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Tutti addosso a Kennedy che collega la circoncisione all’autismo. Quando finirà la barbarie della mutilazione genitale infantile?

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Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha difeso le sue affermazioni espresse venerdì durante una riunione di gabinetto, dopo che alcuni critici lo avevano accusato di suggerire un legame tra circoncisione e autismo. Successivamente ha precisato che si riferiva al paracetamolo (Tylenol) somministrato ai neonati dopo la circoncisione, non alla procedura stessa.

 

In precedenza, il presidente Donald Trump aveva sostenuto parti di questa teoria, invitando le donne in gravidanza a evitare il Tylenol e sottolineando la necessità di valutarne la sicurezza.

 

«Due studi indicano che i bambini circoncisi precocemente presentano un tasso di autismo doppio», ha dichiarato Kennedy durante la riunione. «Non è una prova definitiva. Stiamo conducendo studi per verificarla», ha aggiunto Kennedy.

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Le sue parole hanno scatenato reazioni immediate. Il deputato Jerrold Nadler ha scritto su X che «l’ossessione di Kennedy per le teorie del complotto ha nuovamente superato il limite, sconfinando in un territorio pericoloso e antisemita». Il dottor Peter Hotez, dottore ultravaccinista che rifiuta i confronti e chiede l’esercito contro gli antivaccinisti definiti come «grande forza omicida», ha definito la teoria «assurda». La ricercatrice sull’autismo Helen Tager-Flusberg ha dichiarato: «Niente di tutto ciò ha senso». A settembre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che non esistono prove scientifiche conclusive che colleghino il paracetamolo in gravidanza all’autismo.

 

Kennedy ha poi risposto su X, citando uno studio danese del 2015 che mostrava tassi di autismo più alti nei ragazzi circoncisi. Ha sostenuto che lo studio indica il paracetamolo come probabile causa, sottolineando che può provocare danni neurologici se combinato con lo stress ossidativo, definendo le prove «schiaccianti».

 

Kennedy ha accusato i media di distorsione: «USA Today ha riportato in modo parziale le mie parole, usando un’inquadratura fuorviante. Il New York Post ha completamente travisato il mio discorso con il suo titolo, insinuando che avessi detto che la circoncisione causa l’autismo».

 

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Travisato o no, lo studio danese, intitolato «Ritual circumcision and risk of autism spectrum disorder in 0- to 9-year-old boys: national cohort study in Denmark» («Circoncisione rituale e rischio di disturbo dello spettro autistico nei bambini da 0 a 9 anni: studio di coorte nazionale in Danimarca») esiste.

 

«Abbiamo confermato la nostra ipotesi secondo cui i ragazzi sottoposti a circoncisione rituale potrebbero correre un rischio maggiore di sviluppare ASD», cioè il disturbo dello spettro autistico, scrive lo studio dei ricercatori Morten Frisch e Jacob Simonsen. «Questa scoperta, e l’inaspettata osservazione di un aumento del rischio di disturbo da iperattività tra i ragazzi circoncisi in famiglie non musulmane, meritano attenzione, soprattutto perché i limiti dei dati hanno molto probabilmente reso le nostre stime di rischio per attività fisica conservative. Considerata la diffusa pratica della circoncisione non terapeutica nell’infanzia e nella prima infanzia in tutto il mondo, gli studi di conferma dovrebbero essere considerati prioritari».

 

Un altro studio del 2013, «Prenatal and perinatal analgesic exposure and autism: an ecological link» («Esposizione prenatale e perinatale ad analgesici e autismo: un legame ecologico») esplorava «larelazione tra l’esposizione precoce neonatale al paracetamolo e l’autismo/ASD, i tassi di prevalenza media ponderata della popolazione maschile per tutti i paesi disponibili e gli stati degli Stati Uniti sono stati confrontati con i tassi di circoncisione maschile, una procedura per la quale il paracetamolo è stato ampiamente prescritto dalla metà degli anni Novanta», concludendo che «l’analisi ha identificato correlazioni a livello nazionale tra indicatori di esposizione prenatale e perinatale al paracetamolo e autismo/ASD. È stata inoltre identificata una correlazione a livello statale per l’indicatore di esposizione perinatale al paracetamolo e autismo/ASD.

 

La questione va molto al di là del problema dell’autismo, e riguarda la civiltà occidentale stessa, che ha rifiutato la circoncisione sin dai primissimi anni della cristianità. Scrive la lettera di San Paolo ai Romani: «La circoncisione è utile se tu segui la Legge, ma se tu sei trasgressore della Legge, la tua circoncisione diventa incirconcisione. Se dunque l’incirconciso osserva i comandamenti della Legge, la sua incirconcisione non sarà valutata come circoncisione? e chi di nascita è incirconciso, osservando la Legge, giudicherà te che, con la tua lettera della Legge e la tua circoncisione, ne sei trasgressore. Non è adunque quello che apparisce il vero Giudeo, nè è vera circoncisione quella che è palese nella carne; ma il Giudeo è quello che è tale entro di sè, ed è la circoncisione del cuore, nello spirito non nella lettera, quella la cui lode non è dagli uomini ma da Dio» (Rm, 2, 25-29).

 

Strano che il mondo «laico», che ritiene il battesimo dei bambini come una forzatura religiosa su di una persona che non può decidere in autonomia, non abbia niente da dire contro questa oscena mutilazione genitale infantile – e dobbiamo ancora trovare qualcuno che ci convinca del fatto che la circoncisione sia diversa dall’infibulazione, quella sì, per qualche motivo, invisa alla società.

 

«Il taglio genitale non terapeutico priva il bambino, quando diventerà l’adulto, dell’opportunità di rimanere geneticamente immodificato (o intatto)» hanno scritto due bioeticisti oxoniani i due bioeticisti Lauren Notini e Brian D. Earp «Plausibilmente, la persona le cui “parti private” saranno permanentemente influenzate dal taglio dovrebbe avere la possibilità di valutare se è ciò che desidera, alla luce delle loro preferenze e valori a lungo termine»

 

Di fatto, l’individuo circonciso perde per sempre la sua integrità, vedendosi amputata una parte del corpo straordinariamente ricca di terminazione nervose, che sono quelle che danno il piacere durante l’atto sessuale.

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C’è poi la questione della sicurezza dell’operazione mutilativa: i casi di bambini morti per circoncisione abbondano, anche in Italia, Nel 2023 bambino nigeriano è morto pochi giorni fa in zona Castelli Romani dopo una circoncisione fatta in casa. A Tivoli, nel 2018, morì un altro bambino nigeriano di appena due anni: aveva subito la circoncisione da parte di un sedicente medico; in quel caso, almeno, si salvò il gemello, portato d’urgenza in ospedale. Reggio Emilia, marzo 2019: neonato di famiglia ghanese, cinque mesi, morto dopo «diverse ore di agonia». Monterotondo, provincia di Roma, tre mesi prima: bimbo nigeriano di due anni morto per lo stesso motivo. Genova, aprile 2019, neonato morto nel quartiere Quezzi, e condannato a otto anni di carcere il nigeriano 34enne che aveva eseguito il taglio del prepuzio. Torino, giugno 2016: bebè di genitori ghanesi, circonciso in casa, morto in ospedale. Treviso, ottobre 2008: bimbo di due mesi morto per emorragia. Bari, luglio 2008: bambino deceduto per grave emorragia, «causata probabilmente da circoncisione fatta a domicilio».

 

Secondo dati ripetuti in questi giorni da tutti i giornali, le circoncisioni clandestine in Italia costituirebbero il 40% del totale. Su più di 15.000 circoncisioni richieste all’anno solo 8.500 vengono eseguite su territorio nazionale, mentre 6.500 operazioni di taglio del prepuzio sono effettuate nei Paesi d’origine dove gli immigrati tornano per «turismo etnico» (talvolta, come si è appreso, anche quando si dichiarano «rifugiati» e stanno facendo il percorso burocratico per essere riconosciuti tali totalmente a spese del contribuente italiano).

 

Secondo una sigla di medici stranieri operanti in Italia, il 99% delle famiglie musulmane circoncide il bambino quando ha ancora pochi mesi. La realtà è che tuttavia la circoncisione è di fatto istituzionalizzata grazie agli accordi tra lo Stato italiano e la minoranza ebraica.

 

Come riportato in passato da Renovatio 21, grazie alla legge 101 del 1989 che ratifica l’intesa tra l’Italia e le comunità ebraiche italiane, i maschi di religione ebraica e musulmana possono usufruire di alcuni progetti «clinico-culturali» ed essere circoncisi per 400 euro da un medico in regime di attività libero professionale. La prestazione è da considerarsi al di fuori dei LEA (Livelli essenziali assistenziali). Tra i sottoscrittori il Policlinico Umberto I di Roma, l’Associazione internazionale Karol Wojtyla, la Comunità ebraica di Roma e il Centro islamico culturale d’Italia.

 

La pressione ebraica si dice abbia fatto cambiare rotta anche all’Islanda, che aveva tentato di liberarsi della pratica barbara. Si tratta della stessa procedura per cui ora, per aver parlato della circoncisione, Kennedy è definito «antisemita».

 

«Ogni individuo, non importa di che sesso o di quanti anni dovrebbe essere in grado di dare il consenso informato per una procedura che è inutile, irreversibile e può essere dannosa», aveva dichiarato nel 2018 la deputata Silja Dögg Gunnarsdóttir, 44 anni, del Partito progressista dell’Althing, il Parlamento islandese. «Il suo corpo, la sua scelta». «Autonomia» corporale: è lo slogan delle femministe e dell’aborto. È un dogma inscalfibile del mondo moderno.

 

Il disegno di legge non passò, perché le microcomunità ebraiche e musulmane alzarono un polverone: «l’impatto di questa legge sarebbe sentito molto al di là dei confini dell’Islanda», scriveva una lettera dello spaventatissimo Comitato degli affari esteri della Camera dei Rappresentanti, spiegando che la «mossa renderebbe l’Islanda la prima e unica nazione europea a mettere fuori legge la circoncisione. Mentre le popolazioni ebraiche e musulmane in Islanda possono essere poco numerose, il divieto di questo paese sarebbe sfruttato da coloro che alimentano la xenofobia e l’antisemitismo in Paesi con popolazioni più diversificate».

 

La circoncisione nel mondo è tollerata, forse, anche per la sua straordinaria diffusione presso la popolazione americana. Contrariamente a ciò che possono pensare beceramente alcuni, la questione in nessun modo è legata ai rapporti tra l’ebraismo e gli USA. La fonte della pratica è la stessa dei cereali che con probabilità il lettore consuma il mattino: John Harvey Kellogg (1852-1943).

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Il Kellogg era un dottore nutrizionista, oltre che un imprenditore di successo e un gran cultore dell’eugenetica. Tuttavia, un pensiero lo ossessionava: quello della riduzione della masturbazione presso la popolazione maschile.

 

Ecco quindi che raccomandò la circoncisione come rimedio: si taglia subito il prepuzio al bambino e lui non si toccherà crescendo. La cosa ancora più allucinante è che anche i cereali da lui commerciati (da qualche mese di proprietà della Ferrero) avevano in teoria lo stesso scopo: erano sostanze che riteneva «anafrodisiache» e che quindi andavano impiegate in massa per scoraggiare l’onanismo.

 

Kellogg, che come si è visto godeva di una certa influenza, era convinto sostenitore anche del vestirsi di bianco e dei clisteri, da praticare soprattutto se si erano assorbiti veleni come tè, caffè, cioccolato. Il Kelloggo, inoltre, scoraggiava il mescolarsi tra le razze: a fine carriera si dedicò alla creazione di una «Race Betterment Foundation, («Fondazione per il miglioramento della razza»), che propalava pure eugenetica razzista americana (registri genetici, sterilizzazioni delle «persone mentalmente difettose»), di quella che poi piacque assai allo Hitler, che – cosa poco nota – prese alcune leggi degli Stati americani come suo modello per la Germania nazionalsocialista.

 

L’America odierna, e il mondo tutto, si trova quindi ancora alle prese con l’eredità di questo tizio: circoncisione e colazione con cereali tostati. L’eugenetica, nel frattempo, la si fa con le provette.

 

Menzogne, follie, droghe, violenze, aberrazioni: ci spaventiamo se un mondo del genere affoga ogni giorno di più nello tsunami dell’autismo?

 

Roberto Dal Bosco

 

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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

 

Autismo

I tassi di autismo sono aumentati di oltre il 40% tra il 2019 e il 2024: dov’è l’urgenza?

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Secondo un ampio studio del CDC, i bambini provenienti da famiglie a basso reddito, le bambine e i bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni hanno mostrato gli aumenti più marcati nei tassi di autismo. I ricercatori hanno anche scoperto che a un bambino su cinque è stata diagnosticata una disabilità dello sviluppo. Gli autori hanno indicato la diagnosi precoce e la maggiore consapevolezza come fattori che contribuiscono a questi aumenti. Tuttavia, gli esperti hanno affermato che lo studio non offre prove a sostegno di tali spiegazioni e hanno auspicato una «maggiore urgenza di comprendere» le cause di questi forti incrementi.   Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, la percentuale di bambini statunitensi a cui è stata diagnosticata una disabilità dello sviluppo è aumentata notevolmente tra il 2019 e il 2024, con un incremento di oltre il 40% dei casi di autismo e un notevole aumento dei casi di ADHD.   Nel periodo 2023-2024, si stima che il 20,45% dei bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni, ovvero circa 1 su 5, abbia ricevuto una diagnosi di almeno una delle cinque disabilità dello sviluppo, rispetto al 16,73% del periodo 2019-2020, con un incremento del 22,2% in soli cinque anni.   L’autismo ha registrato l’aumento maggiore, pari al 42,4%, con gli incrementi più marcati segnalati tra i bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni e tra i bambini provenienti da famiglie che vivono al di sotto del 200% della soglia di povertà federale.   I ricercatori del Centro nazionale di statistica sanitaria dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno analizzato i dati del National Health Interview Survey 2019-2024, un’indagine nazionale rappresentativa sulle famiglie che include interviste dettagliate sulla salute condotte a domicilio o telefonicamente.   Toby Rogers, Ph.D., ricercatore in ambito socio-economico presso il Brownstone Institute, ha dichiarato a The Defender che i risultati, «davvero allarmanti», sono solidi, basati su un ampio campione e su un set di dati dettagliato.   Ha definito l’autore principale, Benjamin Zablotsky, Ph.D., «un gigante nel campo della ricerca sulla prevalenza dell’autismo».   Tuttavia, Rogers ha dichiarato a The Defender di essere rimasto «colpito dalla codardia della sezione di discussione e delle conclusioni dello studio».   Nella loro analisi dei dati, gli autori hanno affermato che lo studio non ha indagato le cause dei sostanziali aumenti, ma che i cambiamenti nei criteri diagnostici e nelle pratiche cliniche, nonché una maggiore consapevolezza tra i genitori e nella società in generale, potrebbero spiegare l’aumento della prevalenza.   «La conclusione secondo cui questi aumenti “potrebbero essere correlati a una diagnosi e a una consapevolezza più precoci” è una speculazione che non si basa su alcuna prova concreta presentata nell’articolo», ha dichiarato a The Defender la ricercatrice sull’autismo Cynthia Nevison, Ph.D.   Nevison, che ha recentemente pubblicato uno studio in California che ha riscontrato tassi di aumento simili, ha affermato che i ricercatori del CDC avrebbero potuto riconoscere che i numeri potrebbero anche riflettere un reale aumento dell’autismo e che «distinguere queste spiegazioni alternative è una priorità urgente per la ricerca sulla salute pubblica».   Lo studio ha esaminato i dati relativi al periodo 2019-2024. «Molti fattori tossicologici sono cambiati in quel lasso di tempo», ha affermato Rogers. Ha citato, ad esempio, l’introduzione di obblighi vaccinali più stringenti in California, New York e altri stati a maggioranza democratica; l’aggiunta di ulteriori vaccini al calendario vaccinale infantile e la raccomandazione di vaccinazioni per le donne in gravidanza ; e i vaccini contro il COVID-19, somministrati per la prima volta al maggior numero di americani.   «Qualsiasi indagine onesta sulle cause di questo forte aumento della prevalenza delle disabilità dello sviluppo dovrebbe partire da lì. Tuttavia, gli autori non menzionano nessuno di questi fattori evidenti perché sono troppo delicati dal punto di vista politico» ha aggiunto.   «Al contrario, riempiono la sezione di discussione con cliché che stroncano ogni riflessione, riguardanti “cambiamenti nei criteri diagnostici” e ‘una maggiore consapevolezza da parte dei genitori e della società’, affermazioni che sono già state smentite più volte».

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Le diagnosi di autismo sono più che raddoppiate nei bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni

Lo studio, che ha incluso dati su 39.217 bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni, ha esaminato il disturbo dello spettro autistico, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), i disturbi dell’apprendimento, la disabilità intellettiva e altri ritardi dello sviluppo.   Tra i principali risultati emersi si annoverano:  
  • Le diagnosi di almeno una delle cinque patologie sono aumentate del 32,3% nei bambini di età compresa tra 3 e 5 anni e del 25,4% tra le bambine. Tra i bambini asiatici non ispanici, le diagnosi sono passate dal 6,10% al 10,56%, con un incremento del 73,11%.
 
  • La condizione più frequentemente segnalata è stata l’ADHD, con un aumento dei tassi del 26%, dal 9,52% al 12%, e incrementi significativi tra le ragazze e le famiglie a basso reddito.
 
  • Nel periodo 2019-2020, la prevalenza dell’autismo è aumentata dal 3,14% dei bambini al 4,47% nel 2023-2024. Nella fascia d’età compresa tra i 3 e i 5 anni, l’incidenza dell’autismo è balzata dal 2,39% al 5,27%, con un incremento del 120,5%.
 
  • La prevalenza dell’autismo è aumentata del 58,3% tra le ragazze. Gli autori hanno osservato che questa è la «prima volta» che i ricercatori riscontrano un aumento significativo della prevalenza dell’autismo tra le ragazze, dato che i tassi sono in genere più elevati nei ragazzi. Hanno affermato che gli studi futuri dovrebbero esaminare le cause di questo cambiamento.
 
  • I tassi di autismo sono aumentati del 60,8% tra le famiglie che vivono al di sotto del 200% della soglia di povertà federale e dell’85,8% tra i bambini che vivono in aree non metropolitane.
 
  • I disturbi dell’apprendimento sono aumentati del 16,2%, passando dal 7,60% all’8,83%; e altri ritardi dello sviluppo sono aumentati del 16,1%, passando dal 5,47% al 6,35%. La disabilità intellettiva è aumentata dall’1,95% al ​​2,08%, ma tale variazione non è risultata statisticamente significativa.

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«Avrei preferito che il giornale trasmettesse un maggiore senso di urgenza»

L’aumento dei tassi è in linea con altre ricerche pubblicate dal CDC e con altri studi che hanno rilevato un aumento vertiginoso dei casi di autismo e di altre disabilità dello sviluppo negli ultimi anni.   Eppure, molte riviste scientifiche e testate giornalistiche di rilievo attribuiscono costantemente l’enorme differenza principalmente ai cambiamenti nella diagnosi e nella consapevolezza.   Nella migliore delle ipotesi, concludono che l’aumento dei casi implica la necessità di sviluppare maggiori infrastrutture a supporto dei bambini con autismo e altre disabilità dello sviluppo.   Secondo Nevison, i ricercatori dovrebbero invece porsi domande sul perché si stiano verificando questi cambiamenti. «Avrei preferito che l’articolo trasmettesse un maggiore senso di urgenza nel comprendere perché questi grandi cambiamenti nei tassi di disabilità dello sviluppo si siano verificati in un periodo di tempo così breve», ha affermato.   Rogers ha affermato che per i ricercatori che lavorano in organizzazioni governative e università, porsi questa domanda è praticamente impossibile.   «Guarda, lo capisco: gli autori hanno evitato di approfondire l’argomento e le conclusioni perché avrebbero perso il lavoro se avessero sollevato questioni scomode sulla causalità. Lo sanno tutti», ha detto.   «Gli articoli sull’epidemia di autismo pubblicati da Pediatrics o scritti da ricercatori governativi hanno un che di schematico, omettendo qualsiasi urgenza, curiosità o empatia al fine di dimostrare la propria obbedienza all’onnipotente industria farmaceutica». «Ma a un certo punto questa ossequiosità diventa ridicola. La scienza e la medicina americane hanno iniziato ad assomigliare ai giorni più bui del lisenkoismo sovietico, dove gli studiosi ripetono cose che sanno essere false pur di adattarsi alla narrativa richiesta».   «Il risultato di questa estrema cattura epistemica… è l’erosione della fiducia, la necrosi della scienza e, in ultima analisi, il collasso della società».   Brenda Baletti Ph.D.   © 5 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Autismo

I tassi di autismo sono aumentati notevolmente tra bambini nati nel 2016

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Un nuovo studio basato sui dati dello stato della California rileva una forte accelerazione delle diagnosi di autismo a partire dalla metà degli anni 2010, in particolare per i bambini nati nel 2016. Gli incrementi più marcati si sono registrati tra i bambini afroamericani e ispanici nelle contee a basso reddito. «Comprendere i fattori che hanno portato la prevalenza delle diagnosi di autismo ai livelli elevati riportati in questo studio è una questione di salute pubblica urgente», hanno concluso gli autori dello studio.

 

Secondo un nuovo studio che ha analizzato dati statali per oltre vent’anni, i tassi di autismo sono aumentati in modo significativo ma disomogeneo tra i bambini californiani, con gli incrementi più marcati registrati nelle contee a basso e medio reddito.

 

Lo studio, pubblicato su Sage Open Medicine , ha analizzato i casi di autismo registrati dal Dipartimento dei Servizi per lo Sviluppo della California (DDS).

 

I ricercatori hanno individuato una netta accelerazione nelle diagnosi di disturbo dello spettro autistico (ASD) a partire dai bambini nati a metà degli anni 2010, in particolare quelli nati nel 2016.

 

Gli incrementi maggiori si sono registrati tra i bambini ispanici e neri in molte contee, con un ampliamento delle disparità razziali ed etniche per i più piccoli.

 

«I dati dimostrano che non abbiamo ancora assistito a una diminuzione dei casi di autismo», ha affermato Karl Jablonowski, ricercatore senior presso Children’s Health Defense (CHD). «Se l’esplosione dell’autismo sta per finire, non riusciamo ancora a vederla».

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Un punto di svolta nel 2016 

A gennaio, utilizzando i dati del DDS della California, i ricercatori della Rutgers University Cynthia Nevison, Ph.D. , e Walter Zahorodny, Ph.D. , hanno analizzato i casi di autismo registrati tra il 1993 e il 2020.

 

Hanno esaminato le 36 contee più popolose e hanno suddiviso i dati in base alla popolazione asiatica, ispanica, nera e bianca, e alla popolazione nel suo complesso.

 

Hanno scoperto che la prevalenza dell’autismo è aumentata vertiginosamente in tutto lo stato nell’ultimo decennio, con un notevole «punto di svolta» nel 2016, quando i tassi relativi ai bambini nati quell’anno hanno iniziato a crescere molto più rapidamente, stratificati per razza ed etnia.

 

Il fenomeno era più evidente nelle contee a basso reddito. Per i bambini nati tra il 2000 e il 2014, i tassi di autismo in quelle contee erano in aumento sia tra i bambini bianchi che tra quelli ispanici. Ma il tasso ha subito un’accelerazione dopo il 2015.

 

Per i bambini nati nel 2020, la prevalenza dell’autismo ha raggiunto una percentuale stimata dell’8,7% per i bambini bianchi nella contea di Butte, a basso reddito, e del 4,9% per i bambini ispanici nelle contee di Fresno e Tulare.

 

Lo studio ha inoltre rilevato stime sorprendentemente elevate tra i bambini neri. Nelle nove contee con dati sufficienti per l’analisi, la prevalenza dell’autismo tra i bambini neri è risultata costantemente superiore a quella riscontrata tra i bambini bianchi, asiatici e ispanici.

 

Nel 2019, tra i bambini afroamericani nella contea di Los Angeles, il tasso di autismo si avvicinava al 9,5%. Raggiungeva circa l’8% nelle contee di Sacramento, Fresno e Kern, e circa il 6-7% nelle contee di Orange e San Diego.

 

A livello statale, i dati del DDS mostrano un tasso stimato di autismo del 3,9% per i bambini nati nel 2019, rispetto all’1,5% per quelli nati nel 2013.

 

Tra i bambini nati nel 2019, i tassi di autismo più elevati si riscontravano tra i bambini neri (6,0%), seguiti dai bambini ispanici (3,4%), dai bambini asiatici (3,0%) e dai bambini bianchi (2,7%).

 

Nevison ha dichiarato a The Defender che le prove di un punto di svolta in molte località della California sono «sorprendentemente chiare». Ha aggiunto che i dati sono importanti e dovrebbero essere utilizzati dai ricercatori che cercano di capire perché i tassi di autismo in California siano così elevati e mostrino una divergenza demografica così significativa.

 

I dati confermano anche le testimonianze aneddotiche degli insegnanti californiani che segnalano un peggioramento della situazione nei centri di apprendimento per l’autismo nelle scuole pubbliche, ha affermato.

 

Gli insegnanti hanno riferito a Nevison che un numero crescente di studenti manifesta comportamenti problematici, che gli insegnanti soffrono di burnout e che, di conseguenza, le scuole si trovano ad affrontare problemi di personale.

 

«I dati presentati nel mio articolo suggeriscono che la percezione dei miei colleghi insegnanti sia corretta», ha affermato Nevison.

 

«La prevalenza dei disturbi dello spettro autistico è in aumento e, sempre più spesso, gli studenti più gravemente colpiti sono quelli le cui famiglie hanno meno possibilità di far fronte alla situazione o di permettersi cibo nutriente e altre terapie che promuovono la salute» ha aggiunto.

 

«Credo che questo sottolinei la necessità di interagire con le scuole pubbliche, di chiedere agli insegnanti cosa osservano in classe, di prendere sul serio la situazione e di fare qualcosa per aiutare questi ragazzi».

 

Il responsabile scientifico del CHD, Brian Hooker, ha affermato che la tempistica del cambiamento è stata significativa perché la legge del Senato della California n. 277 è entrata in vigore il 1° gennaio 2016. Tale legge ha eliminato le esenzioni per motivi di credo personale e religioso dall’obbligo di vaccinazione per la scuola e gli asili nido, rendendo necessaria la vaccinazione di molti più bambini.

 

Ciò corrisponde direttamente al punto di svolta identificato da Nevison e Zahorodny nel loro studio.

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«Nei prossimi anni potreste avere una brutta sorpresa»

Lo studio non ha affrontato le possibili cause dell’aumento dei tassi, ma ha affermato che la tempistica e l’entità dell’accelerazione giustificano ulteriori indagini.

 

I ricercatori hanno affermato che il punto di svolta intorno al 2016 è risultato particolarmente evidente quando il cambiamento è stato analizzato a livello di contea, mentre le stime a livello statale tendono a non evidenziarlo.

 

«Comprendere i fattori che determinano l’aumento della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico diagnosticati, fino ai livelli elevati riportati in questo studio, rappresenta una questione urgente per la salute pubblica», hanno concluso.

 

Jablonowski ha affermato che «una pressante preoccupazione per la salute pubblica» è un’espressione accademica che significa «stiamo distruggendo la salute neurologica dei nostri figli a livelli epidemici, e non sappiamo (o non riconosciamo) come e perché».

 

«Se non avete prestato attenzione, potreste avere una brutta sorpresa nei prossimi anni. Uno scenario possibile è che la civiltà collassi sotto il peso del nostro futuro autistico . Sono necessarie misure drastiche: alcuni protesteranno, altri agiranno».

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A livello nazionale, il numero di bambini predisposti all’autismo sembra essere in aumento.

Secondo l’articolo, i ricercatori concordano sempre più sul fatto che l’autismo derivi da «una complessa interazione di fattori genetici e insulti ambientali precoci».

 

Secondo gli autori, queste interazioni possono causare neuroinfiammazione, disregolazione immunitaria e stress ossidativo, culminando in danni cerebrali nei bambini piccoli durante le fasi critiche dello sviluppo neurologico.

 

Il numero di bambini suscettibili a questi fattori sembra essere in aumento.

 

La rete di monitoraggio dell’autismo e delle disabilità dello sviluppo (ADDM) dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) tiene traccia dei tassi di autismo in 16 siti in tutto il paese per fornire un quadro nazionale dei tassi di autismo.

 

Ogni due anni, l’ADDM pubblica un rapporto che monitora i tassi di autismo tra i bambini di 8 e 4 anni. Il rapporto più recente ha rilevato una prevalenza media di autismo pari a 1 su 31 (ovvero il 3,2%) tra i bambini di 8 anni nati nel 2014.

 

Dal 2021, anno in cui il CDC ha aggiunto un sito a San Diego all’elenco dei centri ADDM, la California ha costantemente registrato i tassi di autismo più elevati tra tutte le località degli Stati Uniti. Nell’ultimo rapporto, la California ha riportato tassi di autismo del 5,31% nei bambini di 8 anni nati nel 2014 e del 6,06% nei bambini di 4 anni nati nel 2018.

 

Basandosi su confronti con i dati di sorveglianza federali dell’ADDM, Nevison e Zahorodny hanno stimato che i dati del DDS della California potrebbero identificare solo circa la metà di tutti i casi di autismo, sottostimando significativamente la reale portata del problema.

 

Jablonowski ha affermato che è significativo notare come la statistica spesso citata secondo cui 1 bambino su 31 negli Stati Uniti riceve una diagnosi di autismo provenga dai dati del CDC basati sui bambini nati nel 2014.

 

«I punti di svolta individuati in questo nuovo studio si collocano prevalentemente dopo il 2014. Dal 2014, i tassi di autismo sono aumentati in modo continuo e drastico, secondo i dati più recenti del Dipartimento dei Servizi per l’Infanzia della California», ha affermato.

 

Aggiornamento : questo articolo è stato aggiornato per includere informazioni sul disegno di legge 277 del Senato della California.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 24 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Autismo

Trump, deluso ha fatto pressioni su Kennedy perché trovasse un nesso tra vaccini e autismo e riducesse le dosi pediatriche

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Secondo un articolo del Wall Street Journal, basato su fonti anonime «a conoscenza della questione», il presidente Donald Trump starebbe spingendo il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. a intensificare le indagini su un possibile legame tra vaccini e autismo. Il portavoce della Casa Bianca, Kush Desai, ha affermato che le innumerevoli domande e preoccupazioni dei genitori riguardo all’«impennata dei tassi di autismo in America» ​​sono state a lungo ignorate, se non addirittura derise.   Secondo un articolo del Wall Street Journal (WSJ) pubblicato lunedì sera, il presidente Donald Trump starebbe spingendo il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. a intensificare le indagini su un possibile legame tra vaccini e autismo.   Secondo il rapporto, basato in gran parte su informazioni fornite da fonti anonime «a conoscenza dei fatti», Trump avrebbe chiesto a Kennedy, durante un pranzo a maggio presso il campo da golf presidenziale nel nord della Virginia, perché il segretario non stesse facendo di più per indagare sul legame tra vaccini e autismo.

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Trump ha detto a Kennedy di avere «il blocco dello psicomotore», ha riferito una fonte anonima al Wall Street Journal.   Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Kennedy sarebbe rimasto sorpreso, dato che i consiglieri della Casa Bianca gli avevano chiesto di moderare il suo impegno in merito alla sicurezza dei vaccini in vista delle elezioni di medio termine.   Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Trump avrebbe anche detto a Kennedy di volere che si impegnasse maggiormente per ridurre il numero di raccomandazioni vaccinali per l’infanzia e di voler vedere diminuire i tassi di autismo.   Secondo fonti anonime, il presidente ritiene di aver concesso a Kennedy tempo sufficiente per affrontare queste questioni ed è deluso dal fatto che il segretario non abbia ottenuto risultati migliori nell’ultimo anno e mezzo.   Alcune fonti hanno affermato che Kennedy fallirà se non farà ulteriori progressi. Il Wall Street Journal ha affermato che la questione dei vaccini è stata un punto di contesa tra Trump e Kennedy.   Tuttavia, quando le è stato chiesto di commentare l’articolo del WSJ, la portavoce del dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), Emily Hilliard, ha dichiarato a The Defender:   «Il Segretario Kennedy e il Presidente Trump condividono l’impegno di affrontare l’epidemia di malattie croniche che colpisce i bambini americani attraverso una scienza rigorosa e di altissimo livello».   «Il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) continuerà a perseguire ricerche basate su dati concreti per identificare le cause profonde dell’autismo e di altre malattie croniche, promuovere strategie di prevenzione e migliorare la salute del popolo americano».

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Secondo Reuters, Kennedy ha fatto molto in tema di vaccini.

Sebbene il report del Wall Street Journal suggerisca che Trump ritenga che Kennedy avrebbe già dovuto ottenere di più sui vaccini, Kennedy ha fatto di più durante il suo breve mandato come segretario alla Salute e ai Servizi Umani su questioni legate ai vaccini rispetto alla maggior parte dei suoi predecessori, secondo un reportage speciale di Reuters pubblicato il 14 luglio.   Il reportage di Reuters, scritto come un attacco diretto a Kennedy, ha rivelato quanto duramente Kennedy si sia impegnato su questo tema.   Secondo Reuters, i punti salienti delle politiche vaccinali di Kennedy includono «la riduzione dello sviluppo dei vaccini a mRNA, il ritiro dei finanziamenti per un’alleanza internazionale sui vaccini e la limitazione dell’accesso ai vaccini contro il COVID».   Nell’agosto del 2025, Kennedy cancellò 500 milioni di dollari in contratti e sovvenzioni federali destinati allo sviluppo di vaccini a mRNA. Tuttavia, nel suo articolo del mese scorso, Reuters non ha riportato che i consulenti della Food and Drug Administration statunitense hanno successivamente raccomandato all’agenzia di approvare il vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna.   Nel giugno 2025, Kennedy annunciò che il governo federale avrebbe interrotto i finanziamenti a GAVI, l’Alleanza per i Vaccini, una partnership pubblico-privata che promuove la vaccinazione infantile a livello globale.   La Fondazione Gates è il principale donatore privato di Gavi. La fondazione, che ha anche finanziato il lancio di GAVI nel 1999, detiene un seggio permanente nel consiglio di amministrazione di Gavi. La Fondazione Gates e Gavi sono inoltre tra i maggiori donatori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).   All’inizio di quest’anno, l’amministrazione Trump ha formalmente ritirato gli Stati Uniti dall’OMS, mantenendo la promessa fatta poco dopo l’insediamento di Trump nel 2025.   Nell’ottobre 2025, gli Stati Uniti hanno adottato nuove linee guida per la vaccinazione contro il COVID-19 in seguito a una votazione del Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione (ACIP) che raccomandava un «processo decisionale individuale» per la vaccinazione contro il COVID-19 per le persone di età compresa tra 6 mesi e 64 anni. L’ACIP fornisce consulenza ai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) in materia di politiche vaccinali.   Nel maggio 2025, il CDC ha smesso di raccomandare il vaccino contro il COVID-19 per i bambini sani e le donne in gravidanza sane. Tale cambiamento, e i successivi, hanno spinto l’ American Academy of Pediatrics e altre associazioni mediche a citare in giudizio Kennedy e l’HHS.   Nel marzo 2026, un tribunale federale ha sospeso le modifiche alla politica sui vaccini contro il COVID-19, insieme ad altre modifiche alla politica vaccinale che l’agenzia aveva approvato. A maggio, l’HHS ha presentato ricorso contro la sentenza del tribunale federale. Il ricorso è tuttora pendente.

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Il governo si impegna a trovare risposte alle domande dei genitori sull’autismo

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il portavoce della Casa Bianca Kush Desai ha affermato che le innumerevoli domande e preoccupazioni dei genitori statunitensi riguardo all’aumento vertiginoso dei tassi di autismo negli Stati Uniti sono state a lungo ignorate, se non addirittura derise.   Desai ha affermato che l’amministrazione Trump è «impegnata a fare tutto il possibile per affrontare finalmente queste preoccupazioni con la massima rigorosa metodologia scientifica».   A gennaio, Kennedy ha istituito l’ Interagency Autism Coordinating Committee (IACC) per fornire consulenza a lui e al governo federale su questioni relative all’autismo.   John Gilmore, membro dell’IACC, ha dichiarato in una precedente intervista al The Defender che la «priorità assoluta» del comitato era quella di «rispondere alle numerose domande ancora senza risposta sull’autismo».   All’inizio di questo mese, l’IACC ha pubblicato una bozza di piano strategico che potrebbe portare a una nuova direzione nella politica federale sull’autismo, ha dichiarato la dottoressa Elizabeth Mumper a The Defender in una precedente intervista.   Mumper, pediatra e fondatrice e CEO del Rimland Center for Integrative Medicine, è membro dell’IACC.   Ha affermato che il piano dell’IACC richiede «un cambiamento… dalla mentalità secondo cui “l’autismo è genetico e predeterminato” al riconoscimento del fenomeno della regressione neuroevolutiva e dei complessi problemi medici che coesistono con l’autismo e sono eminentemente curabili».   La Casa Bianca non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento del The Defender.   Suzanne Burdick Ph.D.   © 28 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr  
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