Connettiti con Renovato 21

Politica

Trump nomina Kennedy come segretario della nuova Sanità USA

Pubblicato

il

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald J. Trump ha nominato Robert F. Kennedy Jr. segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

 

Si tratta di una scelta che può avere conseguenze cataclismiche nell’intero sistema sanitario, farmaceutico, alimentare, agricolo degli USA, con ovvie ripercussioni che potranno estendersi in ogni angolo della Terra.

 

Kennedy, nipote del defunto presidente John F. Kennedy e figlio del defunto procuratore generale Robert Kennedy, è un attivista ambientale di lunga data noto anche come avversario di Big Pharma, che inizialmente ha tentato di sfidare il presidente Joe Biden per la nomination democratica, è passato a una candidatura indipendente contro sia Biden che Trump dopo mesi di accuse alla dirigenza del partito di aver «truccato» le primarie democratiche contro di lui, e alla fine si è ritirato e ha appoggiato Trump ad agosto.

Sostieni Renovatio 21

Da sempre sostenitore delle cause della salute americana in declino, Kennedy, 70 anni, aveva corso come candidato presidente indipendente prima di allearsi a Trump lo scorso agosto, raccontando di aver ricevuto una telefonata di Donald a poche ore dall’attentato di Butler.

 

«Ho chiesto a Dio per 19 anni di mettermi in una posizione in cui avrei potuto porre fine all’epidemia di malattie croniche e riportare la salute ai nostri figli, e ad agosto Dio mi ha mandato Donald Trump» ha dichiarato il Kennedy.

 

Acquista la t-shirt DONALD KRAKEN

Con la sua vicepresidente (e, come ex moglie del cofondatore di Google Sergej Brin, munifica sostenitrice della sua campagna) Nicole Shanahan aveva quindi coniato lo slogan MAHA, «Make America Healthy Again», «rendi l’America di nuovo sana».

 

L’alleanza di MAGA e MAHA è stata quindi ripetuta in modo martellante negli ultimi mesi di campagna, con lo stesso Trump ed altri (il figlio Don jr. in particolare) ad insistere sulla necessità di avere Kennedy per risolvere il problema delle malattie croniche che affliggono la popolazione.

 

In varie occasioni, Trump aveva affermato che lo lascerebbe «scatenare» qualora avesse vinto le elezioni del 5 novembre, come poi è successo, ma con il caveat che non avrebbe avuto voce in capitolo riguardo all’«oro liquido», cioè il petrolio.

 

«Ci aiuterà a far tornare in salute l’America… Vuole fare alcune cose e glielo lasceremo fare», ha detto Trump durante il suo discorso di vittoria. «Vai a divertirti, Bobby».

 

Ieri in un post sul social trumpiano Truth, il nuovo presidente ha scritto:

 

«Sono entusiasta di annunciare Robert F. Kennedy Jr. come Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS). Per troppo tempo, gli americani sono stati schiacciati dal complesso alimentare industriale e dalle aziende farmaceutiche che hanno commesso inganni, disinformazione e informazioni errate quando si tratta di Salute Pubblica».

 

«La sicurezza e la salute di tutti gli americani sono il ruolo più importante di qualsiasi Amministrazione e l’HHS svolgerà un ruolo importante nell’aiutare a garantire che tutti siano protetti da sostanze chimiche nocive, inquinanti, pesticidi, prodotti farmaceutici e additivi alimentari che hanno contribuito alla travolgente Crisi Sanitaria in questo Paese».

 

«Il signor Kennedy ripristinerà queste Agenzie alle tradizioni della Ricerca Scientifica Gold Standard e ai fari della Trasparenza, per porre fine all’epidemia di Malattie Croniche e per Rendere l’America di Nuovo Grande e Sana!»

 

L’incontro tra Kennedy e Trump ha sconvolto i piani dei democratici, che hanno portato Kennedy in tribunale per impedirgli di ritirare il suo nome dalle schede elettorali, nella speranza di danneggiare Trump.

 

La macchina del fango dei media dell’establishment è partita a tutta birra, con poco effetto, perché sono anni, se non lustri e decenni, che la stampa di regime attacca Kennedy, in ispecie per la sua posizione sui vaccini. Da notare come a pochi giorni dalle elezioni, quando Trump si è recato a Dearborn, in Michigan a trovare la locale comunità libanese (Donald ha vinto il voto arabo-americano), le domande dei giornalisti per Trump erano su Kennedy e le sue idee sulla vaccinazione.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Varie testate, come il New York Times e Politico, ora ipotizzano che Kennedy «potrebbe ancora dover affrontare una dura strada verso la conferma» per la sua lotta riguardo ai vaccini.

 

Kennedy sta rispondendo che non toglierà i vaccini a nessuno: vuole solo assicurarsi che siano sicuri. «Mi assicurerò che siano disponibili studi scientifici sulla sicurezza e l’efficacia, in modo che le persone possano valutare individualmente se quel prodotto farà bene a loro», ha dichiarato alla MSNBC il giorno dopo le elezioni.

 

RFK jr. afferma inoltre che sconsiglierà di aggiungere fluoro all’acqua potabile, poiché secondo alcuni studi è «quasi certamente» causa di una perdita di quoziente intellettivo nei bambini.

 

Dopo la vittoria, Trump ha continuato a dare a Kennedy un ruolo nel suo team di transizione presidenziale, con la loro alleanza che ha suscitato la speranza che Trump potesse finalmente riconsiderare la sua posizione sul COVID.

 

Segnali contrastanti sono seguiti, con Kennedy che ha affermato nel suo appoggio che le differenze rimanevano tra i due uomini ma che erano uniti su questioni «esistenziali» come le malattie croniche nei bambini o la guerra nucleare. La campagna di RFK, dentro e fuori dal team di Trump, si è focalizzata su argomenti anche diversi dal COVID, come gli additivi chimici «velenosi» negli alimenti comuni.

 

Da membro del partito democratico di lunga data, Kennedy ha sostenuto e continua a sostenere opinioni di sinistra sulla maggior parte delle questioni, tra cui l’aborto e il diritto alla vita, ma ha goduto di sostegno lungo linee non tradizionali e persino tra alcuni conservatori per le sue forti critiche ai lockdown, ai mandati e alle iniezioni per il COVID-19, al punto che c’è una certa sovrapposizione tra i fan di Kennedy e i fan di Trump, la cui amministrazione inizialmente ha sostenuto i lockdown e che abbraccia le iniezioni fino ad oggi (pur opponendosi al fatto di renderle obbligatorie).

 

Kennedy ha anche espresso opposizione alle pratiche di «transizione di genere» per i minori, tra cui bloccanti della pubertà, ormoni e interventi chirurgici per transgender.

 

Durante un’intervista di fine ottobre su CNN, il co-presidente del team di transizione presidenziale di Trump, Howard Lutnick, ha affermato che Kennedy non avrebbe avuto una posizione formale nell’agenzia, ma che gli sarebbero stati forniti i dati necessari per dimostrare i suoi sospetti. Lutnick ha anche raccontato come Kennedy lo abbia convinto della tesi secondo cui i vaccini convenzionali causano l’autismo, ma non ha discusso l’attuale posizione del team di Trump sui vaccini COVID.

 

La scorsa settimana, Kennedy ha detto all’emittente pubblica NPR che «il presidente Trump mi ha dato tre istruzioni: vuole che la corruzione e i conflitti escano dalle agenzie di regolamentazione. Vuole riportare le agenzie al gold standard della scienza e della medicina basate sull’evidenza e sull’empirica per cui erano un tempo famose. E vuole porre fine all’epidemia di malattie croniche con impatti misurabili sulla diminuzione delle malattie croniche entro due anni».

Iscriviti al canale Telegram

Kennedy si è speso in questi anni per mostrare i piani globali di personaggi come Anthony Fauci (sul quale ha pubblicato un libro di più di mille pagine di accuse tremende, come quella di aver usato bambini come cavie in crudeli esperimenti sull’AIDS, senza venire però denunziato dal vecchio zar della sanità USA) e soprattutto Bill Gates, di cui Kennedy ha spiegato con dettaglio l’agenda su vaccini, agricoltura, stampa e comunicazione elettronica (manipolate con milioni di dollari per operare la censura), insomma un quadro generale di dominio del pianeta e degli esseri umani che talvolta Kennedy ha definito «un colpo di Stato».

 

Gli scritti di Kennedy negli anni pandemici, tutti ripubblicati da Renovatio 21 (e qui sopra linkati), rivelano una lucidità di visione impressionante, basata su dati e analisi di estrema precisione.

 

Tre anni fa RFK ha definito la partnership tra Fauci e Gates «formidabile e nefasta».

 

In un video ampiamente condiviso su X, Robert F. Kennedy Jr. ha spiegato il lavoro di Gates in Africa sui vaccini DPT, su altri vaccini e in agricoltura.

 


In realtà, l’idea di dare a Kennedy un ruolo nella sanità era già partita nel tardo 2016, quando da presidente eletto Donald convocò Kennedy alla Trump Tower e gli disse di cominciare un’operazione di indagine istituzionale sui vaccini. Kennedy incontrò quindi Fauci, che non fu in grado di produrre documentazione richiesta che pure diceva di avere.

 

Durante un’intervista con il comico Theo Von di qualche anno fa, Kennedy fa capire che più tardi Trump, divenuto presidente, perse interesse nella materia.

 

Come riportato da Renovatio 21, è emerso in questi anni che Trump avrebbe cercato di far incontrare Bill Gates e Kennedy, dicendo al magnate informatico che voleva presentargli RFK di modo che potessero parlare di vaccini. Gates si sarebbe sottratto all’invito. Chissà perché.

 

Trump negli scorsi mesi ha ammesso la questione dei danni da vaccino COVID ed ha attaccato Big Pharma.

Aiuta Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, Kennedy due mesi fa ha chiesto una «resa dei conti» per i crimini «immorali e omicidi» legati al COVID.

 

La situazione è più complicata del solo attacco a Big Pharma: Robert Kennedy jr. è convinto che il padre e lo zio siano stati assassinati con il coinvolgimento della CIA. Parte di queste accuse sono contenute nell’autobiografia famigliare di RFJ jr., American Values. Lessons I Learned from My Family. Quello che può succedere anche in questo ambito, con le rivelazioni dei documenti secretati promesse da Trump, è difficile da immaginare.

 

A pochi passi da una meta storica, che potrebbe ridefinire la sanità anche in Italia – dove i nostri figli sono obbligati a subire 10 vaccini per poter entrare a scuola – vale la pena di ricordare come è iniziata la parabola di Kennedy.

 

Sei figli, una bella moglie star della TV americana, Kennedy era amato dall’élite americana, sia nel Partito Democratico (che è la casa politica della sua dinastia), che a Hollywood (vive a Los Angeles, e va ricordato che è imparentato, via la cugina Maria Shriver, pure con l’ex governatore e massiva star Arnoldo Schwarzenegger, che aiutò a far rieleggere al secondo mandato).

 

Kennedy ha battuto la dipendenza da droga, che lo aveva angustiato dopo la morte del padre, che fu assassinato dinanzi a lui quando correva da presidente nel 1969. Si era quindi fatto notare come avvocato campione delle cause ambientali: si dice che alcuni fiumi americani siano tornati balneabili (con i pescatori che possono quindi venderne il pesce) grazie alle azioni legali di Kennedy contro le multinazionali che li inquinavano. (In un caso Kennedy denunziò anche Trump per un campo da golf costruito in riva al mare; ora racconta che Donald gli diede un passaggio in aereo perfino durante la querela).

 

Poi, nella sua vita dorata, accadde qualcosa di inaspettato: una signora con figli autistico si presentò davanti a casa sua con un pacco di fogli: erano studi sugli effetti del mercurio sul corpo umano. Disse che non si sarebbe levata dal suo cancello fino a che Kennedy non avesse letto il malloppo.

 

«Visto che lei si occupa di quanto faccia male il mercurio nei pesci, provi a guardare gli studi sul mercurio negli esseri umani»: la donna deve aver detto una cosa del genere. Come noto, una forma di mercurio era – ed è ancora, secondo alcuni – contenuta nei vaccini. E metalli pesanti sono presenti persino nel cibo per bambini

 

Quel giorno, Kennedy invece che mandar via la signora intrusa e tornare a godersi la giornata, prese quell’ammasso di fogli e se lo lesse tutto.

 

Seguì quello che lui stesso ha definito un viaggio in un rabbit-hole, la «tana del bianconiglio», in cui la sua idea sulla vaccinazione fu ribaltata, e dove si generò, organicamente, il senso di emergenza, la necessità di combattere quell’ingiustizia patente e terrificante.

 

Ciò costò molto a RFK jr. I giornali cominciarono a chiamarlo «complottista» o anche semplicemente «pazzo», a vangare nel suo passato di tossicodipendente, a insultarlo in tutti i modi. Alcuni dei fratelli (non tutti: ne ha dieci) e dei parenti gli si scagliarono contro, con la stampa a scrivere della sua condizione di paria all’interno della «famiglia reale» kennediana.

 

Renovatio 21 può testimoniare l’ostracismo e la repressione attiva nei confronti di Kennedy non solo per averla riportata in tutti questi anni, ma anche per aver considerato che, in una telefonata fatta da Newsguard (ente con direttori CIA nel board e lavori con Microsoft, il cui compito è bollare i siti come fake news) nel 2019 per censire (censurare…?) il sito che state leggendo, pareva che uno dei punti che stavano più a cuore dell’inquisitore era il fatto che Renovatio 21 ripubblicava gli articoli di Kennedy e del suo gruppo, un tempo chiamato Mercury Project e ora Children’s Health Defense.

 

Nonostante la pressione totale arrivatagli addosso, Robert jr. non mollò di un centimetro, anzi: raddoppiò gli sforzi, formò enti dedicati al tema, siti di informazione, organizzò manifestazioni e cause legali.

 

Il perché lo ha spiegato in fine al podcast di svariate ore fatto con Joe Rogan l’anno passato. Quando Rogan gli ha domandato riguardo al dolore subito per la sua battaglia sui vaccini, Kennedy ha risposto che ciò passa lui non è niente rispetto a quello dei genitori con figli autistici, la cui vita è segnata da difficoltà continue tremende.

 

Una risposta da eroe – anzi da re. Un re migliore di quelli delle corrotte e inutili aristocrazie europee, un re che sente il dolore del suo popolo, e lotta per guarirlo.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0

 

Politica

Deputati USA sugli attacchi congiunti USA-Israele contro l’Iran: «è la fine del MAGA»

Pubblicato

il

Da

Gli attacchi di sabato contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele hanno suscitato aspre critiche da parte dell’ex deputata filo-Trump Marjorie Taylor Greene (MTG) e di altri, i quali hanno sostenuto che gli attacchi indeboliscono la promessa del presidente Donald Trump di non scatenare nuove guerre.   Rispondendo alla notizia degli attacchi sui social media di sabato mattina, Greene, che si è dimessa dal Congresso il mese scorso, ha affermato che la politica estera era irriconoscibile rispetto alle promesse anti-guerra MAGA fatte da Trump durante la sua campagna.   «Abbiamo detto “Basta guerre all’estero, basta cambi di regime!” Lo abbiamo detto su palco dopo palco, discorso dopo discorso. Trump, Vance, praticamente tutta l’amministrazione ha fatto campagna elettorale su questo e ha promesso di mettere l’America AL PRIMO POSTO e di renderla di nuovo grande.» «La mia generazione è stata delusa, abusata e sfruttata dal nostro governo per tutta la sua vita adulta, mentre la generazione dei nostri figli è stata letteralmente abbandonata».

Aiuta Renovatio 21

«Migliaia e migliaia di americani della mia generazione sono stati uccisi e feriti in infinite e inutili guerre straniere e noi non abbiamo detto altro. Ma stiamo liberando il popolo iraniano. Per favore», ha scritto MTG.   «Ci sono 93 milioni di persone in Iran, che si liberino da soli. Ma l’Iran è sul punto di dotarsi di armi nucleari. Certo, certo», ha continuato.   «È sempre una bugia ed è sempre l’America Last. Ma questa volta sembra il peggior tradimento, perché proviene proprio dall’uomo e dall’amministratore che tutti credevamo fosse diverso e non ha detto altro.»   Anche MTG aveva espresso forte disapprovazione per i potenziali attacchi all’inizio della settimana, affermando che un attacco avrebbe segnato la «fine del MAGA». Il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie – libertario che ha in corso una grosse lite con Trump – non ha usato mezzi termini, dichiarando: «Sono contrario a questa guerra».    

Aiuta Renovatio 21

«Questo non è “America First”», ha scritto il deputato Massie, aggiungendo che avrebbe collaborato con il deputato democratico della California Ro Khanna (suo sodale anche nella legge che desecreta i file di Epstein) per imporre una risoluzione che consenta il voto sulla guerra. «Atti di guerra non autorizzati dal Congresso», ha osservato il deputato in un altro post pubblicato sabato mattina.   Sui social media sono circolate anche clip del fondatore di Turning Point Charlie Kirk, assassinato, che condannava i piani per un cambio di regime in Iran. Nel frattempo, altri account popolari pro-Trump (e per coincidenza pro-Israele) di X sembrano entusiasti della possibilità che si sviluppi una guerra più ampia, dato che Human Events riporta che la campagna potrebbe durare fino a quattro settimane.  

Aiuta Renovatio 21

Speculazioni che circolano tra i commentatori conservatori americani sostengono che proprio Charlie Kirk nel 2025 avrebbe di fatto impedito la guerra contro l’Iran riuscendo a persuadere il presidente che si trattava della scelta sbagliata.   Da lì sarebbe partita un’incredibile campagna di pressione su Kirk per riallinearlo con posizioni totalmente filoisraeliane, con intervento di conoscenti, miliardari, lobbyisti, donatori ebrei e/o sionisti, e ad un certo punto persino Benjamino Netanyahu in persone, che poi negò più volte in TV che Israele aveva ucciso Kirk.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Continua a leggere

Politica

AfD: l’UE manipola i sondaggi nel tentativo di estromettere Orban

Pubblicato

il

Da

L’Unione Europea sta tentando con disperazione di organizzare un «cambio di regime» contro il primo ministro ungherese Viktor Orbán nelle elezioni parlamentari del mese prossimo, ricorrendo a tattiche quali la manipolazione dei sondaggi e il ricatto energetico, ha affermato la leader dell’opposizione tedesca Alice Weidel.

 

In un post pubblicato mercoledì su X, la co-presidente del partito Alternativa per la Germania (AfD) ha accusato Bruxelles di aver impiegato «il loro burattino», il leader dell’opposizione ungherese Peter Magyar, nel tentativo di destituire Orban.

 

«Vogliono che Orbaán se ne vada e sono disposti a usare qualsiasi mezzo per ottenerlo», ha scritto la Weidel, evidenziando l’attuale «blocco delle forniture di petrolio» dall’Ucraina all’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba e la «manipolazione dei sondaggi elettorali».

 

Weidel stava commentando un recente sondaggio condotto dall’istituto ungherese Median, secondo il quale il partito di opposizione Tisza di Magyar sarebbe in vantaggio con il 55% contro il 35% dell’alleanza di governo Fidesz-KDNP di Orban. L’economista irlandese Philip Pilkington ha definito i dati «sondaggi davvero folli», paragonandoli a quelli realizzati in Georgia in vista delle elezioni del 2024, seguiti poi da disordini.

 

I sondaggisti vicini all’opposizione ungherese hanno una lunga storia di rilevanti imprecisioni. Nel 2022, la società di sondaggi di sinistra Publicus ha mancato il bersaglio di 20 punti, mentre la stessa Median ha sottostimato Fidesz di 7 punti nel suo ultimo sondaggio pre-elettorale. L’Orban alla fine ha ottenuto una vittoria con uno scarto di 20 punti.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Lo Orban accusa Bruxelles di rappresentare una «minaccia» alla sovranità dell’Ungheria

 

Budapest e Brusselle si trovano in una fase di crescente stallo a causa dell’opposizione continua dell’Ungheria alle politiche dell’UE su Ucraina e Russia. Budapest ha ripetutamente bloccato o posto il veto a iniziative dell’Unione, tra cui un recente prestito di emergenza da 90 miliardi di euro per Kiev e l’ultimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.

 

Orbán si è opposto con forza anche all’adesione dell’Ucraina all’UE, sostenendo che il sostegno di Bruxelles a Kiev avvicina il blocco a una guerra diretta con la Russia e ignora il fatto che l’Ucraina non soddisfa i requisiti per i candidati.

 

Il leader ungherese ha definito i recenti tentativi di offrire a Kiev una sorta di «adesione light» come «un’aperta dichiarazione di guerra contro l’Ungheria», accusando Bruxelles di ignorare la volontà del popolo ungherese e di essere «determinata a rimuovere il governo ungherese con qualsiasi mezzo necessario».

 

Orban ha inoltre accusato Bruxelles di ricorrere a «censura, intervento e manipolazione» per indebolire il suo governo, presentando le prossime elezioni del 12 aprile come una scelta tra «guerra o pace».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Elekes Andor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International

Continua a leggere

Politica

I servizi segreti uccidono un uomo armato entrato a Mar-a-Lago

Pubblicato

il

Da

I servizi segreti statunitensi hanno dichiarato di aver sparato e ucciso un uomo armato che si era introdotto nella tenuta di Mar-a-Lago del presidente Donald Trump, in Florida. L’intruso portava con sé un fucile da caccia e una tanica di benzina, secondo quanto riferito da funzionari della sicurezza.   L’incidente è avvenuto intorno all’1:30 di domenica mattina. L’intruso, descritto come un uomo bianco sui vent’anni, è penetrato nel perimetro di sicurezza della tenuta. È stato affrontato da agenti dei servizi segreti e da un vice sceriffo della contea di Palm Beach, e «durante l’incontro sono stati sparati colpi di arma da fuoco dalle forze dell’ordine», secondo una dichiarazione rilasciata dall’agenzia.   L’intruso è stato dichiarato morto sul posto. Nessun agente di sicurezza è rimasto ferito. Trump e sua moglie Melania non si trovavano nella tenuta al momento dell’incidente, secondo i Servizi Segreti. L’ufficio dello sceriffo e l’FBI hanno avviato un’indagine sull’incidente.  

Sostieni Renovatio 21

Durante la colluttazione con gli agenti di sicurezza, l’intruso «ha alzato il fucile in posizione di tiro», spingendoli ad aprire il fuoco, ha detto ai giornalisti un portavoce dell’ufficio dello sceriffo. Questo non è stato il primo incidente di sicurezza che ha coinvolto Trump. Il 13 luglio 2024, è sopravvissuto per un pelo a un attentato alla sua vita durante un comizio elettorale a Butler, in Pennsylvania. L’aggressore, il ventenne Thomas Matthew Crooks, ha sparato diversi colpi, sfiorando l’orecchio di Trump, uccidendo un partecipante al comizio e ferendone diversi altri. L’attentatore è stato ucciso da una squadra di cecchini che ha risposto al fuoco.   Due mesi dopo, un uomo pesantemente armato è stato avvistato fuori dal golf club del presidente degli Stati Uniti a West Palm Beach, in Florida. L’incidente è stato trattato come un altro tentativo di assassinio di Trump. Il presunto assassino, identificato come Ryan Routh, 59 anni, è stato condannato all’ergastolo all’inizio di questo mese. Routh era noto per aver espresso opinioni filo-ucraine.   Vi sono stati numerosi tentativi di incursioni di persone nel perimetro del resort trumpiano di Mar-a-Lago.   Come riportato da Renovatio 21, otto mesi fa una donna armata fu arrestata dopo essere arrivata a Mar-a-Lago.   Un anno fa fu nuovamente arrestato un cittadino cinese dopo molteplici tentativi di penetrare nel complesso residenziale.   Li Zijie, un trentanovenne residente nella periferia di Los Angeles con un visto per studenti, sarebbe arrivato alla proprietà di Trump a bordo di un Uber nel pomeriggio del 7 novembre, l’ultimo di una serie di tentativi fatti nelle ultime settimane per entrare nel resort. Secondo una dichiarazione giurata della polizia, l’uomo ha compiuto il viaggio poche ore dopo essere uscito da un ospedale psichiatrico, dove aveva trascorso la settimana precedente dopo un tentativo simile compiuto a fine ottobre. all’epoca della prima intrusione del Li nel compound trumpiano la stampa aveva riportato che questi sosteneva che vi sarebbero documenti che, a dire dell’uomo poi messo in ospedale psichiatrico, comprovavano il ruolo del governo cinese nell’attentato.   Mesi fa si era avuto il caso di un uomo texano che ha saltato il muro intrudendosi a Mar-a-Lago dichiarando di voler «sposare Kai», cioè la nipote maggiore di Trump, molto popolare ora sui social media.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di formulanone via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0
Continua a leggere

Più popolari