Connettiti con Renovato 21

Bizzarria

Trump prende in giro Macron perché sua moglie lo mena

Pubblicato

il

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deriso pubblicamente il rapporto tra il suo omologo francese Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte, scatenando indignazione in Francia.

 

Trump ha fatto queste osservazioni durante un pranzo privato alla Casa Bianca mercoledì, la cui registrazione potrebbe essere stata accidentalmente pubblicata online. Si sente Trump lamentarsi del rifiuto della Francia di unirsi alla guerra israelo-americana contro l’Iran, prima di affermare che Brigitte Macron tratta suo marito «estremamente male» e di sostenere che il presidente francese «si sta ancora riprendendo dal pugno ricevuto alla mascella».

 

La battuta si riferiva a un video ampiamente diffuso nel maggio 2025 che sembrava mostrare Brigitte Macron prendere a schiaffi il marito a bordo di un aereo dopo l’atterraggio ad Hanoi. Macron in seguito minimizzò l’incidente, definendolo un «battibecco e uno scherzo» tra i due.

 


 

Le dichiarazioni di Trump, che hanno suscitato risate tra il pubblico alla Casa Bianca, sono state duramente condannate in Francia. Macron ha dichiarato ai giornalisti che le osservazioni non erano «né eleganti, né appropriate» e non «meritavano una risposta».

 

Anche i politici francesi di ogni schieramento hanno denunciato Trump per aver ridicolizzato un altro capo di Stato.

 

Aiuta Renovatio 21

La presidente dell’Assemblea nazionale, Yael Braun-Pivet, ha definito le dichiarazioni «al di sotto di ogni disprezzo», aggiungendo che «la gente muore sul campo di battaglia, eppure il presidente degli Stati Uniti ride e si prende gioco degli altri». Anche Manuel Bompard, del partito di estrema sinistra France Insoumise, ha affermato che, nonostante le sue divergenze con Macron, «non posso tollerare che Donald Trump parli di Macron e di sua moglie in questo modo».

 

Le prese in giro pubbliche si inseriscono in un contesto di crescente tensione tra Washington e gli stati europei della NATO a causa della guerra contro l’Iran. Diverse nazioni si sono rifiutate di partecipare alle operazioni offensive, mentre Francia, Spagna e Italia si sono spinte oltre, limitando l’accesso degli Stati Uniti al loro spazio aereo o alle loro basi militari per le operazioni anti-iraniane.

 

Trump ha reagito definendo la NATO una «tigre di carta» e minacciando di ritirare gli Stati Uniti dal blocco. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha lasciato intendere che Washington potrebbe «riesaminare» la propria adesione alla NATO dopo la guerra.

 

Le prese in giro di Trump nei confronti di Macron si inseriscono in un contesto di scandali che coinvolgono sua moglie Brigitte. A gennaio, un tribunale di Parigi ha condannato dieci persone per molestie online a causa di teorie complottiste che sostenevano che la first lady francese fosse transgender. Separatamente, a dicembre ha scatenato uno scandalo definendo le manifestanti femministe «stupide stronze» in un video trapelato dal backstage, provocando un’ondata di critiche da parte di attivisti e politici.

 

La princincipale critica di Brigitta, la podcaster cattolica americana Candace Owens, lo scorso novembre ha affermato che il governo francese ha dato il «via libera» al suo assassinio, con tanto di sicari pagati.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Owens ha raccontato che Macron avrebbe chiesto personalmente in un incontro con Trump di smetterla con la sua indagine. Candace sostiene di essere stata raggiunta prima da una prima richiesta per conto di Trump, che dice di esserle arrivata dall’amico Charlie Kirk, e poi da una telefonata dello stesso Trump che le ha chiesto di fermarsi almeno fino a quando non fossero presi accordi per l’Ucraina, dove la Francia gioca un suo ruolo.

 

Durante la telefonata, ha detto la podcaster, il presidente Trump le avrebbe confidato che a lui Brigitta sembra proprio una donna; Candace avrebbe risposto parlando di un noto chirurgo estetico, di cui si era occupata nella sua serie sul caso.

 

La Owens, sotto gli auspici del marito George Farmer, figlio di un Lord ed ex ministro britannico, si è convertita al cattolicesimo e sembra attenersi ad una linea di pensiero vicina a quella del tradizionalismo francese, che vede la Francia derivata dalla rivoluzione come uno Stato retto dalla perversione, con la pedofilia che impazza tra le élite occulte e nemmeno occulte.

 

Con estrema pervicacia Candace aveva attaccato la storia di Brigitte Macron nata uomo, servendosi dei lavori di Xavier Poussard, giornalista e scrittore francese riparato a Milano, stranamente non oggetto di una denuncia diretta da parte della coppia presidenziale, come lo sono invece altri personaggi che hanno sostenuto l’incredibile tesi in questi anni. Una fra costoro ha scelto di chiedere l’asilo politico alla Russia.

Iscriviti al canale Telegram

Macron hanno denunziato la Owens negli USA – dove sono fortissime le leggi a protezione della libertà di parola – asserendo che porteranno prove inconfutabili del sesso femminile della première dame di Francia.

 

Le voci erano state respinte da Macron, noto per le sue smentite, ancora due anni fa.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo schiaffo ricevuto pubblicamente dal presidente francese ha creato certune reazioni ironiche anche in Patria: ad esempio una palestra francese si è fatta pubblicità con l’immagine di Macron e l’esortazione rivolta ai mariti maltrattati di prendere lezioni di autodifesa.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

Continua a leggere

Bizzarria

Botte tra genitori dell’asilo cattolico

Pubblicato

il

Da

Un video ampiamente circolante in rete mostra una poderosa rissa tra genitori di un asilo americano. Secondo la stampa locale, si tratterebbe di un asilo cattolico dello Stato statunitense dell’Ohio, la Scuola Regina degli Apostoli nella città di Toledo.   Pochi dati sono noti dell’accaduto, ma si parla di un una cerimonia di diploma (cioè, di uscita dal kindergarten) tramutatasi in battaglia senza esclusione di colpi. Il motivo scatenante sarebbe stato un disaccordo sui posti a sedere. Una persona sarebbe stata ospedalizzate. Altre sarebbe state accusate di reati penali.   Il filmato lascia poco all’immaginazione, mostrano una quantità di violenza che cortocircuita con l’ambiente pedagogico.    

Aiuta Renovatio 21

La polizia ha riferito ai media di essere intervenuta sul posto dopo le 8:45 del mattino, in seguito alla segnalazione di una lite tra diverse persone. Le autorità hanno dichiarato che una persona, identificata come un ventiseienne, è stata trasportata in ospedale per ricevere cure.   Un’altra donna di 28 anni, è stata arrestata sul posto e accusata di aggressione aggravata. La donna è stata arrestata poco prima di mezzogiorno, riportano i giornali americani, per cui immaginiamo come il disordine sia durato per tutta la mattinata. Secondo i documenti del tribunale ottenuti dai media, la signora avrebbe afferrato i capelli di una persona e le avrebbe sbattuto la testa contro una sedia, provocandole una ferita che ha richiesto dei punti di sutura.   «Apprezziamo la vostra rapida risposta alla situazione che alcune persone hanno portato nella nostra scuola. Fortunatamente tutti i nostri studenti sono al sicuro e l’ultimo giorno di scuola si svolgerà regolarmente», ha scritto in una nota la scuola in ringraziamento al dipartimento di Polizia di Toledo.   Notiamo l’afflato inclusivo della rissa, dove la signora bionda si aggiunge alla signora con tuta a cuoricini per picchiare come un fabbro un’altra mamma, spingendola a terra e procedendo ad infierire, una tecnica che nelle arti marziali miste (MMA) si chiama ground and pound.   La differenza è che negli incontri di MMA, arrivati al momento del pounding, l’incontro viene terminato dall’arbitro. Qui l’arbitro non c’è, e la violenza bruta continua senza contenimento alcuno. A questo punto, si capisce quanto possano essere ingiusti i fogli di via che alcuni comuni consegnano a genitori che perdono la calma alle partite dei pulcini.   Renovatio 21 ricorda che i problemi tra genitori di compagni di classe – problemi che spesse volte tracimano in tribunale – iniziano sui gruppi Whatsapp dedicati. Ricordiamo quindi di usare con estrema cautela, o abbandonare del tutto, i devastanti strumenti offerti dalle app di messaggistica.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Arte

Leone saluta la folla mentre in Piazza San Pietro risuona l’inno omosessualista degli ABBA. E se piace anche a Putin?

Pubblicato

il

Da

È accaduto un paio di domeniche fa. Papa Leone XIV è entrato in San Pietro, tra ali di folla, con in sottofondo un inno della sottocultura omotransessualista, Dancing Queen del gruppo svedese ABBA.

 

L’incongrua circostanza è stata notata da più parti.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Dancing Queen degli ABBA è ampiamente considerata uno dei più grandi e iconici inni della comunità LGBT a livello mondiale.I motivi del successo nella cultura gay. Nonostante il testo parli semplicemente di una ragazza di 17 anni che si diverte a ballare il sabato sera, il brano ha assunto un profondo significato simbolico per diverse ragioni.

 

Il termine «Queen» (regina) ha una forte risonanza nella cultura e nel gergo della comunità omosessuale, da cui l’appellativo drag queen. La canzone celebra la gioia pura, la libertà di esprimersi e l’evasione dalla realtà attraverso il ballo, un tema centrale per una comunità omotransessualista storicamente costretta a nascondersi e che ha trovato nelle discoteche e bar gay come spazi sicuri in cui dare sfogo alla propria inclinazione disordinata..

 

 

Gli stessi membri degli ABBA hanno sempre accolto con calore e orgoglio questo status. Nel 2002, ad esempio, Anni-Frid Lyngstad (la cantante bionda del gruppo) si è esibita in una memorabile versione del brano insieme alla star svedese della comunità gay Lars-Åke Wilhelmsson (noto come Babsan) durante il Gay Pride di Stoccolma.

 

Gli ABBA sono considerati una delle più grandi icone della cultura gay globale e un punto di riferimento indiscusso per la comunità LGBT. Come avviene per Mina, Madonna, ed altre figure della cultura popolare, il loro status di icona gay non è legato a un coming out dei membri del gruppo, ma all’adozione spontanea e viscerale della loro musica e della loro estetica da parte del mondo queer fin dagli anni Settanta.

 

Lo stile visivo degli ABBA, fatto di costumi stravaganti, glitter e melodie pop orchestrali, si sposa perfettamente con l’estetica «camp» e pop amata dal mondo omotransessualista. I loro costumi iconici fatti di tutine in spandex, stivali con le zeppe, glitter, paillettes e mantelli riflettevano perfettamente il gusto teatrale ed esagerato tipico della cultura delle drag queen e delle storiche serate delle discoteche gay.

 

Tracce come Gimme! Gimme! Gimme! o Voulez-Vous sono diventate colonne sonore fisse dei locali gay, celebrando il desiderio, la libertà sessuale e l’evasione senza barriere. L’osessione tutta gay per gli ABBA è ben rappresentata in una scena del film australiano Priscilla la regina del deserto (1994), interpretato da tre celeberrimi attori degli antipodi – Terence Stamp, Hugo Weaving, Guy Pearce – nel ruolo di tre omosessuali travestiti a zonzo per l’outback australiano. In una scena, uno di tre racconta di aver raccolto un pezzo delle feci della cantante degli ABBA nel bagno di una sala concerti, e di averlo conservato in una boccetta che tiene a ‘mo di talismano.

 

Sostieni Renovatio 21

Non è chiaro chi è a capo della playlist vaticana, e quindi non è possibile sapere se si tratta di un atto di volgarità (ma perché mai la Chiesa, con il suo patrimonio musicale millenario e sublime, deve appoggiarsi sulla musica rock pure passata?), un atto di ingenuità («mettiamo questa, mi piace»), o un atto di sabotaggio e rivendicazione degli omosessuali infiltrati in grande copia in Vaticano.

 

Considerando le nomine recenti, col cardinale Fernandez, quello delle benedizioni omo della Fiducia Supplicans, che spadroneggia minacciando di scomunica i tradizionisti, diciamo che l’ultima ipotesi farebbe propendere proprio per un aumento di potere dentro le mura leonine di un Opus Gay con tutti i suoi vizi e vezzi.

 

Va detto che è stato teorizzato controintuitivamente un legame tra gli ABBA e il presidente russo Vladimir Putin. il quale nutrirebbe una grande passione personale di Putin per la musica della band svedese, unita a un celebre e bizzarro fatto di cronaca emerso nel 2009. Secondo quanto riportato, il 22 gennaio 2009 il Cremlino ingaggiò in segreto i Björn Again, una delle più famose tribute band ufficiali degli ABBA, per un concerto privato.

 

La band sarebbe stata pagata circa 20.000 sterline e portata in una località isolata sul lago Valdai (circa 300 km a nord di Mosca), circondata da imponenti misure di sicurezza e cecchini. Gli spettatori erano in tutto appena otto persone Secondo il fondatore della band Rod Stephen, Putin si scatenò ballando, applaudendo e gridando «Bravo!» sulle note di hit come Mamma Mia, Super Trouper e (eccoci qua) Dancing Queen.

 

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, smentì ufficialmente la presenza del Presidente all’evento per proteggere la sua immagine pubblica di leader «duro», pur ammettendo che a Putin piacesse la musica degli ABBA. Il cortocircuito nella mente omosessuale, che feticizza gli ABBA e demonizza Putin nemico dell’omotransessualismo organizzato, è inevitabile.

 

Va ricordato inoltre che un altro pezzo chiaramente legato all’omosessualismo, YMCA dei Village People, è divenuto l’irresistibile colonna sonora della campagna elettorale di Donald Trump 2024, con il candidato presidente ad inventarsi anche un’iconico balletto sulle note della canzone.

 

Secondo alcuni osservatori, i Village People (i quali sembrano aver abbracciato il nuovo successo politico della canzone) rappresenterebbero i gay in una maniera psicologicamente profonda: i personaggi che portano sul palco – i poliziotto, l’indiano, il marinaio – rappresentano archetipi di figure maschie e paterne che, secondo la teoria riparativa, mancano nella psiche dell’omosessuale, il quale ne rimane angosciosamente attratto e scegli di rapportarvisi attraverso la famelica sessualità sodomitica.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da Twitter

Continua a leggere

Bizzarria

Taccheggiatrice ricoverata dopo aver nascosto una bottiglia laddove non batte il Sole

Pubblicato

il

Da

Una donna del Michigan è stata arrestata e poi trasportata d’urgenza in ospedale dopo aver rubato una bottiglia di vino e averla nascosta all’interno di una cavità corporea, secondo quanto riferito dalla polizia.   La quarantottenne sarebbe stata sorpresa dai commessi di un negozio di liquori di Traverse City mentre beveva una bottiglia di alcol senza pagarla, e sarebbe tornata il giorno dopo per rubare una bottiglia di Chardonnay.   I dipendenti hanno tentato di fermarla, ma non sono riusciti a trovare la bevanda rubata. Questo fino a quando la polizia non l’ha arrestata e ha trovato l’oggetto nascosto in un orifizio corporeo non specificato, momento in cui è stata portata al Munson Medical Center per le cure.

Iscriviti al canale Telegram

La donna, di cui non è stato reso noto il nome, è stata accusata di due capi d’imputazione per frode al dettaglio, un capo d’imputazione per contrabbando e un capo d’imputazione per violazione di domicilio.   L’uso di orifizi corporei per nascondere beni rubati o merce di contrabbando è una pratica illegale in Italia e nella maggior parte dei paesi, perseguibile penalmente (reati come ricettazione, contrabbando, introduzione clandestina di merci, ecc.). Le forze dell’ordine e le dogane sono addestrate a riconoscere questi metodi e utilizzano scanner, perquisizioni e procedure specifiche proprio per individuarli.   Nel mondo del narcotraffico il fenomeno si chiama «body packing» (ingestione di pacchetti) o «body pushing» o «body stuffing» (inserimento in cavità come vagina, retto o persino altri orifizi). È una pratica nota soprattutto nel traffico di droga (coca, eroina, metanfetamine), ma occasionalmente usata anche per piccoli oggetti di valore o contrabbando vario. Le autorità doganali, penitenziarie e di frontiera usano cani, scanner a raggi X, tomografie e perquisizioni mirate proprio per contrastarla. È rischiosa per chi la pratica perché la rottura dei pacchetti comporta un’overdose letale (chiamata in letteratura medica «body packers syndrome»).   La cronaca riporta molti casi estremi dell’usanza criminale: in Etiopia (2017) un trafficante ingoiò 100 preservativi pieni di droga, un caso estremo documentato in letteratura medica. Similmente, in vari aeroporti sono stati trovati casi con pacchetti sia ingeriti sia inseriti in cavità vaginali. Uno studio descrive una donna con uan combo di 7 pacchetti nello stomaco + 1 nella vagina.   C’è quindi lo schema del contrabbando penitenziario con arresto intenzionale: l’anno scorso in California un gruppo di 10 persone nascondeva droga nelle cavità corporee, si faceva arrestare apposta per introdurla in carcere. Si tratta di uno dei casi più recenti e paradossali di «contrabbando assistito dalle autorità».   In un altro episodio impressionante, si è veduto uomo con cocaina impiantata chirurgicamente nelle cosce.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Più popolari