo la circoncisione, non alla procedura stessa.
In precedenza, il presidente Donald Trump aveva sostenuto parti di questa teoria, invitando le donne in gravidanza a evitare il Tylenol e sottolineando la necessità di valutarne la sicurezza.
«Due studi indicano che i bambini circoncisi precocemente presentano un tasso di autismo doppio», ha dichiarato Kennedy durante la riunione. «Non è una prova definitiva. Stiamo conducendo studi per verificarla», ha aggiunto Kennedy.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Le sue parole hanno scatenato reazioni immediate. Il deputato Jerrold Nadler ha scritto su X che «l’ossessione di Kennedy per le teorie del complotto ha nuovamente superato il limite, sconfinando in un territorio pericoloso e antisemita». Il dottor Peter Hotez, dottore ultravaccinista che rifiuta i confronti e chiede l’esercito contro gli antivaccinisti definiti come «grande forza omicida», ha definito la teoria «assurda». La ricercatrice sull’autismo Helen Tager-Flusberg ha dichiarato: «Niente di tutto ciò ha senso». A settembre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che non esistono prove scientifiche conclusive che colleghino il paracetamolo in gravidanza all’autismo.
Kennedy ha poi risposto su X, citando uno studio danese del 2015 che mostrava tassi di autismo più alti nei ragazzi circoncisi. Ha sostenuto che lo studio indica il paracetamolo come probabile causa, sottolineando che può provocare danni neurologici se combinato con lo stress ossidativo, definendo le prove «schiaccianti».
Kennedy ha accusato i media di distorsione: «USA Today ha riportato in modo parziale le mie parole, usando un’inquadratura fuorviante. Il New York Post ha completamente travisato il mio discorso con il suo titolo, insinuando che avessi detto che la circoncisione causa l’autismo».
As usual, the mainstream media attacks me for something I didn’t say in order to distract from the truth of what I did say.
At yesterday’s Cabinet meeting, I said: “There are two studies that show children who are circumcised early have double the rate of autism, and it’s highly…
— Secretary Kennedy (@SecKennedy) October 10, 2025
Sostieni Renovatio 21
Travisato o no, lo studio danese, intitolato «Ritual circumcision and risk of autism spectrum disorder in 0- to 9-year-old boys: national cohort study in Denmark» («Circoncisione rituale e rischio di disturbo dello spettro autistico nei bambini da 0 a 9 anni: studio di coorte nazionale in Danimarca») esiste.
«Abbiamo confermato la nostra ipotesi secondo cui i ragazzi sottoposti a circoncisione rituale potrebbero correre un rischio maggiore di sviluppare ASD», cioè il disturbo dello spettro autistico, scrive lo studio dei ricercatori Morten Frisch e Jacob Simonsen. «Questa scoperta, e l’inaspettata osservazione di un aumento del rischio di disturbo da iperattività tra i ragazzi circoncisi in famiglie non musulmane, meritano attenzione, soprattutto perché i limiti dei dati hanno molto probabilmente reso le nostre stime di rischio per attività fisica conservative. Considerata la diffusa pratica della circoncisione non terapeutica nell’infanzia e nella prima infanzia in tutto il mondo, gli studi di conferma dovrebbero essere considerati prioritari».
Un altro studio del 2013, «Prenatal and perinatal analgesic exposure and autism: an ecological link» («Esposizione prenatale e perinatale ad analgesici e autismo: un legame ecologico») esplorava «larelazione tra l’esposizione precoce neonatale al paracetamolo e l’autismo/ASD, i tassi di prevalenza media ponderata della popolazione maschile per tutti i paesi disponibili e gli stati degli Stati Uniti sono stati confrontati con i tassi di circoncisione maschile, una procedura per la quale il paracetamolo è stato ampiamente prescritto dalla metà degli anni Novanta», concludendo che «l’analisi ha identificato correlazioni a livello nazionale tra indicatori di esposizione prenatale e perinatale al paracetamolo e autismo/ASD. È stata inoltre identificata una correlazione a livello statale per l’indicatore di esposizione perinatale al paracetamolo e autismo/ASD.
La questione va molto al di là del problema dell’autismo, e riguarda la civiltà occidentale stessa, che ha rifiutato la circoncisione sin dai primissimi anni della cristianità. Scrive la lettera di San Paolo ai Romani: «La circoncisione è utile se tu segui la Legge, ma se tu sei trasgressore della Legge, la tua circoncisione diventa incirconcisione. Se dunque l’incirconciso osserva i comandamenti della Legge, la sua incirconcisione non sarà valutata come circoncisione? e chi di nascita è incirconciso, osservando la Legge, giudicherà te che, con la tua lettera della Legge e la tua circoncisione, ne sei trasgressore. Non è adunque quello che apparisce il vero Giudeo, nè è vera circoncisione quella che è palese nella carne; ma il Giudeo è quello che è tale entro di sè, ed è la circoncisione del cuore, nello spirito non nella lettera, quella la cui lode non è dagli uomini ma da Dio» (Rm, 2, 25-29).
Strano che il mondo «laico», che ritiene il battesimo dei bambini come una forzatura religiosa su di una persona che non può decidere in autonomia, non abbia niente da dire contro questa oscena mutilazione genitale infantile – e dobbiamo ancora trovare qualcuno che ci convinca del fatto che la circoncisione sia diversa dall’infibulazione, quella sì, per qualche motivo, invisa alla società.
«Il taglio genitale non terapeutico priva il bambino, quando diventerà l’adulto, dell’opportunità di rimanere geneticamente immodificato (o intatto)» hanno scritto due bioeticisti oxoniani i due bioeticisti Lauren Notini e Brian D. Earp «Plausibilmente, la persona le cui “parti private” saranno permanentemente influenzate dal taglio dovrebbe avere la possibilità di valutare se è ciò che desidera, alla luce delle loro preferenze e valori a lungo termine»
Di fatto, l’individuo circonciso perde per sempre la sua integrità, vedendosi amputata una parte del corpo straordinariamente ricca di terminazione nervose, che sono quelle che danno il piacere durante l’atto sessuale.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
C’è poi la questione della sicurezza dell’operazione mutilativa: i casi di bambini morti per circoncisione abbondano, anche in Italia, Nel 2023 bambino nigeriano è morto pochi giorni fa in zona Castelli Romani dopo una circoncisione fatta in casa. A Tivoli, nel 2018, morì un altro bambino nigeriano di appena due anni: aveva subito la circoncisione da parte di un sedicente medico; in quel caso, almeno, si salvò il gemello, portato d’urgenza in ospedale. Reggio Emilia, marzo 2019: neonato di famiglia ghanese, cinque mesi, morto dopo «diverse ore di agonia». Monterotondo, provincia di Roma, tre mesi prima: bimbo nigeriano di due anni morto per lo stesso motivo. Genova, aprile 2019, neonato morto nel quartiere Quezzi, e condannato a otto anni di carcere il nigeriano 34enne che aveva eseguito il taglio del prepuzio. Torino, giugno 2016: bebè di genitori ghanesi, circonciso in casa, morto in ospedale. Treviso, ottobre 2008: bimbo di due mesi morto per emorragia. Bari, luglio 2008: bambino deceduto per grave emorragia, «causata probabilmente da circoncisione fatta a domicilio».
Secondo dati ripetuti in questi giorni da tutti i giornali, le circoncisioni clandestine in Italia costituirebbero il 40% del totale. Su più di 15.000 circoncisioni richieste all’anno solo 8.500 vengono eseguite su territorio nazionale, mentre 6.500 operazioni di taglio del prepuzio sono effettuate nei Paesi d’origine dove gli immigrati tornano per «turismo etnico» (talvolta, come si è appreso, anche quando si dichiarano «rifugiati» e stanno facendo il percorso burocratico per essere riconosciuti tali totalmente a spese del contribuente italiano).
Secondo una sigla di medici stranieri operanti in Italia, il 99% delle famiglie musulmane circoncide il bambino quando ha ancora pochi mesi. La realtà è che tuttavia la circoncisione è di fatto istituzionalizzata grazie agli accordi tra lo Stato italiano e la minoranza ebraica.
Come riportato in passato da Renovatio 21, grazie alla legge 101 del 1989 che ratifica l’intesa tra l’Italia e le comunità ebraiche italiane, i maschi di religione ebraica e musulmana possono usufruire di alcuni progetti «clinico-culturali» ed essere circoncisi per 400 euro da un medico in regime di attività libero professionale. La prestazione è da considerarsi al di fuori dei LEA (Livelli essenziali assistenziali). Tra i sottoscrittori il Policlinico Umberto I di Roma, l’Associazione internazionale Karol Wojtyla, la Comunità ebraica di Roma e il Centro islamico culturale d’Italia.
La pressione ebraica si dice abbia fatto cambiare rotta anche all’Islanda, che aveva tentato di liberarsi della pratica barbara. Si tratta della stessa procedura per cui ora, per aver parlato della circoncisione, Kennedy è definito «antisemita».
«Ogni individuo, non importa di che sesso o di quanti anni dovrebbe essere in grado di dare il consenso informato per una procedura che è inutile, irreversibile e può essere dannosa», aveva dichiarato nel 2018 la deputata Silja Dögg Gunnarsdóttir, 44 anni, del Partito progressista dell’Althing, il Parlamento islandese. «Il suo corpo, la sua scelta». «Autonomia» corporale: è lo slogan delle femministe e dell’aborto. È un dogma inscalfibile del mondo moderno.
Il disegno di legge non passò, perché le microcomunità ebraiche e musulmane alzarono un polverone: «l’impatto di questa legge sarebbe sentito molto al di là dei confini dell’Islanda», scriveva una lettera dello spaventatissimo Comitato degli affari esteri della Camera dei Rappresentanti, spiegando che la «mossa renderebbe l’Islanda la prima e unica nazione europea a mettere fuori legge la circoncisione. Mentre le popolazioni ebraiche e musulmane in Islanda possono essere poco numerose, il divieto di questo paese sarebbe sfruttato da coloro che alimentano la xenofobia e l’antisemitismo in Paesi con popolazioni più diversificate».
La circoncisione nel mondo è tollerata, forse, anche per la sua straordinaria diffusione presso la popolazione americana. Contrariamente a ciò che possono pensare beceramente alcuni, la questione in nessun modo è legata ai rapporti tra l’ebraismo e gli USA. La fonte della pratica è la stessa dei cereali che con probabilità il lettore consuma il mattino: John Harvey Kellogg (1852-1943).
Aiuta Renovatio 21
Il Kellogg era un dottore nutrizionista, oltre che un imprenditore di successo e un gran cultore dell’eugenetica. Tuttavia, un pensiero lo ossessionava: quello della riduzione della masturbazione presso la popolazione maschile.
Ecco quindi che raccomandò la circoncisione come rimedio: si taglia subito il prepuzio al bambino e lui non si toccherà crescendo. La cosa ancora più allucinante è che anche i cereali da lui commerciati (da qualche mese di proprietà della Ferrero) avevano in teoria lo stesso scopo: erano sostanze che riteneva «anafrodisiache» e che quindi andavano impiegate in massa per scoraggiare l’onanismo.
Kellogg, che come si è visto godeva di una certa influenza, era convinto sostenitore anche del vestirsi di bianco e dei clisteri, da praticare soprattutto se si erano assorbiti veleni come tè, caffè, cioccolato. Il Kelloggo, inoltre, scoraggiava il mescolarsi tra le razze: a fine carriera si dedicò alla creazione di una «Race Betterment Foundation, («Fondazione per il miglioramento della razza»), che propalava pure eugenetica razzista americana (registri genetici, sterilizzazioni delle «persone mentalmente difettose»), di quella che poi piacque assai allo Hitler, che – cosa poco nota – prese alcune leggi degli Stati americani come suo modello per la Germania nazionalsocialista.
L’America odierna, e il mondo tutto, si trova quindi ancora alle prese con l’eredità di questo tizio: circoncisione e colazione con cereali tostati. L’eugenetica, nel frattempo, la si fa con le provette.
Menzogne, follie, droghe, violenze, aberrazioni: ci spaventiamo se un mondo del genere affoga ogni giorno di più nello tsunami dell’autismo?
Roberto Dal Bosco
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Autismo
Ex scienziato CDC specializzato in autismo estradato in USA: accusa di frode e riciclaggio
Sostieni Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Thorsen è stato coautore di articoli «imperfetti» che vengono ancora utilizzati per smentire il legame tra vaccini e autismo.
Quando Thorsen entrò a far parte del CDC come ricercatore ospite, la sua ricerca si concentrava sui difetti congeniti e sulle disabilità dello sviluppo. Tuttavia, all’inizio degli anni 2000, spostò la sua attenzione sulla ricerca sull’autismo. Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, due agenzie governative danesi hanno ricevuto oltre 11 milioni di dollari tra il 2000 e il 2009 per una serie di studi, tra cui ricerche sul legame tra vaccini e autismo. Thorsen tornò in Danimarca nel 2002 e «divenne responsabile dell’amministrazione dei fondi per la ricerca assegnati dal CDC». Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani sostengono che Thorsen abbia sottratto parte di questi fondi, utilizzandoli per acquistare una casa ad Atlanta, due auto e una motocicletta. Nonostante le presunte attività fraudolente, Thorsen ha lasciato un’impronta indelebile sulla ricerca sull’autismo e sulle successive narrazioni secondo cui l’autismo non è collegato ai vaccini. Secondo un rapporto del 2017 del World Mercury Project, predecessore del CHD, «l’influenza di Thorsen sui progetti e sulle politiche vaccinali statunitensi è notevole». «Gli studi da lui condotti hanno avuto una forte influenza sulla revisione e sui risultati dell’Institute of Medicine (ora noto come National Academy of Medicine)… quando hanno esaminato il thimerosal nei vaccini», afferma il rapporto. Uno di questi studi, lo «studio Madsen», pubblicato nel 2002 sul New England Journal of Medicine e di cui Thorsen era coautore, era uno studio basato sulla popolazione relativo al vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) e all’autismo. Lo studio concluse che vi sono «prove concrete contro l’ipotesi che la vaccinazione MMR causi l’autismo». Tuttavia, secondo il rapporto del 2017, lo studio di Madsen era «viziato fin dall’inizio» perché i ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche di soli 40 dei 316 bambini con autismo inclusi nella coorte dello studio. Un’analisi sottoposta a revisione paritaria lo scorso anno ha sollevato ulteriori dubbi sulle conclusioni dello studio. Nel 2003, Madsen e Thorsen furono tra i coautori di uno studio pubblicato su Pediatrics, la rivista ufficiale dell’American Academy of Pediatrics. Tale studio «non ha confermato una correlazione tra i vaccini contenenti timerosal e l’incidenza dell’autismo». Hooker ha accusato gli autori di entrambi gli studi di aver nascosto dati, commesso semplici errori aritmetici volti a non trovare una correlazione e selezionato le informazioni in modo da «plasmare la narrativa del CDC». Entrambi gli studi si basavano su dati demografici danesi. Secondo il rapporto del 2017, gli studi hanno aggirato le procedure di valutazione etica richieste per questa categoria di ricerca: Lo studio di Thorsen sull’autismo e il vaccino MMR di Madsen è stato condotto e pubblicato senza la revisione e l’approvazione del comitato etico (l’equivalente danese dell’IRB [Institutional Review Board]). Inoltre, dimostra che Thorsen non ha ottenuto le revisioni annuali per la protezione dei soggetti umani, come richiesto dalla legge federale statunitense. Quando il CDC scoprì che Thorsen non aveva ottenuto le necessarie approvazioni etiche, l’agenzia non segnalò gli errori e gli studi non furono ritirati. Al contrario, i funzionari del CDC misero in atto un’operazione di insabbiamento, afferma il rapporto del 2017.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Thorsen ha utilizzato i dati danesi per trarre conclusioni sul calendario vaccinale statunitense.
Secondo il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., l’utilizzo di dati medici danesi per trarre conclusioni sul calendario vaccinale infantile statunitense e sul suo potenziale legame con l’epidemia di autismo tra i bambini americani solleva interrogativi. In un editoriale scritto l’anno scorso per TrialSite News, Kennedy ha osservato che il programma di vaccinazione infantile del CDC è «notevolmente più aggressivo di quello danese», il che rende discutibili i confronti diretti. Kennedy ha citato studi danesi più recenti che continuano a negare qualsiasi legame tra vaccini e autismo. Alcuni di questi studi sono stati condotti da ricercatori della North Atlantic Neuro-Epidemiology Alliance (NANEA), un istituto di ricerca danese diretto da Thorsen, al quale ha destinato ingenti finanziamenti del CDC. Secondo il rapporto MAHA, «lo scopo della ricerca di NANEA era quello di utilizzare dati sanitari provenienti dalla Danimarca, non dagli Stati Uniti, per condurre studi volti a determinare se i vaccini fossero alla base dell’aumento dei casi di autismo negli Stati Uniti».Aiuta Renovatio 21
«L’industria dei vaccini sarebbe crollata» se la ricerca di Thorsen non fosse stata pubblicata.
Secondo il rapporto del 2017, i documenti Madsen-Thorsen sono stati utilizzati per respingere oltre 5.000 richieste presentate nell’ambito del procedimento Omnibus sull’autismo. «Se queste rivendicazioni fossero state accolte a favore dei ricorrenti, avrebbero comportato risarcimenti per un totale stimato di 10 miliardi di dollari», si legge nel rapporto del 2017. Il ricercatore James Grundvig è l’autore di Master Manipulator e il genitore di un bambino autistico che ha subito danni a causa del vaccino. Grundvig, che ha presentato una delle richieste di risarcimento respinte dal VICP, ha affermato che il rifiuto lo ha motivato a indagare su Thorsen e sul CDC e a scrivere il suo libro. L’indagine di Grundvig ha rivelato che Thorsen era utile al CDC, poiché le sue scoperte si adattavano alla narrazione secondo cui i vaccini non causano l’autismo. «All’interno del CDC sapevano cosa stesse causando l’epidemia di autismo all’epoca, e avevano bisogno di spendere dai 25 ai 30 milioni di dollari nei successivi cinque anni, una cifra enorme 25 anni fa, per insabbiare tutta la frode e nascondere il legame tra autismo e vaccini», ha affermato Grundvig. Ha affermato che «l’intero settore dei vaccini sarebbe crollato in quel momento» se la ricerca di Thorsen non fosse stata pubblicata. Il dottor Dave Weldon, medico e membro repubblicano della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti tra il 1995 e il 2009, che il presidente Donald Trump aveva nominato a capo del CDC alla fine del 2024 prima di ritirare la sua nomina, ha definito la «ricerca dubbia» di Thorsen il suo «crimine più grande». Weldon ha detto: «Il suo crimine più grave non è il denaro che ha rubato, bensì la sua discutibile ricerca, utilizzata dal CDC per respingere la causa intentata da centinaia di famiglie con figli evidentemente danneggiati dai vaccini». «Si è trattato di una totale violazione delle intenzioni del Congresso quando è stato creato il programma di risarcimento per i vaccini, e la giustizia è attesa da tempo. Abbiamo bisogno di piena responsabilità e di piena trasparenza».Iscriviti al canale Telegram ![]()
Rischia decenni di carcere, Thorsen rivelerà la verità sui suoi studi sull’autismo?
Secondo il rapporto del 2017, in seguito all’incriminazione del 2011, Thorsen ha vissuto e lavorato in Danimarca, tra l’altro presso l’ospedale di Lillebælt e l’Università della Danimarca Meridionale. Grundvig ha affermato che è probabile che la Danimarca abbia evitato l’estradizione di Thorsen nell’ambito di un tentativo di insabbiare una frode più ampia legata alla ricerca. «Se la Danimarca e la sua comunità medica sono rimaste intrappolate in questa incredibile frode e menzogna che ha sostanzialmente permesso lo scoppio dell’epidemia di autismo, la loro immagine ne risentirà moltissimo. Pertanto, non c’era alcuna possibilità che la Danimarca estradasse Thorsen», ha affermato Grundvig. L’estradizione di Thorsen ha anche risvolti politici. Secondo il quotidiano danese Politiken, Thorsen «rischia di diventare una vittima danese delle pressioni politiche che l’amministrazione Trump ha esercitato sempre più sul sistema giudiziario americano». Gli avvocati di Thorsen hanno dichiarato alle autorità tedesche che negli Stati Uniti non avrebbe ricevuto un processo equo. Il Ministero della Giustizia danese, il Ministero dell’Interno, la Polizia danese, l’Ambasciata danese a Washington, DC, l’Ospedale di Lillebælt e l’Università della Danimarca Meridionale non hanno risposto alle richieste di commento di The Defender. Il Ministero degli Esteri danese e l’Ufficio del Primo Ministro danese hanno rimandato The Defender al Ministero della Giustizia. Il rapporto del 2017 ha rilevato che non fu il CDC a scoprire la frode in cui Thorsen sarebbe stato coinvolto, bensì il suo ex datore di lavoro, l’Università di Aarhus in Danimarca. Il rapporto ha inoltre evidenziato che i funzionari pubblici statunitensi «non sono riusciti a prendere le distanze da Thorsen in alcun modo». Una funzionaria del CDC, Diana Schendel, ha intrattenuto una relazione sentimentale inappropriata con Thorsen e in seguito ha accettato un incarico presso l’Università di Aarhus per dirigere la ricerca sull’autismo. Lavora tuttora presso l’università. Hooker ha affermato che «sia gli Stati Uniti che la Danimarca avevano molto da perdere» estradando Thorsen. «Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) è stato in balia delle grandi aziende farmaceutiche per molti anni. Solo sotto la guida del Segretario Kennedy si sarebbe potuto intraprendere questo compito monumentale», ha dichiarato Hooker. Grundvig ha affermato che Thorsen, che ora rischia decenni di carcere, potrebbe cercare di rivelare informazioni su ricerche fraudolente in cambio di una pena più lieve. Ha aggiunto che queste informazioni potrebbero coinvolgere funzionari e ricercatori del settore della sanità pubblica statunitense. «Se rischia 20 o 25 anni, morirà in una prigione americana», ha detto Grundvig. «Lo vuole? Probabilmente no. Quindi, logicamente, è lecito pensare che parlerà a ruota libera e racconterà tutto». Holland ha dichiarato: «di fronte alla prospettiva di una detenzione a tempo indeterminato negli Stati Uniti, spero che dirà la verità su ciò che ha fatto, su chi erano i suoi complici e sull’intero piano criminale». Michael Nevradakis Ph.D. © 11 maggio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Autismo
I vaccini causano l’autismo? Gli studi esistenti non sono progettati per rispondere alla domanda
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Gli studi epidemiologici esistenti – studi sulla frequenza con cui le malattie si manifestano in diversi gruppi di persone e sulle relative cause – sono progettati per esaminare se i vaccini causino danni neuroevolutivi nella popolazione infantile in generale. Tuttavia, questi studi non sono in grado di cogliere gli effetti dei vaccini su sottogruppi specifici, come i bambini con disfunzione mitocondriale, che potrebbero essere più vulnerabili ai danni causati dai vaccini, secondo un preprint pubblicato da scienziati del Children’s Health Defense e dai loro colleghi.
Secondo un nuovo studio preliminare condotto da scienziati di Children’s Health Defense e dai loro colleghi, il dibattito di lunga data sulla questione se i vaccini causino l’autismo riflette una «crisi epistemica» nella scienza medica, non una disputa su fatti scientifici.
Gli studi epidemiologici esistenti, ovvero gli studi sulla frequenza con cui le malattie si manifestano in diversi gruppi di persone e sulle relative cause, sono progettati per esaminare se i vaccini causino danni allo sviluppo neurologico nella popolazione infantile in generale.
Questi studi non sono in grado di cogliere gli effetti dei vaccini su sottogruppi specifici, come i bambini con disfunzione mitocondriale, che potrebbero essere più vulnerabili ai danni causati dai vaccini.
In genere, questi studi non prendono in considerazione nessuno dei marcatori biologici – funzione mitocondriale, stress ossidativo e disregolazione del sistema immunitario – attraverso i quali i vaccini potrebbero causare danni.
La mancata individuazione di questa possibile connessione evidenzia un problema strutturale più profondo nella ricerca sui vaccini, che utilizza abitualmente i risultati degli studi epidemiologici per risolvere quesiti per i quali tali studi non erano mai stati progettati.
La vulnerabilità mitocondriale, ereditaria e rilevabile alla nascita, implica che i bambini affetti possano reagire in modo diverso agli stimoli ambientali, compresi i vaccini. Significa anche che i vaccini potrebbero non comportare lo stesso rischio per tutti i bambini.
Il coautore Karl Jablonowski, Ph.D., ha riassunto i risultati:
«Gli studi sulla popolazione che non prendono in considerazione la salute mitocondriale non troveranno questa correlazione. È come cercare la vita microscopica con un telescopio. Gli studi a livello di popolazione che non sono mai stati progettati per rilevare una correlazione, non sorprende che non la rileveranno.
«Se soffrite di disfunzione mitocondriale (nota o sconosciuta), l’insieme della letteratura scientifica esistente sulla sicurezza dei vaccini, basata su dati di popolazione, non vi riguarda».
Gli autori dello studio non affermano che «i vaccini causino l’autismo». Sostengono invece che un approccio integrato debba indagare l’ipotesi «vaccino-mitocondri-autismo».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
La ricerca tradizionale sull’autismo e sui vaccini ignora questioni chiave
Secondo gli autori del preprint, il dibattito pubblico sul legame tra vaccini e autismo si è ridotto a una semplice domanda «sì/no», e la comunicazione pubblica dominante ha accorpato diverse questioni distinte in un’unica affermazione: «i vaccini non causano l’autismo».
La controversia sui vaccini e l’autismo è stata distorta perché ricercatori, enti regolatori e media confondono abitualmente quattro questioni distinte:
- Se i vaccini aumentino i tassi di autismo nella popolazione infantile generale.
- Se i vaccini possano innescare una regressione verso l’autismo nei bambini biologicamente vulnerabili.
- Quanti bambini con autismo presentano disfunzioni mitocondriali o anomalie metaboliche correlate?
- Come le strutture legali, i sistemi di finanziamento, la revisione paritaria e le narrazioni mediatiche influenzano le domande che vengono poste e a cui si dà risposta.
La ricerca tradizionale si è concentrata perlopiù solo sulla prima domanda, e anche in questo caso, in modo incompleto, focalizzandosi sui singoli vaccini anziché sull’intero calendario vaccinale infantile. La maggior parte delle ricerche condotte finora non ha nemmeno preso in considerazione le altre tre domande.
Gli autori propongono che, per rispondere alla domanda «i vaccini causano l’autismo?», i ricercatori utilizzino un quadro integrato che analizzi i modelli di salute in ampi gruppi di persone, concentrandosi al contempo sulle specifiche cause biologiche alla base della malattia in gruppi di pazienti più piccoli e mirati.
«L’integrazione non è un lusso metodologico, bensì una necessità logica», scrivono.
Aiuta Renovatio 21
La disfunzione mitocondriale potrebbe rendere i bambini più vulnerabili ai danni causati dagli ingredienti dei vaccini.
Le ricerche dimostrano che circa il 5% dei bambini con autismo soddisfa i criteri formali per la disfunzione mitocondriale, e un ulteriore 30-80% presenta anomalie mitocondriali subcliniche.
Secondo lo studio, nei bambini autistici i mitocondri, ovvero le parti delle cellule che generano energia, non funzionano correttamente.
Ciò significa che il cervello non riceve energia sufficiente per svolgere funzioni basilari come l’attivazione dei neuroni, il mantenimento delle connessioni tra le cellule cerebrali e l’eliminazione delle sinapsi non necessarie.
Una sinapsi è uno spazio microscopico che separa due neuroni. Sebbene abbia uno spessore di poche decine di nanometri, svolge un ruolo cruciale nella trasmissione delle informazioni.
Normalmente, con la maturazione, il cervello elimina naturalmente le sinapsi in eccesso, un processo che richiede molta energia. Quando i mitocondri non funzionano correttamente, questa «potatura» diventa inefficiente, lasciando troppe connessioni sinaptiche attive.
Questo squilibrio può rendere più difficile per il cervello regolare la propria attività.
I mitocondri disfunzionali perdono più elettroni, che reagiscono con l’ossigeno creando molecole dannose chiamate specie reattive dell’ossigeno. Nei bambini con autismo, questo avviene a ritmi superiori alla norma, sovraccaricando le difese naturali dell’organismo.
Uno di questi meccanismi di difesa è il glutatione, un antiossidante. Quando il glutatione viene sovraccaricato, possono verificarsi danni a grassi, proteine e al DNA dei mitocondri stessi. Questo tipo di danno è stato riscontrato in modo costante nel tessuto cerebrale e nei campioni di sangue di bambini con autismo.
Questo tipo di danno ossidativo innesca il rilascio di segnali infiammatori da parte delle cellule immunitarie del cervello, creando uno stato di infiammazione cerebrale cronica di basso grado. L’infiammazione interferisce con la formazione e l’adattamento delle sinapsi, un fattore che si ritiene contribuisca alle caratteristiche principali dell’autismo, come le difficoltà sociali e i comportamenti ripetitivi.
Allo stesso tempo, i mitocondri stressati accumulano proteine mal ripiegate, che attivano un sistema di soccorso cellulare intrinseco progettato per riparare il danno.
Nelle cellule sane, questo meccanismo funziona perfettamente. Ma nei bambini con autismo, i difetti mitocondriali di base sono sufficientemente persistenti da sovraccaricare questo sistema di recupero, che non riesce a tenere il passo, e di conseguenza il danno continua durante le fasi critiche dello sviluppo cerebrale precoce, quando la posta in gioco è più alta.
Gli autori evidenziano inoltre prove che suggeriscono che la vulnerabilità mitocondriale possa esistere in epoca prenatale o alla nascita. Nei bambini che presentano questa vulnerabilità, l’esposizione a fattori di stress ambientali, inclusi gli ingredienti tossici presenti nei vaccini, durante le prime fasi dello sviluppo potrebbe aggravare la loro condizione e scatenare disturbi come l’autismo.
Gli autori sviluppano una metodologia per collegare la biologia mitocondriale e la tossicologia dei componenti del vaccino con l’epidemiologia al fine di indagare questo nesso causale.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
In che modo gli ingredienti dei vaccini influenzano la funzione mitocondriale?
L’articolo cita inoltre numerose prove, provenienti da studi di laboratorio e sperimentali, sull’effetto dei componenti del vaccino sulla funzione mitocondriale.
Le ricerche dimostrano che gli adiuvanti a base di alluminio, le nanoparticelle lipidiche utilizzate nei vaccini a mRNA, il conservante timerosal e i virus vivi possono influenzare la funzionalità mitocondriale, lo stress ossidativo e la segnalazione infiammatoria.
Singoli casi di studio, come quello di Hannah Poling del 2006, hanno dimostrato come, in seguito alla vaccinazione, un bambino con una preesistente vulnerabilità mitocondriale esposto a molte di queste tossine abbia manifestato una crisi metabolica seguita da una regressione dello sviluppo.
Il pubblico non ha un quadro completo del possibile legame tra vaccini e autismo.
Le agenzie sanitarie, i gruppi di difesa dei diritti e i media traducono abitualmente i risultati cauti delle ricerche scientifiche in affermazioni categoriche e generalizzate, come «i vaccini non causano l’autismo», che vanno ben oltre quanto effettivamente dimostrato dagli studi sottostanti.
Il risultato, sostengono gli autori, è un modello istituzionale di affermazioni eccessive che erode la fiducia del pubblico e rende più difficile ripristinare una comunicazione onesta.
Oltretutto, c’è il National Childhood Vaccine Injury Act del 1986, che protegge le aziende produttrici di vaccini dalle cause legali standard. Senza le cause legali, il pubblico non ha mai accesso ai documenti interni delle aziende che potrebbero far luce sugli studi e sui dati dei produttori.
Di conseguenza, le prove pubblicamente disponibili che dimostrano la sicurezza dei vaccini appaiono più rassicuranti di quanto lo sarebbero se esistesse un processo diverso per la valutazione dei danni da vaccino.
Sostieni Renovatio 21
«La strada scientifica da percorrere è chiara e urgente»
La pre-pubblicazione è stata realizzata in un contesto di rinnovato interesse nazionale per le politiche vaccinali e la ricerca sull’autismo, comprese le discussioni sui possibili fattori ambientali che contribuiscono al disturbo dello spettro autistico.
I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno lanciato un’iniziativa di «test e ricerca su vasta scala» sulle cause profonde dell’autismo, e i National Institutes of Health hanno avviato un programma di ricerca sull’autismo.
Nel novembre 2025, il CDC ha aggiornato la sua pagina web sull’autismo e i vaccini, affermando che non esistono prove a sostegno dell’affermazione secondo cui i vaccini non causano l’autismo.
Negli Stati Uniti, le diagnosi di autismo sono aumentate vertiginosamente negli ultimi due decenni. Il CDC stima che nel 2022 a 1 bambino di 8 anni su 31 – oltre il 3,2% – sia stato diagnosticato l’autismo, un aumento considerevole rispetto a 1 bambino su 36 solo due anni prima.
Gli autori affermano che strumenti diagnostici migliori e più completi non sono sufficienti a spiegare la tendenza e che l’entità del cambiamento richiede ulteriori studi sui fattori ambientali che possono scatenare l’autismo in alcuni bambini.
«Il percorso scientifico da seguire è chiaro e urgente», concludono. «Gli attuali ambiti di evidenza scollegati tra loro» devono essere abbandonati.
Essi sostengono la necessità di studi prospettici incentrati sui bambini con vulnerabilità mitocondriali, poiché le evidenze attuali lasciano aperti interrogativi sui rischi specifici per sottogruppo.
«Fino al completamento di tali studi, l’onestà intellettuale impone di riconoscere che l’ipotesi vaccino-mitocondri-autismo negli individui predisposti rimane una spiegazione credibile e verificabile per una parte dell’aumento osservato nella prevalenza dei disturbi dello spettro autistico. L’attuale assenza di prove definitive non costituisce prova di assenza» scrivono.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 7 maggio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Autismo
«Bizzarro, inquietante»: i critici di Kennedy formano un comitato ombra per la ricerca sull’autismo
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Gli ex membri dell’IACC hanno dato priorità alla ricerca sulle cause genetiche dell’autismo, ma non sono riusciti a trovare risposte
John Gilmore, direttore esecutivo dell’Autism Action Network e uno dei nuovi membri nominati da Kennedy all’IACC, ha dichiarato a The Defender che la revisione di Kennedy era giustificata perché gli ex membri del comitato non erano riusciti a rispondere a molte domande dei genitori sull’autismo. «L’IACC è nato 25 anni fa, ma da allora non siamo riusciti a trovare la causa o le cause dell’autismo. Non sono stati sviluppati trattamenti, né misure di prevenzione, né cure», ha affermato. La riforma di Kennedy ha coinvolto molte famiglie le cui voci in precedenza erano state ignorate, ha dichiarato al New York Times la dott.ssa Sylvia Fogel, presidente del nuovo IACC presso l’HHS. Fogel è assistente di psichiatria presso il Massachusetts General Hospital, docente di psichiatria presso la Harvard Medical School e madre di un figlio affetto da autismo profondo. Per anni, l’IACC ha dato priorità alla ricerca sulle cause genetiche dell’autismo, ma non è riuscita a fornire risposte per le numerose famiglie i cui figli, precedentemente sani, sono regrediti in un autismo profondo, ha affermato. Il figlio di Fogel era un tipico bambino di due anni che cantava canzoni e parlava con frasi di tre o quattro parole. Dopo un’infezione respiratoria, perse la capacità di comunicare verbalmente, di mantenere il contatto visivo o di interagire socialmente. «Era l’ombra di se stesso», ha detto Fogel al Times. «Nessuno sapeva dirmi cosa fosse successo a mio figlio. E nessuno poteva offrirmi una cura». Lo statuto dell’IACC prevede che il comitato includa almeno tre membri autistici, tre genitori o tutori legali di una persona nello spettro e almeno tre membri che rappresentano organizzazioni attive nella difesa, nella ricerca o nei servizi per l’autismo. Prima che Kennedy lo rimodellasse, l’IACC era storicamente guidato da persone «sul lato più funzionale dello spettro», secondo Jackie Kancir, direttore esecutivo del National Council on Severe Autism e genitore di una figlia di 22 anni profondamente autistica. Molti genitori di bambini affetti da autismo profondo «saltavano di gioia, sentendosi finalmente ascoltati» quando Kennedy annunciò i nuovi membri, ha detto Kancir al Times. Gilmore ha affermato che il nuovo comitato indipendente, composto in gran parte da ex membri dell’IACC, probabilmente ignorerà le preoccupazioni di questi genitori. «Chiaramente, non hanno alcuna intenzione di ascoltare nessuna delle voci che molti di loro hanno cercato per anni di mettere a tacere», ha affermato. Secondo un comunicato stampa, il nuovo comitato indipendente prevede di riunirsi lo stesso giorno e alla stessa ora dell’IACC, in modo da poter «rispondere rapidamente a qualsiasi raccomandazione non supportata dalla scienza». Entrambi i gruppi si incontreranno il 19 marzo. «È come se un amante abbandonato organizzasse una grande festa il giorno delle nozze dell’ex partner», ha detto Gilmore. «È un comportamento bizzarro e inquietante». Il nuovo comitato indipendente include Jim Greenwood, ex presidente e CEO del più grande gruppo commerciale biotecnologico ed ex rappresentante degli Stati Uniti per la Pennsylvania. Greenwood ha sponsorizzato il Children’s Health Act del 2000, che ha istituito l’IACC.Aiuta Renovatio 21
L’IACC «incuterebbe timore nelle persone» se consigliasse all’HHS di studiare il collegamento tra vaccino e autismo
Alison Singer, ex membro dell’IACC e membro del nuovo comitato indipendente, ha dichiarato al Washington Post che «incuterebbe timore nelle persone» se l’IACC annunciasse che il governo dovrebbe studiare se i vaccini causano l’autismo. Al Post viene attribuito il merito di aver pubblicato per primo un articolo sul nuovo comitato. «Perché qualsiasi percorso di indagine è off-limits?», ha chiesto Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior presso Children’s Health Defense (CHD). «È opportuno indagare attentamente ovunque, e molto più attentamente dove interessi potenti ci impediscono di farlo». Singer, presidente dell’Autism Science Foundation, è in gran parte responsabile della formazione del nuovo comitato indipendente, ha riferito Medscape. Il consiglio di amministrazione dell’Autism Science Foundation include Offit, da tempo promotore dei vaccini. Offit ha storicamente donato i profitti derivanti dalla vendita del suo libro Deadly Choices: How the Anti-Vaccine Movement Threatens Us All” all’organizzazione no-profit, che ha stanziato oltre 5 milioni di dollari per la ricerca sull’autismo. Singer ha dichiarato al Post che ci sono «decine e decine di studi» che «scagionano i vaccini dall’essere causa di autismo». Il Post ha fatto riferimento a un elenco di studi ottenuti dall’Autism Science Foundation per sostenere la sua affermazione. Tuttavia, secondo Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico del CHD, la maggior parte degli studi citati dall’organizzazione no-profit ha preso in esame solo il vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) o i vaccini contenenti timerosal. Gli altri studi che sostengono di non aver trovato alcun collegamento tra vaccinazione e autismo sono «di dubbia qualità e pieni di conflitti di interesse», ha affermato. Hooker ha affermato che l’elenco dell’Autism Science Foundation ometteva studi recenti che suggerivano un collegamento tra vaccini e autismo, tra cui uno studio sottoposto a revisione paritaria del 2025 che dimostrava che i bambini vaccinati avevano almeno quattro volte più probabilità di ricevere una diagnosi di autismo rispetto ai bambini non vaccinati. Uno studio peer-reviewed del 2025 pubblicato su Molecular Neurobiology, che ha esaminato 519 studi, ha stabilito che l’autismo non è un disturbo genetico. Gli autori hanno concluso che l’autismo può derivare da un insieme dinamico e potenzialmente modificabile di fattori biologici, tra cui alterazioni del sistema immunitario, esposizioni ambientali e fisiologia intestino-cervello. Una revisione completa di 300 studi pubblicata nell’ottobre 2025 ha identificato la vaccinazione come il principale «fattore di rischio modificabile» per l’autismo. The Defender ha chiesto a un rappresentante del nuovo comitato indipendente se i membri ritenessero che la ricerca avesse escluso la possibilità che un vaccino, o una combinazione di vaccini somministrati nel tempo, potesse aumentare il rischio di autismo nei bambini geneticamente predisposti. Il gruppo non ha risposto entro la scadenza. Oltre a Singer, Tager-Flusberg e Greenwood, i nuovi membri indipendenti del comitato sono:- Dott. Zack Williams, UCLA, scienziato autistico/autodifensore
- Dott. Joshua Gordon, ex direttore del National Institute of Mental Health; presidente dell’IACC (2016-2024)
- Dott. Tom Insel, ex direttore del National Institute of Mental Health; presidente dell’IACC (2002-2015)
- Joseph Joyce, Presidente e CEO, Autism Society of America
- Dott.ssa Amy Lutz, Università della Pennsylvania; Genitore di un bambino autistico
- Dott. David Mandell, Università della Pennsylvania; ex membro dell’IACC
- Dott.ssa Kristin Sohl, Accademia Americana di Pediatria
- Dott. Matthew State, UCSF, Direttore scientifico, Allineare la ricerca per avere un impatto sull’autismo
- Dott. John Walkup, Accademia americana di psichiatria infantile e adolescenziale
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero2 settimane faMons. Viganò contro la chiesa archistar per la nuova Milano sincretista. Chi la costruisce? E cosa dirà Ambrogio?
-



Gender2 settimane faNegata la cresima a ragazzino contrario all’ideologia LGBT
-



Spirito1 settimana faMons. Schneider: l’infiltrazione della massoneria è responsabile della crisi nella Chiesa
-



Intelligenza Artificiale2 settimane faIl volto nascosto della democrazia
-



Essere genitori6 giorni faI bambini che libereranno Faccetta nera
-



Spirito7 giorni faBreve commento di mons. Viganò sull’enciclica di Leone sull’IA
-



Spirito5 giorni faBoy scout rifiuta di inchinarsi ad Allah durante una visita in moschea
-



Arte2 settimane faLa triste situazione dell’industria discografica e il mercato della musica live









