Storia
Stato australiano vieta il saluto romano
Lo Stato australiano di Victoria ha vietato il «saluto nazista» – cioè quello che in Italia chiamiamo il saluto romano – in pubblico. La nuova restrizione, approvata martedì dal legislatore locale, entrerà in vigore sabato, con la polizia statale che avvertirà che inizierà ad agire contro i trasgressori.
Il premier di Victoria, Jacinta Allan, ha elogiato la nuova legislazione, esprimendo però il rammarico che fosse necessaria. «Vorrei che non fosse necessario fare queste nuove leggi, ma faremo sempre ciò che è necessario per combattere l’odio, l’antisemitismo e il razzismo», ha scritto su Twitter.
L’applicazione del nuovo divieto potrebbe comportare una multa massima fino a 23.000 dollari australiani (circa 13.700 euro) o fino a 12 mesi dietro le sbarre. Il nuovo regolamento arriva poco dopo un piccolo raduno neonazista tenutosi a Melbourne la scorsa settimana, un evento avvenuto poche ore dopo che la comunità ebraica locale aveva organizzato un raduno filo-israeliano.
Durante la manifestazione, i neonazisti locali hanno esposto striscioni antisemiti e hanno ripetutamente manifestato il saluto nazista. La manifestazione è attualmente oggetto di indagine da parte della polizia per determinare se abbia violato le regole vigenti all’epoca.
Victoria Police allowed a group of masked men and women to march through Melbourne’s Flinders Street Station doing banned Nazi salutes before taking over train and asking passengers if they were Jewish. pic.twitter.com/iTPx9gKt59
— Clown Down Under ???? (@clowndownunder) October 14, 2023
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«Se qualche membro del pubblico, inclusa la Rete Nazionalsocialista, partecipa a uno qualsiasi di questi raduni e fa il saluto nazista, la polizia perseguirà quegli individui per garantire che applichiamo la nuova legge… li considereremo responsabili, li accuseranno e li porteranno davanti al tribunale», ha affermato il vice commissario Neil Paterson.
L’esposizione di cimeli nazisti non era stata in gran parte regolamentata in Australia per decenni. Il Victoria, il secondo stato più grande del Paese noto per le folli restrizioni pandemiche, è stato il primo a vietare l’esposizione pubblica della svastica lo scorso anno. Secondo quanto riportano i giornali, esiste in zona una piccola comunità neonazista nel Paese che organizza abitualmente manifestazioni pubbliche.
Negli ultimi mesi, altri stati australiani, tra cui la Tasmania e il Nuovo Galles del Sud, i più popolosi del Paese, hanno vietato l’esposizione in pubblico di simboli e gesti nazisti. Il Queensland, nel frattempo, ha adottato una legislazione più ampia contro i simboli dell’odio che autorizza i pubblici ministeri a raccomandare quali simboli dovrebbero essere vietati.
Come ciò si sposi con il sostegno dato dall’Australia all’Ucraina odierna – dove tra le milizie nazionaliste abbonda ogni sorta di simbolo nazista – non è dato di sapere. Sono stati registrati casi di foreign fighter australiani che combattono nel conflitto contro la Russia. Secondo un sito di documenti trapelati, almeno un altro cittadino australiano avrebbe partecipato in atrocità anche prima dello scoppio della guerra: un testimone sostiene che mentre un veterano americano picchiava ed annegava una ragazza, un australiano le somministrava iniezioni di adrenalina in modo che la giovane non perdesse conoscenza. «Tutto questo è stato filmato dalla telecamera» scrive il sito russo Ur Leaks.
L’esistenza di un network neonazista in Australia era stata descritta al cinema dal film del 1992 Romper Stomper (intitolato in Italia semplicemente Skinheads), una delle prime pellicole di Russel Crowe. Quantità di nazi degli antipodi erano visibili anche nella commedia E morì con un falafel in mano (2001).
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Storia
Incontro in Giappone con la mamma del conte Kalergi. Alla Messa in latino…
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I Calergi (si può scrivere anche con la C, come si chiama anche il palazzo veneziano dov’è morto Wagner e che ora ospita un casinò pieno di cinesi), va ricordato, era una famiglia cattolica, anche se sui generis. Riccardo scrive che uno dei ricordi di ragazzo era quando durante venerdì santo, alla preghiera per la conversione dei perfidi giudei, suo padre – che pure era praticante – lasciava la Chiesa in segno di protesta. In anticipo sui tempi… oppure, semplicemente, bisogna ammettere che le direttive rimangono sempre le stesse.
Il conte della Paneuropa, cioè dell’Europa invasa dagli immigrati, è nato a proprio Tokyo nel 1894. Il papà era l’ambasciatore dell’Impero austro-ungarico Heinrich Johann Maria di Coudenhove-Kalergi (1859-1906), del casato austro-boemo che aveva ascendenze fiamminghe e greco-veneziane. Parlando 18 lingue (tra cui, oltre che il giapponese, anche il turco, l’arabo e l’ebraico) è quello che oggi si definisce un iperglotta, cioè il gradino sopra del poliglotta. Come diplomatico aveva viaggiato a Costantinopoli, Rio de Janeiro, Buenos Aires. Arrivato in Giappone, studiò il buddismo.
Fu qui che incontrò Mitsuko Aoyama (1874-1941), figlia di un ricco magnate del petrolio con la passione dell’antiquariato. Quando incontrò il diplomatico asburgico, Mitsuko aveva 17 anni. Il Calergi senior frequentava il negozio del padre, che stava vicina all’ambasciata. Un giorno il conte scivolò col cavallo sul ghiaccio, e la ragazzina accorse ad aiutarlo. L’aristocratico chiese al signor Aoyama di poter assumere la figlia come governante all’ambasciata, e successivamente gli chiese di poterla sposare, una richiesta che fu rifiutata.
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Fotografia di matrimonio di Heinrich Coudenhove-Kalergi e Mitsuko Aoyama, 1892. Immagine CC0 via Wikimedia

Mitsuko Coudenhove-Kalergi con i figli Karl (in braccio a uno), Johannes, Richard, Gerolf, Elisabeth, Olga e Ida, 1903. Immagine CC0 via Wikimedia

Copertina dello shojo manga Lady Mitsuko in edizione indonesiana. Immagine da internet
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Il conte Richard Coudenove-Kalergi con la moglie Ida Roland e Thomas Mann, al secondo Congresso paneuropeo presso la Sing-Akademie di Berlino, 17 maggio 1930. Immagine CC0 via Wikimedia
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Storia
Ulteriori resti di soldati nazisti riemergono dal Danubio
Secondo la Commissione tedesca per le tombe di guerra (Volksbund), i livelli eccezionalmente bassi del fiume Danubio hanno fatto emergere a Budapest i resti di due soldati nazisti e materiale bellico della Seconda Guerra Mondiale.
I ritrovamenti, effettuati all’inizio di questo mese nei pressi del Parlamento ungherese, comprendono il relitto di quella che si ritiene essere una motocicletta militare tedesca e numerose mine anticarro. Il Volksbund ha pubblicato venerdì su Facebook le fotografie relative alla scoperta.
L’organizzazione ha dichiarato che i resti dei due soldati risultavano insolitamente ben conservati grazie al fango del porto mischiato al gasolio, nonostante fossero rimasti sott’acqua per oltre 80 anni. Le piastrine di identificazione dei soldati erano intatte, indizio che la loro morte non fosse mai stata registrata ufficialmente dalla Wehrmacht.
Secondo le procedure della Wehrmacht, una metà della piastrina di riconoscimento di un soldato veniva normalmente rimossa dopo il decesso e inviata a Berlino affinché il decesso potesse essere registrato e i familiari avvisati.
Nazi warships emerge from shrinking Danube as Europe’s record heat deepens drought 0808026
Dozens of WWII vessels have resurfaced as the Danube reaches historic lows, some still carrying weapons and explosives; a 700-kilogram British bomb and German military motorcycle. pic.twitter.com/oQdpDTSYNX— john l (@Johnl1465045L) August 10, 2026
In Serbia and Hungary, sunken Nazi ships from WWII have surfaced due to the drought in the Danube
Near the Serbian town of Prahovo, several ships were found that were sunk in 1944 by the retreating Germans. Four more ships were found in Hungary’s Danube-Drava National Park. pic.twitter.com/KrPxw0f1lg
— NEXTA (@nexta_tv) September 11, 2024
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Tra gli altri reperti recuperati figurano una tanica di carburante e uno Scudo del Kuban, una decorazione militare nazista istituita da Hitler nel settembre del 1943. Veniva conferita alle truppe che avevano prestato servizio nella testa di ponte del Kuban, nella Russia meridionale, prima che le forze sovietiche scacciassero i nazisti nel 1943.
Si ritiene che la motocicletta sia una DKW NZ 350-1, un modello introdotto per la Wehrmacht nel 1944 e utilizzato principalmente dai motociclisti addetti al trasporto di messaggi tra le unità. Fu prodotta dalla DKW, una delle quattro aziende che formarono l’Auto Union, predecessore dell’odierna Audi.
Extreme drought in the Danube River has lowered the water level to its lowest point in 117 years. This has unearthed more than 20 Nazi warships from World War II, explosives, mammoth remains, and Roman-era artifacts in the riverbeds of Serbia, Romania, Bulgaria and Bulgaria…… pic.twitter.com/eduukoru7E
— ArchaeoHistories (@histories_arch) August 11, 2026
I reperti risalgono alla battaglia di Budapest, un assedio di 102 giorni che gli storici descrivono come una delle battaglie urbane più lunghe e sanguinose della seconda guerra mondiale. L’Ungheria combatté al fianco della Germania nazista per gran parte della seconda guerra mondiale, ma fu occupata dalle forze tedesche nel marzo del 1944 dopo aver tentato di cambiare schieramento. L’Armata Rossa lanciò quindi la sua offensiva in Ungheria, accerchiando Budapest nel dicembre del 1944 prima di sconfiggere le forze naziste tedesche e ungheresi nel febbraio del 1945.
Il Volksbundo ha dichiarato di aspettarsi ulteriori scoperte di reperti bellici, poiché i livelli idrici insolitamente bassi, causati dal prolungato caldo e dalla siccità nell’Europa centrale, continuano a far emergere tratti del letto del Danubio.
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Immagine screenshot da YouTube
Intelligence
I fratelli Dulles nel governo Eisenhower
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