Geopolitica
Trump caccia Zelens’kyj dalla Casa Bianca
Al leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj è stato chiesto di lasciare anticipatamente la Casa Bianca senza firmare un accordo che garantisca agli Stati Uniti i diritti sulle risorse naturali del Paese né di tenere la conferenza stampa congiunta programmata.
L’incontro tra Zelens’kyj e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il vicepresidente JD Vance si è rapidamente trasformato in uno scontro apertamente ostile, durante il quale presidente ha accusato Zelens’kyj di ingratitudine e riluttanza a negoziare la fine del conflitto in Ucraina.
L’idea di un accordo che coinvolgesse le terre rare dell’Ucraina era stata inizialmente lanciata da Zelens’kyj lo scorso autunno, e il presidente degli Stati Uniti ha accettato la sua offerta all’inizio di questo mese. C’erano stati alcuni tira e molla nelle ultime settimane, mentre il leader ucraino cercava di assicurarsi termini più favorevoli. Ci si aspettava che i due leader avrebbero firmato una versione dell’accordo venerdì.
Nonostante il governo ucraino abbia esaminato e dato il via libera all’accordo mercoledì, a quanto pare l’accordo è rimasto in sospeso dopo l’acceso scambio di battute alla Casa Bianca di venerdì.
La giornata non era iniziata male: Trump aveva accolto Zelens’kyj ironizzando sulla sua consueta mise.
President Trump greets President Zelenskyy at the White House 🇺🇸 pic.twitter.com/tkksSdlcjz
— Margo Martin (@MargoMartin47) February 28, 2025
Sostieni Renovatio 21
Poi, l’incontro nello Studio Ovale, con la stampa, e il disastro geopolitico conseguente.
Bisogna vedere tutto il video per capire: per una buona mezz’ora di incontro fatto dinanzi alla stampa, sembrava tutto andasse bene. Poi, d’un tratto, l’incontro si è trasformato in una catastrofe diplomatica senza precedenti (davvero, mai visto prima qualcosa così).
L’incontro si è inasprito quando Trump ha detto a Zelens’kyj che avrebbe dovuto negoziare la pace con la Russia, dopodiché il leader ucraino si è impuntato e ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti avrebbero dovuto continuare a sostenere il suo Paese. Vance si è presto unito alla mischia, ribadendo le osservazioni di Trump secondo cui Zelens’kyj non era riuscito a mostrare abbastanza rispetto e gratitudine verso gli Stati Uniti.
🚨 Zelensky is getting absolutely EVISCERATED in the Oval Office right now
VP: “Do you think that it’s respectful to come to the Oval Office of the United States of America and attack the administration that is trying to prevent the destruction of your country?”
TRUMP: “You… pic.twitter.com/q1na59UNq9
— Nick Sortor (@nicksortor) February 28, 2025
A più riprese Trump e Vance hanno accusato Zelens’kyj di ingratitudine, nonché di non rispettare lo Studio Ovale, e quindi il presidente e gli USA stessi.
Zelens’kyj si era lanciato in una tirata contro Vance, lanciando frusti talking point di propaganda antiputiniana – di quelli che fino a qualche mese fa magari potevano in qualche modo reggere dinanzi alla politica e alla stampa della menzogna bideniana – e questo ha provocato la reazione di presidente e vicepresidente americano.
.@POTUS: “I gave you the Javelins to take out all those tanks. Obama gave you sheets… You got to be more thankful because let me tell you, you don’t have the cards. With us, you have the cards — but without us you don’t have any cards.” pic.twitter.com/qbRctLSkA9
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) February 28, 2025
Aiuta Renovatio 21
Trump in particolare sembra aver perso le staffe quando Zelens’kyj è sembrato alludere minacciosamente ad un pericolo per gli USA qualora questi non continuassero l’aiuto a Kiev contro la Russia.
«Non dirci come dovremo sentirci» si è inalberato il biondo presidente. «Stai giocando d’azzardo con la Terza Guerra Mondiale».
Secondo alcuni osservatori, durante il diverbio con Vance a Zelens’kyj sarebbe scappata una parolaccia nella sua lingua madre, il russo, che gli americani hanno tradotto come un insulto al vicepresidente. Tuttavia, come già spiegato anni fa da Renovatio 21, «suka», che in russo significa scrofa (potremo anche dire: «troia») è un’interiezione rafforzativa, simile a «dai!».
The EXACT moment President Zelensky of Ukraine called JD Vance a “bitch” in Ukrainian today during the exchange at the White House. 👀
The dude is toast 🇺🇸 pic.twitter.com/eGfTSVjOLR
— Diligent Denizen 🇺🇸 (@DiligentDenizen) February 28, 2025
.@POTUS: “It’s going to be a very hard thing to do business like this.”@VP: “Accept that there are disagreements, and let’s go litigate those disagreements rather than trying to fight it out in the American media when you’re wrong.” pic.twitter.com/WSZWZU4BBY
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) February 28, 2025
Ciononostante, la scena è davvero inaudita: mai si era visto alzare la voce alla Casa Bianca, per giunta nello studio ovale, per giunta dinanzi alla stampa.
Secondo quanto riportato, Trump avrebbe cacciato Zelens’kyj dalla Casa Bianca. Lo staff presidenziale avrebbe quindi pasteggiato con il pranzo che era stato preparato per Zelens’kyj e la sua delegazione.
Il tweet ufficiale della Casa Bianca riporta le parole di Trump: «Ha mancato di rispetto agli Stati Uniti d’America nel loro amato Studio Ovale. Può tornare quando sarà pronto per la Pace».
“He disrespected the United States of America in its cherished Oval Office. He can come back when he is ready for Peace.” –President Donald J. Trump pic.twitter.com/jIvkoiVdUb
— The White House (@WhiteHouse) February 28, 2025
Il canale Fox News ha citato un membro anonimo dello staff della Casa Bianca che affermava che la delegazione ucraina stava «implorando di ricominciare, ma Rubio e Waltz li hanno informati che Zelens’kyj deve lasciare la Casa Bianca» e che il leader ucraino potrebbe «tornare quando sarà pronto per la pace».
Secondo alcuni commentatori, il segretario di Stato Marco Rubio nelle scorse settimane aveva ottenuto la promessa di Zelens’kyj per l’accordo delle terre rare, comunicandolo al presidente Trump: invece, Zelens’kyj avrebbe chiesto in cambio a Washington l’impiego di truppe terrestri. La scena allo Studio Ovale ha quindi alienato anche Rubio, che ha un passato da neocon, e che si è sentito tradito e ora deve ritenere che Zelens’kyj non è un attore con cui trattare, in quanto inaffidabile.
A mollare Zelens’kyj anche una delle figure politiche più sfacciatamente filoucraine del Senato USA (arrivando al punto di chiedere la morte di Putin), il senatore Lidsey Graham, che si è detto orgoglioso del presidente Trump dicendo che gli USA non dovrebbero mai più trattare con Zelens’kyj.
«Trump aveva pienamente intenzione di firmare l’accordo sui minerali oggi. Sono stati preparati due raccoglitori ufficiali: il Segretario del Tesoro Scott Bessent e la sua controparte ucraina e i due presidenti si sarebbero seduti a un tavolo da conferenza nella East Room e poi avrebbero strombazzato il loro successo sui podi» ha riportato la CBS. «Nessuno di questi drammi è stato premeditato. I funzionari di Trump erano increduli che alcuni organi di stampa suggerissero che potesse esserlo stato».
In seguito al fiasco della Casa Bianca, Zelens’kyj ha parlato negli studi di Fox News, esprimendo amarezza per l’accaduto. Trump ha parlato dal giardino con un cappello MAGA in testa dicendo che l’ucraino aveva «esagerato molto».
JUST IN: Senator Lindsey Graham says he doesn’t think the United States can ever do business with Zelensky again, says he has never been more proud of Trump and Vance.
“I have never been more proud of the president. I was very proud of JD Vance standing up for our country.”… pic.twitter.com/71jLkvXUMq
— Collin Rugg (@CollinRugg) February 28, 2025
Trump durante l’incontro ha segnalato la sua intenzione di stare nella NATO dicendo però che gli alleati europei devono fare di più.
.@POTUS: “We’re committed to NATO — but NATO has to step up and the Europeans have to step up more than they have.” pic.twitter.com/IqPLjynef9
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) February 28, 2025
Iscriviti al canale Telegram ![]()
La reazione di questi al disastro di Zelens’kyj è stata pavloviana.
Il primo ministro spagnolo Sanchez ha detto «Ucraina, la Spagna è con voi»; il ministro degli Esteri francese Barrot ha detto che la Russia di Putin è l’aggressore, c’è una necessità: l’Europa, ora è finito il tempo delle parole, è tempo di agire; il cancelliere tedesco Scholz ha detto che l’Ucraina può contare sulla Germania e sull’Europa; la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha detto «siate forti, siate coraggiosi, siate senza paura, non siete mai soli, caro presidente Zelens’kyj»; il presidente lituano ha detto che l’Ucraina non sarà mai sola; il primo ministro portoghese ha detto che l’Ucraina può contare sul sostegno portoghese; il presidente della Repubblica Ceca ha detto «siamo con l’Ucraina più che mai. È tempo che l’Europa intensifichi i suoi sforzi»; il capo della politica estera dell’UE Kallas ha detto «oggi è diventato chiaro che il mondo libero ha bisogno di un nuovo leader. Spetta agli Stati Uniti, agli europei, accettare questa sfida»; il primo ministro polacco Tusk ha pubblicato su X, «Caro Zelens’kyj, cari amici ucraini, non siete soli»; il presidente francese Macron ha affermatoche la Russia è l’aggressore e l’Ucraina è il popolo aggredito. Abbiamo fatto bene ad aiutare l’Ucraina e a sanzionare la Russia 3 anni fa, e a continuare a farlo.
Dall’altro versante, si registrano le reazioni dell’ex presidente russo Demetrio Medvedev che ha scritto su X che «il porco insolente ha finalmente ricevuto una bella sberla nello Studio Ovale. E Trump ha ragione: il regime di Kiev sta “giocando con la Terza Guerra Mondiale”», aggiungendo «Per la prima volta, Trump ha detto la verità in faccia al pagliaccio della cocaina».
Il presidente ungherese Vittorio Orban ha ringraziato ancora una volta Trump per la sua lotta per la pace.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
L’Iran avanza nuove richieste per Ormuzzo dopo che un missile ha colpito una nave emiratina
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Washington sta cercando il prossimo leader di Cuba
L’amministrazione Trump starebbe cercando un nuovo dirigente cubano capace di modificare l’orientamento politico dell’Avana. Lo riporta il New York Times, citando funzionari americani in servizio e in pensione.
Dal suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha rafforzato l’embargo in vigore da decenni contro Cuba, minacciando dazi doganali ai Paesi che le forniscono petrolio e dichiarando di voler risolvere la questione «in un modo o nell’altro».
Funzionari anonimi hanno detto al NYT che la Casa Bianca sta individuando un funzionario cubano, in carica o in pensione, che possa essere convinto ad assumere il governo. L’amministrazione avrebbe chiesto alle agenzie di intelligence di individuare una figura analoga a Delcy Rodríguez, diventata presidente ad interim del Venezuela dopo il rapimento di Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti a gennaio.
Secondo il giornale, le agenzie di intelligence ritengono che Cuba assomigli meno al Venezuela e più all’Iran, Paese nei confronti del quale Washington ha pubblicamente dichiarato l’intenzione di cambiare regime senza però riuscirci finora, stando a fonti a conoscenza dei rapporti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Funzionari americani hanno spiegato al New York Times che pochi funzionari pragmatici sarebbero disposti a prendere il potere se le forze americane catturassero Raul Castro, l’ex presidente che conserva ancora grande influenza, o se in altro modo costringessero alle dimissioni l’attuale leadership. Washington, secondo quanto riportato, ha alternato fasi di collaborazione con il governo cubano a piani per rovesciarlo.
Il viceministro degli Esteri Carlos Fernandez de Cossio aveva detto all’inizio dell’anno che le forze armate cubane si stavano preparando a una possibile invasione americana, definendo «ingenuo» non farlo, «visti gli eventi che si verificano nel mondo».
La Casa Bianca cerca di orientare Cuba verso una linea politica più favorevole agli interessi di Washington, contando al tempo stesso sul peggioramento della situazione economica, provocato dalle crescenti pressioni, perché possa provocare un cambio di leadership.
L’isola, sottoposta a embargo americano dal 1960, sta affrontando blackout quotidiani e gravi carenze di carburante dopo che il Venezuela, un tempo principale fornitore di petrolio, ha interrotto le forniture a seguito delle pressioni americane successive al rapimento di Maduro.
All’inizio di quest’anno funzionari delle Nazioni Unite avevano avvertito che le sanzioni americane avevano già provocato gravi carenze di medicinali essenziali, mentre il blocco dei carburanti aveva raddoppiato la mortalità infantile. Il mese scorso l’Alto Commissario ONU per i diritti umani Voler Turk ha dichiarato che il blocco USA contro l’isola uccide i bambini.
Russia, Cina, Messico e altri Paesi hanno inviato aiuti umanitari a Cuba. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che Mosca resta solidale con il governo e il popolo cubano e continuerà a fornire sostegno politico, diplomatico e materiale. Alla fine di marzo la Russia ha consegnato circa 700.000 barili di petrolio greggio.
Aiuta Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, gli Stati Uniti hanno incrementato la presenza dei loro servizi segreti a Cuba negli ultimi mesi, nel tentativo di spingere il regime comunista del Paese a riformarsi o a cadere. A maggio, l’amministrazione Trump ha inviato a Cuba il direttore della CIA John Ratcliffe per avvertire il regime della necessità di riforme fondamentali. Pochi giorni dopo, il dipartimento di Giustizia ha formalizzato le accuse contro l’ex presidente cubano Raul Castro in relazione alla morte, avvenuta nel 1996, di quattro persone che cercavano di soccorrere degli esuli cubani in mare.
I militari cubani temono l’invasione USA, mentre questi ultimi temono un attacco contro la base di Guantanamo. Tuttavia, un mese fa, i capi militari dei due Paesi si sono incontrati proprio a Guantanamo.
Come riportato da Renovatio 21, a cercare colloquio con Washington vi sarebbe anche il giovane nipote del presidente cubano Castro, Raul Guillermo Rodriguez Castro.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Bruno Rijsman via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Geopolitica
Colono ebreo armato accusato della morte di un leader palestinese in Cisgiordania
El grupo DDHH B’Tselem publica vídeo del periodista palestino Awdah Hathaleen filmando su propio asesinato a manos del colono israelí Yinon Levi
Como es habitual en Israel, juez liberó rápidamente a Levi, a pesar d q las imágenes muestran q le disparó a Hathaleen a sangre fría pic.twitter.com/788KmMSqRc — aapayés (@aapayes) August 11, 2025
This is the settler who killed our dear friend ‘Awdah Hathaleen. At the end of the video, he fires the bullet that took the life of ‘Awdah Today, the apartheid court decided to release him to house arrest. Yinon Levi, a settler sanctioned by 9 countries (now 8, because of Trump) pic.twitter.com/pwFBFVmBkc
— Basel Adra (@basel_adra) July 29, 2025
An Israeli settler just shot Odeh Hadalin in the lungs, a remarkable activist who helped us film No Other Land in Masafer Yatta. Residents identified Yinon Levi, sanctioned by the EU and US, as the shooter. This is him in the video firing like crazy. pic.twitter.com/xH1Uo6L1wN
— Yuval Abraham יובל אברהם (@yuval_abraham) July 28, 2025
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Gender2 settimane faMons. Viganò: la chiesa sinodale ha l’ordine di normalizzare la sodomia. E ricorda Don Milani…
-



Arte1 settimana faPatti Smith avrebbe dato in adozione sua figlia con la promessa che non fosse cresciuta cattolica. Ora è accolta dal papa
-



Immigrazione2 settimane faL’invasione è incontrovertibile. Immagini da Ceuta
-



Ambiente2 settimane faLa Xylella come prova generale del COVID. Intervista al professor Luca Marini
-



Salute1 settimana faI malori della 31ª settimana 2026
-



Ambiente4 giorni faMorti di caldo, morti di inciviltà
-



Epidemie1 settimana faMons. Viganò: Vaticano complice di Fauci
-



Immigrazione1 settimana faSionisti in festa per l’invasione di Ceuta. Perché?

Acquista la t-shirt







