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«Se dovrò morire per questo, morirò sul campo». Il discorso di Robert Kennedy all’Arco della Pace
Renovatio 21 pubblica la trascrizione del discorso di Robert F. Kennedy jr. tenuto all’Arco della Pace a Milano sabato 13 novembre 2021.
Nessun governo nella storia dell’umanità ha mai lasciato il potere volontariamente.
Il potere che ci hanno rubato negli ultimi mesi non ce lo ridaranno indietro.
Hanno preso la nostra libertà d’espressione, hanno chiuso le chiese, hanno annullato procedimenti giudiziari nei confronti delle multinazionali, non importa negligenti, sconsiderate, non importa quanto grave sia il tuo danno: non puoi denunciare quelle aziende.
Ci hanno levato il diritto di proprietà negli Stati Uniti, chiudendo milioni di attività per un anno, senza compensazione e senza giusto processo.
Il green pass, è il loro colpo di Stato. Il green pass è il modo in cui consolidano il loro potere sulle vostre vite
Ci hanno tolto il diritto di essere liberi e il diritto di non essere perquisiti o sorvegliati dal governo. Negli Stati Uniti tutti questi diritti sono elencati nella nostra Carta dei diritti.
E uno dei più importanti di quei diritti, oltre a quello della libera espressione, che è oramai andato, è il diritto di partecipare nel processo legislativo.
Quando un governo voleva fare una legge, deve pubblicare la legge, deve proporre la legge deve spiegare le basi scientifiche di quella legge, deve fare un’analisi costi-benefici di quella legge e spiegarla al pubblico, così da avere commenti, e avere udienza in cui la gente può opporsi alla legge. Gente come me, che porta i nostri scienziati e esperti, e studi scientifici – ed è tutto trasparente. Tutte queste tutele sono state obliterate. Oggi la legge è quello che dice un uomo, il massimo dottore in America, Anthony Fauci.
Il green pass non è una misura sanitaria, è uno strumento per il controllo totalitario dei vostri spostamenti, del vostro conto bancario, i vostri movimenti, ogni aspetto della vostra vita
Nel marzo 2020 Tony Fauci disse al mondo che le mascherine non erano efficaci, che erano scientificamente inutili. Due mesi dopo, ha ordinato ad ogni americano di infilarsi una mascherina. Non ci ha dato nessuno studio scientifico che gli ha fatto cambiare idea. Ci ha semplicemente detto: questa è la nuova legge, fate quello che vi è ordinato.
Tutti questi diritti per cui i fondatori della nostra Patria sono morti, sacrificando i loro averi e i loro mezzi di sostentamento, ci hanno dato la Carta dei diritti, e tutti questi diritti, in 20 mesi, sono stati annientati. Tolti al popolo americano, e non solo agli americani, questo è un colpo di Stato globale, contro la democrazia liberale in tutto il pianeta.
E tutti questi diritti, che ci sono stati tolti dal governo… ci hanno detto che era temporaneo, solo due settimane e sarebbe stato tutto finito. In realtà potete vedere tutti cosa sta succedendo: hanno preso quei diritti e non li ridaranno mai indietro a meno che non siamo noi a farglielo fare.
E il green pass, è il loro colpo di Stato. Il green pass è il modo in cui consolidano il loro potere sulle vostre vite.
Vorrei chiedere, a tutte le persone della stampa che sono qui oggi: se il green pass riguarda la salute pubblica, perché non è emesso dal ministero della Salute? Viene emesso dal ministero delle Finanze. Pensano che siamo stupidi?
Il green pass non è una misura sanitaria, è uno strumento per il controllo totalitario dei vostri spostamenti, del vostro conto bancario, i vostri movimenti, ogni aspetto della vostra vita.
Questa non è una nuova idea. È la stessa idea che hanno usato in Germania nel 1937. Hanno emesso un lasciapassare per le persone che volevano controllare. E quando il governo sudafricano dell’Apartheid voleva controllare la popolazione nera del Sud Africa, qual è la cosa più importante che hanno fatto? Hanno emesso un green pass.
Vorrei chiedere, a tutte le persone della stampa che sono qui oggi: se il green pass riguarda la salute pubblica, perché non è emesso dal ministero della Salute? Viene emesso dal ministero delle Finanze. Pensano che siamo stupidi?
Questo è un modo di controllare il vostro danaro. Una volta che avete il vostro green pass, e loro hanno la moneta digitale, se qualcuno vi dice di non uscire da Milano, e voi andate in gita a Bologna, il vostro danaro non funzionerà a Bologna
Questo è un modo di controllare il vostro danaro. Una volta che avete il vostro green pass, e loro hanno la moneta digitale, se qualcuno vi dice di non uscire da Milano, e voi andate in gita a Bologna, il vostro danaro non funzionerà a Bologna. Se il governo vi dice «non comprate la pizza», loro possono fare in modo che il vostro green pass vi impedisca di pagare una pizza in pizzeria. Possono controllare ogni aspetto della vostra vita.
Vi dicono: abbiamo fatto un green pass, per essere sicuri che ognuno sia vaccinato. Ma ammettono: i vaccini non impediscono la trasmissione. Il vaccino non ti impedisce di prendere la malattia. Il vaccino non può fermare la pandemia. Allora, perché hanno bisogno che noi ci vacciniamo, se il vaccino non ferma la trasmissione?
Vi parlerò di vaccini solo per due minuti. La gente dice che sono contro i vaccini. Io non sono contro i vaccini. Io sono solo contro i cattivi vaccini. Non vi dirò cosa pensa Robert Kennedy. Vi dirò cosa la Pfizer ha detto alla FDA degli Stati Uniti. Pfizer è l’unica azienda che ha un vaccinato approvato negli USA. Pfizer doveva avere uno studio di tre anni, ma fu accorciato a sei mesi e poi hanno dato il vaccino al gruppo di controllo.
Se fai il vaccino, hai il 500% di rischio di un attacco cardiaco mortale in 6 mesi
Perché hanno finito lo studio in soli sei mesi? Perché hanno appreso che gli anticorpi spariscono in sei mesi, e il vaccino non fornisce più protezione. Così hanno ridotto lo studio a sei mesi invece che tre anni. Hanno preso tutti i dati che avevano per quei sei mesi e li hanno dati alla FDA. La tabella più importante è quella che indica tutte le cause di morte: quante persone sono morte nel gruppo vaccinato, quante persone sono morte nel gruppo placebo, durante quei sei mesi… Questa tabella è chiamata S4. Potete andare a verificare.
Questo è quello che dicono i numeri. C’erano 22 mila persone nel gruppo vaccinato: in sei mesi, uno è morto di COVID. Nel gruppo placebo c’erano 22 mila persone: due sono morte di COVID, in sei mesi. Questo ha permesso ha Pfizer di dire al pubblico americano che il vaccino è efficace al 100% – perché 2 è il 100% di uno.
La maggior parte degli americani, e degli italiani, quando sentono che il vaccino è efficace al 100%, pensano: «se faccio il vaccino, ho il 100% di possibilità di non morire di COVID». Non è quello che significa. Quello che vuol dir è che devono inoculare 22 mila vaccini per proteggere una persona dalla morte per COVID. Questo significa che devono essere sicuri che il vaccino stesso non uccida nemmeno una persona – perché se uccide una persona, si cancella l’intero beneficio.
Questa è la cosa più importante: nel gruppo vaccinato 20 persone, nei 6 mesi, sono morte di diverse cause. 20 persone su 22 mila. Nel gruppo di controllo, solo 14 persone sono morte, sempre su 22 mila. Questo significa che se ti fai il vaccino hai il 48% di possibilità in più di morire nei prossimi 6 mesi rispetto alle possibilità che hai se non lo fai.
L’unica ragione per cui la gente non capisce quello che ho detto, e ancora sostiene i vaccini, è la manipolazione della paura
Questi sono numeri Pfizer, non miei.
Ecco come sono morte le persone. Nel gruppo di controllo nei 6 mesi una persona è morta di infarto. Nel gruppo vaccinato in 6 mesi 5 persone sono morte di attacco cardiaco.
Ciò significa, che se fai il vaccino, hai il 500% di rischio di un attacco cardiaco mortale in 6 mesi.
Ciò significa anche che per ogni persona che è al sicuro dalla morte di COVID tramite il vaccino, 4 muoiono di infarto. Questa non è una buona politica di salute pubblica. La sanità pubblica riguarda il salvare le vite. Questo invece riguarda il controllo. Il controllo della nostra società e il controllo dei nostri bambini.
L’Evento 201 fu una simulazione di una pandemia di coronavirus che ha avuto luogo a New York nell’ottobre 2019. Ora noi sappiamo che il COVID stava circolando a Wuhan il 12 settembre 2019. Quindi, un mese dopo, c’è una pandemia simulata di coronavirus a New York
L’unica ragione per cui la gente non capisce quello che ho detto, e ancora sostiene i vaccini, è la manipolazione della paura.
Questa è semplice matematica. Se ci guardi dentro, ti impaurisce più il vaccino che il COVID. Ma il governo e le aziende farmaceutiche hanno un metodo per spegnere il cervello delle persone, in modo tale che non sono più capaci della semplice matematica.
E questo strumento è la paura. La paura paralizza il nostro pensiero critico. Fa in modo che crediamo che fare quello che ci ordinano si l’unico modo di salvare le nostre vite. È chiamata «Sindrome di Stoccolma». I carcerieri chiudono un’intera nazione per un anno, la gente diventa grata ai suoi aguzzini, e crede che l’unica maniera di vivere la vita sia nell’assoluta obbedienza.
Farò un’ultima considerazione. Quante persone qui hanno sentito parlare dell’Evento 201? Se non ne avete sentito parlare, dovreste andare a cercarlo su YouTube.
L’Evento 201 fu una simulazione di una pandemia di coronavirus che ha avuto luogo a New York nell’ottobre 2019. Ora noi sappiamo che il COVID stava circolando a Wuhan il 12 settembre 2019. Quindi, un mese dopo, c’è una pandemia simulata di coronavirus a New York. I partecipanti erano le aziende dei social media, i media, Johnson & Johnson, la grande azienda dei vaccini, ed era ospitata da tre persone: Bill Gates; George Gao, che era direttore del centro per il controllo delle malattie cinese; Avril Haines, vicedirettore della CIA. Avril Haines è in questo momento la spia numero uno degli USA, è il capo dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale di Joe Biden: è passata dall’Evento 201 all’essere la spia di più alto livello del nostro Paese.
Ora è il nostro dovere, il dovere di ciascuno in questa folla, uscire, combattere, resistere, resistere, resistere, resistere
Alzate la mano se sapete che la CIA è un’agenzia di salute pubblica. Io ne sono stato sorpreso. Perché la CIA non si occupa di salute pubblica. La CIA si occupa di colpi di Stato. Tra il 1947 e il 2000 la CIA è stata coinvolta il 73 colpi di Stato, la maggior parte dei quali contro democrazie – un terzo dei Paesi del mondo.
Se voi guardate all’Evento 201, non c’era discussione riguardo la salute pubblica. Nessuno parlava di come dare la vitamina D alla gente, o come facciamo in modo che la gente perda peso, come ci assicuriamo che mangino buon cibo, come riconvertiamo la medicina per curare le persone, come mettiamo in quarantena in malati, come preserviamo i diritti costituzionali… non una parola è stata detta riguardo alla salute pubblica.
Invece, quello di cui discutevano, era come usare la pandemia come pretesto per imporre un controllo totalitario e decostruire la democrazia.
Hanno speso un quarto di giornata parlando di come essere sicuri che a nessuno sia permesso di diffondere la voce che il coronavirus pandemico sia prodotto in laboratorio. Questo in ottobre 2019…
Hanno parlato di come rinchiudere la popolazione. Come obbligare a fare vaccini sperimentali. Come essere sicuri che i neri non comincino a resistere, perché nel nostro Paese i neri sono molto sospettosi nei confronti dell’establishment medico… Erano molto preoccupati di una loro resistenza.
Quando ho fatto ricerche per il mio libro, ho scoperto che l’Evento 201 non si è avuto una volta sola. Abbiamo trovato 20 diverse simulazioni pandemiche a partire dal dal 2000. Una cosa che avevano in comune: Bill Gates era coinvolto. Tony Fauci era coinvolto. E in ognuna, la CIA era coinvolta. La CIA ha scritto la sceneggiatura. Ufficiali di alto livello della CIA hanno partecipato a ognuna delle simulazioni di pandemia.
Riappropriarci del nostro governo, riappropriarci delle nostre vite, riappropriarci della nostra libertà, per i nostri figli, per il nostro Paese, e per tutte le generazioni future
Coinvolgevano centinaia di migliaia di persone. Erano condotte in maniera segreta. Usavano operatori di prima linea, addestravano poliziotti, sistemi ospedalieri, aziende di pubblica utilità, in Europa, in Italia, in Germania, in Canada, in Australia, tutti allo stesso tempo, per dare una risposta alla pandemia che non era una risposta di salute pubblica. Era l’utilizzo della pandemia per qualcos’altro.
Così, si sono esercitati ancora, ancora e ancora: come usare la pandemia come pretesto per imporre un controllo totalitario e per distruggere la democrazia liberale in tutto il pianeta.
Uno degli esperimenti che hanno trovato, è stato l’esperimento Milgram, un esperimento della CIA del 1961. Ciò che scoprì la CIA è che se un ufficiale medico potente ordina alle persone di fare qualcosa di sbagliato, qualcosa che viola la loro coscienza, che viola i loro valori primari, il 67% delle persone obbediranno all’autorità invece che ai propri valori. Il 67% delle persone era ipnotizzato dalla paura e portato a obbedire ad una figura di autorità.
Tuttavia, il 33% delle persone non obbediscono. E voi siete il 33%.
Il nostro lavoro è partire da oggi e raggiungere i nostri fratelli e sorelle, le persone che sono ancora ipnotizzate, e dire loro che noi lotteremo per la loro libertà, fino a che non saranno capaci di lottare per loro stessi.
Quando andiamo via oggi dobbiamo raggiungere i fratelli e le sorelle del 67% ancora ipnotizzati, e dobbiamo dire loro: dovete amare la vostra libertà più di quanto abbiate paura di un germe.
Vi posso dire questo: io starò al vostro fianco, e se dovrò morire per questo, morirò sul campo
Quest’anno abbiamo visto la distruzione della Costituzione americana. Quella Costituzione è stata scritta da un gruppo di persone che comprendevano il fatto che ci sono cose peggiori che morire. E che hanno messo le loro vite in prima linea, le loro proprietà, le loro carriere, il loro sostentamento, per lottare per la libertà e per quei diritti che abbiamo perso negli ultimi 20 mesi.
Ora è il nostro dovere, il dovere di ciascuno in questa folla, uscire, combattere, resistere, resistere, resistere, resistere.
Riappropriarci del nostro governo, riappropriarci delle nostre vite, riappropriarci della nostra libertà, per i nostri figli, per il nostro Paese, e per tutte le generazioni future.
Vi posso dire questo: io starò al vostro fianco, e se dovrò morire per questo, morirò sul campo.
Robert F. Kennedy jr.
Immagine screenshot da YouTube
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Il Pentagono innalza il livello di allerta per lo spionaggio israeliano
La Defense Intelligence Agency (DIA) del Pentagono ha innalzato al massimo livello l’allerta per lo spionaggio israeliano, in un contesto di crescenti tensioni tra Iran e Libano. Lo riportano NBC News e New York Times.
Secondo la NBC, la valutazione, diffusa internamente nelle scorse settimane, comprende un documento di sette pagine e un grafico che classifica le capacità di Israele in materia di raccolta di informazioni, sia umane che tecniche, come «critiche».
Secondo il New York Times, tra i funzionari presi di mira figuravano Steve Witkoff, il principale negoziatore del presidente Donald Trump nei colloqui con l’Iran, Elbridge Colby, il più alto funzionario del Pentagono responsabile delle politiche internazionali recentemente al centro di polemiche per supposti dissidi col Vaticano, e uno dei suoi principali vice, Michael DiMino.
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Secondo quanto riportato da NBC e dal NYT, che citano alcune fonti, i funzionari del controspionaggio statunitense sono sempre più preoccupati per le attività di spionaggio israeliane dirette contro gli Stati Uniti, compresi i tentativi di ottenere informazioni sulle deliberazioni dell’amministrazione Trump riguardo a Iran e Libano. La valutazione cita anche diversi episodi specifici, sebbene le fonti si siano rifiutate di identificarli.
Secondo quanto si apprende, personale della difesa statunitense operante in Israele ha scoperto che sui propri smartphone personali erano stati installati clandestinamente software spia capaci di intercettare ogni forma di comunicazione. Il rapporto della DIA cita anche tentativi passati avvenuti tra il 2021 e il 2025, tra cui il posizionamento di microspie presso i quartier generali della DIA e il tentativo dello Shin Bet di installare un dispositivo d’ascolto su un veicolo del Secret Service americano.
L’aggressività con cui i servizi segreti israeliani hanno sorvegliato alti funzionari statunitensi dall’inizio del secondo mandato di Trump è stata «senza precedenti», ha dichiarato un alto funzionario, secondo quanto riportato dal quotidiano neoeboraceno.
Sebbene lo spionaggio tra alleati sia comune, il rapporto afferma che le recenti attività di Israele sono andate oltre quanto ci si aspetterebbe normalmente, portando a un innalzamento del livello di minaccia.
Il Pentagono si è rifiutato di commentare. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato alla NBC che «l’intera storia è falsa», mentre un portavoce dell’ambasciata israeliana a Washington ha liquidato il rapporto come «politicamente motivato» e ha insistito sul fatto che le attività di intelligence israeliane «sono dirette contro i suoi nemici, non contro i suoi alleati».
Ciò avviene in un contesto di crescenti tensioni tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a proposito dell’Iran e delle operazioni militari israeliane in Libano.
Nonostante il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran raggiunto all’inizio di aprile e prorogato l’8 maggio, i negoziati su un accordo più ampio rimangono in una fase di stallo a causa del programma nucleare iraniano, con Israele che mette pubblicamente in discussione l’iniziativa diplomatica di Trump e Netanyahu che auspica una nuova azione militare.
Allo stesso tempo, Israele ha intensificato le operazioni in Libano, dove a marzo ha lanciato un’operazione militare contro il movimento Hezbollah, allineato con l’Iran. All’inizio di questa settimana, Trump ha confermato le indiscrezioni secondo cui avrebbe definito Netanyahu «fottutamente pazzo» durante un’accesa conversazione telefonica sulle azioni di Israele in Libano.
«Sì, l’ho fatto», ha detto Trump quando gli è stato chiesto dello scambio di battute durante il podcast «Pod Force One» del New York Post. «Ero un po’ infastidito dai suoi continui litigi con il Libano».
Precedenti indiscrezioni suggeriscono che Trump abbia accusato Netanyahu di compromettere i negoziati tra Stati Uniti e Iran continuando l’operazione in Libano.
Lunedì Trump ha dichiarato che sia il leader israeliano che Hezbollah avevano concordato una tregua, e mercoledì il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che Israele e Libano avevano concordato di attuare un cessate il fuoco subordinato alla «cessazione completa» degli attacchi di Hezbollah e al ritiro dei combattenti dal settore del Litani meridionale.
Nonostante gli annunci, le ostilità sono continuate questa settimana, con attacchi israeliani nel Libano meridionale e orientale che giovedì hanno causato morti e feriti tra i civili, secondo le autorità sanitarie libanesi. L’Iran aveva precedentemente affermato che non avrebbe accettato un accordo definitivo con gli Stati Uniti a meno che l’accordo non includesse anche la questione del Libano, e aveva avvertito che avrebbe abbandonato i negoziati se gli attacchi israeliani fossero continuati.
La notizia, controintuitivamente, arriva proprio mentre il Congresso si prepara a lanciare una legge che fonda per quanto possibile dati di esercito e Intelligence americani con la controparte israeliana.
È arcinota la storia, invero catastrofica, dello spionaggio israeliano ai danni degli USA.
Nel 1985 si ebbe il caso Il caso Jonathan Pollard, l’analista dell’Intelligence della Marina statunitense, Jonathan Pollard arrestato per aver venduto a Israele migliaia di documenti top-secret. Pollard scontato 30 anni di prigione negli Stati Uniti prima di essere rilasciato e trasferirsi in Israele, dove è stato ricevuto come un eroe e da dove ancora oggi lancia farneticanti minacce contro gli USA. Secondo alcuni, i segreti rubati da Pollard furono venduti da Israele all’URSS per ottenere in cambio il permesso degli ebrei russi di fare alyah, cioè di immigrare nello Stato Giudaico.
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Vi è stato poi lo scandalo AIPAC (2004-2005): Lawrence Franklin, un funzionario civile del Dipartimento della Difesa USA per l’area dell’Iran, fu indagato dall’FBI per aver trasmesso informazioni riservate a membri dell’AIPAC (il principale gruppo di lobby filoisraeliano negli USA), i quali le avevano poi girate a diplomatici israeliani.
Nel 2019 si parlò dispositivi israeliani vicino alla Casa Bianca: sotto la prima presidenza Trump, le agenzie federali rilevarono la presenza di piccoli device di intercettazione cellulare (noti come StingRays) piazzati vicino alla Casa Bianca e in altri punti sensibili di Washington, la cui responsabilità venne attribuita ai servizi israeliani.
C’è un detto nel mondo dell’Intelligence USA: «There are friendly countries, there are no friendly Intelligence services»: ci sono Paesi amici, ma non ci sono servizi segreti amici. Ciò è particolarmente vero per Israele, la cui amicizia di superficie con gli USA è in evidente difficoltà, al punto che già si parla di un pivot dello Stato Ebraico verso l’India come grande Paese nucleare protettore.
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Immagine di Tyler Merbler via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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L’UE sta spingendo l’Armenia ad espellere la Chiesa ortodossa russa: parlano i servizi esteri russi SVR
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La «Power Elite», i fratelli Dulles, Mills e la guerra senza fine
Il sociologo C. Wright Mills (1916-1962) diede alle stampe nel 1956 il suo lavoro più importante dal titolo The Power Elite. Nel testo descriveva che chi comanda negli Stati Uniti sono quelle persone che gestiscono lo «strategic command post» cioè i posti di comando strategici delle grosse società, dell’apparato dello Stato e dell’industria militare.
Questi gruppi di persone dominanti erano emersi dal loro profondo interesse reciproco nella condizione di economia di guerra permanente e si scambiavano i ruoli di comando oltre a condividere gli stessi club e le stesse scuole per i figli. Mills aveva soprannominato questa sincronia sociale e professionale «La fratellanza dei vincenti».
Mills descrive in dettaglio ciò che stava accadendo nel complesso all’interno della società americana. Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, i leader delle grandi corporation americane, secondo l’autore strettamente legati con il governo federale americano, ricostituirono in quel momento storico quello che i latini avevano chiamato Primus inter pares. Scrive Mills: «La tendenza di lungo periodo del mondo del business e del governo nel diventare sempre più inestricabilmente coinvolti aveva raggiunto un nuovo livello di manifestazione esplicita. I due non potevano più essere visti come due mondi separati.»
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Il compito cruciale per unificare le élite del potere ricadde su dei segmenti selezionati della gerarchia delle corporation americane: gli avvocati di Wall Street e i professionisti finanziari delle grandi banche. In breve questi prescelti divennero particolari esseri mutanti in grado di adattarsi serenamente tra ambienti diversi come le suite di Manhattan e le stanze dei bottoni di Washington. All’epoca ancora sconosciuti al grande pubblico, questi capaci esecutori del potere, spesso nell’ombra e raramente compresi, diedero vita a quella che Mills chiamò l’élite invisibile, con delle conseguenze enormi nelle vite degli uomini ordinari. Quando l’autore scrisse questo testo si riferiva senza dubbio ai fratelli John Foster (1888-1959) e Allen Dulles (1893-1969).
Racconta David Talbot nella sua opera The Devil’s Chessboard che Mills inizialmente non venne accolto per le sue idee né dalla destra americana ma neanche dalla sinistra. Anzi si ritrovò in aperta polemica con Arthur Schlesinger jr. (1917-2007), storico, personalità pubblica, intellettuale di punta dei liberali nel dopoguerra americano, consulente per entrambi i Kennedy. Mentre Mills lo indicava come la punta di diamante degli intellettuali compromessi con il governo, Schlesinger a sua volta ridimensionava il suo lavoro come una semplice attività polemica con lo scopo di aizzare le masse.
Mills morì giovane e non fece in tempo a vedere il suo lavoro diventare successivamente parte fondamentale della nuova ondata liberale in arrivo. Lui si definiva un politico senza partito ma senza rendersi conto che stava partecipando alla creazione di una nuova generazione di radicali e rivoluzionari che avrebbero definito gli anni a venire. Fidel Castro e Che Guevara avevano una copia di The Power Elite con loro mentre portavano avanti la loro guerrilla a oltranza nella Sierra Maestra cubana. Tom Hayden, fece man bassa delle idee di Mills mentre scriveva, con il collettivo Students for Democratic Society, il testo che divenne il documento fondante della nuova sinistra americana, il Port Huron Statement. Nell’ondata che travolse l’America e il mondo intero degli anni sessanta fino al culmine del Sessantotto, la CIA identificò Mills come una delle principali minacce intellettuali all’ordine stabilito.
Nelle pagine più appassionate dell’opera del sociologo americano, si poteva cogliere tutta la sua paura per la crescente minaccia nucleare emblematica del periodo post WWII e soprattutto della gestione del 34° presidente degli Stati Uniti Dwight David «Ike» Eisenhower (1890-1969). La situazione per cui si erano venute a creare le condizioni di capacità di utilizzo di strumenti dall’altissimo tasso di violenza e parallelamente la totale mancanza di controllo da parte di un governo democratico, divenne la parte fondante del grido di accusa dell’autore. Uno dei passaggi finali dell’opera descrive perfettamente la posizione del ricercatore:
«Gli uomini delle cerchie più elevate non sono uomini di rappresentanza; la loro posizione non è la risultanza di una elevata virtù morale; il loro favoloso successo non è connesso ad una abilità meritocratica (…) Questi uomini non sono formati da partiti politici che dibattono apertamente e chiaramente su problemi che la nazione al giorno d’oggi confronta in maniera così povera d’intelligenza. (…) Questi comandanti di un potere ineguagliato nella storia umana sono riusciti a compiere la realizzazione di un irresponsabilità organizzata».
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Scrive Talbot che Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) fosse assolutamente a conoscenza del forte legame creato tra finanza e governo ma che con la devastazione della crisi del 1929 e il successivo New Deal si fosse riusciti ad aumentare i controlli. La burocrazia del New Deal di cui John Foster Dulles ebbe a lamentarsi pubblicamente, creò nuovi centri di controllo che sfidavano i centri di potere plutocratici. La militarizzazione del governo venutasi a creare con la seconda guerra mondiale però diede nuovamente gli strumenti per dissolvere gli impedimenti e riaprono la porta al ritorno al potere delle elites finanziarie e industriali americane.
Durante il governo Eisenhower i fratelli Dulles ottennero finalmente totale libertà di azione sotto l’egida della difesa del mondo dal comunismo, impartendo ordini e lezioni grazie al brutale potere nucleare che rappresentavano. Anche nel momento di massima esposizione quando John Foster si ritrovava essere segretario di Stato e Allen direttore della CIA mantennero sempre salda la bussola della rappresentazione dei loro interessi economici e dei loro clienti alla Sullivan & Cromwell, ancora oggi tra i primi cinque studi legali Profit Per Equity Partner (PPEP) al mondo.
L’inizio dell’epoca della Guerra Fredda rappresentò un periodo di eccezionale libertà operativa dovuta anche alla forma unica della situazione politica che si stava vivendo in quegli anni. Per la prima volta nella storia americana, gli uomini al comando parlavano di un emergenza senza una fine. Scriveva Mills: «questi uomini sono dei realisti estremi: nel nome del realismo sono riusciti a costruire la realtà che più gli andava a genio».
Marco Dolcetta Capuzzo
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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