Bizzarria
Squilibrato si butta con paracadute fittizio dal ponte di Broccolino
Domenica pomeriggio un uomo di 44 anni, in evidente istato di squilibrio e completamente ignudo, si è gettato dalla sommità del ponte di Broccolino davanti a passanti sbalorditi e, secondo la polizia e un video sorprendente, è miracolosamente sopravvissuto. Lo riporta il New York Post.
Secondo fonti del tabloide nella polizia neoeboracena, l’individuo ha sistemato diverse bandiere in cima al ponte e si è «svestito» dopo essersi arrampicato sulla torre nord, sul lato di Manhattan dell’iconico ponte, intorno alle 14:30.
L’unità di pronto intervento della polizia di Nuova York ha tentato di persuaderlo a scendere, ma lui si è lanciato nel vuoto.
Un filmato circolante in rete mostra l’uomo che, mentre precipitava in acqua, sembrava tenere sopra la testa un pezzo di stoffa o una borsa come un paracadute improvvisato.
Images from the Brooklyn bridge just moments Ago 🤯 a guy jumped out of the top after getting naked. #brooklynnewyork #brooklynbridge#news pic.twitter.com/sBgnrCkYB4
— Alejandro (@m_alejandr07) August 2, 2026
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Grazie alla prontezza di riflessi, gli agenti dell’unità portuale hanno tratto in salvo l’uomo dall’East River. Una delle bandiere era quella kazaka, e un’altra era una coperta con delle scritte casuali, anche se, secondo alcune fonti, non è immediatamente chiaro cosa dicessero. È stato trasportato all’ospedale NYC Health+Hospitals Bellevue, dove le sue condizioni sono state giudicate stabili.
Le due torri di sospensione del ponte sono alte circa 85 metri
L’episodio si verifica a meno di un mese da un altro caso, in cui una donna in preda alla disperazione è stata eroicamente salvata dagli agenti della polizia neoeboracena mentre era sospesa sui cavi d’acciaio del ponte di Broccolino.
La donna, che secondo alcune fonti aveva una storia di problemi di salute mentale, è rimasta sul ponte sospeso sopra la carreggiata per oltre un’ora mentre gli agenti cercavano di convincerla a scendere.
Just another day on the Brooklyn Bridge? NYPD: “High above the East River, NYPD ESU officers climbed onto the Brooklyn Bridge to reach a woman in crisis who was threatening to jump.” #InnerCityPressDowntownNewsService pic.twitter.com/9I6kfHw0qI
— Inner City Press (@innercitypress) July 9, 2026
In America esiste per i casi di persone esasperate dal traffico bloccato causa aspirante suicida dal ponte un termine specifico: «suicide baiting» (o «baiting crowd»). Si tratta della situazione in cui le persone, che non ne possono più di attendere in fila, iniziano a chiedere all’aspirante suicida di suicidarsi davvero, buttandosi.
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Il primo studio sistematico – The Baiting Crowd in Episodes of Threatened Suicide – è dello psicologo Leon Mann (1981), che esaminò 21 casi in cui una folla era presente mentre una persona in stato di crisi minacciava di lanciarsi da un edifizio, un ponte o una torre: in 10 di questi casi (quasi la metà) si verificarono episodi di incitamento a saltare.
Un secondo studio più ampio della criminologa Amy Sariti Kamerdze et al., che ha replicato ed esteso la ricerca del Mann, ha analizzato 152 casi documentati dalla stampa e trovato che su 59 persone che alla fine si sono lanciate, il 45,8% era stato bersaglio di scherni da parte della folla, mentre il 54,2% no; su 93 persone che invece non si sono lanciate, il 54,8% era stato scherzato e il 45,2% no.
Tale dato è interessante perché mostra che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, statisticamente l’incitamento («baiting») non risulta chiaramente collegato a un aumento delle probabilità che la persona si lanci davvero.
Gli studiosi hanno spiegato il fenomeno soprattutto con la teoria della deindividuazione: un senso di anonimato che cresce con la grandezza del gruppo, riducendo l’autoconsapevolezza individuale — più il gruppo è numeroso, più aumentano le probabilità che qualcuno nella folla inciti la vittima, creando un «modello» che altri poi seguono. Il secondo studio ha aggiunto un’altra spiegazione: il comportamento di incitamento era significativamente più probabile quando marciapiedi e passaggi pedonali venivano transennati e strade o ponti chiusi al traffico — cioè quando la folla stessa si sentiva bloccata e frustrata dalla situazione.
Al contrario, in quasi tutti i casi (92%) la persona in crisi ha comunque portato a termine il gesto minacciato, ma comportamenti di aiuto spontaneo (tentativi di dissuasione) sono comunque comparsi nell’88% dei casi.
Si tratta quindi di un fenomeno raro ma documentato, e non di una leggenda metropolitana.
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Immagine screenshot da Twitter
Bizzarria
Nigel Farage vince contro il Conte «faccia-da-cestino»
I came first in the Clacton by-election! Of the candidates who bothered to turn up for the results. Here is my victory speech! pic.twitter.com/PBaLO10P2j
— Count Binface (@CountBinface) August 14, 2026
“Even if I got 12%, 1 in 8 people in Clacton would rather vote for a space warrior shaped like a bin than Nigel Farage. That would be interesting, wouldn’t it”
Count Binface speaks to Sky’s @JonCraig as counting continues in Clacton https://t.co/MVXBDydaRc 📺 Sky 501 pic.twitter.com/Dix8yGQjg1 — Sky News (@SkyNews) August 14, 2026
Americans meet Count Binface.
There may be some cultural translation issues. 🤣🇬🇧🇺🇸🗑️ pic.twitter.com/yLl6SPmvNc — Liz Webster (@LizWebsterSBF) August 11, 2026
An American interviewer asked me about my political beliefs. #VoteBinface pic.twitter.com/i31YytTh7B
— Count Binface (@CountBinface) August 11, 2026
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Bizzarria
Elon Musk chiede quanto costa la Gran Bretagna
L’11 agosto 2026 Elon Musk ha pubblicato su X una risposta di appena quattro parole che ha immediatamente scatenato reazioni, meme e speculazioni: «How much is it?» («Quanto costa?»). L’oggetto della domanda non era un oggetto, ma l’intero Regno della Gran Bretagna.
Il messaggio era rivolto a un post satirico del Babylon Bee, il sito americano di fake news umoristiche (sempre meno umoristiche, vista la sudditanza alla causa israeliana), che annunciava: «Elon Musk compra il Regno Unito per instaurarvi la libertà di parola».
How much is it?
— Elon Musk (@elonmusk) August 11, 2026
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Il Babylon Bee aveva ripreso un articolo del 2024 e lo aveva rilanciato. Musk ha giocato lungo, usando esattamente la stessa formula che nel 2017 aveva impiegato quando qualcuno gli suggeriva di acquistare Twitter. All’epoca sembrava solo una battuta. Cinque anni dopo, nel 2022, il miliardario completò l’acquisto della piattaforma per circa 44 miliardi di dollari e la trasformò in X, motivando l’operazione proprio con la difesa della libertà di parola.
Il parallelismo non è sfuggito a nessuno. In poche ore il tweet ha raccolto decine di migliaia di like e migliaia di citazioni. E quantità di meme esilaranti, spesso potenziati dai video AI.
Elon Musk after he buys the UK 👀😭 pic.twitter.com/pPeVOB7hDw
— Gizmo Memes (@GizmoMemes) August 11, 2026
We all remember the last time Elon Musk asked “How Much?” 🤣🤣 pic.twitter.com/HjmNJkRfUu
— DFF (@DumbFxckFinder) August 12, 2026
When Elon Musk buys the UK 🇬🇧pic.twitter.com/Y0YtxwUwGZ
— Basil the Great (@BasilTheGreat) August 13, 2026
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C’è chi ha iniziato a calcolare seriamente quanto «costerebbe» il Regno Unito. Secondo i dati più recenti dell’Office for National Statistics (ONS 2025), il patrimonio netto nazionale britannico ammonta a circa 13,3 trilioni di sterline (circa 15,57 trilioni di euro al cambio attuale). Solo il patrimonio immobiliare vale intorno ai 9,2 trilioni di sterline. Il debito pubblico si aggira sui 3 trilioni.
Numeri che, anche al picco del patrimonio di Musk (arrivato al trilione di dollari poche settimane fa, per poi però decrescere giorni dopo l’entrata in borsa di SpaceX), restano fuori scala: servirebbero almeno una dozzina di «Elon» per avvicinarsi.
Alcuni sostenitori britannici hanno comunque applaudito, vedendo nel gesto un affondo contro le politiche restrittive sulla libertà di espressione nel Regno Unito. Altri lo hanno liquidato come l’ennesima provocazione mediatica.
Come riportato da Renovatio 21, Musk è entrato in polemiche acerrime con i recenti governi britannici.
Anni fa in un post Musk aveva lanciato l’hashtag #TwoTierKeir, a indicare la politica a doppio livello implementata apertamente dall’allora premier Keir Starmer. Pochi giorni dopo, il commissario della Metropolitan Police di Londra ha minacciato di incriminare gli stranieri per «istigazione all’odio» online, indicando Elon Musk, come qualcuno che potrebbe essere perseguito.
Dinanzi alle ondate di proteste degli autoctoni contro il programma di immigrazione massiva e i suoi effetti devastanti sulla società britannica e alla brutale repressione del governo britannico, Musk ha ripetuto varie volte che «la guerra civile in Gran Bretagna è inevitabile».
Recentemente Elon ha dichiarato di appoggiare l’idea di una Norimberga per le grooming gang, le bande di stupratori pedofili pakistani. Il magnate si è altresì offerto di pagare la causa contro la polizia britannica nel caso del ragazzo inglese ucciso dall’immigrato sikh che lo accusava falsamente di avere proferito parole razziste.
In passato l’ultramiliardario tecnologico aveva domandato che Nigel Farage fosse sostituito al vertice del Reform Party, partito di opposizione che a suo dire non cavalca sufficientemente il tema della remigrazione, vista dall’ultramiliardario come «unica via» di salvezza per la crisi britannica a fronte di un’Europa che «sta morendo».
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa la presidente del Partito Laburista, Anna Turley, ha attaccato Musk sostenendo che il miliardario stesse contribuendo ad alimentare le tensioni durante i disordini scoppiati a Belfast a seguito del brutale accoltellamento di un uomo da parte di un immigrato sudanese.
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Bizzarria
Il vecchio del meme candidato dal popolo a prossimo presidente ungherese
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