Gender
Svizzero preferisce il carcere alla multa per un post «transfobico»
Un uomo in Isvizzera rischia la prigione per essersi rifiutato di pagare una multa inflitta per un commento ritenuto discriminatorio verso la comunità LGBT dai tribunali, al termine di una battaglia legale durata tre anni.
Emanuel Brunisholz, riparatore svizzero di strumenti a fiato, è stato condannato in base alle leggi antidiscriminazione del Paese per un commento pubblicato su Facebook nel 2022.
Nel post, il Brunisholz aveva evidenziato che le differenze biologiche tra uomini e donne sono evidenti nella struttura scheletrica, scrivendo: «Se si scava nella storia delle persone LGBTQI dopo 200 anni, si trovano solo uomini e donne basandosi sui loro scheletri. Tutto il resto è una malattia mentale promossa attraverso i programmi scolastici».
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Il post è stato segnalato alla polizia, e alcuni mesi dopo Brunisholz è stato interrogato. Un tribunale di Berna lo ha ritenuto colpevole di discriminazione e incitamento all’odio.
Nel 2023, Brunisholz ha presentato ricorso presso il tribunale regionale, ma è stato nuovamente dichiarato colpevole e condannato a pagare 600 franchi svizzeri (641 euro) di spese processuali.
Il tribunale ha commutato una pena detentiva di dieci giorni in una multa di 500 franchi svizzeri, ma Brunisholz ha rifiutato di pagarla, scegliendo invece la detenzione. All’inizio di questo mese, ha pubblicato la sua citazione in giudizio su X, annunciando che inizierà a scontare la pena il 2 dicembre.
Il caso ha generato un’ondata di indignazione online, attirando l’attenzione del CEO di Tesla, Elon Musk.
Un utente su X ha scritto sabato: «Per questo andrà in prigione», riferendosi al post di Brunisholz.
Al che Elon Musk ha semplicemente risposto: “!!”
For context, he said that after people die, if you dug them up 200 years later, they’d identify as their actual sex based on their skeletons.
For that, he’s going to jail.
Europe: Bastion of freedom and reason. https://t.co/Q2OL6lWkNs
— Bonchie (@bonchieredstate) September 27, 2025
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Il magnate della tecnologia ha criticato aspramente il «virus della mente woke», affermando che abbia metaforicamente «ucciso» suo figlio Xavier, che è transgender. Musk ha inoltre denunciato a più riprese le restrizioni alla libertà di espressione e l’eccessiva ingerenza governativa in Europa.
La Confederazione Elvetica non è nuova a notizie di genderismo istituzionale estremista.
A dicembra era emerso il caso in cui l’Alta Corte svizzera aveva stabilito che i genitori separati dalla figlia per essersi rifiutati di sostenere la sua «transizione» di genere devono consentire il «cambio di sesso» legale della figlia o affrontare la possibilità di accuse penali.
Come riportato da Renovatio 21, in base ad una nuova legge proposta nel 2022 i cittadini della Repubblica Federale Tedesca potranno cambiare legalmente sesso una volta l’anno.
La Svizzera tuttavia aveva già segnalato un grande atto di resistenza alla dittatura genderista globale: si tratta del 64enne cittadino della città svizzera di Lucerna si è dichiarato donna per incassare la pensione un anno prima. Nel suo cantone le donne possono andare in pensione un anno prima degli uomini, cioè a 64 anni invece che a 65, con pensioni piuttosto alte: dipendentemente da fattori come età e genere, possono variare dai 13 mila ai 24 mila euro.
L’uomo ha quindi investito 75 franchi svizzeri (circa 72 euro) in burocrazia anagrafica, sfruttando una nuova legge svizzera che permette ai cittadini elvetici di cambiare sesso senza dover procurare alle autorità alcuna documentazione medica. In pratica, se ti alzi al mattino e decidi che vuoi essere donna, basta andare all’ufficio pubblico preposto, e sei «ufficialmente» una donna.
Così ha fatto il signore – o signora – in questione. Il quale, raggiunti i 66 anni, potrà semplicemente andare all’anagrafe e cambiare di nuovo sesso e continuare magari a godere di una pensione più elevata.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa tuttavia il Consiglio Federale Svizzero aveva respinto due proposte del parlamento per introdurre un’opzione di terzo genere o un’opzione senza genere per i documenti ufficiali.
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Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»
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Gender
Gli adolescenti americani stanno tornando eterosessuali: nuove statistiche
La quota di adolescenti americani che si definiscono omosessuali o bisessuali sarebbe in diminuzione, stando agli ultimi dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Lo riporta LifeSite.
Il CDC ha diffuso l’indagine biennale nazionale sui comportamenti a rischio tra i giovani, che «fornisce un’istantanea della salute e del benessere degli studenti delle scuole superiori negli Stati Uniti nel 2025 e dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 2 e 10 anni» su alimentazione, attività fisica, sonno, comportamento online, salute mentale e rischio di suicidio.
Il rapporto evidenzia solo una parte delle questioni che il CDC giudica statisticamente significative. Jean Twenge, professoressa di psicologia alla San Diego State University, ha però esaminato i dati completi del sistema del CDC e ha rilevato che «gli adolescenti più giovani sono ora molto meno propensi a dichiararsi lesbiche, gay o bisessuali».
Il 16% dei ragazzi di 17-18 anni si è identificato come «LGB» (lesbiche, gay o bisessuali), la quota più alta tra i sottogruppi, ma in calo di due punti rispetto al 2023. Tutti i gruppi più giovani erano meno numerosi e hanno registrato flessioni più marcate: il calo maggiore riguarda i 14-15enni, passati dal 17% che si identificava come LGBT nel 2023 all’11% nel 2025.
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La Twenge, che in passato si era espressa in modo contrastante sulla validità di queste dichiarazioni, ha definito il risultato «sorprendente» e ha detto che «sembra davvero un crollo verticale», e che «apparentemente è dovuto quasi esclusivamente alle ragazze». Il cambiamento dipenderebbe in larga parte dal fatto che le ragazze hanno smesso di definirsi bisessuali: dal 26% delle ragazze del nono anno nel 2021 al 13% nel 2025.
L’aumento precedente rende il ribaltamento più netto. «Tra il 2015 e il 2021, il numero di ragazze in età scolare che si identificano come LGB è aumentato del 128%, mentre l’autoidentificazione come LGB dei ragazzi è quasi raddoppiata, con un aumento del 99% tra il 2015 e il 2023», osserva il Daily Caller. «Pertanto, le ragazze del primo anno delle superiori sono state il fattore principale nell’ultimo calo, con la percentuale di ragazze che si identificano come LGB quasi dimezzata, passando dal 30% nel 2021 al 17% nel 2025».
I dati indicano anche un calo dei sentimenti di tristezza o disperazione, dal 40% nel 2023 al 33% nel 2025, e dei problemi di salute mentale, dal 29% al 23%. Ancora più netto il ridimensionamento degli studenti che pianificavano il suicidio, dal 16% al 12%, e dei tentativi effettivi, dal 9% al 6%.
Twenge non ha indicato una possibile causa del mutamento nell’autoidentificazione sessuale. Altri vi hanno visto un’ulteriore prova che queste tendenze, tra giovani suggestionabili, dipendano almeno in parte da influenze culturali e non da un’attrazione sessuale innata e stabile. Una spiegazione possibile sarebbe il numero di ragazze adolescenti che negli ultimi anni hanno subìto le conseguenze dell’«adattamento» dei ragazzi biologici transgender negli sport, nei bagni e negli spogliatoi femminili.
Questi risultati arrivano mentre una reazione culturale diffusa alla difesa aggressiva dei diritti delle persone transgender da parte della lobby LGBT sembra essersi estesa a uno spostamento, minore ma percepibile, che si allontana sia da «LGB» sia da «T». A luglio un sondaggio Economist/YouGov ha rilevato per la seconda volta che il sostegno al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso è sceso al 54%: resta una maggioranza, ma è molto al di sotto del 65% e oltre registrato in precedenza da Gallup.
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Gender
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