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Tim Cook cancella la crittografia end-to-end dai dispositivi Apple dopo essersi rifiutato di fornire una backdoor al governo britannico
Apple ha deciso di rimuovere la sua funzionalità di sicurezza più avanzata, basata sulla crittografia end-to-end, per i dati cloud nel Regno Unito dopo che il governo ha ordinato all’azienda di creare una backdoor per accedere ai dati dei clienti.
Venerdì, Apple ha annunciato che Advanced Data Protection (ADP), una forma più potente di crittografia end-to-end utilizzata su un’ampia varietà di dati utente, non è più disponibile nel Regno Unito per i nuovi utenti. Ciò riguarda l’archiviazione dei dati di iCloud, i backup dei dispositivi, i segnalibri web, i memo vocali, le note, le foto, i promemoria e i backup dei messaggi di testo, riporta Bloomberg.
«Siamo profondamente delusi dal fatto che le protezioni fornite da ADP non saranno disponibili per i nostri clienti nel Regno Unito, dato il continuo aumento di violazioni dei dati e altre minacce alla privacy dei clienti», ha affermato Apple in una dichiarazione. «ADP protegge i dati di iCloud con crittografia end-to-end, il che significa che i dati possono essere decrittografati solo dall’utente che ne è il proprietario e solo sui suoi dispositivi fidati».
Due settimane fa sono emerse segnalazioni secondo cui il governo britannico aveva ordinato ad Apple di creare una backdoor nei dati dei clienti a livello globale, il che, secondo Apple, rappresentava «un’ingerenza senza precedenti da parte del governo», il che, secondo l’azienda, significava che «il Regno Unito avrebbe potuto tentare di porre segretamente il veto a nuove protezioni per gli utenti a livello globale, impedendoci di offrirle ai clienti».
I clienti nel Regno Unito che attualmente utilizzano ADP dovranno disattivarlo manualmente durante un periodo di tolleranza non specificato per mantenere i propri account iCloud, mentre l’azienda afferma che fornirà ulteriori indicazioni agli utenti interessati, scrive Zerohedge.
Secondo Bloomberg, la rimozione della funzionalità di crittografia anziché costruire una backdoor è un «chiaro rimprovero all’ordine del governo». Detto questo, potrebbe non soddisfare i regolatori del Regno Unito.
Apple ha affermato che «migliorare la sicurezza dell’archiviazione cloud con la crittografia end-to-end è più urgente che mai» e che «rimane impegnata a offrire ai nostri utenti il massimo livello di sicurezza per i loro dati personali e confida di poterlo fare in futuro nel Regno Unito».
Scrive Bloomberg che «la mossa di ritirare la sua tecnologia di crittografia più sicura nella regione sembra essere uno sforzo da parte del produttore di iPhone per compiacere i regolatori del Regno Unito, anche se è plausibile che il governo stabilirà che l’azienda non sta andando abbastanza lontano. “Come abbiamo detto molte volte in precedenza, non abbiamo mai creato una backdoor o una chiave principale per nessuno dei nostri prodotti o servizi e non lo faremo mai”, ha affermato Apple».
Gli utenti del Regno Unito che tentano di abilitare ADP riceveranno sul loro dispositivo un messaggio che recita «Apple non può più offrire Advanced Data Protection (ADP) nel Regno Unito ai nuovi utenti».
Come parte dell’ordine ad Apple, le autorità britanniche hanno richiesto l’accesso ai dati globali degli utenti e hanno imposto all’azienda di fornirlo ai sensi dell’Investigatory Powers Act, una legge che conferisce al governo il potere di obbligare le aziende a rimuovere la crittografia ai sensi di un «avviso di capacità tecnica».
La legge (definita dai critici come «Snoopers’ Charter», «legge dei ficcanaso») rende inoltre illegale per le aziende dichiarare quando il governo ha avanzato una richiesta del genere, imponendo il bavaglio riguardo le stesse imposizioni totalitarie dell’autorità.
Come riportato da Renovatio 21, la richiesta del governo Starmer ad Apple era emersa due settimane fa con la notizia di una una technical capability notice («avviso di capacità tecnica») emessa dal governo contro Apple.
Tale manovra consentirebbe alle forze dell’ordine e alle agenzie di sicurezza britanniche di accedere ai dati criptati archiviati dagli utenti Apple in tutto il mondo, secondo il Washington Post.
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Immagine di SimonWaldherr via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Macron vuole la censura europea: no alla «libertà di parola americana»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto quella che ha definito «libertà di parola americana», difendendo il controverso Digital Services Act (DSA) dell’UE, che i funzionari statunitensi hanno etichettato come uno strumento di censura.
Mercoledì, parlando con i giornalisti durante un viaggio in Spagna, Macron ha detto di aver chiesto all’UE di applicare il DSA «in modo molto più esteso, molto più rapido e molto più energico» per contrastare la disinformazione.
«La cosiddetta “libertà di parola” americana – almeno per come esiste oggi ed è stata promossa da alcuni – è l’opposto della libertà di parola», ha affermato, sostenendo che le libertà individuali comportano responsabilità e rispetto per le libertà altrui. «Lo so bene quando cammino per strada: la mia libertà non può significare che sono libero di picchiarti, insultarti o vandalizzare lo spazio pubblico che appartiene a tutti. Eppure, questa è l’idea che alcune persone hanno di “libertà di parola”», ha aggiunto.
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«Finché non riterremo responsabili coloro che diffondono contenuti sui social media, non saremo in grado di regolarli», ha detto il leader francese. «Quando qualcuno scrive qualcosa – quando un giornalista scrive qualcosa di completamente falso o un redattore lo pubblica – può essere chiamato a risponderne».
Come riportato da Renovatio 21, ad inizio anno Macron aveva dichiarato che «la libertà di parola è una pura stronzata», magari aspettandosi i 92 minuti di applausi della Corazzata Kotmkin di Fantozzi, ma questi non sono arrivati.
Adottato nel 2022, il DSA obbliga piattaforme come Facebook, X, TikTok, Google e YouTube a contrastare i contenuti illegali, ad aumentare la trasparenza su pubblicità e algoritmi, a proteggere i minori e a valutare e mitigare rischi sistemici come la disinformazione. Le piattaforme più grandi hanno obblighi ulteriori e possono essere multate fino al 6% del fatturato annuo globale in caso di violazioni.
Nel dicembre 2025 l’UE ha inflitto la prima sanzione ai sensi del DSA, ordinando a X di Elon Musk di pagare 120 milioni di euro. Il mese scorso il governo statunitense ha appoggiato il ricorso di X, sostenendo che il blocco aveva ecceduto i propri poteri prendendo di mira un’azienda americana.
«Non tollereremo che la Commissione Europea si impegni in un’eccessiva ingerenza normativa nel tentativo di controllare i motori americani dell’innovazione e della crescita economica», ha dichiarato Brett Shumate, assistente del procuratore generale della Divisione civile del Dipartimento di Giustizia.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno la UE aveva accusato il social muskiano di antisemitismo e pedopornografia. Musk aveva risposto chiedelo l’abolizione dell’UE, definita come «Quarto Reich».
Funzionari statunitensi hanno accusato l’UE di erodere la libertà di parola e di tentare di mettere a tacere le voci dissenzienti per ragioni politiche. «L’UE dovrebbe sostenere la libertà di parola, non attaccare le aziende americane per la spazzatura», ha scritto a dicembre su X il vicepresidente JD Vance.
L’anno scorso gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni sui visti a funzionari europei e a responsabili di gruppi di monitoraggio online, tra cui Thierry Breton, ex commissario per il mercato interno e uno dei principali artefici del DSA. Breton ha paragonato la misura al maccartismo, la campagna dell’era della Guerra Fredda contro sospetti comunisti e presunti sovversivi.
La censura in Europa aveva subito un’accelerazione decisiva la scorsa estate, quando sulla scia delle elezioni europee, i vertici dell’Unione stanno lavorando per rendere ancora più controverso il DSA, che molti osservatori hanno definito come una legge di censura radicale.
L’Unione Europea ha iniziato a far leva sul DSA per intensificare la repressione di quella che definisce «disinformazione» sullecampagne di vaccinazione.
L’espansione delle maglie della censura da parte dell’Europa è risalente, e ha trovato fiato soprattutto durante gli anni pandemici, nei quali sono stati mandati avanti appalti per la realizzazione elettronica del sistema.
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Come riportato da Renovatio 21, Elon Musk due anni fa aveva raccontato che X (già Twitter) ha respinto la richiesta di Bruxelles di censurare segretamente le opinioni sulla piattaforma, ricevendone in risposta una persecuzione ai sensi del DSA.
Come riportato da Renovatio 21, l’Europa si sta scagliando contro i colossi della pornografia web con il pretesto della protezione dei minori ma con il fine, nemmeno tanto dissimulato, di introdurre sistemi di identificazione digitale di precisione per tutti i cittadini, il famoso portafoglio UE.
Sullo sfondo, l’avvio dell’euro digitale, la piattaforma di controllo che ingollerà mezzo milione di europei comandandone per sempre le esistenze. Il credito sociale della Repubblica Popolare Cinese al confronto sembrerà una mite misura liberale.
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Immagine di European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni
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