Sorveglianza
L’inviato di Trump contro l’antisemitismo avverte i funzionari dell’UE del rischio di divieti ai Mondiali
Gli Stati Uniti potrebbero imporre restrizioni di viaggio ai funzionari europei che parteciperanno ai Mondiali di calcio FIFA quest’estate, a causa delle preoccupazioni per la crescente ondata di antisemitismo. Lo riporta Euractiv.
L’idea è stata proposta da Yehuda Kaploun, un rabbino ultraortodosso che ricopre il ruolo di inviato speciale per la lotta all’antisemitismo sotto la presidenza di Donald Trump, ha riferito la testata venerdì.
Il Kaploun è intervenuto questa settimana a un evento organizzato dall’Associazione ebraica europea a Bruxelles, affermando che il suo ufficio «sta chiedendo conto ai Paesi delle dichiarazioni dei ministri, ai quali viene impedito l’ingresso nel Paese».
Un funzionario dell’UE citato da Euractiv ha affermato che il rabbino avrebbe collegato privatamente le accuse di antisemitismo all’accesso ai Mondiali del 2026. Interpellato per chiarimenti, il funzionario statunitense ha dichiarato che l’amministrazione «può adottare qualsiasi misura che il segretario di Stato e il Ppesidente ritengano necessaria», rifiutandosi tuttavia di entrare nei dettagli.
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Le accuse di antisemitismo sono state spesso utilizzate dai funzionari israeliani per screditare gli oppositori delle loro politiche. Tuttavia, un recente rapporto del ministero degli Affari della Diaspora israeliano suggerisce che il problema sia particolarmente grave negli Stati Uniti piuttosto che in qualsiasi nazione europea.
Il ministero ha stilato una lista dei dieci principali «influencer antisemiti» del 2025, tra cui sei americani, dal nazionalista bianco Nick Fuentes al conduttore televisivo Tucker Carlson, già grande alleato di Trump che il presidente ha ripudiato per aver criticato la sua decisione di attaccare l’Iran e ora sostiene che i presidenti USA siano ricattati da Israele e che l’«israelismo» sia la nuova religione civile americana. Anche l’attivista ambientale svedese Greta Thunberg, che secondo i suoi compagni sarebbe stata persino «torturata» in una prigione israeliana, compare nella lista.
Le relazioni tra Israele e diversi governi europei si sono deteriorate negli ultimi mesi, soprattutto a causa della campagna di bombardamenti in Iran. Alcuni paesi hanno adottato misure concrete per indebolire l’operazione, anziché limitarsi a respingere l’invito di Trump ad aderirvi.
La Spagna ha condannato gli attacchi definendoli illegali e si è rifiutata di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi aeree. La Francia ha bloccato il transito nel suo spazio aereo di voli che trasportavano munizioni per Israele. Il Belgio avrebbe intercettato due spedizioni militari provenienti dalla Gran Bretagna, in transito all’aeroporto di Liegi e dirette a Tel Aviv.
Nei Paesi Bassi, i parlamentari hanno votato giovedì per sospendere e abrogare parzialmente un accordo di associazione tra UE e Israele. La proposta di sanzionare lo Stato Ebraico in questo modo ha incontrato l’opposizione del primo ministro ungherese Viktor Orban, ma ha guadagnato terreno dopo la sua recente sconfitta elettorale.
L’impatto economico dei Mondiali di calcio del 2026, che si terranno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, rimane incerto. Proprio questa settimana, il Financial Times ha riportato che gli hotel statunitensi hanno iniziato ad abbassare i prezzi estivi per timore di una domanda debole. I proprietari temono che l’inflazione, il sentimento anti-americano e gli alti costi dei biglietti possano scoraggiare i visitatori internazionali.
La FIFA è stata in parte responsabile per aver cancellato migliaia di prenotazioni alberghiere destinate alle squadre e allo staff tecnico. Sebbene il sovraffollamento sia comune per i grandi eventi, in questo caso la portata del problema ha superato le aspettative, si legge nel rapporto.
I tifosi hanno anche espresso frustrazione riguardo alle pratiche di biglietteria, come riportato dal Los Angeles Times. Il quotidiano ha descritto una reazione negativa contro la nuova categoria premium, introdotta al di sopra della Categoria 1, che ha tratto in inganno alcuni acquirenti, i quali si ritroveranno con posti a sedere meno favorevoli del previsto.
Il torneo è stato direttamente influenzato anche dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Teheran non ha alcuna intenzione di inviare una squadra a competere in territorio nemico. Il presidente della federazione calcistica, Mehdi Taj, ha suggerito di spostare le partite che coinvolgono l’Iran in Messico, sebbene il presidente della FIFA, Gianni Infantino, abbia fatto intendere che il calendario rimarrà invariato.
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Washington proibisce i robot aspirapolvere stranieri: potrebbe spiare gli americani
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Ecco il lockdown per l’afa
Titolo de La Repubblica: «Chiusi in casa per l’afa: per i più piccoli è un nuovo lockdown».
Eccoci qua, ci risiamo. Il linguaggio del rotocalco turbomondialista ormai è sempre lo stesso: pare quasi godere nell’invocare qualsiasi proibizione, così da poter mettere a tutta pagina la parolina tanto cara ai chiusuristi in tempo pandemico: lockdown.
Siccome è caldo, fin troppo, e questo cambiamento climatico sembra non darci pace, le politiche green – predatorie per i nostri portafogli e distruttrici di interi settori socioeconomici – non sembrano sortire effetti. Così si ricorre ancora una volta al «chiusurismo». State a casa, non uscite nelle ore diurne più calde, anzi meglio non uscire proprio con la luce del sole; al massimo una passeggiatina appena dopo cena e poi di nuovo in casa, perché si potrebbe incappare in gente poco raccomandabile e pericolosa dopo una certa ora, in ispecie nelle grandi città.
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Ecco che anche in estate la nostra cara socialità sembra andare a farsi benedire, proprio nella stagione in cui si dovrebbe stare all’aperto, nei parchi, in piscina, al lago o al mare. Invece no: costretti a stare in città e per giunta chiusi in casa. Mi si obietterà che per andare al mare – o al fresco della montagna, che sia – ci vogliono i soldi e troppe famiglie vivono sotto la soglia di povertà.
Lo stesso sistema che vi chiede di rimanere segregati in casa è il medesimo che ha eroso, pezzo dopo pezzo, il vostro potere d’acquisto e ha fatto calare i vostri stipendi; ma, al contempo, per rabbonirvi, vi ha illuso di poter acquistare qualsiasi bene di consumo con delle semplici rate che, ahinoi, vanno a pesare sempre di più sulle già martoriate buste paga.
Leggiamo su La Repubblica: «Non uscire nelle ore centrali. Non fare attività fisica con l’afa. Stare lontani da sole. Tenere chiusi vetri e persiane. Un passo indietro dopo l’altro, le regole contro il caldo hanno riportato di nuovo bambini e adolescenti per buona parte del tempo in casa. Al netto dei periodi di mare o montagna, l’estate con le temperature che lambiscono i 40 gradi ripropone alle famiglie alcuni dei problemi che credevamo superati con lo sfumare del COVID». Una dolce segregazione per il nostro bene.
Qualche mese fa, in un comune calabrese, abbiamo visto il lockdown adolescenziale pensato per proteggere i quattordicenni che girano in maniera incontrollata per tutta la notte cercando di aggredire i loro coetanei o arrecare danno alle strutture balneari.
Oltralpe si sono già portati avanti e hanno fatto un deciso upgrade alla chiusura, ossia il «lockdown maranza»: un’intera comunità francese costretta agli arresti domiciliari a causa di un’infezione esterna, che non è un virus stavolta, ma la violenza anarco-tirannica delle bande di giovani immigrati.
Come riportato da Renovatio 21, un nuovo studio rivela che lo stress causato dai lockdown dovuti al COVID-19 ha provocato cambiamenti duraturi nel cervello degli adolescenti. Lo studio ha scoperto che la pandemia ha avuto effetti a lungo termine sugli adolescenti e sui sistemi biologici dei loro corpi correlati allo stress.
Le restrizioni sociali hanno già causato cambiamenti significativi nello sviluppo dei bambini di età pari o inferiore a sei anni, ritardando l’acquisizione di un’abilità sociale fondamentale.
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Numerosi studi che abbiamo riportato su Renovatio 21, suggeriscono che i lockdown e le altre misure adottate per prevenire la diffusione del COVID-19 hanno causato danni gravi e potenzialmente irreversibili ai bambini in età prescolare. Reiterare isolamento ai nostri figli diventa un pericolo concreto per la loro crescita, il loro sviluppo e soprattutto va a ledere la loro socialità, che è linfa vitale per la loro crescita.
Ecco, guardiamoci bene dall’invocare, per qualsiasi problema, questo tipo di soluzione, che non è assolutamente risolutiva, bensì dannosa.
È chiedere troppo se vogliamo soluzioni concrete che non siano punizioni agli ignari cittadini?
È chiedere troppo, per i cittadini, sentirsi liberi e protetti dallo Stato?
Il quale Stato, parrebbe, non vuole più assumersi alcuna responsabilità.
Francesco Rondolini
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Chat control, il Parlamento Europeo ha esteso fino al 2028 il programma di sorveglianza sui nostri telefoni
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